815600FE9E92D9D6C3092025-01-012025-12-31815600FE9E92D9D6C3092025-12-31815600FE9E92D9D6C3092024-12-31815600FE9E92D9D6C3092024-01-012024-12-31815600FE9E92D9D6C3092023-12-31ifrs-full:IssuedCapitalMember815600FE9E92D9D6C3092023-12-31ifrs-full:OtherReservesMember815600FE9E92D9D6C3092023-12-31ifrs-full:RetainedEarningsMember815600FE9E92D9D6C3092023-12-31ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember815600FE9E92D9D6C3092023-12-31ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember815600FE9E92D9D6C3092023-12-31815600FE9E92D9D6C3092024-01-012024-12-31ifrs-full:RetainedEarningsMember815600FE9E92D9D6C3092024-01-012024-12-31ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember815600FE9E92D9D6C3092024-01-012024-12-31ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember815600FE9E92D9D6C3092024-01-012024-12-31ifrs-full:OtherReservesMember815600FE9E92D9D6C3092024-01-012024-12-31ifrs-full:IssuedCapitalMember815600FE9E92D9D6C3092024-12-31ifrs-full:IssuedCapitalMember815600FE9E92D9D6C3092024-12-31ifrs-full:OtherReservesMember815600FE9E92D9D6C3092024-12-31ifrs-full:RetainedEarningsMember815600FE9E92D9D6C3092024-12-31ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember815600FE9E92D9D6C3092024-12-31ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember815600FE9E92D9D6C3092025-01-012025-12-31ifrs-full:RetainedEarningsMember815600FE9E92D9D6C3092025-01-012025-12-31ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember815600FE9E92D9D6C3092025-01-012025-12-31ifrs-full:NoncontrollingInterestsMember815600FE9E92D9D6C3092025-01-012025-12-31ifrs-full:OtherReservesMember815600FE9E92D9D6C3092025-01-012025-12-31ifrs-full:IssuedCapitalMember815600FE9E92D9D6C3092025-12-31ifrs-full:IssuedCapitalMember815600FE9E92D9D6C3092025-12-31ifrs-full:OtherReservesMember815600FE9E92D9D6C3092025-12-31ifrs-full:RetainedEarningsMember815600FE9E92D9D6C3092025-12-31ifrs-full:EquityAttributableToOwnersOfParentMember815600FE9E92D9D6C3092025-12-31ifrs-full:NoncontrollingInterestsMemberiso4217:EUR
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TREVI – Finanziaria industriale S.p.A.
Relazione Finanziaria al 31 Dicembre 2025
TREVI – Finanziaria Industriale S.p.A.
Sede Sociale Cesena (FC) – Via Larga di Sant’Andrea 201 – Italia
Capitale Sociale Euro 123.044.339,55i.v.
R.E.A. C.C.I.A.A. Forlì – Cesena N. 201.271
Codice Fiscale, P. IVA e Registro delle Imprese di Forlì – Cesena: 01547370401
Sito Internet: www.trevifin.com
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COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI SOCIETARI
Alla data della redazione della presente relazione, a seguito dell’Assemblea dei Soci del 13 maggio 2025, la composizione degli organi sociali è la seguente:
PRESIDENTE
Giuseppe Caselli (esecutivo e non indipendente)1
AMMINISTRATORE DELEGATO
Giuseppe Caselli
CONSIGLIERI DI AMMINISTRAZIONE
Davide Manunta (non esecutivo)
Adriana Baso (non esecutivo ed indipendente)
Matteo Adolfo Maria Mognaschi (non esecutivo ed indipendente)
Marco Pappalardo (non esecutivo ed indipendente)
Elisa Roversi (non esecutivo ed indipendente)
Claudia Rubini (non esecutivo ed indipendente)
Daniela Savi (non esecutivo ed indipendente)
Antongiulio Marti (non esecutivo ed indipendente)
Francesca Crescini (non esecutivo ed indipendente)
COLLEGIO SINDACALE
Sindaci effettivi
Carmen Pezzuto (Presidente)
Domenico Iannotta
Dorina Casadei
ALTRI ORGANI SOCIALI
Comitato nomine e remunerazione Claudia Rubini (Presidente)Davide ManuntaFrancesca CresciniComitato Parti CorrelateAdriana Baso (Presidente)Antongiulio MartiElisa Roversi
Comitato Controllo, Rischi e SostenibilitàDaniela Savi (Presidente)Davide ManuntaMatteo Adolfo Maria Mognaschi
1 il Consiglio di Amministrazione ha nominato in data 11 febbraio 2026 l’Amministratore Delegato, Ing. Giuseppe Caselli, anche Presidente del Consiglio di Amministrazione a seguito delle dimissioni presentate dal Prof. Antonio Maria Rinaldi in data 24 gennaio 2026
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Direttore Amministrazione Finanza e Controllo
Vincenzo Auciello
Nominato dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari con delibera del Consiglio di amministrazione del 14 gennaio 2025.
Società di Revisione
Deloitte & Touche S.p.A.
Nominata in data 13 novembre 2025 ed in carica fino alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2033.
Organismo di Vigilanza Modello Organizzativo 231/01
Floriana Francesconi (Presidente)
Yuri Zugolaro
Valeria Sarti
Il Gruppo Trevi opera a livello mondiale nell’ingegneria del sottosuolo a 360 gradi (fondazioni speciali, consolidamenti del terreno, recupero siti inquinati), nella progettazione e commercializzazione di tecnologie specialistiche del settore. Nato a Cesena nel 1957, il Gruppo conta 65 società e, con dealer e distributori, è presente in circa 90 paesi. Elementi caratterizzanti il rilevante posizionamento di mercato del Gruppo Trevi sono rappresentati dall'internazionalizzazione e dall’integrazione e interscambio continuo tra le due divisioni che lo compongono, segnatamente i) Trevi, che realizza opere di fondazioni speciali e consolidamenti di terreni per grandi interventi infrastrutturali (metropolitane, dighe, porti e banchine, ponti, linee ferroviarie e autostradali, edifici industriali e civili) e ii) Soilmec, che progetta, produce e commercializza macchinari, impianti e servizi per l'ingegneria del sottosuolo.
La capogruppo Trevi - Finanziaria Industriale S.p.A. (TreviFin) è quotata alla Borsa di Milano dal mese di luglio 1999 e rientra nel comparto Euronext Milan.
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RELAZIONE SULLA GESTIONE DEL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE AL BILANCIO CONSOLIDATO E AL BILANCIO D’ESERCIZIO CHIUSO AL 31 DICEMBRE 2025
Signori Azionisti,
nel corso del 2025 il Gruppo ha proseguito con determinazione lungo il percorso di rilancio e consolidamento avviato negli ultimi anni, confermando nella seconda parte dell’anno le indicazioni positive già emerse nei risultati semestrali. Ciò ci consente oggi di presentarvi un bilancio che, per il quarto anno consecutivo, raggiunge gli obiettivi economico-finanziari previsti, registrando ricavi pari a 624 milioni, un EBITDA ricorrente di 85,5 milioni e un risultato netto di Gruppo pari a 8,6 milioni. Anche il flusso di cassa operativo ordinario ha evidenziato un ulteriore miglioramento, attestandosi a 51,3 milioni rispetto ai 32,5 milioni dell’esercizio precedente.
Il 2025 conferma quindi la solidità del percorso intrapreso e la capacità del Gruppo di mantenere una rotta coerente nel tempo, rafforzando progressivamente le proprie fondamenta industriali e finanziarie. L’approccio selettivo ai progetti oggetto di gara, focalizzato sulla generazione di valore rispetto ai volumi, sull’efficienza operativa e sulla qualità dell’esecuzione, ha continuato a rappresentare una leva chiave del modello di business. Questa impostazione ci ha permesso di migliorare ulteriormente la marginalità e la generazione di cassa, consolidando un portafoglio ordini caratterizzato da profili di redditività coerenti con gli obiettivi del Piano. Il 2025 registra così un order intake solido e un backlog robusto, confermando la qualità del nostro posizionamento competitivo e la fiducia del mercato nelle nostre competenze distintive.
Al centro di questa crescita vi sono le nostre persone: l’impegno, la professionalità e la capacità delle donne e degli uomini del Gruppo di operare con competenza in contesti e progetti complessi rappresentano il vero motore del nostro sviluppo. La leadership tecnologica riconosciuta dal mercato e la sinergia accrescitiva strutturale tra Trevi e Soilmec continuano a distinguere il nostro modello, permettendoci di integrare progettazione, tecnologie e capacità realizzative lungo tutta la catena del valore dell’ingegneria del sottosuolo. La nostra presenza globale e la diversificazione geografica costruita negli anni restano elementi centrali della nostra resilienza, soprattutto in un periodo caratterizzato da un quadro geopolitico dinamico, che abbiamo affrontato con un presidio rigoroso dei rischi e una gestione attenta delle attività nelle aree più sensibili.
Guardando al futuro, il 2026 rappresenta un punto di avvio significativo: l’evoluzione del mix geografico e l’entrata in fase operativa di nuove commesse di rilevanza strategica porranno le basi per un percorso di crescita pluriennale. Molti di questi progetti, distribuiti in aree a elevato potenziale, esprimeranno progressivamente i loro benefici negli anni successivi, contribuendo a rafforzare ulteriormente la visibilità sui ricavi e la sostenibilità del nostro portafoglio nel medio termine. La pipeline rimane solida nei mercati infrastrutturali e geotecnici più rilevanti, sostenuta da trend strutturali di lungo periodo e da una domanda che continua a premiare operatori capaci di affrontare progetti complessi con elevati standard ambientali e di sicurezza.
In questa prospettiva, l’approvazione del bilancio 2025 si accompagna all’avvio di una nuova manovra finanziaria, pensata per rafforzare in modo strutturale la solidità patrimoniale del Gruppo e sostenere le direttrici di sviluppo delineate nel Piano Industriale 2026-2029. La manovra nasce dalla volontà di assicurare
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al Gruppo una struttura finanziaria più robusta, stabile e coerente con la crescita attesa, rafforzando al tempo stesso la capacità di investimento e la continuità operativa nei mercati a più alto potenziale. Essa rappresenta una scelta strategica che consente a Trevi di aumentare la flessibilità, sostenere i programmi industriali previsti dal Piano e garantire un profilo finanziario più solido, capace di fronteggiare eventuali scenari di volatilità e di accompagnare il Gruppo lungo un percorso di crescita sostenuta e disciplinata nel medio-lungo periodo.
Parallelamente, il Gruppo ha proseguito nell’integrazione della sostenibilità all’interno dei processi industriali, gestionali e decisionali, in linea con l’evoluzione normativa introdotta dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). La Dichiarazione Consolidata di Sostenibilità, contenuta nella Relazione sulla Gestione, fornisce una rappresentazione accurata del nostro operato lungo le dimensioni ambientale, sociale e di governance, confermando il nostro impegno verso un modello di sviluppo responsabile, trasparente e orientato al lungo periodo.
Alla data odierna, tutte le attività operative del Gruppo nei Paesi dell’area Medio Oriente (in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait) proseguono regolarmente. Non si registrano fermi operativi, rallentamenti significativi o criticità nei cantieri discontinuità nelle attività commerciali e nella pipeline in essere causati dalle tensioni in essere.
Il Gruppo continuerà in ogni caso a monitorare con attenzione l’evoluzione dello scenario, mantenendo un approccio prudente e proattivo nella gestione dei rischi.
Desideriamo ringraziare i nostri azionisti, i clienti, i partner e tutte le persone del Gruppo per la fiducia e il contributo dimostrati nel corso dell’anno. Ogni traguardo rappresenta per noi un nuovo punto di partenza: continueremo a eseguire con disciplina la nostra strategia industriale, con la determinazione, la competenza e la visione che contraddistinguono il Gruppo Trevi da oltre sessantasette anni.
Il Consiglio di Amministrazione (per conto dell’Amministratore Delegato e del Direttore Finanziario)
Giuseppe Caselli
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Principali dati e risultati economico finanziari del Gruppo
Nota metodologica
Nella presente Relazione degli Amministratori sull’andamento della gestione sono riportate informazioni relative ai ricavi, alla redditività, alla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Trevi al 31 dicembre 2025.
Salvo ove diversamente indicato, tutti i valori sono espressi in migliaia di euro. I confronti nel documento sono stati effettuati rispetto al 31 dicembre dell’esercizio precedente.
Si precisa che le eventuali differenze rinvenibili in alcune tabelle sono dovute agli arrotondamenti dei valori espressi in migliaia di euro. La società Capogruppo Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. è indicata con la sua denominazione sociale completa o semplicemente definita Trevifin o Società, mentre il Gruppo facente capo alla stessa è nel seguito indicato come Gruppo Trevi o semplicemente definito il Gruppo.
Principi contabili di riferimento
La Relazione finanziaria al 31 dicembre 2025 è stata redatta in ottemperanza a quanto disposto dall’articolo 154 ter. C.5. del D.lgs 58/98 T.U.F. e successive modificazioni ed integrazioni ed in osservanza dell’articolo 2.2.3. del Regolamento di Borsa.
I principi contabili di riferimento, i principi di consolidamento ed i criteri di valutazione per la redazione della Relazione finanziaria al 31 dicembre 2025 non evidenziano differenze rispetto a quelli utilizzati per la redazione della Relazione finanziaria al 31 dicembre 2024, disponibile sul sito www.trevifin.com, alla sezione “Investor Relations”.
I principi contabili utilizzati dalla Capogruppo e dal Gruppo sono rappresentati dagli International Financial Reporting Standardsadottati dall’Unione Europea ed in applicazione D.Lgs 38/2005 e dalle altre disposizioni CONSOB in materia di bilancio.
Conto economico consolidato riclassificato e indicatori alternativi di performance
Lo schema di conto economico del Gruppo, presente nel prosieguo della presente Relazione degli Amministratori sull’andamento della gestione, è stato riclassificato secondo una vista gestionale utilizzata dal Management ed evidenziante indicatori intermedi di redditività rappresentati principalmente da (i) Margine Operativo Lordo ricorrente (EBITDA ricorrente) (ii) Margine Operativo Lordo (EBITDA) e (iii) Risultato Operativo (EBIT).
Tali indicatori intermedi di redditività, per la cui definizione si rimanda a quanto di seguito commentato, non sono identificati come misura contabile nell’ambito dei Principi Contabili IFRS adottati dall’Unione Europea e pertanto sono definibili come misurazioni alternative di performance la cui determinazione quantitativa potrebbe non essere univoca. Tali indicatori costituiscono una misura utilizzata dal Management per monitorare e valutare l’andamento operativo del Gruppo e delle sue divisioni. Il criterio di determinazione di tali indicatori applicato dal Gruppo potrebbe non essere omogeneo con quello adottato da altri gruppi o società e, pertanto, non comparabile.
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Principali risultati economici del Gruppo
(in migliaia di euro)
 
 
 
 
20252024VariazioneVariazione %
Ricavi Totali 624.017663.263(39.246)-5,9%
EBITDA Ricorrente (*)85.51383.6341.8792,2%
EBITDA81.81481.747670,1%
Risultato Operativo (EBIT)47.83844.2123.6258,2%
Risultato netto dell’esercizio8.6335.5083.12556,7%
Risultato netto di Gruppo8.0731.5276.546 428,7%
(*) L’importo non include i costi valutati dal Management come non ricorrenti.
Conto economico complessivo
 
 
 
(in migliaia di euro)
Conto economico complessivo 31/12/202531/12/2024VariazioneVariazione %
Utile (perdita) complessiva del Gruppo(25.461)16.730(42.191)-252%
Portafoglio lavori ed ordini acquisiti
 
 
 
 
 
(in migliaia di euro)
Portafoglio lavori31/12/202531/12/2024VariazioneVariazione %
Portafoglio lavori748.116700.94847.1686,7%
Ordini acquisiti20252024VariazioneVariazione %
Ordini acquisiti734.289605.380128.90921,3%
Posizione finanziaria
 
 
 
(in migliaia di euro)
Posizione finanziaria netta 31/12/202531/12/2024VariazioneVariazione %
Posizione finanziaria netta totale(187.406)(198.894)11.4886%
Organico di Gruppo
(valori in unità)
 
 
Organico di Gruppo31/12/202531/12/2024VariazioneVariazione %
Numero dipendenti3.1293.057722%
I ricavi totali nell’esercizio 2025 ammontano a circa 624 milioni di euro, rispetto ai 663,3 milioni di euro del 31 dicembre 2024, in diminuzione di circa 39,2 milioni di euro (-5,9%).
L’EBITDA ricorrente nel 2025 ammonta a 85,5 milioni di euro, in aumento del 2,2% rispetto al precedente esercizio, mentre l’EBITDA ammonta a 81,8 milioni di euro, sostanzialmente in linea con l’EBITDA del 2024.
L’EBITDA ricorrente è esposto al lordo di costi non ricorrenti pari a complessivi 3,7 milioni di euro (1,9 milioni di euro al 31 dicembre 2024), di cui 0,8 milioni di euro per costi del personale e 2,9 milioni di euro di costi per servizi, principalmente riconducibili ad attività di consulenza.
Il risultato Operativo (EBIT) ammonta a 47,8 milioni di euro, rispetto al dato di 44,2 milioni di euro rilevato nell’esercizio precedente, con un incremento dell’8,2%; conseguentemente si evidenzia un sensibile incremento della redditività operativa % del Gruppo, pari al 7,7% nel 2025 in confronto al 6,7% rilevato nell’esercizio precedente.
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L’utile dell’esercizio è pari a 8,6 milioni di euro rispetto a 5,5 milioni di euro di utile nel 2024, mentre l’utile di pertinenza del Gruppo al 31 dicembre 2025 è pari a 8,1 milioni di euro (1,5 milioni di euro di utile nel 2024), a conferma finale del miglioramento della redditività.
Il risultato complessivo riflesso nel conto economico complessivo consolidato è negativo per 25,2 milioni di euro rispetto ad un utile 2024 di 19,9 milioni di euro. Tale risultato negativo è esclusivamente ascrivibile all’andamento dei cambi che hanno comportato l’iscrizione, nelle altre componenti di conto economico complessivo, di una variazione negativa di riserva di conversione dei bilanci delle società controllate estere per 33,8 milioni di euro al 31 dicembre 2025, mentre nell’esercizio precedente era stata registrata una variazione positiva per 14,4 milioni di euro.
La Posizione Finanziaria Netta del Gruppo è negativa per 187,4 milioni di euro al 31 dicembre 2025, in miglioramento di 11,5 milioni di euro rispetto ai 198,9 milioni di euro registrati al 31 dicembre 2024.
Gli ordini acquisiti nell’esercizio 2025 sono pari a circa 734,2 milioni di euro, in aumento di circa 128,9 milioni rispetto all’esercizio precedente (+6%). Il portafoglio lavori al 31 dicembre 2025 è pari a 748,1 milioni di euro, mentre al 31 dicembre 2024 era pari a 700,9 milioni di euro. Conseguentemente, si evidenzia il rafforzamento della posizione competitiva del Gruppo Trevi, registrando una crescita importante nella capacità di acquisire nuove commesse e nell’entità complessiva del portafoglio lavori. Tale risultato conferma la solidità del modello industriale del Gruppo e la sua capacità di generare valore attraverso progetti ad elevato contenuto tecnico, pienamente coerenti con la missione aziendale e con i principi ESG che guidano le strategie operative.
L’aumento del portafoglio ordini riflette la riconosciuta eccellenza ingegneristica del Gruppo nei propri mercati di riferimento (Italia, Medio Oriente e Nord America) dove lo stesso continua a distinguersi per la capacità di proporre soluzioni specialistiche, tecnologicamente avanzate e in grado di creare rilevante valore aggiunto per i clienti e le comunità locali.
Il contributo più significativo alla crescita è provenuto dall’Europa, con particolare rilievo per l’Italia, e dal Middle East, in particolare dagli Emirati Arabi Uniti, aree in cui il know-how del Gruppo è stato determinante nell’aggiudicazione di commesse complesse e altamente qualificate.
Tra i principali progetti acquisiti nel corso dell’esercizio si segnalano:
il Manhattan Tunnel GDC a New York, intervento a elevata complessità tecnica;
ulteriori tranche della Linea C della metropolitana di Roma, che confermano il ruolo di riferimento del Gruppo nelle grandi opere infrastrutturali nazionali;
una nuova quota di lavori a Neom, progetto simbolo di innovazione ed engineering avanzato in Arabia Saudita;
il Golden Triangle Project, sempre in Arabia Saudita, che consolida la presenza del Gruppo nella regione;
il progetto Peninsula negli Emirati Arabi Uniti, ulteriore testimonianza della fiducia riposta nelle competenze specialistiche del Gruppo.
Nella prima parte dell’anno 2025 si sono registrati rinvii nell'aggiudicazione di alcune commesse, in particolare l’ultimo work order di Neom e alcuni progetti in Nord America e si è verificata la cancellazione del progetto Mid Barataria Sediment Diversion (MBSD) a New Orleans, dove si sono però ottenuti i riconoscimenti del lost-profit. Ciò nonostante, il Gruppo ha dimostrato la propria capacità di reazione, recuperando progressivamente gli scostamenti iniziali grazie al know-how tecnico, alla solidità dei processi
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ingegneristici e alle buone performance dei progetti in corso. Questo ha consentito di chiudere l’anno con una redditività operativa superiore, sia in valore assoluto che in termini %, all’esercizio precedente.
Di seguito si riporta l’andamento del titolo Trevi Finanziaria Industriale in Borsa nel corso dell’anno 2025, da cui si evidenzia che al 31 dicembre 2025 il Gruppo ha raggiunto una capitalizzazione di borsa pari 198,3 milioni di euro, significativamente superiore al patrimonio netto consolidato a tale data (136,6 milioni di euro):
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Si riportano di seguito i prospetti riclassificati del conto economico consolidato e della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata, nonché la composizione della Posizione Finanziaria Netta del Gruppo.
Conto Economico Consolidato Riclassificato
Nella tabella seguente è riportata l’analisi della situazione economica consolidata riclassificata per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e 2024, utilizzata dal Management per finalità gestionali.
(in migliaia di euro)
 
20252024Variazione
RICAVI TOTALI 624.017663.263(39.246)
Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti ed in corso di lavorazione (11.372)4.728(16.100)
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni 13.42112.0901.331
VALORE DELLA PRODUZIONE1 626.066680.081(54.015)
Consumi di materie prime e servizi esterni2 (408.303)(467.545)59.242
Costo del personale (132.250)(128.901)(3.348)
EBITDA RICORRENTE3 85.51383.6341.879
Oneri straordinari non ricorrenti (3.699)(1.887)(1.812)
EBITDA4 81.81481.74767
Ammortamenti (27.765)(31.000)3.235
Accantonamenti e svalutazioni (6.212)(6.535)323
RISULTATO OPERATIVO (EBIT)547.83844.2123.625
Proventi / (Oneri) finanziari6 (27.537)(30.597)3.060
Utili / (Perdite) su cambi (345)(919)574
Rettifiche di valore di attività finanziarie 45561(516)
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE 20.00113.2586.743
Risultato netto da attività destinate alla vendita 000
Imposte sul reddito (11.368)(7.750)(3.617)
RISULTATO NETTO 8.6335.5083.125
Attribuibile a:
Azionisti della Capogruppo 8.0731.5276.546
Interessi di minoranza 5603.981(3.421)
RISULTATO NETTO 8.6335.5083.125
Tale conto economico rappresenta una sintesi riclassificata del Conto Economico Consolidato presentato negli schemi di bilancio e le seguenti note esplicative forniscono le indicazioni qualitative per consentirne un’agevole riconciliazione.
1 Il valore della produzione comprende le seguenti voci di bilancio: ricavi delle vendite e prestazioni, incrementi di immobilizzazioni per lavori interni, altri ricavi operativi e la variazione delle rimanenze di prodotti finiti ed in corso di lavorazione.
2 La voce “Consumi di materie prime e servizi esterni” comprende le seguenti voci di bilancio: materie prime e di consumo, variazione rimanenze materie prime, sussidiarie, di consumo e merci, ed altri costi operativi non comprensivi degli oneri diversi di gestione. Tale voce è esposta al netto degli oneri non ricorrenti.
3 L’EBITDA ricorrente rappresenta l’EBITDA, come definito nella seguente nota, normalizzato eliminando dal calcolo dell’EBITDA gli oneri e i proventi ritenuti non ricorrenti nella gestione.
4 L’EBITDA (Margine Operativo Lordo) è un indicatore economico non definito negli IFRS, adottati dal Gruppo Trevi a partire dal bilancio consolidato al 31 dicembre 2005. L’EBITDA è una misura utilizzata dal Management di Trevi per monitorare e valutare l’andamento operativo del Gruppo. L’EBITDA (Earnings before interests, taxes, depreciation and amortization) è definito da Trevi come Utile/Perdita d’esercizio al lordo degli ammortamenti di immobilizzazioni materiali, immateriali e diritti d’uso, accantonamenti e svalutazioni, degli oneri e proventi finanziari, delle differenze cambio e delle imposte sul reddito.
5 L’EBIT (Risultato Operativo) è un indicatore economico non definito negli IFRS, adottati dal Gruppo Trevi a partire dal bilancio consolidato al 31 dicembre 2005. L’EBIT (Earnings before interests and taxes) è definito da Trevi come Utile/Perdita d’esercizio al lordo degli oneri e proventi finanziari, delle differenze cambio e delle imposte sul reddito.
6 La voce “Proventi /(oneri) finanziari” è la sommatoria delle seguenti voci di bilancio: proventi finanziari e (costi finanziari).
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Ripartizione dei ricavi per area geografica
(In migliaia di euro)
Area Geografica2025%2024%Variazioni%
Italia117.80319%115.63317%2.1702%
Europa37.1256%29.0034%8.12228%
USA, Canada e Messico95.86615%89.96114%5.9057%
America Latina29.8115%40.7046%(10.893)-27%
Africa25.4664%21.0023%4.46421%
Medio Oriente e Asia244.25639%270.31441%(26.058)-10%
Estremo Oriente e Resto del mondo73.68912%96.64615%(22.957)-24%
Ricavi totali624.017100%663.263100%(39.246)-6%
Ripartizione dei ricavi per settore produttivo
(in migliaia di euro)
 
 
 
 
 
 
Ricavi per Settore2025%2024%VariazioneVariazione %
Lavori speciali di fondazioni (Divisione Trevi)506.21678,1%537.52278,8%(31.306)-6%
Produzione macchinari speciali per fondazioni (Divisione Soilmec)142.28221,9%144.99921,2%(2.717)-2%
Elisioni e rettifiche Interdivisionali(24.135)(19.183)(4.952)
Sub-totale settore Fondazioni 624.363100%663.338100%(38.975)
Capogruppo14.82418.950(4.126)-22%
Elisioni interdivisionali e con la Capogruppo(15.170)(19.025)3.855
Gruppo Trevi624.017100%663.263100%(39.246)-6%
Per ulteriori dettagli per settore produttivo, si rimanda al paragrafo relativo all’informativa settoriale fornita nelle note esplicative del bilancio consolidato.
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Situazione Patrimoniale Finanziaria Consolidata riclassificata
Nella tabella seguente è riportata l’analisi della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata riclassificata al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024, utilizzata dal Management per finalità gestionali.
(in migliaia di euro)
 
 
 
 
 
 
 
 
31/12/202531/12/2024Variazioni
- Immobili, impianti e macchinari157.980174.406(16.426)
- Immobilizzazioni immateriali e Avviamento15.87916.226(347)
- Immobilizzazioni finanziarie – partecipazioni746744027
A)Immobilizzazioni174.326191.072(16.746)
- Rimanenze228.475272.610(44.135)
- Crediti commerciali8129.135141.886(12.751)
- Debiti commerciali (-)9(135.777)(160.931)25.154
- Acconti10(51.988)(63.249)11.261
- Altre attività (passività)11(13.414)(11.282)(2.132)
B)Capitale d'esercizio netto156.431179.034(22.603)
C)Attività e passività destinate alla dismissione
D)Capitale investito dedotte le Passività d'esercizio (A+B+C)330.756370.106(39.350)
E)Benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro (-)(10.267)(11.384)1.117
F)CAPITALE INVESTITO NETTO (D+E)320.489358.722(38.233)
Finanziato da:
G)Patrimonio Netto del Gruppo136.555161.912(25.357)
H)Patrimonio Netto di pertinenza di terzi(3.472)(2.084)(1.387)
I)Indebitamento finanziario netto12187.406198.894(11.488)
L)TOTALE FONTI DI FINANZIAMENTO (G+H+I)320.489358.722(38.233)
Tale situazione patrimoniale rappresenta una sintesi riclassificata della Situazione Patrimoniale Finanziaria Consolidata riportata negli schemi di bilancio consolidato, unitamente ad una diversa esposizione dei lavori in corso. Le seguenti note di commento hanno la finalità di consentire una riconciliazione qualitativa, mentre nel proseguo viene fornita anche una riconciliazione quantitativa con riferimento all’esposizione dei lavori in corso.
7 Il saldo delle immobilizzazioni finanziarie comprende le partecipazioni e gli altri crediti finanziari non correnti.
8 Il saldo della voce crediti commerciali comprende: i crediti verso clienti sia correnti che non correnti, i crediti verso collegate correnti, gli importi dovuti dai committenti.
9 Il saldo della voce debiti commerciali comprende: i debiti verso fornitori e i debiti verso collegate correnti.
10 Il saldo della voce acconti comprende sia la parte corrente che non corrente.
11 Il saldo della voce altre attività/(passività) comprende: i crediti/(debiti) verso altri, i ratei e risconti attivi/(passivi), i crediti/(debiti) tributari e i fondi rischi correnti e non correnti.
12 La Posizione Finanziaria Netta utilizzata come indicatore finanziario dell’indebitamento, viene rappresentata come sommatoria delle seguenti componenti positive e negative dello Stato Patrimoniale, in accordo con la comunicazione CONSOB n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, aggiornate con quanto previsto dall’orientamento ESMA 32-382-1138 del 4 marzo 2021 così come recepito dal richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21 del 29 aprile 2021:
-componenti positive correnti: disponibilità liquide (cassa, assegni e banche attive), titoli di pronto smobilizzo dell’attivo circolante e crediti finanziari;
-componenti negative correnti e non correnti: debiti verso banche, debiti verso altri finanziatori (società di leasing e società di factoring) e debiti verso soci per finanziamenti.
Per un maggior dettaglio si rimanda ad apposita tabella riportata nel successivo paragrafo
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Prospetto di riconciliazione della Situazione Patrimoniale riclassificata con il Bilancio Consolidato in merito alla riclassifica dei lavori in corso su ordinazione:
Il principio contabile IFRS 15, relativo alla contabilizzazione dei lavori in corso su ordinazione, prevede che il valore dei lavori in corso su ordinazione venga espresso al netto dei relativi acconti ricevuti dai committenti e che tale saldo netto trovi rappresentazione tra i crediti commerciali o tra le altre passività rispettivamente a seconda che lo stato di avanzamento dei lavori risulti superiore o inferiore all’acconto ricevuto.
Di seguito si riporta la riconciliazione tra i dati riportati nella Situazione Patrimoniale Riclassificata, sopra esposta, che non tiene in considerazione l’esposizione richiesta dall’IFRS 15, rispetto allo schema di bilancio consolidato in cui tale effetto è invece riflesso.
(in migliaia di euro)
Capitale d'esercizio netto31/12/2025Riclassifica31/12/2025Situazione patrimoniale finanziaria31/12/2024Riclassifica31/12/2024Situazione patrimoniale finanziaria
- Rimanenze228.475(126.896)101.578272.610(149.788)122.822
- Crediti commerciali129.135109.469238.604141.886117.249259.135
- Debiti commerciali (-)(135.777)0(135.777)(160.931)0(160.931)
- Acconti (-)(51.988)45.115(6.873)(63.249)59.119(4.131)
- Altre attività (passività)(13.414)(27.688)(41.102)(11.282)(26.579)(37.861)
Totale156.4310156.431179.0340179.034
Posizione Finanziaria Netta consolidata
La Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2025, confrontata con i dati al 31 dicembre 2024, è riportata nel seguente prospetto:
(in migliaia di euro)
31/12/202531/12/2024Variazioni
Debiti verso banche correnti(128.017)(59.251)(68.766)
Debiti verso altri finanziatori correnti(141.181)(16.920)(124.261)
Attività finanziarie correnti6.30817.911(11.603)
Disponibilità liquide correnti93.18295.018(1.836)
Totale corrente(169.708)36.758(206.466)
Debiti verso banche non correnti(10.009)(102.040)92.031
Debiti verso altri finanziatori non correnti(7.689)(133.612)125.923
Totale non correnti(17.698)(235.652)217.954
Indebitamento finanziario netto (definito come da richiamo Consob n.5/21 del 29 aprile 2021)(187.406)(198.894)11.488
Al 31 dicembre 2025 la Posizione Finanziaria Netta è negativa per 187,4 milioni di euro, in miglioramento di 11,5 milioni di euro rispetto al valore relativo al 31 dicembre 2024, pari a 198,9 milioni di euro.
La struttura della posizione finanziaria netta evidenzia una rilevante modifica tra quota corrente e quota non corrente in quanto al 31 dicembre 2026 giungerà a naturale scadenza la parte prevalente del debito oggetto dell’Accordo di Risanamento stipulato nel 2022 (euro 191,7 milioni al 31 dicembre 2025), nonché l’ammontare del prestito obbligazionario (50 milioni di euro) emesso dalla Capogruppo nell’esercizio 2014. Conseguentemente, tali importi sono stati classificati come passività correnti al 31 dicembre 2025. Al riguardo si rimanda a quanto commentato nel paragrafo “Note esplicative al bilancio consolidato dell’esercizio 2025”.
I risultati economico-finanziari consuntivati nel bilancio consolidato del Gruppo Trevi al 31 dicembre 2025 hanno consentito di rispettare i covenant finanziari previsti dall’Accordo di Risanamento; in particolare, il
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rapporto tra Indebitamento Finanziario Netto ed EBITDA ricorrente al 31 dicembre 2025 è pari a 2.19X, pertanto significativamente inferiore rispetto al parametro definito dall’Accordo di Risanamento a tale data (pari a 2,75x), mentre il rapporto tra Indebitamento Finanziario Netto e Patrimonio Netto consolidato è pari a 1.41x, anch’esso significativamente inferiore rispetto al parametro definito dall’Accordo di Risanamento alla medesima data (pari a 2,20x).
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Andamento operativo dell’esercizio 2025
Il contesto di mercato
Nel 2025 il mercato globale delle costruzioni è stato frammentato, mentre gli stakeholder si sono dovuti adattare a un nuovo contesto commerciale, plasmato da condizioni di finanziamento restrittive e da politiche statunitensi sempre più protezionistiche. In questo contesto, si stima che la produzione globale del settore costruzioni sia cresciuta solo moderatamente nel 2025, dello 0,5% in termini reali.
Nei mercati sviluppati, come Stati Uniti ed Europa occidentale, i tassi d'interesse elevati e la fase complessa in termini di capacità di spesa dei consumatori, continuano a pesare sull’edilizia residenziale. Si stima che negli Stati Uniti la spesa per costruzioni sia diminuita dello 0,4% nel 2025. Anche in Europa i mercati residenziali si sono contratti e l’infrastruttura è stata il principale elemento stabilizzatore: il Recovery and Resilience Facility dell’UE, i programmi canadesi su energia rinnovabile e trasporti e le iniziative australiane hanno sostenuto l’attività.
Le tendenze nel settore delle costruzioni commerciali e industriali sono più eterogenee a livello globale. La domanda di uffici rimane debole, mentre data center, settore medicale, farmaceutico e produzione avanzata stanno trainando la crescita, sebbene la costruzione manifatturiera negli Stati Uniti abbia ristagnato. Tuttavia, nel 2026 si prevedono significativi margini di miglioramento qualora gli afflussi di IDE (Investimenti Diretti Esteri) in sospeso dovessero concretizzarsi.
Il settore dell’energia e delle utility rimane il segmento più promettente. Gli investimenti globali nelle energie rinnovabili nel 2025 hanno raggiunto un record del 10% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e i governi stanno destinando risorse ingenti all’espansione delle reti elettriche e delle infrastrutture energetiche sostenibili.
La scarsa mobilità del lavoro e la carenza di competenze restano marcate; tuttavia, l’inflazione dei costi di costruzione inizia a stabilizzarsi e la localizzazione della forza lavoro alimenta un cauto ottimismo. Complessivamente, i mercati sviluppati affrontano una quasi stagnazione e una crescente dipendenza da progetti pubblici e nel settore energetico, mentre le economie in via di sviluppo sostenute dagli investimenti in infrastrutture ed energia sono posizionate per una crescita da moderata a robusta, condizionata da migliori condizioni finanziarie globali e da liquidità sufficiente per far avanzare i progetti critici.
Si stima che tre regioni abbiano registrato una contrazione della produzione nel settore costruzioni nel 2025, guidate dal Nord America, dove l’attività dovrebbe essere diminuita del 2,2%. Anche l’Asia nord-orientale e l’America Latina dovrebbero aver registrato un calo, rispettivamente dell’1,0% e dello 0,2%. Al contrario, Asia meridionale, Sud Est asiatico e Medio Oriente e Nord Africa dovrebbero registrare una crescita superiore al 5% nel 2025. La crescita dei mercati emergenti è stimata appena allo 0,7%, in forte calo rispetto al 3,9% del 2024 e al 5,8% del 2023, evidenziando le difficoltà che il settore delle costruzioni sta affrontando.
(fonte: GlobalData Plc, 2026)
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Le acquisizioni e il portafoglio
Nel 2025 il Gruppo Trevi ha consolidato ulteriormente la propria posizione competitiva grazie a una solida crescita sia del portafoglio lavori, sia delle acquisizioni, confermando la capacità del Gruppo di generare valore attraverso progetti altamente specialistici e coerenti con la propria missione industriale e con i principi ESG.
I risultati positivi conseguiti dal Gruppo riflettono l’efficace integrazione di fattori ritenuti strategici per lo sviluppo aziendale: il solido know-how maturato nel tempo, le elevate competenze tecniche e ingegneristiche del management, il continuo investimento in attività di ricerca e sviluppo e l’adozione di tecnologie avanzate per una gestione efficiente e controllata dei progetti. A ciò si affiancano l’implementazione delle iniziative di ottimizzazione dei costi, il costante efficientamento dei processi produttivi, organizzativi e gestionali e, non da ultimo, le buone performance registrate dalle commesse in corso. La sinergia tra tali fattori ha contribuito al rafforzamento della competitività del Gruppo nei mercati di riferimento.
Portafoglio lavori
Al 31 dicembre 2025 il portafoglio lavori del Gruppo Trevi si attesta a 748,1 milioni di euro, evidenziando un incremento del 7% rispetto ai 700,9 milioni di euro rilevati al 31 dicembre 2024. Tale crescita conferma la solidità dell’attività di sviluppo commerciale del Gruppo e la continuità dei programmi infrastrutturali nei mercati di riferimento, a testimonianza della capacità del Gruppo di mantenere un posizionamento competitivo e di generare un flusso costante di nuove opportunità operative.
La Divisione Trevi si conferma il principale driver di crescita, con un portafoglio pari a 723 milioni di euro, che rappresenta il 97% del totale, in aumento del 6% rispetto al 2024. Questo risultato testimonia l’elevata specializzazione del Gruppo nelle grandi opere di fondazione, infrastrutture complesse, porti, metropolitane e interventi di geotecnica avanzata.
Anche la Divisione Soilmec ha contribuito allo sviluppo del backlog di Gruppo, con un portafoglio lavori di circa 29 milioni di euro, in crescita del 10%, rispetto al 2024. Tale aumento riflette la solidità della domanda internazionale per le tecnologie di perforazione e le soluzioni innovative sviluppate dalla società.
Ordini acquisiti
Gli ordini acquisiti nell’esercizio 2025 ammontano a 734,3 milioni di euro, con un incremento del 21% rispetto ai 605,4 milioni di euro del 2024.
La Divisione Trevi ha esercitato un ruolo trainante nel processo di acquisizione di nuove commesse, che hanno raggiunto un ammontare di 622 milioni di euro, in aumento del 27% rispetto all’anno precedente, in cui le acquisizioni erano pari a 489 milioni di euro. La crescita ottenuta riflette il successo commerciale del Gruppo nei propri mercati chiave (Italia, Medio Oriente, Nord America), grazie alla capacità di competere su commesse ad elevato contenuto tecnico e in grado di generare un notevole valore aggiunto.
La performance è stata raggiunta grazie all’aggiudicazione di alcuni progetti strategici, tra cui degni di nota:
il Manhattan Tunnel GDC a New York;
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una nuova tranche di lavori di ampliamento della metropolitana di Roma con Metro C per le stazioni San Pietro, Chiesa Nuova, Ottaviano e altre minori;
una nuova quota di lavori a Neom e il progetto Golden Triangle Project in Arabia Saudita;
il progetto “Peninsula” negli Emirati Arabi Uniti.
La Divisione Soilmec, pur mantenendo volumi di acquisizioni sostanzialmente stabili (132,8 milioni di euro nel 2025 verso 133,2 milioni di euro nel 2024), conferma un posizionamento solido in un contesto caratterizzato da cicli di mercato variabili e da una crescente domanda di tecnologie sostenibili e digitalizzate.
Gli investimenti
Nel corso dell’esercizio 2025, gli investimenti lordi del Gruppo Trevi ammontano complessivamente a 32,4 milioni di euro in immobilizzazioni materiali, di cui 6,7 milioni di euro riferibili a incrementi derivanti dall’applicazione del principio contabile IFRS 16 e 13,4 milioni di euro relativi a capitalizzazioni interne rappresentate fondamentalmente da forniture di macchine da parte della Divisione Soilmec a beneficio della Divisione Trevi. Gli investimenti lordi in immobilizzazioni immateriali ammontano complessivamente a 3,5 milioni di euro e si riferiscono principalmente a costi di sviluppo capitalizzati dalla Divisione Solimec.
Con riferimento alle immobilizzazioni materiali, i principali investimenti effettuati dalla Divisione Trevi sono stati finalizzati al supporto dell’esecuzione dei progetti operativi nelle diverse aree geografiche di presenza e hanno riguardato, in particolare:
Arabia Saudita: acquisizione di gru idrauliche Soilmec destinate alle attività di compattazione dinamica dei terreni, nonché di utensili di scavo e attrezzature accessorie per l’esecuzione di pali trivellati nell’ambito di progetti di costruzione ad elevato valore strategico;
Emirati Arabi Uniti (UAE): acquisto di frese Soilmec per la realizzazione di diaframmi e scavi profondi, unitamente alle relative attrezzature di supporto, tra cui sistemi di trattamento dei fluidi di perforazione, pompe e accessori di scavo destinati a progetti di costruzione su larga scala e di rilevanza prioritaria;
Italia: investimenti in strumentazione per perforazioni direzionate, attrezzature specialistiche per il congelamento dei terreni, aste e utensili di perforazione per pali trivellati e ad elica continua, oltre a un insieme di dotazioni tecniche aggiuntive a rafforzamento dell’operatività nei progetti infrastrutturali nazionali in corso;
Spagna: nell’ambito del progetto di lavori civili per il potenziamento della linea metropolitana di Barcellona, acquisizione di un impianto di dissabbiamento per il trattamento dei fanghi bentonitici, nonché di un impianto di decantazione e centrifugazione;
Malta: acquisto di attrezzature minori a supporto delle attività di perforazione eseguite nel porto de La Valletta.
La restante parte degli investimenti ha riguardato principalmente l’acquisto di attrezzature minori a servizio della produzione e l’esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria finalizzati al mantenimento dell’efficienza e dell’affidabilità operativa di alcune attrezzature caratterizzate da un ciclo di utilizzo avanzato.
Sul piano delle immobilizzazioni immateriali, nel corso dell’esercizio 2025, le attività di innovazione di Soilmec hanno permesso di completare la fase di sviluppo di alcuni importanti progetti e lo sviluppo di nuove
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opportunità di business. Le tematiche principali sulle quali sono state investite le risorse, in continuità con gli anni passati, sono: Zero/Low Emission, Digitalization, Sustainability ed Efficiency.
L’attività di ricerca e sviluppo si è concentrata nel perseguimento dei seguenti obiettivi:
Ampliamento e consolidamento della gamma elettrica in ambito Micropalo e Fresa;
Ampliamento della gamma delle macchine di alta gamma per Compattazione Dinamica e LHR;
Ampliamento gamma Micropalo e Palo;
Studio preliminare di sistemi di automatismo delle perforatrici;
Introduzione di sensori e telecamere IA;
Gestire, promuovere e proteggere la proprietà intellettuale ed il know-how aziendale.
L’obiettivo è quello di consolidare un percorso di crescita sostenibile nel lungo periodo che vede al centro innovazione e sviluppo tecnologico, fattori abilitanti ed elementi decisivi che permettono di affrontare, in un contesto in continuo mutamento, le sfide del presente e del futuro e di coglierne le opportunità. I progetti sono orientati allo sviluppo di macchine ed equipaggiamenti “switchable” per soddisfare le esigenze del cliente di consumi-rumorosità-ingombri-trasportabilità, macchine a guida autonoma e da remoto, alla trasformazione digitale, alla creazione di lavoro qualificato ed allo sviluppo di soluzioni per la sicurezza delle persone e la sostenibilità delle infrastrutture e dei territori.
Gli studi e i concept sono stati effettuati utilizzando le più diffuse tecniche di analisi: intelligenza artificiale, machine learning, benchmarking, comparazioni nuovi prodotti e nuove tecnologie, bisogni dei clienti, catena del valore e avendo un approccio orientato a nuove idee per garantire una crescita aziendale sostenibile e una redditività a medio e lungo termine.
Nel periodo sono stati implementati importanti progetti di Sviluppo, principalmente nelle seguenti aree ed attività della Divisione Soilmec:
DMS Manager 4.0
È stata ulteriormente ampliata l’offerta dei KPI messi a disposizione dei clienti sulla piattaforma. Gli indicatori inseriti sono stati implementati sia sulla base di specifiche richieste pervenute dal mercato, sia da indicazioni fornite dal cantiere, volte ad ottimizzare i parametri di utilizzo delle macchine ed i processi di lavoro. Sono stati inoltre aggiunti appositi KPI per il monitoraggio delle prestazioni delle macchine elettriche.
In particolare, le seguenti funzioni sono state implementate:
CSP automatico per macchine da palo Blue Tech;
risalita automatica per macchine da palo;
SM45 con possibilità di movimentazione da radiocomando;
modalità speciale per Micropalo.
DME, Drilling Mate Experience
Il DME è un simulatore di macchine da palo della linea Bluetech di Soilmec, con le finalità legate ad aspetti formativi del personale autorizzato a manovrare le macchine da palo in cantiere.
È stata completata la formazione del personale interno e sono stati istituiti i primi corsi per figure esterne.
Elettrificazione (E-Tech)
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La macchina SM13e dopo aver completato vari cantieri è stata oggetto di un revamping parziale in ambito battere e cablaggio di potenza. Per la linea Frese si è definita una soluzione con power pack totalmente elettrico con motore asincrono di ultima generazione collegato alla rete di distribuzione. Questa soluzione garantirà la possibilità di avere una macchina “switchable”, in grado di passare dalla configurazione a motore endotermico alla configurazione elettrica plug-in, cambiando esclusivamente il power pack (che può essere trasferito da un veicolo all’altro).
Ampliamento della gamma alta
Sono state progettate e testate nuove macchine, che di fatto hanno allargato la gamma:
SC130 per compattazione dinamica, un allargamento della gamma SC130 che garantisce una diversa funzionalità. In aggiunta alla compattazione Dinamica la macchina è predisposta per operare in lifting e benna meccanica; con le prossime installazioni dovranno essere rilasciate anche queste applicazioni;
SC110LHR, versione bassa della SC110, con modulo dedicato, di dimensioni ridotte per poter operare in spazi angusti.
Ampliamento della gamma bassa
A seguito della definizione puntuale degli obiettivi funzionali, delle architetture impiantistiche e delle specifiche tecnico operative dei nuovi modelli di prossima generazione, si è avviata la fase esecutiva di sviluppo, con pianificazione delle attività orientata alla realizzazione di alcuni nuovi prodotti in due finestre temporali distinte: il terzo trimestre e il quarto trimestre del 2026, rispettivamente.
Parallelamente, è stato completato il processo di analisi di fattibilità relativo a una piattaforma destinata a sostituire i mezzi attualmente operativi nella rete esistente, verificandone la compatibilità tecnico prestazionale con gli scenari applicativi richiesti.
Per tutte le piattaforme in sviluppo è prevista l’introduzione della nuova generazione di tecnologie di controllo idraulico intelligente, caratterizzate dall’adozione di algoritmi evoluti e componentistica dedicata alla gestione attiva dei circuiti. Tali soluzioni includono un software proprietario di supervisione e ottimizzazione, progettato per incrementare la funzionalità complessiva, migliorare la risposta dinamica dei sistemi e garantire una maggiore flessibilità operativa in condizioni applicative variabili.
Progetto “Zero Accident” e Soilmec J-Eye: sistema di visione ad Intelligenza Artificiale
Sistema di rilevamento persone pensato per migliorare la sicurezza nei cantieri e per essere uno strumento di ausilio all’operatore durante le fasi di lavoro. Le telecamere ad Intelligenza Artificiale applicate sulle macchine da palo che sono dotate di un sistema di rilevamento di prossimità attivo che garantisce un migliorato controllo della visibilità e consente la localizzazione e il riconoscimento istantanei di più persone. Le segnalazioni sono integrate sul DMS e consentono di visualizzare non solo la tipologia di allarme (da zona gialla a rossa) ma anche di evidenziare la telecamera che ha riscontrato la presenza di persone e la relativa visualizzazione sul monitor.
Sensori addizionali
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Sono stati individuati e applicati due sensori addizionali che permettono il monitoraggio dello stato dell’olio idraulico e batteria. Queste tecnologie rappresentano un primo passo verso la manutenzione predittiva, svincolata da rigidi intervalli predefiniti.
I disinvestimenti
Nel corso dell’esercizio 2025 è proseguita in maniera strutturata la politica di dismissione degli asset non strategici, in coerenza con il percorso di razionalizzazione e ottimizzazione del capitale investito avviato dal Gruppo; da tali disinvestimenti non sono emersi effetti economici degni di rilievo, come evidenziato nelle relative note esplicative del bilancio consolidato.
Le attività di disinvestimento si sono concentrate prevalentemente sulla vendita di attrezzature non più conformi ai requisiti tecnico prestazionali richiesti e non più funzionali alle esigenze operative della Divisione Trevi, nonché sulla dismissione di beni sussidiari e di ricambistica residuale presente nei magazzini aziendali, riferibile ad attività operative concluse.
Le principali operazioni di cessione hanno interessato il Far East (in particolare Hong Kong), l’America Latina (principalmente Panama) e il Middle East, dove sono state completate le vendite di perforatrici con tecnologie divenute meno rilevanti per le attuali esigenze della Divisione Trevi, gru, pompe ad alta pressione e attrezzature minori. Ulteriori dismissioni sono state effettuate anche in Italia, con la cessione di impianti di perforazione, motopompe e altre attrezzature minori.
Nel complesso, l’attività di disinvestimento ha contribuito a un progressivo snellimento della struttura degli asset della Divisione Trevi, favorendo un più efficiente impiego delle risorse e una maggiore focalizzazione sulle attività core.
L’integrazione strategica di nuove acquisizioni, con la dismissione mirata di asset selezionati, ha consentito di incrementare la flessibilità finanziaria, rafforzare la struttura patrimoniale e migliorare i principali indicatori di performance. Questo approccio supporta inoltre la preservazione della flessibilità operativa e della capacità di investimento futura, permettendo di concentrare il capitale su tecnologie, mercati e iniziative a maggiore valore aggiunto.
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Analisi Settoriale
Andamento della Capogruppo
I servizi svolti dalla Capogruppo nei confronti delle controllate comprendono la direzione gestionale e amministrativa, la gestione del servizio delle risorse umane, la gestione del servizio informatico, comprensivo dei diritti all’utilizzo del software di gestione integrata d’impresa, la gestione del servizio di comunicazione di gruppo, la gestione delle partecipazioni e concessione di finanziamenti alle società controllate, oltre che l’attività di noleggio di attrezzature.
Il bilancio separato della Capogruppo dell’esercizio 2025, redatto secondo i principi contabili internazionali IAS / IFRS-EU, si è chiuso con ricavi delle vendite e delle prestazioni per circa 14,4 milioni di euro (18,2 milioni di euro nello scorso esercizio, con un decremento di circa 3,8 milioni di euro), altri ricavi per circa 0,4 milioni di euro (0,8 milioni di euro nello scorso esercizio), con un decremento di 0,4 milioni di euro), decremento attribuibile prevalentemente alla riduzione dei servizi resi alle società controllate.
In particolare, la contrazione dei ricavi infragruppo ha determinato una compressione del risultato operativo lordo. Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) risulta negativo per circa 3,8 milioni di euro (positivo per circa 0,5 milioni di euro nell’esercizio precedente), mentre il risultato operativo (EBIT) risulta essere negativo per circa 10,9 milioni di euro al 31 dicembre 2025 (negativo per 5,2 milioni di euro al 31 dicembre 2024); tale risultato comprende ammortamenti per circa 3,9 milioni di euro ed accantonamenti e svalutazioni pari a circa 3,2 milioni di euro, riconducibili principalmente ad accantonamenti relativi ai piani di incentivazione a lungo termine ed ai premi previsti per il personale.
Per quanto riguarda la gestione finanziaria, si evidenzia che nell’esercizio 2025 i proventi finanziari ammontano complessivamente a circa 3,5 milioni di euro (erano stati 5,4 milioni di euro nel precedente esercizio) e comprendono gli interessi attivi relativi ai crediti iscritti tra le immobilizzazioni, rappresentati principalmente da finanziamenti concessi alle controllate; il decremento dei proventi finanziari registrato nell’esercizio è principalmente attribuibile alle operazioni di ricapitalizzazione delle società controllate, realizzate mediante conversione in patrimonio netto dei crediti finanziari vantati dalla Capogruppo. Tali operazioni, finalizzate al rafforzamento della struttura patrimoniale delle controllate, hanno comportato la cessazione della rilevazione degli interessi attivi sui finanziamenti convertiti.
Il risultato finanziario è stato altresì caratterizzato dagli oneri per interessi passivi per circa 16 milioni di euro (17,2 milioni di euro registrati nel corso dell’esercizio 2024) e da un utile su cambi pari a 3,4 milioni di euro (perdita di 1,2 milioni di euro nell’esercizio precedente). Le rettifiche di valore ad attività finanziarie sono positive ed ammontano a circa 0,4 milioni di euro (erano positive per 0,3 milioni di euro nell’esercizio precedente).
La Capogruppo ha riportato un risultato negativo ante imposte per 19,6 milioni di euro, mentre il risultato netto dopo le imposte risulta essere negativo per circa 16,9 milioni di euro (nel precedente esercizio era stato negativo per 15,9 milioni di euro).
Per quanto riguarda l’attivo immobilizzato, si evidenziano investimenti netti complessivi pari a circa 0,35 milioni di euro (0,27 milioni di euro nell’esercizio precedente).
Per il prospetto di raccordo dei risultati di periodo ed il patrimonio netto di Gruppo con gli analoghi valori della Capogruppo (DEM/6064293 del 28 luglio 2006) si rimanda alla tabella riportata alla fine del presente paragrafo.
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Principali indicatori patrimoniali ed economico-finanziari della Capogruppo
(in unità di euro)
31/12/202531/12/2024Variazione
Ricavi delle vendite e delle prestazioni14.385.429 18.166.240 (3.780.811)
Altri ricavi operativi 438.672 784.210 (345.538)
Ricavi Totali14.824.101 18.950.450 (4.126.349)
Margine Operativo Lordo (EBITDA)(3.856.323)479.285 (4.335.608)
% sui Ricavi Totali(26,01) %2,53%N/A
Risultato Operativo (EBIT)(10.890.834)(5.156.716)(5.734.118)
% su Ricavi Totali(73,47) %(27,21) %(46,26) %
Risultato netto delle attività in funzionamento(16.932.681)(15.968.772)(963.909)
% sui Ricavi Totali(114,22) %(84,27) %(29,96) %
Investimenti/(disinvestimenti) netti350.536 275.903 74.633
Capitale investito netto237.223.884 232.911.403 4.312.481
Posizione finanziaria netta(125.260.767) (104.138.013) (21.122.754)
Patrimonio Netto 111.963.117 128.773.390 (16.810.273)
Risultato operativo netto / Capitale investito netto (R.O.I.)(4,59) %(2,21) %(2,38) %
Risultato netto / Patrimonio netto (R.O.E.) (15,12) %(12,40) %(2,72) %
Risultato operativo netto / Ricavi Totali (R.O.S.)(73,47) %(27,21) %(46,26) %
Posizione finanziaria netta / Patrimonio netto (Debt / Equity)111,88%80,87%31,01%
Riconciliazione Patrimonio netto e risultato da bilancio Capogruppo a Bilancio Consolidato
Di seguito si riporta la riconciliazione tra patrimonio netto e risultato della Capogruppo e patrimonio netto e risultato di Gruppo, da cui emerge la conferma della diversa redditività del Gruppo, principalmente in quanto la Capogruppo non sta beneficiando dell’erogazione di dividendi da controllate e risulta titolare della quota preponderante dell’indebitamento finanziario di Gruppo.
(in migliaia di euro)
DescrizionePatrimonio netto al 31/12/25Risultato Economico
TREVI-Finanziaria Industriale S.p.A.111.963(16.933)
Differenza patrimoni netti delle partecipazioni consolidate e loro valore nel bilancio della Capogruppo95.74277.034
Effetto eliminazione rivalutazioni/(svalutazioni) delle partecipazioni consolidate, finanziamenti e dividendi(43.873)(54.098)
Applicazione principi contabili uniformi e altre rettifiche(64.979)(2.504)
Elisioni margini, plusvalenze e rapporti intragruppo34.2295.134
Patrimonio netto e risultato 133.0838.633
Patrimonio netto e risultato di pertinenza di terzi(3.472)560
Patrimonio netto e risultato di Gruppo136.5558.073
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Divisione Trevi
L’operatività dei cantieri per la Divisione Trevi si conferma essere particolarmente diversificata per area geografica.
Nel 2025 l’area Middle East ha registrato una lieve contrazione dei volumi rispetto all’esercizio precedente, principalmente riconducibile al rallentamento delle attività sul progetto Neom in Arabia Saudita. Al contrario, gli Emirati Arabi Uniti hanno evidenziato una crescita dei ricavi, sostenuta dall’esito positivo di numerose iniziative commerciali nei comparti residenziale e Oil & Gas, tra cui i progetti Eden House, Peninsula e Ta’ziz Methanol. In Kuwait i livelli dei ricavi si sono mantenuti sostanzialmente stabili, mentre l’Oman ha registrato un incremento dei volumi, sia nell’ambito residenziale sia nel settore Oil & Gas. Nel complesso, il Middle East continua a rappresentare un’area di rilevanza strategica per il Gruppo Trevi, grazie alle prospettive di forte sviluppo infrastrutturale e residenziale attese nei prossimi anni, sostenute dagli ingenti flussi finanziari generati dal settore petrolifero e dalla conseguente capacità di investimento dell’intera regione. Con riferimento ai potenziali impatti della situazione di crisi che a partire da fine febbraio 2026 ha interessato l’area, si rimanda a quanto di seguito commentato nella sezione relativa alla “Gestione dei rischi d’impresa”.
L’area Far East nel 2025 ha registrato una significativa contrazione dei ricavi rispetto all’esercizio precedente, determinata da un insieme di fattori contingenti e strutturali che hanno influenzato il portafoglio dei progetti nei diversi Paesi.
Nelle Filippine le aspettative di fatturato sono state complessivamente confermate, pur evidenziando una lieve contrazione riconducibile principalmente alla discontinuità operativa su alcune commesse già acquisite. Tale flessione non deriva da criticità progettuali rilevanti, ma è piuttosto attribuibile a ritardi e fasi di sospensione per i progetti relativi e infrastrutture pubbliche.
A Hong Kong, dopo la conclusione dei progetti di maggiore entità, quali l’ampliamento dell’aeroporto internazionale e l’estensione di Tung Chung New Town, l’assenza di nuovi progetti rilevanti ha comportato una riduzione sensibile dei volumi di fatturato 2025 rispetto all’anno precedente
In Australia, la diminuzione dei volumi è riferibile alla conclusione definitiva, nel dicembre 2025, delle attività relative al progetto North East Link. Completato il ciclo realizzativo, nel corso del secondo semestre è iniziata la fase finale di de-mobilizzazione, comportando un fisiologico calo della produzione
In Africa nel 2025 i ricavi sono in lieve in aumento rispetto al 2024. In Nigeria, uno dei due principali progetti, BUA Terminal Port Harcourt, ha registrato rallentamenti e riduzione della produzione a causa delle ostruzioni incontrate durante le operazioni di scavo e per le criticità dovute alla logistica del cantiere. I lavori procedono invece a pieno regime nel cantiere Port Terminal Project per Meliora Methanol FZE.
Più marcato invece è stato l’aumento dei ricavi in Algeria rispetto al 2024, nonostante l’avvio ritardato e la cancellazione di alcuni lavori già presenti a portafoglio. In generale, l’area ha risentito della carenza di investimenti nel settore dei lavori pubblici e dei ritardi nell’avvio di nuovi progetti, con la sola eccezione dei lavori di estensione della Metro di Algeri.
Nel corso del 2025, l’Area Europa ha registrato una crescita significativa dei ricavi, sia nel primo che nel secondo semestre, determinando un incremento complessivo rispetto all’esercizio precedente. Tale andamento positivo è riconducibile principalmente al mercato italiano, sostenuto dall’acquisizione e dall’avanzamento di numerosi progetti, e ai maggiori volumi realizzati in Tajikistan, dove sono stati ottenuti ulteriori addendum relativi al progetto Rogun Dam. Ulteriori contributi sono inoltre pervenuti dalle attività svolte in Spagna, Francia e a Malta.
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In Italia le gare pubbliche di appalto hanno evidenziato una lieve contrazione, connessa al progressivo esaurimento dei programmi finanziati dal PNRR, che negli ultimi anni avevano rappresentato un importante driver per la domanda interna.
In tale contesto, è stata potenziata l’attività commerciale a livello europeo, con particolare focus sulla Spagna, attraverso la nuova società Trevi Cimentaciones, entità di diritto spagnolo, che oltre ad aver acquisito il progetto per la linea 8 della Metropolitana di Barcellona, ha generato un aumento delle richieste e delle opportunità commerciali. Ulteriori iniziative sono state avviate in Scandinavia, dove le prime collaborazioni stanno iniziando a produrre prospettive commerciali, e anche in Irlanda, in vista delle imminenti gare per la realizzazione della metropolitana di Dublino, progetto di rilevante entità, che prevede importanti opere e lavori di geotecnica.
A Malta la Trevi ha completato la seconda fase dei lavori presso il porto di Ras Hanzir, rafforzando la presenza del gruppo nel paese.
La scarsa disponibilità di manodopera qualificata per i cantieri europei, criticità emersa negli ultimi mesi, è stata efficacemente superata grazie al supporto della società controllata turca Trevi Insaat, che ha individuato e selezionato personale altamente specializzato, garantendo continuità operativa nelle nuove commesse.
Nel corso dell’esercizio 2025, l‘area Nord America ha acquisito nuove commesse in diversi stati e settori: settore infrastrutture, federale, minerario, edilizio e ambientale.
Tra i progetti più rilevanti si evidenziano: Manhattan Tunnel (NY), Palisades Tunnel (NJ) entrambi in Joint Venture, Haverhill-Methuen Bridge (MA) nel settore infrastrutture, Porthsmouth Levee Remediation (OH) nel settore federale e Nuclear Metal (MA) e Salford Quarry (PA), nel settore ambientale.
Nonostante tali risultati positivi, il portafoglio ordini ha registrato un impatto negativo a seguito della cancellazione dell’opera Mid-Barataria Sediment Diversion (MBSD) a New Orleans (Louisiana), conseguente ad una completa revisione del progetto da parte delle autorità locali.
Anche i ricavi, benchè in aumento rispetto all’anno precedente, hanno risentito dell’effetto della cancellazione del progetto MBSD, oltre che di ritardi rispetto al previsto nell’avvio di nuove commesse già acquisite.
Il settore delle costruzioni civili è atteso in crescita moderata e costante, sostenuta principalmente dall’avanzamento dei programmi infrastrutturali strategici di lungo termine. Tuttavia, permane un certo grado di incertezza, riconducibile all’evoluzione delle priorità di finanziamento e alla tempistica con cui vengono finalizzati gli impegni di spesa.
Le performance operative di tutti i progetti continuano ad essere buone. Sono state inoltre concluse con successo varie negoziazioni con i clienti, da quelle relative alla richiesta di riconoscimenti all’ U.S. Army Corps of Engineers (USACE) per il progetto SREL-C4 in California, all’accordo globale di conciliazione per il progetto MBSD e alle trattative con NEORSD per il progetto SOTC in Ohio.
In Sud America il valore dei ricavi dell’anno appena trascorso risulta in leggera diminuzione rispetto al 2024, principalmente a causa della conclusione dei lavori per la metropolitana di Panama City e per la naturale riduzione dell’attività della commessa Oiltanking in Argentina.
La mancata ripresa dei lavori per il progetto della diga di Aña Cua, al confine fra Argentina e Paraguay, posticipata ai primi mesi del 2026, è stata bilanciata dal buon andamento della produzione della commessa Oiltanking a Puerto Rosales in Argentina, dove le lavorazioni per la seconda fase della costruzione di un terminal petrolifero, iniziate ai primi di agosto, stanno procedendo in linea con le attese.
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Il Sud America continua, comunque, a rappresentare per il Gruppo Trevi un’area con attività ridotta e da monitorare attentamente, sia dal punto di vista operativo, che finanziario, con focus sulla regione a sud del continente rappresentata dall’Argentina e dai paesi limitrofi.
Per quanto riguarda l’attività commerciale, si stanno identificando opportunità strategiche in Cile e in Perù, in particolare nello sviluppo di progetti speciali legati a infrastrutture resilienti, opere idrauliche e soluzioni urbane sostenibili.
Acquisizioni e variazioni di ordini
Di seguito si evidenziano le principali acquisizioni e le variazioni di ordini già acquisiti dalla Divisione Trevi, nel corso del 2025:
Europa
Nel corso del 2025 il Gruppo Trevi ha consolidato il proprio ruolo nei grandi progetti infrastrutturali urbani, contribuendo allo sviluppo di sistemi metropolitani sostenibili in Italia e in Europa. Gli interventi realizzati, coerenti con i principi ESG e con la strategia del Gruppo orientata alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento della sicurezza operativa, hanno integrato tecnologie avanzate e soluzioni a basso impatto, contribuendo al rafforzamento della resilienza urbana e alla mobilità sostenibile.
Di seguito i principali progetti:
Metro C – Roma, Tratta T3 – Stazione Piazza Venezia
Nel secondo semestre 2025 Trevi ha proseguito le attività per il completamento della stazione Piazza Venezia, un’infrastruttura cruciale per la mobilità sostenibile del centro storico della capitale. L’intervento, affidato dal Consorzio Metro C, comprende opere altamente specialistiche quali il compensation grouting, per la protezione della Basilica Ulpia, e consolidamenti del terreno eseguiti tramite iniezioni cementizie e tecniche di congelamento controllato. Queste metodologie, selezionate per minimizzare vibrazioni, emissioni indirette e rischi per il patrimonio archeologico, contribuiscono alla tutela dei beni culturali e alla salvaguardia dell’ambiente urbano.
Metro C – Roma, Tratta T2 – Stazioni Chiesa Nuova, San Pietro e Ottaviano
La Trevi, in qualità di mandataria del R.T.I., ha avviato le attività per la realizzazione delle tre nuove stazioni della Tratta T2. Le opere includono la costruzione dei diaframmi perimetrali mediante idrofresa e l’esecuzione di consolidamenti cementizi e poliuretanici. Elemento caratterizzante del progetto, in linea con le direttrici di decarbonizzazione del settore, è l’impiego di idrofese dotate di motori elettrici, tecnologia che riduce in modo significativo le emissioni, il rumore e il consumo di carburanti fossili rispetto ai sistemi tradizionali. Questa scelta riflette l’impegno del Gruppo verso soluzioni operative più sostenibili e a maggiore efficienza energetica.
Linea 5 – Metropolitana di Madrid
Nell’ambito del progetto di consolidamento della Linea 5 della metropolitana di Madrid, Trevi è stata coinvolta in interventi finalizzati a garantire la stabilità del terreno tra la galleria e le infrastrutture stradali circostanti l’area aeroportuale. Le attività, effettuate in tre aree di lavoro in trincea, prevedono perforazioni di piccolo diametro e iniezioni tramite canne valvolate. Le tecniche adottate, caratterizzate da un’elevata precisione e da un ridotto disturbo sull’ambiente circostante, permettono di minimizzare gli impatti sull’ecosistema urbano e sugli utenti, contribuendo a migliorare la sicurezza e l’efficienza del sistema di trasporto pubblico della città.
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Inoltre, nel 2025 la Divisione Trevi ha ampliato il proprio portafoglio ordini con interventi caratterizzati da un forte orientamento alla sostenibilità ambientale, alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture, in linea con i principi ESG e con gli obiettivi del Gruppo di creare valore nel lungo periodo attraverso soluzioni tecniche avanzate e a ridotto impatto ambientale.
Tra questi, si evidenziano i seguenti progetti:
Gias Mongrassano (CS)
Si tratta di un intervento per la realizzazione di opere di fondazione in pali ad elica continua per il nuovo stabilimento produttivo del complesso GIAS. Il progetto sostiene la filiera agroalimentare attraverso la costruzione di un magazzino refrigerante completamente automatizzato, contribuisce allo sviluppo di una filiera produttiva moderna, efficiente e a ridotto impatto energetico. L’infrastruttura integra collegamenti su rotaia per favorire modalità di trasporto più sostenibili, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale del traffico su gomma.
Consortile La Bozzoliana (MN) – Nodo AV/AC Verona
Nell’ambito del potenziamento delle infrastrutture ferroviarie nazionali, a Trevi è stata affidata l’esecuzione dei pali di fondazione delle barriere antirumore lungo il Nodo AV/AC di Verona. L’intervento contribuisce al miglioramento della qualità della vita nelle aree urbane attraversate dall’infrastruttura, grazie alla riduzione delle emissioni acustiche e all’adozione di tecniche costruttive efficienti e a basso impatto, basate su pali trivellati ad elica continua, una tecnologia che limita vibrazioni e disturbi per l’ambiente circostante
Arquata del Tronto (AP)
Trevi partecipa, con una quota del 40,4%, al primo intervento unitario di stabilizzazione e ricostruzione dell’intero centro storico di Arquata del Tronto, gravemente compromesso dal sisma di Amatrice.Il progetto comprende opere di consolidamento del terreno, stabilizzazione dei versanti e preparazione delle fondazioni per la ricostruzione di edifici pubblici e privati e delle infrastrutture viarie. L'iniziativa costituisce un esempio emblematico di ricostruzione resiliente, orientata alla sicurezza delle comunità locali, alla salvaguardia del territorio e alla rigenerazione urbana sostenibile, in coerenza con i principi ESG e con gli obiettivi di resilienza climatica e strutturale del Paese.
ICM – Tratta Bernalda–Grassano (Basilicata)
Il progetto riguarda le opere di fondazione speciale lungo la tratta ferroviaria RFI Battipaglia–Potenza–Metaponto–Taranto. L’opera contribuisce allo sviluppo di una mobilità più sostenibile nel Mezzogiorno, migliorando l’efficienza del trasporto ferroviario e favorendo il trasferimento modale dal trasporto su gomma a quello su rotaia, con benefici diretti in termini di riduzione delle emissioni, miglioramento dell’accessibilità territoriale e incremento della sicurezza infrastrutturale.
Dopo la conclusione della seconda fase dei lavori presso il porto di Malta, già avviati a fine 2023, affidati direttamente a Trevi dall’Ente Portuale Maltese (Infrastructure Malta), è attesa nella prima metà del 2026 la pubblicazione della gara di appalto per il completamento del porto, alla quale Trevi parteciperà.
Nel corso del 2025 sono stati ottenuti alcuni addendum contrattuali per la prosecuzione dei lavori della diga di Rogun in Tajikistan, che hanno portato ad un importo contrattualizzato complessivo di circa 52 milioni, rispetto ai circa 21 milioni del primo contratto.
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Nell’area Far East sono stati acquisiti i seguenti progetti:
Nelle Filippine San Miguel Corporation (SMC) ha rinnovato la fiducia nei confronti della Trevi Foundations Philippines aggiudicandole un lavoro addizionale per il progetto Metro Rail Transit Line -7 (MRT-7) Station 13, importante e strategica linea ferroviaria urbana.
Il consorzio Leighton-First Balfour Joint Venture (LFBJV) ha aggiudicato a Trevi Foundations Philippines l’esecuzione dei diaframmi in calcestruzzo armato su South-Commuter Railway CP S-03b, parte integrante del vasto programma infrastrutturale della North–South Commuter Railway (NSCR). Tale acquisizione si aggiunge all’impegno già in corso sui pacchetti CP N-02, CP S-02 e CP S-03a, rafforzando il ruolo di Trevi nella realizzazione di una delle opere più strategiche del Paese.
A Hong Kong sono stati realizzati nel corso del 2025 diversi interventi, seppur di entità economica limitata, tra cui il progetto SC 1087 con Dix Construction and Transportation Ltd., il SsL157 con SHUI ON Construction Company Limited e il Supplemental Agreement 3206/02 Phase 1, eseguito per China Harbour Engineering Company Limited nell’ambito delle attività residue del programma di ampliamento dell’aeroporto di Hong Kong.
Si attende il riscontro delle numerose offerte che sono state sottomesse nel corso dell’anno nell’area Far East, finalizzate all’acquisizione di nuove e importanti commesse.
Il Middle East è stato caratterizzato da numerose acquisizioni nel corso del 2025. La più importante è sicuramente relativa al progetto “The Line” a Neom, in Arabia Saudita, che ha ottenuto nel corso dell’anno un ulteriore pacchetto di lavori per oltre 40 milioni di euro. La commessa prevede la realizzazione di pali per le fondazioni di “The Line”, progetto futuristico ed eco-friendly, in costruzione nella provincia di Tabuk. Il progetto è stato oggetto di una revisione complessiva da parte del cliente e al momento risulta essere in stand-by.
In Arabia Saudita nel secondo semestre del 2025 è stato acquisito il primo lotto del progetto Golden Triangle, che sorge nel cuore di Jeddha. Si tratta di un progetto a sviluppo misto, che combina una zona residenziale con hotels di lusso e spazi commerciali con uffici e aree di entertainment. È uno dei progetti di sviluppo urbano più strategici di Jeddah, finalizzato alla trasformazione della città in un polo turistico regionale.
L’area degli Emirati Arabi è quella maggiormente dinamica, grazie al grande sviluppo residenziale ed industriale della città di Dubai, dove sono numerosi i progetti acquisiti nel periodo.
Di seguito si elencano i principali:
Peninsula. Il progetto è un elemento chiave della Dubai Water Canal Peninsula, uno sviluppo esclusivo fronte mare, nel cuore della Business Bay, che includerà strutture alberghiere, residenziali, oltre a destinazioni commerciali e gastronomiche a uso misto. Oltre allo sviluppo residenziale, prevede anche la realizzazione di spazi verdi e paesaggistici come parchi, giardini, percorsi pedonali e ciclabili. L’ambito dell’attuale lavoro è definito in un unico contratto di progettazione e costruzione, che comprende l’esecuzione, su quattro lotti distinti, di shoring e bored piles di diversi diametri
City Walk Phase 4: conosciuta come City Walk Crestlane, è un ambizioso sviluppo residenziale
firmato Meraas, parte di Dubai Holding Real Estate. Prevede la realizzazione di due torri residenziali con 198 unità ciascuna, parte di un masterplan più ampio con 22 edifici e 2.625 unità abitative. Prevede la realizzazione di ampi spazi paesaggistici e parchi, che andranno a migliorare la qualità dell’aria e il benessere urbano, oltre alla realizzazione di piste ciclabili e percorsi pedonali che consentiranno di incentivare i trasporti a basso impatto. Swissboring si è aggiudicata la realizzazione di lavori di piling, soil improvement e shoring.
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Sobha Siniya Island Development: il progetto è una delle iniziative immobiliari più ambiziose e lussuose degli Emirati Arabi Uniti, situata sull'isola naturale di Al Siniya a Umm Al Quwain, ma facilmente accessibile da Dubai e Sharjah. Prevede la realizzazione di un’area residenziale con appartamenti e ville sull’isola naturale Siniya Island. ll progetto valorizza l’ambiente naturale, integrando le costruzioni residenziali con l’ecosistema esistente. Swissboring si è aggiudicata un contratto di Ground Improvement.
New LNG Facilities: il progetto è guidato da ADNOC Gas e rappresenta una delle più grandi iniziative energetiche della regione. L’obiettivo è raddoppiare la capacità produttiva di LNG (Gas Naturale Liquefatto) di ADNOC Gas, per portarla ad oltre 15 milioni di tonnellate all’anno. Il progetto, a livello di impatto ambientale, prevede la riduzione delle emissioni attraverso infrastrutture moderne e compressori ad alta efficienza, un miglioramento della sicurezza energetica per gli Emirati e la regione MENA, in un contesto di sviluppo sostenibile, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione di ADNOC. Il contratto Swissboring prevede la realizzazione di Bored Piles.
Eden House Zabeel, è un progetto di sviluppo residenziale di lusso situato nel cuore di Za’abeel, vicino al Dubai International Financial Centre (DIFC). È sviluppato da H&H Development e rappresenta un esempio di architettura urbana sofisticata e sostenibile. Si sviluppa nel concetto di “comunità verticale”, con spazi comuni distribuiti su più livelli per favorire socialità e benessere. Prevede un design che include terrazze verdi, cortili multilivello e alberi, le facciate saranno in cemento testurizzato con vegetazione a cascata. Swissboring sarà impegnata nella realizzazione di diaframmi e pali.
Ta’ziz Methanol è un progetto che si svilupperà ad Al Ruwais Industrial City, nella regione di Al Dhafra, Abu Dhabi. L’obiettivo è quello di costruire uno dei più grandi impianti di metanolo al mondo, con una capacità produttiva di 1,8 milioni di tonnellate all'anno. Sarà il primo impianto di produzione di metanolo negli Emirati Arabi Uniti, contribuendo alla diversificazione economica del Paese e alla creazione di nuove filiere chimiche locali. L’impianto sarà alimentato da energia pulita proveniente dalla rete, rendendolo uno dei più efficienti al mondo dal punto di vista energetico. Swissboring si è aggiudicata la realizzazione di pali di fondazione per la realizzazione di cisterne.
Lower Zakum è uno dei giacimenti offshore strategici di ADNOC, situato circa 65 km a nord-ovest di Abu Dhabi nel Golfo Persico. È un asset fondamentale all’interno dei piani di ampliamento produttivo di ADNOC Offshore. Il cliente è ASTRA, che ha firmato il contratto per la fase 1, per lavori di Piling e Early Civil Works. La Swissboring realizzerà i pali di fondazione.
Dubai World Trade Center è un progetto di sviluppo residenziale nell’area One Central, parte del distretto del Dubai World Trade Center, in partnership con Candy Capital. Si tratta di un progetto ultra-lusso per la realizzazione di tre torri miste con funzioni residenziali, hotel, spazi commerciali ed uffici.
Mediclinic Parkview Hospital Expansion riguarda l’estensione dell’ospedale già esistente nella zona Al Barsha South.
Anche in Kuwait sono stati acquisiti nuovi rilevanti progetti:
PAHW 1303 South Saad City Project. Il progetto South Saad Al Abdullah Housing ha lo scopo di realizzare una vasta iniziativa residenziale situata a sud di Saad Al Abdullah City, progettata per ospitare circa 30.000 unità abitative tra villette unifamiliari e appartamenti, scuole, cliniche, moschee, parchi, aree commerciali e strutture sportive. Nell'ambito dell'appalto per la costruzione
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delle opere infrastrutturali, Trevi Foundation Kuwait si è aggiudicata in subappalto la realizzazione di pali di fondazione per i cavalcavia, che comprendono 17 ponti stradali e pedonali, lavori di Ground Improvement, consistenti in compattazione dinamica del terreno
Toyota Showroom. Il progetto prevede la demolizione dell’edificio esistente e la costruzione, completamento e manutenzione di un nuovo showroom Toyota situate ad Al-Rai in Kuwait, una zona commerciale e industriale strategica in Kuwait City, facilmente accessibile e già sede di altri centri Toyota. Trevi Foundations Kuwait si è aggiudicata un contratto per la realizzazione di pali e shoring.
In Oman il più importante progetto acquisito è relativo a Luxury Service Apartment Yiti - 4400 - Piling Works. Luxury Service Apartments & Marina Clubs è un progetto classificato come G+7 (piano terra + 7 piani) con un totale di 132 unità. Il committente è la Sustainable Development Investment Company SAOC, ed il nostro ambito di lavori prevede l’esecuzione di pali di fondazione con metodologia B&A.
In Africa le acquisizioni di nuovi progetti sono riferibili alle uniche due aree di riferimento storiche della Trevi: l’Algeria e la Nigeria. Sono presenti opportunità commerciali attraverso le offerte trasmesse a diversi clienti per progetti localizzati principalmente in Ruanda, Mozambico e Camerun.
In Algeria, il settore statale continua ad essere la fonte principale dei nuovi contratti.
Nel 2025 la società Trevi Algérie ha proseguito le attività nell’ambito del progetto Métro d’Alger, aggiudicato dal cliente Cosider, che rappresenta uno dei più rilevanti interventi infrastrutturali in corso nel Paese. Il progetto riguarda l’estensione della linea metropolitana nell’area Est, già aggiudicata nel 2024, e Ovest acquisita nel 2025, e comprende la realizzazione di nuove stazioni, pozzi di ventilazione e collegamenti di galleria, con un ampio ricorso a tecnologie specialistiche quali diaframmi in calcestruzzo, pali trivellati, jet grouting, infilaggi e tiranti.
In Nigeria, nel corso dell’anno sono stati acquisiti vari progetti nel settore industriale e residenziale, esclusivamente nel settore privato.
Riguardo al settore dell’edilizia residenziale fra i principali nuovi progetti, sono da menzionare:
20B Gerard Road: torre da 30 piani residenziale;
Megastar Yenagoa Bayelsa State: Segretariato per il Governo del Bayelsa State
Meliora Onne structures: varie strutture satellitari intorno alla banchina in costruzione
Unique Homes 25 piani di torre residenziale in Ikoyi
XArena (Palazzo dello Sport) a Victoria Island seconda fase
Xperia Hotels and Suites in Victoria island (Q2-2026 inizio lavori)
e nell’ambito di lavori industriali: IRS3 e IRS4, per il Cliente BUA: trattasi della seconda espansione delle linee di produzione di pasta.
Dallo stesso Cliente (BUA) abbiamo ottenuto tre campagne geognostiche per i seguenti sviluppi industriali che richiederanno fondazioni speciali: raffineria di olio di palma, impianto per la produzione di noodles, impianto di confezionamento.
Nel Nord America numerose e rilevanti sono le nuove acquisizioni in diversi settori:
Settore Infrastrutture:
Palisades Tunnel (NJ) e Manhattan Tunnel (NY), entrambi in Joint Venture, Haverhill-Methuen Bridge (MA) e S-31 Bridge (SC)
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Settore Federale: Portsmouth Levee Remediation (OH)
Settore Mining: Minntac Tailing Basin (MN), in Joint Venture
Settore Building: ECON / Pritzker Hall (MA)
Settore Ambientale: Salford Quarry (PA), Nuclear Metal (MA), Jurgen Farm (CO), Marshall DMM (NC)
Progetti Hudson Tunnel (New Jersey e New York)
Nel 2025 Treviicos ha continuato a rafforzare il proprio posizionamento nel mercato infrastrutturale statunitense attraverso il coinvolgimento in due opere strategiche del Progetto Hudson Tunnel (HTP), iniziativa da 16 miliardi di dollari, finalizzata al potenziamento della mobilità sostenibile nell’area metropolitana di New York. Tali attività sono pienamente coerenti con la mission del Gruppo, orientata allo sviluppo di infrastrutture critiche mediante tecnologie specialistiche ad elevato contenuto innovativo, e si inseriscono nel quadro degli impegni ESG, con particolare riferimento alla sicurezza operativa, alla resilienza delle infrastrutture e alla tutela dell’ambiente urbano.
Tunnel di Palisade (New Jersey) Il progetto prevede la realizzazione di un tunnel a due canne tra Tonnelle Avenue e un pozzo di ventilazione nella Contea di Hudson, collegato da sei corridoi di emergenza per garantire la sicurezza e l’evacuazione dei passeggeri in caso di necessità. L’intervento contribuisce alla realizzazione di un’infrastruttura essenziale per la mobilità sostenibile dell’area, adottando soluzioni tecniche finalizzate a ridurre i rischi geotecnici e garantire elevati standard di sicurezza, in linea con le best practice ESG del Gruppo.
Tunnel di Manhattan (New York) Parte integrante dell’Hudson Tunnel Project, il lavoro prevede la costruzione di circa 213 metri di tunnel gemelli, oltre a opere di protezione delle linee fognarie e dei sottoservizi esistenti al fine di evitarne l’interruzione durante le operazioni di scavo. Il progetto include inoltre la realizzazione del pozzo di accesso in 12th Avenue, destinato alla rimozione delle TBM e successivamente convertito in impianto di ventilazione permanente. Treviicos, in collaborazione con Nicholson, esegue interventi di jet grouting per migliorare le caratteristiche geotecniche del terreno e assicurare stabilità e continuità operativa della futura infrastruttura. L’approccio adottato, basato su tecniche a ridotto impatto e su una gestione rigorosa dei rischi ambientali, conferma l’impegno del Gruppo nel sostenere progetti con un forte contributo alla resilienza delle infrastrutture, alla sicurezza delle comunità e alla modernizzazione sostenibile delle reti di trasporto.
Harvard ECON / Pritzker Hall Cambridge, Massachusetts E’ un progetto finalizzato alla costruzione della nuova sede del Dipartimento di Economia di Harvard. L’ambito dei lavori assegnati a Treviicos include la realizzazione di pali secanti, sistemi di controventatura e micropali.
Salford Quarry Pennsylvania Il progetto consiste nella realizzazione di una trincea perimetrale sotterranea mediante perforazioni di grande diametro, per impedire il flusso laterale di acqua freatica all'interno o all'esterno dell'area di scarico. L’opera contribuisce in modo significativo alla messa in sicurezza idrogeologica del sito, riducendo la possibilità di migrazione di sostanze inquinanti e migliorando la gestione delle acque sotterranee in un’area ambientalmente sensibile. L’intervento rafforza ulteriormente il posizionamento di Treviicos negli Stati Uniti come operatore di riferimento nelle opere di bonifica, protezione ambientale e gestione del rischio idrogeologico, in coerenza con i principi EGS.
Nuclear Metal Superfund Site a Concord, in Massachussets. Treviicos è stata selezionata nell’ambito dell’Early Contractor Involvement (ECI) per la realizzazione del Cutoff Wall in un sito
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storicamente interessato da attività metallurgiche e dalla manipolazione di uranio impoverito. L’intervento ha un forte valore ambientale, in quanto è finalizzato al contenimento dei terreni stabilizzati e alla limitazione della mobilità dei contaminanti, contribuendo alla bonifica di un’area ad alto impatto ambientale e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica.Il coinvolgimento di Treviicos nelle fasi di pre-costruzione, revisione della costruibilità e successiva esecuzione conferma il ruolo del Gruppo quale partner qualificato nella realizzazione di opere critiche per la sicurezza ambientale.
Haverhill-Methuen Bridge Massachusetts. ll progetto prevede la sostituzione di ponti strutturalmente carenti, lungo la Interstate 495, mediante una procedura di gara Best Value con possibilità di soluzioni tecniche migliorative (ATC). Treviicos realizzerà i pali trivellati attraverso una struttura provvisoria su acqua, adottando metodologie costruttive che minimizzano l’impatto sull’ecosistema fluviale e garantiscono la continuità delle infrastrutture di mobilità, in linea con gli obiettivi sociali e di sicurezza delle comunità locali. L’intervento contribuisce al rafforzamento della resilienza urbana e alla riduzione dei rischi associati alle infrastrutture critiche.
Portsmouth Levee Remediation – Ohio - Treviicos opererà come General Contractor nell’ambito del progetto di potenziamento del sistema di protezione dalle piene della città di Portsmouth, area storicamente esposta a rischi idraulici.
L’opera prevede la realizzazione di una cut off wall e di numerosi interventi accessori, tra cui la sostituzione di condotte, valvole, sistemi di drenaggio e altre opere civili. Il progetto si inserisce pienamente nel quadro dei principi ESG, grazie alla mitigazione dei rischi idrogeologici e alla protezione delle aree urbane esposte, per consentire la salvaguardia della popolazione e delle infrastrutture essenziali.
In Sud America vi sono attualmente poche iniziative interessanti per il gruppo. Da segnalare le attività in Argentina con il progetto di Oiltanking, progetto ambizioso per la costruzione di una banchina portuale nel sud del paese, per il settore petrolifero, realizzata in joint venture con altre imprese argentine specializzate in lavori marittimi. L’opera è iniziata nel quarto trimestre del 2023 ed il suo completamento sostanziale è avvenuto a fine marzo 2025, costituendo una colonna portante dell’operatività per la Divisione Trevi nella regione. La nuova banchina portuale costituisce un’infrastruttura fondamentale per sostenere l’export e la movimentazione di prodotti petroliferi.
Nel corso del 2025 si è finalizzata un’estensione del contratto d’appalto relativo alla costruzione di una ulteriore banchina a T, in continuità con i lavori oggetto della prima fase, con completamento previsto entro ottobre 2026. L’esecuzione dell’opera in collaborazione con imprese locali rafforza le partnership industriali del Gruppo e ne consolida la reputazione come specialista globale nelle fondazioni marittime.
Sempre nel 2025 è stata aggiudicata la commessa “Ampliacion Sitio 3 Exolgan Dock Sud”, destinata all’ampliamento di un terminal container a Buenos Aires. L’ intervento prevede la realizzazione di una banchina adiacente a quella esistente, contribuendo all’ulteriore sviluppo delle infrastrutture portuali. Anche questa commessa sarà realizzata in joint venture con un’impresa argentina specializzata in lavori marittimi.
 Andamento Operativo - Portafoglio ordini
Nel 2025 la Divisione Trevi ha proseguito il proprio percorso di crescita attraverso un portafoglio di progetti ad elevato valore strategico e forte contenuto tecnico, rafforzando il ruolo del Gruppo nello sviluppo delle infrastrutture nazionali e internazionali e nel supporto alla transizione verso modelli costruttivi più sostenibili.
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L’azione operativa si è distinta per la capacità di garantire elevati standard di qualità, sicurezza e attenzione agli impatti ambientali, pienamente coerenti con i principi ESG, integrati nella strategia aziendale.
Italia
Progetti in corso di particolare rilevanza
La realizzazione della Stazione Piazza Venezia Metro C Roma rappresenta una delle opere più iconiche e strategiche del Paese, collocata nel cuore del patrimonio archeologico della capitale. I lavori proseguiranno per tutto il 2026 e si distinguono per l’elevato livello di ingegneria specialistica, per le tecnologie a basso impatto ambientale adottate e per la rigorosa gestione dei rischi archeologici e ambientali, in linea con le direttrici ESG.
Altrettanto strategico è il progetto del Nodo AV di Firenze, commissionato dalla Joint Venture Pizzarotti Saipem, che prevede la costruzione della nuova stazione ferroviaria sotterranea ad Alta Velocità. Le tecnologie adottate, tra cui il jet grouting, i consolidamenti tramite iniezioni cementizie e da pozzo, il congelamento del terreno e il compensation grouting, garantiscono la tutela del contesto urbano e la sicurezza strutturale durante l’avanzamento della TBM.
Nel porto commerciale di Venezia avanzano parallelamente i progetti AUP 3 Banchine e Terminal container “Montesyndial”, la cui realizzazione è affidata a ATI distinte. Entrambe le opere sono finalizzate all’efficientamento della logistica portuale e alla riqualificazione infrastrutturale delle banchine portuali, con particolare attenzione agli aspetti ambientali e alla resilienza marittima.
Un altro importante progetto, commissionato dalla Consortile Desium, formata dalle Società Rizzani de Eccher- Sacaim Manelli, è il collegamento ferroviario tra l’Aeroporto di Venezia e la stazione AV. Si tratta di un’opera fondamentale per la mobilità integrata regionale.
Una delle iniziative più significative sotto il profilo ESG è rappresentata dai lavori di palificazione eseguiti dalla Trevi S.p.A. nell’ambito del progetto per la realizzazione della nuova Bioraffineria di Livorno da parte di Saipem S.p.A., finalizzata alla creazione di una nuova unità ECOFINING per carburanti sostenibili (HVO Diesel e Biojet). La Trevi ha eseguito i lavori di fondazione adottando la tecnologia Discrepile, una best practice nell’ambito delle fondazioni a basso impatto, che ha consentito una drastica riduzione dei materiali di smaltimento e limitato l’interferenza con le falde acquifere. Ulteriori commesse con KT e Maiorana, correlate al progetto di Saipem a Livorno, sono state realizzate da Trevi sempre mediante tecnologia Discrepile, confermando la leadership tecnologica del Gruppo nella sostenibilità delle opere civili complesse.
Proseguono inoltre i lavori relativi all’Assessment delle gallerie Udine –Tarvisio nel Nord-Est e i lavori in subappalto per il consorzio Xenia per la realizzazione di una nuova linea ferroviaria AV/AC Salerno–Reggio Calabria, che adottano tecnologie costruttive ottimizzate per ridurre vibrazioni, impatti acustici e disturbi ambientali.
È in fase avanzata di esecuzione il progetto MECT Messina lungo la tratta ferroviaria Messina Catania, intervento strategico destinato a potenziare la mobilità regionale attraverso il raddoppio e l’ammodernamento della linea esistente.
Infine, il 2025 si è chiuso con il completamento e l’approvazione del progetto esecutivo per la messa in sicurezza della Discarica di Malagrotta, intervento pluriennale che prevede la costruzione di un diaframma perimetrale plastico di cinturazione. L’avvio dei lavori è programmato per l’inizio del 2026.
Diverse sono le commesse completate nel corso dell’anno:
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la Galleria Carron a Merano (BZ), progetto pluriennale commissionato dal Consorzio San Benedetto Scarl e guidato da Carron Bau S.r.l., che rappresenta una delle opere più complesse e significative tra quelle concluse nel 2025. L’intervento ha previsto l’esecuzione di lavori di fondazione e consolidamento finalizzati alla realizzazione di un nuovo collegamento sotterraneo tra la superstrada Merano–Bolzano e la Val Passiria, completato con piena soddisfazione del committente grazie all’elevato livello tecnico espresso dal Gruppo Trevi. Anche il progetto per la ristrutturazione della Banchina Magazzini Generali a Ravenna è giunto a conclusione, consolidando l’impegno del Gruppo nella modernizzazione dei porti italiani e nella riduzione degli impatti ambientali attraverso soluzioni costruttive a basso disturbo, in continuità con le opere realizzate negli anni precedenti nella stessa area. A Cesena è stato finalizzato con successo il progetto Orogel Cella 32, caratterizzato dall’utilizzo di lavorazioni specialistiche di consolidamento volte a garantire stabilità, sicurezza e continuità operativa in un’area produttiva strategica per la filiera agroalimentare.
Tra le opere concluse nell’anno rientrano il nuovo stabilimento GIAS Mongrassano, un’infrastruttura tecnologicamente avanzata destinata a logistica refrigerata automatizzata e le attività per la Gronda di Genova Amplia, un intervento complesso, che ha previsto l’impiego di tecnologie ad alta specializzazione, finalizzate al miglioramento della resilienza infrastrutturale dell’area. A Firenze si sono inoltre concluse le opere per l’adeguamento alla terza corsia autostradale, contribuendo al potenziamento della mobilità nazionale.
Europa
Proseguono in Spagna i lavori relativi ad una nuova tratta della linea 8 della metropolitana di Barcellona, che Trevi sta eseguendo mediante la nuova società controllata spagnola TREVI Cimentaciones, in raggruppamento con la società CIMSA (Gruppo Ferrovial). Trevi realizzerà due delle tre stazioni previste, mediante diaframmi con idrofresa, mentre il partner CIMSA realizzerà una stazione ed il pozzo, utilizzando una nuova idrofresa della Soilmec.
In Francia prosegue il progetto di consulenza nel settore eolico con il cliente Saipem, gestito tramite la filiale francese Trevi Fondation Speciales.
Far East
Tra i principali progetti in corso di svolgimento nelle Filippine si evidenziano:
Metro Rail Transit Line-7 (MRT-7), progetto ferroviario urbano strategico per la mobilità di Metro Manila.Le attività 2025 hanno riguardato il completamento dell’installazione dei pali trivellati di grande diametro della Station 13.
Metro Manila Subway CP102. Trevi Phlippines è stata incaricata da Nishimatsu–DMCI JV all’esecuzione dei diaframmi necessari agli scavi delle stazioni Quezon Avenue ed East Avenue. La prima è stata completata a settembre 2025, mentre l’avvio dei lavori presso la East Avenue Station è previsto entro il primo trimestre 2026.
Malolos-Clark Railway – CP N-02
Parte del programma NSCR, il progetto ha subito un prolungato rallentamento di circa due anni, dovuto a criticità negli espropri e nell’accessibilità delle aree. Le attività sono riprese nel giugno 2025 con l’esecuzione dei pali trivellati affidati dal consorzio Acciona–DL E&C JV.
South Commuter Railway – CP S-02
Anche questo intervento presenta analoghe criticità relative a espropri e accessi ai cantieri. Le attività di Trevi, affidate dal consorzio Acciona–DMCI JV, proseguono nei limiti delle disponibilità operative consentite.
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South Commuter Railway – CP S-03a
Sono proseguite le lavorazioni dei pali trivellati, affidate da Leighton–First Balfour JV, tuttavia, l’impossibilità di disporre di ulteriori aree di lavoro ha impedito l’incremento di risorse operative.
A Hong Kong, il completamento di tutti i progetti precedentemente avviati e l’assenza di nuove aggiudicazioni di rilievo ha comportato la conclusione delle attività operative nel territorio
In Australia le attività del North East Link Project (Melbourne) sono state definitivamente concluse a dicembre 2025. È attualmente in corso la fase finale di de-mobilizzazione delle attrezzature e del personale
Middle East
Numerosi sono i progetti in corso di svolgimento o completati nel corso dell’anno.
Arabia Saudita
Per quanto riguarda il progetto The Line a Neom nel corso del 2025 sono stati eseguiti parallelamente i lavori su tre differenti pacchetti di lavoro. A fine anno le attività principali risultano ultimate, mentre rimangono da eseguire i test pile, a completamento dello scope of work. Al momento il progetto risulta essere in stand-by.
Sono in corso di svolgimento le attività in KAFD MEP Tunnels & Infrastructure. Il King Abdullah Financial District (KAFD) a Riyadh, in Arabia Saudita è un importante progetto di sviluppo urbano, che comprende ampi spazi commerciali, turistici e residenziali. L'infrastruttura del KAFD è progettata per essere altamente integrata e moderna, con sistemi MEP avanzati (Meccanici, Elettrici e Idraulici).
Per quanto riguarda il Golden Triangle, ad ottobre sono iniziati i lavori di shoring e grounting sui primi due lotti di progetto e si prevede proseguiranno per tutto il 2026.
Nel corso dell’anno sono stati completati: il Qiddya Coast Project, progetto turistico ad uso misto per la costruzione di parchi acquatici, hotel, condomini e ville in un’area a nord della città di Jeddah e Amiral I002, progetto con Tecnimont S.p.A. e cliente finale Aramco
Emirati Arabi
Il progetto Sobah Siniya Island, iniziato a febbraio 2025, è ancora in corso di esecuzione. Sono attualmente in corso i lavori di compattazione dinamica, che vedrà Swissboring impegnata fino al primo semestre 2026.
Per quanto riguarda i progetti di Eden House e Peninsula, sono in corso i lavori di shoring.
È terminato il progetto Hail & Ghasa Development project con SAIPEM, opera che combina tecnologie innovative di decarbonizzazione in un’unica soluzione integrata: il progetto consentirà di catturare anidride carbonica e di produrre idrogeno a basse emissioni di carbonio, risorsa che può sostituire il gas combustibile e ridurre ulteriormente le emissioni. Il progetto ha sfruttato inoltre l’energia pulita proveniente da fonti rinnovabili.
Il progetto New LNG Facilities, che vedeva Swissboring impegnata nella realizzazione di pali di fondazione per due cisterne per lo stoccaggio del gas naturale, è stato completato ad ottobre 2025.
È stato concluso il lavoro di fondazioni per il progetto DMCC Uptown Phase 2, progetto destinato alla costruzione di due torri all'interno del quartiere emergente Uptown Dubai, nel cuore della nuova Dubai per uso commerciale e ristorazione.
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Sono terminati anche il progetto City Walk Phase 4 e Portland Investment Mixed Use Development, progetto che prevede la realizzazione di un’area residenziale con appartamenti, hotel, uffici, ristoranti, negozi e parcheggi, suddivisi su due aree, zone est ed ovest, nel Dubai International Financial Center.
Per quanto riguarda i progetti acquisiti nella seconda parte del 2025, Lower Zakum, Dubai World Trade Center (Candy) e Mediclinic Parkview Hospital, si prevede che i lavori inizieranno, con la fase di mobilizzazione, ad inizio 2026.
Oman
In Oman il progetto Luxury Service Apartment Yiti 4400, il più importante di quest’area in termini di volumi, iniziato a marzo 2025, è stato completato nel corso del terzo trimestre.
I lavori per la Trasmission Line con Larsen & Toubro iniziati nel 2024, sono attualmente in corso e si prevede che verranno completati ad inizio 2026.
Kuwait
Riguardo al progetto PAHW 1303 South Saad City Project, che ha lo scopo di realizzare una vasta iniziativa residenziale situata a sud di Saad Al Abdullah City, proseguono le attività, sia per la realizzazione della parte relativa ai pali di fondazione, che per quelle di Ground Improvement.
Africa
Nigeria
Nel corso del 2025 sono proseguiti i lavori del progetto BUA Terminal a Port Harcourt, principale iniziativa in portafoglio per l’area. L’intervento riguarda la riqualificazione degli ormeggi esistenti lungo una banchina articolata su tre allineamenti e comprende attività di fondazione, dragaggi, riempimenti, consolidamenti e opere civili. L’avanzamento operativo ha registrato alcuni rallentamenti dovuti a ritardi di approvvigionamento di alcuni materiali, nonché alla necessità di rivedere alcune soluzioni ingegneristiche legate all’installazione degli ancoraggi inclinati.
Al termine dell’anno risultano ancora in corso interventi aggiuntivi per la rimozione delle ostruzioni presenti sul fondo lagunare, che condizionano il completamento del combiwall della banchina 1.
Sono in fase di avanzamento i lavori relativi al progetto Meliora Viva Methanol, che prevede la realizzazione di nuova banchina presso il porto di Onne, unitamente a un capannone di stoccaggio meccanizzato per la movimentazione dell’urea, nell’ambito dell’espansione dell’impianto petrolchimico di Eleme, destinato all’esportazione del prodotto.
Quasi tutti i nuovi lavori acquisiti nell’anno sono in corso di esecuzione.
Algeria
Come già evidenziato, la più importante opera in corso di esecuzione è l’estensione della Metropolitana di Algeri lato est e ovest, per il cliente Cosider, che si inserisce nell’ambito di un progetto di estensione della rete metropolitana esistente. I lavori su entrambi i lati sono stati avviati nel giugno 2025. Il progetto rappresenta una delle iniziative più rilevanti in corso per Trevi Algérie, con un forte valore strategico per il Gruppo grazie all’elevata complessità tecnica, all’impatto sulla mobilità sostenibile della capitale algerina e al contributo concreto ai principi ESG.Le tecnologie adottate, la rilevanza sociale dell’opera e il rigoroso approccio di governance testimoniano l’impegno del Gruppo Trevi verso una crescita responsabile, innovativa e orientata alla creazione di valore
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sul lungo periodo. Inoltre, la collaborazione efficace con il cliente Cosider e le autorità locali dimostra l’affidabilità del Gruppo nel coordinare commesse complesse e multilivello.
Altri progetti sono in corso di esecuzione: l’Accieria di Tosyali, la Ferrovia Tebessa per il cliente Cosider e il progetto di Penetrante Jijel, commissionato dal cliente Rizzani de Eccher e con Main Contractor National Highway Authority (ADA). La commessa prevede la realizzazione di un collegamento autostradale strategico tra il porto di Djen Djen e le principali città dell’entroterra, con l’obiettivo di potenziare la rete infrastrutturale nazionale e favorire l’integrazione dei flussi logistici. L’intervento rappresenta un esempio concreto dell’impegno del Gruppo Trevi nel supportare opere di interesse pubblico che promuovono la mobilità sostenibile, la crescita economica e lo sviluppo infrastrutturale responsabile del Paese, attraverso un approccio costruttivo rispettoso dell’ambiente, attento alla sicurezza dei lavoratori e fondato su processi di governance conformi ai più elevati standard del settore.
Nord America
È stato completato il Deep Mixing (DMM) per la stabilizzazione delle ceneri derivanti dal funzionamento della centrale elettrica di Roxboro, situata nella Carolina del Nord ed è iniziata la seconda fase, con l'installazione di un muro di calcestruzzo per la protezione del fronte durante lo scavo.
Volpe C3 Building Cambridge, Massachusetts. Questo complesso residenziale al 75 di Broadway comprende una torre commerciale di 16 piani, quattro piani di attico e un garage sotterraneo di tre piani. Treviicos ha completato l'installazione del diaframma perimetrale e degli elementi portanti (LBE), sia strutturali che interni e installerà i rinforzi a valle dello scavo.
Minntac Tailing Basin in Minnesota. Si tratta di un Early Contractor Involvement (ECI) per la realizzazione della parete di diaframma della diga perimetrale al bacino di Minntac, per United States Steel. Treviicos si è aggiudicata il progetto in joint venture con Nicholson Construction. L'ambito assegnato comprende la fase iniziale di ECI per la finalizzazione del progetto della esecuzione di cutoff (perforazione, iniezione e parete di diaframma in calcestruzzo), necessaria per mitigare le infiltrazioni di solfati attraverso la diga perimetrale e l'installazione del test program di grouting.
Jurgen Farm Colorado. Il sito della Fattoria Jurgens è attualmente gestito come pascolo irriguo generale. Il progetto ha lo scopo di creare un bacino di accumulo idrico sotterraneo, nello spazio poroso di sabbia e ghiaia alluvionale. A Treviicos è stato assegnato lo scavo delle due sezioni più profonde del muro di contenimento in terra e bentonite (SB), per creare una barriera impermeabile attorno al bacino.
Marshall PV Stability Feature – North Carolina
Il progetto è ubicato all'interno della Marshall Steam Station, un impianto di generazione a quattro unità alimentato a carbone e gas naturale situato sul lago Norman, nella Carolina del Nord. La Treviicos sta realizzando l'installazione di una struttura di stabilizzazione, tramite metodologia di miscelazione profonda (DMM), per facilitare lo scavo dei residui della combustione del carbone nel bacino delle ceneri.
Southerly Tunnel Consolidation (SOTC) – Cleveland, Ohio
Commissionato dal Northeast Ohio Regional Sewer District (NEORSD), questo progetto coinvolge quattro siti principali (da SOTC-1 a -4). Treviicos ha completato, in anticipo rispetto ai tempi previsti, i lavori di fondazione
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speciali: diaframmi profondi, pali secanti, jet grouting e strutture di sostegno allo scavo. Contestualmente al completamento del progetto, Treviicos ha concluso con successo una negoziazione compensativa con il cliente
Altri progetti giunti a completamento nel corso del 2025 sono:
Landmark Phase III, progetto della terza fase del Landmark Center Redevelopment, ha previsto la sostituzione della struttura esistente, situata all'incrocio di Brookline Avenue e Park Drive, con uffici e un edificio di scienze per la vita di circa 550.000 piedi quadrati.
MGH phase I- Il progetto consiste in opere di fondazione per la prima fase di ampliamento del MGH di Boston, destinata a cambiare notevolmente l’intero lay out dell’ospedale.
Sacramento River East Levee (SERL) - C4, opera inserita nel quadro del programma di ricostruzione degli argini gestiti dall'USACE, all'interno della regione metropolitana di Sacramento
Sud America
Il volume dei ricavi nel corso dell’anno è stato alimentato prevalentemente dal Progetto di Oiltanking in Argentina.
Mentre per quanto riguarda il Progetto di Aña Cua, per il cliente Consorcio Aña Cua A.R.T. (Astaldi Italia) Rovella Carranza (Argentina) Tecnoedil (Paraguay) per l'ampliamento della centrale idroelettrica di Yacyreta, la lavorazione principale è stata sospesa, per una serie di problematiche tecniche, ora risolte, con l’aspettativa di una ripresa dei lavori della controllata Pilotes Trevi nel corso del secondo trimestre del 2026.
I lavori relativi al Progetto di Exolgan in Argentina hanno avuto inizio a novembre 2025 ed il loro completamento è previsto entro la fine del 2026.
Divisione Soilmec
Nel 2025 la Divisione Soilmec ha proseguito il proprio percorso di consolidamento, in continuità con le linee guida definite nel piano di ristrutturazione, trasformazione e rilancio del business avviato a fine 2021. L’esercizio è stato caratterizzato da una profonda revisione dell’assetto organizzativo e dall’implementazione di iniziative mirate alla riduzione dei costi indiretti e al miglioramento dell’efficienza operativa.
Sul fronte economico, i ricavi si sono attestati a 142,3 milioni di euro, registrando una lieve flessione del 1,9% rispetto al 2024. L’EBITDA ricorrente ha raggiunto 13,4 milioni di euro, in crescita del 1,5% rispetto ai 13,2 milioni di euro conseguiti al 31 dicembre 2024.
Il miglioramento dei risultati è riconducibile principalmente al miglioramento delle performance produttive, sostenute dall’implementazione dei principi di Lean Production, e all’adozione di un approccio più selettivo e strutturato di Design to Cost, che ha consentito una più efficace gestione dei costi e una maggiore competitività delle soluzioni offerte.
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Gestione dei rischi d’impresa
Obiettivi, Politica di Gestione e Identificazione dei Rischi
Il Gruppo Trevi è esposto a fattori di incertezza, sia interni che esterni, che possono generare impatti sia favorevoli sia sfavorevoli sull’attività operativa, sulla struttura finanziaria e sui risultati economici consolidati. In tale contesto, la gestione integrata dei rischi costituisce un elemento cardine per la salvaguardia e la creazione di valore nel breve, medio e lungo periodo. Tra le principali tipologie di rischio a cui il gruppo è esposto, si evidenziano, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
il rischio di liquidità, il quale incide sulle scelte strategiche di investimento e sulla definizione del portafoglio delle commesse;
repentini cambiamenti nei contesti sociopolitici delle aree geografiche di operatività, con possibili ripercussioni immediate sui risultati operativi e sulla posizione finanziaria;
il deterioramento del quadro macroeconomico internazionale.
l’adozione di un approccio integrato consente al Gruppo di assicurare una gestione organica, trasparente ed efficace dei principali rischi e delle opportunità che possono influenzare la creazione di valore in coerenza con gli obiettivi definiti dalle singole funzioni e dal piano industriale vigente.
Rischi delle commesse
Nell’ambito del processo di gestione dei rischi, la funzione aziendale di Risk Management si pone l’obiettivo di supportare il top management e i rispettivi risk owner sin dalle fasi iniziali di business development e negoziazione commerciale. A tal fine, viene adottata un’approfondita analisi bottom-up, sia qualitativa che quantitativa, finalizzata all’individuazione e alla gestione proattiva degli eventi che potrebbero influire materialmente sui principali obiettivi di portfolio, quali ricavi, margine operativo e flussi finanziari. Tale approccio consente di rafforzare la capacità decisionale e di presidio, favorendo una visione integrata e coerente con la strategia aziendale.
Per l’esercizio 2026 è prevista una revisione del processo commerciale della divisione Soilmec, dalla quale deriverà un perfezionamento delle attività di risk management correlate alle commesse della divisione stessa al fine di garantire una gestione dei rischi ancora più efficace e allineata agli standard di governance richiesti a livello consolidato.
Rischi delle divisioni
In tale ambito rientrano gli eventi in grado di incidere sugli obiettivi delle divisioni che non siano riconducibili a singole commesse, nonché sulla capacità di assicurare la costante erogazione di prodotti e servizi di elevato valore per la clientela. Particolare attenzione viene riservata al monitoraggio dei principali Key Performance Indicators (KPI) dei principali dipartimenti, al fine di garantire l’allineamento agli standard qualitativi e quantitativi previsti dal piano industriale in vigore. Le attività di monitoraggio e le misure di mitigazione sono implementate con frequenza continua, secondo scadenze e responsabilità programmate, assicurando così un presidio costante e strutturato sui rischi e sulle opportunità rilevanti per ciascuna divisione.
Rischi del piano industriale
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In tale ambito, la gestione dei rischi si focalizza sugli eventi che possono influire in modo significativo sul conseguimento dei target stabiliti dal piano industriale in essere, con particolare riguardo ai ricavi, ai margini industriali e alla costruzione di un portafoglio ordini adeguato. L’approccio adottato mira a garantire il presidio costante dei fattori critici di successo, favorendo una visione prospettica e integrata della performance aziendale.
La funzione di risk management del Gruppo, operando in stretta sinergia con i responsabili delle divisioni e avvalendosi dei dati forniti dalle società del gruppo, provvede alla definizione dei principali scenari di rischio e opportunità. Tale attività è finalizzata a supportare il top management nelle valutazioni strategiche, contribuendo a rafforzare la governance e a promuovere una gestione consapevole e proattiva dei rischi connessi agli obiettivi definiti.
Le previsioni economico-finanziarie per l’esercizio 2026 riflesse nel nuovo piano industriale del Gruppo Trevi, basato su un orizzonte temporale 2026-2029 e oggetto di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione (“Piano Consolidato 2026-2029”), confermano le linee strategiche e gli obiettivi di progressivo sviluppo delle attività aziendali, prevedendo un tasso di crescita medio dei ricavi lungo l’intero periodo di piano coerente al dato consuntivato nell’ultimo triennio, e mantenendo una previsione di redditività in linea con quanto consuntivato nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.
In particolare il Piano Consolidato 2026-2029 del Gruppo Trevi prevede: i) una crescita dei ricavi trainata da entrambe le Divisioni, con un CAGR 2025–2029 complessivo atteso intorno al 5,5%; ii) un EBITDA a fine piano previsto nell’intorno di 100 milioni di euro, supportato dall’incremento dei ricavi e dal progressivo miglioramento della redditività operativa; iii) capex medi annui pari a circa 22 milioni di euro, finalizzati all’evoluzione tecnologica e al rafforzamento della capacità produttiva; iv) una conseguente riduzione significativa dell’indebitamento finanziario netto, con un target di valore prossimo allo zero al termine del periodo di piano.
La ragionevolezza e fattibilità del Piano Consolidato 2026-2029 è stata confermata da una independent business review (l’“IBR”) svolta da una primaria società di consulenza. Tale verifica è finalizzata per l’appunto a verificare la ragionevole fondatezza delle assunzioni industriali e di mercato poste alla base del Piano Consolidato 2026-2029 ai fini delle negoziazioni con il ceto bancario e gli altri finanziatori, come commentato nelle note illustrative del bilancio consolidato al paragrafo Valutazioni sul mantenimento del presupposto della continuità aziendale del Gruppo Trevi in relazione ai rischi ed ai profili di incertezza esistenti”.
Rischi ESG
Il Gruppo ha effettuato, nell'ambito dell'analisi di materialità finanziaria, una valutazione dei rischi e delle opportunità finanziarie di sostenibilità, in coerenza con il sistema di gestione dei rischi aziendali del Gruppo. Tale impostazione vuole garantire la capacità dell’organizzazione di presidiare efficacemente i fattori di rischio e le opportunità correlati agli obiettivi di sostenibilità, in linea con le best practice di settore. Per maggiori dettagli, si rimanda alla Rendicontazione di Sostenibilità, capitolo ESRS 2.
Inoltre, nell'ambito dell'analisi della resilienza della propria strategia e del proprio modello di business ai cambiamenti climatici, il Gruppo Trevi ha valutato l'esposizione ai rischi fisici e di transizione, adottando un approccio basato sull'analisi degli scenari climatici prospettici. Sulla base delle valutazioni effettuate, non sono state individuate ripercussioni significative sulle attività aziendali nel breve e nel medio periodo. Nel lungo periodo, invece, l’evoluzione degli scenari climatici potrebbe determinare potenziali impatti sulle condizioni operative e sui costi di gestione, che il Gruppo monitora nell’ambito della propria pianificazione strategica. Per maggiori dettagli, si rimanda alla Rendicontazione di Sostenibilità, capitolo E1.
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Rischi di liquidità
Il rischio di liquidità si manifesta quando il Gruppo non è in grado di reperire, a condizioni economicamente sostenibili, le risorse finanziarie necessarie per sostenere l’operatività corrente, onorare le obbligazioni in scadenza e finanziare gli investimenti programmati. Tale rischio può derivare sia da tensioni nel mercato del credito, sia da inefficienze nella generazione o allocazione dei flussi finanziari interni.
La liquidità è influenzata principalmente da due fattori:
i flussi di cassa generati o assorbiti dalle attività operative e di investimento;
la struttura delle scadenze e il grado di rinnovabilità del debito, unitamente alla liquidità immediatamente disponibile presso i rapporti finanziari attivi.
Per garantire un adeguato presidio della posizione finanziaria, le funzioni centrali del Gruppo Trevi svolgono un monitoraggio continuo dei fabbisogni di liquidità, con l’obiettivo di assicurare un efficiente reperimento delle risorse finanziarie e/o un’ottimale allocazione dell’eccedenza di liquidità disponibile.
A tale scopo vengono predisposti cash flow rotativi e previsionali con cadenza periodica da parte di tutte le società del gruppo: tali informazioni vengono quindi consolidate e analizzate, in coerenza con quanto riportato nel paragrafo “Principali rischi ed incertezze cui il Gruppo Trevi è esposto e valutazioni sulla continuità aziendale”.
Si segnala inoltre che una quota delle disponibilità liquide è soggetta a vincoli valutari o restrizioni regolamentari in determinati Paesi nei quali il Gruppo opera. Tali vincoli limitano la piena trasferibilità delle somme e, di conseguenza, incidono sulla liquidità effettivamente utilizzabile a livello consolidato, come illustrato nella tabella seguente.
(in milioni di euro)
 
 
 
DivisioneSocietàPaeseVincolo31/12/2025
TreviTrevi Foundations Nigeria LtdNigeriaRestrizioni Valutarie3,3
TreviFoundation Construction LtdNigeriaRestrizioni Valutarie0,1
TreviSwissboring Overseas Piling Corp. Ltd (Dubai)DubaiCash Collateral su linea promiscua2.5
Totale5,9
Ad oggi gran parte degli affidamenti con le Banche Finanziatrici sono regolati dall’Accordo di Risanamento che si è perfezionato il 30 novembre 2022 anche a seguito dell’aumento di capitale e della conversione dei crediti vantati dagli istituti di credito in capitale conclusosi l’11 gennaio 2023 con l’esecuzione dello stesso.
Di seguito viene illustrata la distribuzione geografica delle disponibilità liquide del Gruppo al 31 dicembre 2024:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Italia12.86020.208(7.348)
Europa (esclusa Italia)1.7392.358(619)
USA, Canada e Messico21.30721.926(619)
Sud America4.2243.393831
Africa4.5328.086(3.554)
Medio Oriente e Asia37.95331.1356.818
Estremo Oriente e Resto del mondo10.5677.9122.655
Totale93.18295.018(1.836)
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I finanziamenti bancari del Gruppo alla fine dell’esercizio sono invece così ripartiti tra correnti e non correnti:
Finanziamenti correnti31/12/2531/12/24Variaz.Finanziamenti non correnti31/12/2531/12/24Variaz.
Italia116.78545.24671.539Italia8.78699.701(90.915)
Europa (esclusa Italia)550Europa (esclusa Italia)01.823(1.823)
USA, Canada e Messico5.9836.767(784)USA, Canada e Messico000
Sud America30030Sud America000
Africa3133(2)Africa000
Medio Oriente e Asia2420242Medio Oriente e Asia8880888
Estremo Oriente4.9417.200(2.259)Estremo Oriente213516(303)
Resto del mondo000Resto del mondo1210121
Totale128.01759.25168.766Totale10.008102.040(92.032)
La tabella seguente riporta il dettaglio per area geografica delle passività finanziarie, includendo i finanziamenti bancari, i leasing finanziari e debiti verso altri finanziatori:
Passività finanziarie correnti31/12/2531/12/24Variaz.Passività finanziarie non correnti31/12/2531/12/24Variaz.
Italia253.86956.603197.266Italia15.543231.964(216.421)
Europa (esclusa Italia)1211201Europa (esclusa Italia)2442.090(1.846)
USA, Canada e Messico5.9846.784(801)USA, Canada e Messico000
Sud America1.066800265Sud America1281280
Africa97256(159)Africa367508(142)
Medio Oriente e Asia1.8552.661(806)Medio Oriente e Asia1.013351662
Estremo Oriente5.6277.771(2.143)Estremo Oriente247566(319)
Resto del mondo5801.177(597)Resto del mondo15646110
Totale269.19776.171193.026Totale17.697235.653(217.956)
In particolare, sono state identificate le seguenti due aree di rischio finanziario, analizzate in dettaglio nel prosieguo del presente paragrafo: (a) il rischio relativo al mancato raggiungimento di un accordo per il rifinanziamento dell’indebitamento ai sensi dell’Accordo di Risanamento (come infra definito, scadenza per euro 191,7 milioni al 31 dicembre 2026 ed euro 7,1 milioni in scadenza al 30 giugno 2027) e del Prestito Obbligazionario (come infra definito, scadente interamente al 31 dicembre 2026 per euro 50 milioni), e alle possibili conseguenze derivanti da tale circostanza, esclusivamente ascrivibile alla naturale scadenza di tali debiti; (b) il rischio legato all’andamento economico-finanziario nel prevedibile futuro e conseguentemente alla capacità del Gruppo Trevi di disporre di sufficiente liquidità per far fronte alle proprie obbligazioni operative, al netto di quanto riportato in merito al precedente rischio, per un periodo di almeno 12 mesi dalla data di approvazione del bilancio consolidato.
Con riferimento al primo rischio in merito agli obblighi di rimborso, tenuto conto che la quota prevalente dell’indebitamento finanziario oggetto di riscadenziamento nell’ambito della manovra del 2022 giungerà a naturale scadenza alla fine dell’esercizio 2026, il Gruppo Trevi ha avviato tempestivamente le interlocuzioni con il ceto bancario finanziatore (le Banche Finanziatrici”), al fine di definire una nuova manovra finanziaria (la Nuova Manovra Finanziaria”), volta a rifinanziare tale esposizione e a dotare il Gruppo Trevi di una struttura finanziaria e patrimoniale coerente con gli obiettivi industriali e di sviluppo delineati nel Piano Consolidato 2026-2029.
Nell’ambito di tali interlocuzioni, la Società ha condiviso con le Banche Finanziatrici il Piano Consolidato 2026-2029 e l’IBR predisposta da una primaria società di consulenza, contenente un’analisi indipendente delle prospettive economico-finanziarie del Gruppo Trevi e della sostenibilità della nuova struttura finanziaria proposta.
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Con riferimento al secondo rischio in merito alle previsioni di cassa, gli Amministratori hanno valutato l’idoneità dei livelli di cassa previsti nei prossimi 12 mesi a garantire l’ordinaria operatività del Gruppo Trevi, con particolare riferimento al supporto finanziario necessario per l’esecuzione delle commesse e al regolare pagamento dei fornitori. A tal fine, la Direzione Aziendale ha provveduto ad elaborare previsioni di cassa sino a fine marzo 2027. Ad esito di tale esercizio non emergono significative incertezze in merito alla ragionevole aspettativa di generare adeguati flussi di cassa del Gruppo Trevi fino ad allora, assumendo, tra le altre cose, l’utilizzo delle linee di credito, ivi incluse le linee di credito per firma necessarie nell’ambito dell’acquisizione delle nuove commesse e la definizione in detto arco temporale degli accodi sottostanti la Nuova Manovra Finanziaria.
I termini della Nuova Manovra Finanziaria e la valutazione circa il prevedibile andamento della liquidità nel corso dei prossimi 12 mesi sono descritti in modo analitico nelle note illustrative del bilancio consolidato al paragrafo Valutazioni sul mantenimento del presupposto della continuità aziendale del Gruppo Trevi in relazione ai rischi ed ai profili di incertezza esistenti”.
Alla luce delle considerazioni sopra esposte gli Amministratori ritengono che lo stato delle azioni in corso e le previsioni aziendali sul prevedibile futuro consentono di valutare ragionevolmente come adeguatamente mitigati tali rischi finanziari.
Rischio di mercato
Il rischio di mercato è il rischio che il fair value o i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario subiscano variazioni sfavorevoli a causa di movimenti nei prezzi di mercato. Tale categoria di rischio comprende principalmente:
Rischio di tasso di interesse;
Rischio di cambio;
Rischio di credito;
Rischi politico e commerciale;
Rischio connesso all’approvvigionamento delle materie prime.
Sono esposti al rischio di mercato strumenti quali prestiti e finanziamenti, depositi, partecipazioni, strumenti finanziari valutati al fair value e derivati stipulati per copertura o per finalità di gestione finanziaria.
Rischio di tasso di interesse
L’esposizione al rischio delle variazioni dei tassi d’interesse di mercato è connessa ad operazioni di finanziamento sia a breve sia a lungo termine, con un tasso di interesse variabile.In particolare, il rischio di tasso deriva dalla possibilità che variazioni nei tassi di interesse di mercato influenzino:
il costo della provvista finanziaria (per debiti a tasso variabile);
il valore di mercato di strumenti a tasso fisso;
la redditività degli investimenti finanziari a breve e medio termine.
A seguito della firma dell’Accordo di Risanamento, il Gruppo ha ottenuto una moratoria sul capitale delle linee di cassa a Medio e Lungo Termine e contingentemente al rispetto o meno di alcuni parametri una moratoria sugli interessi delle stesse. Con l’efficacia dell’ADR, i tassi di interesse sulle linee di cassa a Medio e Lungo Termine sono stati modificati da tasso fisso ad un tasso con componente variabile, aggiornato ogni sei mesi (Euribor 6 mesi).
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Le linee a Breve Termine erogate e disciplinate dall’ADR hanno mantenuto il pricing adeguato alla natura dell’operazione sottostante, mantenendo i tassi dei documenti finanziari originari.
Al 31 dicembre 2025 buona parte dei finanziamenti del Gruppo risulta essere a tasso variabile, con esclusione del Prestito Obbligazionario e di alcuni finanziamenti delle controllate italiane ed estere, nonché dei contratti di leasing. Di seguito il dettaglio:
 
(In migliaia di euro)
31/12/202531/12/2025
DescrizioneTasso FissoTasso VariabileTotale
Finanziamenti e Leasing30.061182.728212.789
Prestito Obbligazionario50.00050.000
Totale Passività Finanziarie*80.061182.728262.789
*L’importo Totale Passività Finanziarie è esposto al netto dei ratei passivi.
Per ulteriori dettagli relativi alle passività finanziarie si rimanda ai paragrafi della nota integrativa ed in particolare alle note (14), (21) e (22).
Rischio di cambio
Il rischio di cambio riguarda le variazioni dei tassi di cambio che possono influire:
sui flussi di cassa in valuta estera,
sul valore degli attivi e passivi denominati in valuta,
sui margini operativi generati da attività internazionali.
Il Gruppo è esposto al rischio che variazioni nei tassi di cambio possano apportare variazioni ai risultati economici e patrimoniali del Gruppo. L’esposizione al rischio di cambio può essere di natura:
Transattiva: variazioni del tasso di cambio intercorrenti tra la data in cui un impegno finanziario tra controparti diventa altamente probabile e/o certo o e la data di regolamento dell’impegno, variazioni che determinano uno scostamento tra flussi di cassa attesi e flussi di cassa effettivi;
Traslativa: variazioni del tasso di cambio determinano una variazione del valore delle poste patrimoniali in divisa, a seguito del consolidamento dei dati ai fini di bilancio e della loro traduzione nella moneta di conto della Capogruppo (euro). Tali variazioni non determinano uno scostamento immediato tra flussi di cassa attesi e flussi di cassa effettivi ma solo un effetto contabile sul patrimonio netto consolidato del Gruppo. L’effetto sui flussi di cassa si manifesta solo qualora siano effettuate operazioni sul patrimonio della società del Gruppo che redige il bilancio in divisa.
L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva dall’operatività del Gruppo in una pluralità di Paesi e in monete diverse dall’Euro, in particolare il Dollaro Statunitense e le divise ad esso agganciate. Poiché risultano operazioni significative in Paesi dell’area Dollaro, il bilancio del Gruppo può essere interessato in maniera considerevole dalle variazioni dei tassi di cambio Euro/Usd.
Il Gruppo non utilizza per la propria attività di copertura dal rischio di cambio strumenti di tipo dichiaratamente speculativo.
Il Gruppo valuta la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi di cambio; gli strumenti utilizzati sono la correlazione dei flussi di pari valuta ma di segno opposto, la contrazione di finanziamenti di anticipazione commerciale e di natura finanziaria in pari valuta con il contratto di vendita.
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Rischio di credito
Il rischio di credito è il rischio che una controparte, finanziaria o commerciale, non sia in grado di adempiere alle proprie obbligazioni, determinando una perdita finanziaria per il Gruppo. Tale rischio riguarda sia le operazioni commerciali sia gli strumenti finanziari detenuti, inclusi crediti verso clienti, depositi bancari, titoli, garanzie e strumenti derivati.
Il rischio di credito connesso alle attività commerciali è presidiato attraverso un monitoraggio continuo svolto sia dalle singole società operative sia dalla Direzione Finanziaria. L’eterogeneità dei settori in cui il Gruppo opera, unita alla rilevante diversificazione geografica delle unità produttive e dei mercati di sbocco, comporta l’assenza di una concentrazione significativa del rischio su pochi clienti o su specifici Paesi. L’esposizione creditoria risulta infatti distribuita su un ampio numero di controparti.
L’obiettivo della gestione è quello di minimizzare il rischio controparte, mantenendo l’esposizione entro limiti coerenti con il merito creditizio assegnato ai clienti. Le valutazioni sono effettuate dai Credit Manager sulla base di:
dati storici relativi ai tassi di insolvenza delle controparti,
informazioni qualitative e quantitative aggiornate,
verifiche periodiche sull’andamento degli incassi.
Il Gruppo realizza prevalentemente vendite all’estero e utilizza gli strumenti di mitigazione del rischio offerti dal mercato, quali Lettere di Credito, pagamenti anticipati e ulteriori forme di protezione impiegate nelle commesse di maggior valore strategico.
Rischio politico e commerciale
L’evoluzione degli scenari economici e geo politici può influire in maniera significativa sulle attività finanziarie, industriali e commerciali del gruppo Trevi. La composizione dei ricavi evidenzia una forte proiezione internazionale, con una presenza consolidata in Medio Oriente, Estremo Oriente, USA ed Italia.
Una parte dei ricavi è generata in paesi caratterizzati da un livello medio alto di rischio politico e commerciale, ove l’operatività è condizionata da variabili esterne quali stabilità istituzionale, quadro normativo, rischio paese, rischi di convertibilità valutaria e rischi di insolvenza connessi a controparti pubbliche e private. Tale rischio può essere definito come la possibilità che un evento politico, economico o sociale influenzi negativamente la capacità di una controparte di adempiere ai propri obblighi, indipendentemente dalla sua solidità finanziaria. In tali contesti, l’operatività richiede un presidio rafforzato e l’adozione di adeguati strumenti di mitigazione.
In particolare, per quanto riguarda i rischi geopolitici e gli impatti derivanti dai conflitti nelle aree del Medio Oriente e dell’area geografica Russo-Ucraina il Gruppo Trevi non presenta esposizioni dirette nei Paesi coinvolti nei principali conflitti in corso (Russia, Ucraina, Iran, Israele), in termini di attività produttive, di fornitori critici, di rapporti commerciali. Tuttavia, potrebbe subire impatti indiretti legati all’instabilità geopolitica, come l’aumento dei costi energetici e logistici, la possibile volatilità dei mercati finanziari e oscillazioni valutarie.
Medio Oriente
Nel contesto di instabilità geopolitica presente nell’area mediorientale, il Gruppo Trevi risulta esposto a rischi connessi all’evoluzione del conflitto. Alla data di redazione del presente bilancio tutte le attività operative
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nei Paesi dell’area in cui il Gruppo è presente (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar) proseguono regolarmente, senza evidenze di fermi o rallentamenti nei cantieri o nelle attività commerciali.
Anche in uno scenario di possibile estensione del conflitto ai Paesi limitrofi, eventuali impatti quali ritardi nell’esecuzione dei progetti o un temporaneo rallentamento della pipeline commerciale risulterebbero in larga parte mitigati dai presidi strutturali del modello operativo del Gruppo. In particolare, la durata generalmente limitata delle commesse riduce l’esposizione a oscillazioni prolungate dei prezzi, mentre la prassi consolidata di prevedere la fornitura dei materiali direttamente da parte del cliente consente di contenere l’effetto di eventuali pressioni sui costi, incluse dinamiche inflattive o incrementi dei prezzi energetici. Rimangono inoltre disponibili, ove previsto, clausole di adeguamento prezzi e possibilità di negoziare aggiornamenti economici sui contratti in essere o futuri.
Ulteriore elemento mitigante è rappresentato dalla forte diversificazione geografica delle attività del Gruppo, che opera in aree del mondo non interessate dal conflitto (Nord America, Europa, Africa, SudEst asiatico). Tale diversificazione riduce la concentrazione del rischio e contribuisce a mantenere stabile il profilo complessivo del portafoglio ordini.
Nel complesso, grazie alla flessibilità delle strutture operative, alla diversificazione geografica e alla solidità dei presidi di governance e di monitoraggio degli scenari, il Gruppo mantiene un profilo di rischio complessivo contenuto, senza evidenze di impatti significativi sulle attività in corso.
Conflitto Russia-Ucraina
In relazione al conflitto Russia Ucraina, il Gruppo Trevi non presenta esposizioni operative dirette, in termini di attività produttive di backlog commerciale nelle aree interessate. Alla data di riferimento del bilancio non risultano ordini in portafoglio riconducibili alla Federazione Russa e il Nuovo Piano Consolidato non prevede sviluppi commerciali in tali mercati. Alla luce di tali elementi, allo stato attuale non si rilevano impatti diretti sulle attività del Gruppo Trevi derivanti dal conflitto in corso.
Rischio connesso all’approvvigionamento delle materie prime
L’approvvigionamento delle materie prime rappresenta un fattore strategico per la continuità e la competitività delle attività del gruppo Trevi. La disponibilità, la qualità e la stabilità dei prezzi delle materie prime possono influire in modo significativo sui processi produttivi, sulla pianificazione aziendale e, di conseguenza, sui risultati economici e finanziari consolidati. In tale contesto, il gruppo adotta una costante attività di monitoraggio e gestione dell’approvvigionamento, al fine di garantire la solidità della supply chain e la sostenibilità delle proprie operazioni, anche alla luce delle crescenti complessità dei mercati globali e delle dinamiche geopolitiche che possono impattare sulle catene di fornitura.
I temi relativi all’approvvigionamento delle materie prime sono ricompresi nelle seguenti categorie del modello dei rischi adottato:
Supply Chain: rischi legati alla gestione e continuità delle catene di fornitura, inclusi eventuali ritardi, interruzioni o difficoltà di reperimento delle materie prime strategiche;
Approvvigionamento: rischi connessi alla selezione, valutazione e affidabilità dei fornitori, nonché alla capacità di negoziare condizioni contrattuali favorevoli e tutelanti per il Gruppo;
Commodity: rischi derivanti dalla volatilità dei prezzi delle materie prime e delle risorse energetiche, con particolare riferimento alle oscillazioni dei mercati internazionali e alle dinamiche inflazionistiche.
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Con riferimento alla divisione Soilmec, è stata posta una crescente attenzione nella gestione della catena di fornitura, mediante la diversificazione dei fornitori, la stipula di contratti pluriennali e l’adozione di strumenti di copertura del rischio prezzo. Tali strategie hanno permesso di ridurre l’esposizione alle fluttuazioni dei mercati e di garantire una maggiore prevedibilità dei costi produttivi, a beneficio della redditività e della stabilità finanziaria della divisione.
Per quanto riguarda la divisione Trevi, la tematica dell’approvvigionamento delle materie prime assume analoga rilevanza, ma considerata la natura delle attività svolte su commessa, il rischio di fluttuazione dei costi delle materie prime viene puntualmente gestito contrattualmente. Ciò avviene, da un lato, attraverso la previsione di specifiche clausole di adeguamento o garanzia nei contratti con i clienti oppure escludendo la fornitura delle materie prime dallo scopo del lavoro. Si evidenzia inoltre che, sulla base dell’esperienza storica, il periodo intercorrente tra l’aggiudicazione della commessa e l’avvio operativo dei cantieri risulta mediamente breve, così come la durata stessa di esecuzione. Questa peculiarità consente di formulare offerte che riflettano i costi aggiornati delle materie prime, riducendo il rischio di esposizione alle variazioni di mercato e permettendo una gestione efficiente e trasparente dei margini operativi.
Rischi climatici
l Gruppo Trevi ha svolto un’analisi degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi al cambiamento climatico, utilizzando scenari prospettici, inclusi quelli ad alte emissioni. L’analisi ha identificato i principali rischi fisici, acuti e cronici, legati a eventi meteorologici estremi e a variazioni strutturali del clima, che possono incidere sulle attività operative, sui cantieri e sugli asset produttivi. Sono stati inoltre valutati i rischi di transizione, derivanti dall’evoluzione normativa, dai meccanismi di carbon pricing e dall’orientamento del mercato verso tecnologie a minore intensità emissiva. Tali fattori possono comportare effetti su costi operativi, investimenti e competitività. L’analisi degli scenari climatici è stata utilizzata per valutare rischi e opportunità nel breve, medio e lungo periodo. Il Gruppo monitora le proprie emissioni, incluse quelle indirette di Scope 3, e i consumi energetici, e sta integrando iniziative di riduzione delle emissioni nella pianificazione industriale.
Rischio Cyber
Nel corso del 2025 il gruppo Trevi ha proseguito nel percorso di adozione di nuove iniziative, tecnologie e procedure volte a garantire livelli di sicurezza ICT sempre più elevati, per rendere sempre più efficaci i processi di ICT Security.
Il dipartimento DI&T corporate (Digital Innovation & Technology), che eroga servizi IT per tutte le società controllate, ha consolidato l’utilizzo di infrastrutture con tecnologie Hybrid Cloud, che, unitamente all’adozione di applicazioni Cloud e di un piano di Disaster Recovery, consentono di aumentare la postura di sicurezza e la resilienza dell’intero Gruppo, al fine di salvaguardare la piena operatività delle aziende, anche in caso di attacco hacker o malfunzionamento dei sistemi che sovraintendono all’erogazione dei servizi.
Il gruppo continua nell’erogazione di percorsi formativi specifici per indurre comportamenti idonei ad evitare il coinvolgimento in processi «malevoli» di cyber crime. Inoltre, il dipartimento DI&T corporate, prosegue nell’emissione di periodiche «pillole informative» e nell’organizzazione di “corner” dedicati, sia in lingua italiana che inglese, per segnalare/mostrare esempi di casi concreti di frodi informatiche nelle quali gli utenti potrebbero imbattersi se non seguissero le corrette procedure ed istruzioni. Per verificare l’efficacia di questi percorsi informativi, il dipartimento DI&T corporate testa regolarmente la consapevolezza degli utenti attraverso campagne di phishing interne mirate.
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Trevi Finanziaria Industriale S.p.A., attraverso il dipartimento DI&T corporate, sta continuando ad operare compatibilmente al percorso dettato dalla certificazione ISO 27001:2022, ossia la norma che definisce lo standard internazionale che descrive le best practice per un ISMS (sistema di gestione della sicurezza delle informazioni, anche detto SGSI, in italiano) e dal primo semestre 2025, dopo l’ottenimento dell’estensione ISO/IEC 27017:2015, ha proseguito in questo percorso anche per tutto il mondo Cloud.
Queste certificazioni sono la dimostrazione che i servizi erogati dall’azienda rispettano le best practice sulla sicurezza delle informazioni.
Nel corso del 2025, in particolare a partire da dicembre, il dipartimento DI&T ha assegnato ad una società specializzata in cyber sicurezza, l’intero appalto del SOC (Security Operation Center) per tutto il gruppo Trevi, in modo da aumentare la resilienza dei propri sistemi/infrastrutture e l’attenzione su questi temi. Inoltre, contestualmente all’introduzione di questo nuovo soggetto, sono stati implementati anche nuovi strumenti per il monitoraggio dei sistemi (SIEM).
Si ritiene, pertanto, che le misure adottate ed i presidi esistenti rappresentino adeguati elementi di mitigazione di questo rischio.
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Personale e organizzazione
Organico al 31 dicembre 2025
Al 31 dicembre 2025 il personale del Gruppo ammonta complessivamente a 3.129 unità, con un incremento di 72 risorse rispetto alle 3.057 registrate al 31 dicembre 2024.
L’organico medio dell’anno è pari a 3.093 unità. L’andamento evidenzia una dinamica coerente con l’evoluzione delle attività operative del Gruppo e con le esigenze dei diversi contesti geografici in cui esso è presente.
(valori in unità)
Descrizione 31/12/2025 31/12/2024 Variazione Media
Executive 5567(12)61
di cui Dirigenti 3743(6)40
Impiegati e Quadri 1.1501.104461.127
Operai1.9241.886381.905
Totale Dipendenti 3.1293.057723.093
 
La ripartizione per area geografica dei dipendenti è la seguente:
(valori in Unità)
N° Dipendenti  
Area Geografica 31/12/202531/12/2024 Variazione
Italia 86885117
Europa (esclusa Italia) 29272
Stati Uniti, Canada e Messico97934
Sud America 54540
Africa 655516139
Medio Oriente e Asia 9691.005(36)
Estremo Oriente e resto del mondo 457511(54)
Totale 3.1293.05772
 
Risorse umane
La gestione delle risorse umane continua a costituire un ambito strategico per il Gruppo. In conformità ai principi del Codice Etico, le società del Gruppo adottano politiche orientate alla tutela delle pari opportunità, alla valorizzazione del merito e alla costruzione di un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo.
Le attività di gestione del personale sono improntate a garantire la continuità operativa, sostenere lo sviluppo professionale delle persone e assicurare un adeguato presidio delle competenze chiave.
Il Performance Management
Il Gruppo Trevi dedica molte energie nello sviluppo del personale e nella costruzione di risorse che soddisfino requisiti di eccellenza, misurandone e valutandone la performance e premiandone il raggiungimento dei risultati;
L’attuale strumento di Performance Management adottato in Trevi (Performance Management System PMS) infatti è diventato per il Gruppo la “spina dorsale” dei processi di sviluppo del personale in quanto, le valutazioni delle prestazioni e degli obiettivi, rappresentano non solo un indicatore dell’andamento aziendale ma anche la leva per la crescita professionale delle risorse e, di conseguenza, dell’intera organizzazione.
Le schede di valutazione PMS forniscono una visione completa della performance della risorsa e della sua aderenza ai valori e delle modalità comportamentali promosse dal Gruppo. Le sezioni dedicate alle segnalazioni di esigenze formative, di sviluppo e di compensation, forniscono gli elementi indispensabili per l’avvio delle politiche di gestione delle risorse umane, in grado di garantire il pieno supporto nello sviluppo
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della risorsa, nella continuità aziendale e nell’assicurare soddisfazione reciproca tra azienda e collaboratore. Nel corso del 2025 è stato inoltre completato un modello di valutazione dedicato al personale operativo, finalizzato alla mappatura delle competenze di ruolo e alla definizione di schede distinte in relazione alle specificità dei business Trevi e Soilmec.
Organization & Development
Proseguono i progetti rivolti al consolidamento dell’assetto organizzativo e allo sviluppo di competenze interne. Tra le principali linee di intervento si segnalano:
la mappatura dei Talent e dei Key Technical Expert, finalizzata alla definizione di piani di sviluppo personalizzati;
le iniziative per la pianificazione delle successioni, orientate alla continuità dei ruoli chiave;
i programmi di job rotation, finalizzati all’ampliamento delle competenze trasversali e al rafforzamento della conoscenza dei processi aziendali.
L’insieme delle suddette attività contribuisce al mantenimento di un modello organizzativo coerente con la complessità operativa del Gruppo.
Compensation
Nel 2025 è proseguito il percorso di aggiornamento delle pesature delle posizioni, sviluppato in collaborazione con Korn Ferry, con particolare riferimento alle società italiane del Gruppo. L’attività ha permesso la definizione di una mappatura omogenea di ruoli e grade, a supporto di politiche retributive improntate a criteri di equità, coerenza interna ed allineamento alle pratiche di mercato.
La digitalizzazione dei processi HR è in continuo aggiornamento ed evoluzione al fine di migliorare la qualità, la tracciabilità e l’accessibilità dei dati per l’elaborazione delle analisi di supporto alle decisioni manageriali.
Le informazioni sulle politiche retributive sono fornite all’interno della relazione sulla remunerazione predisposta dalla Società ai sensi dell’art. 123 –ter del D. Lgs. Del 24 febbraio 1998 n. 58, disponibile nei termini della vigente normativa sia presso la sede sociale, Borsa Italiana S.p.A. e sul sito internet www.trevifin.com.
Wellbeing
Il Gruppo ha continuato a rafforzare le iniziative dedicate al benessere delle persone, infatti, nel corso dell’anno sono stati introdotti nuovi strumenti e, per la Divisione Edile, un programma di welfare aggiuntivo. Le attività proseguiranno anche nel 2026 con l’obiettivo di favorire il benessere complessivo delle risorse e supportare i nuclei familiari.
Learning
Il percorso di formazione continua rappresenta un elemento centrale nella gestione delle competenze.
La piattaforma e-learning del Gruppo ha permesso anche nel 2025 un’ampia diffusione di contenuti dedicati allo sviluppo delle soft skills e delle competenze gestionali.
Le Academy interne mantengono un ruolo di riferimento:
Foundations Technology Academy (FTA) per la formazione tecnica;
Trevi Group Academy (TGA) per la formazione manageriale.
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Il Gruppo Trevi si affida inoltre a fornitori esterni per i servizi di formazione quali corsi di lingue ed aggiornamenti professionali. Il costo relativo all’organizzazione ed erogazione dei corsi di formazione offerti ai propri dipendenti, è finanziato in modo parziale attraverso Fondi interprofessionali come Fondimpresa (per impiegati, quadri e operai) e Fondirigenti (per i dirigenti).
Formazione Tecnica
Nel 2025 la formazione tecnica ha continuato a sostenere l’evoluzione delle competenze specialistiche del personale, con interventi mirati a rafforzare la conoscenza delle tecnologie e dei processi core del Gruppo. Il programma Learning Innovation, nell’ambito delle attrezzature Soilmec e rivolto al personale tecnico e commerciale, ha consentito una diffusione omogenea degli aggiornamenti tecnologici a livello internazionale. Parallelamente, la Divisione Soilmec ha introdotto un percorso formativo “sul campo” che accompagna i nuovi inserimenti nelle principali fasi di costruzione delle attrezzature, favorendo un apprendimento diretto e immediato.
Sono inoltre proseguiti gli interventi dedicati ai fondamenti tecnici, tra cui il corso blended di Oleodinamica e il ciclo di studio sulle guide DFI/EFFC avviato nella Divisione Trevi, che ha contribuito a uniformare la conoscenza delle best practice di settore. La FTA Library si è arricchita di nuovi materiali interni di riferimento, consolidando il patrimonio tecnico aziendale. Infine, è stato completato il lavoro preparatorio per l’avvio del Technical Trainer Team, che dal 2026 supporterà in modo strutturato la diffusione del know-how interno.
Formazione Manageriale
Le attività di formazione manageriale hanno supportato anche nel 2025 il rafforzamento delle competenze gestionali e dei comportamenti organizzativi. La Trevi Group Academy ha proseguito la revisione dei corsi base, completando il secondo modulo del percorso su Contract Management e consolidando le iniziative dedicate alla valutazione e al feedback nell’ambito del Performance Management. Hanno trovato continuità anche i corsi orientati allo sviluppo delle competenze comunicative e relazionali, come le edizioni sul tema dell’orientamento al cliente e della negoziazione.
Nel corso dell’anno sono stati inoltre progettati nuovi contenuti formativi che verranno integrati nel biennio successivo, con l’obiettivo di ampliare l’offerta dedicata alle soft skills. A partire dalla seconda metà del 2025 è stato avviato anche un percorso su Intelligenza Artificiale e Sostenibilità, che proseguirà nel 2026, prevedendo per la popolazione manageriale momenti di approfondimento in aula.
Recruitment & Employer Branding
Nel 2025 il Gruppo Trevi ha consolidato le collaborazioni con istituti tecnici, scuole professionali e università, proseguendo con il progetto “Gruppo Trevi entra in aula”, che ha previsto lezioni in classe e visite presso cantieri e stabilimenti. Le partnership con gli istituti tecnici di Agordo, Caltanissetta e Cesena hanno favorito percorsi di selezione e inserimento di giovani diplomati attraverso tirocini e successivi contratti, contribuendo al rafforzamento del legame con il territorio e alla disponibilità di profili tecnici qualificati.
Parallelamente, è proseguita la campagna nazionale di reclutamento di giovani inoccupati e disoccupati, con particolare attenzione ai profili meccatronici destinati allo stabilimento di Cesena, con l’obiettivo di ampliare il bacino di candidature e favorire una maggiore presenza femminile nelle aree produttive.
Le attività di recruiting hanno coinvolto le Divisioni Trevi e Soilmec e la Corporate del Gruppo tramite Career Day, Open Day, strumenti digitali e il nuovo career site, che ha incluso video testimonianze interne per rafforzare il posizionamento del brand. Le collaborazioni con università e politecnici, in Italia e all’estero, hanno favorito l’inserimento di giovani ingegneri e ingegnere, anche attraverso workshop tecnici e visite
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guidate. Particolarmente significativa è stata la continuità della partnership con la Auburn University, che ha contribuito ad accrescere la visibilità internazionale del Gruppo.
Il 2025 ha visto anche la prosecuzione dell’impegno nell’iniziativa “Ingenio al Femminile”, dedicata alla valorizzazione delle competenze STEM femminili, cui il Gruppo ha partecipato supportando la selezione e la premiazione delle migliori tesi. Inoltre, è stata finanziata una borsa di studio per la Laurea Magistrale in Ingegneria Geotecnica presso il Politecnico di Torino, consolidando una collaborazione che da anni favorisce tirocini e inserimenti lavorativi nei cantieri del Gruppo.
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RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ
ELENCO DEGLI OBBLIGHI DI INFORMATIVA
Obbligo di informativa
Riferimento
Note
ESRS 2 – INFORMAZIONI GENERALI
BP-1 – Criteri generali per la redazione delle rendicontazioni di sostenibilità
Nota metodologica
BP-2 – Informativa in relazione a circostanze specifiche
Nota metodologica
GOV-1 – Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
Consiglio di Amministrazione e organi statutari
GOV-2 – Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate
Consiglio di Amministrazione e organi statutari
GOV-3 – Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione
Criteri di compensazione
GOV–4 – Dichiarazione sul dovere di diligenza
Dichiarazione sul dovere di diligenza
GOV–5 – Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità
Sistemi di monitoraggio della rendicontazione di sostenibilità
SBM-1 – Strategia, modello aziendale e catena del valore
Struttura del Gruppo e catena del valore
SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori di interessi
Interazione con gli stakeholder
SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
L'informativa è integrata con le informazioni fornite nel relativo ESRS tematico, nel paragrafo "Impatti, rischi e opportunità rilevanti", in conformità con le disposizioni del presente capitolo dell'ESRS 2 e in linea con il paragrafo 49.
IRO-1 – Descrizione del processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
Analisi di doppia rilevanza
IRO-2 – Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell'impresa
Informativa sugli obblighi di divulgazione
ESRS E1 – CAMBIAMENTI CLIMATICI
Riferimento
Note
ESRS 2 GOV-3 – Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione
Criteri di compensazione
E1-1 – Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici
Gruppo Trevi non ha adottato un piano di transizione per la mitigazione del cambiamento climatico.
ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Analisi di resilienza e scenari climatici
ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima
Individuazione di impatti rischi e opportunità relativi al cambiamento climatico
E1-2 – Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi
Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi
E1-3 – Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici
Azioni e risorse in materia di cambiamenti climatici
54
E1-4 – Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi
Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi
E1-5 – Consumo di energia e mix energetico
Consumo di energia e mix energetico
E1-6 – Emissioni lorde di GHG di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GHG
Emissioni di gas a effetto serra
E1-7 – Assorbimenti di GHG e progetti di mitigazione delle emissioni di GHG finanziati con crediti di carbonio
Gruppo Trevi non svolge attività di assorbimento di gas a effetto serra né progetti di mitigazione delle emissioni finanziati tramite crediti di carbonio.
E1-8 – Fissazione del prezzo interno del carbonio
Gruppo Trevi non applica sistemi di fissazione del prezzo interno del carbonio.
E1-9 – Effetti finanziari attesi di rischi fisici e di transizione rilevanti e potenziali opportunità legate al clima
Phase-in
ESRS E2 – INQUINAMENTO
Riferimento
Note
ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati all'inquinamento
Individuazione di impatti, rischi e opportunità legati all’inquinamento
E2-1 – Politiche relative all'inquinamento
Politiche relative all'inquinamento
E2-2 – Azioni e risorse connesse all'inquinamento
Azioni e risorse connesse all'inquinamento
E2-3 – Obiettivi connessi all'inquinamento
Obiettivi connessi all'inquinamento
E2-4 – Inquinamento di aria, acqua e suolo
Emissioni di sostanze in aria, acqua e suolo
E2-5 – Sostanze preoccupanti e sostanze estremamente preoccupanti
Emissioni di sostanze in aria, acqua e suolo
Il presente obbligo di informativa è stato valutato come non rilevante.
E2-6 – Effetti finanziari attesi di impatti, rischi e opportunità legati all'inquinamento
Phase-in
ESRS E3 – ACQUE E RISORSE MARINE
Riferimento
Note
ESRS 2 IRO-1 — Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati alle acque e alle risorse marine
Individuazione di impatti, rischi e opportunità legati all’acqua
E3-1 – Politiche connesse alle acque e alle risorse marine
Politiche connesse all’acqua
E3-2 – Azioni e risorse connesse alle acque e alle risorse marine
Azioni e risorse connesse all’acqua
E3-3 – Obiettivi connessi alle acque e alle risorse marine
Obiettivi connessi all’acqua
E3-4 – Consumo idrico
Consumo idrico
E3-5 – Effetti finanziari attesi derivanti da impatti, rischi e opportunità connessi alle acque e alle risorse marine
Phase-in
ESRS E4 – BIODVIERSITA’ ED ECOSISTEMI
Riferimento
Note
E4-1 — Piano di transizione e attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi nella strategia e nel modello aziendale
Gruppo Trevi non ha adottato un piano di transizione per la tutela della biodiversità e degli ecosistemi.
55
ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Individuazione di impatti, rischi e opportunità connessi alla biodiversità e agli ecosistemi
ESRS 2 IRO-1 — Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi alla biodiversità e agli ecosistemi
Individuazione di impatti, rischi e opportunità connessi alla biodiversità e agli ecosistemi
E4-2 — Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi
Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi
E4-3 — Azioni e risorse relative alla biodiversità e agli ecosistemi
Azioni e risorse relative alla biodiversità e agli ecosistemi
E4-4 — Obiettivi relativi alla biodiversità e agli ecosistemi
Obiettivi relativi alla biodiversità e agli ecosistemi
E4-5 — Metriche d'impatto relative ai cambiamenti della biodiversità e degli ecosistemi
Il Gruppo Trevi non ha individuato siti di proprietà, affittati o gestiti ubicati all'interno o in prossimità di aree sensibili sotto il profilo della biodiversità che incidano negativamente su tali ecosistemi.
E4-6 – Effetti finanziari attesi derivanti da rischi e opportunità connessi alla biodiversità e agli ecosistemi
Phase-in
ESRS E5 – USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE
Note
ESRS 2 IRO-1 — Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare
Individuazione di impatti, rischi e opportunità legati alle risorse e all’economia circolare
E5-1 — Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
E5-2 — Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
E5-3 – Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare
Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare
E5-4 – Flussi di risorse in entrata
Afflussi di risorse
E5-5 – Flussi di risorse in uscita
Rifiuti
L’informativa relativa a "Deflussi di risorse connessi a prodotti e servizi" non è rilevante.
E5-6 – Effetti finanziari attesi derivanti da impatti, rischi e opportunità connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare
Phase-in
ESRS S1 – FORZA LAVORO PROPRIA
Riferimento
Note
ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
Interessi e opinioni della forza lavoro propria
ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Identificazione di Impatti, rischi e opportunità legati alla forza lavoro propria
S1-1 – Politiche relative alla forza lavoro propria
Politiche relative alla forza lavoro propria
S1-2 – Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti
Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri
S1-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni
Strumenti di dialogo e processi di gestione degli impatti legati ai lavoratori propri
56
S1-4 – Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni
Azioni adottate in relazione alla forza lavoro propria
S1-5 Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Obiettivi legati alla forza lavoro propria
S1-6 – Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa
Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa
S1-7 – Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa
Phase-in
S1-8 – Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale
Phase-in per quanto riguarda i dipendenti nei paesi non-SEE
S1-9 – Metriche della diversità
Diversità
S1-10 – Salari adeguati
Retribuzione e salari adeguati
S1-11 – Protezione sociale
Phase-in
S1-12 – Persone con disabilità
Phase-in
S1-13 – Metriche di formazione e sviluppo delle competenze
Formazione e sviluppo delle competenze
S1-14 – Metriche di salute e sicurezza
Salute e sicurezza
Phase-in per quanto riguarda la comunicazione sui casi di malattia professionale e sul numero di giorni persi a seguito di lesioni, infortuni, decessi e malattie professionali
S1-15 – Metriche dell'equilibrio tra vita professionale e vita privata
Phase-in
S1-16 – Metriche di retribuzione (divario retributivo e retribuzione totale)
Retribuzione e salari adeguati
S1-17 – Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani
Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani
ESRS S2 – LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE
Note
ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
Interessi e opinioni dei lavoratori nella catena del valore
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Identificazione di impatti, rischi e opportunità legati ai lavoratori nella catena del valore
S2-1 – Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore
Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore
S2-2 – Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti
Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore
S2-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori nella catena del valore di esprimere preoccupazioni
Strumenti di dialogo e processi di gestione degli impatti legati ai lavoratori nella catena del valore
S2-4 – Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del valore e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena del valore, nonché efficacia di tali azioni
Azioni adottate in relazione ai lavoratori nella catena del valore
57
S2-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Obiettivi legati ai lavoratori nella catena del valore
ESRS S3 – COMUNITA’ INTERESSATE
Riferimento
Note
ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
Interessi e opinioni delle comunità interessate
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Identificazione di impatti, rischi e opportunità legati alle comunità interessate
S3-1 – Politiche relative alle comunità interessate
Politiche relative alle comunità interessate
S3-2 – Processi di coinvolgimento delle comunità interessate in merito agli impatti
Processi di coinvolgimento delle comunità interessate
S3-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono alle comunità interessate di esprimere preoccupazioni
Strumenti di dialogo e processi di gestione degli impatti legati alle comunità interessate
S3-4 – Interventi su impatti rilevanti sulle comunità interessate e approcci per gestire i rischi rilevanti e conseguire opportunità rilevanti per le comunità interessate, nonché efficacia di tali azioni
Azioni adottate in relazione alle comunità interessate
S3-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Obiettivi legati alle comunità interessate
ESRS S4 – CONSUMATORI E UTILIZZATORI FINALI
Note
ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi
Interessi e opinioni dei consumatori e utilizzatori finali
ESRS 2 SBM-3 Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
Identificazione di impatti, rischi e opportunità legati ai consumatori e utilizzatori finali
S4-1 – Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali
Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali
S4-2 – Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali in merito agli impatti
Processi di coinvolgimento dei consumatori e utilizzatori finali
S4-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori e agli utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni
Strumenti di dialogo e processi di gestione degli impatti legati ai consumatori e utilizzatori finali
S4-4 – Interventi su impatti rilevanti per i consumatori e gli utilizzatori finali e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti in relazione ai consumatori e agli utilizzatori finali, nonché efficacia di tali azioni
Azioni adottate in relazione ai consumatori e utilizzatori finali
S4-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti
Obiettivi legati ai consumatori e utilizzatori finali
ESRS G1 – CONDOTTA DELLE IMPRESE
Riferimento
Note
ESRS 2 GOV-1 – Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
Consiglio di Amministrazione e organi statutari
58
ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti
Individuazione di impatti, rischi e opportunità legati alla condotta d’impresa
G1-1 – Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese
Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese
G1-2 – Gestione dei rapporti con i fornitori
Gestione dei rapporti con i fornitori
G1-3 – Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva
Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva
G1-4 – Casi accertati di corruzione attiva o passiva
Casi accertati di corruzione attiva o passiva
G1-5 – Influenza politica e attività di lobbying
Il presente obbligo di informativa è stato valutato come non rilevante.
G1-6 – Prassi di pagamento
Prassi di pagamento
59
ESRS 2 INFORMAZIONI GENERALI
Nota metodologica
Criteri per la redazione
La presente Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità di TREVI Finanziaria Industriale S.p.A. e sue controllate (“Gruppo”), riferita all’esercizio 2025 (1° gennaio 31 dicembre), è redatta in conformità al Decreto Legislativo n. 125 del 6 settembre 2024, che recepisce la Direttiva UE 2022/2464/EU (Corporate Sustainability Reporting Directive “CSRD”), e agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) adottati dalla Commissione Europea.
Il documento rappresenta il secondo anno di applicazione del quadro normativo CSRD. Rispetto all’esercizio precedente, il Gruppo ha ulteriormente consolidato le metodologie di rendicontazione introdotte nel 2024, rafforzando i processi di raccolta, validazione e analisi dei dati, nonché il presidio dei controlli interni a supporto dell’informativa di sostenibilità.
La Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità è redatta in conformità a tutti i requisiti applicabili degli ESRS. Eventuali requisiti oggetto di disposizioni transitorie (phase-in), ai sensi dell’ESRS 1, sono esplicitamente indicati nelle sezioni di riferimento.
Nell’ambito dell’analisi di materialità finanziaria, per quanto riguarda il medio periodo, l’orizzonte temporale applicato corrisponde a 3 anni, mentre il lungo periodo corrisponde a più di 3 anni; pertanto, differisce da quanto prescritto da ESRS 1.
Tale impostazione consente una valutazione strutturata e comparabile dell’esposizione del Gruppo ai rischi e alle opportunità nel tempo, nel rispetto dei criteri stabiliti dal quadro normativo applicabile.
Il Gruppo non si è avvalso dell’opzione prevista dall’ESRS 2 BP-1, 5 d) di omettere specifiche informazioni in quanto considerate proprietà intellettuale, know-how o risultati dell’innovazione.
Perimetro di rendicontazione
Il perimetro di rendicontazione delle informazioni incluse nella presente Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità coincide con l’ambito di consolidamento utilizzato per la redazione del bilancio consolidato del Gruppo, in conformità con le indicazioni del principio di rendicontazione e comprende le società consolidate con il metodo di integrazione globale.
Di seguito sono elencate le società incluse nel perimetro di rendicontazione della presente Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità:
Denominazione SocialePaeseQuota % totale del Gruppo
TREVI Finanziaria Industriale S.p.A.ItaliaCapogruppo
Soilmec Australia Pty LtdAustralia99,92%
Soilmec Colombia SasColombia99,92%
Soilmec Deutschland GmbhGermania99,92%
Soilmec France SasFrancia99,92%
Soilmec H.K. LtdHong Kong99,92%
Soilmec Investment Pty LtdAustralia99,92%
BP-1, 5a, 5d
BP-2, 9a
BP-1, 5b
60
Soilmec Singapore Pte LtdSingapore99,92%
Soilmec SpAItalia99,92%
Soilmec U.K. LtdRegno Unito99,92%
Soilmec (Suzhou) Machinery Trading Co., Ltd.Cina99,92%
Idt FzcoEmirati Arabi Uniti99,80%
Arabian Soil Contractors LtdArabia Saudita99,78%
Galante Foundations SaRep. di Panama99,78%
Hyper Servicos de Perfuracao LtdaBrasile99,78%
Swissboring & Co. LLCOman99,78%
Swissboring Overseas Piling Corp. Ltd (Dubai)Emirati Arabi Uniti99,78%
Swissboring Overseas Piling CorporationSvizzera99,78%
Swissboring Qatar WLLQatar99,78%
Trevi Algerie EURLAlgeria99,78%
Trevi Arabco JVEgitto99,78%
Trevi Australia Pty LtdAustralia99,78%
Trevi Cimentaciones CAVenezuela99,78%
Trevi Cimentaciones y Consolidaciones SaRep. di Panama99,78%
Trevi Cimentaciones Mexico S.A. de C.V Messico99,78%
Trevi Construction Co. LtdHong Kong99,78%
Trevi Fondations Spèciales SasFrancia99,78%
Trevi Foundations Canada IncCanada99,78%
Trevi Foundations Denmark A/SDanimarca99,78%
Trevi Foundations Kuwait Co. WLLKuwait99,78%
Trevi Foundations Philippines IncFilippine99,78%
Trevi Galante SaColombia99,78%
Trevi Geotechnik GmbHAustria99,78%
Trevi Cimentaciones S.L.U. (Spagna)Spagna99,78%
Trevi Holding USA CorporationStati Uniti99,78%
Trevi Insaat Ve Muhendislik ASTurchia99,78%
Trevi Panamericana SaRep. di Panama99,78%
Trevi SpAItalia99,78%
Trevi SpezialTiefBauGermania99,78%
Treviicos CorporationU.S.A.99,78%
Treviicos South IncU.S.A.99,78%
Wagner Constructions LLCU.S.A.99,78%
61
Trevi Bangladesh LtdBangladesh99,78%
Pilotes Trevi SacimsArgentina99,76%
Pilotes Trevi Sacims - ParaguayParaguay99,76%
Pilotes Uruguay SaUruguay99,76%
Trevi Chile SpAChile99,76%
Profuro Intern. LdaMozambico99,29%
Parcheggi S.r.L.Italia98,78%
Trevi-Trevi Fin.-Sembenelli UTE (Bordeseco)Venezuela94,89%
Idt Llc FzcEmirati Arabi Uniti94,82%
Soilmec Japan Co. LtdGiappone92,93%
Soilmec North America IncU.S.A.89,93%
Soilmec do Brasil SaBrasile83,75%
Foundation Construction LtdNigeria80,15%
Trevi Australia Pty& Wagstaff Piling Victoria Pty Ltd JVAustralia69,85%
Trevi Foundations Nigeria LtdNigeria59.75%
Mola Rupta ScarlItalia72.42%
TreviGeos Fundacoes Especiais LtdaBrasile50,89%
Soilmec Algeria - società in liquidazioneAlgeria69,94%
*Soilmec F. Equipments Pvt. LtdIndia79,94%
* Questa società rientra nel perimetro di consolidamento fino al momento della vendita
(
1
8
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o
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0
2
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)
.
Si segnala che, nel corso del 2025, è entrata nell’area di consolidamento, la società Trevi Cimentaciones Mexico S.A. de C.V., appartenente alla divisione Trevi, operante nel mercato messicano e partecipata per l’80% da Trevi Icos Corp. e per il 20% da Trevi S.p.A. Per quanto riguarda le uscite dall’area di consolidamento avvenute nel corso del 2025, si segnala:
la cessione della società Soilmec Foundation Equipments Pvt. Ltd., posseduta all’80% dalla controllata Soilmec Hong Kong;
la conclusione della procedura di liquidazione di Soilmec Algerie, società interamente posseduta dalla controllata francese Soilmec France e consolidata integralmente.
Copertura della catena del valore
In linea con l’analisi di doppia rilevanza, la Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità integra informazioni relative alla catena del valore del Gruppo, includendo:
IRO (Impatti, Rischi e Opportunità): L’analisi di doppia rilevanza ha permesso di identificare gli impatti, i rischi e le opportunità lungo la catena del valore, sia upstream che downstream. Il Gruppo aggiorna annualmente questa analisi attraverso il coinvolgimento diretto dei principali stakeholder, sia interni che della propria filiera, al fine di rilevare criticità e variazioni significative.
Politiche aziendali: Il Gruppo dispone di politiche aziendali, soggette a periodico aggiornamento, che disciplinano aspetti chiave della catena del valore. Tali politiche
BP-1, 5c
BP-2, 10a
62
includono anticorruzione, relazioni con le comunità locali e sostenibilità, e si applicano all’intero perimetro aziendale e alla filiera, attraverso strumenti quali il Codice Etico e processi di due diligence. La loro attuazione è supportata da meccanismi di monitoraggio, formazione e canali di segnalazione, al fine di garantire una gestione responsabile lungo tutta la value chain.
Metriche ESG: In relazione alla catena del valore sono rendicontate le emissioni di gas serra (GHG) indirette, classificate come Scope 3 secondo il GHG Protocol, conformemente all’obbligo di informativa E1-6.
Per quanto concerne le ulteriori metriche relative agli IRO materiali individuati lungo la catena del valore, il Gruppo applica le disposizioni transitorie (phase-in) previste dall’ESRS 1, fornendo progressivamente le informazioni richieste in funzione del livello di disponibilità e affidabilità dei dati.
Dati relativi alla catena del valore
Le emissioni GHG di Scope 3 si basano su stime indirette, quali medie di settore o indicatori proxy. Tali dati sono chiaramente segnalati e corredati da una spiegazione della metodologia impiegata per la loro elaborazione. Inoltre, viene precisato il grado di accuratezza e, ove opportuno, sono indicate le azioni programmate per migliorarne la precisione in futuro.
Gestione delle incertezze nelle stime
In conformità con la sezione 7.2 dell’ESRS 1, il Gruppo segnala le metriche quantitative che presentano un elevato grado di incertezza. In particolare, tra le metriche oggetto di maggiore incertezza rientrano le emissioni indirette di gas serra (Scope 3), rendicontate ai sensi dell’ESRS E1-6, in ragione della dipendenza da dati provenienti dalla catena del valore e il consumo idrico per la quota relativa all’acqua non direttamente acquistata dal Gruppo, rendicontato ai sensi dell’ESRS E3-4.
Le principali ipotesi, approssimazioni e giudizi utilizzati nella determinazione delle metriche sopra richiamate sono riportati nel capitolo E1 Cambiamenti climatici, paragrafo Metriche - Consumo di Energia e mix energetico e nel Capitolo E3 Acqua e risorse marine, paragrafo Metriche Consumo idrico, al fine di garantire trasparenza e comprensibilità del processo di rendicontazione.
Nel periodo di rendicontazione sono state apportate modifiche nella redazione o nella presentazione delle informazioni sulla sostenibilità per effetto di variazioni di metodologia o miglioramenti nel sistema di raccolta dei dati e delle informazioni. Tali modifiche ove esistenti sono state commentate nelle relative note di commento di ciascun indicatore e conseguentemente si è provveduto a rideterminare i dati dell’esercizio precedente, per garantirne la comparabilità.
Utilizzo delle disposizioni transitorie
Nel secondo anno di rendicontazione, riferito all’esercizio 2025, il Gruppo si avvale delle disposizioni transitorie applicabili ai sensi del Regolamento delegato (UE) 2023/2772, come modificato dal Regolamento delegato UE 2025/1416 (c.d “Quick-fix") adottato dalla Commissione europea, ove applicabile:
E1-9: Effetti finanziari attesi derivanti da rischi fisici e di transizione legati al clima;
E2-6: Effetti finanziari attesi di impatti, rischi e opportunità legati all'inquinamento;
E3-5: Effetti finanziari attesi derivanti da impatti, rischi e opportunità legati alle acque e risorse marine;
BP-2, 10b, 10c, 10d
BP-2, 11a, 11bii
BP-2, 13, 14
BP-2, 17
63
E4-6: Effetti finanziari attesi derivanti da impatti, rischi e opportunità legati alla biodiversità e agli ecosistemi;
E5-6: Effetti finanziari attesi da impatti, rischi e opportunità legati all’uso delle risorse e all’economia circolare;
S1-7: Caratteristiche dei lavoratori non dipendenti nella forza lavoro propria dell'impresa;
S1-8: Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale per quanto riguarda i dipendenti nei paesi non-SEE;
S1-11: Protezione sociale;
S1-12: Percentuale di dipendenti con disabilità;
S1-14: Salute e sicurezza per quanto riguarda la comunicazione sui casi di malattia professionale e sul numero di giorni persi a seguito di lesioni, infortuni, decessi e malattie professionali;
S1-15: Equilibrio tra vita professionale e vita privata.
Il Gruppo integrerà progressivamente questi elementi nei prossimi esercizi, in piena coerenza con il percorso di compliance normativa CSRD e stabilendo solide basi per l’anno 2027.
Si segnala che, per le azioni indicate in ciascun capitolo, è definito come significativo un ammontare di spese operative e in conto capitale che eccede i 6 milioni di euro.
Strategia
Struttura del Gruppo e catena del valore
Prodotti, servizi e mercati serviti
Il Gruppo opera a livello globale nel settore dell’ingegneria del sottosuolo, fornendo soluzioni integrate (tecnologie e macchinari) per la realizzazione di fondazioni speciali, consolidamenti di terreni e interventi di messa in sicurezza di infrastrutture complesse e/o siti inquinanti. L’offerta sinergica di servizi e macchinari si articola attraverso due Divisioni operative: Trevi e Soilmec, entrambe sotto la guida strategica di Trevi-Finanziaria Industriale SpA (Trevi Fin).
Prodotti e servizi
La Divisione Trevi si occupa della progettazione e realizzazione di opere di fondazioni speciali e consolidamenti di terreni, principalmente per infrastrutture strategiche come metropolitane, ponti, dighe, porti, banchine, linee ferroviarie, autostrade e edifici civili e industriali. Un’area di competenza distintiva è la messa in sicurezza di siti inquinati e di opere idrauliche, come dighe, argini e acquedotti.
La Divisione Soilmec, invece, progetta, produce e commercializza macchinari e servizi per le fondazioni speciali. Grazie a una forte capacità di innovazione e alla sinergia con Trevi, Soilmec fornisce soluzioni tecnologiche avanzate per il settore delle costruzioni e delle infrastrutture, contribuendo all’efficienza operativa e alla riduzione dell’impatto ambientale delle opere eseguite.
Nel corso del 2025, il Gruppo ha continuato a rafforzare l’offerta tecnologica, con particolare attenzione allo sviluppo di attrezzature a minore impatto ambientale e all’integrazione di soluzioni digitali nei processi di ingegneria e costruzione. In particolare, l’adozione di nuove tecnologie nelle attrezzature Soilmec ha permesso di migliorare la precisione delle perforazioni, ridurre il consumo energetico nei cantieri e aumentare la sicurezza degli operatori.
Il modello di business del Gruppo è strettamente connesso ai principali impatti, rischi e opportunità identificati attraverso l’analisi di doppia rilevanza. In particolare, la natura delle attività cantieristiche e produttive incide su temi quali la salute e sicurezza dei lavoratori, l’impatto ambientale delle operazioni, la gestione responsabile della supply chain e l’innovazione tecnologica orientata alla riduzione degli impatti ambientali.
SBM-1, 40ai
64
Allo stesso tempo, i rischi legati all’evoluzione del contesto normativo, alla disponibilità delle risorse, alla resilienza della catena del valore e alla transizione climatica influenzano le scelte strategiche del Gruppo, orientando gli investimenti, le politiche operative e lo sviluppo dell’offerta tecnologica. Le opportunità connesse all’innovazione, alla digitalizzazione e alla crescente domanda di soluzioni sostenibili rappresentano un elemento chiave per la creazione di valore nel medio-lungo periodo.
Mercati e clienti serviti
Il Gruppo si distingue per la sua forte vocazione internazionale, operando in un’ampia gamma di mercati e consolidando la propria presenza a livello globale.
Nel 2025, l’attività del Gruppo ha continuato a svilupparsi globalmente, con una quota significativa del fatturato generata al di fuori dell’Italia. Tale risultato conferma il ruolo strategico e di riferimento che il Gruppo riveste a livello internazionale nel settore delle fondazioni speciali e dell’ingegneria del sottosuolo.
Il portafoglio clienti del Gruppo comprende principalmente enti pubblici e amministrazioni locali, società di costruzioni e general contractors, industrie energetiche e ambientali, oltre a investitori o imprenditori nel settore immobiliare.
Nel corso del 2025, il Gruppo ha ulteriormente rafforzato la propria posizione nei mercati in cui è già attivo, privilegiando rispetto ai volumi, i progetti oggetto di gara che generano maggior valore. In particolare, fra gli interventi di maggiore rilievo si segnalano:
“The Line" – Neom in Arabia Saudita,
il consolidamento della diga di Rogun in Tagikistan,
il North East Link a Melbourne in Australia,
Metro Manila Subway nelle Filippine,
le fondazioni per il passante ferroviario AV a Firenze.
Tutti progetti che confermano la capacità del Gruppo di operare in contesti complessi e di elevata specializzazione.
L’orientamento strategico del Gruppo continua a essere caratterizzato dalla volontà di accrescere la competitività anche attraverso un approccio sostenibile, con un’attenzione crescente verso la transizione ecologica, la digitalizzazione dei processi e soprattutto la valorizzazione della sicurezza nei cantieri. L’impegno costante nell’innovazione tecnologica consente di migliorare l’efficienza energetica delle attrezzature e di ridurre l’impatto ambientale delle attività operative, contribuendo alla costruzione di un modello di sviluppo responsabile e resiliente.
Distribuzione geografica
Il Gruppo opera a livello globale, con una presenza consolidata in oltre trentasei Paesi e un’organizzazione capace di adattarsi alle specificità territoriali e alle dinamiche dei mercati locali. La distribuzione geografica delle attività è da sempre un elemento chiave della strategia aziendale, consentendo di cogliere opportunità di crescita nei diversi settori e garantire un portafoglio progetti diversificato.
Nel 2025, la divisione Trevi ha continuato a rafforzare la propria presenza nei mercati internazionali, con un focus particolare su alcune aree strategiche. Nella regione Asia Pacifico, le attività si sono concentrate prevalentemente nelle Filippine.
Sono state inoltre portate avanti le iniziative in Australia, mentre in Nuova Zelanda sono attesi nuovi progetti entro la metà del 2026. Ulteriori sviluppi potrebbero concretizzarsi in Bangladesh, in Indonesia ed in Papua Nuova Guinea, in linea con la strategia di espansione del Gruppo nella regione.
Nel Medio Oriente, il 2025 ha visto un’intensa attività legata a progetti infrastrutturali di grande rilievo. L’Arabia Saudita è al centro della strategia regionale, con il coinvolgimento del Gruppo nel progetto “Neom - The Line” oltre a interventi legati al settore Oil & Gas. Negli Emirati Arabi Uniti la domanda del mercato immobiliare ha influenzato l’andamento delle attività e permesso numerose acquisizioni, tra cui notiamo i lavori di fondazione per Janu Tower e Peninsula, mentre in Kuwait e Oman la pipeline di nuovi progetti come la Toyota Showroom e i Luxury Apartments per la nuova città di Yiti, rispettivamente, ha permesso una crescita, benché limitata. Il Nord
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America continua a rappresentare una regione strategica per il Gruppo, caratterizzata da un basso livello di rischio per i progetti in termini di stabilità e pagamenti ed importanti acquisizioni nel 2025 ed attese per il 2026. L’Europa, inclusa la regione del Tagikistan, si conferma tra le aree più dinamiche per il Gruppo. In Italia, l’attività è sostenuta dagli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mentre in altri Paesi europei, Spagna, Svezia e Irlanda, la pipeline di progetti continua a espandersi. A supporto della strategia globale del Gruppo, la forza lavoro è distribuita nelle principali aree geografiche, garantendo una gestione efficace delle operazioni e una presenza qualificata nei mercati di riferimento.
La seguente tabella fornisce una panoramica della distribuzione geografica dei dipendenti del Gruppo nel 2024 e nel 2025, evidenziando come la composizione sia rimasta sostanzialmente stabile, con variazioni fisiologiche non significative.
20242025
Area geograficann
Italia851868
Europa2729
Africa516655
Asia9879
Far East511457
Middle East907890
North America9397
South America5454
Totale dipendenti3.0573.129
Ricavi per settore operativo
La tabella riportata di seguito presenta i ricavi suddivisi per settore operativo, riflettendo l’organizzazione del business del Gruppo e la struttura del reporting interno. La suddivisione è basata sulla distinzione tra i lavori speciali di fondazioni e la produzione di macchinari speciali per fondazioni, in linea con il modello di segment reporting adottato per il monitoraggio della performance aziendale.
20242025
Settore operativo
Lavori speciali di fondazioni (Trevi)537,5 M €506,2 M €
Produzione macchinari speciali per fondazioni (Soilmec)144,9 M €142,3 M €
Totale ricavi 663,3 M €* 624,0 M €*
*Al netto delle elisioni infragruppo *Al netto delle elisioni infragruppo
Obiettivi di sostenibilità
Il Gruppo ha definito il nuovo Piano Strategico ESG, sviluppato con il contributo dei responsabili corporate delle diverse funzioni. In questa fase preliminare, sono state individuate macroaree di intervento e obiettivi qualitativi. Le principali aree di azione comprendono:
Lotta al cambiamento climatico;
Salute e sicurezza;
Formazione continua;
Gestione responsabile della supply chain;
Economia circolare e risorse;
Governance e compliance;
Innovazione e digitalizzazione.
I KPI quantitativi e i relativi target temporali saranno definiti in una fase successiva.
Catena del valore
Il modello di business del Gruppo si fonda su un’organizzazione integrata che connette la
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SBM-1, 40b
SBM-1, 40e, 40f, 40g
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progettazione, la produzione e l’esecuzione di opere di fondazione attraverso un approccio basato sulla qualità, l’innovazione e la sostenibilità. La catena del valore del Gruppo comprende attività a monte, legate all’approvvigionamento di beni e servizi essenziali per la realizzazione delle opere, e attività a valle, che includono la distribuzione di prodotti e servizi verso i clienti finali, garantendo elevati standard di sicurezza, affidabilità ed efficienza.
La gestione della catena del valore si basa su una raccolta e un’analisi strutturata dei dati, attraverso strumenti digitalizzati che consentono di monitorare l’intero processo di approvvigionamento e gestione operativa. Il Gruppo ha adottato SAP per garantire un’efficace registrazione ed elaborazione delle informazioni, mentre la piattaforma SAP-ARIBA è utilizzata per la qualifica e la selezione dei fornitori. Questi strumenti permettono di valutare con criteri oggettivi la capacità dei partner commerciali di rispettare gli standard aziendali in materia di qualità, sicurezza, tutela ambientale e diritti umani, assicurando così la piena integrazione dei principi di sostenibilità all’interno della filiera.
L’attività del Gruppo si sviluppa in stretta sinergia con una rete di fornitori localizzati nei Paesi in cui opera, con un’elevata concentrazione in Europa, Nord America e Medio Oriente, in linea con le principali aree produttive e operative. La supply chain è strutturata per supportare sia la produzione di attrezzature per opere di fondazione, prevalentemente realizzata in Italia, sia le attività cantieristiche gestite a livello internazionale. La scelta di approvvigionarsi localmente nei diversi mercati risponde a criteri di efficienza e competitività, ma contribuisce anche alla crescita economica delle comunità in cui il Gruppo è presente, favorendo il trasferimento di competenze e lo sviluppo del tessuto produttivo locale.
A valle della catena del valore, il Gruppo collabora con una clientela diversificata che include enti pubblici, imprese di costruzione, operatori del settore infrastrutturale e investitori privati, offrendo soluzioni ingegneristiche avanzate per la realizzazione di metropolitane, ponti, dighe, porti, banchine e altre infrastrutture strategiche. I prodotti e servizi del Gruppo sono progettati per garantire elevati standard di sicurezza, efficienza e sostenibilità, con l’obiettivo di generare valore per i clienti, gli investitori e gli altri stakeholder.
In un’ottica di lungo periodo, il Gruppo continua a rafforzare la propria strategia di gestione della catena del valore, con l’obiettivo di ottimizzare le operazioni, migliorare la resilienza dei processi e contribuire alla creazione di un ecosistema produttivo sempre più sostenibile e responsabile.
Interazione con gli Stakeholder
Il coinvolgimento degli Stakeholder rappresenta un elemento essenziale della strategia di sostenibilità del Gruppo, in quanto consente di raccogliere opinioni, esigenze e aspettative provenienti da tutti i soggetti con cui il Gruppo interagisce, influenzando così le scelte strategiche e il modello di business. La relazione con gli Stakeholder si basa su un approccio strutturato e continuo, volto a garantire trasparenza, partecipazione e creazione di valore condiviso.
Il Gruppo ha identificato i principali Stakeholder attraverso un processo di mappatura e monitoraggio, che tiene conto del reciproco impatto tra l’organizzazione e le diverse categorie di portatori di interesse. Gli Stakeholder significativi comprendono autorità di regolamentazione, pubblica amministrazione, istituzioni finanziarie, clienti, business partner, fornitori, azionisti, agenzie di rating, dipendenti, collaboratori, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, istituti di ricerca e università, comunità locali, enti certificatori, organizzazioni non profit, media e ambiente.
L’interazione con gli Stakeholder avviene attraverso diversi strumenti e canali, tra cui la pubblicazione della Rendicontazione di Sostenibilità, i comunicati stampa e i redazionali sui media di settore. Il sito web aziendale e i canali digitali svolgono un ruolo chiave nella divulgazione delle informazioni e nel coinvolgimento attivo degli Stakeholder, mentre conference call, road show e consultazioni specifiche permettono di approfondire temi strategici e raccogliere feedback mirati.
L’obiettivo principale di questo processo è garantire che le opinioni degli Stakeholder siano considerate nell’evoluzione della strategia aziendale e nelle decisioni operative. La loro partecipazione è parte integrante dell’analisi di materialità, attraverso la quale vengono identificati e prioritizzati i temi di sostenibilità più rilevanti. L’esito di questa analisi contribuisce a definire gli aggiornamenti del piano industriale e a orientare le politiche del Gruppo in materia ambientale,
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sociale e di governance.
Il dialogo con gli Stakeholder supporta l’evoluzione delle scelte strategiche e operative del Gruppo. I contributi raccolti nel corso delle attività di engagement hanno contribuito, tra l’altro, a rafforzare l’attenzione sui temi di salute e sicurezza nei cantieri, a migliorare i processi di qualificazione e monitoraggio dei fornitori e ad affinare l’analisi di doppia rilevanza.
Le indicazioni emerse sono considerate nei processi di pianificazione e nella definizione delle priorità di sostenibilità, supportando l’aggiornamento delle politiche aziendali e lo sviluppo del Piano Strategico ESG del Gruppo. Questo approccio consente di tenere conto delle aspettative dei principali portatori di interesse e di favorire una creazione di valore sostenibile nel tempo.
Gli organi di amministrazione, direzione e controllo del Gruppo sono informati in modo strutturato sulle opinioni e sugli interessi dei portatori di interesse attraverso i risultati del processo di analisi di doppia rilevanza, approvato dal Consiglio di Amministrazione, che integra le valutazioni degli stakeholder raccolte tramite survey dedicate. Il CdA e gli organi di controllo ricevono inoltre aggiornamenti tramite la reportistica ufficiale del Gruppo, inclusa la Rendicontazione di Sostenibilità e il Piano Strategico ESG, mentre il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità assicura un flusso continuo di informazioni sugli impatti ESG rilevanti. Questi meccanismi consentono alla governance di considerare sistematicamente le istanze degli Stakeholder nei processi decisionali e nella definizione delle priorità strategiche.
Governance
Consiglio di Amministrazione e Organi statutari
La capogruppo TreviFin adotta un modello di amministrazione e controllo tradizionale, conforme agli articoli 2380-bis e seguenti del Codice civile. La sua governance rispetta i criteri e i principi applicativi del vigente Codice di Corporate Governance di Borsa Italiana per le società quotate.
Il Consiglio di Amministrazione (CdA) svolge un ruolo centrale nella guida e gestione del Gruppo, assumendo le decisioni più rilevanti dal punto di vista economico e strategico.
Al 31 dicembre 2025, in conformità con il Codice di Corporate Governance, risultano in vigore i seguenti comitati interni:
Comitato per la Nomina e la Remunerazione
Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità
Comitato Parti Correlate
Il Collegio Sindacale vigila sul rispetto della normativa e dello statuto, verificando l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società e il suo corretto funzionamento. Il CdA e i comitati di supporto svolgono un ruolo chiave nella supervisione delle procedure di gestione dei rischi.
Il Consiglio di Amministrazione approva l’analisi di doppia rilevanza e supervisiona l’integrazione dei temi di sostenibilità nella strategia aziendale, monitorando periodicamente l’evoluzione degli impatti, dei rischi e delle opportunità e lo stato di avanzamento delle iniziative di sostenibilità.
Il sistema di compliance del Gruppo si basa sul Modello 231/2001, sul Codice Etico, sulla Politica di prevenzione della Corruzione e sul Codice di condotta fornitori di Gruppo (disponibili anche sul sito web del Gruppo) che prevedono procedure di controllo interno rispetto a tematiche di etica e condotta d’impresa e di prevenzione di violazioni normative, oltre a canali dedicati a ricevere eventuali segnalazioni di violazioni o non conformità. La Dirigenza promuove attivamente una cultura aziendale etica e gestisce i rischi attraverso iniziative di formazione e sensibilizzazione.
L’Organo di amministrazione e gli Organi di controllo dispongono di competenze adeguate in materia di sostenibilità, sviluppate attraverso una combinazione di esperienze professionali, formazione specifica e aggiornamento continuo. Tali competenze sono riflesse nella composizione degli organi, all’interno dei quali sono presenti membri con esperienza in ambiti
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ESG. In particolare, il Consiglio di Amministrazione si avvale del contributo di specifici membri dotati di competenze specialistiche, nonché del supporto di comitati endoconsiliari (quali il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità), che approfondiscono le tematiche rilevanti e formulano raccomandazioni.
Le competenze in materia di sostenibilità sono integrate nei processi decisionali attraverso la valutazione periodica degli impatti, rischi e opportunità ESG, l’esame di indicatori di performance e il monitoraggio dell’attuazione delle strategie, garantendo un’efficace supervisione e un allineamento continuo con gli obiettivi aziendali.
Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo è responsabile della definizione delle strategie aziendali e della supervisione operativa, con l’obiettivo di garantire una crescita sostenibile e duratura dell’impresa. Il Consiglio di Amministrazione di TREVI Finanziaria Industriale S.p.A. in carica alla data del 31 dicembre 2025 è stato nominato dall’Assemblea degli Azionisti dell’13 maggio 2025 per gli esercizi 2025-2026-2027. Il mandato del Consiglio di Amministrazione scadrà pertanto con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2027 con la seguente composizione.
NomeRuoloGenereEsecutivoIndipendente
Antonio Maria Rinaldi2PresidenteMNo
Giuseppe CaselliAmministratore DelegatoMNo
Davide ManuntaConsigliereMNoNo
Adriana BasoConsiglieraFNo
Francesca CresciniConsiglieraFNo
Antongiulio MartiConsigliereMNo
Matteo Adolfo Maria MognaschiConsigliereMNo
Marco PappalardoConsigliereMNo
Elisa RoversiConsiglieraFNo
Claudia Rubini ConsiglieraFNo
Daniela SaviConsiglieraFNo
Al 31 dicembre 2025, il Consiglio di Amministrazione è composto da 11 membri, di cui uno con incarichi esecutivi (9%) e 10 non esecutivi (91%), i quali possiedono competenze eterogenee in ingegneria, finanza, diritto e sostenibilità, assicurando così un approccio strutturato alla gestione dei rischi e delle tematiche ESG. Inoltre, è supportato da comitati specializzati, come il Comitato per il Controllo, Rischi e Sostenibilità, che svolgono un ruolo cruciale nella supervisione delle strategie aziendali in materia di sostenibilità.
L’equilibrio di genere nel CdA è garantito, infatti almeno due quinti dei membri appartenenti al genere meno rappresentato sono presenti in CdA. Essendo le donne il 45% dei membri totali del CdA, con un rapporto donne/uomini pari al 0,83. Inoltre, l’82% dei membri che compongono il CdA sono indipendenti. L’indipendenza dei membri che formano il CdA è importante per garantire la tutela degli interessi di tutti gli stakeholder.
Il Gruppo promuove attivamente la partecipazione e il coinvolgimento dei dipendenti attraverso meccanismi di rappresentanza e il dialogo con le organizzazioni sindacali di categoria. La governance aziendale include comitati e organi di controllo che favoriscono il coinvolgimento dei lavoratori nei processi decisionali. Inoltre, il Codice Etico e il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (Modello 231) stabiliscono principi chiari per garantire il rispetto dei diritti dei
2 L’11 febbraio 2026 è stato nominato Presidente l’ing. Giuseppe Caselli, Chief Executive Officer (CEO) della Società e già componente del Consiglio di Amministrazione con l’incarico di Amministratore Delegato, in sostituzione del prof. Antonio Maria Rinaldi, il quale ha cessato la carica in data 24 gennaio 2026 a seguito delle dimissioni rassegnate per sopraggiunti impegni professionali.
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dipendenti, offrendo canali di comunicazione per segnalare problematiche o violazioni. Tra i membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo non vi sono rappresentanti dei dipendenti e degli altri lavoratori.
Uno strumento chiave in questo ambito è il sistema di Whistleblowing, che consente ai dipendenti e agli stakeholders più in generale di segnalare in modo anonimo e sicuro comportamenti non etici o illeciti. Questo sistema è accessibile sia internamente, tramite l’intranet aziendale, sia esternamente, attraverso i siti web della capogruppo e delle sub-holding, garantendo la massima riservatezza dell’identità del segnalante e promuovendo un ambiente di lavoro trasparente e responsabile.
Le responsabilità relative a impatti, rischi e opportunità sono integrate attraverso le politiche adottate in ambito sostenibilità e gestione dei rischi, nonché attraverso obiettivi specifici.
Gli organi di governance del Gruppo comprendono il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale e il Comitato per il Controllo Interno e la Gestione dei Rischi.
La dirigenza del Gruppo svolge un ruolo attivo nel monitoraggio, nella gestione e nel controllo degli impatti, dei rischi e delle opportunità, attraverso l’implementazione di procedure di governance e controlli interni efficaci. Il processo di gestione e monitoraggio è sottoposto a verifiche periodiche e audit interni, garantendo un controllo costante e rigoroso.
Le linee gerarchiche degli organi di amministrazione, direzione e controllo del Gruppo sono chiaramente definite e formalizzate nei regolamenti interni del Gruppo, assicurando una governance strutturata e trasparente.
Le procedure ed i controlli dedicati alla sostenibilità sono pienamente integrati con le altre funzioni aziendali attraverso un approccio collaborativo e interfunzionale, favorendo sinergie operative.
Gli Organi di amministrazione e l’alta Dirigenza stabiliscono e monitorano gli obiettivi relativi agli impatti, ai rischi e alle opportunità mediante riunioni periodiche e report di avanzamento, garantendo un costante allineamento strategico.
Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità
Il Comitato Endoconsiliare per il Controllo Rischi e Sostenibilità è incaricato di monitorare le azioni intraprese, verificando la loro coerenza rispetto alla struttura e alle attività del Gruppo. Questo organo assiste il Consiglio nelle valutazioni e nelle decisioni sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e della gestione dei rischi, contribuendo alla definizione delle relative linee guida.
Valuta, inoltre, la capacità dell’informativa non finanziaria di rappresentare in modo accurato il modello di business, le strategie aziendali, l’impatto delle attività e le performance raggiunte, esaminando i fattori chiave per la creazione di valore a lungo termine.
Infine, analizza il contenuto della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità in relazione al sistema di controllo interno e alla gestione dei rischi.
NomeRuoloGenere
Daniela SaviPresidente indipendenteF
Matteo Adolfo Maria MognaschiConsigliere indipendenteM
Davide ManuntaConsigliereM
Comitato per la Nomina e la Retribuzione degli Amministratori
Il Comitato per la Nomina e la Retribuzione degli Amministratori è un organo consultivo del Consiglio di Amministrazione con il compito di supportare le decisioni relative alla selezione, nomina e compensazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche.
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Definisce criteri e politiche retributive, garantendo trasparenza e allineamento agli interessi degli stakeholder. Valuta la composizione del Consiglio, promuovendo equilibrio di competenze e indipendenza. Inoltre, monitora l’efficacia delle politiche di remunerazione, assicurando che incentivino la creazione di valore sostenibile nel lungo termine.
NomeRuoloGenere
Claudia RubiniPresidente indipendenteF
Francesca CresciniConsigliera indipendenteF
Davide ManuntaConsigliere M
Comitato per le Operazioni Parti Correlate
Il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate è un organo consultivo del Consiglio di Amministrazione che supervisiona le operazioni tra la società e soggetti ad essa legati, prevenendo conflitti di interesse. Analizza e valuta la correttezza e trasparenza di tali operazioni, garantendo il rispetto della normativa vigente. Fornisce pareri indipendenti sulle transazioni più rilevanti, assicurando che siano effettuate a condizioni di mercato. Contribuisce a definire procedure e policy aziendali per la gestione delle operazioni con parti correlate. Il suo ruolo è fondamentale per la tutela degli azionisti di minoranza e la governance societaria.
NomeRuoloGenere
Adriana BasoPresidenteF
Antongiulio MartiConsigliere indipendenteM
Elisa RoversiConsigliera indipendenteF
Collegio Sindacale
Il Collegio Sindacale è un organo di controllo interno incaricato di vigilare sulla gestione societaria, assicurando la conformità alle normative legali e regolamentari. Verifica la correttezza dei bilanci, l'osservanza delle leggi e dei regolamenti, e la gestione economica-finanziaria del Gruppo. Inoltre, ha il compito di monitorare le operazioni con parti correlate e può segnalare irregolarità o comportamenti inadeguati agli azionisti e alle autorità competenti. Il Collegio Sindacale agisce in autonomia e indipendenza, tutelando gli interessi di tutti gli stakeholder.
NomeRuoloGenere
Carmen PezzutoPresidenteF
Dorina CasadeiSindaco effettivoF
Domenico IannottaSindaco effettivoM
Gianfranco GaudiosoSindaco supplenteM
Michele PizzoSindaco supplenteM
Gli Organi di amministrazione e controllo dispongono di competenze in materia di sostenibilità e, se necessario, si avvalgono del supporto di consulenti esterni per approfondimenti specialistici.
Le capacità e competenze in ambito di sostenibilità sono strettamente connesse alla gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti per il Gruppo, contribuendo a una governance responsabile e orientata al futuro.
Gli organi di amministrazione, direzione e controllo del Gruppo sono costantemente informati
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sulle questioni di sostenibilità attraverso un sistema strutturato di comunicazione e formazione. Il Gruppo adotta un approccio risk-based per la gestione della compliance, basato sul Modello 231/2001, che prevede procedure di controllo interno volte a prevenire violazioni legali e regolamentari. La Dirigenza è attivamente impegnata nella promozione di una cultura aziendale etica e nella gestione dei rischi, attraverso specifici programmi di formazione e sensibilizzazione.
Gli Organi di amministrazione, direzione e controllo ricevono aggiornamenti regolari sulle tematiche di sostenibilità tramite report periodici e riunioni del Comitato endoconsiliare di Controllo Rischi e Sostenibilità. Questo comitato svolge un ruolo chiave nella supervisione delle strategie di sostenibilità e nella gestione dei rischi, assicurando l’allineamento delle politiche aziendali agli obiettivi di sostenibilità del Gruppo.
La Dirigenza ed il Comitato endoconsiliare di Controllo Rischi e Sostenibilità forniscono agli organi di amministrazione, direzione e controllo informazioni dettagliate sugli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti. Questi aggiornamenti, forniti con cadenza regolare durante le riunioni del Consiglio di Amministrazione e dei comitati, includono l’analisi dei risultati, l’efficacia delle politiche adottate e il monitoraggio delle metriche e degli obiettivi di sostenibilità.
Nell’esercizio delle proprie funzioni, gli organi di amministrazione, direzione e controllo integrano l’analisi degli impatti, dei rischi e delle opportunità nei processi decisionali strategici, nelle operazioni aziendali e nella gestione del rischio. Ciò garantisce che le scelte aziendali siano sostenibili e in linea con gli obiettivi di lungo termine del Gruppo.
Durante il periodo di riferimento, gli organi di amministrazione, direzione e controllo hanno affrontato diverse questioni rilevanti, tra cui i rischi di conformità legale e regolamentare, i rischi di corruzione attiva e passiva, e infine le opportunità di miglioramento delle pratiche di sostenibilità e riduzione delle emissioni di carbonio.
Gli organi di governance del Gruppo garantiscono l’implementazione di sistemi di controllo interno e audit periodici ai fini della verifica degli obiettivi assegnati. La Dirigenza si focalizza sul raggiungimento di obiettivi specifici, mentre gli Organi di amministrazione supervisionano gli obiettivi strategici generali, assicurando un approccio integrato e coordinato anche nella gestione delle tematiche di sostenibilità.
Criteri di incentivazione
Il Gruppo integra le prestazioni di sostenibilità nei propri sistemi di incentivazione per promuovere comportamenti etici e sostenibili tra i membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo. Questo approccio è parte integrante della strategia di sostenibilità del Gruppo, finalizzata a creare valore a lungo termine attraverso pratiche aziendali responsabili.
Ai Dirigenti del Gruppo sono offerti sistemi di incentivazione che includono obiettivi legati alla sostenibilità, progettati per allineare i loro interessi con quelli del Gruppo. Ciò garantisce che le decisioni aziendali tengano conto degli impatti ambientali, sociali e di governance.
I sistemi di incentivazione legati alla sostenibilità prevedono componenti variabili a breve e a lungo termine, tramite Management by Objectives (MbO) e Long Term Incentives (LTI), oltre all’inserimento di clausole di claw-back che consentono il recupero dei compensi in caso di comportamenti dolosi, colposi o di violazioni delle normative aziendali. Gli incentivi a breve termine sono definiti su base annuale e valutati alla fine dell'anno in funzione dei KPI stabiliti. L'erogazione di essi avviene in base al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Gli incentivi a lungo termine (LTI), analogamente agli MbO, vengono anch’essi determinati annualmente, ma si basano su un orizzonte triennale attraverso un sistema di rolling degli obiettivi del Gruppo, senza traguardi intermedi. Al termine di ogni anno, viene effettuata una valutazione dei risultati relativi ai KPI dell’anno per i MbO e del triennio precedente per i LTI. Gli incentivi vengono erogati in base al livello di raggiungimento degli obiettivi.
Sistema di incentivazione
Il sistema di incentivazione del Gruppo si basa su due principali strumenti: MbO (Management by Objectives) ed LTI (Long Term Incentive).
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Entrambi i sistemi prevedono bonus e forme di remunerazione variabile collegate al raggiungimento di obiettivi specifici, con una particolare attenzione ai temi della sostenibilità. Tra i parametri più rilevanti rientrano infatti la riduzione dell’indice di frequenza degli infortuni sul lavoro e la diminuzione delle emissioni, considerati i KPI fondamentali per valutare le performance ESG sia nel breve che nel lungo periodo. La sicurezza dei lavoratori e la tutela dell’ambiente rappresentano infatti le priorità assolute del Gruppo, che orienta le proprie strategie verso un contesto operativo sempre più sicuro e orientato alla salvaguardia ambientale.
Il Gruppo redige e pubblica con cadenza annuale la Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, garantendo trasparenza e aggiornamento costante delle politiche retributive.
Il sistema MbO per il 2025, approvato e periodicamente aggiornato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Nomine e Remunerazione, prevede un cancelletto di ingresso che corrisponde all’80% dell’EBITDA Recurring di Gruppo previsto nel budget 2025 approvato dal CdA, oltre al conseguimento degli obiettivi personali di performance.
Di seguito gli obiettivi definiti dal Gruppo finalizzati all’ottenimento degli incentivi MbO e LTI:
Obiettivi Economico/Finanziari (di Gruppo, Divisione o Funzione) (dal 40% al 60%)
FCFO di Gruppo,
EBITDA Recurring,
Order Intake,
Obiettivi di Sostenibilità (dal 10% al 20%)
Indice di Frequenza degli Infortuni
Obiettivi Strategici/Gestionali personali (dal 40% al 60%)
Negli LTI gli obiettivi di sostenibilità sono fissi al 20% per tutti gli eligible, mentre negli MBO sono fissi al 10%.
Gli incentivi MbO vengono applicati in modo differenziato a seconda della categoria professionale del personale eligible sulla base della worker category, ovvero a quadri, dirigenti e dirigenti con responsabilità strategiche del Gruppo.
Gli LTI, invece, sono riservati ai Manager apicali e alle figure chiave (es: area manager) considerate strategiche per il business del Gruppo.
Dichiarazione sul dovere di diligenza
La tabella sottostante presenta una mappatura degli elementi principali del dovere di diligenza e dei relativi paragrafi nella Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità.
Elementi chiave del dovere di diligenzaParagrafi nella Dichiarazione sulla Sostenibilità
a)Integrare il dovere di diligenza nella governance,nella strategia e nel modello aziendaleGOV-2, GOV-3, SBM-1, SBM-3
b)Coinvolgere i portatori di interessi in tutte le fasifondamentali del dovere di diligenzaSBM-2, IRO-1
c)Individuare e valutare gli impatti negativiSBM-3, IRO-1
d)Intervenire per far fronte agli impatti negativiE1-2, E1-3, E2-1, E2-2, E3-1, E3-2, E4-2, E4-3, E5-1, E5-2, S1-1, S1-4, S2-1, S2-4, S3-1, S3-4, S4-1, S4-4, G1-1
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e)Monitorare l'efficacia degli interventi e comunicareE1-4, E2-3, E3-3, E4-4, E5-3, S1-5, S2-5, S3-5, S4-5
Sistemi di monitoraggio della rendicontazione di sostenibilità
Il sistema di controllo interno per la sostenibilità del Gruppo è progettato per garantire la qualità, l’affidabilità e la trasparenza delle informazioni rendicontate, in conformità con le normative applicabili e gli standard internazionali di sostenibilità.
Il documento per la redazione della Rendicontazione di Sostenibilità definisce i flussi informativi e documentali necessari per il consolidamento delle informazioni all’interno del Gruppo. Esso stabilisce i ruoli e le responsabilità dei soggetti coinvolti, i flussi di comunicazione tra i diversi responsabili, gli strumenti informatici utilizzati per la gestione dei dati e le attività di controllo per garantire la correttezza e l'affidabilità delle informazioni. L’ambito di applicazione riguarda tutte le entità del Gruppo, ad eccezione delle controllate sulle quali non viene esercitato un controllo operativo, che sono quindi escluse dal perimetro della Rendicontazione di Sostenibilità.
Il Gruppo ha inoltre implementato un sistema strutturato di raccolta e validazione dei dati tramite la piattaforma informatica Tagetik-ESG, che coinvolge i data contributor e i data owner, i quali sono responsabili della validazione delle informazioni. Le informazioni vengono analizzate dalla funzione Corporate QHSE & Sostenibilità per garantirne la coerenza, completezza e accuratezza, e, qualora necessario, vengono richiesti approfondimenti dai responsabili delle funzioni coinvolte.
Il processo di rendicontazione prevede inoltre l'approvazione finale da parte del Consiglio di Amministrazione, con un continuo aggiornamento delle metodologie di raccolta e analisi dei dati per allinearsi alle normative vigenti e agli standard internazionali di sostenibilità.
Si segnala che tali controlli ed i relativi rischi di reporting di sostenibilità non sono attualmente formalizzati all’interno di specifiche matrici di rischi e controlli. L’impresa si impegna, per le rendicontazioni future, ad avviare ed integrare nei propri processi aziendali tale aspetto e coinvolgere, nella condivisione delle risultanze, il Consiglio di Amministrazione.
Analisi di doppia rilevanza
Identificazione e valutazione di impatti, rischi e opportunità
Il Gruppo ha sviluppato un processo strutturato per l’individuazione e la valutazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti, conformemente al principio della doppia rilevanza stabilito dagli standard ESRS. Questo approccio ha consentito di ponderare sia gli impatti effettivi e potenziali sulle persone e sull’ambiente, sia i rischi e le opportunità che possono avere ripercussioni sulla posizione finanziaria e sulle prospettive dell’impresa.
L’analisi ha preso avvio con l’identificazione dei temi di sostenibilità pertinenti per il Gruppo, in relazione alla natura delle attività svolte, ai rapporti commerciali lungo la catena del valore e al contesto in cui opera. La mappatura degli impatti ha riguardato sia gli effetti generati direttamente dalle attività dell’impresa, sia quelli riconducibili a fornitori, clienti e altri partner commerciali. Per garantire un allineamento con i requisiti normativi, gli impatti individuati sono stati analizzati alla luce degli standard ESRS e delle prassi riconosciute a livello internazionale.
Il processo ha previsto un’attenta valutazione della rilevanza degli impatti, condotta con il contributo del Management e delle funzioni aziendali competenti, garantendo un’analisi approfondita e fondata su evidenze operative. Gli impatti sono stati valutati sulla base della loro gravità (scala, portata e natura irrimediabile) e probabilità. Tutti gli impatti effettivi sono stati valutati con probabilità massima. Nel caso di impatti sui diritti umani, la gravità è stata considerata il criterio predominante, indipendentemente dalla probabilità. Gli impatti positivi sono stati esaminati in funzione della loro scala e portata, includendo la probabilità di accadimento per quelli potenziali.
Sono stati definiti come materiali gli impatti con una valutazione complessiva maggiore di 5, in una scala da 1 a 16.
In parallelo, è stata condotta un’analisi dei rischi e delle opportunità connessi alla sostenibilità, con particolare attenzione agli effetti che possono incidere sui risultati economico-finanziari dell’impresa, in linea con il sistema di gestione dei rischi aziendali del Gruppo. Questa valutazione
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ha riguardato aspetti quali l’accesso alle risorse, le dinamiche della supply chain e l’evoluzione del quadro normativo, al fine di individuare potenziali vulnerabilità o vantaggi competitivi. La rilevanza finanziaria di ciascun elemento è stata determinata combinando l’entità degli effetti economico-finanziari con la probabilità di accadimento, in conformità con la metodologia prevista dagli standard ESRS.
Sono stati definiti come materiali i rischi ed opportunità con una valutazione maggiore di 6, in una scala da 1 a 16.
I risultati emersi dall’analisi degli impatti e i risultati emersi dall’analisi dei rischi e delle opportunità sono stati integrati per mezzo di un lavoro congiunto tra Enterprise Risk Management (ERM) e funzione Corporate QHSE & Sostenibilità, che ha permesso di mettere in correlazione le due analisi, andando a identificare impatti, rischi e opportunità ESG materiali per il Gruppo.
Un elemento centrale del processo è stato il coinvolgimento degli Stakeholder interni ed esterni. È stata realizzata una campagna di stakeholder engagement, che ha coinvolto oltre 50 soggetti, tra cui fornitori, business partner, nonché dipendenti (Dirigenti del Gruppo). Questa attività ha permesso di raccogliere feedback utili a integrare la prospettiva degli Stakeholder nella valutazione degli impatti.
I risultati dell’analisi sono stati validati dal Top Management e integrati nel sistema di gestione dei rischi aziendali, garantendo un allineamento con i processi decisionali e strategici del Gruppo. Il monitoraggio degli impatti, dei rischi e delle opportunità avviene con un approccio dinamico e strutturato, consentendo un aggiornamento periodico in funzione dell’evoluzione del contesto di riferimento e dell’attività dell’impresa.
L’analisi di Doppia Materialità ha portato all’identificazione dei temi di sostenibilità ritenuti rilevanti per il Gruppo, in relazione sia agli impatti generati sulle persone e sull’ambiente (prospettiva inside-out), sia ai rischi e alle opportunità con potenziali effetti sulla performance economico-finanziaria (prospettiva outside-in).
In particolare, tali temi costituiscono la base per la definizione delle politiche, delle azioni e degli obiettivi di sostenibilità del Gruppo e sono oggetto di specifica informativa nei relativi standard ESRS tematici.
Rispetto al periodo di riferimento precedente, il processo è cambiato nel coinvolgimento degli Stakeholder esterni, in quanto sono stati coinvolti attivamente nel processo di analisi degli impatti, come sopra descritto. Inoltre, è stato definito in modo sistematico il processo di interfaccia tra Funzione ERM e funzione Corporate QHSE & Sostenibilità. La valutazione della rilevanza viene aggiornata con cadenza annuale.
Per l’elenco degli IRO rilevanti e la descrizione delle modifiche rispetto alla Rendicontazione di Sostenibilità 2024, si rimanda ai paragrafi relativi a SBM-3, all’inizio dei singoli capitoli tematici.
 
Informativa sugli obblighi di divulgazione
Il Gruppo ha individuato le informazioni da divulgare in merito a impatti, rischi e opportunità attraverso un processo strutturato basato sull’analisi di doppia rilevanza. Tale analisi è stata condotta applicando le linee guida dell’EFRAG, che stabiliscono il collegamento tra le tematiche di sostenibilità e i requisiti di informativa definiti dagli ESRS. Questo approccio assicura una comunicazione trasparente e mirata, in linea con le aspettative normative e con le esigenze degli stakeholder.
La Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità include un indice strutturato posizionato all’inizio del documento, che riporta l’elenco delle informazioni rese disponibili, suddivise per tematica e con riferimento alle pagine ed ai paragrafi pertinenti. Le informazioni sono presentate in maniera integrata all’interno dei relativi ESRS tematici, offrendo una visione organica degli impatti, rischi e opportunità rilevanti. Inoltre, in conformità al paragrafo 49 dell’ESRS 2, il Gruppo fornisce una dichiarazione sui temi considerati rilevanti, accompagnata da una tabella riassuntiva che elenca gli elementi informativi derivanti dalle normative UE, come specificato nell’Appendice B dell’ESRS 1. Nel caso in cui alcune informazioni siano state valutate come non rilevanti, tale classificazione
IRO-2, 59
IRO-2, 54, 55, 56
75
viene esplicitata con la dicitura “Non rilevante”, in conformità con quanto previsto dal paragrafo 35 dell’ESRS 1.
76
Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondenteSFDRPillar 3Indici di riferimentoEU Climate LawUbicazione / rilevanza
ESRS 2 GOV-121(d)Diversità di genere nel consiglio16
ESRS 2 GOV-121(e)Percentuale di membri indipendenti del consiglio di amministrazione16
ESRS 2 GOV-430Dichiarazione sul dovere di diligenza20
ESRS 2 SBM-140(d)iCoinvolgimento in attività collegate ad attività nel settore dei combustibili fossiliNon rilevante
ESRS 2 SBM-140(d)iiCoinvolgimento in attività collegate alla produzione di sostanze chimicheNon rilevante
ESRS 2 SBM-140(d)iiiPartecipazione ad attività connesse ad armi controverseNon rilevante
ESRS 2 SBM-140(d)ivCoinvolgimento in attività collegate alla coltivazione e alla produzione di tabaccoNon rilevante
ESRS E1-114Piano di transizione per conseguire la neutralità climatica entro il 2050Non rilevante
ESRS E1-116(g)Imprese escluse dagli indici di riferimento allineati con l'accordo di ParigiNon rilevante
ESRS E1-434Obiettivi di riduzione delle emissioni di GES37
ESRS E1-538Consumo di energia da combustibili fossili disaggregato per fonte (solo settori ad alto impatto climatico)38
ESRS E1-537Consumo di energia e mix energetico38
ESRS E1-540-43Intensità energetica associata con attività in settori ad alto impatto climatico38
ESRS E1-644Emissioni lorde di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES39
ESRS E1-653-55Intensità delle emissioni lorde di GES43
ESRS E1-756Assorbimenti di GES e crediti di carbonioNon rilevante
ESRS E1-966Esposizione del portafoglio dell'indice di riferimento verso rischi fisici legati al climaPhase-in
ESRS E1-966(a)Disaggregazione degli importi monetari per rischio fisico acuto e cronicoPhase-in
ESRS E1-966(c)Posizione delle attività significative a rischio fisico rilevantePhase-in
ESRS E1-967(c)Ripartizione del valore contabile dei suoi attivi immobiliari per classi di efficienza energeticaPhase-in
ESRS E1-969Grado di esposizione del portafoglio a opportunità legate al climaPhase-in
ESRS E2-428Quantità di ciascun inquinante che figura nell'allegato II del regolamento E-PRTRNon rilevante
ESRS E3-19Acque e risorse marine47
ESRS E3-113Politica dedicata48
ESRS E3-114Sostenibilità degli oceani e dei mariNon rilevante
ESRS E3-428(c)Totale dell'acqua riciclata e riutilizzataNon rilevante
ESRS E3-429Consumo idrico totale in m3 rispetto ai ricavi netti da operazioni proprie49
IRO-1 - E416(a)i-51
IRO-1 - E416(b)-51
IRO-1 - E416(c)-51
ESRS E4-224(b)Politiche o pratiche agricole/di utilizzo del suolo sostenibiliNon rilevante
ESRS E4-224(c)Pratiche o politiche di utilizzo del mare/degli oceani sostenibiliNon rilevante
ESRS E4-224(d)Politiche volte ad affrontare la deforestazioneNon rilevante
ESRS E5-537(d)Rifiuti non riciclati57
ESRS E5-539Rifiuti pericolosi e rifiuti radioattivi57
SBM-3 - S114(f)Rischio di lavoro forzato60
SBM-3 - S114(g)Rischio di lavoro minorile60
ESRS S1-120Impegni politici in materia di diritti umani63
77
ESRS S1-1
21
Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'OIL
63
ESRS S1-1
22
Procedure e misure per prevenire la tratta di esseri umani
63
ESRS S1-1
23
Politica di prevenzione o sistema di gestione degli infortuni sul lavoro
63
ESRS S1-3
32(c)
Meccanismi di trattamento dei reclami/delle denunce
62
ESRS S1-14
88(b)(c)
Numero di decessi e numero e tasso di infortuni connessi al lavoro,
72
ESRS S1-14
88(e)
Numero di giornate perdute a causa di ferite, infortuni, incidenti mortali o malattie
Phase-in
ESRS S1-16
97(a)
Divario retributivo di genere non corretto
69
ESRS S1-16
97(b)
Eccesso di divario retributivo a favore dell'amministratore delegato
70
ESRS S1-17
103(a)
Incidenti legati alla discriminazione
72
ESRS S1-17
104(a)
Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e OCSE
72
SBM-3 - S2
11(b)
Grave rischio di lavoro minorile o di lavoro forzato nella catena del lavoro
73
ESRS S2-1
17
Impegni politici in materia di diritti umani
75
ESRS S2-1
18
Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore
75
ESRS S2-1
19
Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE
75
ESRS S2-1
19
Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'OIL
75
ESRS S2-4
36
Problemi e incidenti in materia di diritti umani nella sua catena del valore a monte e a valle
75
ESRS S3-1
16
Impegni politici in materia di diritti umani
79
ESRS S3-1
17
Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, dei principi dell'OIL o delle linee guida dell'OCSE
79
ESRS S3-4
36
Problemi e incidenti in materia di diritti umani
77
ESRS S4-1
16
Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali
84
ESRS S4-1
17
Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE
84
ESRS S4-4
35
Problemi e incidenti in materia di diritti umani
83
ESRS G1-1
10(b)
Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione
89
ESRS G1-1
10(d)
Protezione degli informatori
89
ESRS G1-4
24(a)
Ammende inflitte per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva
91
ESRS G1-4
24(b)
Norme di lotta alla corruzione attiva e passiva
91
78
TASSONOMIA
Tassonomia e ambiti applicativi
Nel 2018, la Commissione europea ha adottato il Piano d’Azione sulla Finanza Sostenibile, che include la definizione di una “tassonomia” delle attività sostenibili. Questo sistema di classificazione è introdotto dal Regolamento (UE) 2020/852, in vigore dal 12 luglio 2020 (di seguito anche “Tassonomia”), e mira a identificare le attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale, al fine di guidare le scelte di tutti i partecipanti dei mercati finanziari promuovendo investimenti sostenibili, prevenire il fenomeno del greenwashing, nonché sostenere gli obiettivi del Green Deal europeo.
Le informazioni che la Tassonomia prevede per le imprese non finanziarie fanno riferimento ai seguenti indicatori:
a)quota del fatturato (Turnover) proveniente da prodotti o servizi associati ad attività economiche considerate dalla Tassonomia;
b)la quota delle spese in conto capitale (CapEx) relativa ad attività o processi associati ad attività economiche considerate dalla Tassonomia;
c)la quota delle spese operative (OpEx) relativa ad attività o processi associati ad attività economiche considerate dalla Tassonomia.
Oltre al Regolamento 2020/852, la Commissione Europea ha pubblicato il Regolamento Delegato 2139/2021 (“Climate Delegated Act”), il Regolamento Delegato 2486/2023 ("Environmental Delegated Act”) ed il Regolamento Delegato 2178/2021 che complessivamente forniscono un insieme di regole per l’identificazione e la rendicontazione delle attività economiche ecosostenibili.
Il 4 luglio 2025 la Commissione ha adottato un atto delegato che semplifica il quadro applicativo della Tassonomia; dopo il periodo di scrutinio, tale atto è stato pubblicato l’8 gennaio 2026 come Reg. Delegato (UE) 2026/73, applicabile dal gennaio 2026 (coprendo il FY2025) e con possibilità per le imprese di posticiparne l’adozione al FY2026. Il Gruppo, a partire dal presente esercizio di rendicontazione, applica le semplificazioni e modifiche introdotte dal Regolamento Delegato (UE) 2026/73 della Commissione del 4 luglio 2025.
Tale Regolamento introduce il concetto di materialità delle attività economiche, fissando una soglia per le attività che cumulativamente incidono per meno del 10% sul denominatore dell’indicatore tassonomico (fatturato, CapEx e OpEx), con conseguente possibilità di omettere le informazioni di dettaglio, fermo restando l’obbligo di garantire trasparenza e coerenza metodologica nella determinazione delle soglie applicate.
Per la rendicontazione dei KPI relativi all’anno 2025, il Gruppo è tenuto a rendicontare le attività economiche ammissibili (Taxonomyeligible) e allineate (Taxonomyaligned) rispetto a uno o più dei sei obiettivi ambientali previsti dal Regolamento (UE) 2020/852, in conformità al quadro normativo aggiornato, inclusi gli atti delegati in materia di criteri tecnici e disclosure.
Per l’esercizio 2025, il Gruppo non si avvale della soglia di materialità e non esclude attività/quote dai calcoli. In concreto, i KPI sono presentati secondo i nuovi template (tabella riepilogativa e tabelle per attività), includendo integralmente tutte le attività rilevanti ai fini della Tassonomia, senza applicare soglie di esclusione.
Approccio metodologico
Definizione del perimetro
Il Gruppo presenta due differenti Divisioni di business, Trevi e Soilmec, di cui la prima si occupa di realizzare delle opere di ingegneria nel sottosuolo, principalmente lavori di fondazione o consolidamento dei terreni, la seconda divisione si occupa invece di progettazione, produzione e sviluppo di macchinari e tecnologie per le fondazioni speciali. Partendo da questa specificità, il Gruppo ha mappato le attività economiche e i principali progetti di entrambe le Divisioni
79
riconducibili alla Tassonomia UE, mappandoli rispetto ai codici attività e agli obiettivi ambientali pertinenti. Rispetto alla Divisione Trevi, data la natura del business il Gruppo ha effettuato un lavoro bottomup su commesse/progetti e una ricognizione dei codici NACE, al fine di classificare con granularità le attività dell’anno di riferimento e riconciliare i tre KPI (Fatturato, CapEx, OpEx) evitando doppi conteggi.
Alla luce della mappatura condotta rispetto ai criteri della Tassonomia UE, le attività del Gruppo risultano coerenti con numerose categorie economiche ammissibili, che spaziano su più obiettivi ambientali.
Le attività della Divisione Trevi si collegano alla Tassonomia UE attraverso la realizzazione di nuove costruzioni, tra cui edifici, strade e ferrovie, e interventi di riqualificazione e miglioramento di opere esistenti, attività di bonifica di siti contaminati, che potenzialmente potrebbero contribuire a uno o più obiettivi della Tassonomia.
Le attività di Soilmec si collegano alla Tassonomia UE principalmente attraverso investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione orientati all’aumento dell’efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni e all’introduzione di soluzioni digitali avanzate per il controllo, il monitoraggio e l’ottimizzazione delle perforazioni.
Sulla base di quanto richiesto dal Regolamento, il calcolo delle percentuali di attività eligibili è stato effettuato sull’esercizio 2025 e include tutte le società del Gruppo consolidate integralmente.
L’analisi della tassonomia nel Gruppo Trevi
Ad oggi il Gruppo non ha formalizzato una procedura unica di raccolta dati dedicata alla Tassonomia; il processo proseguirà nei prossimi esercizi con ulteriori affinamenti metodologici e organizzativi.
All’esito dell’analisi sopra descritta, nella disclosure della Rendicontazione di Sostenibilità 2025, si identificano come ammissibili le seguenti attività e obiettivi per la Divisione Trevi:
Mitigazione e adattamento del cambiamento climatico
3.6 – Fabbricazione di altre tecnologie a basse emissioni di carbonio
4.5 – Produzione di energia elettrica a partire dall’energia idroelettrica
4.9 – Trasmissione e distribuzione di energia elettrica
5.1 Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua
6.13 – Infrastrutture per la mobilità personale, ciclologistica
6.14 – Infrastrutture per il trasporto ferroviario
6.16 Infrastrutture che consentono il trasporto per vie d’acqua a basse emissioni di carbonio
6.17 – Infrastrutture aeroportuali a basse emissioni di carbonio
7.1 – Costruzione di nuovi edifici
7.6 – Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili
8.2 – Soluzioni basate sui dati per la riduzione delle emissioni di gas serra
9.1 – Ricerca, sviluppo e innovazione vicini al mercato
Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine
2.2 – Trattamento delle acque reflue urbane
3.1 Soluzioni basate sulla natura per la prevenzione e la protezione contro i rischi di alluvioni e siccità
Transizione verso un’economia circolare
3.2 – Ristrutturazione di edifici esistenti
Prevenzione e controllo dell’inquinamento
2.3 – Bonifica di discariche non a norma e di depositi di rifiuti abbandonati o illegali
2.4 – Bonifica di siti e aree contaminati
Protezione e ripristino della biodiversità
1.1 – Conservazione, compreso il ripristino, di habitat, ecosistemi e specie
Rispetto alla Divisione Soilmec per le attività derivanti dalla vendita di macchinari a ridotte emissioni di gas serra, ai servizi di elaborazione dati e software management e allo sviluppo e
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commercializzazione di tecnologie a bassa emissione di CO2, le attività economiche ammissibili e relativi obiettivi sono:
Mitigazione e adattamento del cambiamento climatico
3.6 – Fabbricazione di altre tecnologie a basse emissioni di carbonio
8.2 – Soluzioni basate sui dati per la riduzione delle emissioni di gas serra
9.1 – Ricerca, sviluppo e innovazione vicini al mercato
A valle del processo di analisi, tenuto conto dello status del processo di documentazione dei parametri richiesti dalla normativa e delle evidenze disponibili, si è concluso che non vi sono attività eligibili allineate alla Tassonomia.
KPI di sintesi
I dati di fatturato, di spese in conto capitale e di spese operative relativi alle attività ammissibili e alle attività allineate alla Tassonomia, utilizzati per il calcolo degli indicatori fondamentali di prestazione (KPI) e delle percentuali sui valori del bilancio, sono rappresentati secondo i Modelli dell’Allegato II al Regolamento Delegato (UE) 2021/2178, come modificato dal Regolamento Delegato (UE) 2026/73.
Quota di fatturato, spese in conto capitale, spese operative derivante da prodotti o servizi associati ad attività economiche ammissibili alla tassonomia o allineate alla tassonomia - Informativa per l'anno N (KPI di sintesi) – 2025
Nel 2025 il Gruppo presenta una quota di attività ammissibili alla Tassonomia pari al 61,8% del fatturato, al 78,7% delle spese operative (OpEx) e al 14,6% delle spese in conto capitale (CapEx), evidenziando un profilo operativo fortemente orientato a commesse e servizi riconducibili a categorie ammissibili (in particolare infrastrutture e interventi ambientali), a fronte di un perimetro d’investimenti dell’anno solo parzialmente rientrante nelle attività tassonomiche.
Il Gruppo per l’esercizio 2025 non ha identificato attività allineate alla Tassonomia, non essendo superato l’allineamento ai criteri di vaglio tecnico, al principio DNSH e alle garanzie minime di salvaguardia, e pertanto la quota di attività allineate è pari a 0% su tutti i KPI.
La tabella riflette inoltre la scelta di non applicare soglie di esclusione: la voce “attività non valutate considerate non rilevanti” risulta pari a 0%, a conferma che i KPI includono l’intero set di attività rilevanti ai fini della Tassonomia.
Nel complesso, il dato di ammissibilità su fatturato descrive un portafoglio con significativa
                                  
                            
                                  
                            
                                  
Esercizio finanziario 2025Scomposizione per obiettivo ambientale delle attività allineate alla tassonomia
KPITotaleQuota di attività ammissibili alla tassonomiaAttività allineate alla tassonomiaQuota di attività allineate alla tassonomiaMitigazione dei cambiamenti climaticiAdattamento ai cambiamenti climaticiAcquaEconomia circolareInquinamentoBiodiversitàQuota di attività abilitantiQuota di attività di transizioneAttività non valutate considerate non rilevantiAttività allineate alla tassonomia nell'esercizio finanziario precedente (2024)Quota di attività allineate alla tassonomia nell'esercizio precedente (2024)
(1)(2)(3)(4)(5)(6)(7)(8)(9)(10)(11)(12)(13)(14)(15)(16)
TestoValuta%Valuta%%%%%%%%%%Valuta%
Fatturato612.35561,8%- 0%0%0%0%0%0%0%0%0%0%00%
CapEx35.888 14,6%- 0%0%0%0%0%0%0%0%0%0%00%
OpEx56.209 78,7%- 0%0%0%0%0%0%0%0%0%0%00%
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esposizione a progetti che potenzialmente potrebbero contribuire a uno o più obiettivi della Tassonomia, mentre l’OpEx ammissibile molto elevato è tipico di modelli projectbased con intensa incidenza di costi operativi su cantieri e manutenzioni; il CapEx ammissibile più contenuto riflette sia il mix degli investimenti dell’anno sia il timing di iniziative capitalizzate non sempre ricomprese nelle categorie tassonomiche.
Quota di fatturato derivante da prodotti o servizi associati ad attività economiche ammissibili alla tassonomia o allineate alla tassonomia – Informativa per l’anno 2025 (scomposizione per attività)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Esercizio finanziario 2025Obiettivo ambientale delle attività allineate alla tassonomia
Attività economicheCodiceKPI ammissibile alla tassonomia (quota di fatturato ammissibile alla tassonomia)KPI allineato alla tassonomia (valore monetario di fatturato)KPI allineato alla tassonomia (quota di fatturato allineata alla tassonomia)Mitigazione dei cambiamenti climaticiAdattamento ai cambiamenti climaticiAcquaEconomia circolareInquinamentoBiodiversitàAttività abilitanteAttività di transizioneQuota allineata alla tassonomia sul totale ammissibile alla tassonomia
(1)(2)(3)(4)(5)(6)(7)(8)(9)(10)(11)(12)(13)(14)
Testo%Valuta%%%%%%%(A dove applicabile)(T dove applicabile)%
Conservazione, compreso il ripristino, di habitat, ecosistemi e specie1.1 BIO1,1%00%0%0%0%0%0%0%0%
Trattamento delle acque reflue urbane2.2 WTR2,7%00%0%0%0%0%0%0%0%
Soluzioni basate sulla natura per la prevenzione e la protezione contro i rischi di alluvioni e siccità3.1 WTR0,4%00%0%0%0%0%0%0%0%
Bonifica di siti e aree contaminati2.4 PPC1,0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Fabbricazione di altre tecnologie a basse emissioni di carbonio3.6 CCM0,9%00%0%0%0%0%0%0%0%
Produzione di energia elettrica a partire dall'energia idroelettrica4.5 CCM3,5%00%0%0%0%0%0%0%0%
Bonifica di discariche non a norma e di depositi di rifiuti abbandonati o illegali2.3 PPC0,9%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture per la mobilità personale, ciclologistica6.13 CCM5,3%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture per il trasporto ferroviario6.14 CCM11,3%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture che consentono il trasporto per vie d'acqua a basse emissioni di carbonio6.16 CCM6,7%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture aeroportuali a basse emissioni di carbonio6.17 CCM0,1%00%0%0%0%0%0%0%0%
Trasmissione e distribuzione di energia elettrica4.9 CCM0,9%00%0%0%0%0%0%0%0%
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua5.1 CCM0,1%00%0%0%0%0%0%0%0%
Soluzioni basate sui dati per la riduzione delle emissioni di gas serra8.2 CCM0,0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Ricerca, sviluppo e innovazione vicini al mercato9.1 CCM0,0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Ristrutturazione di edifici esistenti3.2 CE0,3%00%0%0%0%0%0%0%0%
Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili7.6 CCM0,0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Costruzione di nuovi edifici7.1 CCM 26,7%00%0%0%0%0%0%0%0%
Somma allineamento per obiettivo
Totale KPI (fatturato)61,8%
82
La quota del Turnover di cui all’art. 8, par. 2, lettera a), del Regolamento UE 2020/852 va calcolata come la parte dei ricavi netti ottenuti da prodotti o servizi, anche immateriali, associati ad attività economiche allineate alla tassonomia (numeratore), divisa per i ricavi netti (denominatore) ai sensi dell’articolo 2, punto 5, della Direttiva UE 2013/34.
I KPI del fatturato sono stati determinati come segue:
Denominatore: ricavi della gestione caratteristica,
Numeratore: ricavi dei progetti ammissibili e/o allineati alla Tassonomia.
Per quanto riguarda il numeratore, per la Divisione Trevi sono state analizzate singolarmente tutte le commesse attive al 31 dicembre 2025 e sono state prese in considerazione quelle dove lo scope finale del progetto risulta ammissibile ai sensi delle attività tassonomiche.
Per la Divisione Soilmec sono invece state considerate le vendite relative alla linea innovativa a basse emissioni Bluetech+, insieme ai ricavi relativi ai servizi di elaborazione dati e software management.
Al fine di trovare la quota eligibile il numeratore a sua volta è stato rapportato al denominatore, rappresentato dal fatturato a livello consolidato come indicato nella nota esplicativa.
Quota delle spese in conto capitale (CapEx) derivanti da prodotti o servizi associati ad attività economiche allineate alla tassonomia 2025
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Esercizio finanziario 2025Obiettivo ambientale delle attività allineate alla tassonomia
Attività economicheCodiceKPI ammissibile alla tassonomia (quota di CapEx ammissibile alla tassonomia)KPI allineato alla tassonomia (valore monetario di CapEx)KPI allineato alla tassonomia (quota di CapEx allineata alla tassonomia)Mitigazione dei cambiamenti climaticiAdattamento ai cambiamenti climaticiAcquaEconomia circolareInquinamentoBiodiversitàAttività abilitanteAttività di transizioneQuota allineata alla tassonomia sul totale ammissibile alla tassonomia
(1)(2)(3)(4)(5)(6)(7)(8)(9)(10)(11)(12)(13)(14)
Testo%Valuta%%%%%%%(A dove applicabile)(T dove applicabile)%
Conservazione, compreso il ripristino, di habitat, ecosistemi e specie1.1 BIO0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Trattamento delle acque reflue urbane2.2 WTR0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Soluzioni basate sulla natura per la prevenzione e la protezione contro i rischi di alluvioni e siccità3.1 WTR0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Bonifica di siti e aree contaminati2.4 PPC0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Fabbricazione di altre tecnologie a basse emissioni di carbonio3.6 CCM2%00%0%0%0%0%0%0%0%
Produzione di energia elettrica a partire dall'energia idroelettrica4.5 CCM0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Bonifica di discariche non a norma e di depositi di rifiuti abbandonati o illegali2.3 PPC0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture per la mobilità personale, ciclologistica6.13 CCM4%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture per il trasporto ferroviario6.14 CCM2%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture che consentono il trasporto per vie d'acqua a basse emissioni di carbonio6.16 CCM4%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture aeroportuali a basse emissioni di carbonio6.17 CCM0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Trasmissione e distribuzione di energia elettrica4.9 CCM0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua5.1 CCM0%00%0%0%0%0%0%0%0%
83
Soluzioni basate sui dati per la riduzione delle emissioni di gas serra
8.2 CCM
0%
0
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
 
 
0%
Ricerca, sviluppo e innovazione vicini al mercato
9.1 CCM
0%
0
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
 
 
0%
Ristrutturazione di edifici esistenti
3.2 CE
0%
0
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
 
 
0%
Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili
7.6 CCM
0%
0
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
 
 
0%
Costruzione di nuovi edifici
7.1 CCM
2%
0
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
 
 
0%
Somma allineamento per obiettivo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Totale KPI (CapEx)
 
14,6%
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La quota delle spese in conto capitale di cui all’articolo 8, paragrafo 2, lettera b), del Regolamento UE 2020/852 va calcolata come il numeratore definito al punto 1.1.2.2 dell’allegato I al Regolamento delegato UE 2021/2178 della Commissione del 6 luglio 2021 diviso per il denominatore definito al punto 1.1.2.1 dello stesso Regolamento delegato.
Per la definizione delle spese in conto capitale della Divisione Trevi sono stati compresi esclusivamente gli asset per i quali è stato possibile stabilire un collegamento diretto e documentabile con specifiche commesse, in quanto data la natura degli asset utilizzati dalla Divisione (beni durevoli, caratterizzati da una vita utile significativamente superiore alla durata delle singole commesse) e il loro utilizzo trasversale in molteplici progetti non è stato possibile attribuire con precisione spese in conto capitale alle singole attività tassonomiche. Infatti, salvo casi specifici, gli asset vengono generalmente acquistati su centri di costo generali e non imputati direttamente alle commesse.
Per quanto riguarda invece la Divisione Soilmec, le spese in conto capitale considerate fanno riferimento agli investimenti destinati a studi, progettazione di nuovi modelli e miglioramenti tecnico-funzionali delle soluzioni esistenti quali spese relative allo sviluppo di nuove linee a basse emissioni (linea SC110 elettrificata, Linea Bluetech+) e spese per attività di collaborazione con l’Università di Bologna per attività di ricerca e sviluppo tecnologico.
Il denominatore del KPI è calcolato includendo il totale degli incrementi delle spese in conto capitale registrati nel corso del 2025.
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Quota delle spese operative (OpEx) derivanti da prodotti o servizi associati ad attività economiche allineate alla tassonomia 2025
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Esercizio finanziario 2025Obiettivo ambientale delle attività allineate alla tassonomia
Attività economicheCodiceKPI ammissibile alla tassonomia (quota di OpEx ammissibile alla tassonomia)KPI allineato alla tassonomia (valore monetario di OpEx)KPI allineato alla tassonomia (quota di OpEx allineata alla tassonomia)Mitigazione dei cambiamenti climaticiAdattamento ai cambiamenti climaticiAcquaEconomia circolareInquinamentoBiodiversitàAttività abilitanteAttività di transizioneQuota allineata alla tassonomia sul totale ammissibile alla tassonomia
(1)(2)(3)(4)(5)(6)(7)(8)(9)(10)(11)(12)(13)(14)
Testo%Valuta%%%%%%%(A dove applicabile)(T dove applicabile)%
Conservazione, compreso il ripristino, di habitat, ecosistemi e specie1.1 BIO1,2%00%0%0%0%0%0%0%0%
Trattamento delle acque reflue urbane2.2 WTR3,5%00%0%0%0%0%0%0%0%
Soluzioni basate sulla natura per la prevenzione e la protezione contro i rischi di alluvioni e siccità3.1 WTR0,3%00%0%0%0%0%0%0%0%
Bonifica di siti e aree contaminati2.4 PPC1,0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Fabbricazione di altre tecnologie a basse emissioni di carbonio3.6 CCM0,0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Produzione di energia elettrica a partire dall'energia idroelettrica4.5 CCM0,7%00%0%0%0%0%0%0%0%
Bonifica di discariche non a norma e di depositi di rifiuti abbandonati o illegali2.3 PPC1,7%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture per la mobilità personale, ciclologistica6.13 CCM10,3%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture per il trasporto ferroviario6.14 CCM26,5%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture che consentono il trasporto per vie d'acqua a basse emissioni di carbonio6.16 CCM4,3%00%0%0%0%0%0%0%0%
Infrastrutture aeroportuali a basse emissioni di carbonio6.17 CCM0,1%00%0%0%0%0%0%0%0%
Trasmissione e distribuzione di energia elettrica4.9 CCM1,6%00%0%0%0%0%0%0%0%
Costruzione, espansione e gestione di sistemi di raccolta, trattamento e fornitura di acqua5.1 CCM0,2%00%0%0%0%0%0%0%0%
Soluzioni basate sui dati per la riduzione delle emissioni di gas serra8.2 CCM0,0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Ricerca, sviluppo e innovazione vicini al mercato9.1 CCM0,0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Ristrutturazione di edifici esistenti3.2 CE0,0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili7.6 CCM0,0%00%0%0%0%0%0%0%0%
Costruzione di nuovi edifici7.1 CCM 27,2%00%0%0%0%0%0%0%0%
Somma allineamento per obiettivo0%0%0%0%0%0%
Totale KPI (OpEx)78,7%
La quota delle spese operative di cui all’articolo 8, paragrafo 2, lettera b), del Regolamento UE 2020/852 va calcolata come il numeratore definito al punto 1.1.3.2 dell’allegato I al Regolamento delegato UE 2021/2178 della Commissione del 6 luglio 2021 diviso per il denominatore definito al punto 1.1.3.1 dello stesso Regolamento delegato.
Per il calcolo del numeratore delle OpEx sono stati considerati i costi sostenuti durante l’esercizio
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relativi a spese indirette non capitalizzate di ricerca e sviluppo e qualsiasi altra spesa diretta alla manutenzione e riparazione ordinaria dei beni immobili, impianti e attrezzature necessari per garantire il funzionamento continuo ed efficace delle attività valutate come ammissibili per la Tassonomia. Il denominatore, invece, è costituito dal totale dei medesimi costi sostenuti durante l’esercizio.
Nello specifico, a valle delle analisi, relativamente alle spese operative sono state prese in considerazione unicamente le spese di manutenzione e riparazione di impianti e attrezzature, dal momento che i costi di ricerca e sviluppo vengono in questo caso capitalizzati.
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ESRS E1 - CAMBIAMENTI CLIMATICI
Criteri di incentivazione
Il Gruppo integra le prestazioni di sostenibilità nei propri sistemi di incentivazione per promuovere comportamenti etici e sostenibili tra i membri degli organi di amministrazione, direzione e controllo. Questo approccio è parte integrante della strategia di sostenibilità del Gruppo, finalizzata a creare valore a lungo termine attraverso pratiche aziendali responsabili.
Il sistema di incentivazione del Gruppo prevede obiettivi legati alla sostenibilità, progettati per allineare i loro interessi con quelli del Gruppo al fine di garantire che le decisioni aziendali tengano conto degli impatti ambientali, sociali e di governance.
Il sistema di incentivazione del Gruppo Trevi si basa su due principali strumenti: MbO (Management by Objectives) ed LTI (Long Term Incentive), questi ultimi come definiti dal Piano LTI 2023-2025.
Entrambi i sistemi prevedono bonus e forme di remunerazione variabile collegate al raggiungimento di obiettivi specifici, inclusi obiettivi legati ai temi della sostenibilità. Tra questi, negli LTI rientra la riduzione del 5% delle emissioni di CO2 nel triennio 2023-2025. Negli LTI il peso degli obiettivi di sostenibilità è fisso al 20% per tutti gli eligible.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Individuazione di impatti, rischi e opportunità relativi al cambiamento climatico
Il Gruppo ha condotto un’analisi degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi al cambiamento climatico nell’ambito del processo di doppia rilevanza, integrando valutazioni basate su scenari climatici prospettici, inclusi scenari ad alte emissioni.
L’analisi ha considerato i principali pericoli climatici potenzialmente rilevanti per le attività del Gruppo, quali eventi meteorologici estremi e variazioni strutturali delle condizioni climatiche, valutando l’esposizione delle attività operative, dei cantieri e degli asset produttivi a rischi fisici lordi, sia acuti sia cronici.
Sono stati inoltre identificati eventi di transizione legati al clima, tra cui l’evoluzione normativa, l’introduzione di meccanismi di carbon pricing e il progressivo orientamento del mercato verso soluzioni a minore intensità emissiva. Tali fattori possono determinare impatti sui costi operativi, sugli investimenti tecnologici e sul posizionamento competitivo del Gruppo.
L’analisi degli scenari climatici è stata utilizzata per orientare la valutazione dei rischi fisici e di transizione e delle opportunità associate alla transizione energetica, distinguendo tra breve, medio e lungo periodo, in coerenza con gli orizzonti temporali adottati nell’analisi di materialità finanziaria.
Nell’ambito delle proprie attività, il Gruppo contribuisce alle emissioni di gas a effetto serra (GHG), includendo anche le emissioni indirette lungo la catena del valore (Scope 3), e monitora i consumi energetici quale elemento centrale delle proprie operazioni.
Alla data di rendicontazione, il Gruppo non ha adottato un Piano di Transizione formalizzato ai sensi dell’ESRS E1-1. Tuttavia, il Gruppo monitora l’evoluzione normativa e di mercato in materia climatica e integra progressivamente iniziative di riduzione delle emissioni e di efficientamento energetico nella propria pianificazione industriale. L’eventuale definizione di un Piano di Transizione strutturato sarà valutata nell’ambito della definizione di KPI quantitativi e i relativi
E1.IRO-1, 20, 21
E1-GOV-3, 13
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target temporali che avverrà in una fase successiva.
Il Gruppo ha valutato la resilienza della propria strategia rispetto ai rischi e alle opportunità legati al cambiamento climatico, facendo riferimento agli esiti dell’analisi di doppia rilevanza descritta nel capitolo “Analisi di doppia rilevanza”. Tale valutazione considera l’evoluzione normativa, le dinamiche di mercato e gli scenari climatici prospettici, con particolare attenzione alla capacità di adattamento delle attività operative e della catena del valore.
Analisi di resilienza e scenari climatici
Nell'ambito dell'analisi della resilienza della propria strategia e del proprio modello di business ai cambiamenti climatici, il Gruppo ha valutato l'esposizione ai rischi fisici e di transizione, adottando un approccio basato sull'analisi degli scenari climatici prospettici. L'analisi ha considerato sia rischi acuti, quali inondazioni e fenomeni metereologici estremi potenzialmente idonei a impattare le operazioni nei siti più esposti, sia rischi cronici, quali l'innalzamento delle temperature e la variazione dei regimi delle precipitazioni. Sulla base delle valutazioni effettuate, non sono state individuate ripercussioni significative sulle attività aziendali nel breve e nel medio periodo. Nel lungo periodo, invece, l’evoluzione degli scenari climatici potrebbe determinare potenziali impatti sulle condizioni operative e sui costi di gestione, che il Gruppo monitora nell’ambito della propria pianificazione strategica.
L’analisi della resilienza del Gruppo è stata svolta utilizzando scenari climatici elaborati da fonti internazionali quali IPCC, NOAA, Climate Central, UNEP WESR e Aqueduct, applicati a tre orizzonti temporali: breve (2025), medio (2030) e lungo termine (2050). Sono stati considerati sia scenari di evoluzione moderata del clima, sia scenari caratterizzati da maggiore intensificazione degli impatti fisici (soprattutto eventi acuti al 2050), in linea con le raccomandazioni TCFD e con i requisiti ESRS per la valutazione della resilienza del modello di business.
La valutazione dei rischi fisici è stata condotta mediante geolocalizzazione dei principali siti operativi e produttivi del Gruppo, confrontandone l’ubicazione con dati climatici prospettici disponibili a livello regionale. L’analisi è stata focalizzata sulle operazioni proprie; la catena di approvvigionamento non è stata oggetto di una valutazione geospaziale puntuale, ma è stata considerata a livello qualitativo nell’ambito della più ampia analisi dei rischi di transizione. Gli scenari sono stati utilizzati per valutare la capacità del Gruppo di adattarsi o mitigare tali rischi, attraverso azioni strategiche come la diversificazione dell'approvvigionamento energetico, l'implementazione di tecnologie più efficienti e la pianificazione di investimenti in infrastrutture più resilienti. L’analisi di resilienza è riesaminata periodicamente e aggiornata in occasione dell’aggiornamento del Piano Industriale o in presenza di evoluzioni normative e di mercato rilevanti.
Gli impatti finanziari attesi stimati sono stati considerati nell'analisi, valutando la capacità del Gruppo di accedere a finanziamenti a costi sostenibili e di adattare il proprio portafoglio di prodotti e servizi alle richieste di un mercato in transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Dall’analisi condotta non sono emerse vulnerabilità tali da compromettere la sostenibilità del modello di business nel breve e medio periodo. Nel lungo periodo, la resilienza del Gruppo risulta strettamente connessa alla capacità di proseguire nel percorso di efficientamento energetico, innovazione tecnologica e adeguamento alle evoluzioni normative. L'analisi ha inoltre evidenziato opportunità strategiche legate al cambiamento climatico, tra cui l'adozione di soluzioni tecnologiche avanzate per ridurre le emissioni e l'espansione in nuovi mercati legati alla transizione energetica.
Impatti rischi e opportunità rilevanti
L'analisi degli IRO è stata condotta seguendo i criteri e gli approcci delineati nel paragrafo "Analisi di doppia rilevanza" all’interno del capitolo "Informazioni generali".
Di seguito sono presentati gli IRO ritenuti significativi emersi dall’analisi. Gli effetti degli IRO su
ESRS 2
SBM-3,
46, 47, 48RA 9.
E1.SBM-3, 18, 19RA11.
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modello di business, catena del valore, strategia sono elementi di input per il Piano Strategico ESG 2026-2029, documento di definizione delle priorità strategiche in materia di sostenibilità.
Con riferimento ai rischi e alle opportunità rilevanti individuati, il Gruppo ha valutato anche i relativi effetti finanziari attesi e attuali sull’esercizio di riferimento attraverso attività di Enterprise Risk Management. Alla data di rendicontazione, non sono stati rilevati impatti finanziari materiali direttamente attribuibili ai rischi climatici identificati; tuttavia, si evidenziano effetti economici indiretti connessi all’evoluzione normativa e all’andamento dei costi energetici, monitorati nell’ambito dei processi di pianificazione e controllo.
Rispetto alla Rendicontazione di Sostenibilità 2024, le seguenti opportunità non risultano più materiali: “Opportunità derivanti dall’implementazione delle infrastrutture verdi” e “Opportunità derivanti dall’efficientamento energetico” perché i ricavi stimati derivati da queste sono valutati al di sotto della soglia di materialità.
Inoltre, sono stati razionalizzati in un unico rischio fisico i tre rischi fisici legati al clima precedentemente rendicontati. Non è risultato materiale, invece, il “Rischio dovuto a nuove malattie e potenziali pandemie” in quanto l’emergenza Covid-19 è rientrata completamente e l’azienda ha predisposto piani e programmi per affrontare future emergenze.
Sottotema / sotto-sottotemaIROOperazioni proprie / Catena del valoreOrizzonti temporaliDescrizione
Adattamento ai cambiamenti climaticiRischio fisicoOperazioni proprie / Catena del valore a monte e a valleBreve termineLa crescente minaccia associata a catastrofi naturali e fenomeni meteorologici (ad esempio, inondazioni, incendi boschivi, temperature estreme, ecc.) può creare sfide operative per i nostri asset, i nostri dipendenti e la nostra capacità di fornire prodotti e servizi ai clienti.
Rischio fisicoOperazioni proprieBreve termineLa mancanza di standard ambientali adeguati, o la loro scarsa implementazione nei processi aziendali e di cantiere, può generare un aumento significativo del rischio di danni ambientali. Questo può tradursi in sanzioni regolatorie, costi di bonifica, sospensione delle attività, oltre a un potenziale deterioramento della reputazione presso clienti e stakeholder.
Mitigazione dei cambiamenti climaticiImpatto attuale negativoOperazioni proprieBreve termineGenerazione di emissioni GHG nell’ambito della propria attività produttiva, con impatti negativi in termini di contribuzione al cambiamento climatico.
Impatto attuale negativoCatena del valore a monte e a valleBreve termineGenerazione di emissioni GHG lungo la catena del valore, con impatti negativi in termini di contribuzione al cambiamento climatico.
Rischio transizioneOperazioni proprieLungo termineRischio che l’inasprimento delle normative ambientali e degli obiettivi di decarbonizzazione possa comportare l’insorgenza di costi aggiuntivi di adeguamento (es. investimenti in tecnologie a minore impatto ambientale, oneri connessi a carbon pricing, emission trading), con potenziali impatti negativi economico/ finanziari.
EnergiaImpatto attuale negativoOperazioni proprieBreve termineUso di energia primaria da fonti non rinnovabili per le operazioni aziendali.
89
Infine, è risultato non materiale il “Rischio di transizione, perdita di quote di mercato/competitività considerando le sfide/i ritardi nello sviluppo di un portafoglio di prodotti elettrici”, poiché l’elettrificazione del mercato delle macchine per fondazioni è fortemente condizionato da fattori di natura contestuale che non permettono di produrre o disporre di energia elettrica al servizio delle attrezzature nei cantieri
Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi
Il Gruppo ha definito un quadro strategico solido per affrontare gli impatti, i rischi e le opportunità legati ai cambiamenti climatici, integrando la sostenibilità nel proprio modello di business. A supporto di questo impegno, ha adottato una serie di documenti specifici, tra cui la Linea Guida sui Processi Ambientali ESG, la Politica di Sostenibilità e la Politica QHSE.
La responsabilità ultima dell’attuazione di tali documenti è attribuita al Consiglio di Amministrazione, con il supporto delle funzioni aziendali competenti e del management operativo per l’implementazione delle misure previste.
Tali politiche sono finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività del Gruppo e alla gestione dei rischi climatici, attraverso iniziative di mitigazione e adattamento coerenti con il quadro normativo vigente
La strategia di mitigazione del Gruppo è orientata alla riduzione delle emissioni di gas serra mediante l’adozione di tecnologie più efficienti, il miglioramento dell’efficienza energetica nei processi operativi e la progressiva valutazione dell’incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili ove tecnicamente ed economicamente sostenibile. In tale ambito, le politiche aziendali promuovono l’efficientamento energetico, la razionalizzazione dei consumi e la valutazione di soluzioni energetiche a minore intensità emissiva. Parallelamente, il Gruppo monitora e valuta regolarmente i rischi fisici legati ai cambiamenti climatici, come eventi meteorologici estremi e variazioni nei modelli di precipitazione, sviluppando strategie di adattamento per garantire la continuità operativa e la sicurezza delle proprie infrastrutture.
La gestione del rischio climatico viene affrontata attraverso il Climate Change Risk Assessment (CCRA), che consente di valutare in modo strutturato i rischi di transizione e le evoluzioni normative ed economiche connesse alla decarbonizzazione, a supporto della pianificazione strategica.
L’impegno del Gruppo si estende anche alla catena del valore. Attraverso il Codice Etico, il Gruppo richiede ai propri partner di operare nel rispetto delle normative ambientali e la promozione di pratiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale, incluse, ove applicabili, soluzioni a minore intensità emissiva. Inoltre, l’organizzazione promuove la formazione interna sui temi della sostenibilità e del cambiamento climatico, favorendo la diffusione di una cultura aziendale orientata alla gestione responsabile dei rischi climatici.
Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi
Il Gruppo ha definito un obiettivo misurabile per affrontare gli impatti, i rischi e le opportunità legate al cambiamento climatico, in coerenza con il proprio impegno in materia di sostenibilità. L’obiettivo prevedeva una riduzione del 5% delle emissioni di gas serra generate dalle proprie attività (Scope 1 e Scope 2 location based) nel triennio 2022-2025, assumendo come anno base il 2022, con un valore di riferimento pari a 0,0049 tonnellate in CO2 per ora lavorata.
Il Gruppo ha raggiunto questo obiettivo, riducendo le emissioni in linea con il target prefissato grazie a un miglioramento dell’efficienza energetica. Questo risultato rappresenta un contributo
MDR-T
E1-4, 30, 31, 32, 33, 34
E1-2, 22, 23, 24, 25
90
concreto alla lotta contro il cambiamento climatico e conferma la solidità dell’impegno del Gruppo verso una crescita responsabile e sostenibile.
ObiettivoAnno base2022Anno attuale2025Anno target2025
Riduzione delle emissioni GESRidurre del 5% l’indicerelativo alle tonnellate di CO2 emesse (Scope 1 e 2 Location Based) sulle ore totali lavorate 0,00490,00440,0047
Il target è stato monitorato annualmente attraverso il sistema di raccolta e controllo dei dati ambientali del Gruppo, utilizzando come metriche di riferimento le emissioni Scope 1 e Scope 2 calcolate secondo il GHG Protocol. I progressi rispetto al target sono valutati nell’ambito dei processi di reporting interno e riesaminati periodicamente in funzione dell’andamento delle emissioni e dell’evoluzione del contesto operativo.
L’obiettivo è stato definito tenendo conto delle performance storiche del Gruppo, delle opportunità di efficientamento energetico e delle condizioni tecnologiche ed economiche attuali. Esso non è stato determinato sulla base di un percorso di decarbonizzazione settoriale formalizzato è attualmente validato da iniziative esterne di tipo science-based; tuttavia, rappresenta un primo passo nel percorso di riduzione delle emissioni coerente con la transizione verso un’economia a minore intensità carbonica.
La definizione dell’obiettivo è stata elaborata dal management con il coinvolgimento delle funzioni tecniche e ambientali competenti. Non è stato previsto un coinvolgimento strutturato delle parti interessate esterne nella fase di definizione del target; tuttavia, le aspettative degli stakeholder sono considerate nell’ambito del processo di doppia rilevanza.
Azioni e risorse in materia di cambiamenti climatici
Nel periodo di riferimento, il Gruppo ha implementato una serie di azioni operative finalizzate alla gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi al cambiamento climatico, in coerenza con quanto emerso dall’analisi di doppia rilevanza.
In particolare, il Gruppo ha avviato iniziative di efficientamento energetico nei siti operativi, interventi di ottimizzazione dei consumi e progressivo aggiornamento tecnologico delle attrezzature, con l’obiettivo di ridurre l’intensità emissiva delle proprie attività. Tali azioni contribuiscono alla mitigazione delle emissioni Scope 1 e Scope 2 e alla gestione dei rischi di transizione legati all’evoluzione normativa e ai costi energetici.
Parallelamente, il Gruppo monitora i rischi fisici attraverso il Climate Change Risk Assessment (CCRA), integrando le risultanze nei processi di pianificazione e gestione operativa, al fine di rafforzare la resilienza delle attività.
Nessuna spesa operativa o in conto capitale significativa è stata allocata a queste azioni nel 2025; le risorse destinate a tali iniziative sono incluse nei budget operativi e nei piani di investimento ordinari del Gruppo. Le azioni attualmente in essere costituiscono la base del Piano Strategico ESG definito dal Gruppo.
MDR-A, 62
91
Metriche
Consumo di energia e mix energetico
Le attività del Gruppo, specializzato nella realizzazione di grandi opere di ingegneria del sottosuolo e fondazioni speciali, comportano un elevato impatto ambientale a causa dell’intenso utilizzo di macchinari pesanti, del consumo significativo di energia e delle emissioni derivanti dalle operazioni di cantiere. L’elevata domanda energetica e l’utilizzo di risorse naturali rappresentano dunque aspetti ambientali di primaria rilevanza per il Gruppo a livello globale. Per questo motivo, il Gruppo Trevi monitora costantemente i propri consumi energetici e investe in tecnologie volte a migliorarne l’efficienza. Tali iniziative sono orientate alla riduzione dell’impronta carbonica e al miglioramento della sostenibilità delle proprie attività.
Il consumo energetico del Gruppo si distingue in due categorie: consumi diretti, derivanti dall’utilizzo di gas naturale, diesel, GPL e benzina per il riscaldamento e per la mobilità aziendale, e consumi indiretti, legati all’energia elettrica impiegata nelle attività operative. Nell’ambito della propria strategia di sostenibilità, il Gruppo si impegna a ridurre l’impatto ambientale dei propri consumi, aumentando progressivamente l’approvvigionamento da fonti rinnovabili, con
particolare attenzione all’acquisto di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.
Consumo e mix di energia
2024
2025
MWh
MWh
Consumo totale di energia (megawattora-MWh)
232.275,3
198.361,4
Consumo totale di energia fossile
230.779,1
196.850,7
Consumo di combustibile da carbone e prodotti del carbone
-
-
Consumo di combustibili da petrolio grezzo e prodotti petroliferi
221.499,0
187.724,8
Consumo di combustibile da gas naturale
2.848,0
3.271,1
Consumo di combustibili da altre fonti non rinnovabili
-
-
Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti rinnovabili, acquistati o acquisiti
6.432,2
5.854,8
Quota di fonti fossili sul consumo totale di energia
99,4%
99,2%
Consumo da fonti nucleari
-
-
Quota di fonti nucleari sul consumo totale di energia
0,00%
0,00%
Consumo totale di energia da fonti rinnovabili
1.496,1
1.510,7
Consumo di carburante per le fonti rinnovabili, compresa la biomassa
-
-
Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffreddamento acquistati o acquisiti da fonti rinnovabili
-
-
Consumo di energia rinnovabile non combustibile autogenerata
1.496,1
1.510,67
Quota di fonti rinnovabili sul consumo totale di energia
0,6%
0,8%
Produzione di energia da fonti rinnovabili
1.560,0
1.563,7
l consumi di gas naturale, diesel, GPL e benzina sono stati convertiti in MWh utilizzando i fattori di conversione forniti da BEIS. In applicazione dell’approccio prudenziale di cui a ESRS E1 AR32(j), la Società considera i consumi “derivanti da fonti rinnovabili” solo quando l’origine dell’energia acquistata è chiaramente definita negli accordi contrattuali con i fornitori (es. Garanzie di Origine). Di conseguenza, per la quota non coperta da tali strumenti, il Gruppo non effettua la disaggregazione dell’energia elettrica, del vapore, del calore o del raffrescamento acquistati per fonte di generazione ai fini dell’ESRS E1-5 e, pertanto, non attribuisce a tali consumi componenti da fonti rinnovabili né da fonti nucleari, trattandoli come non rinnovabili.
Intensità energetica rispetto ai ricavi
L'indice di intensità energetica del Gruppo è stato calcolato sulla base dei ricavi netti riportati nel bilancio consolidato, mettendo in relazione il consumo energetico complessivo con la performance economica del Gruppo. Tutte le legal entities del Gruppo rientrano nella definizione di attività ad alto impatto climatico, secondo i criteri stabiliti dallo standard ESRS. Il calcolo
E1-5, 37, 38, 39, RA 34
E1-5, 40, 41, 42, 43
92
dell’indice tiene conto dell’intero consumo energetico del Gruppo, garantendo così una misurazione completa e rappresentativa dell’efficienza energetica delle sue operazioni.
20242025
Consumo totale di energia delle attività in settori ad alto impatto climatico (MWh)232.275,3198.361,4
Ricavi netti derivanti da attività in settori ad alto impatto climatico (mln €)663,3624,0
Consumo totale di energia delle attività in settori ad alto impatto climatico rispetto ai ricavi netti derivanti da tali attività350,2317,9
Emissioni di gas a effetto serra
Il Gruppo monitora e rendiconta le proprie emissioni di gas a effetto serra (GHG) in conformità agli standard internazionali e alle normative vigenti, assicurando trasparenza e affidabilità nella misurazione dell’impatto ambientale. Il perimetro di rendicontazione comprende tutte le entità legali del Gruppo, garantendo una copertura completa delle emissioni generate dalle attività aziendali. I dati sono presentati su base comparativa rispetto all’esercizio precedente, al fine di consentire un’analisi dell’andamento delle emissioni nel tempo.
I fattori di emissione sono selezionati in base alla loro pertinenza geografica e settoriale, garantendo così la massima accuratezza nella stima delle emissioni di gas a effetto serra. La quantificazione delle emissioni è effettuata in conformità ai principi e alle prescrizioni del Greenhouse Gas Protocol Corporate Accounting and Reporting Standard (versione 2004). Il perimetro dei gas considerati include, ove applicabili, CO, CH, NO, HFC, PFC, SFe NF. Le emissioni di gas diversi dalla COsono convertite in tonnellate di COequivalente utilizzando i più recenti valori del Potenziale di Riscaldamento Globale (Global Warming Potential GWP) pubblicati dall’IPCC, basati su un orizzonte temporale di 100 anni. Le metodologie adottate e i fattori di emissione utilizzati sono descritti in dettaglio nelle note a piè di pagina delle tabelle sulle emissioni, assicurando trasparenza e tracciabilità nel processo di rendicontazione.
Nel periodo di riferimento non si sono verificati eventi o variazioni significative che abbiano avuto un impatto rilevante sulle emissioni complessive del Gruppo. Tuttavia, il costante impegno verso una gestione più sostenibile dei consumi energetici e dell’intera catena del valore ha prodotto effetti positivi nel medio-lungo termine, contribuendo a una graduale riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG).
Emissioni di gas serra
20242025
tCO2eqtCO2eq
Emissioni di GHG Scope 1
Emissioni lorde di Scope 158.490,750.764,4
Percentuale delle emissioni di GHG Scope 1 provenienti da sistemi di scambio di emissioni regolamentati--
Emissioni di GHG Scope 2
Emissioni lorde di GHG Scope 2 (location-based)2.392,92.210,9
Emissioni lorde di GHG Scope 2 (market-based)2.555,42.600,4
Emissioni di GHG Scope 3
Emissioni indirette lorde totale di GHG Scope 3556.518,0393.936,9
1.Beni e servizi acquistati337.738,7239.349,1
2.Beni strumentali5.190,44.278,9
3.Attività legate ai combustibili e all’energia14.459,612.505,9
4.Trasporto e distribuzione a monte9.001,610.118,3
E1-6, 44, 47
E1-6, RA 39b
E1-6, RA 42c
93
5.Rifiuti prodotti nelle operazioni13.934,116.524,9
6.Viaggi d’affari2.468,13.157,4
7.Pendolarismo dei dipendenti589,6534,9
8.Attività in leasing a monte3.828,53.890,6
9.Trasporto a valle695,5803,9
11.Uso dei prodotti venduti168.175,5102.773,1
12.Trattamento di fine vita dei prodotti venduti436,4-
Emissioni totali di GHG
Emissioni totali di GHG (location-based)617.401,6446.912,2
Emissioni totali di GHG (market-based)617.564,1447.301,7
Le emissioni di Scope 1 sono state calcolate applicando specifici fattori di emissione in base alla tipologia di combustibile utilizzato. I fattori adottati provengono dalle fonti ufficiali BEIS e sono stati applicati in funzione del combustibile impiegato, includendo gas metano, GPL, benzina e diesel per autotrazione. Le emissioni di Scope 2 sono state calcolate utilizzando i fattori di emissione BEIS, sia per l’approccio market-based che per quello location-based.
20242025
tCO2eqtCO2eq
Emissioni biogeniche
Scope 1 Emissioni biogeniche -67,8
Scope 2 Emissioni biogeniche --
Scope 3 Emissioni biogeniche --
Categorie di emissioni di GHG Scope 3
Il calcolo delle emissioni di gas serra (GHG) Scope 3 del Gruppo è stato condotto in conformità ai principi e alle prescrizioni del Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard (2011) del Greenhouse Gas Protocol. L’analisi ha coinvolto la valutazione delle 15 categorie di emissioni di Scope 3, individuando quelle più rilevanti sulla base dell'entità stimata delle emissioni, dei criteri di materialità e dell’influenza esercitata lungo la catena del valore. Per ciascuna categoria significativa, le emissioni sono state calcolate e stimate adottando metodologie riconosciute e applicando fattori di emissioni specifici; in assenza di dati primari, sono state utilizzate stime basate su dati secondari e proxy di settore. L’inventario delle emissioni Scope 3 è aggiornato con cadenza annuale nell’ambito del processo di rendicontazione della sostenibilità, al fine di garantire coerenza, tracciabilità e progressivo miglioramento della qualità dei dati.
Le emissioni biogeniche di COderivanti dalla combustione o biodegradazione della biomassa lungo la catena del valore a monte o a valle sono comunicate separatamente rispetto alle emissioni lorde di GHG Scope 3, ove rilevanti. Nel calcolo delle emissioni Scope 3 sono incluse le emissioni di altri gas a effetto serra (quali CHe NO) e le emissioni di COassociate al ciclo di vita della biomassa che non derivano dalla combustione o biodegradazione.
Categoria 1 - Beni e servizi acquistati
Le emissioni di gas serra derivanti dall'acquisto di beni e servizi sono state calcolate considerando due metodologie distinte in base alla tipologia di acquisto. Per le materie prime è stato applicato sia l'approccio quantity-based, che utilizza la quantità effettivamente acquistata, sia l'approccio spend-based, che si basa sul valore monetario degli acquisti. Per gli altri acquisti, come semilavorati, servizi e consulenze, è stato adottato esclusivamente il metodo spend-based. I dati utilizzati per il calcolo delle emissioni fanno riferimento ai beni e servizi effettivamente consegnati nell’anno di riferimento, estratti direttamente dal sistema gestionale aziendale. I fattori di emissione impiegati per il metodo quantity-based derivano dalla banca dati Ecoinvent, via modellazione e calcolo attraverso il software Simapro. Per gli acquisti valutati con il metodo spend-based, la spesa totale è stata moltiplicata per il fattore di emissione monetario specifico per ciascuna tipologia di bene o servizio, consentendo una stima accurata delle emissioni. Sono state escluse dal calcolo le voci di spesa minori (<20%) e, per la divisione Soilmec, le entità legali estere. I fattori di emissione utilizzati derivano da Environmentally Extended Multi-Regional Input-Output (EE MRIO), EPA e BEIS.
E1-6, RA 46
94
Categoria 2 - Beni strumentali
L'analisi delle emissioni derivanti dall'acquisto di beni capitali è stata condotta attraverso l’analisi degli incrementi delle immobilizzazioni materiali, escludendo gli incrementi inter-company. Questo approccio consente di valutare l’impatto ambientale degli investimenti considerando l’intero ciclo di vita dei beni strumentali, senza fare riferimento agli ammortamenti. La quantificazione delle emissioni si basa su una metodologia spend-based, applicando fattori di emissione monetari derivati da banche dati riconosciute a livello internazionale. È stata data priorità a fattori di emissione differenziati per settore merceologico per migliorare la precisione della stima. Per evitare la duplicazione delle emissioni, sono stati esclusi dal calcolo gli impatti ambientali dei beni capitali realizzati da Soilmec e successivamente venduti a Trevi. I fattori di emissione utilizzati derivano da EE MRIO.
Categoria 3 - Attività legate ai combustibili e all’energia
Questa categoria comprende le emissioni indirette derivanti dall’uso di carburante ed energia acquistata. Il calcolo si è basato sui dati di consumo di gas metano, carburanti ed energia elettrica, estratti dal sistema di reporting aziendale e dai sistemi di gestione delle commesse. Per il calcolo delle emissioni Well-to-Tank (WTT) dei carburanti, il consumo di carburante è stato registrato per categoria e divisione aziendale e moltiplicato per il relativo fattore di emissione WTT. Le emissioni derivanti dalla produzione a monte dell’energia elettrica acquistata sono state calcolate moltiplicando il consumo per il fattore di emissione del mix energetico del paese di riferimento. Le banche dati utilizzate per i fattori di emissione sono BEIS, Carbon Footprint Ltd, National ARG e National AUS. Non sono state applicate esclusioni per questa categoria.
Categoria 4 - Trasporto e distribuzione a monte
Le emissioni totali di gas serra derivanti dal trasporto a monte sono state quantificate con un duplice approccio. Per i materiali da costruzione è stata considerata la quantità di materiale acquistato e la distanza percorsa per la consegna, mentre per gli altri trasporti in ingresso è stata utilizzata la spesa per il trasporto. Le emissioni derivanti dal trasporto dei materiali dai fornitori ai cantieri sono state calcolate moltiplicando le tonnellate di materiale acquistato per i chilometri percorsi, applicando successivamente i fattori di emissione appropriati per ciascuna modalità di trasporto. Sono state adottate ipotesi basate su dati di letteratura, come una distanza media di 20 km per il calcestruzzo e 150 km per acciaio, cemento e sabbia. Per gli altri trasporti, in assenza di informazioni dettagliate, è stato assunto un trasporto su strada come riferimento. I fattori di emissione provengono da Ecoinvent e SimaPro. Nessuna esclusione è stata applicata. Ove non è stato possibile reperire dati puntuali è stato utilizzato il metodo basato sulla spesa con fattori di emissione ricavati da BEIS.
Categoria 5 - Rifiuti prodotti nelle operazioni
Le emissioni derivanti dalla gestione dei rifiuti prodotti nei siti produttivi e nei cantieri sono state stimate utilizzando dati estratti dai sistemi di reporting aziendali relativi alla qualità, sicurezza e ambiente (QHSE). Il calcolo tiene conto della destinazione finale dei rifiuti (discarica, incenerimento o riutilizzo) e della loro tipologia (pericolosi o non pericolosi). Per i rifiuti destinati al riutilizzo, si è considerato il riciclaggio e il recupero in strutture esterne. Il peso dei rifiuti, una volta assegnato alla destinazione di smaltimento, è stato moltiplicato per i fattori di emissione appropriati. Per i rifiuti riciclati, i fattori di emissione includono il trasporto fino all’impianto di riciclaggio. L'elaborazione è stata effettuata utilizzando Ecoinvent e SimaPro. Sono stati esclusi i rifiuti per i quali non è stato possibile definire il trattamento finale (<1%).
Categoria 6 - Viaggi d’affari
Questa categoria include tutte le emissioni derivanti dagli spostamenti lavorativi del personale, incluse le trasferte di lunga durata. L’analisi si è basata sui dati di spesa per trasporti (aereo, treno, auto a noleggio, taxi) e ospitalità, estratti dal gestionale aziendale e forniti da Trenitalia per i viaggi ferroviari. Le emissioni sono state calcolate applicando i fattori di emissione alle diverse modalità di trasporto, mentre per gli hotel è stato adottato il metodo spend-based. I dati di
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emissione ferroviaria sono stati forniti da BEIS, mentre per gli altri trasporti si è utilizzato EE MRIO. Nessuna esclusione è stata applicata.
Categoria 7 - Pendolarismo dei dipendenti
Le emissioni derivanti dagli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti sono state calcolate elaborando i dati sulle sedi di lavoro e di residenza dei dipendenti, stimando la distanza percorsa annualmente. Sono state fatte ipotesi standardizzate, come l’utilizzo esclusivo dell’auto privata e un numero medio di viaggi di 440 all’anno per dipendente. I fattori di emissione sono stati estratti dal database BEIS. Sono stati esclusi dallo studio lo smart-working, i trasporti pubblici e i dipendenti delle sedi estere.
Categoria 8 - Beni in leasing a monte
Questa categoria comprende le emissioni derivanti dalla produzione e gestione a monte degli asset noleggiati, come attrezzature per i cantieri, veicoli e immobili. Il calcolo è stato effettuato applicando il metodo spend-based, moltiplicando la spesa per i fattori di emissione specifici per categoria di bene. I fattori di emissione provengono EPA e AIB. Nessuna esclusione è stata applicata.
Categoria 9 - Trasporto a valle
Le emissioni derivano dalla distribuzione dei prodotti dopo la vendita. Il calcolo si è basato sui dati di vendita, con ipotesi di trasporto su strada e via mare per specifiche percentuali di spedizioni. I fattori di emissione utilizzati provengono da Ecoinvent e SimaPro. Nessuna esclusione è stata applicata.
Categoria 10 - Lavorazione dei prodotti venduti
Questa categoria di emissioni non è stata considerata nel calcolo dell’impronta di carbonio del Gruppo Trevi poiché i prodotti realizzati non prevedono ulteriori lavorazioni dopo la vendita. Le macchine e le attrezzature fornite ai clienti sono progettate per essere utilizzate senza necessità di trasformazioni o modifiche significative da parte dell’acquirente. Di conseguenza, non vi sono emissioni indirette attribuibili a questa fase, rendendo la categoria non applicabile.
Categoria 11 - Uso dei prodotti venduti
Le emissioni di gas serra associate all’uso dei prodotti venduti derivano dal consumo di carburante durante la loro vita utile. Il calcolo si è basato sulle vendite dell’anno di riferimento e sulla stima dei consumi orari di carburante per ciascuna tipologia di macchina, utilizzando i dati tecnici forniti dall’ufficio tecnico aziendale. È stato assunto che la vita utile media delle macchine sia di circa 10.000 ore di utilizzo. Per stimare le emissioni, sono stati applicati fattori di emissione specifici per il carburante consumato, estratti dal database BEIS, e moltiplicati per il numero di ore di utilizzo previste. Questo metodo ha consentito di ottenere una stima accurata dell’impatto ambientale generato dall’uso operativo delle macchine vendute.
Categoria 12 - Trattamento di fine vita dei prodotti venduti
Sulla base dello scenario di vendita aggiornato, le emissioni generate dalla gestione dei prodotti a fine vita calcolate considerando il peso totale delle macchine vendute e i materiali utilizzati per la loro costruzione, sono state ricalcolate mantenendo la medesima impostazione metodologica adottata nel 2024. Il valore ottenuto è sostanzialmente allineato a quello dell’anno precedente e rappresenta meno dello 0,1% del totale delle emissioni indirette di Scope 3. Per queste ragioni le emissioni indirette derivanti dalla gestione dei prodotti a fine vita sono state valutate come non significative e quindi escluse dalla rendicontazione di Scope 3.
Categoria 13 - Beni in leasing a valle
Questa categoria è stata esclusa in quanto il Gruppo non opera con un modello di business che preveda il leasing dei propri beni ai clienti. Le macchine e le attrezzature vendute sono cedute
96
con trasferimento definitivo della proprietà, senza formule di leasing operativo o finanziario. Di conseguenza, non vi sono emissioni indirette riconducibili a questa categoria.
Categoria 14 - Franchising
Il Gruppo non gestisce attività in franchising, e pertanto questa categoria è stata considerata non applicabile. Il modello di business del Gruppo non prevede la concessione di licenze per l’uso del marchio o la gestione di unità operative da parte di soggetti terzi, eliminando la necessità di considerare emissioni indirette associate a questa tipologia di operazioni.
Categoria 15 - Investimenti
Le emissioni indirette associate agli investimenti sono state valutate come non significative e quindi escluse dalla rendicontazione di Scope 3. Il Gruppo detiene partecipazioni in società collegate, ma la maggior parte di esse ha un volume di attività molto limitato o risulta inattiva. In particolare, le partecipazioni di minoranza per un valore complessivo di circa 467.000 euro, rappresentano una quota trascurabile rispetto alle attività totali del Gruppo. Inoltre, Trevi non detiene azioni o strumenti finanziari a fini speculativi. Per queste ragioni, le emissioni derivanti dagli investimenti sono state escluse dalla valutazione complessiva di Scope 3.
Intensità emissiva rispetto ai ricavi
Il Gruppo determina l’intensità delle proprie emissioni di gas serra (GHG) mettendo in relazione le emissioni complessive, espresse in tonnellate metriche di COequivalente, con i ricavi netti dell’anno di riferimento. Questo parametro consente di misurare l’efficienza emissiva del Gruppo rispetto alla sua performance economica e di monitorare i progressi nella riduzione dell’impatto ambientale.
Il calcolo viene effettuato utilizzando due approcci: il location-based, che considera il mix energetico medio della rete elettrica nei paesi in cui il Gruppo opera, e il market-based, che tiene conto delle fonti di energia effettivamente acquistate. Per garantire trasparenza e coerenza, i ricavi netti utilizzati per l’elaborazione dell’indicatore sono allineati ai dati presenti nel bilancio consolidato del Gruppo.
2024
2025
Emissioni totali di GHG (location-based) (tCO2eq)
617.401,6
446.912,2
Emissioni totali di GHG (market-based) (tCO2eq)
617.554,1
447.301,7
Ricavi netti utilizzati per calcolare l'intensità di GHG (mln €)
663,3
624,0
Emissioni totali di GHG (location-based) rispetto ai ricavi netti
930,8
716,2
Emissioni totali di GHG (market-based) rispetto ai ricavi netti
931,0
716,8
E1-6, 53, 55, RA 55
97
98
ESRS E2 – INQUINAMENTO
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Individuazione di impatti, rischi e opportunità legati all’inquinamento
Il Gruppo ha svolto un’analisi approfondita dell’ubicazione dei propri siti e delle attività aziendali al fine di individuare gli impatti, i rischi e le opportunità legati all’inquinamento, sia effettivi che potenziali, nelle operazioni dirette e lungo la catena del valore a monte e a valle. Tale valutazione è stata condotta utilizzando diversi elementi di analisi, tra cui la geolocalizzazione dei luoghi di attività del Gruppo, che comprendono cantieri e sedi, e l’analisi dei processi produttivi aziendali con particolare attenzione alle sostanze pericolose impiegate. L’analisi si è inoltre basata su riferimenti normativi come il Regolamento CE n. 166/2006 e la Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (IED), tenendo conto del loro recepimento a livello nazionale. Sono state esaminate le autorizzazioni alle emissioni in essere nei vari siti e cantieri, nonché le analisi di laboratorio effettuate sulle emissioni laddove richieste dalle normative ambientali. Sono stati inoltre considerati i piani di gestione ambientale specifici per ciascun progetto o cantiere.
Per la quantificazione degli inquinanti derivanti dai processi produttivi rilevanti per l’inquinamento, il Gruppo ha adottato un approccio basato su misurazioni periodiche, che ha permesso di valutare in modo oggettivo la rischiosità delle attività aziendali e di definire adeguate strategie di gestione ambientale. Dall’analisi condotta è emerso che il Gruppo non genera utilizza microplastiche e che le proprie attività non rientrano tra quelle elencate nell’Allegato I del Regolamento CE n. 166/2006. Tuttavia, per il solo sito produttivo di Cesena, ubicato in via Larga 201, il Gruppo utilizza sostanze pericolose che danno origine a emissioni controllate di alcune sostanze elencate nell’Allegato II dello stesso regolamento. All’interno di tale sito, provvisto di un’Autorizzazione Unica Ambientale, sono presenti punti di emissione in atmosfera e in acqua a valle di impianti di saldatura, verniciatura, decapaggio e lavaggio macchine, per i quali sono stabiliti specifici limiti di emissione e previsti controlli periodici effettuati sia dal Gruppo che da enti terzi. L’analisi dei certificati relativi ai controlli periodici non ha evidenziato situazioni di particolare rilevanza superamenti dei limiti di emissione previsti, e sono attuate regolari attività di manutenzione e pulizia.
Per quanto riguarda le restanti sedi e cantieri del Gruppo, le attività che possano determinare emissioni significative in acqua e in atmosfera sono controllate attraverso misure di gestione ambientale come indicate in “Environmental Analysis” di Divisione Trevi e da Sistemi di Gestione ambientale certificati ISO14001 laddove presenti. In merito alle consultazioni con le comunità coinvolte, nell’ambito della valutazione degli impatti ambientali non sono stati attivati specifici processi di coinvolgimento diretto delle comunità interessate.
Impatti rischi e opportunità rilevanti
L'analisi degli IRO è stata condotta seguendo i criteri e gli approcci delineati nel paragrafo "Analisi di doppia rilevanza" all’interno del capitolo "Informazioni generali". Di seguito sono presentati gli IRO ritenuti significativi emersi dall’analisi.
Non sono state identificati rischi e opportunità materiali che abbiano generato effetti finanziari rilevanti nell’esercizio di riferimento.
ESRS 2
SBM-3,
46, 47, 48
E2.IRO-1, 11
99
Come già dimostrato dalla Rendicontazione di Sostenibilità 2024, i valori di inquinamento considerati potenzialmente materiali, hanno dimostrato anche nel 2025 di essere ampiamente al di sotto dei limiti di riferimento e pertanto delle soglie di materialità.
Per questo motivo non è risultato materiale “Rischi derivanti dall'inquinamento dell’aria”, e non si hanno effetti degli IRO su modello di business, catena del valore, strategia.
Politiche relative all'inquinamento
Il Gruppo ha formalizzato il proprio impegno definendo un approccio strutturato alla gestione dell’inquinamento in tutte le sue forme. Attraverso la politica QHSE, il Gruppo mira a minimizzare gli impatti negativi delle attività aziendali sull’aria, sull’acqua e sul suolo, promuovendo soluzioni orientate alla prevenzione e al miglioramento continuo delle performance ambientali.
Nell’ambito di questa politica, il Gruppo si impegna a ridurre le emissioni inquinanti atmosferiche, a ottimizzare la gestione degli scarichi idrici e a prevenire la contaminazione dei suoli, garantendo il rispetto delle normative vigenti e l’adozione delle migliori pratiche del settore. Un aspetto centrale dell’impegno riguarda la progressiva sostituzione e riduzione dell’uso di sostanze preoccupanti, con l’obiettivo di ridurre gradualmente le sostanze estremamente preoccupanti, in coerenza con il quadro normativo applicabile. La politica prevede inoltre misure volte alla prevenzione di incidenti ambientali e alla gestione delle situazioni di emergenza, attraverso procedure operative dedicate, sistemi di gestione ambientale come indicate in “Environmental Analysis” di Divisione Trevi e da Sistemi di Gestione ambientale certificati ISO14001 laddove presenti e piani di risposta finalizzate a contenere e mitigare eventuali impatti su aria, acqua e suolo.
L’approccio delineato nella politica è orientato alla conformità ai requisiti, alle norme, ai regolamenti e alle leggi applicabili in materia ambientale, con particolare attenzione alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, alla gestione responsabile dei rifiuti e alla prevenzione della contaminazione di arie acqua e suolo.
La responsabilità ultima dell’attuazione della politica è attribuita al Consiglio di Amministrazione, con il supporto delle funzioni aziendali competenti e del management operativo per l’implementazione delle misure previste.
L’impegno si estende lungo tutta la catena del valore, coinvolgendo fornitori e partner nella promozione di soluzioni a minore impatto ambientale, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del Gruppo e contribuire attivamente alla tutela dell’ambiente.
Sottotema / sotto-sottotemaIROOperazioni proprie / Catena del valoreOrizzonti temporaliDescrizione
Inquinamento dell’ariaImpatto negativo potenzialeOperazioni proprieBreve termineGenerazione di emissioni inquinanti (es. NOx, SOx e PM10) al di sopra delle soglie previste dalla legislazione vigente nello svolgimento di attività del Gruppo.
Inquinamento dell’acquaImpatto negativo potenzialeOperazioni proprieBreve termineRilascio di sostanze inquinanti nelle acque, con conseguente rischio di contaminazione del suolo e delle falde sotterranee, derivante da una gestione non adeguata degli scarichi idrici.
Inquinamento del suoloImpatto negativo potenzialeOperazioni proprieBreve termineContaminazione del suolo dovuta alla gestione inappropriata dei rifiuti e delle sostanze chimiche utilizzate nei processi produttivi.
MDR-P
E2-1, 12, 15
100
Obiettivi connessi all’inquinamento
Alla data di riferimento, il Gruppo non ha ancora definito obiettivi misurabili per la gestione degli impatti e delle opportunità legati all’inquinamento, sia nelle proprie attività operative sia lungo la catena del valore. Sebbene la rilevanza della tematica sia riconosciuta, non sono stati ancora formalizzati target specifici, in considerazione del profilo emissivo limitato delle attività del Gruppo e del fatto che le rilevazioni effettuate degli inquinanti emessi risultano costantemente al di sotto dei limiti vigenti.
Pur in assenza di target formalizzati, il Gruppo monitora il rispetto dei limiti autorizzativi e l’andamento delle emissioni e degli scarichi attraverso i sistemi di controllo ambientale previsti dalla normativa applicabile e dalle procedure interne, al fine di valutare l’efficacia delle politiche e delle azioni adottate.
Alla data di rendicontazione, non sono stati implementati indicatori specifici aggiuntivi per la misurazione dell’efficacia delle politiche in materia di inquinamento oltre a quelli richiesti ai fini della conformità normativa.
L’evoluzione del contesto normativo e operativo sarà considerata nell’ambito dei futuri aggiornamenti del framework di sostenibilità del Gruppo.
Azioni e risorse connesse all'inquinamento
Nel periodo di riferimento, il Gruppo ha implementato una serie di azioni operative volte alla gestione degli impatti e dei rischi rilevanti connessi all’inquinamento, in coerenza con quanto emerso dall’analisi di doppia rilevanza.
Tali azioni includono, tra l’altro la valutazione periodiche dei rischi ambientali, controlli sulle emissioni in conformità alle autorizzazioni vigenti, monitoraggio degli scarichi idrici e gestione dei rifiuti, piani di emergenza per la gestione di eventi ambientali accidentali, attività di formazione del personale sui temi ambientali e sulle corrette pratiche operative.
La gestione di tali azioni è supportata dal sistema di gestione ambientale certificato ISO 14001, che costituisce il principale strumento organizzativo per la prevenzione e mitigazione degli impatti ambientali e per il rispetto dei requisiti normativi applicabili.
Nessuna spesa operativa o in conto capitale significativa è stata allocata a queste azioni nel 2025; le risorse destinate a tali iniziative sono incluse nei budget operativi e nei piani di investimento ordinari del Gruppo. Le azioni attualmente in essere costituiscono la base del Piano Strategico ESG definito dal Gruppo.
.
MDR-T, 81
MDR-A, 62
101
ESRS E3 – ACQUE E RISORSE MARINE
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Individuazione di impatti, rischi e opportunità legati all’acqua
Il Gruppo ha sviluppato un processo per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità legati alle acque e alle risorse marine, in conformità con l’ESRS 2 IRO-1. L’analisi è stata condotta sulle operazioni proprie e sulla catena del valore a monte e a valle, al fine di identificare sia gli effetti diretti che quelli indiretti derivanti dall’attività aziendale.
Per questa valutazione sono stati considerati diversi elementi di input, tra cui la localizzazione delle attività del Gruppo, con particolare attenzione ai cantieri e alle sedi operative, e i rispettivi livelli di consumo idrico. L’analisi ha evidenziato che le aree geografiche in cui il tema della disponibilità idrica può assumere maggiore rilevanza includono, in particolare, Paesi e regioni caratterizzati da medio-alto stress idrico, tra cui Medio Oriente, Italia, Africa, parte degli Stati Uniti, Hong Kong e Filippine.
L’incrocio dei dati operativi con le mappe di stress idrico fornite dall’Aqueduct Water Risk Atlas, ha consentito di identificare i siti localizzati in aree a rischio idrico medio o elevato. I settori o segmenti maggiormente associati a potenziali impatti materiali sulle risorse idriche e marine riguardano in particolare le attività di fondazioni specialistiche, perforazione e opere infrastrutturali, che comportano utilizzo di acqua nei processi operativi e potenziale interazione con il suolo e le falde.
È stata inoltre condotta un’analisi dei processi produttivi, con particolare riferimento all’uso di sostanze che, se non adeguatamente gestiste, potrebbero avere un impatto sugli ecosistemi idrici.
L’approccio adottato è stato sviluppato internamente attraverso l’elaborazione di dati aziendali raccolti direttamente. Alla data di rendicontazione non sono state effettuate consultazioni strutturate con stakeholder esterni specificamente dedicate al tema delle risorse idriche e marine.
Impatti rischi e opportunità rilevanti
L'analisi degli IRO è stata condotta seguendo i criteri e gli approcci delineati nel paragrafo "Analisi di doppia rilevanza" all’interno del capitolo "Informazioni generali". Di seguito sono presentati gli IRO ritenuti significativi emersi dall’analisi.
Gli effetti degli IRO su modello di business, catena del valore, strategia sono elementi di input per il Piano Strategico ESG 2026-2029, documento di definizione delle priorità strategiche in materia di sostenibilità.
Non sono state identificati rischi e opportunità materiali che abbiano generato effetti finanziari rilevanti nell’esercizio di riferimento.
Sottotema / sotto-sottotemaIROOperazioni proprie / Catena del valoreOrizzonti temporaliDescrizione
Consumo idricoPrelievi idriciScarichi di acqueImpatto attuale negativoOperazioni proprieBreve termineImpatti sulla risorsa idrica derivanti dal consumo per usi civili e produttivi, con particolare attenzione alle zone a stress idrico.
ESRS 2
SBM-3, 46, 47, 48
E3.IRO-1, 8
102
Politiche connesse all’acqua
Il Gruppo affronta il tema della gestione delle risorse idriche e marine nell’ambito della propria Politica di Qualità, Salute, Sicurezza e Ambiente (QHSE), che disciplina gli impegni aziendali in materia ambientale e di prevenzione degli impatti su aria, acqua e suolo.
Nell’ambito della Politica QHSE, il Gruppo si impegna a garantire la conformità ai requisiti normativi applicabili, a monitorare i consumi idrici e a promuovere un utilizzo efficiente delle risorse idriche nelle proprie operazioni. Particolare attenzione è riservata ai siti localizzati in aree caratterizzate da medio-alto stress idrico, dove sono adottate misure volte al contenimento dei prelievi e al miglioramento dell’efficienza nell’uso della risorsa, anche attraverso il riutilizzo delle acque di processo, ove tecnicamente applicabile.
Alla data di rendicontazione, non sono stati formalizzati impegni quantitativi specifici di riduzione del consumo idrico lungo la catena del valore a monte e a valle; tuttavia, il Gruppo richiede ai propri partner il rispetto della normativa ambientale applicabile e promuove pratiche responsabili attraverso il Codice Etico e i processi di qualifica dei fornitori.
Non sono state adottate politiche specifiche dedicate alla sostenibilità degli oceani e dei mari; la gestione di eventuali impatti su ambienti marini è disciplinata nell’ambito delle procedure ambientali applicabili ai singoli progetti e nel rispetto delle autorizzazioni vigenti.
La responsabilità ultima dell’attuazione della Politica QHSE è attribuita al Consiglio di Amministrazione, con il supporto delle funzioni aziendali competenti per l’implementazione operativa delle misure previste.
La politica si applica alle operazioni proprie del Gruppo e, per quanto rilevante, si estende alla catena del valore attraverso strumenti contrattuali e procedure di monitoraggio della conformità ambientale.
Obiettivi connessi all’acqua
Alla data di riferimento, il Gruppo non ha ancora definito obiettivi quantitativi per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi all’utilizzo delle risorse idriche e alla tutela delle risorse marine, sia nelle proprie attività operative sia lungo la catena del valore.
Pur riconoscendo la rilevanza strategica della gestione sostenibile dell’acqua, il Gruppo non ha ancora formalizzato metriche e target specifici, anche in considerazione della natura delle proprie attività e della variabilità operativa che caratterizza i cantieri. Sono tuttavia già in essere pratiche di riutilizzo dell’acqua nei processi operativi, che non risultano al momento presidiate da sistemi di monitoraggio strutturati e pertanto non consentono la disponibilità di dati consolidati da includere nella rendicontazione.
L’evoluzione del contesto operativo e normativo, nonché il progressivo rafforzamento dei sistemi di raccolta dati, saranno considerati nell’ambito dei futuri aggiornamenti del framework di sostenibilità del Gruppo, con l’obiettivo di adottare nel tempo un approccio più strutturato alla definizione di obiettivi in ambito idrico.
Azioni e risorse connesse all’acqua
Nel periodo di riferimento, il Gruppo non ha adottato un piano strutturato e formalizzato di azioni specificamente dedicate alla gestione sostenibile delle risorse idriche e alla tutela degli ecosistemi marini, in considerazione del limitato livello di consumo idrico delle proprie attività e dell’assenza di impatti materiali significativi emersi dall’analisi di doppia rilevanza.
La gestione del tema è attualmente assicurata attraverso azioni operative integrate nei processi aziendali tra cui monitoraggio dei consumi idrici, il riutilizzo delle acque di processo ove tecnicamente applicabile, nonché il monitoraggio dei consumi idrici, con particolare attenzione alle aree caratterizzate da elevato stress idrico e rispetto delle autorizzazioni ambientali e delle procedure interne di gestione ambientale.
Nessuna spesa operativa o in conto capitale significativa è stata allocata a queste azioni nel 2025; le risorse destinate a tali iniziative sono incluse nei budget operativi e nei piani di investimento ordinari del Gruppo. La gestione delle azioni in ambito idrico costituisce la base per lo sviluppo di
MDR-T, 81
MDR-A, 62
E3-2 15, 17, b), c)
MDR-P
E3-1, 9, 10, 11, 12, 13, 14
103
un approccio progressivamente più strutturato, il Gruppo valuterà l’eventuale formalizzazione del Piano Strategico ESG, anche in coerenza con l’evoluzione delle aspettative normative e degli stakeholder.
Metriche
Consumo idrico
Il Gruppo utilizza le risorse idriche principalmente per attività industriali nei propri siti operativi e cantieri, con approvvigionamento da acque sotterranee e risorse idriche fornite da terze parti. L’acqua viene impiegata per processi tecnici, esigenze operative e altre attività connesse alle lavorazioni svolte. Tale quantità può subire fluttuazioni annuali, riflettendo la variabilità operativa del settore. Il volume totale di acqua riciclata e riutilizzata non è ad oggi quantificata nell’ambito dei processi produttivi. L’acqua immagazzinata è pari a zero. Inoltre, il Gruppo adotta procedure per la gestione dell’acqua in zone caratterizzate da rischio idrico, favorendo un utilizzo responsabile delle risorse nei diversi contesti in cui opera.
Consumo idrico totale
2024 rideterminato(2024)2025
Consumo idrico totale [m3]457.469,4(525.248,5)616.418,4
Consumo idrico in zone a rischio idrico (comprese quelle a elevato stress idrico) [m3]455.655,2(525.248,5 di cui 382.240,2 a elevato stress idrico)608.442,2
I dati relativi ai consumi idrici sono rilevati attraverso un approccio che combina misurazioni dirette, dove il Gruppo acquista e traccia l’acqua consumata e metodologie di stima, dove la misurazione puntuale non è possibile. In particolare, la metodologia di stima è stata aggiornata nel 2025 al fine di considerare anche gli scarichi idrici e includere il consumo idrico dell’intero perimetro di rendicontazione; in particolare, per le commesse non incluse nei dati 2024 i consumi idrici sono stati stimati sulla base di:
-laddove disponibili, quantitativi di materie prime che richiedono acqua e tecnologie applicate per ciascun progetto;
-dove non disponibili i quantitativi di materie prime che richiedono acqua, sulla base delle revenues annuali proporzionate con altre commesse dalla medesima tecnologia per le quali le materie prime acquistate ed utilizzate sono note.
Per tali motivi, si segnala che la presente stima è caratterizzata da un livello di incertezza significativo. Al fine di garantire la comparabilità, i dati relativi all'anno 2024 riportati nella Rendicontazione di Sostenibilità al 31 dicembre 2024 (indicati tra parentesi nella tabella), sono stati rideterminati sottraendo gli scarichi idrici ai prelievi idrici.
Con riferimento al completamento del perimetro di rendicontazione dell’indicatore in oggetto per i dati relativi all’anno fiscale 2025, si segnala che non è stato possibile rideterminare i dati relativi all’anno fiscale precedente con una nuova stima e che la quota stimata aggiuntiva sul 2025 corrisponde al 53% del totale dei consumi idrici.
Per “zone a rischio idrico” si considerano aree con un livello di rischio maggiore o uguale a “Rischio Medio”.
Intensità idrica rispetto ai ricavi
Il Gruppo misura l’intensità dei propri consumi idrici rapportando il volume totale di acqua utilizzata, espresso in metri cubi, ai ricavi netti dell’anno di riferimento. Questo indicatore consente di valutare l’efficienza nell’uso delle risorse idriche in relazione alla performance economica del Gruppo, facilitando il monitoraggio dei progressi nella riduzione dell’impatto ambientale.Per garantire trasparenza e coerenza, i ricavi netti considerati per il calcolo dell’indicatore sono allineati ai dati riportati nel bilancio consolidato del Gruppo.
2024 rideterminato
(2024)
2025
Consumo idrico totale (m3)
457.469,4
616.418,4
E3-4, 29
E3-4, 26, 27, 28
104
(525.248,5)
Ricavi netti utilizzati per calcolare l'intensità idrica (mln €)663,3624,0
Intensità idrica
689,7(791,9)987,8
In considerazione di quanto anzi esposto, rispetto all'aggiornamento della metodologia di calcolo dei consumi idrici, al fine di garantire la comparabilità, i dati relativi all'anno 2024 riportati nella Rendicontazione di Sostenibilità al 31 dicembre 2024 (indicati tra parentesi nella tabella), sono stati rideterminati sottraendo gli scarichi idrici ai prelievi idrici. Con riferimento al completamento del perimetro di rendicontazione dell’indicatore in oggetto per i dati relativi all’anno fiscale 2025, si segnala che non è stato possibile rideterminare i dati relativi all’anno fiscale precedente con una nuova stima e che la quota stimata aggiuntiva sul 2025 corrisponde al 53% del totale dei consumi idrici.
105
ESRS E4 – BIODIVERSITA’ ED ECOSISTEMI
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Individuazione di impatti, rischi e opportunità connessi alla biodiversità e agli ecosistemi
Alla data di rendicontazione, il Gruppo non ha adottato un Piano di Transizione specifico in materia di biodiversità ed ecosistemi. La considerazione dei potenziali impatti sulla biodiversità è integrata nei processi di valutazione ambientale dei progetti e nel sistema di gestione ambientale aziendale, in coerenza con quanto emerso dall’analisi di doppia rilevanza.
Il modello di business del Gruppo, caratterizzato prevalentemente da attività di fondazioni specialistiche e opere infrastrutturali a carattere temporaneo e localizzato, non comporta la gestione di siti produttivi permanenti in aree naturali protette. Alla data di rendicontazione non risultano siti operativi permanenti ubicati in aree Natura 2000 o in altre aree protette riconosciute a livello internazionale. Non sono stati identificati impatti negativi materiali associati a degrado del suolo, desertificazione o impermeabilizzazione permanente del suolo oltre quelli temporanei connessi alle attività di cantiere, gestiti nel rispetto delle autorizzazioni ambientali. Non sono inoltre stati rilevati effetti significativi su specie minacciate.
Il Gruppo ha condotto un'analisi per individuare gli impatti, i rischi, le dipendenze e le opportunità connessi alla biodiversità e agli ecosistemi nelle proprie operazioni e lungo la catena del valore, in conformità con quanto previsto dall’ESRS 2 IRO-1. La valutazione delle dipendenze materiali ha considerato l’eventuale utilizzo di servizi ecosistemici, quali la stabilità del suolo e la qualità degli habitat locali. Sulla base delle analisi svolte, non sono state identificate dipendenze materiali da servizi ecosistemici perturbati o a rischio.
L’analisi ha incluso la valutazione di rischi fisici legati al deterioramento degli ecosistemi, rischi di transizione connessi all’evoluzione normativa ambientale e rischi sistemici derivanti dalla perdita globale di biodiversità. Non sono state identificate opportunità materiali effetti finanziari attuali rilevanti associati a tali rischi.
Alla data di rendicontazione non sono state effettuate consultazioni strutturate con comunità locali specificamente dedicate alla valutazione degli impatti sulla biodiversità, in considerazione dell’assenza di impatti materiali identificati. Non è stata inoltre condotta un’analisi di scenario specifica sulla biodiversità e sugli ecosistemi.
Impatti rischi e opportunità rilevanti
L'analisi degli IRO è stata condotta seguendo i criteri e gli approcci delineati nel paragrafo "Analisi di doppia rilevanza" all’interno del capitolo "Informazioni generali". Di seguito sono presentati gli IRO ritenuti significativi emersi dall’analisi.
Non sono stati individuati rischi o opportunità materiali che abbiano generato effetti finanziari significativi nell’esercizio di riferimento.
Di seguito sono presentati gli impatti ritenuti significativi emersi dall’analisi. Gli effetti degli IRO su modello di business, catena del valore, strategia sono elementi di input per il Piano Strategico ESG 2026-2029, documento di definizione delle priorità strategiche in materia di sostenibilità.
ESRS 2
SBM-3,
46, 47, 48
E4.SBM-3, 16
E4.IRO-1, 17, 18, 19
106
Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi
Il Gruppo affronta il tema della biodiversità e degli ecosistemi nell’ambito della propria Politica di Qualità, Salute, Sicurezza e Ambiente (QHSE), che disciplina gli impegni aziendali in materia di tutela ambientale e prevenzione degli impatti su suolo, acqua, aria ed ecosistemi.
La politica considera i principali fattori di impatto diretto sulla biodiversità, inclusi il cambiamento di uso del suolo, l’inquinamento, le emissioni climalteranti, lo sfruttamento diretto delle risorse naturali e la potenziale introduzione di specie invasive, nonché i possibili effetti sullo stato delle specie e sul degrado degli ecosistemi. L’approccio adottato tiene conto anche delle eventuali dipendenze dai servizi ecosistemici, quali la stabilità del suolo e la funzionalità degli habitat locali.
Il Gruppo adotta misure volte a prevenire e mitigare impatti negativi attraverso la valutazione preventiva dei progetti, il rispetto delle autorizzazioni ambientali, l’adozione di pratiche costruttive sostenibili e l’applicazione di procedure operative per la gestione delle interferenze con habitat sensibili.
La politica si applica a tutti i siti operativi di proprietà, affittati o gestiti dal Gruppo e, per quanto rilevante, si estende alla catena del valore attraverso il sistema di qualifica e monitoraggio dei fornitori, che integra criteri di gestione ambientale e richiede il rispetto della normativa applicabile.
Alla data di rendicontazione, non è stata adottata una politica specifica dedicata esclusivamente alla biodiversità; il tema è integrato nel sistema di gestione ambientale certificato ISO 14001, che costituisce il principale strumento organizzativo per l’attuazione degli impegni ambientali e per il miglioramento continuo delle performance.
La responsabilità ultima dell’attuazione della Politica QHSE è attribuita al Consiglio di Amministrazione, con il supporto delle funzioni aziendali competenti per l’implementazione operativa e il monitoraggio delle misure adottate. La politica è soggetta a revisione periodica nell’ambito del sistema di gestione ambientale e comunicata alle parti interessate interne ed esterne attraverso gli strumenti di reporting aziendale.
Obiettivi relativi alla biodiversità e agli ecosistemi
Alla data di riferimento, il Gruppo non ha definito obiettivi quantitativi specifici per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla biodiversità e agli ecosistemi
Tale scelta è coerente con gli esiti dell’analisi di rilevanza, dalla quale non sono emerse, nel periodo considerato, esposizioni materiali o impatti significativi sulla biodiversità riconducibili alle attività del Gruppo.
Pur in assenza di target formalizzati, il Gruppo monitora l’eventuale insorgenza di impatti attraverso i processi di valutazione ambientale dei progetti, il sistema di gestione ambientale certificato ISO 14001 e le verifiche di conformità alle autorizzazioni ambientali applicabili, al fine di valutare l’efficacia delle politiche e delle misure adottate.
Alla data di rendicontazione, non sono stati implementati indicatori quantitativi specifici aggiuntivi per la misurazione dell’efficacia delle politiche in materia di biodiversità oltre a quelli connessi alla conformità normativa e alla gestione ambientale dei progetti.
Il Gruppo continuerà a monitorare l’evoluzione dei fattori ambientali rilevanti e valuterà nel tempo l’opportunità di definire obiettivi più strutturati, in coerenza con l’evoluzione del proprio profilo
Sottotema / sotto-sottotemaIROOperazioni proprie /Catena del valoreOrizzonti temporaliDescrizione
Degrado del suoloDesertificazioneImpermeabilizzazione del suoloImpatto attuale negativoOperazioni proprie /Catena del valore a valleBreve termineDegradazione del suolo nelle aree interessate dalle attività operative del Gruppo, che può determinare una compromissione della funzionalità ecologica degli ecosistemi locali.
MDR-T, 81
107
operativo e del contesto normativo.
Azioni e risorse relative alla biodiversità e agli ecosistemi
Nel periodo di riferimento, il Gruppo non ha adottato un piano strutturato e formalizzato di azioni specificamente dedicate alla biodiversità e agli ecosistemi, in considerazione dell’assenza di impatti e rischi materiali emersi dall’analisi di doppia rilevanza e della natura prevalentemente temporanea e localizzata delle attività operative.
La gestione del tema è attualmente assicurata attraverso azioni integrate nei processi aziendali, tra cui, la verifica preventiva delle caratteristiche ambientali delle aree interessate dall’apertura di nuovi cantieri, il rispetto dei requisiti ambientali previsti dalle autorizzazioni e dalle normative applicabili e l’integrazione di criteri ambientali nei processi di qualifica e monitoraggio dei fornitori.
Tali azioni costituiscono gli strumenti con cui il Gruppo gestisce i potenziali impatti rischi connessi alla biodiversità. Nessuna spesa operativa o in conto capitale significativa è stata allocata a queste azioni nel 2025; le risorse destinate a tali iniziative sono incluse nei budget operativi e nei piani di investimento ordinari del Gruppo. Le azioni attualmente in essere costituiscono la base del Piano Strategico ESG definito dal Gruppo.
MDR-A, 62
108
ESRS E5 – USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA
CIRCOLARE
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Individuazione di impatti, rischi e opportunità legati alle risorse e all’economia circolare
Il Gruppo ha individuato e valutato gli impatti, i rischi e le opportunità connessi all’uso delle risorse e all’economia circolare nelle proprie operazioni e lungo la catena del valore, in conformità con quanto previsto dall’ESRS 2 IRO-1.
L’analisi è stata svolta considerando i principali flussi di risorse in entrata e in uscita, le attività produttive e cantieristiche della Divisione Trevi, nonché le fasi più rilevanti della catena del valore, con particolare riferimento all’approvvigionamento dei materiali, ai processi operativi e alla gestione dei rifiuti. Le principali risorse analizzate includono, tra l’altro, acciaio, ferro, cemento, calcestruzzo, carburanti e acqua.
Sulla base delle analisi condotte nel periodo di riferimento, sono stati individuati potenziali impatti negativi legati all’elevato utilizzo di risorse naturali e alla produzione di rifiuti, nonché rischi connessi alla continuità dell’approvvigionamento e all’aumento dei costi delle materie prime. Allo stesso tempo, sono state identificate opportunità associate al miglioramento dell’efficienza nell’uso delle risorse, all’ottimizzazione dei processi e alla progressiva integrazione di pratiche di economia circolare.
Pur in assenza di esposizioni materiali particolarmente elevate rispetto all’uso delle risorse, il Gruppo riconosce la rilevanza del tema e mantiene un approccio di monitoraggio e valutazione continua, anche in considerazione dell’evoluzione del contesto normativo e delle aspettative degli stakeholder.
Alla data di rendicontazione, il Gruppo non ha condotto consultazioni strutturate con le comunità interessate specificamente dedicate al tema dell’uso delle risorse e dell’economia circolare. Eventuali interazioni con stakeholder locali avvengono nell’ambito dei processi di gestione dei progetti e sono considerate, ove pertinenti, nell’aggiornamento dell’analisi di doppia rilevanza.
Impatti rischi e opportunità rilevanti
L'analisi degli IRO è stata condotta seguendo i criteri e gli approcci delineati nel paragrafo "Analisi di doppia rilevanza" all’interno del capitolo "Informazioni generali". Di seguito sono presentati gli IRO ritenuti significativi emersi dall’analisi.
Non sono state identificati rischi e opportunità materiali che abbiano generato effetti finanziari rilevanti nell’esercizio di riferimento.
Di seguito sono presentati gli impatti ritenuti significativi emersi dall’analisi. Gli effetti degli IRO su modello di business, catena del valore, strategia sono elementi di input per il Piano Strategico ESG 2026-2029, documento di definizione delle priorità strategiche in materia di sostenibilità.
ESRS 2
SBM-3,
46, 47, 48
E5.IRO-1, 11
109
Rispetto alla Rendicontazione di Sostenibilità 2024, la seguente opportunità non risulta più materiale: “Opportunità nell'adozione di materiali alternativi e pratiche di economia circolare”, in quanto il Gruppo valuta sistematicamente tali pratiche con i propri clienti, a partire dalla fase di offerta, rendendole parte consolidata del modello di business.
Inoltre, “Rischi della continuità dell'afflusso di risorse e aumento dei costi” non è risultato materiale, poiché ad oggi il Gruppo dispone di una supply chain diversificata e stabilizzata, che riduce l’esposizione a interruzioni o variazioni significative dei costi.
Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
Il Gruppo si impegna a promuovere una gestione responsabile ed efficiente delle risorse attraverso l’adozione di politiche mirate a ridurre gli impatti ambientali, mitigare i rischi e cogliere le opportunità connesse all’uso delle risorse e all’economia circolare. Tale impegno è formalizzato nell’ambito della Politica di Qualità, Salute, Sicurezza e Ambiente (QHSE), che disciplina anche i principi di approvvigionamento sostenibile e di gestione responsabile dei materiali e dei rifiuti.
La responsabilità ultima dell’attuazione della politica è attribuita al Consiglio di Amministrazione, con il supporto delle funzioni aziendali competenti per l’implementazione operativa e il monitoraggio delle misure adottate.
L’approccio adottato dal Gruppo pone particolare attenzione alla gerarchia dei rifiuti, promuovendo la prevenzione come prima strategia, seguita dal riutilizzo, dal riciclaggio, dal recupero e, come ultima opzione, dallo smaltimento. L’obiettivo è ridurre l’impatto delle operazioni aziendali attraverso un uso più efficiente delle risorse e una gestione avanzata dei materiali di scarto, minimizzando la produzione di rifiuti e incentivando il loro riutilizzo all’interno dei processi produttivi.
Nell’ambito dell’approvvigionamento sostenibile, il Gruppo si impegna a privilegiare l’utilizzo di risorse rinnovabili e materiali riciclati, riducendo progressivamente l’impiego di risorse vergini e favorendo l’integrazione di materiali a minore impatto ambientale nella catena di fornitura. La selezione dei fornitori e dei materiali avviene secondo criteri che tengono conto della sostenibilità e della conformità agli standard applicabili.
L’attuazione di questa politica si estende lungo tutta la catena del valore, coinvolgendo sia le operazioni interne sia i fornitori e i partner strategici attraverso strumenti di qualifica e monitoraggio della conformità ambientale.
Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare
Alla data di riferimento, il Gruppo non ha ancora definito obiettivi quantitativi e strutturati relativi
Sottotema / sotto-sottotemaIROOperazioni proprie / Catena del valoreOrizzonti temporaliDescrizione
Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorseImpatto attuale negativoOperazioni proprie / Catena del valore a monteBreve termineUtilizzo intensivo di risorse naturali con conseguente riduzione della loro disponibilità ed esaurimento nel tempo.
RifiutiImpatto attuale positivoOperazioni proprieBreve termineTransizione a modelli di business volti a recuperare gli scarti di produzione.
Impatto attuale negativoOperazioni proprieBreve termineGenerazione e gestione inadeguata di rifiuti pericolosi e non pericolosi derivanti dalle attività produttive, comprese le modalità di smaltimento, con potenziali impatti negativi sull’ambiente e sulla salute degli esseri viventi.
MDR-T, 81
MDR-P
E5-1, 12, 13, 14, 15, 16
110
all’integrazione dei principi dell’economia circolare nelle proprie operazioni e lungo la catena del valore.
Tale scelta è coerente con lo stato di avanzamento delle attività di analisi e con la natura delle operazioni del Gruppo, caratterizzate da una significativa variabilità dei cantieri e dei contesti operativi. Sebbene siano in corso valutazioni sulle opportunità legate alla riduzione degli sprechi, all’ottimizzazione dei flussi di risorse e all’incremento dell’uso di materiali riciclati, non sono stati ancora formalizzati target specifici.
Pur in assenza di obiettivi quantitativi formalizzati, il Gruppo monitora gli aspetti connessi all’uso delle risorse e alla gestione dei rifiuti attraverso i sistemi di controllo operativo e il sistema di gestione ambientale, al fine di valutare l’efficacia delle politiche e delle misure adottate.
Alla data di rendicontazione, non sono stati implementati indicatori quantitativi specifici aggiuntivi per la misurazione dell’efficacia delle politiche in materia di economia circolare oltre a quelli connessi alla gestione operativa delle risorse e dei rifiuti.
Il Gruppo valuterà nel tempo l’opportunità di definire obiettivi più strutturati in materia di uso delle risorse ed economia circolare, anche in funzione del rafforzamento dei sistemi di raccolta dati e dell’evoluzione del quadro normativo e strategico di riferimento.
Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare
Alla data di riferimento, il Gruppo non ha ancora definito un piano strutturato e formalizzato di azioni specificamente dedicate all’integrazione dei principi dell’economia circolare nelle proprie attività e nella catena del valore.
Tale scelta è coerente con lo stato di avanzamento delle attività di analisi e con la natura delle operazioni del Gruppo, caratterizzate da una significativa variabilità dei cantieri e dei contesti operativi. Sebbene siano in corso valutazioni sulle opportunità legate alla riduzione degli sprechi, all’ottimizzazione dei flussi di risorse e all’incremento dell’uso di materiali riciclati, non è ancora stato formalizzato un piano di azioni strutturato.
Ciononostante, il Gruppo gestisce gli aspetti connessi all’uso delle risorse e alla gestione dei rifiuti attraverso il monitoraggio dei sistemi di controllo operativo e il sistema di gestione ambientale, al fine di valutare l’efficacia delle politiche e delle misure adottate.
Nessuna spesa operativa o in conto capitale significativa è stata allocata a queste azioni nel 2025; le risorse destinate a tali iniziative sono incluse nei budget operativi e nei piani di investimento ordinari del Gruppo. Le azioni attualmente in essere costituiscono la base del Piano Strategico ESG definito dal Gruppo, anche in coerenza con l’evoluzione delle aspettative normative e degli Stakeholder.
Metriche
Afflussi di risorse
Il Gruppo si approvvigiona di materiali essenziali per le proprie attività di ingegneria e costruzione, tra cui calcestruzzo, acciaio, cemento, bitume, bentonite, additivi, pietre naturali e sabbia assicurando il rispetto degli standard tecnici e ambientali. A causa della natura stessa di alcuni materiali, come il calcestruzzo, che per ragioni logistiche e di qualità deve essere acquistato localmente, il Gruppo si rifornisce prevalentemente da fornitori situati nelle aree operative. Questo comporta un naturale sostegno all’economia locale, contribuendo allo sviluppo dei territori in cui opera e garantendo efficienza nella gestione delle risorse.
2024 rideterminato(2024)2025
Ton.Ton.
Calcestruzzo1.680.049,48(1.646.491,3)1,294.737,46
Acciaio35.173,63(33.876,2)31.300,35
MDR-A, 62
E5-4 30,31
111
Cemento57.124,40(72.705,9)31.318,00
Bentonite2.769,70(n.d.)3.674,62
Bitume-(n.d.)2.801,00
Additivi (fluidi perforanti)30,53(n.d.)507,18
Pietre naturali9.142,85(n.d.)66.408,31
Sabbia5.376,31(n.d.)10.476,57
Gasolio S.M.n.a.(10.118,8)n.a.
Totale1.795.476,49(1.763.192,2)1.444.441,64
La metodologia di calcolo dell’indicatore è stata aggiornata nel 2025 al fine di considerare la totalità delle materie prime acquistate dal Gruppo Trevi. Al fine di garantire la comparabilità, i dati relativi all'anno 2024 riportati nella Rendicontazione di Sostenibilità al 31 dicembre 2024 (indicati tra parentesi nella tabella), sono stati rideterminati.
La tabella sopra indica il peso totale complessivo dei prodotti e dei materiali tecnici utilizzati durante il periodo di riferimento.
I materiali biologici utilizzati sono da considerarsi marginali (legno, biomasse, materiali naturali rinnovabili, imballaggi in carta). Pertanto, la percentuale di materiali biologici sostenibili sul totale dei materiali biologici utilizzati è non disponibile in quanto trascurabile.
Il peso in valore assoluto e in percentuale dei componenti secondari riutilizzati o riciclati, dei prodotti intermedi secondari e dei materiali secondari utilizzati per la fabbricazione dei prodotti e dei servizi dell’impresa (compreso l’imballaggio), è valutato non materialmente rilevante nell’anno di rendicontazione.
Rifiuti
Il Gruppo gestisce i rifiuti prodotti dalle proprie operazioni con un approccio orientato alla riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento dell’efficienza nella gestione delle risorse. Durante il periodo di riferimento, i rifiuti generati sono costituiti principalmente da materiali tecnici, con una netta prevalenza di rifiuti non pericolosi. Una parte significativa dei rifiuti non pericolosi deriva da terre e rocce di scavo, coerentemente con la natura delle attività del Gruppo. Tale quantità può subire fluttuazioni annuali, riflettendo la variabilità operativa del settore.
Il Gruppo adotta pratiche volte a ridurre la produzione di rifiuti e a favorire il recupero e il riciclo dei materiali, limitando lo smaltimento in discarica. I rifiuti vengono classificati in pericolosi e non pericolosi e sono gestiti attraverso diversi canali, tra cui preparazione al riutilizzo, riciclaggio e altre operazioni di recupero. I rifiuti pericolosi, sebbene in quantità ridotta rispetto al totale, sono gestiti nel rispetto delle normative vigenti, con conferimento a operatori specializzati per il corretto smaltimento.
La composizione dei rifiuti riflette i materiali tipicamente utilizzati nel settore dell’ingegneria e delle costruzioni. Tra i principali materiali presenti nei rifiuti si annoverano minerali non metallici, come terre e rocce di scavo, metalli derivanti da attrezzature e componenti, nonché plastiche e altri materiali sintetici impiegati nelle operazioni di cantiere.
20242025
tonton
Rifiuti generati228.210,5268.553,6
Rifiuti pericolosi non smaltiti75,1165,6
Rifiuti pericolosi non smaltiti destinati alla preparazione al riutilizzo-30,5
Rifiuti pericolosi non smaltiti destinati al riciclaggio51,97,6
Rifiuti pericolosi non smaltiti destinati ad altre operazioni di recupero23,2127,51
Rifiuti non pericolosi non smaltiti18.514,529.382,1
Rifiuti non pericolosi non smaltiti destinati alla preparazione al 957,42.985,4
E5-5 37, 39, 40
112
riutilizzo
Rifiuti non pericolosi non smaltiti destinati al riciclaggio3.263,13.931,5
Rifiuti non pericolosi non smaltiti destinati ad altre operazioni di recupero14.294,022.465,3
Rifiuti pericolosi diretti allo smaltimento573,92.326,8
Rifiuti pericolosi diretti allo smaltimento per incenerimento0,34,2
Rifiuti pericolosi diretti allo smaltimento in discarica19,8250,7
Rifiuti pericolosi diretti allo smaltimento attraverso altre operazioni553,82.071,9
Rifiuti non pericolosi diretti allo smaltimento209.052,9236.679,0
Rifiuti non pericolosi diretti allo smaltimento per incenerimento1,0-
Rifiuti non pericolosi diretti allo smaltimento in discarica180.256,21.725,12
Rifiuti non pericolosi diretti allo smaltimento attraverso altre operazioni28.795,8234.953,9
Rifiuti non riciclati217.733,1239.005,8
Percentuale di rifiuti non riciclati95,4%89,0%
I dati sui quantitativi di rifiuti generati sono rilevati attraverso un approccio che combina misurazioni dirette e metodologie di stima, in funzione della natura delle attività svolte. In particolare, nei cantieri di scavo, la quantificazione dei rifiuti viene effettuata sulla base dei volumi di materiale rimosso, espressi in metri cubi, mentre in altre tipologie di interventi si adottano criteri di stima analoghi, coerenti con le caratteristiche operative.
113
ESRS S1 – FORZA LAVORO PROPRIA
Strategia
Interessi e opinioni della forza lavoro propria
Il Gruppo, nell’ambito della propria strategia, si impegna a rispettare i diritti umani e i diritti del lavoro, garantendo la dignità, la salute, l’uguaglianza di tutti i lavoratori attraverso l’adozione del Codice Etico e della Politica sulla Responsabilità Sociale e sui Diritti Umani del Gruppo, che vietano qualsiasi forma di violenza, discriminazione, sfruttamento del lavoro minorile, molestie o abusi fisici, sessuali, psicologici o verbali.
Il Gruppo assicura il coinvolgimento dell’intera forza lavoro attraverso iniziative strutturate di ascolto e sensibilizzazione, tra cui programmi formativi, survey periodiche e momenti di confronto dedicati. Questi strumenti favoriscono una maggiore consapevolezza sui temi etici e sociali e consentono ai lavoratori di esprimere opinioni e segnalare eventuali criticità. A tal fine, il sistema di Whistleblowing accessibile anche in forma anonima rappresenta un canale essenziale per garantire trasparenza e tutela della persona che effettua la segnalazione
Le politiche del Gruppo sono allineate con gli standard internazionali, come le convenzioni dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e i Principi Guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani.
Il Codice Etico, la Politica sulla Responsabilità Sociale e sui Diritti Umani e le pratiche operative del Gruppo riflettono tali impegni, integrandoli nei processi decisionali e nella gestione quotidiana delle attività.
Identificazione di impatti, rischi e opportunità legati alla forza lavoro propria
Il Gruppo ha sviluppato un approccio strutturato per identificare e gestire gli impatti, i rischi e le opportunità legati alla propria forza lavoro, integrandoli nella strategia aziendale. La sicurezza, lo sviluppo delle competenze e la creazione di un ambiente inclusivo rappresentano priorità fondamentali. Gli impatti principali riguardano le condizioni di lavoro, con particolare riferimento alla sicurezza nei cantieri, al benessere psico-fisico e alla necessità di aggiornamento professionale per affrontare i cambiamenti tecnologici e ambientali. Tale aspetto è rilevante anche sul piano dei rischi, in quanto gli infortuni possono comportare possibili implicazioni legali.
L’evoluzione del settore, caratterizzata da una crescente digitalizzazione dei processi e dall’adozione di tecnologie avanzate, richiede un costante aggiornamento delle competenze. Questo comporta il rischio di obsolescenza per alcune professionalità tradizionali, ma allo stesso tempo apre opportunità significative per i lavoratori in grado di sviluppare competenze tecniche e manageriali in linea con i nuovi modelli operativi.
Vanno in questa direzione la Trevi Group Academy e la Foundation Technology Academy, strutture deputate all’erogazione, in presenza, ma anche tramite piattaforme e-learning, di corsi di formazione manageriale e tecnica.
Inoltre, il Gruppo operando in contesti ad elevato rischio operativo, dove la protezione dei lavoratori rappresenta un aspetto cruciale, ha da tempo attivato un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, che include la valutazione dei rischi, misure di prevenzione, formazione continua e il programma “Safety Always” per promuovere una cultura della sicurezza.
Il Gruppo opera con una forza lavoro eterogenea, composta da dipendenti diretti, personale somministrato, collaboratori e lavoratori autonomi, ciascuno esposto a differenti tipologie di rischio in funzione delle attività svolte e dei contesti operativi.
Gli impatti più rilevanti si manifestano nelle operazioni di cantiere, caratterizzate da un’elevata esposizione a rischi fisici ed organizzativi. Il benessere e la stabilità occupazionale sono influenzati dalla trasformazione del settore, che richiede una maggiore flessibilità e capacità di adattamento da parte dei lavoratori.
S1.SBM-3, 13, 14, 15, 16
S1.SBM-2, 12
114
Tuttavia, questa trasformazione apre opportunità per i lavoratori con profili specializzati in tecnologie innovative e sostenibilità ambientale. Il settore richiede sempre più figure con competenze in ambito geotecnico ed in ingegneria ambientale e delle costruzioni, gestione dei dati e costruzioni ecocompatibili, favorendo la creazione di nuove opportunità lavorative.
Nel settore delle costruzioni, il lavoro irregolare costituisce un rischio esistente a livello globale e, in alcuni Paesi in cui il Gruppo opera, può tradursi in esposizioni potenziali a condizioni assimilabili al lavoro forzato o coatto. Tale rischio risulta più elevato nei contesti caratterizzati da una tutela più debole dei diritti dei lavoratori, quali Africa, Middle East e Asia. Analogamente, il rischio di lavoro minorile non riguarda le attività proprie del Gruppo, ma può manifestarsi nei contesti geografici sopra indicati, dove le condizioni socioeconomiche e il minor presidio regolatorio rendono più probabile la presenza di pratiche lavorative non conformi agli standard internazionali. In questi contesti, il Gruppo adotta politiche volte a prevenire il lavoro forzato, coatto e a grave rischio di lavoro minorile, basate sul rispetto dei principi indicati dal Codice Etico aziendale.
Impatti rischi e opportunità rilevanti
L'analisi degli IRO è stata condotta seguendo i criteri e gli approcci delineati nel paragrafo "Analisi di doppia rilevanza" all’interno del capitolo "Informazioni generali".
Con riferimento ai rischi e alle opportunità rilevanti individuati in relazione alla forza lavoro propria, il Gruppo ha valutato anche i relativi effetti finanziari attuali e attesi. Alla data di rendicontazione non sono stati rilevati impatti economico-finanziari materiali direttamente attribuibili ai rischi sociali identificati.I costi connessi alla gestione delle tematiche relative alla forza lavoro (ad esempio formazione, salute e sicurezza, iniziative di engagement e gestione HR) rientrano nella normale operatività aziendale e sono considerati nei processi di pianificazione e controllo.Le opportunità individuate, quali il rafforzamento delle competenze, il miglioramento dell’engagement e della retention, non hanno generato effetti finanziari significativi nell’esercizio di riferimento, ma sono considerate rilevanti in ottica prospettica.
Di seguito sono presentati gli IRO ritenuti significativi emersi dall’analisi. Gli effetti degli IRO su modello di business, catena del valore, strategia sono elementi di input per il Piano Strategico ESG 2026-2029, documento di definizione delle priorità strategiche in materia di sostenibilità.
Con riferimento ai rischi e alle opportunità rilevanti individuati, il Gruppo ha valutato anche i relativi effetti finanziari attesi e attuali sull’esercizio di riferimento attraverso attività di Enterprise Risk Management.
Sottotema / sotto-sottotemaIROOperazioni proprie / Catena del valore Orizzonti temporaliDescrizione
Condizioni di lavoroImpatto attuale positivoOperazioni proprieBreve termineSoddisfazione della forza lavoro tramite occupazione sicura, salari adeguati, dialogo attivo, libertà di associazione, diritti di informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori, equilibrio tra lavoro e vita privata e rispetto dell’orario di lavoro
Impatto potenziale negativoOperazioni proprieBreve termineCarenze nella gestione della salute e sicurezza possono comportare un incremento di incidenti e malattie professionali.
OpportunitàOperazioni proprieMedio termineMigliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata dei dipendenti attraverso un sistema di welfare strutturato potrebbe consentire al Gruppo di ridurre i costi di assunzione annuali associati alle uscite volontarie
ESRS 2
SBM-3,
46, 47, 48
115
Rispetto alla rendicontazione 2024, sono stati valutati come materiali un rischio ed una opportunità relativi al sotto-tema della Parità di trattamento e di opportunità per tutti.
Al contempo, l’impatto attuale positivo relativo alla promozione della salute e sicurezza dei lavoratori anche mediante l’erogazione di formazione, è risultato sotto la soglia di materialità poiché tali attività rientrano tra gli obblighi di legge in materia.
Il rischio legato all’irrigidimento del sindacato, a livello globale, è stato valutato come non materiale poiché, nel periodo di riferimento, non si sono verificati diffusi episodi di conflittualità o irrigidimento delle relazioni industriali che abbiano provocato effetti negativi sulla continuità di business del Gruppo.
Il rischio legato alla perdita di dati sensibili e alle conseguenti implicazioni legali e reputazionali è stato rivalutato e non risulta più materiale nel periodo di rendicontazione. L’ottenimento della certificazione ISO27017 Data Protection (Cloud) ha infatti rafforzato in modo significativo il presidio dei sistemi informativi del Gruppo, garantendo standard avanzati di sicurezza, protezione dei dati e continuità operativa. L’implementazione di controlli più robusti e di architetture cyber-secure ha contribuito a ridurre in modo sostanziale la probabilità e la severità di potenziali incidenti informatici, comportando la riclassificazione del rischio al di sotto della soglia di materialità.
Rischio
Operazioni proprie
Medio termine
Rischio di infortunio con intervento dell'Azienda Sanitaria Locale (intervento dell'ambulanza) e potenziale successiva apertura di un procedimento penale legato all'evento.
Rischio
Operazioni proprie
Medio termine
Rischi legati all’inadeguatezza delle misure di salute e sicurezza sul lavoro
Impatto attuale Positivo
Operazioni proprie
Breve termine
Soddisfazione della forza lavoro tramite lo sviluppo delle competenze professionali attraverso attività formative erogate a dipendenti e collaboratori.
Impatto attuale Positivo
Operazioni proprie
Breve termine
Promozione della soddisfazione e del benessere della forza lavoro attraverso la parità di genere e retributiva, la valorizzazione della diversità, l’inclusione delle persone con disabilità e l’adozione di misure volte a prevenire violenza, discriminazione e molestie sul luogo di lavoro
Rischio
Operazioni proprie
Medio termine
L’azienda potrebbe avere difficoltà in un mercato competitivo a reperire talenti e competenze necessari per cogliere appieno le nuove capacità e le opportunità strategiche introdotte dalle tecnologie in rapida evoluzione che emergono sul mercato, tra cui l'intelligenza artificiale generativa, senza sforzi significativi per migliorare e riqualificare i dipendenti esistenti.
Parità di trattamento e di opportunità per tutti
Opportunità
Operazioni proprie
Medio termine
Investire nello sviluppo delle prime e seconde linee può rafforzare la continuità organizzativa, sostenendo piani di successione interni e, quando necessario, integrando competenze tramite mirato recruiting dal mercato.
Impatto potenziale negativo
Operazioni proprie
Breve termine
Violazione dei diritti umani dei dipendenti e collaboratori (lavoro forzato e minorile)
Altri diritti connessi al lavoro
Impatto potenziale negativo
Operazioni proprie
Breve termine
Eventi di compromissione o perdita dei dati sensibili dei dipendenti.
116
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri
Il coinvolgimento dei lavoratori avviene, con cadenza annuale, ad opera della Funzione HR Corporate, in diverse fasi e processi, a partire dalla selezione delle risorse, all’assunzione, alla formazione, fino allo sviluppo professionale. Il coinvolgimento include percorsi di coaching, mentoring, piani di sviluppo, team building e consultazioni regolari con i rappresentanti dei lavoratori. La frequenza del coinvolgimento è regolare, con attività specifiche programmate durante tutto l'anno che prevedono l’acquisizione di feedback e survey. L'analisi dei risultati raccolti rientra fra gli elementi che concorrono alla definizione della strategia aziendale che impatta direttamente sulla forza lavoro.
Il Gruppo ha progressivamente strutturato un modello di coinvolgimento più sistematico, che integra strumenti digitali, incontri periodici e processi di ascolto continuo. Il suddetto approccio consente di raccogliere in modo più efficace le esigenze dei lavoratori e di tradurle in azioni concrete, migliorando la qualità del dialogo interno e la partecipazione attiva delle risorse.
Strumenti di dialogo e processi di gestione degli impatti legati ai lavoratori propri
Gli strumenti di dialogo ed i processi di gestione degli impatti legati alla forza lavoro propria sono molteplici e adeguatamente promossi. Sono presenti canali e modalità attraverso cui i lavoratori possono dialogare con la Funzione HR, rappresentata dai vari interlocutori in base alla Funzione di riferimento e/o il manager di riferimento, gerarchico, funzionale ed eventualmente progettuale. In ordine possiamo citare:
On boarding, percorsi di induction e feedback 1:1 che consentono al neoassunto di avere un primo confronto che si sviluppa in varie fasi;
all’interno del Performance Management sono previsti momenti di confronto con il manager di riferimento;
attraverso la piattaforma Oracle HCM, un sistema gestionale dedicato alle risorse umane, che permette ai dipendenti di gestire vari aspetti della propria vita lavorativa e di comunicare con l’organizzazione;
Ask for Help, un sistema che facilita la gestione di problematica di varia natura (presenze, problemi tecnici, altro);
Intranet aziendale;
sistema Whistleblowing per le segnalazioni anonime.
Il Gruppo mette a disposizione della forza lavoro propri canali per la segnalazione di comportamenti non conformi, violazioni del Codice Etico o potenziali impatti negativi sui lavoratori, inclusa la possibilità di segnalazione anonima tramite il sistema di Whistleblowing.
Le segnalazioni sono gestite secondo procedure interne formalizzate che prevedono la presa in carico, la valutazione preliminare, l’eventuale avvio di verifiche interne e l’adozione di misure correttive e disciplinari ove applicabili.
Il Gruppo dispone di una politica formalizzata di protezione da ritorsioni, definita nella Policy Whistleblowing di Gruppo, che garantisce la tutela dei lavoratori che segnalano in buona fede irregolarità o violazioni. Tale policy vieta qualsiasi forma di ritorsione, diretta o indiretta, e prevede misure specifiche di salvaguardia, in conformità al D.Lgs. 24/2023.
Alla data di rendicontazione, non sono stati implementati meccanismi di rimedio ulteriori rispetto a quelli previsti dal sistema di controllo interno e dalle procedure HR e di compliance.
Il Gruppo adotta un approccio proattivo alla gestione degli impatti, utilizzando questi strumenti non solo come canali informativi, ma come veri e propri meccanismi di monitoraggio continuo.
Le segnalazioni, i feedback e le interazioni raccolte attraverso tali canali vengono analizzati per identificare tempestivamente eventuali criticità e definire azioni correttive.
I processi gestionali introdotti per fare fronte ad eventuali impatti e ricadute sulla forza lavoro
S1-2, 25, 26, 27, 28
S1-3, 32, 33
117
interna sono stati:
formazione (al fine di sviluppare internamente le competenze richieste)
campagne di ricerca e selezione del personale
sicurezza "fisica" (formazione continua per aumentare la consapevolezza finalizzata al preservare la propria incolumità e salute)
sicurezza informatica (formazione obbligatoria per una maggior conoscenza e consapevolezza dei rischi ed una miglior tutela dei dati aziendali)
I referenti HR delle diverse società del Gruppo si riuniscono periodicamente per condividere informazioni sugli eventi significativi che coinvolgono la forza lavoro, valutando l’impatto effettivo e potenziale delle situazioni rilevate. Questi momenti di confronto permettono di individuare tempestivamente le aree prioritarie e di definire azioni coordinate per mitigare i rischi e valorizzare le opportunità.
Il Gruppo adotta misure specifiche per comprendere il punto di vista dei lavoratori vulnerabili, tra cui consultazioni dirette, questionari anonimi e programmi di supporto dedicati. Grazie agli strumenti utilizzati viene posta attenzione alle risorse del Gruppo, ivi comprese le categorie più vulnerabili, anche tramite un sistema di segnalazioni anonime.
In termini di opportunità, sono state implementate politiche di wellbeing mirate a promuovere il benessere del personale; tra queste rientrano convenzioni aziendali su base territoriale e l'attivazione di progetti sportivi dedicati. Inoltre, nell’ambito dei CCNL, a seguito di apposita analisi di fattibilità, è stata adottata una polizza sanitaria complementare.
Politiche relative alla forza lavoro propria
Il Gruppo conduce le proprie attività nel rispetto dei diritti umani, della responsabilità sociale e della sostenibilità, riconoscendo come fattore chiave di successo il benessere delle risorse. Operando in conformità ai principali standard internazionali, il Gruppo garantisce condizioni di lavoro dignitose, sicurezza sul lavoro e sviluppo professionale dei dipendenti.
Nello specifico, Trevi S.p.A. ha conseguito sia la certificazione SA8000:2014, che attesta il rispetto dei più elevati standard di responsabilità sociale, sia la UNI/PdR 125:2022, che certifica l’impegno dell’azienda nella promozione della parità di genere.
A queste si aggiunge la certificazione ISO 30415:2021 dedicata a diversità e inclusione, ottenuta sia da Trevi S.p.A. nel 2023 che da Trevi Fin nel 2025.
Al fine di rafforzare questi principi, Trevi adotta un Codice Etico che si applica all’intero Gruppo con l’obiettivo di guidare il comportamento dei dipendenti e promuovere trasparenza, legalità e responsabilità nella gestione aziendale, che si traduce nella garanzia di pari opportunità, nella prevenzione di discriminazioni e molestie, nella protezione delle informazioni aziendali e nel contrasto ai conflitti di interesse. Il Gruppo, in linea con tale obiettivo, si impegna inoltre ad assicurare l’aggiornamento costante del Codice Etico e prevede sanzioni in caso di violazioni, di modo che ogni provvedimento sia allineato ai valori aziendali.
A supporto di tali impegni, il Gruppo promuove elevati standard in materia di Qualità, Salute, Sicurezza e Ambiente (QHSE), adottando un approccio integrato che mira al miglioramento continuo delle prestazioni e alla prevenzione degli incidenti. L’obiettivo “Zero Infortuni” rappresenta un principio guida che orienta la pianificazione operativa e le attività di formazione e sensibilizzazione.
La responsabilità ultima dell’attuazione delle politiche relative alla forza lavoro propria è attribuita al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del top management e delle funzioni competenti (in particolare Risorse Umane e QHSE) per l’implementazione operativa, il monitoraggio e il riesame periodico delle misure adottate.
Il raggiungimento di tale obiettivo è sostenuto da un sistema strutturato di valutazione dei rischi, da un monitoraggio costante degli indicatori di sicurezza e dal coinvolgimento attivo dei lavoratori, considerati parte integrante del processo di prevenzione.
La sicurezza non riguarda solo l’ambiente fisico, ma anche la protezione delle informazioni, la quale è considerata essenziale per tutelare il know-how aziendale e i dati sensibili. Per il raggiungimento di tale obiettivo, il Gruppo ha implementato sistemi avanzati di gestione della sicurezza informatica e di controllo dei rischi.
MDR-P
S1-1, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24
118
Basandosi su un modello costruito sulla regolamentazione e sulle procedure di controllo del sistema 231/2001, il Gruppo adotta protocolli volti ad assicurare trasparenza e legalità, e realizzare un sistema disciplinare finalizzato a regolamentare i comportamenti aziendali, nonché un Organismo di Vigilanza che ne monitora l’efficacia. In questo documento si fa esplicito riferimento all’impegno del Gruppo per il contrasto alla tratta di esseri umani. Inoltre, il Gruppo ha attivato un sistema di Whistleblowing che va ad offrire ai dipendenti e agli stakeholder un canale sicuro e riservato per poter segnalare condotte illecite o non etiche.
In coerenza con l’obiettivo di promuovere un ambiente di lavoro equo e inclusivo, il Gruppo ha adottato una Politica sulla Diversità, Inclusione e Parità di Genere che definisce principi e impegni volti a garantire pari opportunità in tutte le fasi del rapporto di lavoro. Tale politica mira a prevenire ogni forma di discriminazione e a valorizzare le differenze come elemento di arricchimento organizzativo.
In quest’ottica, sostiene la genitorialità e la conciliazione vita-lavoro, offrendo a tutti i dipendenti in Italia la possibilità di usufruire di congedi familiari.
Il Gruppo integra i principi ESG nel proprio modello di governance e nelle decisioni strategiche, assicurando che le politiche interne tra cui quelle su etica, anticorruzione, sicurezza delle informazioni e responsabilità sociale siano coerenti con gli obiettivi di sostenibilità e con le aspettative degli stakeholder
La Politica sulla Responsabilità Sociale e i Diritti Umani del Gruppo sottolinea l'impegno nella tutela dei diritti umani, con particolare attenzione alla lotta contro lo sfruttamento minorile e il lavoro forzato. Inoltre, promuove una cultura inclusiva sul luogo di lavoro, favorendo il riconoscimento e l'accettazione della diversità, e prevenendo qualsiasi forma di discriminazione.
Gli obiettivi della Politica di Sostenibilità sono definiti in coerenza con l’Agenda 2030 e con gli impegni internazionali in materia di clima, energia, salute e istruzione. Le politiche del Gruppo, pur richiamando i principali standard internazionali, sono in fase di progressivo allineamento ai riferimenti ONU, OIL e OCSE, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la coerenza del sistema di governance della sostenibilità.
Attraverso queste iniziative, Trevi rafforza il proprio ruolo di Gruppo responsabile e innovativo, capace di creare valore per i dipendenti, le comunità e l’ambiente, con un impegno continuo nel miglioramento delle proprie pratiche e nella promozione di una cultura aziendale che guarda al futuro.
L’efficacia delle politiche e delle azioni relative alla forza lavoro propria è monitorata attraverso KPI e processi di controllo interno (ad es. indicatori H&S, formazione, turnover, segnalazioni e risultati delle survey), con riesami periodici da parte delle funzioni competenti e reporting al top management.
Obiettivi legati alla forza lavoro propria
Il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro e misurabile per migliorare la sicurezza sul lavoro e ridurre gli infortuni con perdita di giorno lavorati (LTI) all’interno dell’organizzazione.
Questo obiettivo consiste nel confermare l’indicatore Lost Time Injury Frequency Rate (LTIF), che misura il numero di infortuni con giorni di assenza per milione di ore lavorate.
Tale obiettivo viene definito annualmente dalla Direzione Aziendale in collaborazione con il servizio HSE (e rappresentanti dei lavoratori, in Italia), tenendo conto dell’andamento infortunistico negli anni, del benchmark di settore, e dei piani di miglioramento definiti dal Gruppo.
Il monitoraggio di questo indicatore è effettuato trimestralmente e riesaminato dalla direzione almeno due volte all’anno per assicurare che i risultati siano in linea con le aspettative.
Il Gruppo ha fissato un target per il 2025 pari a 2,14. Il monitoraggio dell’andamento del LTIF è stato fondamentale per verificare l’efficacia delle azioni intraprese e consentire interventi mirati in caso di deviazioni rispetto agli obiettivi prefissati. Il dato è stato calcolato considerando l’intera forza lavoro propria, includendo sia i dipendenti diretti sia il personale somministrato (non dipendente), per garantire una visione completa della sicurezza nei luoghi di lavoro.
L’obiettivo è stato raggiunto nel 2025, con un risultato effettivo pari a 1,93, confermando la validità delle strategie adottate per il miglioramento della sicurezza.
MDR-T
S1-5, 44, 45, 46, 47
119
Il risultato ottenuto testimonia l’impatto positivo delle attività di prevenzione, dei programmi formativi e delle iniziative di sensibilizzazione rivolte a tutto il personale, contribuendo a una gestione della sicurezza sempre più integrata nei processi operativi.
Obiettivo
LTIF (Lost Time Injury Frequency Rate)20242025Target 2025
L’obiettivo fissato per il 2025 è il mantenimento/miglioramento del dato 20242,14 1,932,14
Tale dato viene calcolato considerando gli infortuni LTI occorsi ai dipendenti del Gruppo Trevi e ai non dipendenti della sola Divisione Trevi, per i quali le analisi delle cause correlate portano a confermare che si tratta di eventi avvenuti per "causa violenta" ed "in occasione di lavoro”.
Azioni adottate in relazione alla forza lavoro propria
Per conseguire l’obiettivo di riduzione degli infortuni, il Gruppo Trevi ha implementato un insieme di azioni strategiche e operative volte a prevenire, mitigare e gestire i rischi legati alla sicurezza sul lavoro.
Una delle principali iniziative è stata l’introduzione del programma “Life Saving Rules”, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della sicurezza e promuovere una leadership consapevole in materia di prevenzione degli incidenti. Il programma ha previsto sessioni di formazione specifiche per i manager e i lavoratori, workshop con il management e attività di sensibilizzazione sui comportamenti sicuri.
Parallelamente, il Gruppo ha proseguito nel percorso di estensione della certificazione ISO 45001, con l’obiettivo di uniformare i sistemi di gestione della sicurezza nei diversi siti operativi e rafforzare l’adozione di procedure standardizzate. Questo processo ha contribuito a migliorare la governance della sicurezza e a rendere più omogenee le pratiche di prevenzione.
L’adozione di sistemi di gestione più strutturati ha inoltre consentito un monitoraggio più puntuale delle condizioni operative, facilitando l’identificazione dei fattori di rischio e l’attuazione di misure preventive mirate.
Un ulteriore elemento chiave è stato il potenziamento del sistema di monitoraggio e segnalazione degli incidenti e dei quasi-incidenti (near miss). Questo ha permesso di raccogliere dati più accurati sugli eventi potenzialmente rischiosi e di adottare misure preventive mirate prima che si verificassero infortuni gravi.
Il monitoraggio dei progressi è stato supportato da un’analisi periodica del LTIF e da un sistema di reporting interno che consente di individuare tempestivamente eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi, attivando interventi correttivi quando necessario.
Il valore è stato calcolato includendo sia i dipendenti diretti sia il personale esterno (somministrati e subappaltatori), per assicurare una valutazione omogenea dell’andamento della sicurezza aziendale.
Nel complesso, le azioni intraprese hanno contribuito in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi prefissati, confermando l’efficacia di un approccio integrato che combina formazione, monitoraggio, standardizzazione dei processi e coinvolgimento attivo della forza lavoro.
Il Gruppo continuerà ad investire nella formazione, nel miglioramento dei processi e nel monitoraggio continuo per consolidare i risultati ottenuti e ridurre ulteriormente il numero di infortuni sul lavoro.
Nessuna spesa operativa o in conto capitale significativa è stata allocata a queste azioni nel 2025; le risorse destinate a tali iniziative sono incluse nei budget operativi e nei piani di investimento ordinari del Gruppo. Le azioni attualmente in essere costituiscono la base del Piano di Sostenibilità definito dal Gruppo.
MDR-A,
S1-4, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43
120
Metriche
Caratteristiche dei dipendenti dell’impresa
Il Gruppo impiega una forza lavoro altamente specializzata e diversificata, con una presenza consolidata in diversi paesi del mondo. La gestione del personale è orientata alla valorizzazione delle competenze, alla sicurezza sul lavoro e alla promozione di un ambiente inclusivo, garantendo il rispetto dei diritti dei lavoratori e l’aderenza alle normative locali.
Il Gruppo monitora costantemente la composizione della propria forza lavoro, che include diverse tipologie contrattuali, a tempo determinato e indeterminato, in funzione delle esigenze operative. Particolare attenzione è riservata ai piani di sviluppo e retention del personale chiave, attraverso iniziative di formazione e percorsi di crescita professionale.
Numero di dipendenti per genere e turnover
Al 31/12/24Al 31/12/25
Uomini2.8452.900
Donne211228
Non segnalato11
Totale dipendenti3.0573.129
Numero di dipendenti che hanno lasciato l’impresa737625
Percentuale di avvicendamento dei dipendenti24,1%20,0%
I dipendenti sono conteggiati in numero di persone e il dato si riferisce al numero di dipendenti in forza alla fine del periodo di rendicontazione. Il tasso di avvicendamento dei dipendenti è calcolato rapportando il numero di dipendenti che hanno lasciato il Gruppo nel periodo di riferimento, includendo cessazioni per dimissioni volontarie, licenziamenti, pensionamenti e decessi in servizio, al numero totale di dipendenti registrato alla fine dello stesso periodo.
Dipendenti per paese
Al 31/12/24Al 31/12/25
Italia851868
Austria11
Francia1010
Malta11
Algeria125165
Arabia Saudita291218
Argentina3944
Australia7326
Cile1-
Cina4-
Colombia107
Emirati Arabi Uniti432480
Filippine392400
Hong Kong3321
India29-
Giappone89
Kuwait6058
Nigeria392490
Oman124134
Panama11
Paraguay1-
Regno Unito1515
Spagna-2
S1-6, 48, 49, 50, 51, 52
121
Singapore11
Stati Uniti9297
Tagikistan4330
Turchia2649
Venezuela22
Totale3.0573.129
Numero di dipendenti in base al genere e al tipo di contratto
Al 31/12/24Al 31/12/25
Dipendenti a tempo indeterminatoUomini2.6042.592
Donne192204
Non segnalato--
Dipendenti a tempo determinatoUomini241308
Donne1824
Non segnalato11
Totale dipendenti3.0573.129
Al 31/12/24Al 31/12/25
Dipendenti con orario non garantitoUomini--
Donne--
Non segnalato--
Dipendenti a tempo pienoUomini2.8422.898
Donne199217
Non segnalato11
Dipendenti part-timeUomini32
Donne1211
Non segnalato--
Totale dipendenti3.0573.129
Numero dipendenti per area geografica e per tipologia di contratto
Al 31/12/24Al 31/12/25
ItaliaIndeterminato773801
Determinato7867
Europa (Italia esclusa)Indeterminato2124
Determinato65
AfricaIndeterminato377417
Determinato139238
AsiaIndeterminato8878
Determinato101
Far EastIndeterminato494443
Determinato1714
Middle EastIndeterminato903890
Determinato4-
AmericaIndeterminato141143
Determinato68
Totale dipendentiIndeterminato2.7602.796
Determinato297333
122
Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale
Il Gruppo riconosce la contrattazione collettiva e il dialogo sociale come strumenti fondamentali per tutelare i lavoratori e mantenere un ambiente di lavoro equo e collaborativo. Il Gruppo garantisce il rispetto delle normative locali in materia di relazioni industriali, promuovendo il coinvolgimento delle parti sociali e la rappresentanza dei dipendenti nei Paesi in cui opera. In Italia, unico Paese dello Spazio Economico Europeo (SEE) in cui il Gruppo ha un livello significativo di occupazione, il 100% dei dipendenti è coperto da contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) ed è rappresentato da organismi di rappresentanza dei lavoratori.
Il Gruppo promuove un dialogo costante e strutturato con le rappresentanze sindacali, affrontando temi quali condizioni di lavoro, sicurezza, organizzazione delle attività e iniziative di welfare, con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione dei lavoratori ai processi decisionali che li riguardano.
Diversità
Il Gruppo definisce l'alta dirigenza come i dirigenti aventi responsabilità strategiche che guidano l'organizzazione al raggiungimento di obiettivi a lungo termine che assicurano l'integrazione di politiche di sostenibilità e pratiche di governance nelle operazioni quotidiane e nelle strategie individuate dal Gruppo.
Il Gruppo monitora inoltre la distribuzione della forza lavoro per fasce di età e categorie professionali, al fine di valutare il livello di diversificazione generazionale e identificare eventuali aree in cui rafforzare le politiche di inclusione e sviluppo delle competenze.
Numero di alti dirigenti per genere
Al 31/12/24Al 31/12/25
Donne--
% del totale a livello di alta dirigenza--
Uomini66
% del totale a livello di alta dirigenza100%100%
Non segnalato--
% del totale a livello di alta dirigenza--
Numero di dipendenti per fascia d’età
Al 31/12/24Al 31/12/25
Sotto i 30 anni389406
% di dipendenti sotto i 30 anni13%13%
Tra i 30 e i 50 anni1.7981815
% di dipendenti tra i 30 e i 50 anni59%58%
Sopra i 50 anni870908
% di dipendenti sopra i 50 anni28%29%
Totale3.0573.129
Formazione e sviluppo delle competenze
Nel contesto del proprio impegno per la valorizzazione del capitale umano, il Gruppo promuove iniziative volte a sostenere lo sviluppo continuo delle competenze dei propri dipendenti, ritenendolo un elemento centrale per il mantenimento dell’occupabilità e la crescita professionale.
L’offerta formativa è integrata da sistemi di valutazione periodica delle performance e da percorsi di sviluppo personalizzati, che consentono di individuare le competenze chiave da rafforzare e di supportare la crescita professionale in modo equo e trasparente.
S1-9, 64, 65, 66
S1-8, 58, 59, 60, 63
S1-13, 81, 82, 83
123
L’approccio adottato contribuisce alla creazione di un ambiente di lavoro dinamico, orientato all’innovazione e alla sicurezza, in cui le persone possono sviluppare il proprio potenziale e contribuire attivamente agli obiettivi del Gruppo.
20242025
Percentuale di dipendenti che hanno partecipato a revisioni periodiche delle prestazioni e dello sviluppo della carrieraUomini19%13%
Donne57%41%
Non segnalato100%0%
Totale21%15%
Numero medio di ore di formazione per dipendenteUomini711
Donne1821
Non segnalato--
Totale812
Retribuzione e salari adeguati
Le metriche retributive del Gruppo vengono supervisionate costantemente per promuovere equità e trasparenza nella remunerazione del personale.
Viene inoltre valutato il divario retributivo tra dipendenti di genere femminile e maschile, oltre al rapporto tra la remunerazione più elevata e la retribuzione mediana, con l'obiettivo di identificare eventuali disuguaglianze e promuovere un sistema retributivo equo e inclusivo.
Il monitoraggio continuo delle dinamiche retributive consente di individuare tempestivamente eventuali scostamenti e di adottare misure correttive volte a garantire coerenza, equità e allineamento con le politiche di inclusione del Gruppo.
Gender pay gap
Il Gruppo continua a promuovere una cultura aziendale orientata alla parità di genere, adottando misure volte a garantire pari opportunità di crescita professionale e retributiva, indipendentemente dal genere.
Il divario retributivo di genere è calcolato considerando la retribuzione oraria lorda di tutti i dipendenti, secondo la metodologia prevista dagli standard ESRS.
Nel 2024, primo anno di rendicontazione, il gender pay gap era stato calcolato esclusivamente in termini generali (divario retributivo di genere globale). Inoltre, il dato complessivo non includeva alcuni elementi retributivi variabili, necessari per ottenere una rappresentazione più completa e conforme ai requisiti informativi, integrati nel calcolo degli indicatori per l’esercizio 2025. Va sottolineato che, nonostante la normativa preveda l’obbligo di rendicontare questo dato generale, per il Gruppo, caratterizzato da una presenza significativa in Paesi extraeuropei con contesti e strutture salariali molto diverse, produce un indicatore poco rappresentativo.
La media generale (divario retributivo di genere globale), infatti, riflette un insieme eterogeneo di società, mercati del lavoro e livelli retributivi: in alcuni contesti, ad esempio, le retribuzioni risultano nominalmente più basse pur essendo competitive a livello locale e, poiché il dato non è ponderato, tali differenze incidono significativamente sulla media complessiva.
Un ulteriore elemento che incide sul dato complessivo è la diversa distribuzione di genere tra le categorie professionali: le donne sono prevalentemente occupate in ruoli impiegatizi, mentre la maggior parte degli operai, coerentemente con le caratteristiche del settore, è composta da uomini. Questa configurazione produce un effetto distorsivo sulla media generale, poiché un numero elevato di uomini è impiegato in posizioni con livelli retributivi più bassi, mentre le donne, in proporzione minore, ricoprono ruoli con salari mediamente più elevati. Ne consegue che il valore medio complessivo risulta negativo.
Nel bilancio 2025, il gender pay gap è dettagliato per categoria professionale, così da restituire una lettura più coerente. Le eventuali differenze tra categorie devono essere interpretate tenendo conto del Paese, delle competenze richieste, delle mansioni svolte, della seniority e del livello di responsabilità associato a ciascun ruolo.
S1-16, 95, 96
S1-10, 67, 68, 70
S1-16, 95, 96, 97
124
Con tale metodo è stato ricalcolato e rideterminato anche il dato relativo all’anno fiscale 2024, al fine di offrire una lettura comparabile del gender pay gap nel tempo.
Divario retributivo di genere per categorie professionali2024 rideterminato(2024)2025
Worker23%(n.d.)18%
Employee19%(n.d.)15%
Middle Management11%(n.d.)6%
Executive 5%(n.d.)12%
2024 rideterminato(2024)2025
Divario retributivo di genere globale- 10%(-22%)- 4%
In considerazione del cambio di metodologia sopra menzionato, al fine di garantire la comparabilità, i dati relativi all'anno 2024 riportati nella Rendicontazione di Sostenibilità al 31 dicembre 2024 (indicati tra parentesi nella tabella), sono stati rideterminati.
Si segnala che per la categoria degli alti dirigenti non è stato riportato il rapporto poiché non vi sono donne che ricoprono tale livello.
Tasso di remunerazione totale
Il tasso di remunerazione totale annua viene calcolato rapportando la retribuzione annua della persona che percepisce il salario più elevato alla remunerazione totale annua mediana percepita dai dipendenti, escludendo la risorsa con la remunerazione più alta. Questo indicatore consente di valutare la proporzionalità e l’equità del sistema retributivo, fornendo una visione complessiva della distribuzione salariale all’interno dell’organizzazione.
L'analisi considera l'intera forza lavoro e include tutte le componenti della retribuzione, tra cui stipendio base, indennità, bonus, commissioni, partecipazioni agli utili e incentivi a lungo termine. Il Gruppo si impegna verso una gestione retributiva equilibrata e coerente con gli obiettivi aziendali, volto a garantire trasparenza e allineamento tra le politiche salariali e le esigenze del personale, contribuendo alla motivazione e al coinvolgimento dei dipendenti.
In conseguenza del cambiamento di metodologia illustrato al paragrafo precedente, si segnala che il tasso di remunerazione totale relativo all’anno 2024 è stato rideterminato.
2024 rideterminato(2024)2025
Tasso di remunerazione totale380,01(71,60)100,75
In considerazione del cambio di metodologia sopra menzionato, al fine di garantire la comparabilità, i dati relativi all'anno 2024 riportati nella Rendicontazione di Sostenibilità al 31 dicembre 2024 (indicati tra parentesi nella tabella), sono stati rideterminati.
3 La remunerazione totale è calcolata considerando gli importi di competenza dell’esercizio di riferimento e include il salario annuale lordo, i benefit, la remunerazione variabile a breve termine (MBO) e a lungo termine (LTI) e premi in denaro ad esclusione delle componenti una tantum, in quanto riferite ad erogazioni ad personam, di carattere straordinario e non ricorrente riconosciute su base individuale e non strutturale.
Con riferimento al piano LTI si segnala che è stato considerato il valore pro-quota dell’esercizio di riferimento; per quanto riguarda la quota del piano LTI basata sull’assegnazione di azioni di TREVI Finanziaria Industriale S.p.A. l’importo è stato stimato considerando per il dato relativo al 2025 il valore dell’azione al 16 marzo 2026 e per il dato relativo al 2024 il valore medio dell’azione degli ultimi 30gg precedenti l'Assemblea di approvazione del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2024.
S1-16, 97
125
Salari adeguati
Tutto il personale dipendente del Gruppo, nel 2025, ha percepito salari (inclusi benefit e parti variabili) che rientrano nei parametri di salario minimo di riferimento normati da ciascun paese o di benchmark, laddove non esistano norme di riferimento, confermando o migliorando il dato 2024.
Utilizzando la metodologia descritta sopra, applicata per il calcolo del salario adeguato all’anno fiscale 2025, è stato ricalcolato e rideterminato il dato relativo all’anno fiscale 2024, al fine di offrire una lettura più coerente ed affidabile dell’andamento retributivo del Gruppo nel tempo. Infatti, nella rendicontazione precedente non si teneva conto di elementi essenziali per una corretta analisi quali: retribuzione variabile, benefit e parametri di riferimento attendibili.
Tuttavia, l’aggiornamento retroattivo dei dati salariali 2024 in conformità a quanto fatto nel 2025 non è stato possibile per tutte le aree. Questo ha lasciato una quota residua di valori percentuali superiori a 0%, che non riflette una reale inadeguatezza salariale. Le percentuali di dipendenti che percepiscono un salario inferiore al salario minimo adeguato sono legate all’indisponibilità di informazioni che porta all’impossibilità di ricostruire in modo puntuale il dato relativo all’indicatore in oggetto per il 2024.
2024 rideterminato(2024)
Algeria9%(13%)
Argentina0%(23%)
Australia1%(1%)
Colombia0%(10%)
Hong Kong3%(n.d.)
Kuwait0%(40%)
Nigeria33%(67%)
Oman24%(45%)
Arabia Saudita8%(15%)
Emirati Arabi11%(78%)
Regno Unito27%(33%)
In considerazione del cambio di metodologia sopra menzionato, al fine di garantire la comparabilità, i dati relativi all'anno 2024 riportati nella Rendicontazione di Sostenibilità al 31 dicembre 2024 (indicati tra parentesi nella tabella), sono stati rideterminati.
Salute e sicurezza
Il Gruppo considera la salute e la sicurezza dei propri dipendenti un valore fondamentale, impegnandosi a garantire ambienti di lavoro sicuri e conformi alle normative vigenti. In questo contesto, il Gruppo promuove una cultura della sicurezza fondata su principi di prevenzione, formazione continua e sensibilizzazione dei lavoratori. Il Gruppo è costantemente impegnato nel monitoraggio e nel miglioramento delle proprie politiche e misure di sicurezza, con l'obiettivo di minimizzare i rischi associati alle attività lavorative.
20242025
Percentuale di lavoratori propri che sono coperti da un sistema di gestione della salute e della sicurezza basato su requisiti legali e (o) standard o linee guida riconosciute100%100%
S1-14, 86, 87, 88, 89, 90
126
*Nei lavoratori non dipendenti sono inclusi subcontractors, agency contracted workers e somministrati.
Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani
Nel periodo di riferimento, il Gruppo non ha registrato incidenti, denunce o impatti gravi legati ai diritti umani nella propria forza lavoro. Il Gruppo opera in un contesto normativo che garantisce elevati standard di tutela dei diritti umani e adotta misure preventive per evitare potenziali violazioni, rafforzando i controlli interni e i meccanismi di segnalazione
20242025
Numero di episodi di discriminazione, comprese le molestie--
Numero di reclami presentati attraverso i canali di segnalazione dei propri lavoratori e, se applicabile, ai Punti di contatto nazionali per le imprese multinazionali dell'OCSE-2
Importo di multe, sanzioni e risarcimenti materiali a seguito dei danni risultanti dagli incidenti e denunce di cui sopra --
Numero di gravi incidenti in materia di diritti umani legati alla propria forza lavoro che costituiscono violazioni dei Principi del Global Compact delle Nazioni Unite e delle Linee Guida dell'OCSE per le imprese multinazionali--
Importo di multe, sanzioni e risarcimenti materiali per gravi questioni di diritti umani e incidenti legati alla propria forza lavoro--
Numero di decessi dovuti a lesioni della forza lavoro propria (dipendenti)--
Numero di decessi dovuti a lesioni della forza lavoro propria (non dipendenti) *1-
Numero di decessi dovuti a lesioni dei lavoratori terzi che operano nei siti dell'impresa--
Totale Numero di infortuni sul lavoro registrabili (dipendenti)5333
Tasso di infortuni sul lavoro registrabili (dipendenti)6,804,11
Totale Numero di infortuni sul lavoro registrabili (non dipendenti)61
Tasso di infortuni sul lavoro registrabili (non dipendenti)1,610,26
S1-17, 102, 103
127
ESRS S2 – LAVORATORI NELLA CATENA DEL
VALORE
Strategia
Interessi e opinioni dei lavoratori nella catena del valore
I lavoratori della catena del valore rappresentano portatori di interesse essenziali per il Gruppo Trevi, poiché le loro opinioni e i loro diritti contribuiscono a orientare la strategia e il modello aziendale.
La valutazione delle condizioni di lavoro, della parità di trattamento e delle pratiche etiche costituisce un elemento centrale nella scelta dei partner con cui collaborare.
Nel corso degli ultimi anni il Gruppo ha implementato sistemi di mappatura e monitoraggio, come SAP Ariba, privilegiando interlocutori in grado di garantire il rispetto dei diritti umani e delle opinioni dei lavoratori. La valorizzazione di rapporti con partner che condividono tali principi rafforza la fiducia verso il Gruppo e accresce il valore generato per tutti gli stakeholder.
Identificazione di impatti, rischi e opportunità legati i lavoratori nella catena del valore
Il Gruppo ha sviluppato un processo strutturato per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità legati ai lavoratori della propria catena del valore, sia a monte che a valle.
L’analisi evidenzia come tali impatti siano strettamente connessi alla strategia e al modello di business, influenzando le scelte operative e di approvvigionamento.
Gli impatti più rilevanti si concentrano sulle condizioni di lavoro e sui diritti dei lavoratori impiegati nelle fasi di approvvigionamento, trasformazione e distribuzione. La soddisfazione della forza lavoro della catena del valore è determinata da fattori come occupazione sicura, salari adeguati, dialogo attivo, libertà di associazione, diritti di informazione e partecipazione, equilibrio tra vita lavorativa e privata e rispetto dell’orario di lavoro. Sono stati inoltre rilevati potenziali impatti negativi sulla salute e sicurezza, legati a incidenti e malattie professionali. Il Gruppo considera nella propria analisi diverse categorie di lavoratori lungo la catena del valore. A monte, rientrano i lavoratori coinvolti nelle attività di estrazione, raffinazione e trasformazione delle materie prime essenziali per le operazioni aziendali. A valle, invece, si trovano i lavoratori impiegati nella logistica, nel trasporto e nella distribuzione dei materiali e dei prodotti.
L’analisi comprende anche i lavoratori delle joint venture o delle società veicolo in cui il Gruppo detiene partecipazioni o ha stretto partnership strategiche.
Un ulteriore aspetto critico riguarda la parità di trattamento e le pari opportunità per tutti i lavoratori nella catena del valore. L’impegno del Gruppo per la parità di genere, la retribuzione equa, l’inclusione delle persone con disabilità e la prevenzione di violenza e molestie rappresenta un impatto positivo attuale. Un potenziale impatto negativo riguarda il rischio di violazioni dei diritti umani da parte di fornitori e partner commerciali, soprattutto in contesti caratterizzati da maggiori vulnerabilità.
Il Gruppo, operando in diverse aree geografiche tra Europa, Africa, Asia, Oceania e America, non ha riscontrato casi di lavoro minorile, forzato o coatto nei propri luoghi di lavoro, sia in Italia che all’estero.
L’approccio adottato si basa sul merito, sulla competenza e sul rispetto delle normative locali e internazionali, con un monitoraggio costante della catena di fornitura per garantire condizioni di lavoro eque.
L’analisi ha permesso di identificare rischi sistemici e specifici, in particolare nei Paesi con regolamentazioni meno sviluppate, dove si osservano condizioni lavorative più vulnerabili. La
S2.SBM-3 10, 11, 12, 13
ESRS 2 SBM-2
128
transizione ecologica può generare ulteriori impatti, legati alla ristrutturazione industriale e all’aumento delle attività estrattive necessarie per la produzione di materiali destinati alle energie rinnovabili.
Sono stati identificati anche impatti positivi, legati all’introduzione di pratiche di approvvigionamento etico e alla creazione di nuove opportunità di lavoro nei settori emergenti. Il miglioramento degli standard nei rapporti con i fornitori e l’adozione di principi ESG contribuiscono a promuovere condizioni di lavoro più sicure e rispettose dei diritti umani lungo tutta la catena del valore.
Impatti rischi e opportunità rilevanti
L'analisi degli IRO è stata condotta seguendo i criteri e gli approcci delineati nel paragrafo "Analisi di doppia rilevanza" all’interno del capitolo "Informazioni generali".
Eventuali costi connessi alle attività di qualifica fornitori, due diligence, audit e gestione delle segnalazioni rientrano nella normale operatività e sono considerati nei processi di pianificazione e controllo. Le opportunità connesse al rafforzamento delle pratiche di approvvigionamento responsabile non hanno generato effetti finanziari significativi nell’esercizio, ma sono considerate rilevanti in ottica prospettica.
Di seguito sono presentati gli IRO ritenuti significativi emersi dall’analisi. Di seguito sono presentati gli impatti ritenuti significativi emersi dall’analisi. Gli effetti degli IRO su modello di business, catena del valore, strategia sono elementi di input per il Piano Strategico ESG 2026-2029, documento di definizione delle priorità strategiche in materia di sostenibilità.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore
Alla data di rendicontazione, il Gruppo non ha ancora formalizzato un processo strutturato di coinvolgimento diretto dei lavoratori nella catena del valore e dei loro rappresentanti, in considerazione della frammentazione geografica della supply chain e dell’attuale prevalenza di canali di interlocuzione mediati dai fornitori e dai partner contrattuali.
Sottotema / sotto-sottotemaIROOperazioni proprie / Catena del valoreOrizzonti temporaliDescrizione
Condizioni di lavoroImpatto Potenziale negativoCatena del valore a monte e a valleBreve termineLe attività della catena di fornitura del Gruppo in Paesi con bassa tutela dei diritti umani possono generare condizioni di lavoro inadeguate lungo la catena del valore, con rischi per la sicurezza, i diritti dei lavoratori, la retribuzione e l’equilibrio vita-lavoro.
Impatto Potenziale Negativo Catena del valore a monteBreve termineCarenze nella gestione della salute e sicurezza lungo la catena di fornitura possono comportare un incremento di incidenti e malattie professionali.
Parità di trattamento e di opportunità per tuttiImpatto Potenziale NegativoCatena del valore a monteBreve termineLe attività della catena di fornitura del Gruppo, in contesti a basso livello di tutela dei diritti umani, possono generare disuguaglianze di genere, disparità retributive, esclusione di persone con disabilità e scarsa prevenzione di discriminazioni, molestie o violenze sul lavoro.
Altri diritti connessi al lavoroImpatto Potenziale negativo Catena del valore a monteBreve terminePratiche di fornitori e partner commerciali che violano i diritti umani sul lavoro, inclusi lavoro minorile o forzato e condizioni abitative inadeguate.
ESRS 2
SBM-3,
46, 47, 48
S2-2, 24
S2-3
129
In via transitoria, il Gruppo acquisisce input pertinenti attraverso i processi di qualifica e monitoraggio fornitori, le attività di audit e i canali di segnalazione disponibili anche per soggetti esterni. Il Gruppo valuterà la definizione di un processo di engagement più strutturato, incluso il coinvolgimento di categorie potenzialmente più vulnerabili, nell’ambito del rafforzamento dei processi di due diligence lungo la supply chain.
Strumenti di dialogo e processi di gestione degli impatti legati ai lavoratori nella catena del valore
Alla data di rendicontazione, il Gruppo non ha ancora implementato un meccanismo dedicato esclusivamente ai lavoratori nella catena del valore per la presentazione di reclami e la gestione del rimedio. Tuttavia, il sistema di Whistleblowing del Gruppo è accessibile anche a soggetti esterni, inclusi fornitori e partner, e consente la segnalazione (anche anonima) di potenziali violazioni del Codice Etico e dei principi in materia di diritti umani e condizioni di lavoro. Le segnalazioni sono gestite secondo procedure interne che prevedono presa in carico, valutazione, eventuali verifiche e definizione di misure correttive, assicurando riservatezza e tutela contro ritorsioni. Il Gruppo valuterà l’introduzione di canali ulteriori dedicati alla supply chain nel quadro del potenziamento della due diligence previsto entro il 2026.
Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore
Il Gruppo riconosce l’importanza della responsabilità sociale lungo tutta la catena del valore e si impegna a garantire condizioni di lavoro sicure, eque e rispettose dei diritti umani, in linea con le normative nazionali e internazionali applicabili. Questo impegno è formalizzato nel Codice di Condotta Fornitori, che stabilisce principi chiari per la gestione etica della catena di fornitura.
La responsabilità ultima dell’attuazione delle politiche relative ai lavoratori nella catena del valore è attribuita al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del top management e delle funzioni competenti (in particolare Procurement e Sustainability/Compliance) per l’implementazione operativa, il monitoraggio e il riesame periodico delle misure adottate.
Le politiche aziendali si basano sui Principi Guida ONU, sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sulle Convenzioni OIL e sullo standard SA 8000:2014 di responsabilità sociale
Il Gruppo si impegna a promuovere questi principi tra tutti i fornitori e i partner commerciali, garantendo il rispetto delle norme etiche e sociali fondamentali.
Il Gruppo monitora attivamente la propria catena del valore attraverso audit e attività di controllo per verificare il rispetto dei requisiti del Codice di Condotta Fornitori. Il Gruppo si riserva il diritto di richiedere misure correttive ai fornitori che non rispettano gli standard stabiliti e, in caso di inadempienze gravi o ripetute, di interrompere i rapporti commerciali.
È vietata qualsiasi forma di tratta di esseri umani, lavoro forzato o minorile. Il Codice Etico stabilisce inoltre misure per garantire la salute e sicurezza dei lavoratori, la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva, il divieto di discriminazione e molestie, la regolamentazione degli orari di lavoro e delle retribuzioni eque.
Per rafforzare il monitoraggio della catena di approvvigionamento, il Gruppo ha istituito un sistema di segnalazione (Whistleblowing), accessibile sia ai dipendenti interni che ai fornitori, che consente di riportare eventuali violazioni in modo sicuro e riservato. Le segnalazioni possono essere effettuate attraverso una piattaforma dedicata o con modalità cartacee, garantendo la tutela dei segnalanti da qualsiasi forma di ritorsione.
Ad oggi non sono state segnalate violazioni relative ai lavoratori nella catena di fornitura. Tuttavia, il Gruppo continua a rafforzare i propri sistemi di monitoraggio e controllo per garantire che i fornitori operino nel rispetto dei principi etici e dei diritti umani.
Obiettivi legati ai lavoratori nella catena del valore
Attualmente, il Gruppo non ha ancora definito obiettivi quantitativi specifici riguardanti i lavoratori all'interno della propria catena del valore, poiché è ancora in corso l’analisi delle strategie più efficaci per integrare indicatori misurabili nelle politiche di sostenibilità. L’assenza di target definiti è principalmente legata alla complessità della supply chain e alla necessità di sviluppare strumenti di monitoraggio adeguati prima di formalizzare impegni misurabili.
Pur in assenza di obiettivi quantitativi formalizzati, il Gruppo monitora l’efficacia delle politiche e
MDR-T, 81
MDR-P
S2-1, 14, 15, 16, 17, 18, 19
130
delle misure adottate lungo la supply chain attraverso i processi di qualifica e riesame dei fornitori, le attività di audit e controllo e la gestione delle eventuali non conformità rilevate. Tali elementi sono oggetto di valutazione periodica nell’ambito dei processi di procurement e di compliance.
Nonostante ciò, il Gruppo continua a potenziare i propri processi di due diligence e a promuovere una maggiore trasparenza nelle pratiche adottate dai propri partner e fornitori.
Azioni adottate in relazione ai lavoratori nella catena del valore
Alla data di rendicontazione, il Gruppo non ha ancora adottato un approccio strutturato e sistematico per gestire in modo efficace le condizioni dei lavoratori all'interno della propria catena del valore e formalizzato. L’assenza di un piano strutturato è principalmente legata alla necessità di rafforzare gli strumenti di raccolta dati e di monitoraggio lungo una supply chain ampia e diversificata per Paesi e categorie di fornitori, nonché di approfondire l’analisi delle dinamiche operative e dei relativi profili di rischio.
Nel periodo di riferimento, le azioni sono state integrate nei processi ordinari di procurement e di qualifica dei fornitori, attraverso richiami contrattuali al Codice Etico, attività di monitoraggio e gestione di eventuali non conformità. Il Gruppo continua a rafforzare tali presidi, promuovendo pratiche responsabili lungo la supply chain e consolidando progressivamente il proprio sistema di due diligence.
Nessuna spesa operativa o in conto capitale significativa è stata allocata a queste azioni nel 2025; le risorse destinate a tali iniziative sono incluse nei budget operativi e nei piani di investimento ordinari del Gruppo. Le azioni attualmente in essere costituiscono la base del Piano Strategico ESG definito dal Gruppo.
MDR-A, 62
131
ESRS S3 – COMUNITA’ INTERESSATE
Strategia
Interessi e opinioni delle comunità interessate
Il Gruppo non ha ancora avviato iniziative strutturate e proattive per raccogliere e monitorare le opinioni e gli interessi delle comunità interessate, ma attraverso le relazioni commerciali e sociali, favorite da una presenza storica sul territorio, riceve feedback che influenzano e orientano le strategie e il modello aziendale.
Nell’ambito del processo di doppia rilevanza, il Gruppo ha considerato anche le potenziali categorie di comunità maggiormente esposte agli impatti delle proprie attività, inclusi residenti nelle aree limitrofe ai cantieri, enti locali e soggetti istituzionali. Alla data di rendicontazione non sono state condotte consultazioni strutturate o processi formali di stakeholder engagement dedicati alle comunità interessate; le informazioni raccolte derivano prevalentemente da interazioni operative e istituzionali connesse ai progetti in corso.
Identificazione di impatti, rischi e opportunità legati alle comunità interessate
Il Gruppo ha un impatto significativo sulle comunità in cui opera, sia attraverso le proprie attività dirette, sia mediante la catena del valore. Sulla base dell’analisi condotta, il Gruppo non opera in contesti che coinvolgono comunità indigene genera impatti materiali su tali comunità. Le aree geografiche in cui il Gruppo realizza i propri progetti, prevalentemente infrastrutturali e di ingegneria civile, non ricadono in territori riconosciuti come appartenenti o culturalmente rilevanti per popolazioni indigene. Pertanto, tale tematica risulta non applicabile e non materiale rispetto alle attività del Gruppo. Il modello aziendale e la strategia adottata si orientano sempre più verso un’integrazione responsabile della sostenibilità, garantendo che le operazioni siano allineate agli interessi delle comunità locali e ai principi ESG.
Infatti, l’analisi dei rischi evidenzia l’importanza di garantire un equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità ambientale, evitando che gli effetti collaterali delle attività possano compromettere il benessere delle comunità locali. In particolare, le comunità residenti in prossimità dei cantieri, comprese quelle con una maggiore vulnerabilità socio-economica o operanti in aree ambientali sensibili, possono essere esposte in misura più elevata a impatti temporanei (rumore, vibrazioni, traffico e limitazioni di accessibilità), mentre tessuti produttivi locali composti da piccole imprese e lavoratori dell’indotto risultano più sensibili a variazioni nei flussi economici e organizzativi legati ai progetti. Allo stesso tempo, la gestione responsabile delle relazioni con il territorio offre opportunità di rafforzamento del dialogo con gli stakeholder e di sviluppo di iniziative congiunte che possano creare valore condiviso, con effetti particolarmente positivi per i gruppi più prossimi ai siti operativi, favorendo occupazione, trasferimento di competenze e investimenti locali.
La relazione con le comunità si sviluppa su più livelli, includendo il contributo economico e sociale, la valorizzazione della forza lavoro locale e la gestione attenta degli impatti ambientali legati alle operazioni.
Uno degli aspetti chiave della strategia del Gruppo è il sostegno allo sviluppo economico delle comunità locali, che si realizza attraverso l’approvvigionamento da fornitori locali garantendo così che una parte significativa del valore generato rimanga nel territorio. Questo approccio porta un contributo alla crescita delle economie locali e rafforza la stabilità delle imprese del territorio, creando un sistema di approvvigionamento più sostenibile e in linea con gli obiettivi di responsabilità sociale d’impresa.
Oltre al contributo economico, il Gruppo promuove iniziative specifiche come il progetto “Social Value” per sostenere la formazione e l’accesso al mercato del lavoro, con particolare attenzione agli studenti in situazioni economiche difficili. L’erogazione di borse di studio e l’accoglienza di studenti universitari e neolaureati per stage e tirocini formativi rappresentano strumenti concreti
S3.SBM-3, 8, 9, 10, 11
 
S3.SBM-2
132
per favorire la crescita professionale e migliorare l’occupabilità dei giovani, con benefici che incidono in modo più diretto proprio sui gruppi comunitari maggiormente esposti a vulnerabilità o a cambiamenti indotti dalle attività di cantiere. Questo impegno non solo contribuisce allo sviluppo del capitale umano locale, ma permette anche di creare una base di competenze qualificata in linea con le esigenze del settore.
Impatti rischi e opportunità rilevanti
L'analisi degli IRO è stata condotta seguendo i criteri e gli approcci delineati nel paragrafo "Analisi di doppia rilevanza" all’interno del capitolo "Informazioni generali".
Di seguito sono presentati gli IRO ritenuti significativi emersi dall’analisi, che hanno principalmente un effetto reputazionale ed economico su modello di business, catena del valore e strategia.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Processi di coinvolgimento delle comunità interessate
Alla data di rendicontazione, il Gruppo non dispone di un framework formalizzato e sistematico di stakeholder engagement specificamente dedicato alle comunità interessate. Le interazioni avvengono prevalentemente nell’ambito delle relazioni operative con committenti, autorità locali e partner territoriali, nonché tramite la presenza dei referenti aziendali nei contesti in cui si sviluppano i cantieri. Eventuali criticità emergono principalmente attraverso i rapporti istituzionali e contrattuali con i soggetti coinvolti nei progetti.
Strumenti di dialogo e processi di gestione degli impatti legati alle comunità interessate
Oltre ai canali “istituzionali” a disposizione di ogni soggetto interessato, si annovera l’indirizzo mail per contatti e i commenti sulle pagine Social del Gruppo, sebbene il canale privilegiato rimanga quello tramite rapporti commerciali, istituzionali e sociali.
Le comunità interessate vengono informate dell’esistenza di tali canali attraverso le consuete modalità di comunicazione adottate dal Gruppo, inclusi i contatti diretti con stakeholder locali e la presenza di informazioni accessibili sui canali digitali aziendali; tuttavia, non sono attualmente previste iniziative strutturate di comunicazione proattiva specificamente dedicate alla promozione di tali strumenti di dialogo.
Alla data di rendicontazione non sono stati ricevuti reclami formali da parte delle comunità interessate attraverso i canali disponibili. In assenza di segnalazioni strutturate, non è stato possibile effettuare una valutazione empirica dell’efficacia dei meccanismi di dialogo; tuttavia, eventuali istanze vengono gestite nell’ambito dei processi ordinari di relazione istituzionale e commerciale.
Sottotema / sotto-sottotemaIROOperazioni proprie / Catena del valoreOrizzonti temporaliDescrizione
Diritti economici, sociali e culturali delle comunitàImpatto Attuale Positivo Operazioni proprieBreve termineContributo allo sviluppo sostenibile della comunità di riferimento mediante un’elevata percentuale di approvvigionamenti derivanti da fornitori locali
Impatto Attuale PositivoOperazioni proprie Breve termineSostegno agli studenti in difficoltà economiche tramite borse di studio e opportunità di stage o tirocini, favorendo la loro crescita formativa.
ESRS 2
SBM-3,
46, 47, 48
S3-2, 24
S3-3, 25, 26, 27, 28
133
Politiche relative alle comunità interessate
Il Gruppo da sempre valorizza l’interazione con le comunità locali nella provincia di Forlì-Cesena, nella quale essa affonda le proprie radici, così come in tutte le comunità e aree in cui svolge le proprie attività.
La responsabilità ultima in materia da relazioni con le comunità interessate è attribuita al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del top management e delle funzioni competenti per l’attuazione operativa e il monitoraggio delle iniziative territoriali.
Il costante dialogo e la collaborazione con le comunità mirano a generare impatti positivi a livello sociale ed economico. Il Gruppo si impegna a rispettare i Principi Guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani, le Linee Guida OCSE per le imprese multinazionali, i Principi del Global Compact e la Dichiarazione dell’OIL sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro. Tuttavia, la politica aziendale non specifica aree geografiche di intervento disposizioni esplicite in merito ai popoli indigeni.
L’impegno del Gruppo si concretizza nel progetto "Social Value", attivo dal 2008, che promuove iniziative di solidarietà e supporto alle fasce più deboli, con particolare attenzione ai bambini e alle persone in difficoltà. Il progetto prevede la creazione di opportunità lavorative, programmi educativi e di formazione, favorendo lo sviluppo di competenze specifiche nei territori in cui il Gruppo opera, ma anche contributi economici agli enti o alle organizzazioni che si occupano delle fasce più deboli della popolazione. Per garantire il rispetto degli standard internazionali, Trevi adotta processi di monitoraggio strutturati, tra cui audit interni ed esterni, valutazioni d’impatto sulle comunità locali e codici di condotta per fornitori e partner. Inoltre, ha istituito appositi canali di segnalazione aperti al pubblico per la gestione di eventuali violazioni, rafforzando il proprio impegno nella tutela dei diritti umani e nella sostenibilità.
Ad oggi, non sono state segnalate violazioni dei diritti umani o impatti negativi significativi sulle comunità locali.
Per consolidare un rapporto di fiducia con le comunità, il Gruppo sviluppa relazioni solide e durature, comunicando in modo trasparente le proprie attività e gli impegni in ambito ESG. In quest’ottica, sostiene progetti culturali, artistici e storici, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio locale. Inoltre, richiede ai propri fornitori di rispettare le comunità in cui operano, riducendo al minimo eventuali impatti negativi e sostenendo l’economia locale attraverso l’impiego di lavoratori e fornitori del territorio. Infine, il Gruppo partecipa ad attività di ricerca e innovazione tecnologica, collaborando con istituzioni e associazioni a livello locale, nazionale e internazionale per contribuire alla costruzione di una società più sostenibile.
I riferimenti alle politiche aziendali in cui sono formalizzati questi impegni sono contenuti nel Codice Etico, nella Politica sulle relazioni continuative con le comunità locali, nella Politica di Sostenibilità e nelle Linee Guida sui Diritti Umani del Gruppo, documenti accessibili pubblicamente attraverso il sito ufficiale del Gruppo.
Obiettivi legati alle comunità interessate
Il Gruppo non ha ancora definito obiettivi misurabili specifici per il coinvolgimento diretto delle comunità interessate. Nei progetti in cui opera come subappaltatore, la gestione strutturata delle relazioni con le comunità è generalmente coordinata dal Committente o dal General Contractor; tuttavia, il Gruppo rimane responsabile della gestione degli impatti direttamente riconducibili alle proprie attività operative.
L’assenza di target quantitativi formalizzati è principalmente legata alla natura progettuale e temporanea dei cantieri, nonché alla necessità di sviluppare strumenti di monitoraggio più strutturati e omogenei lungo le diverse aree geografiche di operatività.
Pur in assenza di obiettivi numerici, il Gruppo monitora eventuali criticità attraverso i rapporti istituzionali locali, le interazioni operative con i soggetti coinvolti nei progetti e i canali di segnalazione disponibili.
Le eventuali istanze rilevanti vengono gestite nell’ambito dei processi ordinari di controllo interno e di compliance.
Rispetto all’efficacia delle sue politiche e azioni relative agli impatti, ai rischi e alle opportunità
MDR-T, 81
MDR-P
S3-1, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18
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rilevanti legati alla sostenibilità, il livello di ambizione stabilito da conseguire mira a:
-Identificare eventuali impatti attraverso l’analisi puntuale e tempestiva dei contesti in cui il Gruppo Opera e definire opportune misure per la loro mitigazione;
-Analizzare eventuali criticità emerse dai rapporti con le comunità interessate e definire opportune azioni correttive;
La presenza di potenziali impatti significativi e di segnalazioni/criticità sono da considerarsi indicatori utili, fermo restando che nel periodo di riferimento non vi sono stati impatti criticità che diano origine alla necessità di ulteriore miglioramento.
Azioni adottate in relazione alle comunità interessate
Alla data di rendicontazione non è stato adottato un piano strutturato e formalizzato di azioni specificamente dedicate al coinvolgimento sistematico delle comunità interessate.
Nei progetti in cui il Gruppo opera come subappaltatore, le attività di engagement strutturato con le comunità sono generalmente coordinate dal Committente o dal General Contractor; tuttavia, il Gruppo gestisce direttamente gli impatti riconducibili alle proprie attività operative nei territori in cui è presente.
L’assenza di un piano organico è principalmente legata alla natura progettuale e temporanea dei cantieri, nonché alla necessità di sviluppare strumenti di monitoraggio più strutturati e omogenei nelle diverse aree geografiche di operatività.
Le iniziative attualmente in essere sono integrate nei processi operativi e nelle relazioni istituzionali e commerciali locali, attraverso il presidio dei referenti aziendali sul territorio e il dialogo con gli stakeholder coinvolti nei singoli progetti.
Nessuna spesa operativa o in conto capitale significativa è stata allocata a queste azioni nel 2025; le risorse destinate a tali iniziative sono incluse nei budget operativi e nei piani di investimento ordinari del Gruppo.
MDR-A, 62
135
ESRS S4 – CONSUMATORI E UTILIZZATORI
FINALI
Strategia
Interessi e opinioni dei consumatori e utilizzatori finali
Per la Divisione Trevi, che opera nel settore dei servizi, interessi e opinioni dei consumatori e utilizzatori finali sono raccolti e processati attraverso interlocuzioni che avvengono di persona, in maniera digitale e in forma cartacea. Tali informazioni sono valutate in fase di redazione delle strategie. Per la Divisione Soilmec, che commercializza prodotti per le fondazioni, le opinioni, gli interessi e le tendenze che arrivano dal mercato sono fondamentali per orientare e impostare le strategie commerciali. Queste giungono tramite relazioni commerciali, feedback post-vendita e interlocuzioni tramite canali digitali.
Identificazione di impatti, rischi e opportunità legati ai consumatori e utilizzatori finali
Si evidenzia che gli impatti effettivi e potenziali derivanti dalle attività del Gruppo non riguardano consumatori o utilizzatori finali in senso tradizionale, bensì committenti, partner di progetto, operatori professionali e soggetti istituzionali che fruiscono delle opere di ingegneria realizzate da Trevi e, parallelamente, utilizzatori professionali delle attrezzature prodotte da Soilmec. Tali impatti derivano direttamente dalla strategia e dal modello aziendale del Gruppo, fondati da un lato sull’esecuzione di opere complesse nel settore delle fondazioni e dall’altro sulla progettazione e produzione di macchinari per l’ingegneria del terreno. La necessità di assicurare elevati standard di sicurezza, qualità tecnica e affidabilità accomuna le due realtà e orienta l’intero modello di business, guidando lo sviluppo delle competenze interne, della gestione del rischio e dell’innovazione.
La relazione tra rischi, opportunità e modello aziendale assume caratteristiche diverse a seconda dei soggetti coinvolti: per Trevi, eventuali impatti negativi legati a ritardi, difetti tecnici, interferenze operative o problematiche di cantiere possono incidere sulla soddisfazione dei committenti e sulla reputazione dell’impresa; per Soilmec, impatti connessi alle prestazioni, all’affidabilità o alla sicurezza delle attrezzature potrebbero influire sugli utilizzatori professionali e sulla continuità delle operazioni nei cantieri che impiegano le macchine del Gruppo. Allo stesso tempo, la capacità di garantire standard elevati e un approccio responsabile alla gestione degli impatti rappresenta un’importante opportunità strategica: per Trevi, rafforzando la fiducia dei committenti e la competitività nelle gare internazionali; per Soilmec, consolidando la posizione nel mercato globale delle attrezzature per fondazioni grazie alla qualità progettuale, ai servizi post-vendita e alla durabilità dei prodotti.
Per queste ragioni, la strategia del Gruppo integra sistematicamente le valutazioni sugli impatti effettivi e potenziali relativi ai soggetti che fruiscono sia delle opere realizzate sia dei macchinari prodotti, assicurando che le dipendenze operative come competenze tecniche, processi produttivi, tecnologie impiegate e capacità organizzativa siano gestite in modo da supportare un modello di business resiliente, trasparente e orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholder professionali coinvolti.
Il Gruppo ha sviluppato un processo di identificazione degli impatti sui consumatori e sugli utilizzatori finali basato sul monitoraggio delle interazioni tra i prodotti e i clienti, analizzando i reclami, i feedback ricevuti dai canali di assistenza e le tendenze del settore. Questo approccio consente di individuare sia impatti positivi, come la soddisfazione del cliente legata all’affidabilità dei prodotti e all’efficienza dei canali di assistenza, sia potenziali rischi, tra cui il rischio di accesso non autorizzato a dati sensibili dei consumatori. L'attenzione alla protezione dei dati guida la strategia del Gruppo Trevi, che adotta misure preventive per garantire la conformità alle normative sulla privacy e la protezione delle informazioni personali. Inoltre, il Gruppo si impegna a fornire strumenti efficaci per la gestione delle segnalazioni e dei reclami, contribuendo a rafforzare la
S2.
SBM-2, 8
S2.SBM-3, 9, 10, 11, 12
136
fiducia degli utilizzatori finali e migliorare la loro esperienza complessiva.
L’analisi ha incluso tutte le categorie di consumatori e utilizzatori finali che potrebbero subire impatti rilevanti derivanti dalle operazioni proprie e dalla catena del valore. La qualità e la trasparenza delle informazioni emergono come elementi fondamentali per garantire un utilizzo consapevole dei prodotti e servizi. Il monitoraggio costante dei feedback dei clienti consente di migliorare la gestione dei reclami e ottimizzare i processi di assistenza, con l’obiettivo di rendere l’esperienza dell’utente più fluida ed efficace.
Il Gruppo opera prevalentemente con committenti e utilizzatori professionali (operatori di cantiere, imprese di costruzione, noleggiatori e soggetti istituzionali) e non si rivolge a consumatori retail; pertanto, categorie quali minori, anziani, persone con disabilità in qualità di consumatori finali o utenti domestici non risultano coinvolte dal perimetro dei prodotti/servizi del Gruppo. Rientrano invece tra i destinatari potenziali alcune piccole e medie imprese dell’indotto, per le quali l’impresa adotta misure informative e di supporto tecnico proporzionate al livello di complessità d’uso delle attrezzature e dei servizi. Per la componente produttiva (Soilmec) l’attenzione è rivolta agli utilizzatori professionali delle macchine, per i quali sono previsti manuali, formazione e canali di assistenza dedicati; per la componente di ingegneria (Trevi) i destinatari sono i committenti e gli enti preposti che fruiscono delle opere realizzate, con presidi di qualità, sicurezza e dialogo tecnicooperativo. Questa specificazione chiarisce l’assenza di categorie di consumatori vulnerabili in senso “retail” e la presenza di utilizzatori professionali, assicurando coerenza con il modello di business e con le modalità di ingaggio e tutela previste lungo l’intero ciclo di vita dei progetti e dei prodotti.
Nel periodo di riferimento non sono stati identificati opportunità o rischi finanziari materiali legati ai consumatori o agli utilizzatori finali. Pur in assenza di elementi materiali, il Gruppo mantiene un sistema di monitoraggio volto a individuare eventuali criticità emergenti e garantire un presidio responsabile dei temi connessi alla sicurezza delle informazioni e alla qualità del supporto fornito agli utilizzatori professionali delle attrezzature Soilmec e ai committenti delle opere Trevi. In questo contesto, la protezione dei dati e l’efficienza dei canali di assistenza restano aree di attenzione ordinaria, presidiate tramite misure tecniche e organizzative consolidate, ma non configurano rischi o opportunità di rilievo ai fini della rendicontazione di materialità nell’esercizio attuale.
L’analisi degli impatti ha rilevato un potenziale impatto negativo rilevante per i consumatori e gli utilizzatori finali, rappresentato dal rischio di insoddisfazione derivante da difetti di prodotto, disservizi o non conformità agli standard qualitativi del Gruppo. Questo rischio interessa in misura maggiore gli utilizzatori professionali delle attrezzature Soilmec e i committenti dei progetti Trevi, per i quali eventuali problemi tecnici o operativi possono avere conseguenze più significative sulla continuità delle attività di cantiere o sull’avanzamento dei lavori.
Alla luce di tale esito, il Gruppo orienta i propri presidi gestionali verso il rafforzamento dei processi di controllo qualità, il miglioramento dei servizi di assistenza e l’ottimizzazione dei canali di comunicazione con gli utenti professionali, in modo da prevenire situazioni di non conformità e garantire un’esperienza affidabile e coerente con le aspettative dei clienti. Anche in assenza di ulteriori impatti materiali, la soddisfazione del cliente rimane un elemento centrale della strategia del Gruppo, sostenuta da un approccio proattivo al monitoraggio delle segnalazioni e al supporto tecnico, con l’obiettivo di consolidare un rapporto di fiducia duraturo con tutti i segmenti di clientela.
Impatti rischi e opportunità rilevanti
L'analisi degli IRO è stata condotta seguendo i criteri e gli approcci delineati nel paragrafo "Analisi di doppia rilevanza" all’interno del capitolo "Informazioni generali". Di seguito sono presentati gli IRO ritenuti significativi emersi dall’analisi; non sono emersi rischi o opportunità rilevanti.
Rispetto all’impatto identificato come materiale, i suoi effetti sul modello di business e strategia del gruppo sono di natura economica e reputazionale.
ESRS 2
SBM-3,
46, 47, 48
137
Rispetto alla Rendicontazione 2024, non è emerso come materiale il “Rischio di accesso a dati sensibili dei consumatori e utilizzatori finali”. L’ottenimento della certificazione ISO 27017 Data Protection (Cloud) ha infatti rafforzato in modo significativo il presidio dei sistemi informativi del Gruppo, garantendo standard avanzati di sicurezza, protezione dei dati e continuità operativa. L’implementazione di controlli più robusti e di architetture cyber-secure ha contribuito a ridurre in modo sostanziale la probabilità e la severità di potenziali incidenti informatici, comportando la riclassificazione del rischio al di sotto della soglia di materialità.
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Processi di coinvolgimento dei consumatori e utilizzatori finali
La Divisione Trevi adotta apposita procedura “Gestione delle iniziative Commerciali” dove vengono indicati i processi di individuazione e gestione di tutta la fase commerciale, che include anche il coinvolgimento dei consumatori e utilizzatori finali.
La Divisione Soilmec adotta invece differenti processi che coinvolgono la forza commerciale (area managers, filiali commerciali sul territorio, dealers) l’ufficio tecnico e il post-vendita.
Strumenti di dialogo e processi di gestione degli impatti legati ai consumatori e utilizzatori finali
Le Divisioni Trevi e Soilmec hanno differenti strumenti di dialogo e processi di gestione degli impatti, rischi o criticità connessi ai consumatori e utilizzatori finali.
Per la Divisione Soilmec, la forza commerciale mantiene un rapporto continuativo con il cliente attraverso contatti telefonici, visite presso il cliente, visite in azienda e partecipazione a fiere ed eventi di settore. Tali interazioni consentono di raccogliere feedback operativi e indicazioni di mercato utili all’aggiornamento tecnico dei prodotti. In specifici contesti normativi, in Francia, l’accesso delle attrezzature ai cantieri è subordinato alla certificazione rilasciata da enti terzi quali Apave. I report tecnici emessi dagli organismi certificatori, contenenti eventuali richieste di adeguamento, vengono analizzati dall’Ufficio Tecnico della Divisione e, ove ritenuto opportuno, le modifiche vengono estese all’intera gamma di prodotti, contribuendo al miglioramento continuo in termini di sicurezza e conformità.
Ulteriori momenti strutturati di confronto sono rappresentanti dai Dealer, durante i quali vengono organizzati gruppi di lavoro finalizzati all’analisi di criticità, punti di forza e suggerimenti provenienti dalla rete commerciale. Le evidenze raccolte sono formalizzate in verbali e condivise con la Direzione e con le funzioni tecniche competenti per eventuali azioni correttive o migliorative. Il servizio post-vendita raccoglie richieste e problematiche tramite i commissioning o gli interventi in cantiere; tali informazioni vengono poi registrati anche nel CRM aziendale e analizzate ai fini del miglioramento dei prodotti e dei servizi. Anche il sistema DMS (il servizio di monitoraggio delle macchine da remoto) prevede la possibilità per l’utilizzatore di inserire feedback tramite un campo note dedicato, le cui informazioni sono trasmesse al Service, al Software Manager ed al Business Specialist per le opportune valutazioni.
Per la Divisione Trevi, il coinvolgimento dei clienti è disciplinato dalla procedura “Gestione delle iniziative commerciali”, che regola le fasi di offerta, esecuzione e chiusura delle commesse, includendo momenti di confronto con il committente e raccolta di eventuali osservazioni operative.
Alla data di rendicontazione, pur essendo presenti strumenti operativi di dialogo e raccolta feedback, il Gruppo non dispone ancora di un framework formalizzato e sistematico di stakeholder engagement specificamente integrato nel sistema di reporting di sostenibilità per consumatori e
Sottotema / sotto-sottotemaIROOperazioni proprie / Catena del valoreOrizzonti temporaliDescrizione
Impatti legati alle informazioni per i consumatori e/o per gli utilizzatori finaliImpatto potenziale negativo Operazioni proprieBreve termineInsoddisfazione dei clienti e degli utenti finali derivante da difetti di prodotto, disservizi o prodotti non conformi agli standard di qualità del Gruppo
S4-2, 20
S4-3
138
utilizzatori finali. L’efficacia dei canali descritti è monitorata attraverso indicatori operativi quali tempi di risposta, gestione delle richieste, analisi delle segnalazioni e informazioni registrate nei sistemi gestionali interni; tuttavia, non è ancora stato implementato un sistema di monitoraggio ESG dedicato e strutturato per questo specifico stakeholder.
Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai consumatori e agli utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni
Il Gruppo dispone di processi strutturati, integrati nelle procedure commerciali delle Divisioni Trevi e Soilmec, per la gestione e la risoluzione delle problematiche sollevate da clienti e utilizzatori professionali dei prodotti o dei servizi. Tali processi consentono di prendere in carico eventuali impatti negativi connessi alle attività aziendali e di cooperare al loro rimedio attraverso i presidi operativi competenti.
Le segnalazioni e le preoccupazioni da parte di clienti e utilizzatori finali possono essere espresse attraverso i canali commerciali ordinari, che rappresentano i meccanismi primari del Gruppo per ricevere e gestire reclami e richieste: la rete dei Sales Manager e del Business Development, i referenti tecnici di progetto, il servizio postvendita e ricambi Soilmec e i contatti diretti con i Project Manager per le opere Trevi. Questi canali sono ampiamente utilizzati dalle due divisioni e forniscono modalità formali per la comunicazione, la presa in carico e la risoluzione delle istanze.
Quando viene sollevata una problematica, ad esempio difetti di prodotto, disservizi, tempi di consegna, esigenze tecniche o richieste di chiarimenti, la segnalazione viene registrata nei sistemi interni, analizzata dalle funzioni responsabili e gestita attraverso misure correttive proporzionate, che possono includere interventi tecnici, verifiche di conformità, azioni di assistenza postvendita o aggiornamenti contrattuali. L’efficacia del rimedio è valutata tramite indicatori quali tempi di risposta, tempi di risoluzione, tipologie di richieste, tassi di ricorrenza e contenuti dei questionari di soddisfazione cliente (Soilmec), permettendo un riesame periodico dei processi e un miglioramento continuo.
Il Gruppo mette inoltre a disposizione canali specifici previsti dalle procedure interne: nel caso di Soilmec, il servizio commerciale, il postvendita e l’unità ricambi gestiscono formalmente richieste e reclami, con tracciamento digitale e reporting periodico. Per Trevi, il dialogo con i committenti e gli enti preposti si basa sui referenti di progetto, sui flussi contrattuali e sulla gestione documentata tramite software CRM e rapporti istituzionali. Non sono attualmente previsti meccanismi terzi o piattaforme ADR esterne, e l’impresa non richiede ai propri partner commerciali l’adozione di canali dedicati.
Il Gruppo verifica nel corso delle interazioni commerciali, degli incontri tecnici e dei processi postvendita che i clienti e gli utilizzatori finali siano adeguatamente informati dell’esistenza dei canali disponibili e della loro funzionalità. La fiducia e la percezione di efficacia vengono monitorate attraverso la qualità dei feedback ricevuti, gli indicatori operativi e, in particolare per Soilmec, tramite i questionari di soddisfazione cliente distribuiti in occasione di fiere, visite in sede e iniziative commerciali. Tali strumenti consentono di valutare il livello di consapevolezza dei clienti rispetto ai canali di comunicazione e di raccogliere indicazioni utili per migliorarne accessibilità e trasparenza.
Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali
Il Gruppo è impegnato a garantire elevati standard di qualità, sicurezza e trasparenza nei rapporti con i propri consumatori e utilizzatori finali, adottando un approccio responsabile in linea con i principi etici e normativi. Tale impegno è formalizzato nel Codice Etico, che stabilisce i principi di correttezza e affidabilità nella gestione delle relazioni con i clienti, assicurando che i prodotti e i servizi forniti rispettino elevati standard di sicurezza e conformità.
La responsabilità ultima dell’attuazione delle politiche relative ai consumatori e utilizzatori finali è attribuita al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del top management e delle funzioni competenti (in particolare Commerciale, Tecnica, IT e Compliance) per l’implementazione operativa e il monitoraggio.
Le politiche aziendali si applicano alle operazioni proprie e, ove pertinente, si estendono alla catena del valore attraverso requisiti contrattuali e codici di condotta rivolti a partner, dealer e fornitori.
L’attenzione del Gruppo verso i consumatori si articola in modo differenziato tra le sue principali
MDR-P 65
S4-1, 13, 14, 15, 16, 17
139
aree di attività.
I clienti di Trevi comprendono principalmente committenti pubblici e privati nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture, per i quali il Gruppo assicura l’esecuzione di opere ingegneristiche nel rispetto delle normative tecniche e ambientali applicabili. La gestione degli impatti è garantita attraverso il rispetto degli standard internazionali di sicurezza e la collaborazione con i clienti per minimizzare i rischi operativi, adottando soluzioni innovative e sostenibili.
Per quanto riguarda Soilmec, che opera nella produzione di attrezzature per la perforazione, i clienti sono principalmente imprese di costruzione, operatori specializzati e contractor del settore geotecnico. Per garantire l’uso sicuro ed efficiente delle proprie attrezzature, Soilmec prevede programmi di formazione tecnica post-vendita (anche con l’uso del simulatore), assistenza diretta e aggiornamenti tecnologici, offrendo supporto continuo per migliorare l’efficacia operativa dei propri prodotti. La Divisione raccoglie periodicamente feedback dai clienti per ottimizzare il design e la funzionalità delle macchine, rispondendo alle esigenze del settore e migliorando le prestazioni e la sicurezza delle attrezzature
Sebbene il Gruppo non disponga di una politica specifica dedicata al coinvolgimento diretto dei consumatori o alla gestione di impatti e rischi a loro connessi, le politiche aziendali garantiscono un approccio fondato sulla responsabilità sociale e sulla qualità, assicurando trasparenza, affidabilità e un costante miglioramento dell’offerta di prodotti e servizi.
Obiettivi legati ai consumatori e utilizzatori finali
Alla data di rendicontazione, il Gruppo non ha definito obiettivi specifici in relazione agli utilizzatori finali nell’ambito del reporting di sostenibilità.
Tale scelta è coerente con il modello operativo del Gruppo, che opera prevalentemente in ambito B2B nel settore delle costruzioni specialistiche e dell’ingegneria del sottosuolo, dove la gestione del rapporto diretto con gli utilizzatori finali e la valutazione degli impatti sui destinatari finali delle opere sono generalmente coordinate dai committenti e dei general contractor.
L’assenza di target ESG formalizzati è inoltre connessa alla natura progettuale delle attività e alla limitata interazione diretta con il consumatore finale nell’ambito delle operazioni proprie
Pur in assenza di obiettivi misurabili specifici, il Gruppo monitora l’efficacia delle proprie politiche e dei processi attraverso indicatori operativi quali, qualità e conformità dei prodotti e dei servizi, gestione e tracciamento dei reclami, performance post-vendita e sicurezza informatica e protezione dei dati
Tali elementi sono oggetto di monitoraggio nell’ambito dei sistemi di gestione della qualità, dei processi di controllo interno e delle attività di compliance. Il Gruppo si riserva di valutare in futuro l’introduzione di indicatori più strutturati qualora emergano nuove esigenze normative, di mercato o di stakeholder
Azioni adottate in relazione ai consumatori e utilizzatori finali
Alla data di rendicontazione non è stato adottato un piano strutturato e formalizzato di azioni ESG specificamente dedicate ai consumatori e agli utilizzatori finali nell’ambito del reporting di sostenibilità.
L’assenza di un piano autonomo è principalmente legata alla natura B2B del modello di business del Gruppo, che opera prevalentemente come fornitore di soluzioni ingegneristiche per grandi progetti infrastrutturali e come produttore di attrezzature per operatori professionali. In tale contesto, la gestione diretta delle relazioni con gli utilizzatori finali delle opere realizzate ricade principalmente sui committenti e sui general contractor.
Le attività attualmente in essere, quali sistemi di gestione della qualità, presidi di sicurezza dei prodotti, formazione tecnica post-vendita, monitoraggio dei reclami, survey di soddisfazione cliente e misure di sicurezza informatica, sono integrate nei processi operativi ordinari e nei sistemi di controllo interno.
In particolare:
MDR-T, 81
MDR-A, 62
140
la Divisione Soilmec ha introdotto nel 2024 una survey di “Soddisfazione Cliente”, i cui dati sono raccolti lungo l’anno e utilizzati per analisi interne e per momenti di confronto con il mercato;
sono stati strutturati report di visita cliente che consentono di tracciare e analizzare in modo sistematico i feedback raccolti durante incontri commerciali e attività post-vendita;
i feedback raccolti tramite CRM, DMS e canali di assistenza vengono analizzati dalle funzioni competenti per individuare eventuali criticità e definire azioni correttive.
Pur applicando rigorosi standard di qualità, sicurezza e conformità normativa lungo l’intero ciclo di progettazione, produzione e assistenza, il Gruppo non dispone ancora di un sistema strutturato specificamente orientato alla valutazione e mitigazione degli eventuali impatti indiretti sugli utilizzatori finali delle opere realizzate.
Il Gruppo monitora costantemente l’evoluzione normativa e le dinamiche di mercato, riservandosi di valutare nel tempo l’opportunità di rafforzare ulteriormente l’integrazione di tali aspetti nel proprio framework di sostenibilità.
Nessuna spesa operativa o in conto capitale significativa è stata allocata a queste azioni nel 2025; le risorse destinate a tali iniziative sono incluse nei budget operativi e nei piani di investimento ordinari del Gruppo.
141
ESRS G1 – CONDOTTA DELLE IMPRESE
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
Individuazione di impatti, rischi e opportunità legati alla condotta d’impresa
Il Gruppo ha condotto un'analisi delle proprie attività aziendali per identificare impatti, rischi e opportunità rilevanti in relazione alla cultura d’impresa, con particolare enfasi sulla gestione delle relazioni con i fornitori, la prevenzione della corruzione, la protezione degli informatori e la promozione dei valori etici all’interno dell’organizzazione. Tale analisi ha preso in considerazione sia gli impatti effettivi e potenziali che i rischi, estendendo la valutazione, seppur in misura minore, anche alla catena del valore, sia a monte che a valle. Per tale scopo, sono stati impiegati metodi sia quantitativi che qualitativi, monitorando in particolare il rischio di disallineamento tra i valori dichiarati e le pratiche attuate, nonché le opportunità di migliorare la fiducia degli stakeholder attraverso una condotta etica.
La valutazione dei rischi in materia di condotta d’impresa, inclusi i rischi di corruzione attiva e passiva, è condotta attraverso un processo strutturato di risk assessment, aggiornato periodicamente e coordinato dalle funzioni di Compliance e Internal Audit, con il coinvolgimento del top management. Tale analisi tiene conto dei Paesi di operatività, della tipologia di attività svolta, del ricorso a intermediari e partner commerciali e delle caratteristiche della catena del valore.
In relazione alla cultura d’impresa, il Gruppo ha condotto un’analisi approfondita delle proprie attività aziendali per identificare impatti, rischi ed opportunità rilevanti. Tale l’analisi, che ha incluso la gestione delle relazioni con i fornitori e la prevenzione alla corruzione, ha evidenziato potenziali impatti negativi derivanti da comportamenti anticoncorrenziali e da pratiche monopolistiche che violano le normative antitrust, rischiando di compromettere la reputazione e la competitività del Gruppo. Tuttavia, la governance etica e la promozione dei valori aziendali hanno avuto un impatto positivo, migliorando la fiducia degli stakeholder e consolidando la reputazione del Gruppo.
Per identificare gli impatti, i rischi e le opportunità, il Gruppo ha tenuto in considerazione una serie di fattori chiave. In primo luogo, sono state analizzate le diverse ubicazioni delle operazioni aziendali, inclusi i siti produttivi, i centri di distribuzione e i mercati di vendita, valutando i rischi specifici legati a ciascun contesto, come le normative locali, le condizioni ambientali e le dinamiche socioeconomiche. In seguito, è stata esaminata l’intera gamma delle attività operative, dalla produzione alla distribuzione, fino alla vendita e al servizio post-vendita, con particolare attenzione a rischi e opportunità legati ad ogni fase del ciclo di vita del prodotto, all’efficienza operativa, alla qualità del prodotto e alla sicurezza dei lavoratori. È stata inoltre condotta un’analisi del settore di riferimento, considerando le tendenze di mercato, le aspettative dei consumatori e le normative di settore, oltre ai rischi competitivi, le opportunità di innovazione e le necessità di conformità normativa. Infine, è stata esaminata la struttura delle operazioni aziendali, concentrandosi sui rapporti con fornitori, distributori e partner commerciali, per valutare i rischi legati alla catena di fornitura, la sostenibilità delle pratiche commerciali e la resilienza operativa.
Il Consiglio di Amministrazione approva l’analisi di doppia rilevanza, supervisiona l’integrazione dei temi di sostenibilità nella strategia aziendale, è responsabile della corretta gestione dell’impresa e della conformità alle normative e alle politiche adottate dal Gruppo in materia di condotta aziendale. Per maggiori informazioni rispetto al ruolo degli organi di direzione e controllo e alle competenze di tali organi si rimanda al capitolo Governance del presente documento.
Impatti rischi e opportunità rilevanti
L'analisi degli IRO è stata condotta seguendo i criteri e gli approcci delineati nel paragrafo "Analisi di doppia rilevanza" all’interno del capitolo "Informazioni generali".
Di seguito sono presentati gli IRO ritenuti significativi emersi dall’analisi.
Gli effetti degli IRO su modello di business, catena del valore, strategia sono elementi di input per il Piano Strategico ESG 2026-2029, documento di definizione delle priorità strategiche in materia
ESRS 2 SBM-3, 46, 47, 48
G1.IRO-1,6
142
di sostenibilità.
Con riferimento agli impatti, rischi e opportunità rilevanti individuati in relazione alla condotta d’impresa, il Gruppo ha valutato anche i relativi effetti finanziari attuali e attesi. Alla data di rendicontazione non sono stati rilevati impatti economico-finanziari materiali direttamente attribuibili ai rischi identificati in ambito anticorruzione, governance, tutela degli informatori o gestione dei fornitori. Eventuali costi connessi alle attività di compliance, formazione, certificazione (es. ISO 37001), audit e monitoraggio rientrano nella normale operatività aziendale e nei processi di pianificazione e controllo interno.
Rispetto alla Rendicontazione 2024, non sono risultati materiali i seguenti rischi:
-Mancata o inefficiente attuazione del Piano Strategico ESG;
-Rischio di non conformità alla CSRD;
-Rischio di non conformità ai requisiti degli stakeholders e mancanza di una chiara strategia e di obiettivi ESG;
-Incapacità di supervisionare la performance di sostenibilità dei fornitori del Gruppo;
-Rischi nella selezione dei fornitori;
-Difficoltà nella selezione di fornitori che soddisfino sia gli standard ESG che quelli tecnico-economici;
Sottotema / sotto-sottotemaIROOperazioni proprie / Catena del valoreOrizzonti temporaliDescrizione
Cultura d'impresaImpatto Potenziale NegativoOperazioni Proprie Breve termineComportamenti anticoncorrenziali, antitrust e pratiche monopolistiche possono avere un impatto negativo sulle relazioni con fornitori, clienti e partner commerciali.
Impatto Attuale Positivo Operazioni ProprieBreve termineEfficacia della governance nella diffusione di valori e principi etici aziendali, con impatti positivi in termini di aumento della fiducia di stakeholder interni ed esterni
Protezione degli informatoriImpatto Potenziale NegativoOperazioni ProprieBreve termineLa presenza di comportamenti non etici, abusi o pratiche scorrette da parte di dipendenti o partner commerciali può generare impatti negativi sugli stakeholder, inclusi violazioni dei diritti, corruzione, discriminazioni o danni reputazionali agli stakeholder coinvolti.
Gestione dei rapporti con i fornitori, comprese le prassi di pagamentoImpatto Potenziale NegativoOperazioni Proprie / Catena del valore a monteBreve termineRitardi nei pagamenti, squilibri contrattuali o pratiche commerciali non eque possono generare impatti negativi sui fornitori, compromettendo la loro stabilità finanziaria, la capacità di pianificare investimenti e il benessere dei lavoratori impiegati lungo la catena di fornitura.
OpportunitàOperazioni ProprieMedio termineL’impresa può cogliere nuove opportunità attraverso attività di scouting di fornitori innovativi, capaci di offrire soluzioni più sostenibili, materiali a minore impatto e tecnologie avanzate
Corruzione attiva e passivaImpatto Potenziale NegativoOperazioni Proprie Breve termineL’operatività del Gruppo può comportare rischi di corruzione, concussione e pratiche anticoncorrenziali, con potenziali impatti negativi sugli stakeholder, sull’equità del mercato e sulla fiducia nelle relazioni commerciali. La presenza di terze parti e fornitori in contesti a diverso livello di tutela legale aumenta la probabilità che comportamenti illeciti o non etici si verifichino lungo la catena del valore.
143
-Mancanza di procedure o mancata applicazione delle procedure presenti;
-Mancanza di un controllo adeguato sugli acquisti della Divisione (IT).
I rischi legati all’attuazione del Piano Strategico ESG, alla conformità alla CSRD e alla mancata rispondenza alle aspettative ESG degli stakeholder risultano attenuati grazie al complessivo alleggerimento del quadro regolatorio europeo, con specifico riferimento alla revisione della CSDDD, la cui applicazione non riguarda più il Gruppo e che riduce di conseguenza anche la pressione normativa indiretta sugli aspetti di governance ESG. Tale mutato contesto, unito al consolidamento interno dei processi di pianificazione e rendicontazione della sostenibilità, abbassa in maniera significativa l’esposizione a questi rischi. Analogamente, i rischi relativi alla supervisione, alla selezione e alla qualificazione dei fornitori non risultano materiali poiché il Gruppo opera oggi con una supply chain diversificata, stabile e ampiamente consolidata, elemento che riduce la probabilità che eventuali non conformità possano generare impatti rilevanti a livello strategico o operativo. Infine, i rischi legati alla mancanza o alla mancata applicazione di procedure interne e quelli riguardanti il controllo sugli acquisti della Divisione IT non presentano connessioni dirette con gli impatti, i rischi e le opportunità di sostenibilità previsti dagli standard ESRS: si tratta infatti di aspetti afferenti alla gestione dei processi interni e non alla dimensione ESG, e per questo non sono stati classificati come materiali nel perimetro della presente rendicontazione.
Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese
Il Gruppo promuove una cultura aziendale improntata su integrità, trasparenza e responsabilità, garantendo un ambiente di lavoro conforme ai più elevati standard etici e normativi. Tali principi sono sanciti nel Codice Etico, che stabilisce le linee guida fondamentali per la condotta di dipendenti, collaboratori e stakeholder, e nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo 231 (MOGC 231), volto a prevenire comportamenti illeciti e a rafforzare il sistema di governance aziendale.
Il Gruppo ha implementato un sistema di Whistleblowing per la segnalazione di illeciti, in linea con la Direttiva (UE) 2019/1937, garantendo protezione ai segnalanti e anonimato per evitare ritorsioni. Le segnalazioni possono essere effettuate tramite una piattaforma online dedicata o in modalità cartacea. Il Gruppo adotta inoltre una specifica Policy sul Whistleblowing, che disciplina in modo formale le tutele riconosciute ai segnalanti e vieta espressamente qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione o trattamento sfavorevole, costituendo così un meccanismo strutturato di protezione per i whistleblowers. Un organismo nominato ad hoc (Team Whistleblowing) valuta in maniera indipendente tutte le segnalazioni ricevute e avvia indagini interne per verificarne la fondatezza.
Alla data di rendicontazione, il Gruppo monitora il numero di segnalazioni ricevute, lo stato di avanzamento delle verifiche e gli eventuali esiti delle indagini interne. Nel periodo di riferimento non sono emerse violazioni materiali delle politiche in materia di anticorruzione o condotta d’impresa.
In materia di prevenzione della corruzione, il Gruppo ha completato un percorso di certificazione del Sistema di Gestione Anticorruzione conforme allo standard ISO 37001:2016, volto a monitorare e mitigare i rischi di corruzione attiva e passiva e ha approvato in data 17 luglio 2025 la Politica per la Prevenzione della Corruzione. Tale certificazione è stata ottenuta nel 2024 da Trevi S.p.A. e nel 2025 da Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. Pertanto, il Gruppo Trevi vieta qualsiasi comportamento non conforme alla Politica ed ai principi del Codice Etico e favorisce la crescita ed il consolidamento di una cultura basata sull’integrità e la lealtà.
Il Gruppo garantisce formazione periodica su etica e compliance per tutti i dipendenti, con particolare attenzione alle funzioni aziendali maggiormente esposte a rischi di corruzione e conflitti di interesse. Tali funzioni sono: “Approvvigionamento”, “HR”, “Commerciale”, “Gestione Sponsorizzazioni, Omaggi e Liberalità”. La formazione è erogata a tutti i dipendenti all’assunzione e rinnovata ogni 3aa. Il livello di approfondimento è commisurato al ruolo ed al rischio rispettivo. In aggiunta a queste attività, sono promosse con cadenza periodica (2/3 volte all’anno) campagne informative sui principi di etica e compliance.
L’adesione ai principi di integrità e legalità viene costantemente monitorata attraverso audit interni e attività di sensibilizzazione.
La responsabilità ultima dell’attuazione delle politiche in materia di condotta d’impresa è attribuita al Consiglio di Amministrazione, che esercita funzioni di indirizzo e supervisione strategica, con
G1-1, 7, 8, 9, 10, 11
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il supporto dell’Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001 e della Funzione di Conformità Anticorruzione per il presidio operativo e il monitoraggio dei rischi.L’efficacia delle politiche e delle procedure è oggetto di monitoraggio periodico attraverso audit interni, controlli di compliance e reporting al top management.
L’approccio del Gruppo Trevi alla cultura aziendale si traduce in un impegno costante per la trasparenza e l’etica negli affari, favorendo un ambiente di lavoro sicuro, inclusivo e conforme agli standard internazionali.
Poiché il Gruppo non svolge attività che comportano l’utilizzo, la gestione o il trattamento di animali, le politiche sul benessere animale non risultano applicabili al perimetro operativo del Gruppo; si dichiara pertanto espressamente la nonmaterialità di questo tema rispetto alle attività aziendali.
Gestione dei rapporti con i fornitori
Il Gruppo considera i fornitori una componente essenziale del proprio modello di business e adotta un approccio basato su responsabilità, trasparenza e sostenibilità per la gestione della catena di approvvigionamento. Il processo di selezione e qualifica dei fornitori è guidato da criteri oggettivi che valutano la qualità, l’affidabilità etica, la sicurezza, la tutela dell’ambiente e il rispetto dei diritti umani.
Per garantire il rispetto di questi principi, il Gruppo adotta il Codice di Condotta Fornitori, che stabilisce standard chiari in materia di governance, lotta alla corruzione, tutela dei diritti umani e sostenibilità ambientale. Il Codice è vincolante per tutti i fornitori, che devono impegnarsi formalmente a rispettarlo e a promuoverne l’applicazione anche all'interno della propria catena di fornitura. Il Gruppo monitora periodicamente l’adesione dei fornitori al Codice Etico e integra, ove applicabile, criteri ESG nei processi di qualifica e valutazione. Le verifiche possono includere audit documentali e richieste di informazioni aggiuntive nei casi ritenuti a maggiore rischio.
Il Gruppo monitora costantemente la qualità dei servizi e delle forniture, attivando audit e verifiche per garantire il mantenimento degli standard di qualifica nel tempo. Qualora emergano criticità, vengono richieste azioni correttive ai fornitori. In caso di inadempienza grave o sistematica, Trevi si riserva il diritto di limitare o interrompere il rapporto di collaborazione.
Il Gruppo adotta misure per garantire la correttezza nei pagamenti, con particolare attenzione alle PMI. Sebbene non siano riportate politiche specifiche sui tempi di pagamento, il Gruppo si impegna a mantenere rapporti commerciali equi e responsabili con i propri fornitori, basandosi su principi di trasparenza e pariteticità delle condizioni.
Trevi integra criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) nel processo di selezione dei fornitori. Oltre agli aspetti economici e di qualità, vengono valutati il rispetto dei diritti umani, la sicurezza sul lavoro e l’impatto ambientale. Il Gruppo privilegia fornitori che adottano pratiche sostenibili e incoraggia l'uso di materiali riciclati e a basso impatto ambientale
Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva
Il Gruppo ha adottato un approccio strutturato e sistematico per prevenire e contrastare la corruzione attiva e passiva, in conformità con il proprio Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001, il Codice Etico, la Politica per la Prevenzione per la Corruzione e le normative internazionali di riferimento. Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. e Trevi S.p.A. hanno implementato un Sistema di Gestione per la prevenzione della corruzione conforme alla norma ISO 37001:2016, garantendo la conformità ai più elevati standard di integrità e trasparenza.
Le misure adottate comprendono l’implementazione di procedure rigorose per identificare, prevenire e gestire i rischi di corruzione, inclusa una verifica accurata dei partner commerciali e delle terze parti attraverso attività di Due Diligence. All’interno del Gruppo è stata istituita una Funzione di Conformità per la Prevenzione della Corruzione, dotata di piena indipendenza e autorità per monitorare e garantire l’efficacia del sistema di gestione delle società certificate e di tutte le restanti società del Gruppo, alle quali si applicano i principi anticorruzione aziendali. La condivisione dei risultati delle attività della Funzione di Conformità per la Prevenzione della Corruzione agli organi di amministrazione, direzione e controllo, è effettuata attraverso il Riesame
G1-2, 12,13,15
G1-3, 16,17,18,20,21
G1-2, 14
G1-2, 15
145
della Direzione annuale.
Per rafforzare la cultura dell’etica aziendale, tutti i dipendenti e i membri degli organi di amministrazione e controllo partecipano a programmi di formazione dedicati, volti ad accrescere la consapevolezza sulle normative e sui rischi associati alla corruzione. Il sistema di formazione include moduli specifici per le funzioni aziendali maggiormente esposte, assicurando che le competenze acquisite siano adeguate al livello di responsabilità di ciascun ruolo.
I programmi formativi in materia di anticorruzione sono erogati con cadenza periodica e sono destinati, con diverso livello di approfondimento, ai dipendenti, ai dirigenti e ai membri degli organi di amministrazione e controllo. Il Gruppo assicura che la formazione sia effettuata da tutto il personale, in particolar modo il personale che ricopre ruoli “a rischio”, ed aggiorna i contenuti dei percorsi formativi in funzione dell’evoluzione normativa e del profilo di rischio delle diverse aree aziendali
Il Gruppo ha inoltre attivato un sistema di Whistleblowing, che consente a dipendenti e stakeholder di segnalare, in modo sicuro e riservato, eventuali violazioni delle politiche anticorruzione, garantendo protezione da ritorsioni
Tale approccio strutturato contribuisce a ridurre il rischio reputazionale, migliorare la trasparenza nelle operazioni aziendali e rafforzare la fiducia degli stakeholder, assicurando che la conduzione degli affari avvenga nel rispetto della legalità e dei principi di buona governance.
Metriche
Casi accertati di corruzione attiva o passiva
Nel periodo di riferimento, il Gruppo non ha rilevato casi di corruzione attiva o passiva. Il Gruppo persegue una politica di tolleranza zero verso qualsiasi forma di illecito, rafforzata da rigide misure di compliance e controlli interni. Promuove una cultura aziendale improntata su etica e integrità, supportata da programmi di formazione e sensibilizzazione destinati a dipendenti e stakeholder. L’assenza di procedimenti o sanzioni relative a episodi di corruzione testimonia l’efficacia del modello di governance e delle misure adottate per proteggere l’etica aziendale.
20242025
Numero di condanne per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva--
Importo delle ammende per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva--
Prassi di pagamento
Il Gruppo monitora regolarmente il rispetto dei termini di pagamento per garantire la stabilità della catena di fornitura e preservare relazioni commerciali sostenibili. Di seguito sono riportate le metriche relative alle prassi di pagamento, che includono il numero medio di giorni necessari per effettuare il pagamento delle fatture pagate nell’anno fiscale di riferimento, calcolato a partire dalla data di emissione della fattura alla data di pagamento della stessa, e ponderato per il valore della fattura, e la percentuale di pagamenti effettuati entro i termini concordati. Nel 2025, il Gruppo non ha registrato procedimenti giudiziari derivanti da ritardi nei pagamenti ai fornitori.
Il Gruppo non adotta termini standard di pagamento differenziati per categoria di fornitori principali. Le condizioni di pagamento vengono infatti definite caso per caso, sulla base della natura della fornitura, delle caratteristiche tecniche dei beni e servizi e degli accordi negoziali stipulati con ciascun fornitore. Tale approccio riflette la varietà delle tipologie di acquisto e la necessità di garantire flessibilità gestionale lungo la catena di fornitura.
Le prassi di pagamento sono monitorate in coerenza con le normative locali applicabili in ciascun Paese di operatività. Le eventuali differenze nei tempi medi di pagamento riflettono le specificità contrattuali e normative dei diversi contesti geografici.
G1-4, 24, 25
G1-6, 31, 32, 33
146
20242025
Giorni medi per il pagamento87.9178.85
% di pagamenti allineati ai termini33%27%
La metodologia di calcolo dell’indicatore è stata aggiornata nel 2025 ponderando il calcolo per il valore delle fatture. Al fine di garantire la comparabilità, i dati relativi all'anno 2024 riportati nella Rendicontazione di Sostenibilità al 31 dicembre 2024 (indicati tra parentesi nella tabella), sono stati rideterminati. Si segnala che il dato sopra riportato si basa su un campionamento che comprende tutte le fatture pagate dalle società del Gruppo che utilizzano un sistema gestionale informativo omogeneo. Esse incidono nel 2025 per circa il 95% dei ricavi di Gruppo.
147
Informazioni aggiuntive
Composizione del capitale azionario
Il capitale sociale di TREVI Finanziaria Industriale S.p.A. alla data del 31 dicembre 2025 ammonta a Euro 123.053.514,60, interamente sottoscritto e versato, ed è composto da n. 312.277.292 azioni ordinarie senza valore nominale.
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:
CDPE Investimenti S.p.A., società controllata da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., che detiene una quota pari al 21,276% del capitale sociale;
Polaris Capital Management LLC, che detiene una quota pari al 9,9906% del capitale sociale anche nella sua qualità di Registered Investment Advisor ai sensi dell’US Investment Advisers Act del 1940, per conto dei propri investitori;
Praude Asset Management che detiene una quota pari al 5,104% del capitale sociale
Sono detenute da azionisti indistinti, con partecipazioni inferiori al 5%, azioni ordinarie pari a circa il 63,7% del capitale sociale;
Azioni proprie o azioni e quote di società controllanti
La Società, alla data del 31 dicembre 2025 e alla data di redazione della presente Relazione, detiene n. 20 azioni proprie, rappresentative dello 0,00001% del capitale sociale della Società medesima.
Internal Dealing
Nel corso dell’anno 2025 la Società non ha ricevuto comunicazioni relative ad operazioni sulla partecipazione azionaria da parte di soggetti rilevanti.
Procedura operazioni con parti correlate
Il Consiglio di Amministrazione del 30 giugno 2021 ha aggiornato, con il parere favorevole del Comitato Parti Correlate, la procedura parti correlate precedentemente approvata nel Consiglio di Amministrazione del 30 maggio 2018, in attuazione di quanto previsto dall’art. 2391 bis c.c., dal Regolamento Operazioni con parti correlate adottato da CONSOB con delibera n. 17221 del 12/03/2010, come successivamente modificato e precisato con successive Comunicazioni della CONSOB.
La procedura operazioni con parti correlate approvata dalla Società è disponibile sul sito internet http://www.trevifin.com.
Ai sensi del regolamento Consob 11971 del 14 maggio 1999, al 31 dicembre 2025 non risultano esserci partecipazioni detenute personalmente da Amministratori e dai Sindaci effettivi e supplenti, nella Società e nelle società controllate.
Il dettaglio delle operazioni con parti correlate è fornito nelle note esplicative del bilancio consolidato a cui si rimanda.
148
Attività di direzione e coordinamento di società
Riguardo all’informativa societaria, ex art. 2497 del Cod. Civ., relativa all’attività di direzione e coordinamento eventualmente svolta da società controllanti, si riporta che al 31 dicembre 2025 e alla data della presente Relazione, la Società non ha effettuato alcuna dichiarazione in merito in quanto non risulta che alcuno degli azionisti eserciti alcuna attività di direzione e coordinamento né detenga alcuna partecipazione di controllo.
La Società, alla data di redazione della presente Relazione, è capogruppo del Gruppo Trevi (ed in quanto tale redige il bilancio consolidato di Gruppo) ed esercita, ai sensi dell’art. 2497 del c.c., l’attività di direzione e coordinamento dell’attività delle società direttamente controllate:
Trevi S.p.A., partecipata direttamente al 99,78%;
Soilmec S.p.A., partecipata direttamente al 99,92%.
149
Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura al 31 dicembre 2025
Nel corso dei primi due mesi dell’anno 2026 il Gruppo ha acquisito ordini per circa 157 milioni di euro, rispetto ai 110 milioni di euro acquisiti nel medesimo periodo del 2025.
In particolare, la Divisione Trevi ha acquisito ordini per circa 137 milioni (94 milioni nel 2025), mentre la Divisione Soilmec ha acquisito ordini per circa 24 milioni di euro (21 milioni nel primo bimestre 2025).
Il portafoglio ordini al 28 febbraio 2026 è risultato pari a 837 milioni di euro, rispetto a 748 milioni di euro di dicembre 2025.
Fra i progetti di maggior rilievo acquisiti tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 si segnalano:
il progetto di Manhattan Jail a New York
il progetto Washington Bridge
il progetto Taziz Salt negli Emirati Arabi Uniti
i progetti South Commuter Railway CPS-07 e SEMME nelle Filippine.
Con riferimento ai potenziali impatti derivanti dalla situazione di crisi che, a partire dalla fine del mese di febbraio 2026, ha interessato l’area Medio Orientale, si rimanda a quanto precedentemente commentato nella sezione relativa alla “Gestione dei rischi d’impresa”.
Destinazione del Risultato di Esercizio di Trevi Finanziaria Industriale SpA
La perdita conseguita nell’esercizio 2025 di TREVI Finanziaria Industriale S.p.A. è risultata essere pari a Euro 16.932 migliaia; si propone all’Assemblea dei Soci di riportare a nuovo la perdita dell’esercizio appena concluso.
150
Evoluzione prevedibile della gestione
Con riferimento all’esercizio 2026, l’evoluzione del mix geografico e l’avvio di nuove commesse strategiche molte delle quali entreranno nella fase operativa nella seconda parte dell’anno, contribuendo in maniera più rilevante negli esercizi successivi — consentono alla Società di prevedere:
Ricavi compresi tra 640 e 670 milioni di euro;
EBITDA ricorrente compreso tra 70 e 80 milioni di euro;
Posizione finanziaria netta attesa tra 90 e 100 milioni di euro, post Manovra Finanziaria.
Si evidenzia, tuttavia, che le previsioni del Gruppo potrebbero essere influenzate da fattori esogeni non prevedibili e non rientranti nella sfera di controllo del management, che potrebbero modificare i risultati delle previsioni, come più ampiamente commentato in precedenza nella sezione relativa ai rischi di impresa.
Cesena, 29 marzo 2026
Per il Consiglio di Amministrazione
Il Presidente
Giuseppe Caselli
151
BILANCIO CONSOLIDATO DELL’ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2025
Prospetti contabili consolidati
Situazione patrimoniale finanziaria consolidata
(in migliaia di euro)
ATTIVITÀ
Note
31/12/2025
31/12/2024
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari
Terreni e fabbricati
26.773
29.850
Impianti e macchinari
97.643
108.159
Attrezzature Industriali e commerciali
19.850
22.806
Altri beni
6.597
6.391
Immobilizzazioni in corso e acconti
7.117
7.199
Totale immobili, impianti e macchinari
(1)
157.980
174.405
Immobilizzazioni immateriali e avviamento
Costi di sviluppo
10.629
8.469
Diritti di brevetto industriale e utilizzo opere dell'ingegno
7
23
Concessioni, licenze e marchi
3.830
5.486
Avviamento
0
0
Immobilizzazioni in corso e acconti
1.397
2.229
Altre immobilizzazioni immateriali
16
18
Totale immobilizzazioni immateriali e avviamento
(2)
15.879
16.225
Partecipazioni
(3)
467
440
- Partecipazioni in imprese collegate e a controllo congiunto valutate con il metodo del patrimonio netto
0
0
- Altre partecipazioni
467
440
Attività fiscali per imposte anticipate
(4)
29.781
26.099
Strumenti finanziari derivati non correnti
(5)
0
0
Altri crediti finanziari non correnti
(6)
2.877
4.329
- Di cui con parti correlate
(35)
0
0
Crediti commerciali ed altre attività non correnti
(7)
0
0
Totale Attività non correnti
206.984
221.498
Attività destinate alla dismissione
0
0
Attività correnti
Rimanenze
(8)
101.578
122.822
Crediti commerciali e altre attività correnti
(9)
259.204
282.449
- Di cui con parti correlate
(35)
8.579
7.385
Attività fiscali per imposte correnti
(10)
11.632
10.742
Strumenti finanziari derivati correnti
0
0
Attività finanziarie correnti
(11)
6.308
17.911
- Di cui parti correlate
(35)
1.289
849
Disponibilità liquide
(12)
93.182
95.018
Totale attività correnti
471.904
528.942
TOTALE ATTIVITÀ
678.888
750.440
Le note esplicative sono parte integrante del seguente bilancio consolidato.
152
Situazione patrimoniale finanziaria consolidata
(in migliaia di euro)
PATRIMONIO NETTO
Note
31/12/2025
31/12/2024
Capitale sociale e riserve
 
 
Capitale sociale
122.952
122.942
Altre riserve
13.591
43.818
Risultato portato a nuovo
(8.061)
(6.376)
Risultato di periodo
8.073
1.527
Patrimonio Netto del Gruppo
(13)
136.555
161.911
Capitale e riserve di terzi
(4.032)
(6.065)
Utile del periodo di terzi
560
3.981
Patrimonio Netto di terzi
(3.472)
(2.084)
Totale Patrimonio netto
133.083
159.827
PASSIVITÀ
Passività non correnti
Finanziamenti non correnti
(14)
10.008
102.040
Debiti verso altri finanziatori non correnti
(14)
7.689
133.612
Strumenti finanziari derivati non correnti
(14)
0
0
Passività fiscali per imposte differite
(15) (4)
7.851
9.609
Benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro
(16)
10.267
11.384
Fondi non correnti
(17)
13.513
16.403
Altre passività non correnti
(18)
246
704
Totale passività non correnti
49.574
273.752
Passività correnti
Debiti commerciali e altre passività correnti
(19)
197.263
220.555
- Di cui con parti correlate
(35)
9.520
7.184
Passività fiscali per imposte correnti
(20)
17.185
14.256
Finanziamenti correnti
(21)
128.017
59.251
Debiti verso altri finanziatori correnti
(22)
141.181
16.920
Strumenti finanziari derivati correnti
(23)
0
0
Fondi correnti
(24)
12.585
5.879
Totale passività correnti
496.231
316.861
TOTALE PASSIVITÀ
545.805
590.613
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
678.888
750.440
Le note esplicative sono parte integrante del seguente bilancio consolidato.
153
Conto economico consolidato
(in migliaia di euro)
 
Note
2025
2024
Ricavi delle vendite e delle prestazioni
(25)
612.355
650.230
- Di cui con parti correlate
(35)
2.504
248
Altri ricavi operativi
(25)
11.661
13.033
- Di cui con parti correlate
(35)
25
828
Ricavi Totali
624.016
663.263
Variazione nelle rimanenze di prodotti finiti ed in corso di lavorazione
(8)
(11.371)
4.728
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
(26)
13.421
12.090
Materie prime e di consumo
(193.782)
(253.047)
Variazione rimanenze materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
(7.070)
2.698
Costo del personale
(27)
(132.999)
(129.713)
Altri costi operativi
(28)
(210.401)
(218.271)
- Di cui con parti correlate
(35)
(11.192)
(3.760)
Ammortamenti
(1 - 2)
(27.765)
(31.000)
Accantonamenti e svalutazioni
(17-24-29)
(6.212)
(6.535)
Risultato operativo
47.837
44.213
Proventi finanziari
(30)
1.670
2.741
(Costi finanziari)
(31)
(29.206)
(33.338)
Utili/(perdite) su cambi
(32)
(345)
(919)
Proventi/(costi) finanziari e utili/(perdite) su cambi
(27.881)
(31.516)
Rettifiche di Valore di attività finanziarie
45
561
Risultato prima delle Imposte
20.001
13.258
Imposte sul reddito
(33)
(11.368)
(7.750)
Risultato netto derivante dalle attività in funzionamento
8.633
5.508
Risultato netto derivante dalle attività destinate a essere cessate
0
0
Risultato dopo le imposte
8.633
5.508
Attribuibile a:
Azionisti della Capogruppo
(34)
8.073
1.527
Interessi di minoranza
560
3.981
 
 
Utile/(Perdita) netta del periodo per azione (in migliaia di euro)
 
0,03
0,00
Utile/(Perdita) netta rettificata per dilution analysis (in migliaia di euro)
 
0,03
0,00
Le note esplicative sono parte integrante del seguente bilancio consolidato.
154
Conto economico complessivo consolidato
(in migliaia di euro)
Descrizione
Note
2025
2024
Utile/(perdita) dell’esercizio
8.633
5.508
Altre componenti di conto economico complessivo che saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio
Riserva di cash flow hedge
Imposte sul reddito
Effetto variazione riserva cash flow hedge
 
Riserva di conversione bilanci controllate estere
(13)
(33.845)
14.372
Totale altre componenti di conto economico complessivo che saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte
(33.845)
14.372
Altre componenti di conto economico complessivo che non saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio:
Utili/(perdite) attuariali
43
50
Imposte sul reddito
(7)
Totale altre componenti di conto economico complessivo che non saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio al netto delle imposte
43
43
Risultato complessivo al netto dell'effetto fiscale
(25.169)
19.923
Azionisti della Società Capogruppo
(25.416)
16.730
Interessi di minoranza
247
3.193
Le note esplicative sono parte integrante del seguente bilancio consolidato.
155
Prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato
(in migliaia di euro)
Descrizione
Capitale Sociale
Altre Riserve
Utile portato a nuovo
Totale del Gruppo
Quota Spettante a Terzi
Totale Patrimonio Netto
01/01/2024
122.942
32.227
(6.607)
148.561
(1.657)
146.904
Risultato del periodo
1.527
1.527
3.981
5.508
Utili/(perdite) attuariali
43
43
43
Altri utili / (perdite) complessivi
15.162
15.162
(790)
14.372
Totale utile/(perdita) complessivi
0
15.205
1.527
16.732
3.191
19.923
Destinazione del risultato e distribuzione dividendi
(588)
583
(4)
(3.789)
(3.793)
Aumento di Capitale
Altri movimenti
(3.026)
(352)
(3.378)
171
(3.207)
31/12/2024
122.942
43.818
(4.849)
161.911
(2.084)
159.827
(in migliaia di euro)
Descrizione
Capitale Sociale
Altre Riserve
Utile portato a nuovo
Totale del Gruppo
Quota Spettante a Terzi
Totale Patrimonio Netto
01/01/2025
122.942
43.818
(4.849)
161.911
(2.084)
159.827
Risultato del periodo
8.073
8.073
560
8.633
Utili/(perdite) attuariali
43
43
43
Altri utili / (perdite) complessivi
 
(33.532)
 
(33.532)
(313)
(33.845)
Totale utile/(perdita) complessivi
 
(33.489)
8.073
(25.416)
247
(25.169)
Destinazione del risultato e distribuzione dividendi
3.207
(3.207)
(1.694)
(1.694)
Aumento di Capitale
10
111
121
121
Altri movimenti
(55)
(5)
(61)
60
0
31/12/2025
122.952
13.591
12
136.555
(3.472)
133.083
Le note esplicative sono parte integrante del seguente bilancio consolidato.
156
Rendiconto finanziario consolidato
(in migliaia di euro)
Descrizione
note
31/12/2025
31/12/2024
Risultato netto del periodo di pertinenza della Capogruppo e dei terzi
8.633
5.508
Imposte sul reddito
11.368
7.750
Risultato ante imposte
20.001
13.258
Ammortamenti e svalutazioni
(1)-(2)
27.731
31.565
(Proventi)/Oneri finanziari netti
(30)-(31)
27.537
30.597
Accantonamenti fondi rischi ed oneri
(8)-(9)-(16)-(17)-(24)
15.269
5.937
Utilizzo fondi rischi ed oneri
(6.749)
(5.266)
Rettifiche di Valore di attività finanziarie e attività discontinuate
(45)
(561)
(Plusvalenze)/minusvalenze da realizzo o svalutazione di immobilizzazioni
(1.117)
4
Altre rettifiche per elementi non monetari
404
3.304
(A) Flusso di cassa dell'attività operativa ante variazione del Capitale Circolante
83.031
78.838
(Incremento)/Decremento Rimanenze
(8)
12.716
(8.845)
(Incremento)/Decremento Crediti Commerciali
(9)
918
(8.534)
(Incremento)/Decremento Debiti Commerciali
(19)
(12.857)
27.787
(Incremento)/Decremento altre attività/passività
(9)-(18)-(19)
1.286
(13.134)
(B) Variazione del capitale circolante
2.064
(2.726)
(C) Incasso proventi finanziari/pagamento interessi passivi
(12.475)
(11.469)
(D) Imposte pagate
(10.370)
(8.655)
(E) Flusso di cassa generato (assorbito) dall'attività operativa (A+B+C+D)
62.249
55.988
Attività di investimento
(Investimenti)/Disinvestimenti operativi
(1)-(2)
(24.612)
(33.820)
Variazioni netta delle attività finanziarie
(5)-(6)
10.731
(468)
(F) Flusso di cassa generato (assorbito) nelle attività di investimento
(13.881)
(34.287)
Attività di finanziamento
Incassi per aumenti di capitale
(13)
120
0
Variazioni di prestiti, finanziamenti, strum. fin. derivati, leasing finanz., e altri finanz.
(14)-(21)-(22)-(23)
(38.019)
(5.916)
Dividendi incassati/(pagati)
(1.541)
(3.291)
(G) Flusso di cassa generato (assorbito) dalle attività di finanziamento
 
(39.440)
(9.206)
(H) Variazione attività/(passività) discontinuate
0
0
Variazione netta delle disponibilità monetarie (E+F+G+H)
8.928
12.494
Disponibilità liquide iniziali
95.018
80.838
Variazione cassa per attività destinate ad essere cedute
0
0
Effetto variazione dei tassi di cambio sulle disponibilità liquide
(10.764)
1.686
Effetto variazione di perimetro
0
0
Variazione netta delle disponibilità monetarie
8.928
12.494
Disponibilità liquide finali
93.182
95.018
Le note esplicative sono parte integrante del seguente bilancio consolidato.
157
NOTE ESPLICATIVE AL BILANCIO CONSOLIDATO DELL’ESERCIZIO 2025
TREVI Finanziaria Industriale S.p.A. (di seguito la Società”) e le società da essa controllate (di seguito Gruppo TREVIo il Gruppo”) svolgono la propria attività nel settore dei servizi di ingegneria delle fondazioni per opere civili, infrastrutturali e costruzione di attrezzature per fondazioni speciali (di seguito Fondazioni”).
Tali attività sono coordinate dalle due società operative principali del Gruppo che svolgono il ruolo di sub-holding:
Trevi S.p.A., al vertice del campo di attività dell’ingegneria del sottosuolo;
Soilmec S.p.A., che guida la relativa divisione e produce e commercializza attrezzature per l’ingegneria del sottosuolo.
TREVI Finanziaria Industriale S.p.A. è quotata alla Borsa di Milano dal luglio 1999 al comparto Euronext Milan.
Criteri generali di redazione
Il bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel rispetto dei Principi Contabili Internazionali (“IFRS”) emessi dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’Art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005. Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti (“IAS”) e tutte le interpretazioni dell’International Financial Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee (“SIC”). Il bilancio è redatto sulla base del principio del costo storico ad eccezione degli strumenti finanziari derivati che sono stati valutati al fair value. Il bilancio consolidato è redatto in migliaia di Euro, salvo ove diversamente indicato. Il bilancio consolidato fornisce informazioni comparative riferite all’esercizio precedente.
Il bilancio consolidato del Gruppo Trevi è stato predisposto applicando il presupposto della continuità aziendale. In particolare, in sede di approvazione del progetto di bilancio 2025 il Consiglio di Amministrazione ha proceduto a compiere tutte le necessarie valutazioni circa la sussistenza del presupposto della continuità aziendale tenendo conto, a tal fine, di tutte le informazioni disponibili sul futuro, relativo almeno ma non limitato a dodici mesi dopo la data di riferimento del bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025. Sono stati presi in considerazione i principali indicatori di rischio che possono far sorgere dubbi in merito alla continuità.
Il Consiglio di Amministrazione, sulla base delle circostanze e delle considerazioni esposte nel successivo paragrafo “Valutazioni sul mantenimento del presupposto della continuità aziendale del Gruppo Trevi in relazione ai rischi ed ai profili di incertezza esistenti”, ritiene quindi appropriato redigere il bilancio consolidato adottando il presupposto della continuità aziendale.
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Valutazioni sul mantenimento del presupposto della continuità aziendale del Gruppo Trevi in relazione ai rischi ed ai profili di incertezza esistenti
Introduzione
La presente sezione ha lo scopo di (i) esaminare le valutazioni degli Amministratori in merito al presupposto della continuità aziendale applicato nella redazione del bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025 del Gruppo Trevi, alla luce della situazione finanziaria e delle ulteriori circostanze che possono assumere rilievo a tal fine (ii) identificare le incertezze al momento esistenti, valutando la significatività delle stesse e la probabilità che possano essere superate, prendendo in considerazione le misure poste in essere dal Management e gli ulteriori fattori di mitigazione.
Nel determinare se il presupposto della continuazione dell’attività sia appropriato e/o se siano identificabili incertezze rilevanti in grado di far sorgere dubbi significativi sul mantenimento dello stesso, gli Amministratori hanno tenuto conto di tutte le informazioni disponibili sul prevedibile futuro, relativo almeno ma non limitato a dodici mesi dopo la data di riferimento del bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025. In particolare, sono stati presi in considerazione i principali indicatori di rischio che possono far sorgere dubbi in merito alla continuità aziendale.
In via preliminare, va rilevato che sono state identificate le seguenti due aree di rischio finanziario, analizzate in dettaglio nel prosieguo del presente paragrafo: (a) il rischio relativo al mancato raggiungimento di un accordo per il rifinanziamento dell’indebitamento ai sensi dell’Accordo di Risanamento (come infra definito, scadenza per euro 191,7 milioni al 31 dicembre 2026 ed euro 7,1 milioni in scadenza al 30 giugno 2027) e del Prestito Obbligazionario (come infra definito, scadente interamente al 31 dicembre 2026 per euro 50 milioni), e alle possibili conseguenze derivanti da tale circostanza, esclusivamente ascrivibile alla naturale scadenza di tali debiti; (b) il rischio legato all’andamento economico-finanziario nel prevedibile futuro e conseguentemente alla capacità del Gruppo Trevi di disporre di sufficiente liquidità per far fronte alle proprie obbligazioni operative, al netto di quanto riportato in merito al precedente rischio, per un periodo di almeno 12 mesi dalla data di approvazione del bilancio consolidato.
Superamento degli obiettivi previsti al 31 dicembre 2025 dall’Accordo di Risanamento
Le principali aree di incertezza che hanno caratterizzato negli ultimi esercizi il profilo finanziario del Gruppo Trevi sono riconducibili, in via generale, alla categoria del rischio finanziario, inteso quale capacità del Gruppo Trevi di far fronte regolarmente agli impegni assunti nei confronti dei propri creditori. Il progressivo superamento di tali incertezze deve essere valutato alla luce del percorso di risanamento intrapreso dal Gruppo Trevi a partire dal 2022, a seguito della sottoscrizione, avvenuta in data 30 novembre 2022, dell’accordo in esecuzione di piani attestati ai sensi dell’art. 56 del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza con il ceto bancario finanziatore (l’“Accordo di Risanamento”), che ha recepito i contenuti della manovra finanziaria definita in tale contesto, basata sulle previsioni del Piano Consolidato 2022-2026. Si precisa che tale piano già assumeva il rifinanziamento dell’indebitamento sopradescritto entro la sua naturale scadenza.
I risultati economico-finanziari consuntivati nel bilancio consolidato del Gruppo Trevi al 31 dicembre 2025 risultano coerenti con quanto previsto dal Piano Consolidato 2022-2026 per tale esercizio e, anzi, consentono di superare in modo significativo i covenant finanziari previsti dall’Accordo di Risanamento a tale data; in particolare, il rapporto tra Indebitamento Finanziario Netto ed EBITDA ricorrente al 31 dicembre 2025 è pari a 2,19x, pertanto significativamente inferiore rispetto al parametro definito dall’Accordo di Risanamento a
159
tale data, pari a 2,75x, mentre il rapporto tra Indebitamento Finanziario Netto e Patrimonio Netto consolidato è pari a 1,41x, anch’esso significativamente inferiore rispetto al parametro definito dall’Accordo di Risanamento alla medesima data, pari a 2,20x.
Inoltre, si evidenzia come i risultati economico-finanziari conseguiti sia nell’esercizio 2025 che nell’esercizio precedente hanno consentito al Gruppo Trevi di raggiungere al 31 dicembre 2025 e 2024 dei parametri di bilancio migliori rispetto ai covenant finanziari vigenti nel 2026 e maggiormente stringenti.
Infine, va rilevato come il professionista terzo incaricato in data 26 gennaio 2023 di svolgere, inter alia, l’attività di monitoraggio in merito all’attuazione del Piano Consolidato 2022-2026 e dell’Accordo di Risanamento medesimo (il Responsabile Monitoraggio”), ha predisposto durante il suo mandato una serie di report periodici relativi all’attività svolta, nell’ambito dei quali ha sempre confermato alle banche finanziatrici l’ottemperanza del Gruppo Trevi rispetto agli obblighi previsti dall’Accordo di Risanamento; con riferimento all’esercizio 2025 sono emessi tre report datati, rispettivamente, 28 gennaio 2025, 29 luglio 2025 e 27 gennaio 2026.
Previsioni riflesse nel Piano Consolidato 2026-2029 approvato dal Consiglio di Amministrazione
Le previsioni economico-finanziarie per l’esercizio 2026 riflesse nel nuovo piano industriale del Gruppo Trevi, basato su un orizzonte temporale 2026-2029 e oggetto di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione (“Piano Consolidato 2026-2029”), confermano le linee strategiche e gli obiettivi di progressivo sviluppo delle attività aziendali, prevedendo un tasso di crescita medio dei ricavi lungo l’intero periodo di piano coerente al dato consuntivato nell’ultimo triennio, e mantenendo una previsione di redditività in linea con quanto consuntivato nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.
In particolare il Piano Consolidato 2026-2029 del Gruppo Trevi prevede: i) una crescita dei ricavi trainata da entrambe le Divisioni, con un CAGR 2025–2029 complessivo atteso intorno al 5,5%; ii) un EBITDA a fine piano previsto nell’intorno di 100 milioni di euro, supportato dall’incremento dei ricavi e dal progressivo miglioramento della redditività operativa; iii) capex medi annui pari a circa 22 milioni di euro, finalizzati all’evoluzione tecnologica e al rafforzamento della capacità produttiva; iv) una conseguente riduzione significativa dell’indebitamento finanziario netto, con un target di valore prossimo allo zero al termine del periodo di piano.
La ragionevolezza e fattibilità del Piano Consolidato 2026-2029 è stata confermata da una independent business review (l’“IBR”) svolta da una primaria società di consulenza. Tale verifica è finalizzata per l’appunto a verificare la ragionevole fondatezza delle assunzioni industriali e di mercato poste alla base del Piano Consolidato 2026-2029 ai fini delle negoziazioni con il ceto bancario e gli altri finanziatori, come commentato in seguito.
Indebitamento finanziario con scadenza entro 12 mesi ai sensi dell’Accordo di Risanamento e del Prestito Obbligazionario e potenziali rischi inerenti
Qualora il rifinanziamento dell’indebitamento ai sensi dell’Accordo di Risanamento e del Prestito Obbligazionario non venisse perfezionato entro il 31 dicembre 2026, potrebbero verificarsi le seguenti conseguenze:
(i)la possibile dichiarazione da parte delle banche creditrici del verificarsi di un evento di default ai sensi dell’Accordo di Risanamento e, analogamente, da parte dei portatori del Prestito Obbligazionario ai
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sensi del relativo regolamento, con la conseguente attivazione dei rimedi previsti a tutela dei rispettivi crediti;
(ii)la facoltà per le banche creditrici di sospendere o revocare la disponibilità delle linee di credito a breve termine per cassa previste dall’Accordo di Risanamento, con conseguente riduzione del supporto finanziario necessario al finanziamento del capitale circolante del Gruppo Trevi;
(iii)la possibile sospensione o revoca delle linee di credito per firma, necessarie per l’emissione di garanzie e fideiussioni nell’ambito delle commesse operative del Gruppo Trevi, con potenziali impatti sull’operatività e sulla capacità del Gruppo Trevi di partecipare a nuove gare o di eseguire commesse già acquisite.
La Nuova Manovra Finanziaria e lo stato delle azioni
Tenuto conto che la quota prevalente dell’indebitamento finanziario oggetto di riscadenziamento nell’ambito della manovra del 2022 giungerà a naturale scadenza alla fine dell’esercizio 2026, il Gruppo Trevi ha avviato tempestivamente interlocuzioni con il ceto bancario finanziatore (le Banche Finanziatrici”), al fine di definire una nuova manovra finanziaria (la Nuova Manovra Finanziaria”), volta a rifinanziare tale esposizione debitoria e a dotare il Gruppo Trevi di una struttura finanziaria e patrimoniale coerente con gli obiettivi industriali e di sviluppo delineati nel Piano Consolidato 2026-2029.
Nell’ambito di tali interlocuzioni, la Società ha innanzitutto condiviso con le Banche Finanziatrici il Piano Consolidato 2026-2029 e l’IBR predisposta da una primaria società di consulenza, contenente un’analisi indipendente delle prospettive economico-finanziarie del Gruppo Trevi e della sostenibilità della nuova struttura finanziaria proposta.
Allo stato attuale delle interlocuzioni, la Società e le Banche Finanziatrici hanno sostanzialmente concordato un accordo preliminare (“Head of Terms”) contenente i principali termini e condizioni della operazione di rifinanziamento, che prevede la sottoscrizione del contratto di finanziamento entro pochi mesi e, subordinatamente al perfezionamento dell’operazione di aumento di capitale descritta in seguito, l’erogazione integrale del finanziamento entro il 31 dicembre 2026. L’efficacia dell’Head of Terms resta naturalmente subordinata alle delibere autorizzative delle Banche Finanziatrici, alla definitiva formalizzazione della relativa documentazione contrattuale e a talune condizioni sospensive normalmente previste per questo tipo di operazioni nonché riferibili all’assenza di effetti pregiudizievoli significativi sul business collegati al conflitto in corso in Iran e nell’Area del Golfo Persico. A conferma dell’avvenuta condivisione dei termini contenuti nell’Head of Terms, si segnala che, in data 25 marzo 2026, tutte le Banche Finanziatrici hanno confermato, mediante apposite comfort letter, che l’operazione di finanziamento così come definita nell’Head of Terms verrà sottoposta per approvazione ai rispettivi organi deliberanti competenti, mentre, entro la fine del mese di aprile, è previsto il rilascio di apposite commitment letter da parte delle stesse Banche Finanziatrici, a cui verrà allegato un long form Term Sheet sviluppato in base all’Head of Terms.
La Nuova Manovra Finanziaria, approvata nelle sue linee guida dal Consiglio di Amministrazione della Società, si fonda, in particolare, sui seguenti elementi principali:
(i)la stipula di un nuovo contratto di finanziamento a medio-lungo termine (Euro 170 milioni) con rimborso amortizing e scadenza a 5 anni (il Contratto di Finanziamento”), volto a rifinanziare parte dell’indebitamento finanziario esistente, secondo i principali termini e condizioni descritti nell’head of terms condiviso con le Banche Finanziatrici, comprensivo del debito oggetto dell’Accordo di Risanamento e del prestito obbligazionario denominato «Trevi-Finanziaria Industriale S.p.A. 2014
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2026» (il Prestito Obbligazionario”). Il prenditore del nuovo finanziamento sarà la capogruppo Trevifin, la quale provvederà a destinare parte delle relative risorse finanziarie al rimborso dell’indebitamento finanziario attualmente in capo alle controllate Trevi S.p.A. e Soilmec S.p.A.;
(ii)la conferma e/o messa a disposizione di linee di credito a breve termine di natura operativa per un importo complessivo pari a circa euro 40 milioni, destinate al supporto del capitale circolante e delle esigenze operative del Gruppo Trevi;
(iii)la conferma e/o concessione di linee di firma e garanzia funzionali allo svolgimento delle attività operative del Gruppo Trevi, per un importo complessivo indicativamente compreso tra euro 150 milioni ed euro 200 milioni, a supporto del business e della partecipazione alle gare d’appalto per l’ottenimento di nuove commesse;
(iv)la realizzazione di un Aumento di Capitale, il quale consentirà al Gruppo Trevi di accrescere ulteriormente la propria capacità finanziaria e conseguentemente di implementare la propria strategia, fornendo adeguato supporto al previsto percorso di crescita del Gruppo Trevi.
Con riferimento a quest’ultimo aspetto, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha deliberato di convocare l’Assemblea Straordinaria degli Azionisti al fine di deliberare l’attribuzione al Consiglio di Amministrazione di una delega, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2443 cod. civ., ad aumentare, in via scindibile, a pagamento, il capitale sociale della Società per un importo massimo pari a €100 milioni (“Aumento di Capitale”), comprensivo di eventuale sovrapprezzo, mediante emissione di nuove azioni ordinarie da offrire in opzione agli azionisti ai sensi dell'art. 2441, comma 1, del codice civile.
Il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni sarà determinato dal Consiglio di Amministrazione in prossimità del lancio dell’offerta in opzione e sarà comunicato al mercato secondo le modalità previste dalla normativa applicabile. L’Aumento di Capitale, subordinatamente all’ottenimento delle approvazioni di legge, è previsto ragionevolmente possa prendere avvio nel corso del secondo trimestre del 2026.
Con riferimento a tale operazione gli Amministratori evidenziano che:
CDP Equity S.p.A., socio di riferimento in quanto titolare di una partecipazione al capitale pari a circa il 21,276%, ha assunto il proprio impegno, mediante rilascio di una commitment letter, a partecipare all’Aumento di Capitale sottoscrivendo integralmente la quota di propria spettanza per mantenere invariata la propria partecipazione nel capitale sociale, nonché un impegno ad esprimere voto favorevole in Assemblea in merito alla proposta di delega ad aumentare il capitale;
L’operazione è assistita da un accordo di pre-underwriting sottoscritto con una Primaria Istituzione Finanziaria che agirà in qualità di Sole Global Coordinator in relazione al prospettato Aumento di Capitale, ai sensi del quale quest'ultima si è impegnata, al verificarsi di condizioni e termini in linea con la prassi di mercato per operazioni simili, a stipulare un accordo di garanzia per la sottoscrizione delle nuove azioni eventualmente rimaste non sottoscritte al termine dell'asta in Borsa dei diritti inoptati, per un importo massimo pari all'ammontare dell'Aumento di Capitale, al netto del controvalore degli impegni di sottoscrizione assunti dal socio di riferimento CDP Equity S.p.A..
Per effetto degli impegni di sottoscrizione da parte del socio CDP Equity S.p.A. e di pre- underwriting da parte di una Primaria Istituzione Finanziaria, si ritiene sussistano le condizioni per qualificare l’Aumento di Capitale sopradescritto come integralmente garantito, soggetto alle usuali condizioni sospensive previste per tali tipologie di impegni.
Nel loro complesso, le operazioni sopra descritte sono finalizzate a consentire al Gruppo Trevi di rifinanziare nell’arco di pochi mesi l’indebitamento finanziario in scadenza al 31 dicembre 2026, nonché di dotarsi di una rafforzata struttura patrimoniale e finanziaria.
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Sulla base di quanto sopra descritto, a fronte di elementi di fisiologica incertezza, legati al completamento delle condizioni sospensive inerenti gli accordi in corso di definizione con le Banche Finanziatrici nonché la conseguente sottoscrizione del Contratto di Finanziamento e della restante documentazione finanziaria prevista nell’ambito della Nuova Manovra Finanziaria, gli Amministratori hanno valutato lo stato di avanzamento delle misure intraprese e segnatamente i) lo stato delle negoziazioni ii) la sostanza degli accordi preliminari raggiunti nelle interlocuzioni con il ceto bancario iii) l’impegno preso dal socio di riferimento CDP Equity S.p.A. ad eseguire il previsto aumento di capitale sociale iv) il correlato accordo di pre-underwriting a tutela del suo integrale realizzo, e, ad esito di tali analisi, hanno ritenuto le incertezze sottostanti la positiva conclusione delle iniziative sopra illustrate non significative.
Valutazione circa il prevedibile andamento della liquidità nel corso dei prossimi 12 mesi
Oltre a quanto commentato in merito alla prevista Nuova Manovra Finanziaria, gli Amministratori hanno valutato l’idoneità dei livelli di cassa previsti nei prossimi 12 mesi a garantire l’ordinaria operatività del Gruppo Trevi, con particolare riferimento al supporto finanziario necessario per l’esecuzione delle commesse e al regolare pagamento dei fornitori. A tal fine, la Direzione Aziendale ha provveduto ad elaborare previsioni di cassa sino a fine marzo 2027. Ad esito di tale esercizio non emergono significative incertezze in merito alla ragionevole aspettativa di generare adeguati flussi di cassa del Gruppo Trevi fino ad allora, assumendo, tra le altre cose, l’utilizzo delle linee di credito, ivi incluse le linee di credito per firma necessarie nell’ambito dell’acquisizione delle nuove commesse e la definizione in detto arco temporale degli accodi sottostanti la Nuova Manovra Finanziaria precedentemente descritta.
Con riferimento al monitoraggio del rischio di liquidità va rilevato che la Direzione Aziendale del Gruppo Trevi monitora costantemente l’andamento di cassa, anche a livello delle singole Divisioni Trevi e Soilmec. In particolare, la Direzione predispone un piano di tesoreria a 12 mesi, che analizza l’andamento della cassa su base settimanale per i primi tre mesi e su base mensile per i mesi successivi; tale analisi viene aggiornata ogni 4 settimane sulla base dei dati actual a disposizione, provenienti da tutte le legal entity del Gruppo Trevi. Tali analisi, i cui risultati vengono analizzati e discussi con il relativo management locale, consentono di monitorare la cassa a breve termine, e di avere contezza di eventuali shortfall di cassa con congruo anticipo, in modo da poter adottare le iniziative di volta in volta necessarie. Il piano di tesoreria è stato da ultimo aggiornato in data 23 marzo 2026 (con dati aggiornati a tale data), esaminando il prevedibile andamento della liquidità sino a fine marzo 2027. Come indicato in precedenza, tale analisi mostra la conservazione di un margine di liquidità adeguato a garantire la normale operatività del Gruppo Trevi durante tutto il periodo oggetto di analisi, assumendo la definizione in detto arco temporale degli accordi sottostanti la Nuova Manovra Finanziaria precedentemente descritta.
Inoltre, in conformità a quanto previsto dall’Accordo di Risanamento, il Gruppo Trevi continua a fornire alle Banche Finanziatrici un piano di cassa e analisi del cash flow per ciascuna società relativo al trimestre solare immediatamente precedente. Tale obbligo informativo viene inoltre validato e verificato dal Responsabile Monitoraggio. L’ultimo piano di cassa e analisi del cash flow aggiornato è stato fornito alle Banche Finanziatrici in data 15 febbraio 2026, e lo stesso non ha segnalato criticità relativamente alla situazione di cassa del Gruppo Trevi e/o delle singole divisioni nel relativo periodo.
Le analisi sui flussi di cassa prospettici sopracitate hanno pertanto confermato l’assenza di situazioni critiche dal punto di vista della cassa, e hanno evidenziato una situazione di liquidità idonea a consentire l’ordinaria operatività del Gruppo Trevi nel periodo di riferimento.
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Il Consiglio di Amministrazione, ai fini dell’approvazione del presente progetto di bilancio, ha esaminato l’aggiornamento di tale liquidity analysis sino a marzo 2027. Nonostante ad oggi non si registrino interruzioni delle attività operative o altre problematiche degne di nota, come commentato nel paragrafo Rischio politico e commerciale”, tale analisi include uno stress test sui flussi di cassa correlati all’area mediorientale, ipotizzando come worst case una riduzione dei volumi di business del 30% su tali mercati, all’esito della quale non si evidenziano criticità di cassa lungo il periodo di osservazione.
Al 31 dicembre 2025 il backlog del Gruppo ammonta a 748 milioni di euro, registrando un incremento del 6,7% rispetto al dato del 31 dicembre 2024 e garantendo una copertura del 57% dei ricavi attesi per il 2026. Nel dettaglio, la Divisione Trevi raggiunge circa 723 milioni di euro, con una copertura pari al 67% dei ricavi previsti per il 2026, mentre la Divisione Soilmec totalizza circa 29 milioni di euro, corrispondenti a una copertura del 20% dei ricavi attesi per il medesimo anno. Si segnala inoltre che, nei primi due mesi del 2026, il Gruppo ha acquisito nuovi ordini per circa 157 milioni di euro, portando il portafoglio ordini al 28 febbraio 2026 a 837 milioni di euro, rispetto ai 748 milioni registrati a fine dicembre 2025.
Pertanto, sulla base di tali proiezioni di cassa, è ragionevolmente prevedere che, nel periodo analizzato, le disponibilità liquide consentano al Gruppo Trevi di gestire la propria normale attività corrente secondo criteri di continuità e di fare fronte alle proprie esigenze finanziarie, ritenendo il rischio relativo alle previsioni di cassa per il prevedibile futuro adeguatamente monitorato e mitigato.
Considerazioni degli Amministratori in merito al presupposto della continuità aziendale
Alla luce delle considerazioni sopra riportate a fronte dei due rischi finanziari a cui il Gruppo Trevi è esposto, con particolare riferimento ai fisiologici fattori di incertezza legati alla finalizzazione degli accordi con il ceto bancario con conseguente implementazione della Nuova Manovra Finanziaria, gli Amministratori ritengono che lo stato delle azioni in corso e le previsioni aziendali sul prevedibile futuro consentono di valutare ragionevolmente come adeguatamente mitigati tali rischi finanziari e che non sussistano profili di rilevante incertezza in merito al mantenimento del presupposto della continuità aziendale.
Prospetti e schemi di bilancio
Lo schema di Conto Economico Consolidato riflette l’analisi dei costi e ricavi aggregati per natura in quanto tale classificazione è ritenuta maggiormente significativa ai fini della comprensione del risultato economico del Gruppo.
Lo schema di Conto Economico Complessivo consolidato include oltre all’utile dell’esercizio le altre variazioni dei movimenti di patrimonio netto diverse dalle transazioni con gli Azionisti.
La Situazione Patrimoniale-Finanziaria consolidata è classificata sulla base del ciclo operativo, con la distinzione tra poste correnti e non correnti. Sulla base di questa distinzione le attività e le passività sono considerate correnti se si suppone che siano realizzate o estinte nel normale ciclo operativo del Gruppo entro 12 mesi dalla data del bilancio.
Il Rendiconto Finanziario consolidato è predisposto utilizzando il metodo indiretto per la determinazione dei flussi finanziari derivanti dall’attività di investimento o finanziaria.
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Al fine della predisposizione del presente bilancio consolidato la Capogruppo e le società controllate, italiane ed estere, hanno predisposto le singole situazioni patrimoniali, economiche e finanziarie in conformità con gli IAS/IFRS, rettificando i bilanci d’esercizio laddove le normative locali prevedano regole contabili differenti. I reporting package delle società controllate, collegate e delle joint venture, sono disponibili presso la sede sociale della Trevi Finanziaria Industriale S.p.A.
Principi di Consolidamento
Il bilancio consolidato comprende i bilanci della Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. e delle sue controllate al 31 dicembre 2025.
Società Controllate:
Il controllo si ottiene quando il Gruppo è esposto o ha diritto a rendimenti variabili, derivanti dal proprio rapporto con l’entità oggetto di investimento e, nel contempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio controllo su tale entità.
Specificatamente, ed ai sensi di quanto disposto dal principio IFRS 10, le società si definiscono controllate se e solo se la Capogruppo ha:
il potere sull’entità oggetto di investimento (ovvero detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti dell’entità oggetto di investimento);
l’esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l’entità oggetto di investimento;
la capacità di esercitare il proprio potere sull’entità oggetto di investimento per incidere sull’ammontare dei suoi rendimenti.
Quando il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto (o diritti simili) deve considerare tutti i fatti e le circostanze rilevanti per stabilire se controlla l’entità oggetto di investimento.
Il Gruppo riconsidera se ha o meno il controllo di una partecipata se i fatti e le circostanze indicano che ci siano stati dei cambiamenti in uno o più dei tre elementi rilevanti ai fini della definizione di controllo.
I bilanci di tutte le società controllate hanno data di chiusura coincidente con quella della capogruppo Trevi Finanziaria Industriale S.p.A.
I bilanci delle società controllate sono consolidati con il metodo dell’integrazione globale dal momento dell’acquisizione del controllo fino alla data della sua eventuale cessazione. Il metodo dell’integrazione globale prevede che nella preparazione del bilancio consolidato vengano assunte linea per linea le attività, le passività, nonché i costi e i ricavi delle imprese consolidate nel loro ammontare complessivo, attribuendo alle partecipazioni in apposite voci della situazione patrimoniale finanziaria, del conto economico e del conto economico complessivo la quota del patrimonio netto e del risultato dell’esercizio di loro spettanza.
Ai sensi dell’IFRS 10, la perdita complessiva (comprensiva dell’utile/perdita dell’esercizio) è attribuita ai soci della controllante e alle partecipazioni di minoranza, anche quando il patrimonio netto attribuibile alle partecipazioni di minoranza presenta un saldo negativo.
I reciproci rapporti di debito/credito e costo/ricavo, presenti tra le società rientranti nell’area di consolidamento, così come gli effetti di tutte le operazioni di rilevanza significativa intercorse tra le stesse, sono elisi. Sono eliminati gli utili non ancora realizzati con terzi derivanti da operazioni tra le società del
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Gruppo, inclusi quelli derivanti dalla valutazione alla data di bilancio delle rimanenze di magazzino.
Il valore contabile della partecipazione in ciascuna delle controllate è eliminato a fronte della corrispondente quota di patrimonio netto di ciascuna delle controllate comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value alla data di acquisizione del controllo. In tale data l’avviamento, determinato come nel prosieguo, viene iscritto tra le attività immateriali, mentre l’eventuale “utile derivante da un acquisto a prezzi favorevoli (o avviamento negativo)” è iscritto nel conto economico.
Ai sensi dell’IFRS 10, le variazioni nell’interessenza partecipativa della controllante in una controllata che non comportano, in caso di cessione, la perdita del controllo sono contabilizzate come operazioni sul patrimonio netto. In tali circostanze, i valori contabili delle partecipazioni di maggioranza e di minoranza sono rettificati per riflettere le variazioni nelle loro relative interessenze nella controllata. Qualsiasi differenza tra il valore in cui vengono rettificate le partecipazioni di minoranza e il fair value del corrispettivo pagato o ricevuto è rilevata direttamente nel patrimonio netto e attribuito ai soci della controllante. Se la controllante perde il controllo di una controllata, essa:
Elimina contabilmente le attività (incluso qualsiasi avviamento) e le passività della controllata in base ai loro valori contabili alla data della perdita del controllo
Elimina i valori contabili di qualsiasi precedente partecipazione di minoranza nella ex controllata alla data della perdita del controllo (inclusa qualsiasi altra componente di conto economico complessivo a essa attribuibile)
Rileva il fair value (valore equo) del corrispettivo eventualmente ricevuto a seguito dell’operazione, dell’evento o delle circostanze che hanno determinato la perdita del controllo
Rileva, se l’operazione che ha determinato la perdita del controllo implica una distribuzione delle azioni della controllata ai soci nella loro qualità di soci, detta distribuzione
Rileva qualsiasi partecipazione precedentemente detenuta nella ex controllata al rispettivo fair value (valore equo) alla data della perdita del controllo
Riclassifica nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio, o trasferire direttamente negli utili portati a nuovo se previsto da altri IFRS, gli ammontari rilevati tra le altre componenti di conto economico in relazione alla controllata;
Rileva qualsiasi differenza risultante come utile o perdita nel prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio attribuibile alla controllante.
Joint Venture e Joint Operation:
Ai sensi dell’IFRS 11, la distinzione tra Joint Operation e Joint Venture determina il diverso trattamento contabile da applicare. Una Joint Operation è un accordo a controllo congiunto in cui le parti che esercitano tale controllo vantano diritti sulle singole attività e obbligazioni per le passività dell’accordo. In questo caso, ciascun joint operator deve rilevare direttamente nella propria informativa finanziaria la quota di attività, passività, ricavi e costi di propria competenza, come se li detenesse o sostenesse direttamente: di fatto si applica una contabilizzazione proporzionale, coerente con la sostanza economica dell’accordo. Diversamente, una Joint Venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti hanno diritti sulle attività nette dell’accordo e non sulle singole componenti di bilancio: in tal caso, l’investimento deve essere rilevato come partecipazione e contabilizzato esclusivamente mediante il metodo del patrimonio netto in conformità allo IAS 28.
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Al 31 dicembre 2025 nessuna società inclusa nel perimetro di consolidamento è valutata con il metodo del patrimonio netto, mentre nell’allegato 1a è indicata la lista completa delle partecipazioni delle Joint operations consolidate con il metodo proporzionale.
Società Collegate:
Le società collegate sono entità nelle quali il Gruppo esercita una influenza notevole, presunta in presenza di partecipazioni generalmente comprese tra il 20% e il 50% dei diritti di voto senza esercitarne il controllo o controllo congiunto. Tali società sono generalmente contabilizzate con il metodo del patrimonio netto, così come previsto dallo IAS 28 (“Partecipazioni in società collegate e joint venture”), in quanto rappresentativi di investimenti significativi sui quali il Gruppo partecipa alla definizione delle politiche finanziarie e gestionali. Il Gruppo verifica, inoltre, l’eventuale presenza di perdite di valore. Al 31 dicembre 2025 nessuna società collegata inclusa nel perimetro di consolidamento è valutata con il metodo del patrimonio netto.
Le partecipazioni in società collegate che non rientrano nel perimetro di consolidamento e per le quali il Gruppo non esercita controllo, controllo congiunto o influenza notevole sono contabilizzate secondo il criterio del costo. Tali investimenti, rappresentativi di partecipazioni di minoranza e partecipazioni in società consortili minori o non operative, sono iscritte al costo eventualmente rettificato per perdite durevoli di valore. In particolare, rientrano in tale casistica le società consortili a responsabilità limitata ed i consorzi, appositamente costituiti quali entità operative per iniziative o lavori acquisiti in raggruppamento temporaneo con altre imprese, che presentano bilanci senza alcun risultato economico in quanto compensano i costi direttamente sostenuti mediante corrispondenti addebiti alle imprese riunite.
Per un maggiore dettaglio relativo a tutte le partecipazioni valutate con il metodo del costo, si rimanda all’elenco delle società e consorzi valutate con il metodo del costo (allegato 1b) e si rinvia al paragrafo (35) “Altre operazioni con parti correlate” per un dettaglio delle posizioni aperte con tali società.
Variazioni dell’area di consolidamento
Nel corso del 2025 è entrata nell’area di consolidamento con metodo integrale, la società
Trevi Cimentaciones Mexico S.A. de C.V., appartenente alla divisione Trevi, operante nel mercato messicano e partecipata per l’80% da Trevi Icos Corp. e per il 20% da Trevi S.p.A.
Nello stesso periodo si registra inoltre l’ingresso, con metodo proporzionale, delle seguenti Joint Operation:
Treviicos-Nicholson Joint Venture (Palisades) e Nicholson-Trevi Icos JV, entrambe attive negli Stati Uniti e partecipate al 50% dalla controllata Trevi Icos Corporation;
Pilotes Trevi S.A.C.I.M.S. Concret-Nor S.A. U.T.E. (UTE Exolgan), joint venture argentina partecipata al 50% dalla controllata Pilotes Trevi SA;
Cimentaciones Especiales y Estructuras CIMSA SAU Trevi Cimentaciones SLU UTE (Hydrofresa L8 BCN UTE), operante nel mercato spagnolo e partecipata al 50% dalla controllata Trevi Cimentaciones SLU.
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Nell’allegato 1a è indicata la lista completa delle partecipazioni delle Joint operations consolidate con il metodo proporzionale.
Per quanto riguarda le uscite dall’area di consolidamento avvenute nel corso del 2025, si segnala:
la cessione della società Soilmec Foundation Equipments Pvt. Ltd., posseduta all’80% dalla controllata Soilmec Hong Kong;
la conclusione della procedura di liquidazione di Soilmec Algerie, società interamente posseduta dalla controllata francese Soilmec France e consolidata integralmente;
l’uscita del consorzio J.V. Rodio-Trevi-Arab Contractor, valutato con il metodo del patrimonio netto e partecipato da Trevi S.p.A. per il 17,45%.
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Conversione in euro dei bilanci delle società estere:
Il bilancio consolidato è presentato in euro, che è la valuta funzionale e di presentazione adottata dalla Capogruppo. La conversione in euro dei bilanci delle società estere oggetto di consolidamento viene effettuata secondo il metodo dei cambi correnti, che prevede l’utilizzo del cambio in vigore alla chiusura dell'esercizio per la conversione delle poste patrimoniali ed il cambio medio dell'anno per le voci del conto economico. Le differenze derivanti dalla conversione del patrimonio netto iniziale ai cambi correnti di fine esercizio rispetto al valore di apertura e quelle originate dalla conversione del conto economico ai cambi medi dell'esercizio vengono contabilizzate in una riserva di conversione inclusa nel Conto Economico Complessivo.
Le differenze cambio di conversione risultanti dall’applicazione di questo metodo sono classificate come voce di Conto Economico Complessivo fino alla cessazione della partecipazione, momento nel quale tali differenze vengono iscritte nel conto economico.
I cambi utilizzati per l’esercizio 2025 sono stati i seguenti (valuta estera corrispondente ad 1 euro, fonte dati Banca d’Italia):
 
 
 
ValutaCambio medio per il 31/12/2025Cambio corrente alla data di bilancio 31/12/2025Cambio medio per il 31/12/2024Cambio corrente alla data di bilancio 31/12/2024
Dirham Emirati ArabiAED4,154,323,983,82
Peso ArgentinoARS1412,131707,56989,921070,81
Dollaro AustralianoAUD1,751,761,641,68
Real BrasilianoBRL6,316,445,836,43
Franco SvizzeroCHF0,940,930,95260,9412
Peso CilenoCLP1074,611058,131020,661033,76
Renminbi CineseCNY8,128,237,797,58
Peso ColombianoCOP4573,214435,194407,144577,55
Corona DaneseDKK7,467,477,467,46
Dinaro AlgerinoDZD148,57152,06145,10140,89
EuroEUR1,001,001,001,00
Lira SterlinaGBP0,860,870,850,83
Dollaro Hong KongHKD8,819,158,458,07
Rupia IndianaINR98,52105,6090,5688,93
Yen GiapponeseJPY169,04184,09163,85163,06
Dinaro KuwaitKWD0,350,360,330,32
Dinaro LibicoLYD5,996,365,235,10
Peso MessicanoMXN21,6721,1219,8321,55
Metical MozambicanoMZN72,1775,0969,1066,17
Naira NigerianaNGN1715,861698,671597,581598,23
Corona NorvegeseNOK11,7211,8411,6311,80
Rial OmanitaOMR0,430,450,420,40
Peso FilippinoPHP64,9869,2762,0160,30
Rial del QatarQAR4,114,283,943,78
Leu romenoRON5,045,104,974,97
Rublo RussoRUBN.D.N.D.N.D.N.D.
Riyal SauditaSAR4,244,414,05893,90
Corona SvedeseSEK11,0710,8211,4311,46
Dollaro Singapore SGD1,481,511,451,42
Baht ThailandeseTHB37,1237,2238,1835,68
Lira TurcaTRY44,8250,4835,5736,74
Dollaro StatunitenseUSD1,131,181,08241,0389
Peso uruguaianoUYU46,3945,9243,4745,47
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Principi contabili e criteri di valutazione
I più significativi principi contabili e criteri di valutazione adottati per la redazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, conformi a quelli adottati nell’esercizio precedente, sono i seguenti:
Immobilizzazioni materiali
Le immobilizzazioni materiali strumentali sono rilevate e valutate con il metodo del “costo” così come stabilito dallo IAS 16. Con l’utilizzo di tale criterio le immobilizzazioni materiali sono rilevate in bilancio al costo di acquisto o di produzione comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione e, successivamente, rettificato per tenere in considerazione gli ammortamenti, le eventuali perdite durevoli di valore ed i relativi ripristini di valore.
Gli ammortamenti sono calcolati ed imputati a Conto Economico con il metodo dell’ammortamento a quote costanti durante la vita utile stimata del cespite sul valore ammortizzabile pari al costo di iscrizione dell’attività, detratto il suo valore residuo.
Gli oneri finanziari direttamente imputabili all’acquisizione, costruzione o produzione di un’immobilizzazione materiale sono rilevati a Conto Economico.
La capitalizzazione dei costi inerenti all’ampliamento, ammodernamento o miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi, è effettuata esclusivamente nei limiti in cui gli stessi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di una attività.
Il valore ammortizzabile di ciascun componente significativo di un’immobilizzazione materiale, avente differente vita utile, è ripartito a quote costanti lungo il periodo di utilizzo atteso.
DescrizioneAnni%
TerreniVita utile illimitata-
Fabbricati Industriali333%
Costruzioni Leggere1010%
Attrezzature Generiche e Accessori205%
Attrezzatura di perforazione137,5%
Attrezzatura varia e minuta520%
Automezzi5-418,75%-25%
Autoveicoli da trasporto1010%
Escavatori e Pale1010%
Mobili e arredi per ufficio8,312%
Macchine elettromeccaniche per ufficio520%
Natanti205%
I criteri di ammortamento utilizzati, le vite utili e i valori residui sono riesaminati e ridefiniti almeno alla fine di ogni esercizio per tener conto di eventuali variazioni significative e sono adeguati in modo prospettico ove necessario.
I costi capitalizzabili per migliorie su beni di terzi sono attribuiti alle classi di cespiti cui si riferiscono e ammortizzati per il periodo più breve tra la durata residua del contratto d’affitto e la vita utile residua.
Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è mantenuto in bilancio nei limiti in cui vi sia evidenza che tale valore potrà essere recuperato tramite l’uso. Un bene viene eliminato dal bilancio al momento della vendita o quando non ci si attendono benefici economici futuri dal suo uso o dalla sua dismissione. Eventuali perdite o utili (calcolati come differenza tra il ricavato netto della vendita e il valore contabile) sono inclusi
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nel conto economico al momento dell’eliminazione.
I costi di manutenzione aventi natura ordinaria sono addebitati integralmente al Conto Economico. Quelli aventi carattere incrementativo, in quanto prolungano la vita utile delle immobilizzazioni tecniche, sono capitalizzati. I diritti di Utilizzo vengono valorizzati in applicazione dell’IFRS16.
Diritti d’uso
Il Gruppo valuta all’atto della sottoscrizione di un contratto se è, o contiene, un leasing. In altri termini, se il contratto conferisce il diritto di controllare l’uso di un bene identificato per un periodo di tempo in cambio di un corrispettivo. La definizione di un accordo contrattuale come operazione di leasing (o contenente un’operazione di leasing) si basa sulla sostanza dell’accordo e richiede di valutare se l’adempimento dell’accordo stesso dipenda dall’utilizzo di una o più attività specifiche o se l’accordo trasferisca alla controparte tutti i benefici economici derivanti dall’utilizzo dello stesso.
Il Gruppo in veste di locatario
Il Gruppo adotta un unico modello di riconoscimento e misurazione per tutti i leasing, eccetto per i leasing di breve termine ed i leasing di beni di modico valore. Il Gruppo riconosce le passività relative ai pagamenti del leasing e l’attività per diritto d’uso che rappresenta il diritto ad utilizzare il bene sottostante il contratto.
i) Attività per diritto d’uso
Il Gruppo riconosce le attività per il diritto d'uso alla data di inizio del leasing (cioè, la data in cui l'attività sottostante è disponibile per l'uso). Le attività per il diritto d'uso sono misurate al costo, al netto degli ammortamenti accumulati e delle perdite di valore, e rettificati per qualsiasi rimisurazione delle passività di leasing. Il costo delle attività per il diritto d'uso comprende l'ammontare delle passività di leasing rilevate, i costi diretti iniziali sostenuti e i pagamenti di leasing effettuati alla data di decorrenza o prima dell'inizio al netto di tutti gli eventuali incentivi ricevuti.
Se il leasing trasferisce la proprietà dell'attività sottostante al locatario al termine della durata del leasing o se il costo dell'attività consistente nel diritto di utilizzo riflette il fatto che il locatario eserciterà l'opzione di acquisto, il locatario deve ammortizzare l'attività consistente nel diritto d’uso dalla data di decorrenza fino alla fine della vita utile dell'attività sottostante.
ii) Passività legate al leasing
Alla data di decorrenza del leasing, il Gruppo rileva le passività di leasing misurandole al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non ancora versati a tale data. I pagamenti dovuti includono i pagamenti fissi (compresi i pagamenti fissi nella sostanza) al netto di eventuali incentivi al leasing da ricevere, i pagamenti variabili di leasing che dipendono da un indice o un tasso, e gli importi che si prevede dovranno essere pagati a titolo di garanzie del valore residuo. I pagamenti del leasing includono anche il prezzo di esercizio di un'opzione di acquisto se si è ragionevolmente certi che tale opzione sarà esercitata dal Gruppo e i pagamenti di penalità di risoluzione del leasing, se la durata del leasing tiene conto dell'esercizio da parte del Gruppo dell'opzione di risoluzione del leasing stesso.
I pagamenti di leasing variabili che non dipendono da un indice o da un tasso vengono rilevati come costi nel periodo (salvo che non siano stati sostenuti per la produzione di rimanenze) in cui si verifica l'evento o la condizione che ha generato il pagamento.
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Nel calcolo del valore attuale dei pagamenti dovuti, il Gruppo usa il tasso di finanziamento marginale alla data di inizio se il tasso d’interesse implicito non è determinabile facilmente. Dopo la data di decorrenza, l’importo della passività del leasing si incrementa per tener conto degli interessi sulla passività del leasing e diminuisce per considerare i pagamenti effettuati. Inoltre, il valore contabile dei debiti per leasing è rideterminato nel caso di eventuali modifiche del leasing o per la revisione dei termini contrattuali per la modifica dei pagamenti; è rideterminato, altresì, in presenza di modifiche in merito alla valutazione dell’opzione dell’acquisto dell’attività sottostante o per variazioni dei pagamenti futuri che deriva da una modifica dell’indice o del tasso utilizzato per determinare tali pagamenti.
Leasing di breve durata e leasing di attività a modesto valore
Il Gruppo applica l'esenzione per la rilevazione di leasing di breve durata (i.e., i leasing che hanno una durata di 12 mesi o inferiore dalla data di inizio e non contengono un'opzione di acquisto). Il Gruppo ha applicato inoltre l’esenzione per i leasing relativi ad attività a modesto valore in riferimento ai contratti di leasing relativi ad attrezzature il cui valore è considerato basso. I canoni relativi a leasing a breve termine e a leasing di attività a modesto valore sono rilevati come costi in quote costanti lungo la durata leasing.
Il Gruppo in veste di locatore
I contratti di leasing che sostanzialmente lasciano in capo al Gruppo tutti i rischi e benefici della proprietà del bene sono classificati come leasing operativi. I proventi da leasing derivanti da leasing operativi sono rilevati in quote costanti lungo la durata del leasing, e sono inclusi tra gli altri ricavi nel conto economico data la loro natura operativa. I costi iniziali di negoziazione sono aggiunti al valore contabile del bene locato e rilevati in base alla durata del contratto sulla medesima base dei proventi da locazione.
Aggregazioni Aziendali
Le aggregazioni aziendali sono rilevate secondo il metodo dell’acquisizione (acquisition method). Secondo tale metodo il costo di una acquisizione è valutato come somma del corrispettivo trasferito, misurato al fair value alla data di acquisizione (calcolato come la somma dei fair value delle attività trasferite e delle passività assunte dal Gruppo alla data di acquisizione e degli strumenti di capitale emessi in cambio del controllo dell’impresa acquisita e dell’importo della partecipazione di minoranza nell’acquisita). Gli oneri accessori alla transazione sono rilevati nel conto economico nel momento in cui sono sostenuti.
Alla data di acquisizione, le attività identificabili acquisite e le passività assunte sono rilevate al fair value alla data di acquisizione; costituiscono un’eccezione le seguenti poste, che sono invece valutate secondo il loro principio di riferimento:
Imposte differite attive e passive;
Attività e passività per benefici ai dipendenti;
Passività o strumenti di capitale relativi a pagamenti basati su azioni dell’impresa acquisita o pagamenti basati su azioni relativi al Gruppo emessi in sostituzione di contratti dell’impresa acquisita;
Attività destinate alla vendita e Discontinued Operation.
L’avviamento è determinato come l’eccedenza tra la somma dei corrispettivi trasferiti nell’aggregazione aziendale, del valore del patrimonio netto di pertinenza di interessenze di terzi e del fair value dell’eventuale
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partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita rispetto al fair value delle attività nette acquisite e passività assunte alla data di acquisizione. Se il valore delle attività nette acquisite e passività assunte alla data di acquisizione eccede la somma dei corrispettivi trasferiti, del valore del patrimonio netto di pertinenza di interessenze di terzi e del fair value dell’eventuale partecipazione precedentemente detenuta nell’impresa acquisita, tale eccedenza è rilevata immediatamente nel conto economico come provento derivante dalla transazione conclusa.
Le quote del patrimonio netto di interessenza di terzi, alla data di acquisizione, possono essere valutate al fair value oppure al pro-quota del valore delle attività nette riconosciute per l’impresa acquisita. La scelta del metodo di valutazione è effettuata transazione per transazione.
Eventuali corrispettivi sottoposti a condizione previsti dal contratto di aggregazione aziendale sono valutati al fair value alla data di acquisizione ed inclusi nel valore dei corrispettivi trasferiti nell’aggregazione aziendale ai fini della determinazione dell’avviamento. Eventuali variazioni successive di tale fair value, che sono qualificabili come rettifiche sorte nel periodo di misurazione, sono incluse nell’avviamento in modo retrospettivo. Le variazioni di fair value qualificabili come rettifiche sorte nel periodo di misurazione sono quelle che derivano da maggiori informazioni su fatti e circostanze che esistevano alla data di acquisizione, ottenute durante il periodo di misurazione (che non può eccedere il periodo di un anno dall’aggregazione aziendale).
Nel caso di aggregazioni aziendali avvenute per fasi, la partecipazione precedentemente detenuta dal Gruppo nell’impresa acquisita è rivalutata al fair value alla data di acquisizione del controllo e l’eventuale utile o perdita che ne consegue è rilevata nel conto economico. Eventuali valori derivanti dalla partecipazione precedentemente detenuta e rilevati negli Altri Utili o Perdite complessivi sono riclassificati nel conto economico come se la partecipazione fosse stata ceduta.
Se i valori iniziali di un’aggregazione aziendale sono incompleti alla data di chiusura del bilancio in cui l’aggregazione aziendale è avvenuta, il Gruppo riporta nel proprio bilancio consolidato i valori provvisori degli elementi per cui non può essere conclusa la rilevazione. Tali valori provvisori sono rettificati nel periodo di misurazione per tenere conto delle nuove informazioni ottenute su fatti e circostanze esistenti alla data di acquisizione che, se note, avrebbero avuto effetti sul valore delle attività e passività riconosciute a tale data.
Le aggregazioni aziendali avvenute prima del gennaio 2010 sono state rilevate secondo la precedente versione dell’IFRS 3.
Avviamento
L’avviamento derivante da aggregazioni aziendali è inizialmente iscritto al costo alla data di acquisizione così come definito al precedente paragrafo. L’avviamento, non è ammortizzato, ma sottoposto a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore con periodicità almeno annuale o, più frequentemente, quando vi sia un’indicazione che l’attività possa aver subito una perdita di valore (“impairment test”). Al fine della verifica per riduzione di valore l’avviamento acquisito in un’aggregazione aziendale è allocato, dalla data di acquisizione, a ciascuna unità generatrice di flussi di cassa del Gruppo che si prevede benefici delle sinergie dell’aggregazione, a prescindere dal fatto che altre attività o passività dell’entità acquisita siano assegnate a tali unità. Dopo la rilevazione iniziale, l’avviamento è valutato al costo al netto delle eventuali perdite di valore accumulate.
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Al momento della cessione di una parte o dell’intera azienda precedentemente acquisita e dalla cui acquisizione era emerso un avviamento, nella determinazione della plusvalenza o della minusvalenza da cessione si tiene conto del corrispondente valore residuo dell’avviamento.
Non ci sono iscritti avviamenti al 31 dicembre 2025 e 2024.
Immobilizzazioni immateriali
Le attività immateriali acquistate separatamente o prodotte internamente nel caso dei costi di sviluppo sono iscritte nell’attivo, quando è probabile che l’uso dell’attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell’attività può essere determinato in modo attendibile. Tali attività sono valutate al costo di acquisto o di produzione.
Le attività immateriali a vita utile definita sono ammortizzate a quote costanti sulla base della loro vita utile stimata come segue:
Costi di sviluppo:
I costi di ricerca sono imputati a Conto Economico nel momento in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo aventi i requisiti richiesti dallo IAS 38 per essere rilevati nell’attivo patrimoniale (la possibilità tecnica di completare l’attività immateriale, in modo tale che sia disponibile all’utilizzo o alla vendita, l’intenzione e la capacità di completare, utilizzare o vendere l’attività, la disponibilità delle risorse necessarie al completamento, la capacità di valutare attendibilmente il costo attribuibile durante lo sviluppo e le modalità con cui l’attività genererà benefici economici futuri) sono ammortizzati sulla base della loro prevista utilità futura a decorrere dal momento in cui i prodotti risultano disponibili per l’utilizzazione economica. La vita utile viene riesaminata e modificata al mutare delle previsioni sull’utilità futura.
Diritti di brevetto industriale, utilizzazione delle opere d’ingegno, concessioni, licenze e marchi:
Sono valutati al costo al netto degli ammortamenti cumulati, determinati in base al criterio a quote costanti lungo il periodo di utilizzo atteso salvo non siano riscontrate significative perdite di valore. I criteri di ammortamento utilizzati, le vite utili e i valori residui sono riesaminati e ridefiniti almeno alla fine di ogni periodo amministrativo per tener conto di eventuali variazioni significative.
Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente alla verifica di perdita di valore, sia a livello individuale sia a livello di unità generatrice di flussi di cassa. La valutazione della vita utile indefinita è rivista annualmente per determinare se tale attribuzione continui a essere sostenibile, altrimenti, il cambiamento da vita utile indefinita a vita utile definita si applica su base prospettica.
Perdita di valore delle attività
Il Gruppo verifica, ogni qual volta dovessero manifestarsi indicatori di impairment così come definiti dallo IAS 36, la recuperabilità del valore contabile delle attività nette riferibili ad una unità generatrice di cassa, rappresentata da una Divisione, al fine di determinare se vi sia qualche indicazione che tali attività possano aver subito una perdita di valore. Inoltre, in ogni caso vengono svolti annualmente impairment test specifici per verificare la recuperabilità dei costi di sviluppo capitalizzati.
Se esiste una tale evidenza, il valore di carico delle attività è ridotto al relativo valore recuperabile. La perdita di valore viene allocata alle attività non correnti in proporzione pro-rata alle altre attività non correnti fino ad azzerare il valore contabile o fino al valore di mercato del singolo bene documentato da specifica perizia
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attestante tale valore di mercato. Il valore recuperabile è testato a livello dell’unità generatrice di flussi di cassa.
Il valore recuperabile di un’attività è il maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita ed il suo valore d’uso. Per determinare il valore d’uso di unità generatrice di flussi di cassa il Gruppo calcola il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati, al lordo delle imposte, applicando un tasso di sconto, ante imposte, che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell’attività. Una perdita di valore è iscritta se il valore recuperabile è inferiore al valore contabile.
Quando, successivamente, una perdita su attività, diverse dall’avviamento, viene meno o si riduce, il valore contabile dell’attività o dell’unità generatrice di flussi finanziari è incrementato sino alla nuova stima del valore recuperabile e non può eccedere il valore che sarebbe stato determinato se non fosse stata rilevata alcuna perdita per riduzione di valore.
Il ripristino di una perdita di valore è iscritto immediatamente a conto economico.
Attività e passività finanziarie
Le attività e passività finanziarie sono trattate secondo lo IFRS 9:
In funzione delle caratteristiche dello strumento e del modello di business adottato per la relativa gestione, le attività finanziarie sono classificate nelle seguenti tre categorie:
(i) costo ammortizzato, per le attività finanziarie detenute con l’obiettivo di incassare i flussi di cassa contrattuali che superano l’SPPI (Solely Payment of Principle and Interests) test in quanto i flussi di cassa rappresentano esclusivamente pagamenti di capitale e interesse. Tale categoria include i crediti commerciali, altri crediti di natura operativa inclusi nelle altre attività correnti e non correnti e crediti di natura finanziaria inclusi nelle altre attività finanziarie correnti e non correnti;
(ii) fair value con contropartita patrimonio netto (FVOCI fair value through other comprehensive income), per le attività finanziarie detenute con l’obiettivo di incassare i flussi di cassa contrattuali, rappresentati esclusivamente dal pagamento di capitale e interesse, sia di realizzarne il valore attraverso la cessione (cd. business model held to collect and sell). Le variazioni di fair value sono rilevate con contropartita OCI, per poi essere rilasciate a Conto economico in sede di derecognition;
(iii) fair value con contropartita Conto economico (FVTPL fair value through profit or loss), categoria che include le attività finanziarie che non hanno superato il test SPPI e quelle detenute con finalità di negoziazione. In tal caso, le variazioni di fair value sono rilevate con contropartita il Conto economico.
La rilevazione iniziale avviene al fair value; per i crediti commerciali privi di una significativa componente finanziaria, il valore di rilevazione iniziale è rappresentato dal prezzo della transazione. Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie che generano flussi di cassa contrattuali rappresentativi esclusivamente di pagamenti di capitale e interessi sono valutate al costo ammortizzato se possedute con la finalità di incassarne i flussi di cassa contrattuali (cosiddetto business model held to collect). Secondo il metodo del costo ammortizzato il valore di iscrizione iniziale è successivamente rettificato per tener conto dei rimborsi in quota capitale, delle eventuali svalutazioni e dell’ammortamento della differenza tra il valore di rimborso e il valore di iscrizione iniziale. L’ammortamento è effettuato sulla base del tasso di interesse interno effettivo che rappresenta il tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore attuale dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale. I crediti e le altre attività finanziarie valutati al
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costo ammortizzato sono presentati nello stato patrimoniale al netto del relativo fondo svalutazione. Le attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito il cui modello di business prevede sia la possibilità di incassare i flussi di cassa contrattuali sia la possibilità di realizzare plusvalenze da cessione (cosiddetto business model held to collect and sell), sono valutate al fair value con imputazione degli effetti a OCI (di seguito anche FVTOCI). In tal caso sono rilevati a patrimonio netto, tra le altre componenti dell’utile complessivo, le variazioni di fair value dello strumento. L’ammontare cumulato delle variazioni di fair value, imputato nella riserva di patrimonio netto che accoglie le altre componenti dell’utile complessivo, è oggetto di reversal a conto economico all’atto dell’eliminazione contabile dello strumento. Vengono rilevati a conto economico gli interessi attivi calcolati utilizzando il tasso di interesse effettivo, le differenze di cambio e le svalutazioni. Un’attività finanziaria rappresentativa di uno strumento di debito che è detenuta con finalità di negoziazione o che, pur rientrando nei business model HTC o HTC&S non abbia superato il test SPPI, è valutata al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (di seguito FVTPL). Le attività finanziarie cedute sono eliminate dall’attivo patrimoniale quando i diritti contrattuali connessi all’ottenimento dei flussi di cassa associati allo strumento finanziario scadono, ovvero sono trasferiti a terzi. La valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito non valutate al fair value con effetti a conto economico è effettuata sulla base del cosiddetto “Expected Credit Loss model”.
Debiti finanziari e prestiti obbligazionari
I debiti finanziari e i prestiti obbligazionari sono rilevati inizialmente al costo, corrispondente al valore equo del corrispettivo ricevuto al netto degli oneri accessori di acquisizione dello strumento. Dopo la rilevazione iniziale, i finanziamenti sono valutati utilizzando il metodo del costo ammortizzato; tale metodo prevede che l’ammortamento venga determinato utilizzando il tasso di interesse effettivo, rappresentato dal tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale. Gli oneri accessori per le operazioni di finanziamento sono classificati nel passivo di stato patrimoniale a riduzione del finanziamento concesso e il costo ammortizzato è calcolato tenendo conto di tali oneri e di ogni eventuale sconto o premio, previsti al momento della regolazione. Gli effetti economici della valutazione secondo il metodo del costo ammortizzato sono imputati alla voce “(Oneri)/Proventi finanziari”.
Attività finanziarie
Il fair value delle attività finanziarie è determinato sulla base dei prezzi di offerta quotati o mediante l’utilizzo di modelli finanziari. I fair value delle attività finanziarie non quotate sono stimati utilizzando apposite tecniche di valutazione adattate alla situazione specifica dell’emittente. Le attività finanziarie per le quali il valore corrente non può essere determinato in modo affidabile sono rilevate al costo ridotto per perdite di valore.
A ciascuna data di rendicontazione, è verificata la presenza di indicatori di perdita di valore e l’eventuale svalutazione è contabilizzata a conto economico. La perdita di valore precedentemente contabilizzata è ripristinata nel caso in cui vengano meno le circostanze che ne avevano comportato la rilevazione.
Azioni proprie
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Come previsto dallo IAS 32, qualora vengano riacquistati strumenti rappresentativi del capitale proprio, tali strumenti (azioni proprie) sono dedotti direttamente al patrimonio netto alla voce Azioni proprie. Nessun utile o perdita viene rilevato nel conto economico all’acquisto, vendita o cancellazione delle azioni proprie.
Il corrispettivo pagato o ricevuto, incluso ogni costo sostenuto direttamente attribuibile all’operazione di capitale, al netto di qualsiasi beneficio fiscale connesso, viene rilevato direttamente come movimento di patrimonio netto.
I diritti di voto legati alle azioni proprie sono annullati così come il diritto a ricevere dividendi. In caso di esercizio nel periodo di opzioni su azioni, queste vengono soddisfatte con azioni proprie.
Contributi
I contributi sono rilevati qualora esista, indipendentemente dalla presenza di una formale delibera di concessione, una ragionevole certezza che la società rispetterà le condizioni previste per la concessione e che i contributi saranno ricevuti, così come stabilito dallo IAS 20 (“Contabilizzazione dei contributi pubblici e informativa sull’assistenza pubblica”).
Il contributo è accreditato a conto economico in base alla vita utile del bene per il quale è concesso, mediante la tecnica dei risconti, in modo da nettare le quote di ammortamento rilevate.
Un contributo riscuotibile come compensazione di spese e costi già sostenuti o con lo scopo di dare un immediato aiuto finanziario all’entità senza che vi siano costi futuri a esso correlati è rilevato come provento nell’esercizio nel quale diventa esigibile.
Rimanenze
Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto ed il valore netto di presumibile realizzo; l’eventuale svalutazione contabilizzata in seguito alla perdita di valore viene ripristinata se negli esercizi successivi non sussistono più i presupposti che avevano portato ad operare la svalutazione stessa.
Il costo viene determinato secondo la configurazione del costo medio ponderato per le materie prime, sussidiarie, di consumo ed i semilavorati ed in base al costo specifico per le altre voci di magazzino.
Il valore di presumibile netto realizzo è costituito dal normale prezzo stimato di vendita nel corso normale delle attività, dedotti i costi stimati di completamento e i costi stimati per realizzare la vendita.
Crediti commerciali ed altre attività a breve termine
I crediti sono iscritti al costo ammortizzato, o se inferiore, al loro presumibile valore di realizzo. Se espressi in valuta i crediti sono valutati al cambio di fine periodo. I crediti, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali o che maturano interessi a valori di mercato, non sono attualizzati e sono iscritti al valore nominale al netto di un fondo svalutazione, esposto a diretta deduzione dei crediti stessi per portare la valutazione al presunto valore di realizzo.
Inoltre, in tale categoria di bilancio sono iscritte quelle quote di costi e proventi, comuni, per competenza, a due o più esercizi, per riflettere correttamente il principio della competenza temporale.
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Cessioni di crediti
Il Gruppo effettua cessioni dei propri crediti commerciali e tributari attraverso operazioni di factoring.
Le operazioni di cessione di crediti possono essere pro-solvendo o pro-soluto; alcune cessioni pro-soluto includono clausole di pagamento differito (ad esempio, il pagamento da parte del factor di una parte minoritaria del prezzo di acquisto è subordinato al totale incasso dei crediti), richiedono una franchigia da parte del cedente o implicano il mantenimento di una significativa esposizione all’andamento dei flussi finanziari derivanti dai crediti ceduti.
Questo tipo di operazioni non rispetta i requisiti richiesti dallo IFRS9 per l’eliminazione dal bilancio delle attività, dal momento che non sono stati sostanzialmente trasferiti i relativi rischi e benefici.
Di conseguenza, tutti i crediti ceduti attraverso operazioni di factoring che non rispettano i requisiti per l’eliminazione stabiliti dallo IFRS9 rimangono iscritti nel bilancio del Gruppo, sebbene siano stati legalmente ceduti; una passività finanziaria di pari importo è contabilizzata nel bilancio consolidato ed iscritta all’interno della voce Debiti verso altri finanziatori. Tutti i crediti ceduti attraverso operazioni di factoring che rispettano i requisiti per l’eliminazione stabiliti dallo IFRS9, dove cioè vengono sostanzialmente trasferiti tutti i rischi e benefici, vengono eliminati dalla situazione patrimoniale e finanziaria.
Gli utili e le perdite relativi alla cessione di tali attività sono rilevati solo quando le attività stesse sono rimosse dalla situazione patrimoniale-finanziaria del Gruppo.
Disponibilità liquide
Le disponibilità liquide sono rappresentate da cassa, depositi a vista presso le banche di relazione e investimenti a breve termine (con scadenza originaria non superiore a tre mesi) comunque facilmente convertibili in ammontare noti di denaro e soggetti ad un rischio non rilevante di cambiamenti di valore rilevati al fair value.
Ai fini della redazione del rendiconto finanziario, le disponibilità liquide sono costituite da cassa, depositi a vista presso le banche e scoperti di conto corrente. Questi ultimi, ai fini della redazione dello stato patrimoniale, sono inclusi nei debiti finanziari del passivo corrente.
Patrimonio Netto
Capitale emesso
La posta è rappresentata dal capitale della Capogruppo sottoscritto e versato; esso è iscritto al valore nominale. Il riacquisto di azioni proprie, valutate al costo inclusivo degli oneri accessori, è contabilizzato come variazione di patrimonio netto e le azioni proprie sono portate a riduzione del capitale sociale per il valore nominale e a riduzione delle riserve per la differenza fra il costo sostenuto per l’acquisto ed il valore nominale.
Sovrapprezzo azioni:
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La posta accoglie l’eccedenza del prezzo di emissione delle azioni rispetto al loro valore nominale; in tale riserva vanno ricomprese anche le differenze che emergono a seguito della conversione delle obbligazioni in azioni.
Altre riserve
Le poste sono costituite da riserve di capitale a destinazione specifica relative alla Capogruppo e dalle rettifiche eseguite in sede di transizione ai principi IAS/IFRS.
Utili (perdite) a nuovo
La posta include i risultati economici degli esercizi precedenti, per la parte non distribuita accantonata a riserva (in caso di utili) o ripianata (in caso di perdite) e i trasferimenti da altre riserve di patrimonio quando si libera il vincolo al quale erano sottoposte. All’interno della posta è inoltre incluso il risultato economico dell’esercizio.
Cancellazione di passività
Una passività finanziaria viene cancellata quando l’obbligazione sottostante la passività è estinta, annullata ovvero onorata. Laddove una passività finanziaria esistente fosse sostituita da un’altra dello stesso prestatore, a condizioni sostanzialmente diverse, oppure le condizioni di una passività esistente venissero sostanzialmente modificate, tale scambio o modifica viene trattato come una cancellazione contabile della passività originale, accompagnata dalla rilevazione di una nuova passività, con iscrizione nel conto economico di eventuali differenze tra i valori contabili.
Strumenti derivati
Il Gruppo Trevi ha adottato una policy di Gruppo approvata dal C.d.A. del febbraio 2008. Gli strumenti finanziari derivati sono inizialmente rilevati al fair value alla data in cui il contratto derivato è sottoscritto e, successivamente, sono nuovamente valutati al fair value. I derivati sono contabilizzati come attività finanziarie quando il fair value è positivo e come passività finanziarie quando il fair value è negativo.
Il fair value degli strumenti finanziari scambiati in un mercato attivo è determinato, a ogni data di bilancio, con riferimento alle quotazioni di mercato o alle quotazioni degli operatori (prezzo di offerta per le posizioni di lungo periodo e prezzo di domanda per le posizioni di breve periodo), senza alcuna deduzione per i costi di transazione.
Per gli strumenti finanziari non trattati in un mercato attivo, il fair value è determinato utilizzando una tecnica di valutazione. Tale tecnica può includere:
l’utilizzo di transazioni recenti a condizioni di mercato;
il riferimento al fair value attuale di un altro strumento sostanzialmente analogo;
un’analisi dei flussi di cassa attualizzati o altri modelli di valutazione.
L’analisi del fair value degli strumenti finanziari e ulteriori dettagli sulla loro valutazione sono riportati nel paragrafo “Informazioni integrative su strumenti finanziari” incluso nel presente documento.
In base allo IFRS9 la rilevazione delle variazioni di fair value varia a seconda della designazione degli strumenti
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derivati (speculativi o di copertura) e della natura del rischio coperto (Fair Value Hedge o Cash Flow Hedge).
Nel caso di contratti designati come speculativi, le variazioni di fair value sono rilevate direttamente a conto economico.
In caso di applicazione del Fair Value Hedge sono contabilizzate a conto economico sia le variazioni di fair value dello strumento di copertura che dello strumento coperto indipendentemente dal criterio di valutazione adottato per quest’ultimo.
In caso di applicazione del Cash Flow Hedge viene sospesa a conto economico complessivo la porzione di variazione del fair value dello strumento di copertura che è riconosciuta come copertura efficace, rilevando a conto economico la porzione inefficace. Le variazioni rilevate direttamente a conto economico complessivo sono rilasciate a conto economico nello stesso esercizio o negli esercizi in cui l’attività o la passività coperta influenza il conto economico.
Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie sono contabilizzati alla data di negoziazione.
Non risultano strumenti finanziari derivati in essere al 31 dicembre 2025 e 2024.
Debiti
I debiti sono iscritti al costo ammortizzato. Se espressi in valuta sono espressi al cambio di fine periodo.
Debito Warrant
L’aumento di capitale tramite esercizio dei warrant rientra nell’ambito di applicazione del principio contabile internazionale IAS 32 “Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio”.
Il paragrafo 15 dello IAS 32 dispone che “l'emittente di uno strumento finanziario deve classificare lo strumento, o i suoi componenti, al momento della rilevazione iniziale come una passività finanziaria, attività finanziaria o uno strumento rappresentativo di capitale in conformità alla sostanza degli accordi contrattuali e alle definizioni di passività finanziaria, di attività finanziaria e di strumento rappresentativo di capitale.
In riferimento alla misurazione al fair value del Warrant, emesso nell’ambito dell’operazione di aumento di capitale effettuata nel corso del 2020, in data 3 giugno 2025 si è concluso il periodo di esercizio dei Warrant con la sottoscrizione di n. 104.340 nuove azioni e versamento di 119.931 euro.
Benefici ai dipendenti
Benefici a breve termine
I benefici a dipendenti a breve termine sono contabilizzati a conto economico nel periodo in cui viene prestata l’attività lavorativa.
Piani a benefici definiti
La Società riconosce ai propri dipendenti benefici a titolo di cessazione del rapporto di lavoro (Trattamento di Fine Rapporto). Tali benefici rientrano nella definizione di piani a benefici definiti determinati nell’esistenza e nell’ammontare ma incerti nella loro manifestazione. La passività è valutata secondo i principi indicati dallo IAS 19 utilizzando il metodo della proiezione unitaria del credito effettuato da attuari
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indipendenti. Tale calcolo consiste nell’attualizzazione dell’importo del beneficio che un dipendente riceverà alla data stimata di cessazione del rapporto di lavoro utilizzando ipotesi demografiche (come il tasso di mortalità ed il tasso di rotazione del personale) ed ipotesi finanziarie (come il tasso di sconto). L’ammontare dell’obbligo di prestazione definita è calcolato annualmente da un attuario esterno indipendente. Gli utili e le perdite attuariali relative a programmi a benefici definiti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali utilizzate o da modifiche delle condizioni del piano sono contabilizzati nel conto economico complessivo nell’esercizio in cui si verificano. Per i piani a contribuzione definita la Società versa contributi a fondi pensionistici sia pubblici che privati su base obbligatoria, contrattuale o volontaria. I contributi sono riconosciuti come costo del lavoro.
A partire dal gennaio 2007 la legge finanziaria e relativi decreti attuativi hanno introdotto modificazioni rilevanti nella disciplina del T.F.R., tra cui la scelta del lavoratore in merito alla destinazione del proprio TFR maturando. In particolare, i nuovi flussi di T.F.R. possono essere indirizzati dal lavoratore a forme pensionistiche integrative da lui prescelte oppure mantenuti in azienda.
Piani a contribuzione definita
Il Gruppo partecipa a piani pensionistici a contribuzione definita a gestione pubblica. Il versamento dei contributi esaurisce l’obbligazione del Gruppo nei confronti dei propri dipendenti. I contributi costituiscono pertanto costi del periodo in cui sono dovuti.
Pagamenti basati su azioni
I principali dirigenti e alcuni managers della Società possono ricevere parte della remunerazione sotto forma di pagamenti basati su azioni. Secondo quanto stabilito dall’IFRS 2 gli stessi sono da considerarsi piani regolati con strumenti rappresentativi di capitale (cosiddetti “equity settled”). La maturazione del diritto al pagamento è correlata ad un periodo di vesting durante il quale i managers devono svolgere la loro attività come dipendenti. Pertanto, nel corso del periodo di vesting, il valore corrente dei pagamenti basati su azioni alla data di assegnazione è rilevato a conto economico come costo con contropartita un’apposita riserva del patrimonio netto. Variazioni del valore corrente successive alla data di assegnazione non hanno effetto sulla valutazione iniziale. In particolare, il costo, corrispondente al valore corrente delle opzioni alla data di assegnazione, è riconosciuto tra i costi del personale sulla base di un criterio a quote costanti lungo il periodo intercorrente tra la data di assegnazione e quella di maturazione, con contropartita riconosciuta a patrimonio netto.
Fondi per rischi ed oneri, attività e passività potenziali
I fondi per rischi ed oneri rappresentano passività probabili di ammontare e/o scadenza incerta derivanti da eventi passati il cui adempimento comporterà l’impiego di risorse economiche. Gli accantonamenti sono stanziati esclusivamente in presenza di un’obbligazione attuale, legale o implicita, derivante da eventi passati e per i quali alla data di chiusura del bilancio può essere effettuata una stima attendibile dell’importo derivante dall’adempimento dell’obbligazione. L’importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima dell’onere necessario per l’adempimento dell’obbligazione alla data di rendicontazione. I fondi accantonati sono riesaminati ad ogni data di rendicontazione infrannuale e rettificati in modo da rappresentare la migliore stima corrente.
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Laddove è previsto che l’esborso finanziario relativo all’obbligazione avvenga oltre i normali termini di pagamento l’importo dell’accantonamento è rappresentato dal valore attuale dei pagamenti futuri attesi per l’estinzione dell’obbligazione.
Le attività potenziali non sono rilevate in bilancio; le passività potenziali valutati possibili ma non probabili non sono rilevate in bilancio è fornita, tuttavia, informativa a riguardo per quelle di ammontare significativo.
Imposte sul reddito dell’esercizio
Le imposte correnti sono calcolate sulla base del reddito imponibile dell’esercizio e della normativa di riferimento, applicando le aliquote fiscali vigenti alla data di bilancio.
Le aliquote e la normativa fiscale utilizzate per calcolare l’importo sono quelle emanate, o sostanzialmente in vigore, alla data di chiusura di bilancio nei paesi dove il Gruppo opera e genera il proprio reddito imponibile.
Le imposte correnti relative a elementi rilevati al di fuori del conto economico sono rilevate anch’esse al di fuori del conto economico e, quindi, nel prospetto del conto economico complessivo, coerentemente con la rilevazione dell’elemento cui si riferiscono.
Le imposte differite sono calcolate a fronte di tutte le differenze temporanee che emergono tra il valore fiscale di una attività e il relativo valore in bilancio (“liability method”). Le imposte differite sono calcolate utilizzando le aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili negli esercizi nei quali le differenze temporanee saranno realizzate o estinte.
Le imposte correnti e differite sono rilevate nel Conto Economico, ad eccezione di quelle relative a voci direttamente addebitate o accreditate a conto economico complessivo che sono contabilizzate direttamente a conto economico complessivo.
Le attività per imposte anticipate sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili e per le attività e passività fiscali portate a nuovo, nella misura in cui sia probabile l’esistenza di adeguati utili fiscali futuri che possano rendere applicabile l’utilizzo delle differenze temporanee deducibili e delle attività e passività fiscali portate a nuovo.
Il valore di carico delle imposte differite attive viene riesaminato a ciascuna data di bilancio e ridotto nella misura in cui non sia più probabile che saranno disponibili in futuro sufficienti imponibili fiscali da permettere in tutto o in parte l’utilizzo di tale credito. Le imposte differite attive non rilevate sono riesaminate ad ogni data di bilancio e sono rilevate nella misura in cui diventati probabile che i redditi fiscali saranno sufficienti a consentire il recupero di tali imposte differite attive.
Le previsioni di recuperabilità sono prudenzialmente basate sull’analisi della miglior stima degli imponibili fiscali su un orizzonte temporale limitato, prossimo all’orizzonte definito dal piano pluriennale.
Garanzie e passività potenziali
Evidenziano gli impegni assunti, le garanzie prestate nonché i beni ricevuti e dati in deposito a vario titolo nei confronti di terzi non compresi nel perimetro di consolidamento. Le passività potenziali sono descritte nelle note esplicative qualora valutate come possibili. Le garanzie finanziarie sono rilevate al loro fair value fra le passività; le altre garanzie sono rilevate fra i fondi rischi quando risultano esistenti i criteri per l’iscrizione (probabilità di accadimento).
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Ricavi e costi
La rilevazione dei ricavi da contratti con la clientela viene effettuata applicando un modello che prevede cinque step: (i) identificazione del contratto con il cliente; (ii) identificazione delle performance obligation previste dal contratto; (iii) determinazione del corrispettivo della transazione; (iv) allocazione del corrispettivo della transazione alle performance obligation; (v) rilevazione dei ricavi al momento (o nel corso) della soddisfazione della singola performance obligation, ossia all’atto del trasferimento al del bene o del servizio promesso.
I ricavi riferiti ai lavori su commessa sono determinati in base alla percentuale di completamento, come più ampiamente descritto in seguito.
I costi sono imputati secondo il principio della competenza temporale.
Parallelamente allo sviluppo del modello a cinque fasi, l’IFRS 15 tratta alcuni argomenti, quali costi contrattuali, modifiche contrattuali e informativa di bilancio.
Di seguito vengono sintetizzate le modalità applicative seguite dal Gruppo nell'applicazione dell’IFRS 15.
Identificazione del contratto con il cliente:
Un contratto verso il committente viene identificato e valutato in base all’IFRS 15 a seguito della firma vincolante del contratto di appalto che determina il sorgere delle obbligazioni reciproche tra il Gruppo e il committente. Nell’identificazione del contratto vengono considerate le condizioni previste dal paragrafo 9 dell’IFRS 15.
Identificazione delle performance obbligation e ripartizione del corrispettivo contrattuale:
Nell’ottica dei contratti con i committenti del Gruppo solitamente la performance obligation è rappresentata dall’opera nel suo complesso. Infatti, nonostante le singole performance obligation previste nel contratto possano essere per loro natura distinte, nel contesto del contratto sono caratterizzate da forte interdipendenza e integrazione finalizzate al trasferimento al committente dell’infrastruttura nel suo complesso. Nei casi in cui vengano identificate più performance obligation nell’ambito del medesimo contratto si rende necessario attribuire alle performance obligation distinte l’appropriata quota di corrispettivo contrattuale in base all’IFRS 15. Nelle pratiche commerciali del Gruppo, solitamente i contratti con i clienti specificano dettagliatamente le componenti di prezzo per ogni item contrattuale (prezzo osservabile dal contratto).
Determinazione dei termini per l’adempimento delle performance obligation e riconoscimento dei Ricavi:
I contratti con i committenti tipicamente sottoscritti nell’ambito del Gruppo prevedono obbligazioni adempiute nel corso del tempo sulla base dell’avanzamento graduale delle attività e del trasferimento temporale del controllo dell’opera al committente.
Le ragioni per cui il riconoscimento nel corso del tempo viene considerato maggiormente rappresentativo sono:
il cliente controlla l’opera oggetto del contratto nel momento in cui viene costruita;
l’opera in corso di costruzione non può avere un uso alternativo e il Gruppo detiene il diritto a incassare il corrispettivo per le prestazioni rese nel corso della realizzazione.
In considerazione della natura dei contratti e della tipologia dei lavori, l’avanzamento delle commesse a lungo
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termine è determinato mediante l’utilizzo di un metodo basato sugli input in base alla percentuale che emerge dal rapporto fra i costi sostenuti e costi totali previsti, applicata al ricavo contrattuale complessivo previsto. Tale metodologia di determinazione consente una misurazione oggettiva del trasferimento del controllo al cliente in quanto prende in considerazione le variabili quantitative relative al contratto, nella sua completezza.
Determinazione del corrispettivo contrattuale:
Data la complessità ingegneristica ed operativa, la dimensione e la durata pluriennale di realizzazione delle opere, i corrispettivi contrattuali, oltre al corrispettivo base stabilito nel contratto, includono corrispettivi aggiuntivi che rivestono elementi di cui si deve tenere conto. In particolare, i corrispettivi derivanti da riserve rappresentano corrispettivi aggiuntivi richiesti a fronte di maggiori oneri sostenuti (e/o da sostenere) per cause o eventi non prevedibili e imputabili al committente (cd. “claim”), oppure derivanti dai maggiori lavori eseguiti (e/o da sostenere) rispetto quelli contrattualmente previsti (cd “change order”). Conformemente a quanto previsto dall’IFRS 15, claims e change orders sono inclusi nell’ammontare dei ricaviuna modifica contrattuale esiste se quest’ultima viene approvata, in forma scritta, tramite accordo orale o attraverso le prassi commerciali del settore se la circostanza che i connessi ricavi non vengano stornati in futuro sia considerata “altamente probabile”. Al fine di queste valutazioni vengono presi in considerazione tutti gli aspetti rilevanti e le circostanze, incluso i termini del contratto stesso, le prassi commerciali e negoziali del settore o altre evidenze a supporto, applicando logiche ispirate ad un principio di prudenza.
Penali:
Il contratto con il committente può prevedere la maturazione di penali passive derivanti da inadempimento di determinate clausole contrattuali (quali ad esempio il mancato rispetto delle tempistiche di consegna). Nel momento in cui l’entità ha gli elementi per definire come “ragionevolmente prevedibile” la maturazione delle penali contrattuali, queste ultime vengono considerate a riduzione dei corrispettivi contrattuali. Per fare dette valutazioni vengono analizzati tutti gli indicatori, disponibili alla data di riferimento del bilancio, al fine di stimare la probabilità di un inadempimento contrattuale che possa comportare la maturazione di penali passive.
Perdite a finire:
L’IFRS 15 non disciplina esplicitamente il trattamento contabile relativo ai contratti in perdita, ma rinvia al trattamento contabile definito dallo IAS 37, che disciplina la metodologia di misurazione e classificazione (precedentemente dettati dallo IAS 11) dei contratti onerosi. In particolare, secondo la definizione dello IAS 37, un contratto è oneroso quando i costi non discrezionali (“unavoidable costs of meeting the obligation”) eccedono i benefici economici attesi. L’eventuale perdita attesa deve essere stanziata in bilancio in un apposito fondo per rischi nel momento in cui tale perdita risulti probabile sulla base delle ultime stime effettuate dal management. Tale approccio valutativo risulta maggiormente rappresentativo dei differenti margini di commessa, in relazione alla natura dei beni e servizi trasferiti al cliente.
Esposizione in bilancio:
Le attività e le passività derivanti dal contratto sono classificate nelle voci della situazione patrimoniale e finanziaria “Crediti commerciali e altre attività a breve termine” e “Debiti commerciali e altre passività a breve termine”, rispettivamente nella sezione dell’attivo e del passivo. La classificazione tra attività e passività
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contrattuali, in base a quanto stabilito dell’IFRS 15, è in funzione del rapporto tra la prestazione del Gruppo e il pagamento del cliente: le voci in esame rappresentano, infatti, la somma delle seguenti componenti analizzate singolarmente per ciascuna commessa: (+) Valore dei lavori progressivi, determinato in base alle norme stabilite dall’IFRS 15, secondo il metodo del Cost-to-Cost (-) Acconti ricevuti su lavori certificati (SAL) (-) Anticipi contrattuali. Se il valore risultante è positivo, il saldo netto della commessa è esposto nella voce “Crediti commerciali e altre attività a breve termine”, viceversa, è esposto nella voce “Debiti commerciali e altre passività a breve termine”. Qualora, in base al contratto, i valori in esame esprimano un diritto incondizionato al corrispettivo vengono presentati come crediti. Il conto economico del Gruppo evidenzia una voce di ricavo denominata “Ricavi delle vendite e delle prestazioni”, presentata e valutata secondo il principio IFRS 15. La voce denominata “Altri ricavi operativi” include i proventi derivanti da transazioni diverse dai contratti verso i committenti ed è valutata secondo quanto stabilito da altri principi o da specifiche “Accounting Policy Election” di Gruppo. In particolare, quest’ultima voce accoglie proventi relativi a: plusvalenze da cessione di immobilizzazioni; proventi per riaddebito di costi, sopravvenienze attive, ricavi per ribalto costi dei consorzi e delle società consortili di diritto italiano. Con riferimento a quest’ultima fattispecie, si segnala che l’attività del Gruppo è caratterizzata dalla partecipazione in numerose entità di progetto che, soprattutto con riferimento alla realtà italiana, utilizzano la struttura consortile caratterizzata dal funzionamento a ribalto costi. Sotto il profilo della classificazione in base ai principi IFRS 10 e 11, tali entità sono state qualificate come controllate, collegate e joint venture; considerando che tale fattispecie di ricavo non si riferisce all’esecuzione delle attività previste nel contratto di costruzione e non derivano da transazioni contrattuali con il committente, tali componenti positive di reddito sono state classificate tra gli “Altri ricavi operativi”.
Proventi ed oneri finanziari
I ricavi e gli oneri finanziari sono rilevati a conto economico in base al principio della competenza temporale tenendo conto del tasso effettivo applicabile.
Per tutti gli strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato e le attività finanziarie fruttifere classificate come disponibili per la vendita, gli interessi attivi sono rilevati utilizzando il tasso di interesse effettivo, che è il tasso che precisamente attualizza i pagamenti e gli incassi futuri, stimati lungo la vita attesa dello strumento finanziario o su un periodo più breve, quando necessario, rispetto al valore netto contabile dell’attività o passività finanziaria. Gli interessi attivi sono classificati tra i proventi finanziari nel conto economico.
Dividendi
Sono rilevati quando sorge il diritto degli Azionisti a ricevere il pagamento che normalmente corrisponde alla delibera assembleare di distribuzione dei dividendi.
La distribuzione di dividendi agli Azionisti viene registrata come passività nel bilancio nel periodo in cui la distribuzione degli stessi viene approvata dall’Assemblea degli Azionisti.
Utile per azione
L’utile base per azione è calcolato dividendo la quota di risultato economico del Gruppo, attribuibile alle azioni ordinarie, per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione, escludendo le azioni proprie.
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L’utile diluito per azione è calcolato dividendo l’utile o la perdita attribuibile agli Azionisti della Capogruppo per la media ponderata delle azioni in circolazione, tenendo conto degli effetti di tutte le potenziali azioni ordinarie con effetto diluitivo.
Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate
Un’attività operativa cessata è un componente del Gruppo le cui operazioni e i cui flussi finanziari sono chiaramente distinguibili dal resto del Gruppo che:
rappresenta un importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività;
fa parte di un unico programma coordinato di dismissione di un importante ramo autonomo di attività o un’area geografica di attività; o
è una entità controllata acquisita esclusivamente con l’intenzione di rivenderla.
Un’attività operativa viene classificata come cessata al momento della vendita oppure quando soddisfa le condizioni per la classificazione nella categoria ‘posseduta per la vendita, se antecedente.
Quando un’attività operativa viene classificata come cessata, il conto economico complessivo comparativo viene rideterminato come se l'attività operativa fosse cessata a partire dall’inizio dell’esercizio comparativo.
Criteri di conversione delle poste in valuta
I crediti e debiti espressi in valute non appartenenti all’area euro sono originariamente convertiti in euro ai cambi storici alla data delle relative operazioni.
Le differenze cambio realizzate in occasione dell’incasso dei crediti e del pagamento dei debiti in valuta estera sono iscritte a conto economico al momento del realizzo.
Le attività e le passività in valuta, ad eccezione delle immobilizzazioni materiali, immateriali e partecipazioni, sono adeguate al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio ed i relativi utili o perdite su cambi sono imputati a Conto Economico. I contratti di compravendita a termine di valuta sono posti in essere per la copertura del rischio di fluttuazione dei corsi delle divise. Per quanto riguarda la contabilità delle filiali estere della controllata Trevi S.p.A. si rende noto che questa viene tenuta nella valuta dell’ambiente economico primario in cui esse operano (valuta funzionale). Alla chiusura dell’esercizio, si procede alla conversione dei saldi patrimoniali in valuta, in base al cambio puntuale al 31 di dicembre, pubblicato sul sito dell’Ufficio Italiano Cambi e le eventuali differenze di cambio sono riflesse a conto economico.
Uso di stime
La predisposizione dei bilanci consolidati richiede da parte degli Amministratori l’applicazione di principi e metodologie contabili che, in talune circostanze, si basano su difficili e soggettive valutazioni e stime basate sull’esperienza storica ed assunzioni che vengono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in funzione delle relative circostanze. In considerazione del documento congiunto Banca d’Italia/Consob/Isvap 2 del 6 febbraio 2009 si precisa che le stime sono basate sulle più recenti informazioni di cui gli Amministratori dispongono al momento della redazione del bilancio, non intaccandone, pertanto, l’attendibilità.
L’applicazione di tali stime ed assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali la
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situazione patrimoniale - finanziaria, il conto economico ed il rendiconto finanziario, nonché l’informativa fornita. I risultati finali delle poste di bilancio per le quali sono state utilizzate le suddette stime ed assunzioni, possono differire da quelli riportati nei bilanci a causa dell’incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulla quali si basano le stime.
Di seguito sono elencate le voci di bilancio che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione delle stime e per i quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate può avere un impatto significativo sul bilancio consolidato del Gruppo:
Attività da contratti;
Imposte differite attive;
Accantonamenti per rischi su crediti;
Accantonamenti per rischi e oneri;
Recuperabilità dell’attivo non corrente - Impairment test;
Spese di sviluppo;
Benefici ai dipendenti.
Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi nel conto economico nel periodo in cui la variazione è avvenuta.
Impairment della attività finanziarie e delle financial guarantees
L’Impairment si applica a tutte le attività finanziarie valutate al Costo Ammortizzato e al Fair Value con variazioni di valore presentate nella voce Other Comprehensive Income (FVOCI), mentre sono escluse quelle al Fair Value i cui effetti delle variazioni sono rilevati a Conto Economico. Inoltre, rientrano nel perimetro di applicazione anche le seguenti tipologie di strumenti:
Loan Committment;
Crediti per leasing;
Contract asset;
Garanzie finanziarie incluse nell’IFRS 9.
Le garanzie finanziarie non valutate al Fair Value rilevato a Conto Economico sono incluse nell’ambito di applicazione delle disposizioni dell’IFRS 9 relativamente all’impairment.
La definizione di garanzia finanziaria resta invariata rispetto a quanto già previsto dallo IAS 39 per il quale risultava che:
Una garanzia finanziaria rappresenta un contratto nel quale la Società è tenuta ad onorare gli obblighi contrattuali di una terza parte nel momento in cui questa non rimborsi il proprio creditore”.
La Società iscrive le garanzie finanziarie in Bilancio al fair value alla data di rilevazione iniziale ovvero alla data in cui diventa parte delle clausole contrattuali. Le garanzie finanziarie sono poi soggette ad impairment; pertanto, alle date di valutazione successive, il loro valore d’iscrizione sarà pari al maggiore tra il valore di iscrizione iniziale, al netto di eventuale ammortamento dei costi, e l’expected credit loss determinato secondo le nuove disposizioni dell’IFRS 9.
La regola generale di impairment prevista dall’IFRS 9 ha l’obiettivo di dare rappresentazione del deterioramento o del miglioramento della qualità del credito nel valore delle attività finanziarie detenute dalla Società. La modalità con cui si calcola l’ammontare di perdita attesa riconosciuta dipende, dunque, dalla
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variazione del rischio di credito dall’iscrizione iniziale dell’attività alla data di valutazione.
Pertanto, ad ogni reporting date, la Società rileverà l’accantonamento per le perdite future attese distinguendo tra differenti stage di collocazione che riflettono il merito creditizio della controparte, in particolare:
Stage 1 - per le attività che non hanno subito un incremento significativo del rischio di credito rispetto a quanto registrato al momento della rilevazione iniziale si dovrà procedere a rilevare un accantonamento che rifletta la 12-months ECL, ovvero la probabilità che si verifichino eventi di default nei successivi 12 mesi (IFRS 9 § par. 5.5.5);
Stage 2 - per le attività che, invece, hanno subito un incremento significativo nel rischio di credito rispetto a quanto registrato al momento della rilevazione iniziale si dovrà procedere a rilevare un accantonamento che rifletta la lifetime ECL, ovvero la probabilità che si verifichino eventi di default nella vita dello strumento (IFRS 9 §par. 5.5.3).
Stage 3 - per le attività che presentano evidenze effettive di impairment, l’accantonamento dovrà riflettere una svalutazione rappresentativa di un ECL su base lifetime, con probabilità di default pari al 100% (IFRS 9 §par. 5.5.3).
In aggiunta, l’IFRS 9 §par. 5.5.15 prevede anche la possibilità di adottare un approccio semplificato per il calcolo delle perdite attese esclusivamente per le seguenti categorie:
Crediti commerciali e Contract Assets che:
oNon contengono una componente finanziaria significativa; o
oContengono una componente finanziaria significativa ma la Società stabilisce a livello di policy contabile di misurare le perdite attese su base lifetime.
Crediti per leasing.
L’approccio semplificato parte dall’impostazione prevista per l’approccio generale, senza tuttavia richiedere alla Società di monitorare le variazioni del rischio di credito della controparte in quanto l’expected loss è sempre calcolata su base lifetime.
Il modello di impairment descritto nella presente istruzione operativa è stato applicato a tutte le attività finanziarie come definite dall’IFRS 9. Di seguito si riportano in particolare, le principali caratteristiche degli approcci adottati dal Gruppo e previsti da IFRS 9: Simplified Approach e General Approach.
Simplified Approach
L’approccio semplificato è stato adottato dal Gruppo con riferimento a:
crediti commerciali (incluse le fatture da emettere);
contract assets (“work in progress” attivi al netto degli anticipi ricevuti);
crediti per anticipi erogati a fornitori.
Per tali fattispecie sono state applicate le regole dell’approccio semplificato indicate da IFRS 9, calcolando il valore del fondo svalutazione mediante il prodotto dei seguenti fattori:
EAD - Exposure At Default: esposizione contabile alla data di valutazione;
PD - Probability of Default: la probabilità che l’esposizione oggetto di valutazione possa andare in default e quindi non essere rimborsata. Come driver per la determinazione della probabilità di default dell’esposizione è stata considerata quella specifica della controparte. In particolare, la PD è stata determinata utilizzando fonti esterne (info-provider) e qualora non presente il dato specifico della
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controparte oggetto di valutazione, è stata applicata una PD espressiva del segmento di mercato di appartenenza della controparte o, in caso di campione poco rappresentativo, come ultima alternativa, la PD media rappresentativa del portafoglio crediti. Per le esposizioni verso controparti governative la PD utilizzata è quella relativa allo Stato di riferimento della controparte;
LGD - Loss Given Default: percentuale attesa di perdita in caso di default del creditore. Il modello di impairment IFRS 9 prevede la possibilità di calcolare internamente il parametro identificato della perdita attesa in caso di default. In alternativa a quest’ultimo, data l’impossibilità di ricostruire una base dati storica congrua al calcolo della LGD, il Gruppo ha deciso di adottare il parametro standard definito per la normativa bancaria e pari al 45%.
Per le attività finanziarie rientranti dell’approccio semplificato è stato identificato il periodo di default sulla base delle statistiche di incasso delle poste attive rientranti nel perimetro. Pertanto:
per le posizioni “in bonis” ovvero quelle non scadute, con riferimento esclusivo ai crediti commerciali ed alle fatture da emettere, la PD è definita su un orizzonte temporale di riferimento di 60 giorni, in coerenza con l’orizzonte medio di dilazione di pagamento che il Gruppo ha concordato sulla base:
odelle diverse aree geografiche in cui operano le singole legal entity di ogni divisione le cui dilazioni medie di pagamento divergono ma si discostano da un orizzonte medio di Gruppo pari a 2 mensilità;
oalle caratteristiche del business in cui la Società opera e sulle caratteristiche dei crediti commerciali che, per la maggior parte dei crediti emessi, richiedono una dilazione di pagamento a breve scadenza;
per le posizioni scadute entro il periodo di default (stabilito ad una soglia di 360 giorni dalla data di scadenza del credito), la PD è espressiva di un orizzonte temporale pari ad 1 anno. Il Gruppo ha concordato l’applicazione di una soglia di default diversa da quella definita dal principio contabile IFRS 9 (i.e. 90 giorni di scaduto), rigettando tale presunzione (si veda IFRS 9, par. B5.5.37) sulla base:
odagli evidenti ritardi nei pagamenti da parte dei propri clienti, che molto spesso avvengono oltre i 90 giorni dalla scadenza del documento;
oda eventuali ritardi nei pagamenti dovuti alle caratteristiche del business in cui opera la società e, più in particolare, da potenziali ritardi nella fornitura di beni e servizi che il Gruppo offre ai propri clienti, generando un saldo da parte dei clienti solo a conclusione di un servizio, piuttosto che alla consegna fisica di un bene. Nello specifico:
difficoltà temporanee di pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni;
un rallentamento nelle vendite dei beni oggetto di costruzione;
difficoltà oggettive a ricevere incassi da clienti di alcuni paesi dettate da situazioni contingenti di natura legislativa o valutaria;
intralci temporanei dovuti al rapporto fra cliente e fornitore che si sviluppa nel corso di una commessa;
due date di non facile determinazione nel caso di pagamenti di ritenute a garanzia o somme precedentemente oggetto di contenzioso;
Entrando nel merito delle singole divisioni del gruppo: per la divisione Soilmec le vendite sono principalmente fatte tramite dealer/agenti con i quali esiste una "linea di credito" che viene regolarmente monitorata. Le partite scadute sono comunque oggetto di garanzia mediante le macchine in stock presso la yard del dealer. Sulle vendite, inoltre, salvo pochi casi, il pagamento avviene contestualmente alla consegna dell'attrezzatura o con una dilazione concordata per particolari clienti con cui esiste una "storicità".
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Per tali motivi, il Gruppo ha prolungato il riconoscimento di un default optando per l’applicazione di una soglia pari ad 1 anno, ritenendo il superamento di tale soglia come identificativo di una effettiva difficoltà della controparte nel far fronte ai propri impegni debitori, generando un mancato incasso del credito per le società del Gruppo.
per le posizioni scadute oltre il periodo di default, invece, la PD è stata posta pari al 100%.
Il modello di valutazione dell’impairment dei contract assets e degli anticipi a fornitori, similmente a quanto definito per i crediti commerciali scaduti ma non in default, prevede l’applicazione di una PD espressiva di un orizzonte temporale di 1 anno.
Tuttavia, all’applicazione delle regole quantitative per il calcolo del fondo svalutazione dei crediti, può seguire l’applicazione di una percentuale di svalutazione specifica per determinate posizioni (i.e. clienti) sulla base dell’esperienza del management e/o di specifiche informazioni qualitative a disposizione.
General Approach
Per ciò che concerne, invece, le poste oggetto di impairment IFRS 9 che presentano i presupposti per l’applicazione del General Approach, la Società ha provveduto a definire una metodologia di Expected Credit Loss per ogni cluster di merito creditizio definito per tali esposizioni.
Financial Guarantees
Come anticipato, l’approccio generale prevede che la definizione dei parametri con cui si calcola l’ammontare di perdita attesa riconosciuta dipende dalla variazione del rischio di credito che l’attività ha subito dall’iscrizione iniziale alla data di valutazione.
Per la valutazione dell’incremento del rischio di credito, il Gruppo ha preso in considerazione tutte le informazioni ragionevoli e accettabili che ha a disposizione o che può ottenere senza incorrere in oneri eccessivi.
Il Principio, inoltre, fornisce una lista esemplificativa delle variabili che possono essere considerate come driver per l’incremento del rischio di credito e che possono essere distinte in: dati macro economici (modifiche nella normativa, instabilità politica), dati relativi alla controparte (peggioramento nei risultati economico/finanziari, downgrade del credit rating), dati di mercato (CDS, credit spread, rating) e dati relativi al contratto (perdita di valore nei collateral, modifiche contrattuali sfavorevoli).
Di conseguenza, il calcolo dell’impairment su queste poste è stato effettuato in applicazione delle seguenti regole:
Stage Allocation: l’allocazione in stage delle garanzie finanziarie della Holding è stato guidato da driver qualitativi e quantitativi, utilizzando le informazioni presenti su fonti esterne (info provider), la variazione della probability of default e quanto stabilito dai diversi accordi con gli istituti bancari creditori del Gruppo.
In base ai parametri utilizzati ai fini della stage allocation, le garanzie finanziarie erogate da parte di Trevi Finanziaria SpA nei confronti delle società appartenenti alle divisioni del Gruppo, sono state classificate all’interno del cluster identificativo delle attività con un aumento del rischio di credito rispetto alla data di erogazione iniziale tale da procedere a rilevare un accantonamento che rifletta la lifetime ECL, ovvero
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la probabilità che si verifichino eventi di default nella vita dello strumento.
Calcolo della perdita attesa: alla stregua di quanto descritto per i crediti commerciali del Gruppo, il calcolo dell’Expected Credit Loss per le posizioni relative alle garanzie finanziarie erogate è stato effettuato mediante il prodotto dei tre parametri di rischio:
oPD Probability of Default come driver per la determinazione della probabilità di default dell’esposizione è stata considerata la divisione di appartenenza della società per la quale è stata prestata la garanzia da parte della Capogruppo. In particolare, la PD è stata determinata utilizzando fonti esterne (info-provider) e, qualora non presente, il dato specifico della società oggetto di valutazione, è stata applicata una PD espressiva del segmento di mercato di appartenenza della divisione;
oLGD Loss Given Default: il Gruppo ha deciso di adottare il parametro standard definito per la normativa bancaria e pari al 45%, quale parametro identificato della perdita attesa in caso di default.
oEAD – Exposure at Default: pari all’ammontare della garanzia rilasciata.
IAS 29 Rendicontazione contabile in economie iper-inflazionate
Lo IAS 29, Financial reporting in hyperinflationary economies, si applica nei casi in cui la valuta funzionale di un’entità è ″iperinflazionata″. Lo IAS 29 richiede che il bilancio (inclusi i dati corrispondenti riferiti al periodo comparativo) sia esposto nell'unità di misura corrente alla data di chiusura dell'esercizio. Ciò in quanto la moneta in una economia iperinflazionata perde significativamente valore d’acquisto da un esercizio all’altro cosicché la presentazione del bilancio su valori storici, anche se di pochi mesi, non fornisce informazioni pertinenti agli utilizzatori del bilancio.
Durante il 2023, l'elenco delle economie iperinflazionate ha continuato a evolversi rapidamente a causa del deterioramento delle condizioni economiche e l'elevata inflazione in diversi paesi. Queste giurisdizioni devono applicare lo IAS 29 e di conseguenza devono rideterminare il bilancio (sia dell'esercizio corrente che del periodo comparativo) per riflettere i tassi di inflazione correnti.
In Argentina e in Venezuela, a seguito di un lungo periodo di osservazione dei tassi di inflazione che nell’arco dell’ultimo triennio ha superato il 100%, è stato raggiunto, nel corso del 2018, un consenso a livello globale relativamente al verificarsi delle condizioni che hanno determinato la presenza di iperinflazione in conformità ai principi contabili internazionali (IFRS International Financial Reporting Standards). Ne consegue che tutte le società consolidate operanti in Argentina e in Venezuela hanno applicato il principio IAS 29 “Financial reporting in hyperinflationary economies” nella predisposizione dei dati finanziari da includere nel bilancio consolidato, come avvenuto nell’esercizio precedente.
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Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS Accounting standards applicati dal gennaio 2025
I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS Accounting Standards sono stati applicati per la prima volta dal Gruppo a partire dal 1° gennaio 2025:
In data 15 agosto 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability”. Il documento richiede ad un’entità di identificare una metodologia da applicare in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un’altra e, quando ciò non è possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l’informativa da fornire in nota integrativa. L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio consolidato del Gruppo.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS Accounting Standards omologati dall’Unione Europea, non ancora obbligatoriamente applicabili e non adottati in via anticipata dal Gruppo al 31 dicembre 2025
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea hanno concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti, ma tali principi non sono obbligatoriamente applicabili e non sono stati adottati in via anticipata dal Gruppo al 31 dicembre 2025:
In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato il documento “Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments—Amendments to IFRS 9 and IFRS 7″. Il documento chiarisce alcuni aspetti problematici emersi dalla post-implementation review dell’IFRS 9, tra cui il trattamento contabile delle attività finanziarie i cui rendimenti variano al raggiungimento di obiettivi ESG (i.e. green bonds). In particolare, le modifiche hanno l’obiettivo di:
oChiarire la classificazione delle attività finanziarie con rendimenti variabili e legati ad obiettivi ambientali, sociali e di governance aziendale (ESG) ed i criteri da utilizzare per l’assessment del SPPI test;
odeterminare che la data di regolamento delle passività tramite sistemi di pagamento elettronici è quella in cui la passività risulta estinta. Tuttavia, è consentito ad un’entità di adottare una politica contabile per consentire di eliminare contabilmente una passività finanziaria prima di consegnare liquidità alla data di regolamento in presenza di determinate condizioni specifiche.
Con queste modifiche, lo IASB ha inoltre introdotto ulteriori requisiti di informativa riguardo in particolare ad investimenti in strumenti di capitale designati a FVOCI.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal gennaio 2026, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di tale emendamento.
In data 18 dicembre 2024 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato Contracts Referencing Nature-dependent Electricity Amendment to IFRS 9 and IFRS 7”. Il documento ha l’obiettivo di supportare le entità nel rendicontare gli effetti finanziari dei contratti di acquisto di elettricità prodotta da fonti rinnovabili (spesso strutturati come Power Purchase Agreements). Sulla base di tali contratti, la
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quantità di elettricità generata ed acquistata può variare in base a fattori incontrollabili quali le condizioni meteorologiche. Lo IASB ha apportato emendamenti mirati ai principi IFRS 9 e IFRS 7. Gli emendamenti includono:
oun chiarimento riguardo all’applicazione dei requisiti di “own use” a questa tipologia di contratti;
odei criteri per consentire la contabilizzazione di tali contratti come strumenti di copertura; e,
odei nuovi requisiti di informativa per consentire agli utilizzatori del bilancio di comprendere l'effetto di questi contratti sulle performance finanziarie e sui flussi di cassa di un’entità.
La modifica si applicherà dal gennaio 2026, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di tale emendamento.
In data 18 luglio 2024 lo IASB ha pubblicato un documento denominato Annual Improvements Volume 11”. Il documento include chiarimenti, semplificazioni, correzioni e cambiamenti volti a migliorare la coerenza di diversi IFRS Accounting Standards. I principi modificati sono:
oIFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards;
oIFRS 7 Financial Instruments: Disclosures e le relative linee guida sull'implementazione dell'IFRS 7;
oIFRS 9 Financial Instruments;
oIFRS 10 Consolidated Financial Statements; e
oIAS 7 Statement of Cash Flows.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal gennaio 2026. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di tale emendamento.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS Accounting Standards non ancora omologati dall’Unione Europea.
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.
In data 9 aprile 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements che sostituirà il principio IAS 1 Presentation of Financial Statements. Il nuovo principio si pone l’obiettivo di migliorare la presentazione degli schemi di bilancio, con particolare riferimento allo schema del conto economico. In particolare, il nuovo principio richiede di:
oclassificare i ricavi e i costi in tre nuove categorie (sezione operativa, sezione investimento e sezione finanziaria), oltre alle categorie imposte e attività cessate già presenti nello schema di conto economico;
oPresentare due nuovi sub-totali, il risultato operativo e il risultato prima degli interessi e tasse (i.e. EBIT).
Il nuovo principio inoltre:
orichiede maggiori informazioni sugli indicatori di performance definiti dal management;
ointroduce nuovi criteri per l'aggregazione e la disaggregazione delle informazioni; e,
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ointroduce alcune modifiche allo schema del rendiconto finanziario, tra cui la richiesta di utilizzare il risultato operativo come punto di partenza per la presentazione del rendiconto finanziario predisposto con il metodo indiretto e l’eliminazione di alcune opzioni di classificazione di alcune voci attualmente esistenti (come ad esempio interessi pagati, interessi incassati, dividendi pagati e dividendi incassati).
Il nuovo principio entrerà in vigore dal gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata. Al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti dell’introduzione di questo nuovo principio sul bilancio consolidato del Gruppo.
In data 9 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures (unitamente agli Amendments to IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures pubblicati il 21 agosto 2025). Il nuovo principio introduce alcune semplificazioni con riferimento all’informativa richiesta dagli IFRS Accounting Standard nel bilancio di esercizio di una società controllata, che rispetta i seguenti requisiti:
onon ha emesso strumenti di capitale o di debito quotati su un mercato regolamentato e non è in procinto di emetterli;
ola propria società controllante predispone un bilancio consolidato in conformità con i principi IFRS.
Il nuovo principio entrerà in vigore dal gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata. Tale principio non risulta applicabile al bilancio consolidato del Gruppo.
In data 13 novembre 2025 lo IASB ha pubblicato un documento denominato Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency Amendment to IAS 21che chiarisce le procedure di conversione per un’entità la cui valuta di presentazione è quella di un’economia iperinflazionata. L'entità applica le modifiche se:
ola sua valuta funzionale è quella di un'economia non iperinflazionata e sta convertendo i suoi risultati economici e la sua situazione patrimoniale-finanziaria nella valuta di un'economia iperinflazionata; oppure,
osta convertendo nella valuta di un'economia iperinflazionata i risultati economici e la situazione patrimoniale-finanziaria di una gestione estera la cui valuta funzionale è quella di un’economia non iperinflazionata.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal gennaio 2027. Gli amministratori non si attendono un effetto nel bilancio consolidato del Gruppo dall’adozione di tale emendamento.
In data 30 gennaio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts che consente solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di continuare a rilevare gli importi relativi alle attività soggette a tariffe regolamentate (“Rate Regulation Activities”) secondo i precedenti principi contabili adottati. Non essendo la Società/il Gruppo un first-time adopter, tale principio non risulta applicabile
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INFORMAZIONI INTEGRATIVE SU STRUMENTI FINANZIARI
In relazione agli strumenti finanziari rilevati nella situazione patrimoniale-finanziaria al fair value, l’IFRS 7 richiede che tali valori siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli che rifletta la significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value. In particolare, la scala gerarchica del fair value è composta dai seguenti livelli:
Livello 1: corrisponde a prezzi quotati su mercati attivi;
Livello 2: corrisponde a prezzi calcolati attraverso elementi desunti da dati di mercato osservabili;
Livello 3: corrisponde a prezzi calcolati attraverso altri elementi differenti da dati di mercato osservabili.
Nelle tabelle che seguono sono riportate le attività e le passività al 31 dicembre 2024 in base alle categorie previste dallo IFRS 9.
Legenda Categorie IFRS 9
Fair value a conto economicoFVTPL
Fair value a conto economico complessivoFVOCI
Costo ammortizzatoCA
FV – strumenti di coperturaFVOCI o FVTPL
Di seguito sono riportate le informazioni integrative su strumenti finanziari ai sensi dell’IFRS 9.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
DescrizioneClassi IFRS9Note31/12/2025Fair Value a Patrimonio NettoFair Value a Conto EconomicoEffetto a Conto Economico
ATTIVITA'
Attività finanziarie non correnti
Altri crediti finanziari lungo termine CA 6 2.877
Totale Attività finanziarie non correnti 2.877
Attività Finanziarie correnti
Altri crediti finanziari a breve termine CA 1.347
Strumenti finanziari derivati a breve termine FVTPL -
Attività finanziarie correnti CA 11 4.961
Disponibilità liquide CA 12 93.182
Totale Attività finanziarie correnti 99.490
Totale Attività finanziarie 102.367
PASSIVITA’
Passività finanziarie non correnti
Finanziamenti a lungo termine CA 14 10.008 1.218
Debiti verso altri finanziatori a lungo termine CA 14 7.689 28
Strumenti finanziari derivati a lungo termine FV -
Totale passività finanziarie non correnti 17.697
Passività finanziarie correnti
Finanziamenti a breve termine CA 20 128.017 10.71915.579
Debiti verso altri finanziatori a breve termine CA 21 141.181 521
Strumenti finanziari derivati a breve termine FVTPL -
Totale passività finanziarie correnti 269.198
Totale passività finanziarie 286.895
Warrant FVTPL 0 0
In riferimento alla misurazione al fair value del Warrant, in data 3 giugno 2025 si è concluso il periodo di esercizio dei Warrant con la sottoscrizione di n. 104.340 nuove azioni e versamento di 119.931 euro. evidenziato nella movimentazione del Patrimonio Netto al rigo “aumento di capitale sociale”.
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IMPAIRMENT TEST
Premessa
Il Gruppo ha rivisto i propri indicatori di impairment al 31 dicembre 2025 e, alla luce del perdurare di un contesto di mercato caratterizzato da grande volatilità, ha ritenuto prudenzialmente opportuno effettuare un test di impairment di primo livello per le 2 Cash Generating Unit (“CGU”), rappresentate dalle Divisioni Trevi e Soilmec. Parimenti, si è ritenuto prudenzialmente opportuno effettuare un impairment test di secondo livello per il Gruppo nel suo complesso, ancorché vada rilevato come la capitalizzazione di borsa al 31 dicembre 2025 risulti significativamente superiore al patrimonio netto consolidato chiuso a tale data.
Il test di impairment, in accordo con lo IAS 36, avviene confrontando il valore contabile (carrying amount) dell’attività o del gruppo di attività componenti l’unità generatrice di flussi finanziari (CGU) con il valore recuperabile della stessa, dato dal maggiore tra il fair value (al netto degli eventuali oneri di vendita) ed il valore dei flussi di cassa netti attualizzati che si prevede saranno prodotti dall’attività o dal gruppo di attività componenti la CGU (valore d’uso).
Impairment test di primo livello
Più in particolare, l’impairment test di primo livello sulle CGU Trevi e Soilmec è stato condotto, in continuità di metodo rispetto al 31.12.2024, testando in primo luogo la recuperabilità del carrying amount di ciascuna CGU tramite il valore d’uso (Value in Use), determinato attraverso l’attualizzazione dei flussi di risultato di piano di ciascuna CGU, ovvero mediante il metodo finanziario del Discounted Cash Flow, metodologia direttamente richiamata dallo IAS 36.
Ai fini dell’esecuzione dell’impairment test sono stati utilizzati i dati economici e patrimoniali Actual 2025 (desunti dal consuntivo al 31 dicembre 2025) nonché i dati economici e patrimoniali 2026 2029 desumibili dai Piani approvati dalla Capogruppo e assoggettati ad Independent Business Review da parte di un Esperto indipendente.
I flussi di pianificazione considerati non considerano eventuali effetti di ristrutturazioni ed efficientamenti futuri non ancora avviati, che il principio contabile in esame richiede di escludere.
Inoltre, preme rilevare come il Piano 2026 2029, considerato ai fini del test di impairment, tiene conto degli impatti economici riconducibili alle attività che sono e saranno avviate al fine di raggiungere gli obiettivi di «Environmental, social, and corporate governance» (c.d. ESG) posti dal Gruppo. Il Management ha, infatti, identificato puntualmente gli obiettivi di sostenibilità e definito un piano prospettico di attuazione per il loro raggiungimento, recepito nel Piano industriale 2026 – 2029, che sarà implementato nei prossimi esercizi.
In termini di determinazione dei flussi di cassa, il flusso monetario è stato costruito partendo dal i) reddito operativo (EBIT) di ciascun periodo di piano ii) sottraendo allo stesso le imposte dirette figurative ad aliquota piena iii) sommando i componenti negativi di reddito che non danno luogo a uscite monetarie iv) aggiungendo al predetto flusso le variazioni di capitale circolante netto e v) gli investimenti in immobilizzazioni materiali e materiali, al netto di eventuali disinvestimenti.
Per l'attualizzazione dei flussi di cassa come sopra determinati è stato calcolato un costo medio ponderato del capitale «WACC» calcolato, in continuità di metodo rispetto al 31 dicembre 2024, secondo il modello economico del CAPM (Capital Asset Pricing Model). Considerato che le due CGU Trevi e Soilmec operano in settori differenti, seppur strettamente connessi fra loro, si è ritenuto opportuno determinare in linea con
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lo scorso esercizio uno specifico WACC in considerazione del settore di operatività delle stesse: «Special Foundation/Heavy Construction» per la CGU Trevi e «Industrial Machinery» per la CGU Soilmec.
Il WACC della CGU Trevi è stato determinato nel 10,6% e le singole variabili sono state desunte come segue:
tasso risk-free: 4,3%, tasso di rendimento dei titoli di un Paese maturo (Stati Uniti), pari alla media dei Bond 10Y relativi ai dodici mesi precedenti il 31.12.2025;
beta levered: 0,8, costruito come media del beta unlevered a 3Y di un campione di società comparabili del settore «Special Foundation/Heavy Construction» levereggiato in funzione del rapporto D/E medio dei medesimi comparables;
equity risk premium: è stato utilizzato un tasso pari al 5,0%, in linea con le best practice in materia;
rischio Paese: 2,7%, tale componente è stata aggiunta al Ke dopo aver pesato per il beta l’ERP, ed è stata determinata quale media del rischio Paese dei Paesi di operatività della CGU Trevi ponderata per la percentuale di produzione dell'EBIT 2029 in detti Paesi;
differenziale d’inflazione: 0,9%, tale componente è stata aggiunta al Ke al fine di considerare l’effetto dell’inflazione di tutti i paesi di operatività della CGU Trevi e determinare il tasso reale;
coefficiente alpha: pari ad 1 punto percentuale, incluso nel calcolo al fine di considerare tra l’altro un premio per small cap e/o un premio di execution risk;
costo del debito lordo: pari al 3,9% (post tax: 3,0%) è stato determinato quale media dei tassi Actual delle linee di credito del Gruppo;
struttura finanziaria: D/D+E= 23,1%; E/D+E= 76,9%, determinata quale media dei comparables del settore «Special Foundation/Heavy Construction» già considerati per la definizione del beta.
Si precisa altresì che, ai fini della determinazione del Terminal Value, prudenzialmente, il predetto WACC è stato aumentato di 1 punto percentuale per tenere conto del livello di esposizione del business Trevi su aree geografiche interessate da fasi di profonda instabilità.
Il WACC della CGU Soilmec è stato determinato nel 10,3% e le singole variabili sono state desunte come segue:
tasso risk-free: 4,3%, tasso di rendimento dei titoli di un Paese maturo (Stati Uniti), pari alla media dei Bond 10Y relativi ai dodici mesi precedenti il 31.12.2025;
beta levered: 1,0, costruito come media del beta unlevered a 3Y di un campione di società comparabili del settore «Industrial Machinery» levereggiato in funzione del rapporto D/E medio dei medesimi comparables;
equity risk premium: è stato utilizzato un tasso pari al 5,00%, in linea con le best practice in materia;
rischio Paese: 2,0%, tale componente è stata aggiunta al Ke dopo aver pesato per il beta l’ERP, ed è stata determinata quale media del rischio Paese dei Paesi di operatività della CGU Soilmec ponderata per la percentuale di produzione dell'EBIT 2029 in detti Paesi;
differenziale d’inflazione: -0,1%, tale componente è stata aggiunta al Ke al fine di considerare l’effetto dell’inflazione di tutti i paesi di operatività della CGU Soilmec e determinare il tasso reale;
coefficiente alpha: pari ad 1 punto percentuale, incluso nel calcolo al fine di considerare tra l’altro un premio per small cap e/o un premio di execution risk;
costo del debito lordo: pari al 3,9% (post tax: 2,9%) è stato determinato quale media dei tassi Actual delle linee di credito del Gruppo;
struttura finanziaria: D/D+E= 22,2%; E/D+E= 77,8%, determinata quale media dei comparables del settore «Industrial Machinery» già considerati per la definizione del beta.
197
Per gli anni successivi al 2029, i flussi di cassa delle CGU sono stati calcolati sulla base di un Terminal Value determinato proiettando in perpetuity l’EBIT normalizzato dell’ultimo anno di piano esplicito (2029), al netto delle imposte figurative ad aliquota piena. È stato, inoltre, considerato un tasso di crescita g costruito in funzione della media dell’inflazione attesa nei Paesi di operatività di ciascuna CGU, ponderata per la percentuale di EBIT 2029 effettivamente prodotta dalle stesse in tali Paesi. In particolare, il tasso di crescita g della Divisione Trevi è pari al 3,1%; mentre, il tasso di crescita g della Divisione Soilmec è pari al 2,1%.
Di conseguenza, il tasso di attualizzazione adottato per il Terminal Value, scaturente dalla differenza fra i predetti WACC e i tassi di crescita g, è pari all’8,5% per la CGU Trevi e all’8,2% per la CGU Soilmec. Dato preponderante, considerato che il Terminal Value rappresenta mediamente il 70-80% dell’Enterprise Value delle CGU.
I test di impairment sopra descritti, svolti con l’ausilio di un Valutatore esperto indipendente, non hanno comportato la necessità di iscrivere svalutazioni degli attivi delle CGU Trevi e Soilmec, rispetto ai rispettivi valori contabili di iscrizione.
Analisi di sensitività
Il Management ha altresì analizzato variabilità dei risultati delle stime di primo e di secondo livello al mutare dei principali input valutativi assunti, ipotizzando alternativamente:
l’incremento del tasso di sconto (WACC) rilevante per la determinazione del Terminal Value;
la varianza degli EBITDA rilevanti per la determinazione del Terminal Value.
Pertanto, è stata dapprima svolta un’analisi di sensitività sui tassi di sconto (WACC) adottati per il Terminal Value al fine di identificare la maggiorazione di tasso che porterebbe il valore recuperabile degli attivi di Gruppo ad essere almeno pari al relativo carrying amount (ovvero all’azzeramento dell’headroom riscontrato nel secondo livello del test). In tal circostanza una variazione in incremento dei WACC per il TV pari a 7,5 punti percentuali per le CGU Trevi e Soilmec porterebbe ad una coincidenza tra il valore recuperabile e il valore contabile degli attivi di Gruppo.
Successivamente, è stata svolta un’analisi di sensitività sulla variazione degli EBITDA rilevanti per la determinazione del Terminal Value, mantenendo invariati tutti gli altri criteri ed assunzioni di stima, al fine di identificare la percentuale di decremento degli EBITDA del Terminal Value che porterebbe il valore recuperabile degli attivi di Gruppo ad uguagliare il relativo carrying amount. Tale percentuale di decremento è stata individuata nel 33,1%.
Impairment test di secondo livello
L’impairment test di secondo livello è stato effettuato nella modalità asset side, verificando che il valore recuperabile degli attivi di Gruppo fosse superiore al loro valore contabile. L’Enterprise Value complessivo è stato calcolato con il metodo per somma di parti (SOTP), ovvero mediante la sommatoria de:
(+) l’Enterprise Value delle CGU Trevi e Soilmec;
(+) il valore attuale dei flussi operativi della holding Trevi Finanziaria Industriale;
(+) il valore delle attività afferenti investimenti accessori;
Il valore contabile di confronto è ricavato (per coerenza) sulla base de:
(+) il patrimonio netto di Gruppo al 31 dicembre 2025;
(+) la posizione finanziaria netta, assunta al valore contabile al 31 dicembre 2025.
198
Tale confronto porta all’evidenza di una differenza positiva di euro 199,5 milioni.
Impairment test costi di sviluppo
Coerentemente all’esercizio precedente, è stato svolto uno specifico test di impairment sui progetti di sviluppo realizzati dalla divisione Soilmec. Tale specifico test è stato condotto mediante l’attualizzazione dei flussi riconducibili a ciascun progetto al tasso WACC determinato nel 10,3%. Il test non ha portato all’evidenza di alcuna perdita di valore. Non è stato svolto alcun test di impairment sui progetti di sviluppo realizzati dalla divisione Trevi in quanto al 31 dicembre 2025 i relativi valori contabili risultano completamente ammortizzati.
199
COMMENTO DELLE PRINCIPALI VOCI DELLO STATO PATRIMONIALE
ATTIVITA’ NON CORRENTI
(1) Immobili, impianti e macchinari
Le immobilizzazioni materiali a bilancio ammontano al 31 dicembre 2025 a 157,9 milioni di euro, in decremento di 16,4 milioni di euro rispetto al loro valore netto al 31 dicembre 2024 (174,4 milioni di euro).
I saldi al 31 dicembre 2025 sono i seguenti:
(in migliaia di euro)
DescrizioneCosto originario al 31/12/2024Ammort. Accumulato31/12/2024Valore netto al 31/12/2024Costo originario al 31/12/2025Ammort. Accumulato31/12/2025Valore netto al 31/12/2025
Terreni15.506(6.307)9.19915.723(5.857)9.866
Fabbricati55.251(34.600)20.65148.726(31.819)16.907
Impianti e macchinari236.280(128.121)108.159216.664(119.021)97.643
Attrezzature industriali e commerciali98.308(75.502)22.80690.972(71.122)19.850
Altri beni35.733(29.342)6.39133.725(27.128)6.597
Immobilizzazioni in corso ed acconti7.19907.1997.11707.117
TOTALE448.277(273.872)174.405412.927(254.947)157.980
I movimenti relativi dell’esercizio 2025 sono sintetizzati nella tabella riportata di seguito:
(in migliaia di euro)
DescrizioneIncr.Decr.Ammort.Utilizzo FondoRiclass. Fondo amm.toRiclass. costo originarioDiff. Cambi costo storicoDiff. Cambi Fondo amm.t
Terreni495(997)(799)54401.887(1.168)705
Fabbricati840(1.483)(2.006)2.138710(3.035)(2.848)1.939
Impianti e macchinari17.666(14.977)(13.085)7.7753.632(821)(21.484)10.778
Attrezzature industriali e commerciali6.763(8.714)(5.622)6.125(298)297(5.683)4.175
Altri beni3.616(3.545)(2.441)3.00901(2.080)1.646
Immobilizzazioni in corso ed acconti2.9890000(2.371)(700)0
TOTALE32.370(29.716)(23.953)19.5924.043(4.041)(33.963)19.243
Gli incrementi lordi del periodo sono complessivamente pari a 32,4 milioni di euro mentre i decrementi dell’esercizio al netto dell’utilizzo fondo risultano pari a 10 milioni di euro. L’effetto cambio rilevato nel corso del 2025 ha determinato un decremento per 14,7 milioni di euro, dovuto principalmente agli effetti di conversione dei bilanci con valuta funzionale diversa dall’euro, in particolare il dollaro americano e le valute ad esso collegate.
Il valore netto di carico delle immobilizzazioni materiali include diritti d’uso pari a 13,7 milioni di euro (il corrispondente saldo al 31 dicembre 2024 era pari a 17,4 milioni di euro). Il decremento di 3,7 milioni di euro è ascrivibile alla naturale estinzione di contratti rilevata nel corso del 2025.
200
Di seguito il dettaglio:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazioni
Diritti di utilizzo Terreni e fabbricati6.7828.181(1.399)
Diritti di utilizzo Impianti e macchinari2.9595.718(2.759)
Diritti di utilizzo Attrezzature industriali e commerciali1.373975398
Diritti di Utilizzo altri beni2.6352.526109
Totale13.74917.400(3.651)
(2) Immobilizzazioni Immateriali
Le Immobilizzazioni immateriali al 31 dicembre 2025 ammontano a 15,9 milioni di euro, in diminuzione di circa 1 milione di euro rispetto al valore relativo al 31 dicembre 2024 (16,2 milioni di euro).
I saldi relativi al 31 dicembre 2025 sono i seguenti:
(in migliaia di euro)
DescrizioneCosto originario 31/12/24Ammort. Accumulato 31/12/24Valore netto 31/12/24Costo originario 31/12/25Ammort. Accumulato 31/12/25Valore netto31/12/25
Costi di sviluppo40.390(31.921)8.46944.036(33.407)10.629
Diritti di brevetto ind. e di utilizzazione delle opere dell’ingegno3.652(3.629)233.625(3.618)7
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili16.566(11.080)5.48617.177(13.347)3.830
Immobilizzazioni in corso ed acconti2.22902.2291.39701.397
Altre immobilizzazioni2.082(2.064)181.976(1.960)16
TOTALE64.919(48.694)16.22568.211(52.332)15.879
I movimenti relativi all’esercizio 2025 sono sintetizzati nella tabella riportata di seguito:
(in migliaia di euro)
DescrizioneIncrem.Decrem.Ammort.Utilizzo FondoDiff. Cambio costo storicoDiff. Cambio fondo amm.toAltre variazioniAltre variazioni f.do amm.to
Costi di sviluppo00(1.512)0(26)263.6720
Diritti di brevetto ind. e di utilizzazione delle opere dell’ingegno00(16)0(27)2700
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili626(2)(2.282)2(16)163(3)
Immobilizzazioni in corso ed acconti2.891000(52)0(3.671)0
Altre immobilizzazioni10(2)0(107)10600
TOTALE3.518(2)(3.812)2(228)1754(3)
Il valore netto dei costi di sviluppo al 31 dicembre 2025 ammonta a 10,6 milioni di euro, a seguito di incrementi di 3,6 milioni di euro dalle immobilizzazioni in corso.
La voce “Incrementi”, pari a 3,5 milioni di euro, si riferisce prevalentemente ai costi capitalizzati per lo sviluppo di tecnologie e attrezzature utilizzate dalle controllate, iscritti nelle immobilizzazioni in corso; tali costi, in presenza dei requisiti richiesti dallo IAS 38, vengono capitalizzati e successivamente ammortizzati a partire dall’inizio della produzione e lungo la vita economica media dei prodotti correlati.
(3) Partecipazioni
Le partecipazioni ammontano a 467 migliaia di euro, in linea rispetto al 31 dicembre 2024 (440 migliaia di euro). Il valore include quote partecipative minori in società valutate al costo. Il valore è sostanzialmente in linea con l’anno precedente.
201
(4) Attività fiscali per imposte anticipate e passività fiscali per imposte differite
 
 
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazioni
Crediti per imposte differite attive29.78126.0993.682
Passività fiscali per imposte differite(7.851)(9.609)1.758
Posizione netta alla fine dell'esercizio21.93016.4905.440
 Le attività fiscali per imposte anticipate si riferiscono in parte a differenze temporanee e a perdite fiscali pregresse che in base alla normativa fiscale potranno essere recuperate nei prossimi esercizi e, per la restante parte, agli effetti fiscali differiti derivanti dalle scritture di consolidamento. Le stime di recuperabilità vengono elaborate secondo criteri di prudenza, valutando le previsioni di imponibili fiscali su un orizzonte temporale prossimo a quello definito dal piano pluriennale. A conferma di ciò il Gruppo vanta un ammontare molto significativo di perdite fiscali su cui non sono stanziate imposte anticipate.
Al 31 dicembre 2025 ammontano a 29,8 milioni di euro in aumento rispetto all’esercizio precedente per 3,7 milioni di euro.
Il valore della posizione netta alla fine dell’esercizio è pari a 21,9 milioni di euro.
Le attività fiscali per imposte differite sono ritenute recuperabili in parte attraverso la compensazione con passività per imposte differite che si riverseranno contestualmente in futuro.
Le passività fiscali per imposte differite si riferiscono principalmente alle differenze tra i valori delle attività e passività esposte nel bilancio consolidato ed i corrispondenti valori fiscalmente riconosciuti nei Paesi ove il Gruppo opera. Al 31 dicembre 2025 ammontano complessivamente a 7,9 milioni di euro, con un decremento di 1,2 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024.
Di seguito la tabella di movimentazione:
 
 
 
 
(in migliaia di euro)
DescrizioneSaldo al 31/12/2024Accantonamenti e RilasciDecrementiAltre VariazioniSaldo al 31/12/2025
Crediti per imposte differite attive26.0994.8760(1.194)29.781
Passività fiscali per imposte differite(9.609)420(87)1.425(7.851)
Le altre variazioni sono da attribuire a differenze cambi derivante dalla conversione di bilanci in valuta estera ed ad una riclassifica tra le due partite tributarie.
(5) Strumenti finanziari derivati non correnti
Al 31 dicembre 2025 non sono presenti strumenti derivati attivi non correnti.
(6) Altri crediti finanziari non correnti
I crediti finanziari verso altri al 31 dicembre 2025 ammontano a circa 2,9 milioni di euro, in decremento rispetto al 31 dicembre 2024 (4,3 milioni di euro) e si riferiscono a depositi cauzionali a lungo termine ascrivibili essenzialmente alla Divisione Trevi (2,8 milioni di euro), in particolare nell’area del Medio Oriente per 1,6 milioni di euro, in Italia per 0,3 milioni di euro ed in Africa per 0,5 milioni di euro.
202
(7) Crediti commerciali ed altre attività non correnti
Al 31 dicembre 2025 non sono stati rilevati a bilancio crediti commerciali ed altre attività non correnti.
 (8) Rimanenze
Il totale delle rimanenze al 31 dicembre 2025 ammonta a 101,6 milioni di euro e risulta così composto:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazioni
Materie prime sussidiarie e di consumo73.04583.870(10.825)
Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati18.24617.904342
Prodotti finiti e merci9.27220.220(10.948)
Acconti1.015828187
TOTALE RIMANENZE101.578122.822(21.244)
Le rimanenze finali del Gruppo afferiscono alla produzione di macchinari per l’ingegneria del sottosuolo e sono rappresentate dai materiali e dai ricambi impiegati dal settore fondazioni; il valore complessivo delle rimanenze esposte a bilancio è decrementato di 21,2 milioni di euro. Le rimanenze sono esposte al netto del relativo fondo svalutazione pari a 26,9 milioni di euro (al 31 dicembre 2024 era pari ad euro 24,3 milioni).
(9) Crediti commerciali ed altre attività correnti
L’ammontare totale al 31 dicembre 2025 è pari a 259,2 milioni di euro. La voce è così composta:
 
 
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazioni
Crediti verso clienti125.262139.214(13.952)
Importo dovuto dai committenti109.467117.249(7.782)
Sub Totale Clienti234.729256.463(21.734)
Crediti verso imprese collegate8.5797.3851.194
Crediti verso l'erario per IVA3.3265.533(2.207)
Crediti verso altri7.6868.213(527)
Ratei e Risconti4.8844.85529
Totale Clienti ed Altri259.204282.449(23.245)
Di seguito si fornisce il dettaglio delle voci “Attività derivanti da contratto” e “Passività derivanti da contratto”:
(in migliaia di euro)
 
 
 
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Attivo corrente:
Attività derivanti da contratto119.845148.039(28.194)
Acconti da committenti(10.378)(30.791)20.413
Importo dovuto dai committenti109. 467117.249(7.782)
Passivo corrente:
Passività derivanti da contratto7.0511.7495.302
Acconti da committenti(34.739)(28.328)(6.411)
Importo dovuto ai committenti(27.688)(26.579)(1.109)
Le attività derivanti da contratto sono espresse al netto dei relativi acconti ricevuti dai committenti e
203
riclassificati tra i crediti commerciali o tra le altre passività rispettivamente a seconda che lo stato di avanzamento dei lavori risulti superiore o inferiore all’acconto ricevuto.
I crediti verso clienti sono iscritti al netto di fondo svalutazione crediti pari a 58,3 milioni di euro. La movimentazione di tale fondo è la seguente:
(in migliaia di euro)
DescrizioneSaldo al 31/12/2024AccantonamentiDecrementiRilasciAltre variazioni Saldo al 31/12/2025
Fondo svalutazione crediti v\clienti63.435869(1.263)(615)(4.170)58.256
TOTALE63.435869(1.263)(615)(4.170)58.256
Gli accantonamenti e i rilasci, pari complessivamente a 0,3 milioni di euro al 31 dicembre 2025, si riferiscono alla valutazione individuale dei crediti effettuata ai sensi dell’IFRS 9. Tale valutazione, basata sull’analisi puntuale delle singole posizioni, riflette il livello di rischio di mancata riscossione ritenuto significativo ai fini dell'applicazione del principio contabile.
I decrementi fanno riferimento all’utilizzo dei fondi rischi, mentre la voce “Altre variazioni” è riconducibile per la quasi totalità all’ effetto cambio.
Ratei e risconti attivi
Tale voce risulta composta principalmente da risconti attivi dettagliati come segue:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Ratei attivi86851
Risconti attivi4.7994.77029
TOTALE4.8854.85530
La voce “ratei e risconti attivi” include costi sostenuti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi successivi di diversa natura, afferenti principalmente ad assicurazioni, noleggi e commissioni su garanzie. Il saldo al 31 dicembre 2025 pari a 4,9 milioni di euro è ascrivibile prevalentemente alla Divisione Trevi per 3,2 milioni di euro, alla Divisione Soilmec per 0,2 milioni di euro e alla Capogruppo Trevi Finanziaria Industriale Spa per 1,5 milioni di euro. L’importo è sostanzialmente invariato rispetto all’esercizio precedente.
204
La ripartizione dei crediti per area geografica al 31 dicembre 2025 risulta essere la seguente:
(in migliaia di euro)
31/12/2025ItaliaEuropa (esclusa Italia)USA, Canada e MessicoAmerica LatinaAfricaMedio Oriente e AsiaEstremo OrienteResto del mondoTotale Crediti
Crediti verso clienti52.44214.33643.50416.86214.49869.90519.9713.212234.729
Crediti verso collegate8.3620021700008.579
Crediti tributari e IVA4.206(999)47(67)(86)8145993.326
Crediti verso altri7891.354572.5004372.253212877.686
Ratei e risconti2.393796776431.505135564.884
TOTALE68.19114.77143.67419.51915.49173.74320.3643.453259.204
31/12/2024ItaliaEuropa (esclusa Italia)USA, Canada e MessicoAmerica LatinaAfricaMedio Oriente e AsiaEstremo OrienteResto del mondoTotale Crediti
Crediti verso clienti67.2549.31840.51215.4397.76582.27422.00111.900256.463
Crediti verso collegate7.357000(14)04207.386
Crediti tributari e IVA4.26862615513604802375.533
Crediti verso altri2.1601.2461771.3294631.8965833598.212
Ratei e risconti1.910(0)42224931.5805262834.855
TOTALE82.94810.56940.75716.9468.70986.10923.63212.778282.449
I crediti verso società collegate al 31 dicembre 2025 ammontano a 7,7 milioni di euro; il dettaglio è riportato nella Nota (34) – Altre operazioni con parti correlate.
La ripartizione dei Crediti verso clienti per valuta al 31 dicembre 2025 risulta essere la seguente:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
EURO72.05881.701(9.642)
USD49.76950.064(295)
AED31.45933.563(2.105)
NGN5.6052.0383.567
PHP15.56616.143(577)
SAR20.52233.359(12.837)
ALTRE39.75139.595156
Totale234.729256.463(21.734)
I crediti in altre valute includono principalmente i crediti in Peso Argentino per 5,1 milioni di euro, in Dinari Algerini per 4,9 milioni di euro, in Dollari Australiani per 3,3 milioni di euro, in Dinari del Kuwait per 5,3 milioni di euro e in Rial Omaniti per 5,6 milioni di euro.
Conformemente a quanto previsto dall’IFRS 7, si riporta di seguito un’analisi della dinamica dei crediti scaduti, al netto del fondo svalutazione crediti, suddivisi in classi di rischio omogenee:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Non scaduto183.734190.516(6.782)
Scaduto da 1 a 3 mesi25.56029.998(4.438)
Scaduto da 3 a 6 mesi2.1193.937(1.818)
Scaduto da oltre 6 mesi23.31632.012(8.696)
Totale234.729256.463(21.734)
L’andamento dello scaduto riflette la movimentazione ed il decremento dei crediti commerciali, riconducibili in massima parte al decremento delle posizioni creditizie.
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Nell’ottica di una politica di costante monitoraggio del credito da parte delle singole Società del Gruppo, sono state identificate delle fasce standard di valutazione (al netto del fondo svalutazione crediti), esplicitate nella seguente tabella:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Monitoraggio standard230.694254.581(23.887)
Monitoraggio speciale4.0357093.326
Monitoraggio per invio a legale01.031(1.031)
Monitoraggio stragiudiziale in corso0143(143)
Monitoraggio per causa legale in corso000
Totale234.729256.463(21.734)
Il dettaglio dei “Crediti verso altri” al 31 dicembre 2025 è il seguente:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Crediti verso dipendenti421804(383)
Anticipi a fornitori3.7594.202(443)
Altri3.5073.206301
TOTALE7.6878.212(525)
(10) Attività fiscali per imposte correnti
I crediti tributari verso l’Erario pari a 11,6 milioni di euro sono rappresentati principalmente da crediti per imposte dirette e da acconti di imposta.
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Crediti verso l’erario per imposte dirette11.63210.742890
TOTALE11.63210.742890
Gli importi maggiormente significativi sono rappresentati dai crediti per imposte riconducibili alla Divisione Trevi per 10,2 milioni di euro, in particolare riferite alle società Italiane de Gruppo, a quelle dell’area del Medio-Oriente e a quelle dell’area Estremo Oriente.
(11) Attività finanziarie correnti
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Attività finanziarie correnti6.30817.911(11.603)
TOTALE6.30817.911(11.603)
Le attività finanziarie correnti ammontano a 6,3 milioni di euro, in diminuzione di 11,6 milioni di euro rispetto al periodo di confronto. Il calo è riconducibile principalmente all’integrale incasso del credito vantato dalla capogruppo nei confronti di MEIL Global Holdings B.V., relativo a un finanziamento di 10 milioni di euro erogato il 31 marzo 2020 nell’ambito dell’operazione di cessione al Gruppo MEIL della Divisione Oil & Gas. Il saldo rimanente delle attività finanziarie si riferisce per circa 4,9 milioni di euro a depositi bancari e attività finanziarie riconducibili alle controllate in Medio Oriente e per circa 1,3 milione di euro a crediti finanziari verso società collegate non consolidate in capo alla Trevi Spa.
206
(12) Disponibilità liquide
La voce è così composta:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Depositi bancari e postali92.40194.318(1.917)
Denaro e valori di cassa78170180
TOTALE93.18295.019(1.837)
Le disponibilità liquide sono in linea con l’ammontare del periodo di confronto; per un’analisi della posizione finanziaria netta e alle disponibilità liquide del Gruppo Trevi si rimanda alla relazione sulla gestione ed al rendiconto finanziario.
Nel Gruppo sono presenti realtà nelle quali le disponibilità liquide presenti sui conti correnti societari non sono trasferibili nell’immediato per motivi di restrizioni valutarie (principalmente in Nigeria per 3,4 milioni di euro).
207
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
(13) Patrimonio netto del Gruppo
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato del Gruppo:
(in migliaia di euro)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
DescrizioneCapitale SocialeRiserva Sovrapp. AzioniRiserva LegaleAltre RiserveRiserva di Convers.Utile portato a nuovoUtile del periodo di pertin. del GruppoTotale Patrimonio Netto del Gruppo
Saldi al 01/01/2024122.94223.0969.2352.736(2.839)(25.714)19.107148.563
Destinazione del risultato 20237319.034(19.107)
Aumento di Capitale
Distribuzione di dividendi
Differenza di conversione(18)15.18015.162
Utili/(perdite) attuariali 4343
Acquisizione/(dismissioni) e altri movimenti(3.174)192(397)(3.379)
Riserva da Cash-Flow Hedge
acquisizione (vendita) azioni proprie
Riclassifiche(705)701(4)
Utile del periodo di pertinenza del Gruppo1.5271.527
Saldi al 31/12/2024122.94223.0969.308(1.118)12.533(6.376)1.527161.912
Destinazione del risultato 20241.527(1.527)
Aumento di Capitale10111121
Distribuzione di dividendi
Differenza di conversione(33.532)(33.532)
Utili/(perdite) attuariali 4343
Acquisizione/(dismissioni) e altri movimenti(50)(6)(5)(61)
Riserva da Cash-Flow Hedge
acquisizione (vendita) azioni proprie
Riclassifiche3.206(3.207)(0)
Utile del periodo di pertinenza del Gruppo8.0738.073
Saldi al 31/12/2025122.95223.2079.3082.081(21.005)(8.061)8.073136.555
Capitale Sociale
La società ha emesso n. 312.277.292 azioni, di cui detiene come azioni proprie n. 20 azioni.
Al 31 dicembre 2025 il capitale sociale interamente sottoscritto e versato della Società è pari a 122.952 migliaia di euro; la movimentazione rispetto al 31 dicembre 2024 è da attribuire alla sottoscrizione di numero 104.340 nuove azioni per un importo complessivo di 120 migliaia di euro di cui circa 10 migliaia di euro ad incremento del capitale sociale, a fronte dell’esercizio del diritto di sottoscrizione di nuovo capitale per i detentori del loyalty warrant emesso con l’Accordo di Risanamento del 2020.
Di seguito viene rappresentata l’attuale composizione del capitale sociale che, al netto delle azioni proprie possedute, al 31 dicembre 2025 ammonta a 122.952 migliaia di euro:
(In migliaia di euro)
 
 
Numero di azioniCapitale SocialeRiserva Azioni Proprie
Saldo al 31/12/2023312.172.952 122.942(736)
Acquisto e cessione e azioni proprie---
Saldo al 31/12/2024312.172.952122.942(736)
Acquisto e cessione e azioni proprie104.34010
Saldo al 31/12/2025312.277.292122.952(736)
Riserva Sovrapprezzo Azioni
208
Questa riserva, alla data del 31 dicembre 2025, è pari a 23.207, incrementata di 111 migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2024 per effetto della sottoscrizione di nuove azioni dall’esercizio del loyalty warrant.
Riserva Legale
La riserva legale rappresenta la parte di utili che, secondo quanto disposto dall’art. 2430 del Codice civile, non può essere distribuita a titolo di dividendo.
Al 31 dicembre 2025 il valore di tale riserva ammonta a 9.308 migliaia di euro invariata rispetto al 31 dicembre 2024.
Riserva di conversione
Tale riserva, con un effetto sul patrimonio per -21 milioni di euro al 31 dicembre 2025, riguarda le differenze cambio da conversione in euro dei bilanci espressi in moneta diversa dall’euro; la fluttuazione dei cambi è avvenuta principalmente tra l’euro ed il Dollaro Americano e tra l’euro e le valute dei paesi in Medio Oriente e Africa e Sud America, portando ad un decremento della riserva, rispetto al 31 dicembre 2024, di 33.5 milioni di euro di tale riserva iscritta nel conto economico complessivo.
Altre Riserve
Le altre riserve ammontano complessivamente a 2.081 migliaia di euro e sono così composte:
-Riserva Azioni proprie in portafoglio:
La riserva azioni proprie in portafoglio ammonta alla data del 31 dicembre 2025 a -736 migliaia di euro, invariata rispetto al 31 dicembre 2024.
-Riserva fair value:
La riserva fair value pari a 2.337 migliaia di euro accoglie principalmente gli effetti previsto dallo IAS 39, riconducibili all’aumento di capitale avvenuto nel 2023.
-Riserva Straordinaria:
Non si segnalano variazioni rispetto all’esercizio precedente.
-Altre Riserve:
Le Altre Riserve ammontano a 480 migliaia di euro. La posta include inoltre gli effetti della transizione agli IAS/IFRS delle società del Gruppo effettuata con riferimento al 1° gennaio 2004.
Risultato portato a nuovo
La posta include i risultati economici consolidati degli esercizi precedenti, per la parte non distribuita come dividendi agli Azionisti, ed ammonta a un valore negativo di 8.061 migliaia di euro.
209
PASSIVITA’ NON CORRENTI
(14) Finanziamenti bancari, altri finanziamenti e strumenti derivati
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Debiti verso banche10.008102.040(92.032)
Debiti verso società di leasing4.9386.432(1.494)
Debiti verso altri finanziatori2.751127.181(124.430)
TOTALE17.697235.653(217.956)
La suddivisione dei finanziamenti bancari ed altri finanziamenti per scadenza si può così riassumere:
(in migliaia di euro)
Descrizione Da 1 a 5 anniOltre 5 anniTotale
Debiti verso banche10.00810.008
Debiti verso società di leasing4.869694.938
Debiti verso altri finanziatori2.7512.751
TOTALE17.62817.697
Sul saldo al 31 dicembre 2025 del debito verso banche e verso altri finanziatori incidono gli effetti della riclassifica da passività non correnti a passività correnti della quota di debito da Accordo di Risanamento in scadenza alla data del 31 dicembre 2026, ampiamente commentata in precedenza al paragrafo Valutazioni sul mantenimento del presupposto della continuità aziendale del Gruppo Trevi in relazione ai rischi ed ai profili di incertezza esistenti”. La quota di 6,5 di euro, quale debito subordinato e riscadenziato al 30 giugno 2027, è rimasta classificata tra le passività non correnti.
I debiti non correnti verso società di leasing, pari a 4,9 milioni di euro, sono costituiti dal debito sorto dall’applicazione del principio contabile IFRS 16.
Gli strumenti finanziari derivati a lungo termine sono pari a zero.
(15) Passività fiscali per imposte differite e fondi non correnti
Le passività fiscali per imposte differite ammontano complessivamente a 7,9 milioni di euro, in decremento di 1,8 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024, in cui ammontavano a 9,6 milioni di euro.
La movimentazione del fondo passività fiscali per imposte differite è la seguente:
(in migliaia di euro)
DescrizioneSaldo alAccantonamentiUtilizziRilasciAltre VariazioniSaldo al
31/12/202431/12/2025
Passività fiscali per imposte differite9.6091.09287(2.208)(728)7.851
TOTALE9.6091.09287(2.208)(728)7.851
Le passività fiscali per imposte differite si riferiscono alle differenze tra i valori delle attività e passività esposte nel bilancio consolidato ed i corrispondenti valori fiscalmente riconosciuti nei Paesi ove il Gruppo opera.
La voce “Altre variazioni”, pari a -0,7 milioni di euro, si riferisce alle riclassifiche ricondotte alle imposte anticipate, all’effetto cambi e alle variazioni delle aliquote di imposta avvenute nel corso dell’anno.
Per il dettaglio della composizione delle imposte differite e anticipate si rimanda a quanto già esposto alla
210
nota (4) Attività fiscali per imposte anticipate e passività fiscali per imposte differite.
(16) Benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro
I fondi per benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, al 31 dicembre 2025, ammontano a 10,3 milioni di euro e riflettono l’indennità maturata a fine anno dai dipendenti delle società italiane, in conformità alle disposizioni di legge, e gli accantonamenti effettuati dalle consociate estere per coprire le passività maturate nei confronti dei propri dipendenti.
Essi sono stati determinati come valore attuale dell’obbligo di prestazione definita rettificato per tener conto degli “utili e perdite attuariali”. L’effetto rilevato è stato calcolato da un attuario esterno ed indipendente in base al metodo della proiezione unitaria del credito.
La movimentazione nel corso dell’esercizio è stata la seguente:
(in migliaia di euro)
DescrizioneSaldo al31/12/2024AccantonamentiIndennità e acconti liquidatiAltri movimentiSaldo al31/12/2025
Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato3.390169(578)1033.084
Fondo di trattamento di quiescenza ed obblighi simili7.9941.367(1.245)(933)7.183
TOTALE11.3841.536(1.823)(830)10.267
Gli altri movimenti del fondo trattamento di quiescenza si riferiscono all’effetto cambio delle controllate estere, nonché agli utili/perdite attuariali.
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024
Saldo iniziale3.3903.490
Costi Operativi5532
Interessi passivi10152
Indennità pagate(216)(203)
Utile/(perdita) attuariale e altri movimenti(245)19
Saldo Finale3.0843.390
Le principali assunzioni economico-finanziarie utilizzate dall’attuario sono esposte di seguito
Descrizione31/12/202531/12/2024
Tasso annuo tecnico di attualizzazione3,37%, 3,09%3,38%, 3,15%, 2,69%
Tasso annuo di inflazione2%2%
Tasso annuo aumento retribuzioni complessive3%3%
Tasso annuo incremento Tfr3%3%
In merito al tasso di attualizzazione, è stato preso come riferimento per la valorizzazione di detto parametro l’indice iBoxx Eurozone Corporates AA 5-7 e 7-10, alla data di valutazione, in funzione della permanenza media residua della singola società.
Per la scelta del tasso annuo di inflazione si è fatto riferimento al DEF 2025 pubblicato il 2 ottobre 2025 che riporta il valore del deflatore dei consumi per gli anni 2026, 2027 e 2028 pari rispettivamente al 2,0%, 1,8% e 1,8%. Sulla base di quanto indicato e dell’attuale tendenza inflazionistica si è ritenuto opportuno, utilizzare un tasso costante pari al 2,0%.
211
Viene di seguito riportata un’analisi qualitativa della sensitività per le assunzioni significative al 31 dicembre 2025 per le società sottoposte alla valutazione attuariale:
Past Service Liability
Tasso annuo di attualizzazione
 
0,50%-0,50%
Trevi S.p.A.13491413
Trevi Finanziaria Industriale S.p.A.686714
Soilmec S.p.A.9671046
Past Service Liability
Tasso di inflazione
 
0,25%-0,25%
Trevi S.p.A.1.3891.371
Trevi Finanziaria Industriale S.p.A.702696
Soilmec S.p.A.1.017994
Past Service Liability
Tasso annuo di turnover
 
2,00%-2,00%
Trevi S.p.A.1.3831.377
Trevi Finanziaria Industriale S.p.A.699699
Soilmec S.p.A.1.012997
(17) Fondi non correnti
Il saldo degli Altri Fondi a lungo termine è pari a 13,5 milioni di euro, in decremento di 2,9 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024, pari a 16,4 milioni di euro. Tale saldo è il risultato della seguente movimentazione avvenuta nel corso del 2025:
(in migliaia di euro)
DescrizioneSaldo al31/12/2024AccantonamentiRilasciUtilizziAltre VariazioniSaldo al31/12/2025
Fondi rischi non correnti16.4042.610(2.385)(1.278)(1.837)13.514
L’incremento dei Fondi rischi non correnti riguarda principalmente accantonamenti al fondo vertenze legali e fiscali e ai rischi contrattuali per complessivi 1,3 milioni di euro, di cui 0,4 milioni riferiti alla divisione Trevi e 0,9 milioni alla divisione Soilmec. A questi si aggiungono accantonamenti al fondo premi dipendenti per circa 1 milione di euro.
La voce relativa ai rilasci e utilizzi è riconducibile soprattutto allo storno di un fondo rischi per perdite su commesse in Arabia Saudita per 1,8 milioni di euro, nonché ai rilasci e utilizzi di fondi per rischi contrattuali relativi a commesse nell’area europea per 0,6 milioni di euro e per circa 1,2 milioni di euro nelle aree del Medio ed Estremo Oriente.
La voce “Altre variazioni” si riferisce ad effetti cambio e alle riclassifiche patrimoniali dal fondo rischi a breve termine e a importi dovuti dai committenti.
212
Riportiamo nella seguente tabella la composizione dettagliata della voce “Fondi rischi a lungo termine”:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Rischi contrattuali1.1234.061(2.938)
Interventi in garanzia922712210
Copertura perdite società partecipate294326(32)
Rischi su vertenze826107719
Altri fondi rischi10.34911.198(849)
TOTALE Fondi rischi ed oneri non correnti13.51416.404(2.890)
Il saldo del fondo rischi contrattuali pari a circa 1,1 milioni di euro è riconducibile alla Divisione Trevi per 1 milioni di euro, prevalentemente legato alle attività nell’area del Far East e del Medio Oriente, ed il rimanente alla Divisione Soilmec per 0,1 milioni di euro.
Il fondo per interventi in garanzia pari a 0,9 milione di euro è relativo agli accantonamenti per interventi in garanzia tecnica sui prodotti assistibili delle società del settore metalmeccanico.
Il fondo oneri per copertura perdite società partecipate per 0,3 milione di euro si riferisce alle “altre imprese” minori della Trevi S.p.A.
Il fondo rischi su vertenze pari a 0,8 milioni di euro si riferisce alla controllata Trevi S.p.A. per 0,3 milioni di euro, e a Soilmec S.p.A. per 0,5 milioni di euro. Tale fondo rappresenta la miglior stima da parte del management delle passività che devono essere contabilizzate con riferimento a:
Procedimenti legali sorti nel corso dell’ordinaria attività operativa;
Procedimenti legali che vedono coinvolte autorità fiscali o tributarie.
La voce “Altri fondi rischi a lungo termine”, include fondi premi a dipendenti per un importo complessivo di Gruppo pari a 1,4 milioni di euro, e per contenziosi fiscali per 0,5 milioni di euro.
La voce include inoltre fondi della Capogruppo per oneri futuri relativi al potenziale accollo delle posizioni conseguenti alla cessione della Divisione Oil & Gas per complessivi 7,5 milioni di euro, di cui circa 2,8 milioni di euro per eventuali oneri futuri relativi all’accollo delle posizioni riconducibili alla Water Division.
Essendo le vendite di attrezzature e di servizi ripartite annualmente su centinaia di contratti, i rischi a cui il Gruppo è esposto sono ridotti per la natura stessa dell’attività svolta. Gli esborsi relativi a procedimenti in essere o futuri non possono essere previsti con certezza. È possibile che gli esiti giudiziari possano determinare costi non coperti, o non totalmente coperti, da indennizzi assicurativi, aventi pertanto effetti sulla situazione finanziaria e sui risultati del Gruppo. Tuttavia, alla data del 31 dicembre 2025 il Gruppo ritiene di non avere passività potenziali eccedenti quanto stanziato alla voce “Altri Fondi” all’interno della categoria Interventi in garanzia in quanto ritiene che non vi sia un esborso probabile di risorse.
Per quanto concerne le passività potenziali relative ai contenziosi fiscali, si evidenzia che non sono in essere claim degni di rilievo e si ritiene che, sulla base delle informazioni attualmente a disposizione, il Gruppo sia dotato di adeguati fondi rischi.
213
(18) Altre passività non correnti
La voce “Altre passività non correnti” al 31 dicembre 2025 ammonta a circa 0,2 milioni di euro in diminuzione di 0,5 milioni di euro rispetto l’esercizio precedente dove erano pari a 0,7 milioni di euro.
La posta è quasi esclusivamente in capo alla Capogruppo e fa riferimento alle indennità riconosciute e pagate a favore di alcuni ex amministratori della Società, nel contesto degli accordi raggiunti con la ex controllante Trevi Holding SE (THSE).
PASSIVITA’ CORRENTI
Le passività correnti ammontano a 496,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025, in incremento di 179,4 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente.
Si fornisce di seguito la consistenza della variazione delle varie voci:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Finanziamenti a breve termine (debiti verso banche)124.30055.60168.699
Scoperti di conto corrente3.7173.64968
Sub-totale finanziamenti a breve128.01759.25068.767
Debiti verso società di leasing4.8207.014(2.194)
Debiti verso altri finanziatori136.3609.907126.453
Sub-totale debiti verso altri finanziatori141.18016.921124.259
Debiti verso fornitori126.332153.821(27.489)
Acconti6.8464.1002.746
Importi dovuti ai committenti27.68826.5791.109
Debiti verso imprese collegate9.5207.1852.335
Debiti verso istituti di previdenza e sicurezza sociale3.9184.219(301)
Ratei e risconti passivi3.2532.707546
Altri debiti18.08918.561(472)
Debiti verso Erario per IVA1.6173.384(1.767)
Fondi a Breve Termine12.5855.8796.706
Sub-totale altre passività a breve termine209.848226.435(16.587)
Passività fiscali per imposte correnti17.18514.2562.929
TOTALE496.230316.862179.368
L’incremento degli importi dei debiti verso banche e verso altri finanziatori è dovuto prevalentemente all’impatto della riclassifica da passività non correnti a passività correnti della quota di debito da Accordo di Risanamento in scadenza al 31 dicembre 2026. L’importo complessivo delle passività finanziarie verso banche ed altri finanziatori è diminuito per circa 14,8 milioni di euro a seguito dei rimborsi delle quote di debito da Accordo di Risanamento ed accordi a latere in scadenza nel 2025 e per circa 22 milioni per minori tiraggi di linee a breve temine. Il saldo è stato inoltre impattato, in incremento del debito, dal rilascio di 10,7 milioni di euro come quota dell’anno dell’IFRS9 e dai ratei passivi per interessi PIK sul debito riscadenziato.
Relativamente agli scaduti dei rapporti debitori commerciali, finanziari e verso dipendenti al 31 dicembre 2025 si evidenziano scaduti commerciali per un totale di circa 49,3 milioni di euro (38,5 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Lo scaduto riflette le dinamiche contrattuali di alcune aree geografiche in cui il Gruppo opera, i cui contratti prevedono pagamenti a vista: le fatture ricevute risultano immediatamente scadute al momento della registrazione contabile pur venendo regolarmente saldate nei giorni immediatamente successivi. Questo comportamento riflette le prassi commerciali locali, dove la contabilizzazione dello scaduto non implica un ritardo nei pagamenti, ma è una conseguenza delle modalità operative previste
214
contrattualmente.
Non si registrano scaduti riconducibili a debiti verso dipendenti ed istituti previdenziali.
Alla data della chiusura del bilancio non si rilevano decreti ingiuntivi a carico delle società del Gruppo.
(19) Debiti verso fornitori ed acconti: ripartizione per area geografica e valuta
I debiti verso fornitori ammontano a 126,3 milioni di euro al 31 dicembre 2025 in diminuzione rispetto al periodo precedente per 27,5 milioni di euro.
La ripartizione per area geografica dei debiti verso fornitori ed acconti a breve termine risulta essere la seguente:
(in migliaia di euro)
31/12/2025Italia Europa (esclusa Italia)USA, Canada e MessicoAmerica LatinaAfrica Medio Oriente e AsiaEstremo OrienteResto del mondoTotale
Fornitori61.1045.98413.0351.7163.92034.1035.965507126.332
Acconti da clienti2.1122491.0632.992012313066.846
Importi dovuti ai committenti13.06705791.7336.1864.77383451727.688
Debiti verso società collegate9.508000011009.520
TOTALE85.7906.23314.6776.44010.10539.0096.7991.331170.385
(in migliaia di euro)
31/12/2024Italia Europa (esclusa Italia)USA, Canada e MessicoAmerica LatinaAfrica Medio Oriente e AsiaEstremo OrienteResto del mondoTotale
Fornitori71.3312.9029.8461.7262.31356.7765.4383.489153.821
Acconti da clienti2.0426901.49001304874.100
Importi dovuti ai committenti19.63702.2671.0682.165451.397026.579
Debiti verso società collegate7.172000013007.185
TOTALE100.1812.97112.1134.2854.47756.8476.8363.975191.685
La tabella sottostante riporta la ripartizione per valuta dei debiti verso fornitori:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
EURO 67.587 74.402 (6.815)
USD 12.849 9.859 2.990
AED 21.677 17.785 3.892
NGN 2.673 1.090 1.583
PHP 5.218 4.911 307
SAR7.776 36.670 -28.894
ALTRE 8.552 9.104 -552
Totale 126.332 153.821 (27.489)
Debiti commerciali ed altre passività a breve termine:
Importo dovuto ai committenti:
La voce “Importo dovuto ai committenti”, per un importo pari a 27,7 milioni di euro, espone i lavori in corso su ordinazione al netto degli acconti relativi, descritto in precedenza.
Debiti verso imprese collegate:
215
I debiti verso imprese collegate ammontanti a 9,5 milioni di euro si riferiscono quasi interamente ai debiti di natura commerciale della controllata Trevi S.p.A. nei confronti di consorzi. Si rimanda per il dettaglio di questi valori alla Nota (36) – Altre operazioni con parti correlate.
Debiti verso l’Erario per I.V.A.
I debiti verso Erario per I.V.A. ammontano a 1,6 milioni di euro e sono decrementati rispetto al saldo esposto al 31 dicembre 2024 per 3,4 milioni di euro.
Ratei e risconti:
I Ratei e risconti passivi ammontano al 31 dicembre 2025 a 3,3 milioni di euro. Tale voce risulta così composta:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Ratei passivi2.6872.117570
Risconti passivi566590(25)
TOTALE3.2532.707546
La voce sopraindicata ricomprende poste economiche di competenza dell’esercizio, ma con manifestazione finanziaria nell’esercizio successivo.
L’effetto è riconducibile alla divisione Trevi per un importo pari a circa 2,6 milioni di euro e per 0,7 milioni di euro alla divisione Soilmec.
Altri debiti:
Nella voce “Altri debiti” sono principalmente ricompresi:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Debiti verso dipendenti13.05712.495562
Altri5.0326.066(1.034)
TOTALE18.08918.561(472)
I debiti verso dipendenti sono relativi ai salari e stipendi del mese di dicembre 2025 ed agli accantonamenti per ferie maturate e non godute.
(20) Passività fiscali per imposte correnti
I debiti tributari ammontano al 31 dicembre 2025 a 17,2 milioni di euro e risultano così composti:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Debiti verso erario c/IRES1.7712.097(326)
Debiti verso erario c/IRAP1.386666720
Debiti per Imposte sul reddito delle società estere ed altre passività fiscali14.02811.4932.535
TOTALE17.18514.2562.929
216
Il saldo al 31 dicembre 2025 comprende il debito relativo alle imposte stimate di competenza dell’esercizio 2025.
(21) Finanziamenti correnti
I Finanziamenti correnti ammontano al 31 dicembre 2025 a 128 milioni di euro e risultano così composti:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Scoperti di conto corrente3.7173.65067
Debiti verso banche37.45040.598(3.148)
Quota dei mutui e finanziamenti scadenti entro i dodici mesi86.85015.00271.848
TOTALE Finanziamenti a breve128.01759.25068.767
I finanziamenti correnti sono costituiti da debiti verso banche e dall’importo del prestito obbligazionario riclassificati tra le passività correnti, in quanto scadenti al 31 dicembre 2026 come commentato alla nota (14).
Nella voce debiti verso banche sono inclusi gli anticipi commerciali il cui valore è da attribuire in prevalenza alle società italiane per un controvalore pari a 13 milioni di euro, in diminuzione di 16,9 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024 il cui valore era pari a 29,9 milioni di euro.
(22) Debiti verso società di leasing e altri finanziatori correnti
I debiti verso società di Leasing ed altri finanziatori ammontano al 31 dicembre 2025 a 141,2 milioni di euro e risultano così composti:
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
Debiti verso società di leasing4.8207.014(2.194)
Debiti verso altri finanziatori136.3609.906126.454
TOTALE Debiti verso altri finanziatori141.18016.920124.260
I debiti verso società di leasing si riferiscono alle quote capitali delle rate scadenti entro 12 mesi ed includono i valori riferiti all’applicazione dell’IFRS16.
La voce “Debiti verso altri finanziatori” al 31 dicembre 2025 include prevalentemente debiti verso istituti non bancari riclassificati da non correnti a correnti per la quota in scadenza al 31 Dicembre 2026, come commentato alla nota (14).
(23) Strumenti finanziari derivati correnti
Al 31 dicembre 2025 non sono presenti strumenti finanziari derivati a breve termine.
(24) Fondi correnti
I fondi classificati correnti al 31 dicembre 2025 ammontano a 12,6 milioni di euro (5,9 milioni di euro al 31
217
dicembre 2024).
Di seguito si riporta la movimentazione dell’esercizio:
(in migliaia di euro)
DescrizioneSaldo al 31/12/2024AccantonamentiUtilizziRilasciAltre VariazioniSaldo al 31/12/2025
Altri fondi a breve termine5.8799.594(3.618)(307)1.03712.585
Il saldo della voce altri fondi a breve è costituito principalmente dalla voce accantonamenti per premi a favore dei dipendenti per circa 7,9 milioni di euro e ad un fondo prudenziale di perdite su commesse per un controvalore di circa 4,3 milione di euro, ascrivibile ad attività in corso in Italia per 2,9 milioni di euro ed in Spagna per 1,4 milioni di euro.
La voce “Altre variazioni” si riferisce per la quasi totalità a differenze cambio.
218
Posizione Finanziaria Netta
Si riportano le informazioni finanziarie predisposte secondo lo schema richiesto dalla comunicazione CONSOB n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, aggiornate con quanto previsto dall’orientamento ESMA 32-382-1138 del 4 marzo 2021 così come recepito dal richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21 del 29 aprile 2021. Di seguito la rappresentazione della posizione finanziaria netta del Gruppo, alla luce degli attuali orientamenti ed interpretazioni disponibili.
(in migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
ADisponibilità liquide93.18295.018(1.836)
BMezzi equivalenti a disponibilità liquide4.9254.295630
CAltre attività finanziarie correnti1.38313.616(12.233)
DLiquidità (A+B+C)99.490112.929(13.439)
EDebito finanziario corrente (inclusi strumenti di debito, ma esclusa la parte corrente del debito finanziario non corrente)47.84149.848(2.007)
FParte corrente del debito finanziario non corrente221.35726.323195.034
GIndebitamento finanziario corrente (E+F)269.19876.171193.027
HIndebitamento finanziario corrente netto (G-D)169.708(36.758)206.466
IDebito finanziario non corrente (esclusi la parte corrente e gli strumenti di debito)17.698185.652(167.954)
JStrumenti di debito050.000(50.000)
KDebiti commerciali e altri debiti non correnti000
LIndebitamento finanziario non corrente (I+J+K)17.698235.652(217.954)
MTotale indebitamento finanziario (H+L) (come da Richiamo attenzione Consob n.5/21 del 29 aprile 2021)187.406198.894(11.488)
In merito ai dettagli delle parti correlate, si veda il paragrafo Rapporti con le parti correlatedella presente nota integrativa.
Si precisa che nella attività finanziaria non sono considerate, ai fini del calcolo della Posizione Finanziaria Netta, i depositi cauzionali.
Si rileva che il rapporto tra Indebitamento Finanziario Netto ed EBITDA recurring (come definito nell’Informativa di Settore) consolidati al 31 dicembre 2025 è pari a 2,19x, pertanto inferiore rispetto al parametro definito dall’Accordo di Risanamento a tale data (pari a 2,75x), mentre il rapporto tra Indebitamento Finanziario Netto e Patrimonio Netto consolidati è pari a 1,41x, pertanto inferiore rispetto al parametro definito dall’Accordo di Risanamento a tale data (pari a 2,2x).
219
GARANZIE ED IMPEGNI
Di seguito, si elencano le garanzie prestate: 
Fideiussioni Corporate/Mandati di Credito per euro 245.421.988,49 ossia fideiussioni per obbligazioni emesse da Trevi Finanziaria Industriale SpA, Trevi Spa e Soilmec Spa a garanzia di linee di cassa, di firma e contratti di leasing in capo alle proprie società controllate o messe a disposizione delle controllate. 
Rientrano in questa categoria anche le Fideiussioni Corporate a favore US Surety ossia fideiussioni emesse da Trevi Finanziaria Industriale SpA a favore di primarie compagnie assicurative statunitensi per l'emissione di garanzie commerciali per conto delle controllate nord americane. 
 Fideiussioni Assicurative, garanzie prestate da Società di assicurazione per euro 62.019.401,42. Si riferiscono in particolare al rilascio di cauzioni per rimborsi di IVA di Trevi Finanziaria Industriale SpA, Trevi Spa e Soilmec Spa e delle principali Società controllate italiane; cauzioni commerciali emesse principalmente per partecipare a gare di appalto, a copertura della buona esecuzione dei lavori e per anticipi contrattuali.
Fanno parte di questa categoria anche le garanzie contratte con Società di Assicurazione locali da parte delle controllate Trevi Foundations Philippines Inc e Trevigalante SA.
 Garanzie prestate a terzi per euro 115.381.019,80 e si riferiscono in particolare a:   
Fideiussioni Commerciali emesse da Istituti Bancari per euro 112.469.681,89. Si riferiscono principalmente a garanzie bancarie necessarie per la partecipazione a gare di appalto, a copertura della buona esecuzione dei lavori e per anticipi contrattuali.
Fideiussioni Finanziarie per euro 2.911.337,91 rilasciate a Istituti di credito per finanziamenti erogati a favore di società del Gruppo (SBLC) oppure Supplier's Bond (emessi a favore del fornitore a garanzia del pagamento della fornitura).
Non si rilevano rischi in merito a tali fattispecie oltre a quello eventualmente commentato nella sezione dei fondi rischi.
220
COMMENTO ALLE PRINCIPALI VOCI DEL CONTO ECONOMICO
Vengono di seguito forniti alcuni dettagli ed informazioni relative al conto economico consolidato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025. Per un’analisi più dettagliata dell’andamento dell’esercizio si rimanda a quanto detto nella Relazione sulla Gestione.
RICAVI
(25) Ricavi delle vendite e delle prestazioni di servizio e altri ricavi
Ammontano a 624 milioni di euro contro 663,3 milioni di euro del 2024 con un decremento pari a 39 milioni di euro.
ll Gruppo opera in diversi settori di attività ed in diverse aree geografiche. La ripartizione dei ricavi delle vendite e delle prestazioni di servizi e degli altri ricavi per area geografica è la seguente:
(in migliaia di euro)
Area Geografica2025%2024%Variazione%
Italia117.80319%115.63317%2.1702%
Europa37.1256%29.0034%8.12228%
USA, Canada e Messico95.86615%89.96114%5.9057%
America Latina29.8115%40.7046%(10.893)-27%
Africa25.4664%21.0023%4.46421%
Medio Oriente e Asia244.25639%270.31441%(26.058)-10%
Estremo Oriente e Resto del mondo73.68912%96.64615%(22.957)-24%
Ricavi totali624.017100%663.263100%(39.246)-6%
 
Le aree maggiormente coinvolte nella flessione dei ricavi sono quelle dell’America Latina, del Medio Oriente e del Far Est, dove i principali decrementi dono dovuti alla divisione Trevi sia per effetto della conclusione di progetti importanti sia per effetto dello slittamento dell’inizio di nuove commesse; mentre le vendite della divisione Soilmec sono state in leggera diminuzione rispetto all’esercizio precedente soprattutto in Italia ed in Europa.
Si evidenza che sul totale ricavi il progetto “Neom” della controllata Arabian Soil Contractors in Arabia Saudita incide per un controvalore di 91,4 milioni di euro pari al 14,7%.
Viene di seguito evidenziata la ripartizione dei ricavi fra il settore Fondazioni, costituito dalla divisione Trevi e dalla divisione Soilmec, e la Capogruppo:
(in migliaia di euro)
Attività 20252024Variazione
Lavori speciali di fondazioni (Divisione Trevi)506.216537.523(31.307)
Produzione macchinari speciali per fondazioni (Divisione Soilmec) 142.282144.998(2.716)
Elisioni e rettifiche interdivisionali (24.135)(19.183)(4.953)
Sub-totale settore Fondazioni (Core Business) 624.363663.337(38.975)
Capogruppo 14.82418.950(4.126)
Elisioni interdivisionali e con la Capogruppo (15.171)(19.026)3.855
GRUPPO TREVI 624.016663.263(39.246)
221
Altri ricavi operativi
Gli “Altri ricavi operativi” ammontano a 11,7 milioni di euro nel 2025, in decremento di 1,4 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. La voce è così composta:
(in migliaia di euro)
 
Descrizione20252024Variazione
Contributi in conto esercizio215225(10)
Recuperi spese e riaddebiti a Consorzi2.9597842.175
Vendite di ricambi e materie prime836643193
Plusvalenze da alienazione beni strumentali2.4471.3661.081
Risarcimento danni e rimborsi assicurativi1.7635231.241
Sopravvenienze attive8802.368(1.488)
Altri2.5627.125(4.459)
Totale11.66113.033(1.372)
La voce “Contributi in conto esercizio” è riferita principalmente alle società Trevi S.p.A. per 0,1 milioni di euro e per la differenza alla società Soilmec S.p.A.
Si rileva nell’esercizio 2025 un incremento della voce “Recuperi di spese e riaddebiti a Consorzi” per 2,2 milioni di euro, passando da 0,8 milioni di euro dell’esercizio precedente a 3 milioni di euro del corrente esercizio. L’incremento è stato generato dalla divisione Trevi per le attività negli Stati Uniti per 1,6 milioni di euro ed in Europa per 1,4 milioni di euro.
Le “Vendite di ricambi” ammontano a 0,8 milioni di euro in aumento di 0,2 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente e riguardano la divisione Trevi; le “Plusvalenze da alienazione a terzi di beni strumentali” ammontano a 2,4 milioni di euro contro 1,4 milioni di euro del precedente esercizio. Tale valore è stato generato dalle società del Medio Oriente e dell’Australia facenti parte della divisione Trevi.
La voce “Risarcimenti danni e rimborsi assicurativi” risulta pari a 0,2 milioni di euro, riconducibile a risarcimenti afferenti alla divisione Soilmec.
Le “Sopravvenienze attive” ammontano a 0,9 milioni di euro in diminuzione di 1,5 milioni di euro rispetto al 2024. Tali ricavi sono stati generati principalmente dalle società della divisione Trevi in Italia e nell’estremo Oriente.
La voce “Altri” è in diminuzione rispetto all’esercizio precedente per 4,5 milioni di euro ed ammonta a 2,6 milioni di euro; tale contrazione è imputabile alle aree della divisione Soilmec Italia, Europa e Nord America. La voce è alimentata prevalentemente da recuperi di costi di trasporto.
 
(26) Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
La voce incrementi di immobilizzazioni per lavori interni ammonta nel 2025 a 13,4 milioni di euro in diminuzione rispetto all’esercizio precedente di 1 milione di euro. L’importo è essenzialmente dovuto alla produzione di attrezzature realizzata dalla divisione Soilmec per utilizzo da parte della divisione Trevi.
222
COSTI DELLA PRODUZIONE
I costi della produzione nel 2025 registrano un decremento rispetto al precedente esercizio, passando da 635,9 milioni di euro a 578,2 milioni di euro, con un decremento di 57,6 milioni di euro più che proporzionale alla riduzione dei ricavi. Di seguito si analizzano le principali voci.
(27) Costi del personale:
I costi del personale ammontano a 133 milioni di euro nel 2025, in aumento di 3,2 milioni di euro rispetto all’esercizio 2024 e si suddividono nelle voci riportate in tabella.
(in migliaia di euro)
Descrizione20252024Variazione
Salari e stipendi103.868100.9522.916
Oneri sociali23.67923.259420
Trattamento di fine rapporto169176(7)
Trattamento di fine quiescenza1.3671.225142
Altri costi3.9164.100(184)
Totale132.999129.7133.286
L’organico dei dipendenti e la variazione rispetto all’esercizio precedente risultano così determinati:
(valori in Unità)
Descrizione31/12/202531/12/2024VariazioneMedia
Executive5567(12)61
-di cui Dirigenti3743(6)40
Impiegati e Quadri1.1501.104461.127
Operai1.9241.886381.905
Totale3.1293.057723.093
Di seguito la suddivisione dell’organico per area geografica:
(valori in Unità)
Dipendenti per Area Geografica 31/12/202531/12/2024 Variazione
Italia 86885117
Europa (esclusa Italia) 29272
USA, Canada e Messico97934
Sud America 54540
Africa 655516139
Medio Oriente e Asia 9691005(36)
Estremo Oriente e resto del mondo 457511(54)
Totale 3.1293.05772
(28) Altri costi operativi
Gli altri costi operativi ammontano a 210,4 milioni di euro nel 2025 contro i 218,3 milioni di euro del 2024, in diminuzione di 7,9 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente, per maggiori dettagli si rimanda alle descrizioni di seguito riportate.
(in migliaia di euro)
223
Descrizione20252024Variazione
Costi per servizi143.097163.185(20.088)
Costi per godimento beni di terzi41.96844.868(2.899)
Oneri diversi di gestione25.33610.21815.118
Totale210.401218.271(7.870)
Costi per servizi:
I costi per servizi ammontano a 143,1 milioni di euro nel 2025 contro i 163,2 milioni di euro dell’esercizio 2024, in diminuzione di 20,1 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente.
In questa voce sono principalmente ricompresi:
(in migliaia di euro)
Descrizione20252024Variazione
Subappalti27.21132.199(4.988)
Consulenze tecniche, legali e fiscali22.24725.607(3.359)
Altre spese per prestazioni di servizi22.20931.166(8.957)
Spese di vitto, alloggio e viaggi13.70318.345(4.642)
Assicurazioni 7.5396.1771.361
Spese di spedizione, doganali e trasporti15.63417.124(1.490)
Manutenzioni e riparazioni4.8933.5771.316
Personale Interinale21.72218.0113.711
Spese di audit1.0131.016(3)
Emolumenti amministratori e sindaci811918(107)
Servizi bancari8693.266(2.397)
Spese per energia, telefoniche, gas, acqua e postali3.1164.115(999)
Lavorazioni esterne ed Assistenza tecnica497202294
Pubblicità e promozioni981402580
Servizi amministrativi30489215
Totale143.097163.185(20.088)
I costi per “Subappalti” sono riconducibili alla divisione Trevi e, in particolare, riguardano i progetti in corso in Medio Oriente realizzati dalle controllate Swissboring Overseas Piling Corp. Ltd (Dubai) ed Arabian Soil Contractors Ltd (Arabia Saudita). Tali costi includono anche gli interventi relativi ai progetti attualmente in esecuzione negli Stati Uniti tramite Treviicos e quelli in Spagna svolti dalla Joint Venture.
La voce “Consulenze tecniche, legali e fiscali” è diminuita di 3,4 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente ed è principalmente dovuta alla divisione Trevi; la movimentazione è fisiologicamente in linea con l’andamento dei ricavi.
Nella voce “Altre spese per prestazioni di servizi” sono incluse spese e servizi di terzi quali i costi per smaltimento rifiuti ed altri costi vari gestionali. Nello specifico, nella divisione Trevi tali costi fanno riferimento ai servizi ricevuti da società terze direttamente sulle commesse e servizi generali.
Il “Personale Interinale” ammonta a 21,7 milioni di euro; in tale posta sono inclusi i costi di outsourcing di personale sostenuti per la maggior parte dalla divisione Trevi nelle aree del Medio Oriente ed Australia.
La voce “Spese di spedizione, doganali e trasporti” ammonta a 15,6 milioni di euro, registrando una diminuzione di 1,5 milioni di euro rispetto al 2024. Nella divisione Trevi tali costi ammontano a 11,3 milioni di euro mentre quelli relativi alla divisione Soilmec sono pari a 4,3 milioni di euro.
224
Costi per godimento beni di terzi:
I costi per godimento beni di terzi registrano una diminuzione di 2,9 milioni di euro, passando da 44,9 milioni di euro nell’esercizio 2024 a circa 42 milioni di euro nell’esercizio corrente.
La voce si riferisce principalmente a:
(in migliaia di euro)
Descrizione20252024Variazione
Noleggi di attrezzature38.01140.882(2.871)
Affitti passivi3.9583.986(28)
Totale41.96844.868(2.899)
Le voci “noleggi di attrezzature” e “affitti passivi” comprendono i costi per noleggi e affitti operativi per l’esecuzione delle commesse in corso; detti costi sono ascrivibili a noleggi e affitti di breve durata che hanno i requisiti per essere esclusi dalla contabilizzazione secondo quanto prescritto dal principio IFRS 16.
L’incremento di queste voci è particolarmente legato alle dinamiche operative ed all’andamento delle commesse della divisione Trevi che necessitano di contratti di noleggio di breve durata. Le aree che hanno maggiormente risentito della variazione decrementativa sono l’Italia ed il Medio Oriente, in particolare per il cantiere NEOM in Arabia Saudita.
Oneri diversi di gestione:
La voce ammonta complessivamente a 25,3 milioni di euro nel 2025, in aumento di 15,1 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. La loro composizione è la seguente:
(in migliaia di euro)
Descrizione20252024Variazione
Imposte e tasse indirette2.7542.875(121)
Sopravvenienze passive3.1055002.604
Altri oneri diversi18.1485.47312.675
Minusvalenze ordinarie da alienazione cespiti1.3301.370(40)
Totale25.33610.21815.118
Le “Imposte e tasse indirette” ammontano a 2,8 milioni di euro in diminuzione rispetto al 2024 di 0,1 milioni di euro. La voce è principalmente imputabile alla divisione Trevi per 2,3 milioni di euro, mentre per 0,2 milioni di euro alla Capogruppo e per il restante alla divisione Soilmec.
Le “Sopravvenienze passive”, in aumento rispetto all’esercizio precedente di 2,6 milioni di euro, ammontano a 3,1 milioni di euro e sono principalmente ascrivibili alla società Trevi S.p.A.
La voce “Altri oneri diversi” ammonta a 18,1 milioni di euro ed è aumentata di 12,7 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. Tale posta è interamente imputabile alla divisione Trevi e fa riferimento prevalentemente a riaddebiti dei consorzi di cui Trevi è parte.
Le “Minusvalenze da alienazione cespiti” ammontano a 1,3 milioni di euro e sono state generate dalle società della divisione Trevi operanti in Italia, Medio Oriente, Estremo Oriente e Sudamerica e derivano principalmente dalla dismissione di asset non più funzionali alle esigenze operative della Divisione Trevi, in
225
coerenza con il completamento delle attività in alcune aree geografiche e con il processo di razionalizzazione degli asset operato dal Gruppo.
(29) Accantonamenti e svalutazioni
(in migliaia di euro)
Descrizione20252024Variazione
Accantonamenti per rischi6.0194.1371.882
Accantonamenti per crediti2271.833(1.606)
Altre svalutazioni e ripristini(35)565(599)
Totale6.2126.535(323)
Accantonamenti per rischi:
La voce comprende accantonamenti a fondo interventi in garanzia e accantonamenti fondo vertenze legali, riconducibili prevalentemente dalla divisione Soilmec, gli accantonamenti fondo rischi contrattuali, dove si registra un rilascio di 2,3 milioni da parte della divisione Trevi, e in ultimo ricomprende gli accontamenti premi a dipendenti, effettuato per 2,4 milioni dalla divisione Trevi, 1,1 milioni dalla divisione Soilmec e 3,3 milioni dalla Capogruppo.
Accantonamenti per crediti compresi nell’attivo circolante:
L’importo pari a 0,2 milioni di euro in diminuzione per 1,6 milioni di euro rispetto al 2024, si riferisce al saldo tra rilasci e accantonamenti per rischi su crediti commerciali di dubbio realizzo delle singole società controllate.
Svalutazioni:
L’ammontare delle svalutazioni è interamente imputabile alla società Soilmec S.p.A.
(30) Proventi finanziari
I proventi finanziari ammontano a 1,7 milioni di euro nel 2025, con un decremento di 1,1 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente.
La voce risulta così composta:
(in migliaia di euro)
Descrizione20252024Variazione
Interessi su crediti verso banche777956(179)
Interessi su crediti verso la clientela2881.586(1.298)
Altri proventi finanziari605199406
Totale1.6702.741(1.071)
226
Le variazioni principali che si registrano su tale voce derivano prevalentemente dalla diminuzione degli interessi su crediti verso banche e verso la clientela.
(31) Costi finanziari
I costi finanziari ammontano a 29,2 milioni di euro nel 2025, con un decremento di 4,1 milioni di euro rispetto al periodo precedente. La voce risulta così composta:
(in migliaia di euro)
Descrizione20252024Variazione
Interessi su debiti verso banche13.19915.441(2.242)
Oneri finanziari da valutazione al fair value10.71910.117601
Spese e commissioni bancarie3.3273.714(388)
Interessi passivi su mutui27223636
Interessi su debiti per diritto di utilizzo549849(300)
Altri oneri finanziari1.1412.980(1.839)
Totale29.20633.338(4.132)
Gli interessi su debiti verso banche rappresentano i costi legati al reperimento di risorse finanziarie necessarie al funzionamento delle attività del Gruppo, riferibili in prevalenza alla Capogruppo e alle società capodivisione.
Il rilascio dell’effetto del costo ammortizzato sul debito, al 31 dicembre 2025, incide in maniera negativa per complessivi 10,7 milioni di euro.
(32) Utili / (Perdite) su cambi derivanti da transazioni in valuta estera
Nell’esercizio 2025, le differenze di cambio nette ammontano ad un importo negativo pari a 0,3 milioni di euro e si originano principalmente dalla fluttuazione del rapporto di cambio dell’euro con le altre valute straniere tra cui: il Dollaro Statunitense, la Naira Nigeriana, il Dirham degli Emirati Arabi e il Peso Argentino. Gli utili/perdite su cambi derivano per la maggior parte da debiti e crediti Intercompany tra società del Gruppo Trevi espressi in valute diverse da quelle di conto.
Si riporta di seguito la composizione di tale voce:
(in migliaia di euro)
Descrizione20252024Variazione
Differenza cambio attive realizzate11.45914.559(3.100)
Differenza cambio passive realizzate(11.400)(12.173)773
Sub-Totale utili/(perdite) realizzate592.386(2.327)
Differenza cambio attive non realizzate6.39116.935(10.543)
Differenza cambio passive non realizzate(6.795)(20.240)13.445
Sub-Totale utili/(perdite) non realizzate(404)(3.305)2.902
Utile/(perdita) per differenze cambio (345)(919)575
(33) Imposte sul reddito dell’esercizio
Le imposte nette del periodo sono aumentate rispetto all’esercizio precedente per 3,6 milioni di euro, ammontano complessivamente a 11,4 milioni di euro e risultano così composte:
227
(in migliaia di euro)
 
 
 
 
Descrizione20252024Variazione
Imposte correnti:
- IRAP989989
- Imposte sul reddito15.67513.5882.087
Imposte differite(420)(4.437)4.017
Imposte anticipate(4.876)(1.401)(3.475)
Totale Imposte sul Reddito11.3687.7503.618
Le imposte sul reddito dell’esercizio riguardano la stima delle imposte dirette dovute per l’esercizio, calcolate sulla base del reddito imponibile delle singole società incluse nell’area di consolidamento del Gruppo. Le imposte per le società estere sono calcolate secondo le aliquote vigenti nei rispettivi Paesi.
L’importo complessivo delle imposte sul reddito è pari a 11,4 milioni di euro, registrando una variazione di 3,6 milioni rispetto allo stesso periodo del 2024.
(in migliaia di euro)
Descrizione20252024Variazione
Utile (Perdite) del periodo prima delle imposte e dei terzi20.00113.2586.743
Imposte sul reddito di esercizio IRES1.7823451.437
Imposte sul reddito di esercizio IRAP989666323
Imposte correnti esercizi precedenti1.6721.755(83)
Imposte sul reddito di esercizio11.28410.758526
Imposte sul reddito pagate all'estero64864584
Imposte correnti16.37513.5882.787
Imposte anticipate(4.876)(1.401)(3.475)
Imposte differite(420)(4.437)4.017
Imposte anticipate/differite(5.296)(5.838)542
Imposte CFC/GMT2890289
Imposte sul Reddito11.3687.7503.618
228
(34) Utile/Perdita del Gruppo per azione:
Le assunzioni base per la determinazione dell’utile/perdita base e diluito sono le seguenti:
Descrizione20252024
Risultato Netto derivante dalle attività in funzionamentoRisultato Netto derivante dalle attività in funzionamento
“A” Utile/(Perdita) netta del periodo (in migliaia di euro)8.0731.527
“B” Numero medio ponderato di azioni ordinarie per la determinazione dell'utile base per azione (*)312.277.006312.172.952
Utile/(Perdita) per azione base: (A*1000) / B0,030,00
“D” Utile/(Perdita) netta rettificata per dilution analysis (in migliaia di euro)8.0731.527
Numero medio ponderato di azioni ordinarie per la determinazione dell'utile diluito per azione (B) (*)318.910.926327.887.650
Utile/(Perdita) per azione diluito: (D*1000) / E0,02530,0047
(*) la variazione del numero medio ponderato di azioni deriva dall’esercizio del warrant per sottoscrizione nuove azioni avvenuta a inizio giugno 2025, che ha portato ad un aumento di capitale di circa 10 migliaia di euro.
229
RAPPORTI CON LE PARTI CORRELATE
Compensi agli Amministratori
Qui di seguito si indica, relativamente all’anno 2025, l’ammontare dei compensi spettanti agli Amministratori della Capogruppo per lo svolgimento di tali funzioni anche in altre imprese incluse nel consolidamento:
          (in migliaia di euro)
NominativoSocietàCaricaEmolumenti per la caricaEmolumenti controllateAltri compensi
Paolo Besozzi sino al 12 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Presidente del Consiglio d'Amministrazione37,9- -
Giuseppe CaselliTrevi - Fin. Ind. S.p.A.Amministratore Delegato-- 1.924
Trevi S.p.A.Presidente del Consiglio d'Amministrazione; Amministratore Delegato---
Soilmec S.p.A.Presidente del Consiglio d'Amministrazione; Amministratore Delegato---
Bartolomeo Cozzoli sino al 12 maggio 25Trevi – Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d’Amministrazione non esecutivo e indipendente14,4--
Trevi – Fin. Ind. S.p.A.Membro del Comitato Nomine e Remunerazione6,1--
Davide Contini sino 12 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente14,4--
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Membro del Comitato Parti Correlate3,4--
Davide Manunta Trevi – Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d’Amministrazione non esecutivo40--
Trevi – Fin. Ind. S.p.A.Membro del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità23,3--
Soilmec S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente- 5,8 -
Davide Manunta dal 13 maggio 25Trevi – Fin. Ind. S.p.A.Membro Comitato Nomine e Remunerazione10,8--
Alessandro Piccioni sino al 12 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente14,4--
Trevi – Fin. Ind. S.p.A.Presidente Comitato Nomine e Remunerazione8,3--
Trevi S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo -10,4-
Sara Kraus dal 12 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente14,4--
Trevi – Fin. Ind. S.p.A.Presidente del Comitato Parti Correlate4,6--
Elisabetta Oliveri sino al 12 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente14,4 --
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Membro del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità8,4--
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Membro Comitato Nomine e Remunerazione6,1--
Manuela Franchi sino al 12 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente14,4--
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità10,6--
Cristina De Benedetti sino al 12 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente14,4--
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Membro del Comitato Parti Correlate3,4--
Antonio Maria Rinaldi dal 13 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Presidente del Consiglio d'Amministrazione67--
Marco Pappalardo dal 13 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente25,5--
Daniela Savidal 13 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente25,5--
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità18,7--
Matteo Mognaschi dal 13 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 25,5--
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Membro del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità14,8--
Claudia Rubini dal 13 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 25,5--
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Presidente del Comitato Nomine e Remunerazione14,6--
Francesca Crescini dal 13 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 25,5- -
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Membro del Comitato Nomine e Remunerazione10,8- -
Adriana Baso dal 13 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 25,5- -
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Presidente del Comitato Parti Correlate8,1- -
Antogiulio Marti dal 13 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d’Amministrazione non esecutivo25,5- -
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Membro del Comitato Parti Correlate6- -
Elisa Roversi dal 13 maggio 25Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Consigliere d’Amministrazione non esecutivo25,5- -
Trevi - Fin. Ind. S.p.A.Membro del Comitato Parti Correlate6- -
230
(35) Altre operazioni con parti correlate
I rapporti del Gruppo Trevi con entità correlate sono costituiti principalmente dai rapporti commerciali della controllata Trevi S.p.A. verso i propri consorzi, regolati a condizioni di mercato. Gli importi più significativi di tali crediti al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024 sono di seguito esposti:
(In migliaia di euro)
Crediti finanziari 31/12/202531/12/2024Variazione
Pescara Park S.r.l.616646(29)
Overturning S.c.a.r.l.3500350
Bologna Park S.r.l.323203120
Totale1.289849440
Gli importi più significativi dei crediti commerciali a breve termine al 31 dicembre 2025 ed al 31 dicembre 2024 compresi all’interno della voce “Crediti commerciali e altre attività a breve termine” sono di seguito esposti:
(In migliaia di euro)
Crediti commerciali e altre attività a breve termine31/12/202531/12/2024Variazione
Porto Messina S.c.a.r.l.55651739
Nuova Darsena S.c.a.r.l.1491490
Trevi SGF INC S.c.a.r.l.1.8841.894(10)
TCM - Società Consortile a Responsabilità Limitata5.7164.6761.039
Overturning S.c.a.r.l.45113(68)
Altri23037193
Totale8.5797.3851.194
I ricavi realizzati dal Gruppo verso tali società sono di seguito esposti:
(In migliaia di euro)
Ricavi vendita e prestazioni e altri servizi31/12/202531/12/2024Variazioni
Porto Messina S.c.a.r.l.094(94)
Overturning S.c.a.r.l.4292(51)
TCM - Società Consortile a Responsabilità Limitata2.4331002.333
Nuova Darsena S.c.a.r.l.0734(734)
Italthai Trevi Ltd056(56)
Altri55055
Totale2.5291.0761.453
(In migliaia di euro)
Ricavi Finanziari31/12/202531/12/2024Variazioni
Bologna park S.r.l1336(23)
Altri000
Totale1336(23)
231
Gli importi più significativi dei debiti verso società correlate al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2023 compresi all’interno della voce “Debiti commerciali e altre passività a breve termine” sono di seguito esposti:
(In migliaia di euro)
Debiti commerciali e altre passività a breve termine31/12/202531/12/2024Variazioni
TCM - Società Consortile a Responsabilità Limitata7.9694.8793.090
Overturning S.c.a.r.l.5141.134(619)
Porto Messina S.c.a.r.l.753808(55)
Trevi SGF INC S.c.a.r.l.194200(6)
Altri90164(74)
Totale9.5207.1842.336
I costi sostenuti dal Gruppo verso tali società correlate sono di seguito esposti:
(In migliaia di euro)
Consumi di materie prime e servizi esterni31/12/202531/12/2024Variazioni
Overturning S.c.a.r.l.3.5432.1501.393
TCM - Società Consortile a Responsabilità Limitata7.6091.6026.008
Altri40832
Totale11.1923.7607.432
232
INFORMATIVA SETTORIALE
Al fine della presentazione di un’informativa economica, patrimoniale e finanziaria per divisione (Segment Reporting) il Gruppo ha identificato, quale schema primario di presentazione dei dati settoriali, la distinzione per Divisione. Tale rappresentazione riflette l’organizzazione del business del Gruppo e la struttura del reporting interno, sulla base della considerazione che i rischi ed i benefici sono influenzati dai settori di attività in cui il Gruppo opera. Il Management monitora separatamente i risultati operativi delle sue unità di business allo scopo di prendere decisioni in merito all’allocazione delle risorse ed alla valutazione delle performance. La performance divisionale è valutata sulla base dell’utile o perdita operativa che in certi aspetti, come riportato nelle tabelle che seguono, è misurato in modo diverso dall’utile o perdita operativa nel bilancio consolidato. Si riportano di seguito i dati patrimoniali ed economici divisionali al 31 dicembre 2025. Si ritiene che il settore primario per identificare l’attività del Gruppo sia la suddivisione per tipologia di attività, mentre per il segmento secondario si fa riferimento all’area geografica.
I conti economici per Divisione includono l’indicazione di indicatori alternativi di performance, che non sono identificati come misura contabile nell’ambito dei Principi Contabili IFRS adottati dall’Unione Europea e, pertanto, il criterio di determinazione di tali indicatori applicato dal Gruppo potrebbe non essere omogeneo con quello adottato da altri gruppi o società e, conseguentemente, il loro valore potrebbe non essere comparabile con quello determinato da questi ultimi. Tali indicatori alternativi di performance sono utilizzati dal Gruppo per monitorare l’andamento operativo delle Divisioni e segnatamente:
L’EBITDA (Earnings before interests, taxes, depreciation and amortization) -Margine Operativo Lordo- è definito da Trevi come Utile/Perdita d’esercizio al lordo degli ammortamenti di immobilizzazioni materiali e immateriali, accantonamenti e svalutazioni, degli oneri e proventi finanziari, delle differenze cambio e delle imposte sul reddito.
L’EBITDA ricorrente (Margine Operativo Lordo ricorrente) rappresenta l’EBITDA, come definito nella precedente nota, normalizzato eliminando dal calcolo dell’EBITDA gli oneri e i proventi ritenuti non ricorrenti nella gestione della Divisione.
L’EBIT (Risultato Operativo) è un indicatore economico non definito negli IFRS, adottati dal Gruppo Trevi a partire dal bilancio consolidato al 31 dicembre 2005. L’EBIT (Earnings before interests and taxes) è definito da Trevi come Utile/Perdita d’esercizio al lordo degli oneri e proventi finanziari, delle differenze cambio e delle imposte sul reddito.
233
Divisione Trevi
Sintesi Patrimoniale
(In migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
A)Immobilizzazioni148.714157.352(8.639)
- Rimanenze156.121191.319(35.198)
- Crediti commerciali98.37295.3503.021
- Debiti commerciali (-)(141.459)(149.407)7.948
- Acconti (-)(47.598)(60.115)12.517
- Altre attività (passività)(9.639)(5.074)(4.565)
B)Capitale d'esercizio netto55.79772.074(16.276)
C)Attività e passività destinate alla dismissione000
D)Capitale investito dedotte le Passività d'esercizio (A+B+C)204.511229.426(24.915)
E)Benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro (-)(8.335)(9.131)796
F)CAPITALE INVESTITO NETTO (D+E)196.176220.295(24.119)
Sintesi Economica
(In migliaia di euro)
Descrizione 12M 2025 12M 2024Variazione
RICAVI TOTALI506.216537.522(31.306)
Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti ed in corso di lavorazione(1)(510)509
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni6282.196(1.568)
VALORE DELLA PRODUZIONE506.844539.208(32.364)
Consumi di materie prime e servizi esterni(325.687)(366.318)40.631
Costo del lavoro(102.527)(99.390)(3.137)
MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA) RICORRENTE78.63073.4995.130
% sui Ricavi Totali15,5%13,7%-16,4%
Proventi - Oneri straordinari(2.153)(164)(1.989)
MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA)76.47773.3363.141
% sui Ricavi Totali15,1%13,6%-10%
Ammortamenti(22.248)(23.975)1.727
Accantonamenti e svalutazioni(105)(4.808)4.703
RISULTATO OPERATIVO (EBIT)54.12444.5529.572
% sui Ricavi Totali10,7%8,3%
234
Divisione Soilmec
Sintesi Patrimoniale
(In migliaia di euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazione
A)Immobilizzazioni25.18433.283(8.100)
- Rimanenze80.79186.245(5.454)
- Crediti commerciali43.58455.408(11.824)
- Debiti commerciali (-)(38.036)(44.924)6.888
- Acconti (-)(4.935)(3.135)(1.800)
- Altre attività (passività)1.9361.87363
B)Capitale d'esercizio netto83.34195.468(12.127)
C)Attività e passività destinate alla dismissione000
D)Capitale investito dedotte le Passività d'esercizio (A+B+C)108.525128.751(20.227)
E)Benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro (-)(1.234)(1.508)274
F)CAPITALE INVESTITO NETTO (D+E)107.291127.244(19.953)
Sintesi Economica
Descrizione 12M 2025 12M 2024Variazione
RICAVI TOTALI142.282144.998(2.716)
Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti ed in corso di lavorazione(10.456)5.892(16.348)
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni23020030
VALORE DELLA PRODUZIONE132.056151.091(19.034)
Consumi di materie prime e servizi esterni(95.924)(115.128)19.204
Costo del lavoro(22.723)(22.748)26
MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA) RICORRENTE13.41013.215195
% sui Ricavi Totali9,4%9,1%-7,2%
Proventi - Oneri straordinari(306)(393)87
MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA)13.10412.822282
% sui Ricavi Totali9,2%8,8%-10%
Ammortamenti(3.067)(4.465)1.398
Accantonamenti e svalutazioni(2.862)(133)(2.729)
RISULTATO OPERATIVO (EBIT)7.1748.224(1.050)
% sui Ricavi Totali
235
Prospetto di riconciliazione Divisioni e Gruppo al 31 dicembre 2025
Sintesi Patrimoniale
(In migliaia di euro)
DescrizioneDivisione TreviDivisione SoilmecTrevi Finanziaria IndustrialeRettificheGruppo Trevi
A)Immobilizzazioni148.71425.184224.718(224.290)174.325
- Rimanenze156.12180.7910(8.437)228.475
- Crediti commerciali98.37243.58434.455(47.276)129.135
- Debiti commerciali (-)(141.459)(38.036)(10.507)54.225(135.777)
- Acconti (-)(47.598)(4.935)0545(51.988)
- Altre attività (passività)(9.639)1.936(10.741)5.030(13.414)
B)Capitale d'esercizio netto55.79783.34113.2064.087156.431
C)Attività e passività destinate alla dismissione00000
D)Capitale investito dedotte le Passività d'esercizio (A+B+C)204.511108.525237.924(220.204)330.756
E)Benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro (-)(8.335)(1.234)(700)2(10.267)
F)CAPITALE INVESTITO NETTO (D+E)196.176107.291237.225(220.202)320.489
La colonna rettifiche a livello di stato patrimoniale comprende, per la voce immobilizzazioni, l’elisione delle partecipazioni e l’elisione dei crediti finanziari immobilizzati intercompany, per i crediti e debiti commerciali, le restanti elisioni intercompany.
Sintesi Economica
(In migliaia di euro)
DescrizioneDivisione TreviDivisione SoilmecTrevi Finanziaria IndustrialeRettificheGruppo Trevi
RICAVI TOTALI506.216142.28214.824(39.306)624.017
Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti ed in corso di lavorazione(1)(10.456)0(915)(11.371)
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni628230012.56213.421
VALORE DELLA PRODUZIONE506.844132.05614.824(27.658)626.066
Consumi di materie prime e servizi esterni(325.687)(95.924)(10.450)23.758(408.303)
Costo del lavoro(102.527)(22.723)(6.991)(9)(132.250)
MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA) RICORRENTE78.63013.410(2.617)(3.910)85.513
% sui Ricavi Totali15,5%9,4%-17,7%13,7%
Proventi - Oneri straordinari(2.153)(306)(1.240)0(3.698)
MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA)76.47713.104(3.856)(3.910)81.814
% sui Ricavi Totali15%9%-26%13%
Ammortamenti(22.248)(3.067)(3.864)1.413(27.765)
Accantonamenti e svalutazioni(105)(2.862)(3.171)(73)(6.212)
RISULTATO OPERATIVO (EBIT)54.1247.174(10.891)(2.570)47.838
% sui Ricavi Totali10,7%5,0%-73,5%7,7%
236
Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura al 31 dicembre 2025
Nel corso dei primi due mesi dell’anno 2026 il Gruppo ha acquisito ordini per circa 157 milioni di euro, rispetto ai 110 milioni di euro acquisiti nel medesimo periodo del 2025.
In particolare, la Divisione Trevi ha acquisito ordini per circa 137 milioni (94 milioni nel 2025), mentre la Divisione Soilmec ha acquisito ordini per circa 24 milioni di euro (21 milioni nel primo bimestre 2025).
Il portafoglio ordini al 28 febbraio 2026 è risultato pari a 837 milioni di euro, rispetto a 748 milioni di euro di dicembre 2025.
Fra i progetti di maggior rilievo acquisiti tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 si segnalano:
il progetto di Manhattan Jail a New York
il progetto Washington Bridge
il progetto Taziz Salt negli Emirati Arabi Uniti
i progetti South Commuter Railway CPS-07 e SEMME nelle Filippine.
Con riferimento ai potenziali impatti derivanti dalla situazione di crisi che, a partire dalla fine del mese di febbraio 2026, ha interessato l’area Medio Orientale, si rimanda a quanto precedentemente commentato nella sezione relativa alla “Gestione dei rischi d’impresa”.
Eventi ed operazioni significative non ricorrenti
Non si rilevano eventi ed operazioni significative non ricorrenti nel corso del 2025.
Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali
Il Gruppo Trevi non ha posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali nel corso del 2025.
237
Compensi a Sindaci
Qui di seguito si indica, relativamente all’anno 2025, l’ammontare dei compensi spettanti ai Sindaci della Capogruppo per lo svolgimento di tali funzioni anche in altre imprese incluse nel consolidamento:
 
NominativoCaricaDurata della carica (in mesi)Emolumenti SocietàAltri compensiTotale
M. Vicini - sino al 12 maggio 25PCS 4,518,17,225,3
M. Pierini - sino al 12 maggio 25SE4,514,4-14,4
F. Parente - sino al 12 maggio 25SE4,514,4- 14,4
C. Pezzuto - dal 13 maggio 25PCS 7,531,9- 31,9
D. Casadei - dal 13 maggio 25SE7,525,5- 25,5
D. Iannotta - dal 13 maggio 25SE7,525,5- 25,5
Totale1307,2137,2
Corrispettivi di revisione contabile ai sensi dell’art. 160 c. 1-bis n. 303 Legge 262 del 28/12/2005 integrata da D.Lgs. 29/12/2006
 
 
 
                                   
                        
 
 
(in migliaia di euro)
RevisioneServizi di attestazioneAltri servizi e speseTotale
Deloitte & Touche S.p.A.24966105420
KPMG S.p.A.101101
Totale Trevi Finanziaria Industriale S.p.A.35066105520
Deloitte & Touche S.p.A.8920109
Altre società del network Deloitte131131
Altre società di revisione340340
Totale Società controllate560020580
Totale corrispettivi società di revisione910661251.100
In data 13 novembre 2025, in seguito all’apposita procedura di selezione è stato conferito l’incarico al nuovo revisore Deloitte & Touche Spa con mandato novennale per Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. e mandato triennale per Trevi S.p.A, Soilmec S.p.A. e per l’attestazione della rendicontazione di sostenibilità. È stato inoltre nominato il nuovo revisore Deloitte anche per le filiali estere Trevi Filippine, Swissboring Dubai e Swissboring Oman.
238
ALLEGATI
I presenti allegati contengono informazioni aggiuntive rispetto a quelle esposte nelle Note esplicative ed integrative, della quale costituiscono parte integrante.
1) Società assunte nel Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 con il metodo dell’integrazione globale.
1a) Società assunte nel Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 con il metodo dell’integrazione
proporzionale.
1b) Società e consorzi assunti nel Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 con il metodo del costo.
2) Organigramma del Gruppo;
239
Allegato 1
SOCIETA’ ASSUNTE NEL BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2025 CON IL METODO DELL'INTEGRAZIONE GLOBALE
   
DENOMINAZIONE SOCIALEPAESEVALUTACAPITALE SOCIALEQUOTA % TOTALE DEL GRUPPO
TREVI – Finanziaria Industriale S.p.A. Italia Euro 123.053.515 Capogruppo
Trevi SpA Italia Euro 32.300.000 99,78%
Trevi Construction Co. Ltd Hong Kong Dollaro U.S.A. 2.051.668 99,78%
Swissboring Overseas Piling Corp. Ltd (Dubai) Emirati Arabi Uniti Dirham Emirati Arabi 107.739.163 99,78%
Pilotes Trevi Sacims SA Argentina Peso Argentino 3.987.300.453 99,76%
Pilotes Trevi Sacims - Paraguay Paraguay Guarani - 99,76%
Treviicos Corporation U.S.A. Dollaro U.S.A. 23.500 99,78%
Trevi Cimentaciones CA Venezuela Euro 46.008.720 99,78%
Trevi Insaat Ve Muhendislik AS Turchia Lira Turca 57.698.747 99,78%
Trevi Foundations Nigeria Ltd Nigeria Naira 500.000.000 59,75%
Trevi Foundations Philippines Inc Filippine Peso Filippino 52.500.000 99,78%
Swissboring & Co. LLC (*) Oman Rial Omanita 250.000 99,78%
Trevi Algerie EURL Algeria Dinaro Algerino 53.000.000 99,78%
Trevi Bangladesh Ltd Bangladesh Taka 1.000.000 99,78%
Idt Fzco Emirati Arabi Uniti Dirham Emirati Arabi 1.000.000 99,80%
Trevi Panamericana Sa Repubblica di Panama Dollaro U.S.A. 1.221.366 99,78%
Trevi Geotechnik GmbH Austria Euro 100.000 99,78%
Trevi Cimentaciones S.L.U. Spagna Euro 10.000 99,78%
Trevi SpezialTiefBau GmbH Germania Euro 50.000 99,78%
Foundation Construction Ltd Nigeria Naira 28.006.440 80,15%
Trevi-Trevi Fin.-Sembenelli UTE (Bordeseco) Venezuela Dollaro U.S.A. - 94,89%
Trevi Cimentaciones Mexico S.A. de C.V Mexico Peso Messicano 50.000 99,78%
Swissboring Qatar WLL (*) Qatar Rial del Qatar 250.000 99,78%
Treviicos South Inc U.S.A. Dollaro U.S.A. 5 99,78%
Trevi Cimentacones y Consolidaciones Sa Repubblica di Panama Dollaro U.S.A. 9.387.597 99,78%
Galante Foundations Sa Repubblica di Panama Dollaro U.S.A. - 99,78%
Swissboring Overseas Piling Corporation (Zurich) Svizzera Franco Svizzero 100.000 99,78%
Trevi Galante Sa Colombia Peso Colombiano 1.000.000.000 99,78%
Trevi Foundations Kuwait Co. WLL (*) Kuwait Dinaro Kuwait 100.000 99,78%
Pilotes Uruguay Sa - en liquidacion Peso Uruguaiano 80.000 99,76%
Trevi Foundations Denmark A/S Danimarca Corona Danese 2.001.000 99,78%
Arabian Soil Contractors Ltd Arabia Saudita Riyal Saudita 1.000.000 99,78%
TreviGeos Fundacoes Especiais Ltda Brasile Real Brasiliano 5.000.000 50,89%
Trevi Australia Pty Ltd Australia Dollaro Australiano 10 99,78%
Trevi Australia Pty & Wagstaff Piling Victoria Pty Ltd JV Australia Dollaro Australiano - 69,85%
Trevi Chile SpA Chile Peso Cileno 10.510.930 99,78%
Trevi Holding USA Corporation U.S.A. Dollaro U.S.A. 1 99,78%
Trevi Foundations Canada Inc Canada Dollaro U.S.A. 10 99,78%
Wagner Constructions LLC U.S.A. Dollaro U.S.A. 5.200.000 99,78%
Trevi Fondations Spèciales Sas Francia Euro 100.000 99,78%
Profuro Intern. Lda Mozambico Metical 36.000.000 99,29%
Trevi Arabco JV (*) Egitto Dollaro U.S.A. - 99,78%
Parcheggi S.r.L. Italia Euro 307.536 99,78%
Mola Rupta Scarl Italia Euro 10.000 72,42%
Soilmec SpA Italia Euro 25.155.000 99,92%
Soilmec U.K. Ltd Regno Unito Sterlina inglese 120.000 99,92%
Soilmec Japan Co. Ltd Giappone Yen Giapponese 45.000.000 92,93%
Soilmec H.K. Ltd Hong Kong Euro 44.743 99,92%
Soilmec Deutschland Gmbh Germania Euro 100.000 99,92%
Soilmec France Sas Francia Euro 550.000 99,92%
Soilmec North America Inc U.S.A. Dollaro U.S.A. 10 89,93%
Soilmec Investment Pty Ltd Australia Dollaro Australiano 100 99,92%
Soilmec Australia Pty Ltd Australia Dollaro Australiano 100 99,92%
Soilmec do Brasil Sa (*) Brasile Real Brasiliano 5.500.000 83,75%
240
Idt Llc Fzc Emirati Arabi Uniti Dirham Emirati Arabi 6.000.000 94,82%
Soilmec (Suzhou) Machinery Trading Co., Ltd. (*) Cina Renminbi 58.305.193 99,92%
Soilmec Colombia Sas Colombia Peso Colombiano 371.433.810 99,92%
Soilmec Singapore Pte Ltd Singapore Euro 100.109 99,92%
Hyper Servicos de Perfuracao Ltda Brasile Real Brasiliano 1.200.000 99,92%
(*) Soilmec do Brasil Sa appartiene al Gruppo per il 38,25%, tuttavia la percentuale considerata ai fini del consolidamento è pari all’83,75%;
(*) Soilmec (Suzhou) Machinery Trading Co., Ltd. appartiene al Gruppo per il 51%, tuttavia viene considerata integralmente nel perimetro di consolidamento del Gruppo;
(*) Swissboring & Co. LLC appartiene al Gruppo per il 70%, tuttavia viene considerata integralmente nel perimetro di consolidamento del Gruppo;
(*) Swissboring Qatar WLL appartiene al Gruppo per il 49%, tuttavia viene considerata integralmente nel perimetro di consolidamento del Gruppo;
(*) Trevi Arabco JV appartiene al Gruppo per il 51%, tuttavia viene considerata integralmente nel perimetro di consolidamento del Gruppo;
(*) Trevi Foundations Kuwait Co. WLL appartiene al Gruppo per il 49%, tuttavia viene considerata integralmente nel perimetro di consolidamento del Gruppo;
241
Allegato 1a
SOCIETÀ ASSUNTE NEL BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2025 CON IL METODO DELL’INTEGRAZIONE PROPORZIONALE – JOINT OPERATIONS
DENOMINAZIONE SOCIALEPAESEVALUTAPATRIMONIO NETTO TOTALE Unità di Valuta (100%)QUOTA % TOT. DEL GRUPPO
Dragados Y Obras Portuarias S.A. - Pilotes Trevi S.A. - Concret Nor S.A. - UT.ArgentinaPeso Argentino20.493.403.37335,50%
Pilotes Trevi S.a.c.i.m.s. – Concret-Nor S.A. U.T.E. - (UTE Exolgan) ArgentinaPeso Argentino(131.360.127)50,00%
Treviicos-Nicholson JVU.S.A.Dollaro U.S.A.6.924.04550,00%
Treviicos-Nicholson Joint Venture (Palisades)U.S.A.Dollaro U.S.A.3.141.69750,00%
Nicholson-Trevi Icos JVU.S.A.Dollaro U.S.A.790.48950,00%
Cimentacinoes Especiales y Estructuraes CIMSA SAU Y Trevi Cimentaciones SLU UTE (Hydrofresa L8 BCN UTE)SpagnaEuro(1.205.554)50,00%
Allegato 1b
SOCIETÀ E CONSORZI ASSUNTI NEL BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2025 CON IL METODO DEL COSTO
DENOMINAZIONE SOCIALEPAESEVALUTACAPITALE SOCIALE(Unità di Valuta)QUOTA % TOT. DEL GRUPPOVALORE DI BILANCIO(Migliaia di euro)
SOCIETA’ CONSORTILI E CONSORZIItaliaEuro10.00054,88%6
Trevi S.G.F Inc. per NapoliItaliaEuro10.200100,00%0
Porto di Messina S.c.a.r.l.ItaliaEuro308.0001,58%0
Centuria S.c.a.r.l.Arabia SauditaRiyal Saudita24,25%0
Soilmec ArabiaItaliaEuro10.0006,69%1
Overturning S.c.a.r.l.ItaliaEuro10.00050,80%0
Nuova Darsena S.C.a R.L.ItaliaEuro10.00022,02%2
TCM - Soc. Cons. a.r.l.IndiaEuro19,00%24
Drillmec IndiaHong KongDollaro U.S.A.18.9330,001%0
I.F.C.ItaliaEuro3,06%0
Compagnia del Sacro Cuore S.r.l.ItaliaEuro10.0000,69%0
Comex S.p.A. (in liquidazione)ItaliaEuro7.474.2960,01%1
Credito Cooperativo Romagnolo – BCC di Cesena e GatteoThailandiaBaht80.000.0002,19%134
Italthai Trevi SveziaCorona100.00049,50%0
Hercules Trevi Foundation A.B.GiapponeYen Giapponese5.907.978.0000,09%108
Japan Foundations ItaliaEuro10.00034,92%0
Pescara Park S.r.l.ItaliaEuro50.00056,13%0
Bologna Park S.r.l.RussiaRublo Russo5.000.000100,00%0
OOO Trevi StroyRomaniaNuovo Leu50.00024,59%0
Gemac SrlItaliaEuro1.125.00013,33%150
Sviluppo Imprese Romagna S.p.A.ItaliaEuro40,44%40
Arquata ScarlItaliaEuro10.00054,88%6
Totale467
242
Allegato 2
ORGANIGRAMMA DEL GRUPPO
243
           
TREVI – Finanziaria Industriale S.p.A.
Progetto di bilancio d’Esercizio al 31 dicembre 2025
TREVI – Finanziaria Industriale S.p.A.
Sede Sociale Cesena (FC) – Via Larga 201 – Italia
Capitale Sociale Euro 123.053.514,60 i.v.
R.E.A. C.C.I.A.A. Forlì – Cesena N. 201.271
Codice Fiscale, P. IVA e Registro delle Imprese di Forlì – Cesena: 01547370401
Sito Internet: www.trevifin.com
244
SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
importi espressi in unità di Euro
ATTIVITA' Note 31/12/202531/12/2024
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari
Terreni e Fabbricati5.932.4926.037.613
Impianti, macchinari ed attrezzature industriali e commerciali2.504.5124.268.126
Altri beni309.294311.677
Totale Immobili, impianti e macchinari(1)8.746.29810.617.416
Immobilizzazioni immateriali
Concessioni, licenze, marchi 3.806.6365.448.648
Immobilizzazioni immateriali in corso ed acconti--
Totale Immobilizzazioni Immateriali (2)3.806.6365.448.648
Partecipazioni in altre imprese(3)175.594175.594
Partecipazioni in imprese controllate (3)211.989.567211.989.567
Attività per imposte anticipate(4)1.198.32521.317
Altre attività finanziarie non correnti22.56215.284
Altri crediti finanziari non correnti verso controllate e altre imprese (5)--
Totale Immobilizzazioni Finanziarie 213.386.048212.201.762
Totale Attività non correnti225.938.982228.267.826
Attività correnti
Crediti commerciali e altri crediti correnti(6)4.604.0924.522.084
Crediti commerciali e altri crediti correnti verso controllate(7)35.197.91539.980.446
- Di cui verso parti correlate35.197.91539.980.446
Attività per imposte correnti (8)527.943411.502
Altre attività finanziarie correnti(9)73.815.18377.708.390
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti(10)3.716.0402.279.663
Totale Attività correnti117.861.173124.902.085
TOTALE ATTIVITA' 343.800.155353.169.911
245
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PATRIMONIO NETTO Note 31/12/202531/12/2024
Capitale sociale e riserve
Capitale sociale122.951.515 122.942.340
Altre riserve33.871.206 33.757.972
Utile portato a nuovo (27.926.923)(11.958.151)
Risultato di esercizio(16.932.681)(15.968.772)
Totale Patrimonio Netto(11)111.963.117 128.773.390
PASSIVITA'
Passività non correnti
Finanziamenti non correnti(12)8.785.721 51.383.055
Debiti verso altri finanziatori non correnti(13)2.917.067 95.484.588
Strumenti finanziari derivati non correnti(14) - -
Passività fiscali per imposte differite(15)2 2
Benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro(16)699.608 623.700
Fondi non correnti(17)8.875.500 9.440.301
Altre passività non correnti(17.1)150.000 600.000
Totale Passività non correnti21.427.898 157.531.646
Passività correnti
Debiti commerciali e altre passività correnti(18)7.185.646 6.093.310
Debiti commerciali e altre passività correnti verso controllate(19)6.206.116 20.647.128
- Di cui verso parti correlate6.206.116 20.647.128
Passività fiscali per imposte correnti (20)2.223.870 814.126
Finanziamenti correnti(21)48.007.358 4.663.441
Debiti verso altri finanziatori correnti(22)143.078.825 32.591.963
- Di cui verso parti correlate43.459.695 29.622.349
Fondi correnti(23)3.707.326 2.054.908
Strumenti finanziari derivati correnti(24) - -
Totale Passività correnti210.409.141 66.864.876
TOTALE PASSIVITA'231.837.038 224.396.522
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA'343.800.155 353.169.911
246
CONTO ECONOMICO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Importi espressi in unità di Euro
Note 31/12/202531/12/2024
Ricavi delle vendite e delle prestazioni(25)14.385.429 18.166.240
- Di cui verso parti correlate14.347.210 18.127.414
Altri ricavi operativi (26)438.672 784.210
Materie prime e di consumo (27)(87.164)(95.675)
Costo del personale (28)(7.181.420)(6.817.766)
Altri costi operativi (29)(11.411.840)(11.557.724)
- Di cui verso parti correlate(691.869)(808.552)
Ammortamenti (30)(3.863.666)(3.872.309)
Accantonamenti e svalutazioni(30.1)(3.170.844)(1.763.692)
Risultato operativo (10.890.834)(5.156.716)
Proventi finanziari (31)3.523.163 5.365.663
- Di cui verso parti correlate3.247.386 4.406.164
Costi finanziari(32)(16.021.604)(17.202.587)
- Di cui verso parti correlate(1.554.134) (1.221.771)
Utile/(perdita) su cambi(33)3.453.273 (1.259.558)
Sub Totale proventi / (costi) finanziari e utile / (perdita) su cambi(9.045.168)(13.096.482)
Rettifiche di valore ad attività finanziarie(34)365.754 302.386
- Di cui verso parti correlate365.754 302.386
Risultato prima delle Imposte(19.570.247)(17.950.812)
Imposte sul reddito (35)2.637.566 1.982.040
Risultato netto dopo le imposte(36)(16.932.681)(15.968.772)
247
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO
 
 
 
importi espressi in unità di Euro
31/12/202531/12/2024
Utile/(perdita) del periodo(16.932.681)(15.968.772)
Altre componenti di conto economico complessivo che non saranno successivamente riclassificate nell'utile/(perdita) d'esercizio:
Utili/(perdite) attuariali2.47815.420
Risultato complessivo al netto dell'effetto fiscale(16.930.203)(15.953.352)
VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO
importi espressi in unità di Euro
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
DESCRIZIONECapitale SocialeAltre riserveUtili (perdite) accumulatiUtile del periodoTotale Patrimonio Netto
Saldo al 31/12/2023122.942.340 33.669.811 (13.340.242)1.454.833 144.726.741
Destinazione dell’Utile72.742 1.382.091 (1.454.833)
Distribuzione di dividendi
Aumento di Capitale
Altre variazioni
Utile / (Perdita) complessiva15.420 (15.968.772)(15.953.352)
Saldo al 31/12/2024122.942.340 33.757.972 (11.958.151)(15.968.772)128.773.390
Destinazione dell’Utile - (15.968.772)15.968.772
Distribuzione di dividendi
Aumento di Capitale9.175 110.756 119.931
Altre variazioni -
Utile / (Perdita) complessiva2.478 (16.932.681)(16.930.203)
Saldo al 31/12/2025122.951.515 33.871.206 (27.926.923)(16.932.681)111.963.117
248
RENDICONTO FINANZIARIO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
-
importi espressi in unità di Euro
Note31/12/202531/12/2024
Risultato di esercizio(36)(16.932.681)(15.968.772)
Imposte sul reddito(35)(2.637.566)(1.982.040)
Risultato ante imposte(19.570.247)(17.950.812)
Ammortamenti(30)3.863.666 3.872.309
(Plusvalenze)/Minusvalenze per alienazione cespiti(1) - (2)(180.917)(135.752)
(Proventi)/Costi finanziari(31) - (32) - (33)12.498.441 12.392.534
(Dividendi)(31) - (32) - (33) - (555.610)
Rettifiche di valore di attività finanziarie(34)(365.754)(302.386)
Accantonamenti/Utilizzi fondo rischi e benefici successivi cessazione del rapporto di lavoro(16)78.386 20.269
Accantonamenti fondi rischi e oneri e altri movimenti non monetari(22)3.170.844 2.094.033
(A) Flusso di cassa dell'attività operativa ante variazioni del Capitale Circolante(505.581)(565.415)
(Incremento)/Decremento Crediti commerciali(6)(2.512.956)(10.078.443)
(Incremento)/Decremento altre attività(7) - (8) - (4)(4.266.407)(2.484.508)
Incremento/ (Decremento) Debiti commerciali (18)(20.487)2.071.241
Incremento/ (Decremento) Altre passività(15) - (19) - (20) 834.489 1.321.085
(B) Variazione del capitale circolante(5.965.361)(9.170.625)
( C ) Incassi(Esborsi) finanziari (31) - (32) - (33)(4.870.280)(5.896.765)
(D) Imposte dirette (pagate)/incassate(8)(142.387) -
(E) Flusso di cassa generato (assorbito) dall'attività operativa (A+B+C+D)(11.483.608)(15.632.805)
(Investimenti) netti in immobilizzazioni materiali(1) - (29)456.422 346.369
(Investimenti) netti in immobilizzazioni immateriali(2) - (29)(626.042)(486.521)
(F) Flusso di cassa generato (assorbito) nelle attività di investimento(169.620)(140.152)
Incremento/ (Decremento) Capitale Sociale e riserve (11)119.931 -
Incremento/ (Decremento) finanziamenti e altri finanziatori(9)-(12) - (13) -(14) - (21) -(22)- (23) 12.969.674 14.112.916
(G) Flusso di cassa netto della gestione finanziaria13.089.605 14.112.916
(H) Aumento (Diminuzione) delle disponibilità liquide (E+F+G)1.436.377 (1.660.041)
Disponibilità liquide iniziali2.279.663 3.939.704
Disponibilità liquide finali3.716.040 2.279.663
249
NOTE ESPLICATIVE AL BILANCIO DELL’ESERCIZIO CHIUSO IL 31/12/2025
Profilo ed attività della Società
TREVI Finanziaria Industriale S.p.A. (di seguito la Società”) e le società da essa controllate (di seguito Gruppo TREVIo il Gruppo”) svolgono la propria attività principalmente nel settore dei servizi di ingegneria delle fondazioni per opere civili, infrastrutturali e costruzione di attrezzature per fondazioni speciali (di seguito “Fondazioni”).
Tali attività sono coordinate dalle due principali società operative del Gruppo, che svolgono funzioni di sub-holding:
Trevi S.p.A., capofila nell’attività dell’ingegneria del sottosuolo;
Soilmec S.p.A., che guida la relativa divisione e realizza e commercializza attrezzature per l’ingegneria del sottosuolo.
TREVI – Finanziaria Industriale S.p.A. è quotata alla Borsa di Milano dal luglio 1999.
Per un commento sulle varie aree di attività in cui il Gruppo opera, sui rapporti con società correlate e sui fatti avvenuti successivamente alla data di chiusura dell’esercizio, si rimanda alla Relazione sulla Gestione.
Struttura e contenuto dei Prospetti Contabili
Il bilancio d’esercizio della Società è stato redatto conformemente agli International Financial Reporting Standard (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all’art. 6 del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 così come recepito dal Decreto Legislativo 28 febbraio 2005, n. 38 e successive modificazioni, comunicazioni e delibere CONSOB ed ai relativi principi interpretativi IFRIC emessi dall’International Financial Reporting Interpretation Committee e dai precedenti SIC emessi dallo Standing Interpretations Committee.
Nella sezione “Criteri di valutazione” sono indicati i principi contabili internazionali di riferimento adottati nella redazione del bilancio della Società al 31 dicembre 2025, immutati rispetto al 31 dicembre 2024.
Il bilancio d’esercizio della Società al 31 dicembre 2025 presenta, ai fini comparativi, i saldi dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
La valuta funzionale e di presentazione è l’Euro, per quanto riguarda i prospetti contenuti nel presente bilancio e le relative note esplicative, ove non diversamente indicato, sono esposti in unità di Euro.
Principi contabili
Il bilancio d’esercizio è stato redatto in base al principio generale del costo storico, fatta eccezione per le voci di bilancio che, in conformità agli IFRS, sono valutate in base al fair value, come indicato di seguito nei criteri di valutazione, nonché sul presupposto della continuità aziendale.
Criteri di valutazione
La preparazione del bilancio richiede Agli amministratori di effettuare valutazioni discrezionali, stime ed ipotesi che influenzano i valori di ricavi, costi, attività e passività, e l’indicazione di passività potenziali alla data di bilancio. Le principali voci di bilancio che hanno richiesto l’utilizzo di stime sono:
valutazione delle partecipazioni;
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attività per imposte anticipate;
accantonamenti al fondo svalutazione crediti ed ai fondi rischi ed oneri.
Il bilancio d’esercizio è stato predisposto applicando il presupposto della continuità aziendale. In particolare, in sede di approvazione del progetto di bilancio il Consiglio di Amministrazione ha proceduto a compiere tutte le necessarie valutazioni circa la sussistenza del presupposto della continuità aziendale tenendo conto, a tal fine, di tutte le informazioni disponibili sul futuro, relativo almeno ma non limitato a dodici mesi dopo la data di riferimento del bilancio per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025. Sono stati presi in considerazione i principali indicatori di rischio che possono far sorgere dubbi in merito alla continuità.
Valutazioni sul mantenimento del presupposto della continuità aziendale del Gruppo Trevi in relazione ai rischi ed ai profili di incertezza esistenti
Introduzione
La presente sezione ha lo scopo di (i) esaminare le valutazioni degli Amministratori in merito al presupposto della continuità aziendale applicato nella redazione del bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025 del Gruppo Trevi, alla luce della situazione finanziaria e delle ulteriori circostanze che possono assumere rilievo a tal fine (ii) identificare le incertezze al momento esistenti, valutando la significatività delle stesse e la probabilità che possano essere superate, prendendo in considerazione le misure poste in essere dal Management e gli ulteriori fattori di mitigazione.
Nel determinare se il presupposto della continuazione dell’attività sia appropriato e/o se siano identificabili incertezze rilevanti in grado di far sorgere dubbi significativi sul mantenimento dello stesso, gli Amministratori hanno tenuto conto di tutte le informazioni disponibili sul prevedibile futuro, relativo almeno ma non limitato a dodici mesi dopo la data di riferimento del bilancio consolidato per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025. In particolare, sono stati presi in considerazione i principali indicatori di rischio che possono far sorgere dubbi in merito alla continuità aziendale.
In via preliminare, va rilevato che sono state identificate le seguenti due aree di rischio finanziario, analizzate in dettaglio nel prosieguo del presente paragrafo: (a) il rischio relativo al mancato raggiungimento di un accordo per il rifinanziamento dell’indebitamento ai sensi dell’Accordo di Risanamento (come infra definito, scadenza per euro 191,7 milioni al 31 dicembre 2026 ed euro 7,1 milioni in scadenza al 30 giugno 2027) e del Prestito Obbligazionario (come infra definito, scadente interamente al 31 dicembre 2026 per euro 50 milioni), e alle possibili conseguenze derivanti da tale circostanza, esclusivamente ascrivibile alla naturale scadenza di tali debiti; (b) il rischio legato all’andamento economico-finanziario nel prevedibile futuro e conseguentemente alla capacità del Gruppo Trevi di disporre di sufficiente liquidità per far fronte alle proprie obbligazioni operative, al netto di quanto riportato in merito al precedente rischio, per un periodo di almeno 12 mesi dalla data di approvazione del bilancio consolidato.
Superamento degli obiettivi previsti al 31 dicembre 2025 dall’Accordo di Risanamento
Le principali aree di incertezza che hanno caratterizzato negli ultimi esercizi il profilo finanziario del Gruppo Trevi sono riconducibili, in via generale, alla categoria del rischio finanziario, inteso quale capacità del Gruppo Trevi di far fronte regolarmente agli impegni assunti nei confronti dei propri creditori. Il progressivo superamento di tali incertezze deve essere valutato alla luce del percorso di risanamento intrapreso dal Gruppo Trevi a partire dal 2022, a seguito della sottoscrizione, avvenuta in data 30 novembre 2022, dell’accordo in esecuzione di piani attestati ai sensi dell’art. 56 del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza con il ceto bancario finanziatore (l’“Accordo di Risanamento”), che ha recepito i contenuti della manovra finanziaria definita in tale contesto, basata sulle previsioni del Piano Consolidato 2022-2026.
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Si precisa che tale piano già assumeva il rifinanziamento dell’indebitamento sopradescritto entro la sua naturale scadenza.
I risultati economico-finanziari consuntivati nel bilancio consolidato del Gruppo Trevi al 31 dicembre 2025 risultano coerenti con quanto previsto dal Piano Consolidato 2022-2026 per tale esercizio e, anzi, consentono di superare in modo significativo i covenant finanziari previsti dall’Accordo di Risanamento a tale data; in particolare, il rapporto tra Indebitamento Finanziario Netto ed EBITDA ricorrente al 31 dicembre 2025 è pari a 2,19x, pertanto significativamente inferiore rispetto al parametro definito dall’Accordo di Risanamento a tale data, pari a 2,75x, mentre il rapporto tra Indebitamento Finanziario Netto e Patrimonio Netto consolidato è pari a 1,41x, anch’esso significativamente inferiore rispetto al parametro definito dall’Accordo di Risanamento alla medesima data, pari a 2,20x.
Inoltre, si evidenzia come i risultati economico-finanziari conseguiti sia nell’esercizio 2025 che nell’esercizio precedente hanno consentito al Gruppo Trevi di raggiungere al 31 dicembre 2025 e 2024 dei parametri di bilancio migliori rispetto ai covenant finanziari vigenti nel 2026 e maggiormente stringenti.
Infine, va rilevato come il professionista terzo incaricato in data 26 gennaio 2023 di svolgere, inter alia, l’attività di monitoraggio in merito all’attuazione del Piano Consolidato 2022-2026 e dell’Accordo di Risanamento medesimo (il Responsabile Monitoraggio”), ha predisposto durante il suo mandato una serie di report periodici relativi all’attività svolta, nell’ambito dei quali ha sempre confermato alle banche finanziatrici l’ottemperanza del Gruppo Trevi rispetto agli obblighi previsti dall’Accordo di Risanamento; con riferimento all’esercizio 2025 sono emessi tre report datati, rispettivamente, 28 gennaio 2025, 29 luglio 2025 e 27 gennaio 2026.
Previsioni riflesse nel Piano Consolidato 2026-2029 approvato dal Consiglio di Amministrazione
Le previsioni economico-finanziarie per l’esercizio 2026 riflesse nel nuovo piano industriale del Gruppo Trevi, basato su un orizzonte temporale 2026-2029 e oggetto di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione (“Piano Consolidato 2026-2029”), confermano le linee strategiche e gli obiettivi di progressivo sviluppo delle attività aziendali, prevedendo un tasso di crescita medio dei ricavi lungo l’intero periodo di piano coerente al dato consuntivato nell’ultimo triennio, e mantenendo una previsione di redditività in linea con quanto consuntivato nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.
In particolare il Piano Consolidato 2026-2029 del Gruppo Trevi prevede: i) una crescita dei ricavi trainata da entrambe le Divisioni, con un CAGR 2025–2029 complessivo atteso intorno al 5,5%; ii) un EBITDA a fine piano previsto nell’intorno di 100 milioni di euro, supportato dall’incremento dei ricavi e dal progressivo miglioramento della redditività operativa; iii) capex medi annui pari a circa 22 milioni di euro, finalizzati all’evoluzione tecnologica e al rafforzamento della capacità produttiva; iv) una conseguente riduzione significativa dell’indebitamento finanziario netto, con un target di valore prossimo allo zero al termine del periodo di piano.
La ragionevolezza e fattibilità del Piano Consolidato 2026-2029 è stata confermata da una independent business review (l’“IBR”) svolta da una primaria società di consulenza. Tale verifica è finalizzata per l’appunto a verificare la ragionevole fondatezza delle assunzioni industriali e di mercato poste alla base del Piano Consolidato 2026-2029 ai fini delle negoziazioni con il ceto bancario e gli altri finanziatori, come commentato in seguito.
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Indebitamento finanziario con scadenza entro 12 mesi ai sensi dell’Accordo di Risanamento e del Prestito Obbligazionario e potenziali rischi inerenti
Qualora il rifinanziamento dell’indebitamento ai sensi dell’Accordo di Risanamento e del Prestito Obbligazionario non venisse perfezionato entro il 31 dicembre 2026, potrebbero verificarsi le seguenti conseguenze:
(iv)la possibile dichiarazione da parte delle banche creditrici del verificarsi di un evento di default ai sensi dell’Accordo di Risanamento e, analogamente, da parte dei portatori del Prestito Obbligazionario ai sensi del relativo regolamento, con la conseguente attivazione dei rimedi previsti a tutela dei rispettivi crediti;
(v)la facoltà per le banche creditrici di sospendere o revocare la disponibilità delle linee di credito a breve termine per cassa previste dall’Accordo di Risanamento, con conseguente riduzione del supporto finanziario necessario al finanziamento del capitale circolante del Gruppo Trevi;
(vi)la possibile sospensione o revoca delle linee di credito per firma, necessarie per l’emissione di garanzie e fideiussioni nell’ambito delle commesse operative del Gruppo Trevi, con potenziali impatti sull’operatività e sulla capacità del Gruppo Trevi di partecipare a nuove gare o di eseguire commesse già acquisite.
La Nuova Manovra Finanziaria e lo stato delle azioni
Tenuto conto che la quota prevalente dell’indebitamento finanziario oggetto di riscadenziamento nell’ambito della manovra del 2022 giungerà a naturale scadenza alla fine dell’esercizio 2026, il Gruppo Trevi ha avviato tempestivamente interlocuzioni con il ceto bancario finanziatore (le Banche Finanziatrici”), al fine di definire una nuova manovra finanziaria (la Nuova Manovra Finanziaria”), volta a rifinanziare tale esposizione debitoria e a dotare il Gruppo Trevi di una struttura finanziaria e patrimoniale coerente con gli obiettivi industriali e di sviluppo delineati nel Piano Consolidato 2026-2029.
Nell’ambito di tali interlocuzioni, la Società ha innanzitutto condiviso con le Banche Finanziatrici il Piano Consolidato 2026-2029 e l’IBR predisposta da una primaria società di consulenza, contenente un’analisi indipendente delle prospettive economico-finanziarie del Gruppo Trevi e della sostenibilità della nuova struttura finanziaria proposta.
Allo stato attuale delle interlocuzioni, la Società e le Banche Finanziatrici hanno sostanzialmente concordato un accordo preliminare (“Head of Terms”) contenente i principali termini e condizioni della operazione di rifinanziamento, che prevede la sottoscrizione del contratto di finanziamento entro pochi mesi e, subordinatamente al perfezionamento dell’operazione di aumento di capitale descritta in seguito, l’erogazione integrale del finanziamento entro il 31 dicembre 2026. L’efficacia dell’Head of Terms resta naturalmente subordinata alle delibere autorizzative delle Banche Finanziatrici, alla definitiva formalizzazione della relativa documentazione contrattuale e a talune condizioni sospensive normalmente previste per questo tipo di operazioni nonché riferibili all’assenza di effetti pregiudizievoli significativi sul business collegati al conflitto in corso in Iran e nell’Area del Golfo Persico. A conferma dell’avvenuta condivisione dei termini contenuti nell’Head of Terms, si segnala che, in data 25 marzo 2026, tutte le Banche Finanziatrici hanno confermato, mediante apposite comfort letter, che l’operazione di finanziamento così come definita nell’Head of Terms verrà sottoposta per approvazione ai rispettivi organi deliberanti competenti, mentre, entro la fine del mese di aprile, è previsto il rilascio di apposite commitment letter da parte delle stesse Banche Finanziatrici, a cui verrà allegato un long form Term Sheet sviluppato in base all’Head of Terms.
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La Nuova Manovra Finanziaria, approvata nelle sue linee guida dal Consiglio di Amministrazione della Società, si fonda, in particolare, sui seguenti elementi principali:
(v)la stipula di un nuovo contratto di finanziamento a medio-lungo termine (Euro 170 milioni) con rimborso amortizing e scadenza a 5 anni (il Contratto di Finanziamento”), volto a rifinanziare parte dell’indebitamento finanziario esistente, secondo i principali termini e condizioni descritti nell’head of terms condiviso con le Banche Finanziatrici, comprensivo del debito oggetto dell’Accordo di Risanamento e del prestito obbligazionario denominato «Trevi-Finanziaria Industriale S.p.A. 2014 2026» (il Prestito Obbligazionario”). Il prenditore del nuovo finanziamento sarà la capogruppo Trevifin, la quale provvederà a destinare parte delle relative risorse finanziarie al rimborso dell’indebitamento finanziario attualmente in capo alle controllate Trevi S.p.A. e Soilmec S.p.A.;
(vi)la conferma e/o messa a disposizione di linee di credito a breve termine di natura operativa per un importo complessivo pari a circa euro 40 milioni, destinate al supporto del capitale circolante e delle esigenze operative del Gruppo Trevi;
(vii)la conferma e/o concessione di linee di firma e garanzia funzionali allo svolgimento delle attività operative del Gruppo Trevi, per un importo complessivo indicativamente compreso tra euro 150 milioni ed euro 200 milioni, a supporto del business e della partecipazione alle gare d’appalto per l’ottenimento di nuove commesse;
(viii)la realizzazione di un Aumento di Capitale, il quale consentirà al Gruppo Trevi di accrescere ulteriormente la propria capacità finanziaria e conseguentemente di implementare la propria strategia, fornendo adeguato supporto al previsto percorso di crescita del Gruppo Trevi.
Con riferimento a quest’ultimo aspetto, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha deliberato di convocare l’Assemblea Straordinaria degli Azionisti al fine di deliberare l’attribuzione al Consiglio di Amministrazione di una delega, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2443 cod. civ., ad aumentare, in via scindibile, a pagamento, il capitale sociale della Società per un importo massimo pari a €100 milioni (“Aumento di Capitale”), comprensivo di eventuale sovrapprezzo, mediante emissione di nuove azioni ordinarie da offrire in opzione agli azionisti ai sensi dell'art. 2441, comma 1, del codice civile.
Il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni sarà determinato dal Consiglio di Amministrazione in prossimità del lancio dell’offerta in opzione e sarà comunicato al mercato secondo le modalità previste dalla normativa applicabile. L’Aumento di Capitale, subordinatamente all’ottenimento delle approvazioni di legge, è previsto ragionevolmente possa prendere avvio nel corso del secondo trimestre del 2026.
Con riferimento a tale operazione gli Amministratori evidenziano che:
CDP Equity S.p.A., socio di riferimento in quanto titolare di una partecipazione al capitale pari a circa il 21,276%, ha assunto il proprio impegno, mediante rilascio di una commitment letter, a partecipare all’Aumento di Capitale sottoscrivendo integralmente la quota di propria spettanza per mantenere invariata la propria partecipazione nel capitale sociale, nonché un impegno ad esprimere voto favorevole in Assemblea in merito alla proposta di delega ad aumentare il capitale;
L’operazione è assistita da un accordo di pre-underwriting sottoscritto con una Primaria Istituzione Finanziaria che agirà in qualità di Sole Global Coordinator in relazione al prospettato Aumento di Capitale, ai sensi del quale quest'ultima si è impegnata, al verificarsi di condizioni e termini in linea con la prassi di mercato per operazioni simili, a stipulare un accordo di garanzia per la sottoscrizione delle nuove azioni eventualmente rimaste non sottoscritte al termine dell'asta in Borsa dei diritti inoptati, per un importo massimo pari all'ammontare dell'Aumento di Capitale, al netto del controvalore degli impegni di sottoscrizione assunti dal socio di riferimento CDP Equity S.p.A..
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Per effetto degli impegni di sottoscrizione da parte del socio CDP Equity S.p.A. e di pre- underwriting da parte di una Primaria Istituzione Finanziaria, si ritiene sussistano le condizioni per qualificare l’Aumento di Capitale sopradescritto come integralmente garantito, soggetto alle usuali condizioni sospensive previste per tali tipologie di impegni.
Nel loro complesso, le operazioni sopra descritte sono finalizzate a consentire al Gruppo Trevi di rifinanziare nell’arco di pochi mesi l’indebitamento finanziario in scadenza al 31 dicembre 2026, nonché di dotarsi di una rafforzata struttura patrimoniale e finanziaria.
Sulla base di quanto sopra descritto, a fronte di elementi di fisiologica incertezza, legati al completamento delle condizioni sospensive inerenti gli accordi in corso di definizione con le Banche Finanziatrici nonché la conseguente sottoscrizione del Contratto di Finanziamento e della restante documentazione finanziaria prevista nell’ambito della Nuova Manovra Finanziaria, gli Amministratori hanno valutato lo stato di avanzamento delle misure intraprese e segnatamente i) lo stato delle negoziazioni ii) la sostanza degli accordi preliminari raggiunti nelle interlocuzioni con il ceto bancario iii) l’impegno preso dal socio di riferimento CDP Equity S.p.A. ad eseguire il previsto aumento di capitale sociale iv) il correlato accordo di pre-underwriting a tutela del suo integrale realizzo, e, ad esito di tali analisi, hanno ritenuto le incertezze sottostanti la positiva conclusione delle iniziative sopra illustrate non significative.
Valutazione circa il prevedibile andamento della liquidità nel corso dei prossimi 12 mesi
Oltre a quanto commentato in merito alla prevista Nuova Manovra Finanziaria, gli Amministratori hanno valutato l’idoneità dei livelli di cassa previsti nei prossimi 12 mesi a garantire l’ordinaria operatività del Gruppo Trevi, con particolare riferimento al supporto finanziario necessario per l’esecuzione delle commesse e al regolare pagamento dei fornitori. A tal fine, la Direzione Aziendale ha provveduto ad elaborare previsioni di cassa sino a fine marzo 2027. Ad esito di tale esercizio non emergono significative incertezze in merito alla ragionevole aspettativa di generare adeguati flussi di cassa del Gruppo Trevi fino ad allora, assumendo, tra le altre cose, l’utilizzo delle linee di credito, ivi incluse le linee di credito per firma necessarie nell’ambito dell’acquisizione delle nuove commesse e la definizione in detto arco temporale degli accodi sottostanti la Nuova Manovra Finanziaria precedentemente descritta.
Con riferimento al monitoraggio del rischio di liquidità va rilevato che la Direzione Aziendale del Gruppo Trevi monitora costantemente l’andamento di cassa, anche a livello delle singole Divisioni Trevi e Soilmec. In particolare, la Direzione predispone un piano di tesoreria a 12 mesi, che analizza l’andamento della cassa su base settimanale per i primi tre mesi e su base mensile per i mesi successivi; tale analisi viene aggiornata ogni 4 settimane sulla base dei dati actual a disposizione, provenienti da tutte le legal entity del Gruppo Trevi. Tali analisi, i cui risultati vengono analizzati e discussi con il relativo management locale, consentono di monitorare la cassa a breve termine, e di avere contezza di eventuali shortfall di cassa con congruo anticipo, in modo da poter adottare le iniziative di volta in volta necessarie. Il piano di tesoreria è stato da ultimo aggiornato in data 23 marzo 2026 (con dati aggiornati a tale data), esaminando il prevedibile andamento della liquidità sino a fine marzo 2027. Come indicato in precedenza, tale analisi mostra la conservazione di un margine di liquidità adeguato a garantire la normale operatività del Gruppo Trevi durante tutto il periodo oggetto di analisi, assumendo la definizione in detto arco temporale degli accordi sottostanti la Nuova Manovra Finanziaria precedentemente descritta.
Inoltre, in conformità a quanto previsto dall’Accordo di Risanamento, il Gruppo Trevi continua a fornire alle Banche Finanziatrici un piano di cassa e analisi del cash flow per ciascuna società relativo al trimestre solare immediatamente precedente. Tale obbligo informativo viene inoltre validato e verificato dal Responsabile
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Monitoraggio. L’ultimo piano di cassa e analisi del cash flow aggiornato è stato fornito alle Banche Finanziatrici in data 15 febbraio 2026, e lo stesso non ha segnalato criticità relativamente alla situazione di cassa del Gruppo Trevi e/o delle singole divisioni nel relativo periodo.
Le analisi sui flussi di cassa prospettici sopracitate hanno pertanto confermato l’assenza di situazioni critiche dal punto di vista della cassa, e hanno evidenziato una situazione di liquidità idonea a consentire l’ordinaria operatività del Gruppo Trevi nel periodo di riferimento.
Il Consiglio di Amministrazione, ai fini dell’approvazione del presente progetto di bilancio, ha esaminato l’aggiornamento di tale liquidity analysis sino a marzo 2027. Nonostante ad oggi non si registrino interruzioni delle attività operative o altre problematiche degne di nota, come commentato nel paragrafo Rischio politico e commerciale”, tale analisi include uno stress test sui flussi di cassa correlati all’area mediorientale, ipotizzando come worst case una riduzione dei volumi di business del 30% su tali mercati, all’esito della quale non si evidenziano criticità di cassa lungo il periodo di osservazione.
Al 31 dicembre 2025 il backlog del Gruppo ammonta a 748 milioni di euro, registrando un incremento del 6,7% rispetto al dato del 31 dicembre 2024 e garantendo una copertura del 57% dei ricavi attesi per il 2026. Nel dettaglio, la Divisione Trevi raggiunge circa 723 milioni di euro, con una copertura pari al 67% dei ricavi previsti per il 2026, mentre la Divisione Soilmec totalizza circa 29 milioni di euro, corrispondenti a una copertura del 20% dei ricavi attesi per il medesimo anno. Si segnala inoltre che, nei primi due mesi del 2026, il Gruppo ha acquisito nuovi ordini per circa 157 milioni di euro, portando il portafoglio ordini al 28 febbraio 2026 a 837 milioni di euro, rispetto ai 748 milioni registrati a fine dicembre 2025.
Pertanto, sulla base di tali proiezioni di cassa, è ragionevolmente prevedere che, nel periodo analizzato, le disponibilità liquide consentano al Gruppo Trevi di gestire la propria normale attività corrente secondo criteri di continuità e di fare fronte alle proprie esigenze finanziarie, ritenendo il rischio relativo alle previsioni di cassa per il prevedibile futuro adeguatamente monitorato e mitigato.
Considerazioni degli Amministratori in merito al presupposto della continuità aziendale
Alla luce delle considerazioni sopra riportate a fronte dei due rischi finanziari a cui il Gruppo Trevi è esposto, con particolare riferimento ai fisiologici fattori di incertezza legati alla finalizzazione degli accordi con il ceto bancario con conseguente implementazione della Nuova Manovra Finanziaria, gli Amministratori ritengono che lo stato delle azioni in corso e le previsioni aziendali sul prevedibile futuro consentono di valutare ragionevolmente come adeguatamente mitigati tali rischi finanziari e che non sussistano profili di rilevante incertezza in merito al mantenimento del presupposto della continuità aziendale.
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Principali indicatori patrimoniali ed economico-finanziari della Società
Ad oggi, in estrema sintesi i principali indicatori patrimoniali e economico-finanziari della Società sono i seguenti:
(in unità di Euro)31/12/202531/12/2024Variazione
Ricavi delle vendite e delle prestazioni14.385.429 18.166.240 (3.780.811)
Altri ricavi operativi 438.672 784.210 (345.538)
Ricavi Totali14.824.101 18.950.450 (4.126.349)
Margine Operativo Lordo (EBITDA)(3.856.323)479.285 (4.335.608)
% sui Ricavi Totali(26,01)%2,53%N/A
Risultato Operativo (EBIT)(10.890.834)(5.156.716)(5.734.118)
% su Ricavi Totali(73,47)%(27,21)%(46,26)%
Risultato netto (16.932.681)(15.968.772)(963.909)
% sui Ricavi Totali(114,22)%(84,27)%(29,96)%
Investimenti/(disinvestimenti) netti350.536 275.903 74.633
Capitale investito netto237.223.884 232.911.403 4.312.481
Posizione finanziaria netta(125.260.767) (104.138.013) (21.122.754)
Patrimonio Netto 111.963.117 128.773.390 (16.810.273)
Risultato operativo netto / Capitale investito netto (R.O.I.)(4,59)%(2,21)%(2,38)%
Risultato netto / Patrimonio netto (R.O.E.) (15,12)%(12,40)%(2,72)%
Risultato operativo netto / Ricavi Totali (R.O.S.)(73,47)%(27,21)%(46,26)%
Posizione finanziaria netta / Patrimonio netto (Debt / Equity)111,88%80,87%31,01%
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Criteri di redazione del bilancio
Immobilizzazioni materiali e diritti di utilizzo
Le immobilizzazioni materiali sono rilevate al costo di acquisizione o di produzione. Il costo di acquisizione o di produzione è rappresentato dal fair value del prezzo pagato per acquisire o costruire l’attività e ogni altro costo diretto sostenuto per predisporre l’attività al suo utilizzo. La capitalizzazione dei costi inerenti all’ampliamento, ammodernamento o miglioramento degli elementi strutturali di proprietà o in uso da terzi è effettuata esclusivamente nei limiti in cui gli stessi rispondano ai requisiti per essere separatamente classificati come attività o parte di una attività.
Le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo, al netto degli ammortamenti accumulati e delle eventuali perdite di valore. Il valore ammortizzabile di ciascun componente significativo di un’immobilizzazione materiale, avente differente vita utile, è ripartito a quote costanti lungo il periodo di utilizzo atteso. Le vite utili per categoria di beni sono le seguenti:
DescrizioneAnni%
TerreniVita utile illimitata-
Fabbricati Industriali333%
Costruzioni Leggere1010%
Attrezzature Generiche e Accessori205%
Attrezzatura di perforazione137,5%
Attrezzatura varia e minuta520%
Automezzi5-418,75%-25%
Autoveicoli da trasporto1010%
Escavatori e Pale1010%
Mobili e arredi per ufficio8,312%
Macchine elettromeccaniche per ufficio520%
Natanti205%
I criteri di ammortamento utilizzati, le vite utili e i valori residui sono riesaminati e ridefiniti almeno alla fine di ogni periodo amministrativo per tener conto di eventuali variazioni significative.
I costi capitalizzabili per migliorie su beni di terzi sono attribuiti alle classi di cespiti cui si riferiscono e ammortizzati per il periodo più breve tra la durata residua del contratto di utilizzo e la vita utile residua dei beni stessi.
Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è mantenuto in bilancio nei limiti in cui vi sia evidenza che tale valore potrà essere recuperato tramite l’uso. Qualora si rilevino indicatori che facciano prevedere difficoltà di recupero del valore netto contabile viene svolto l’impairment test. Il ripristino di valore è effettuato qualora vengano meno le ragioni alla base della stessa. I diritti di utilizzo vengono valorizzati in applicazione dell’IFRS 16.
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Immobilizzazioni immateriali
Le immobilizzazioni immateriali sono rilevate al costo di acquisizione o di produzione. Il costo di acquisizione è rappresentato dal fair value del prezzo pagato per acquisire l’attività e ogni costo diretto sostenuto per predisporre l’attività al suo utilizzo.
I diritti di brevetto industriale e utilizzazione delle opere d’ingegno, concessioni, licenze, marchi e software sono valutati al costo al netto degli ammortamenti cumulati, determinati in base al criterio a quote costanti lungo la vita utile attesa pari a 5 esercizi, salvo non siano riscontrate significative perdite di valore. I criteri di ammortamento utilizzati, le vite utili e i valori residui sono riesaminati e ridefiniti almeno alla fine di ogni periodo amministrativo per tener conto di eventuali variazioni significative, così come stabilito dallo IAS 38.
Partecipazioni in società controllate e società collegate
Sono imprese controllate le imprese su cui Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. ha autonomamente il potere di determinare le scelte strategiche dell’impresa al fine di ottenerne i relativi benefici. Generalmente si presume l’esistenza del controllo quando si detiene, direttamente o indirettamente, più della metà dei diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria considerando anche i cosiddetti voti potenziali, cioè i diritti di voto derivanti da strumenti convertibili.
Sono imprese collegate le imprese su cui Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. esercita un’influenza notevole nella determinazione delle scelte strategiche dell’impresa, pur non avendone il controllo, considerando anche i cosiddetti voti potenziali, cioè i diritti di voto derivanti da strumenti convertibili; l’influenza notevole si presume quando Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. detiene, direttamente o indirettamente, più del 20% dei diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria.
Le partecipazioni in imprese controllate e collegate sono valutate al costo d’acquisto eventualmente ridotto in caso di distribuzione di capitale o di riserve di capitale ovvero in presenza di perdite di valore determinate applicando il cosiddetto impairment test”. Il costo è ripristinato negli esercizi successivi se vengono meno le ragioni che avevano originato le svalutazioni.
Il valore contabile di queste partecipazioni è sottoposto a verifica per rilevare eventuali perdite di valore quando eventi o cambiamenti indicano che il valore contabile potrebbe non essere recuperabile.
Partecipazioni in altre imprese
Le partecipazioni in altre imprese minori per le quali non è disponibile una quotazione di mercato sono iscritte al costo eventualmente rettificato per perdite durevoli di valore.
Perdita di valore di attività
Una perdita di valore si origina ogniqualvolta il valore contabile di un’attività sia superiore al suo valore recuperabile. Ad ogni data di bilancio viene accertata l’eventuale presenza di indicatori che facciano supporre l’esistenza di perdite di valore. In presenza di tali indicatori si procede alla stima del valore recuperabile dell’attività (impairment test) e alla contabilizzazione dell’eventuale svalutazione. Per le attività non ancora disponibili per l’uso e le attività rilevate nell’esercizio in corso, l’impairment test viene condotto con cadenza almeno annuale indipendentemente dalla presenza di tali indicatori.
Attività e passività finanziarie
Le attività e passività finanziarie sono trattate secondo lo IFRS 9.
In funzione delle caratteristiche dello strumento e del modello di business adottato per la relativa gestione, le attività finanziarie, che rappresentano strumenti di debito, sono classificate nelle seguenti tre categorie:
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(i)costo ammortizzato, per le attività finanziarie detenute con l’obiettivo di incassare i flussi di cassa contrattuali che superano l’SPPI test in quanto i flussi di cassa rappresentano esclusivamente pagamenti di capitale e interesse. Tale categoria include i crediti commerciali, altri crediti di natura operativa inclusi nelle altre attività correnti e non correnti e crediti di natura finanziaria inclusi nelle altre attività finanziarie correnti e non correnti;
(ii)fair value con contropartita patrimonio netto (FVOCI fair value through other comprehensive income), per le attività finanziarie detenute con l’obiettivo sia di incassare i flussi di cassa contrattuali, rappresentati esclusivamente dal pagamento di capitale e interesse, sia di realizzarne il valore attraverso la cessione (cd. business model hold to collect and sell). Le variazioni di fair value sono rilevate con contropartita OCI (Other Comprehensive Income), per poi essere rilasciate a conto economico in sede di derecognition;
(iii)fair value con contropartita conto economico (FVTPL fair value through profit or loss), come categoria residuale, per le attività che non sono detenute in uno dei business model di cui sopra. In tal caso, le variazioni di fair value sono rilevate con contropartita il conto economico.
La rilevazione iniziale avviene al fair value; per i crediti commerciali privi di una significativa componente finanziaria, il valore di rilevazione iniziale è rappresentato dal prezzo della transazione. Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie che generano flussi di cassa contrattuali rappresentativi esclusivamente di pagamenti di capitale e interessi sono valutate al costo ammortizzato se possedute con la finalità di incassarne i flussi di cassa contrattuali (cosiddetto business model hold to collect). Secondo il metodo del costo ammortizzato il valore di iscrizione iniziale è successivamente rettificato per tener conto dei rimborsi in quota capitale, delle eventuali svalutazioni e dell’ammortamento della differenza tra il valore di rimborso e il valore di iscrizione iniziale. L’ammortamento è effettuato sulla base del tasso di interesse interno effettivo che rappresenta il tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore attuale dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale. I crediti e le altre attività finanziarie valutati al costo ammortizzato sono presentati nello stato patrimoniale al netto del relativo fondo svalutazione. Le attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito il cui modello di business prevede sia la possibilità di incassare i flussi di cassa contrattuali sia la possibilità di realizzare plusvalenze da cessione (cosiddetto business model hold to collect and sell), sono valutate al fair value con imputazione degli effetti a OCI (di seguito anche FVTOCI). In tal caso sono rilevati a patrimonio netto, tra le altre componenti dell’utile complessivo, le variazioni di fair value dello strumento. L’ammontare cumulato delle variazioni di fair value, imputato nella riserva di patrimonio netto che accoglie le altre componenti dell’utile complessivo, è oggetto di storno a conto economico all’atto dell’eliminazione contabile dello strumento. Vengono rilevati a conto economico gli interessi attivi calcolati utilizzando il tasso di interesse effettivo, le differenze di cambio e le svalutazioni. Un’attività finanziaria rappresentativa di uno strumento di debito che non è valutata al costo ammortizzato o al FVTOCI è valutata al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (di seguito FVTPL). Le attività finanziarie cedute sono eliminate dall’attivo patrimoniale quando i diritti contrattuali connessi all’ottenimento dei flussi di cassa associati allo strumento finanziario scadono, ovvero sono trasferiti a terzi. La valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito non valutate al fair value con effetti a conto economico è effettuata sulla base del cosiddetto Expected Credit Loss model”. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato nello specifico paragrafo IFRS 9.
Debiti finanziari e prestiti obbligazionari
I debiti finanziari e i prestiti obbligazionari sono rilevati inizialmente al costo, corrispondente al valore equo del corrispettivo ricevuto, al netto degli oneri accessori di acquisizione dello strumento. Dopo la rilevazione
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iniziale, i finanziamenti sono valutati utilizzando il metodo del costo ammortizzato; tale metodo prevede che l’ammortamento venga determinato utilizzando il tasso di interesse effettivo, rappresentato dal tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale. Gli oneri accessori per le operazioni di finanziamento sono classificati nel passivo di stato patrimoniale a riduzione del finanziamento concesso e il costo ammortizzato è calcolato tenendo conto di tali oneri e di ogni eventuale sconto o premio, previsti al momento della regolazione. Gli effetti economici della valutazione secondo il metodo del costo ammortizzato sono imputati alla voce “(Oneri)/Proventi finanziari”.
Crediti commerciali, finanziari ed altre attività finanziarie a lungo termine
I crediti e le altre attività finanziarie a lungo termine sono inizialmente iscritti al fair value e successivamente valutati al costo ammortizzato.
Vengono regolarmente effettuate valutazioni al fine di verificare se esista evidenza oggettiva che le attività finanziarie, prese singolarmente o nell’ambito di un gruppo di attività, possano aver subito una riduzione di valore. Se esistono tali evidenze, la perdita di valore è rilevata come costo nel conto economico del periodo. Per ulteriori dettagli, si consulti il paragrafo “IFRS 9”.
Crediti commerciali ed altre attività a breve termine
I crediti, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali o che maturano interessi a valori di mercato, non sono attualizzati e sono iscritti al valore nominale al netto di un fondo svalutazione, esposto a diretta deduzione dei crediti stessi per portare la valutazione al presunto valore di realizzo: tale valore approssima il costo ammortizzato. Se espressi in valuta diversa dall’Euro, i crediti sono valutati al cambio di fine periodo.
Inoltre, in tale categoria di bilancio sono iscritte le quote di costi e proventi, comuni, per competenza, a due o più esercizi, per riflettere correttamente il principio della competenza temporale.
Le operazioni di cessione di crediti pro-solvendo e le cessioni pro-soluto che non rispettano i requisiti richiesti dallo IFRS 9 per l’eliminazione dal bilancio delle attività, in quanto non sono stati sostanzialmente trasferiti i relativi rischi e benefici, rimangono iscritti nel bilancio della Società, sebbene siano stati legalmente ceduti a terzi.
Disponibilità liquide
Le disponibilità liquide sono rappresentate dal saldo di cassa, dei depositi a vista presso le banche di relazione e da investimenti a breve termine (con scadenza originaria non superiore a 3 mesi) comunque facilmente convertibili in quantità note di denaro e soggetti ad un rischio non rilevante di cambiamenti di valore.
Le disponibilità liquide sono rilevate al fair value.
Ai fini del rendiconto finanziario, le disponibilità liquide sono costituite da cassa, depositi a vista presso le banche, altre attività finanziarie a breve ad alta liquidità, con scadenza originaria non superiore a 3 mesi.
Patrimonio netto
Capitale sociale
La posta è rappresentata dal capitale sottoscritto e versato; esso è iscritto al valore nominale. Il riacquisto di azioni proprie, valutate al costo inclusivo degli oneri accessori, è contabilizzato come variazione di patrimonio netto e le azioni proprie sono portate a riduzione del capitale sociale per il valore nominale e a riduzione delle riserve per la differenza fra il costo e il valore nominale.
Riserva azioni proprie
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Le azioni proprie sono iscritte in riduzione del patrimonio netto. In particolare, il valore nominale delle azioni proprie è contabilizzato in riduzione del capitale sociale emesso, mentre l’eccedenza del valore di acquisto rispetto al valore nominale è rilevato in apposita riserva di patrimonio netto. Nessun utile (perdita) è rilevata a conto economico per l’acquisto, vendita, emissione o cancellazione delle azioni proprie.
Riserva di fair value
La posta accoglie le variazioni di fair value, al netto dell’effetto imposte, delle partite contabilizzate al fair value con contropartita patrimonio netto.
Altre riserve
Le poste sono costituite da riserve di capitale a destinazione specifica, dalla riserva legale, dalla riserva straordinaria e dalla riserva per conversione obbligazioni.
Utili (perdite) portati a nuovo incluso l’utile (perdita) dell’esercizio
La posta include i risultati economici degli esercizi precedenti, per la parte non distribuita accantonata a riserva, ed i trasferimenti da altre riserve di patrimonio quando si libera il vincolo al quale erano sottoposte. All’interno della posta è inoltre incluso il risultato economico dell’esercizio.
Finanziamenti a lungo e breve termine
Sono inizialmente rilevati al costo che, alla data di accensione, risulta pari al fair value del corrispettivo ricevuto al netto degli oneri accessori di transazione. Successivamente, i finanziamenti sono valutati con il criterio del costo ammortizzato utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.
Benefici ai dipendenti
Piani a benefici definiti
La Società riconosce ai propri dipendenti benefici a titolo di cessazione del rapporto di lavoro (Trattamento di Fine Rapporto). Tali benefici rientrano nella definizione di piani a benefici definiti, determinati nell’esistenza e nell’ammontare ma incerti nella loro manifestazione. La passività è valutata secondo i principi indicati dallo IAS 19 utilizzando il metodo della proiezione unitaria del credito effettuato da attuari indipendenti. Tale calcolo consiste nell’attualizzazione dell’importo del beneficio che un dipendente riceverà alla data stimata di cessazione del rapporto di lavoro utilizzando ipotesi demografiche (come il tasso di mortalità ed il tasso di rotazione del personale) ed ipotesi finanziarie (come il tasso di sconto). L’ammontare dell’obbligo di prestazione definita è calcolato annualmente da un attuario esterno indipendente. Gli utili e le perdite attuariali sono contabilizzati nel conto economico di esercizio di competenza per l’intero ammontare. La Società non ha infatti usufruito della facilitazione del cosiddetto “metodo del corridoio”.
A partire dal gennaio 2007 la legge finanziaria e relativi decreti attuativi hanno introdotto modificazioni rilevanti nella disciplina del T.F.R., tra cui la scelta del lavoratore in merito alla destinazione del proprio TFR maturando. In particolare, i nuovi flussi di T.F.R. possono essere indirizzati dal lavoratore a forme pensionistiche integrative da lui prescelte oppure mantenuti in azienda.
Fondi per rischi ed oneri, attività e passività potenziali
I fondi per rischi ed oneri rappresentano passività probabili di ammontare e/o scadenza incerta derivanti da eventi passati il cui adempimento comporterà l’impiego di risorse economiche. Gli accantonamenti sono stanziati esclusivamente in presenza di un’obbligazione attuale, legale o implicita, che rende necessario l’impiego di risorse economiche, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile dell’obbligazione stessa. L’importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima dell’onere necessario per
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l’adempimento dell’obbligazione alla data di rendicontazione. I fondi accantonati sono riesaminati ad ogni data di rendicontazione e rettificati in modo da rappresentare la migliore stima corrente.
Laddove è previsto che l’esborso finanziario relativo all’obbligazione avvenga oltre i normali termini di pagamento e l’effetto dell’attualizzazione sia rilevante, l’importo dell’accantonamento è rappresentato dal valore attuale dei pagamenti futuri attesi per l’estinzione dell’obbligazione.
Le attività potenziali non virtualmente certe e le passività potenziali non probabili non sono rilevate in bilancio; è fornita tuttavia informativa a riguardo per quelle di ammontare significativo (ove le attività potenziali siano probabili e le passività potenziali siano possibili).
Strumenti derivati
La Società ha adottato una Risk Policy di Gruppo. La rilevazione delle variazioni di fair value è differente a seconda della designazione degli strumenti derivati (speculativi o di copertura) e della natura del rischio coperto (Fair Value Hedge o Cash Flow Hedge).
Nel caso di contratti designati come speculativi, le variazioni di fair value sono rilevate direttamente a conto economico.
In caso di designazione dello strumento di copertura come Fair Value Hedge, sono contabilizzate a conto economico sia le variazioni di fair value dello strumento di copertura che quelle dello strumento coperto, indipendentemente dal criterio di valutazione adottato per quest’ultimo.
In caso di designazione dello strumento di copertura come Cash Flow Hedge viene sospesa a Patrimonio Netto la porzione di variazione del fair value dello strumento di copertura che è riconosciuta come copertura efficace, rilevando a conto economico la porzione inefficace. Le variazioni rilevate direttamente a Patrimonio Netto sono rilasciate a conto economico nello stesso esercizio o negli esercizi in cui l’attività o la passività coperta influenza il conto economico.
Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie sono contabilizzati alla data di negoziazione.
Debito Warrant
L’aumento di capitale tramite esercizio dei warrant rientra nell’ambito di applicazione del principio contabile internazionale IAS 32 “Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio”.
Il paragrafo 15 dello IAS 32 dispone che “l'emittente di uno strumento finanziario deve classificare lo strumento, o i suoi componenti, al momento della rilevazione iniziale come una passività finanziaria, attività finanziaria o uno strumento rappresentativo di capitale in conformità alla sostanza degli accordi contrattuali e alle definizioni di passività finanziaria, di attività finanziaria e di strumento rappresentativo di capitale.
In riferimento alla misurazione al fair value del Warrant, emesso nell’ambito dell’operazione di aumento di capitale effettuata nel corso del 2020, in data 3 giugno 2025 si è concluso il periodo di esercizio dei Warrant con la sottoscrizione di n. 104.340 nuove azioni e versamento di 119.931 euro.
Ricavi e costi
I ricavi vengono iscritti in base ai criteri di ribaltamento costi definiti dalla Società con le controllate.
I costi sono imputati secondo criteri analoghi a quelli di riconoscimento dei ricavi e comunque secondo il principio della competenza temporale.
Gli interessi attivi e passivi sono rilevati in base al criterio della competenza temporale, tenendo conto del tasso effettivo applicabile.
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I dividendi sono contabilizzati nell’esercizio in cui sorge il diritto degli azionisti a ricevere il pagamento.
Imposte
Le imposte dell’esercizio sono determinate sulla base del presumibile onere da assolvere in applicazione della normativa fiscale vigente.
Vengono inoltre rilevate le imposte differite e anticipate sulle differenze temporanee tra i valori patrimoniali iscritti in bilancio ed i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali, riporto a nuovo di perdite fiscali o crediti di imposta non utilizzati, sempre che sia probabile che il recupero (estinzione) riduca (aumenti) i pagamenti futuri di imposte rispetto a quelli che si sarebbero verificati se tale recupero (estinzione) non avesse avuto effetti fiscali. Gli effetti fiscali di operazioni o altri fatti sono rilevati, a conto economico o direttamente a Patrimonio Netto, con le medesime modalità delle operazioni o fatti che danno origine alla imposizione fiscale. Le altre imposte non correlate al reddito sono incluse tra gli “Altri costi operativi”.
A partire dall’esercizio 2006 e alla data odierna, per rinnovi triennali, la Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. e la quasi totalità delle sue controllate italiane, dirette e indirette, hanno deciso di aderire al consolidato fiscale nazionale ai sensi degli artt. 117/129 del Testo Unico delle Imposte sul Reddito (T.U.I.R.).
Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. funge da società consolidante e determina un’unica base imponibile per il Gruppo di società aderenti al consolidato fiscale nazionale, che beneficia in tal modo della possibilità di compensare redditi imponibili con perdite fiscali in un’unica dichiarazione. Ciascuna società aderente al consolidato fiscale nazionale trasferisce alla società consolidante il reddito fiscale (reddito imponibile o perdita fiscale). Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. rileva un credito nei confronti delle società che apportano redditi imponibili, pari all’IRES da versare. Per contro, nei confronti delle società che apportano perdite fiscali, Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. iscrive un debito pari all’IRES sulla parte di perdita effettivamente compensata a livello di Gruppo.
Valute
Le operazioni in valuta diversa dall’Euro sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio alla data dell’operazione. Gli utili e le perdite su cambi derivanti dalla liquidazione di tali operazioni e dalla conversione alla data di rendicontazione di attività e passività monetarie in valuta sono rilevati a conto economico.
Uso di stime
La predisposizione dei bilanci richiede da parte degli Amministratori l’applicazione di principi e metodologie contabili che, in talune circostanze, si basano su difficili e soggettive valutazioni e stime basate sull’esperienza storica ed assunzioni che vengono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in funzione delle relative circostanze. In considerazione del documento congiunto Banca d’Italia/Consob/Isvap 2 del 6 febbraio 2009 si precisa che le stime sono basate sulle più recenti informazioni di cui gli Amministratori dispongono al momento della redazione del presente bilancio, non intaccandone, pertanto, l’attendibilità.
L’applicazione di tali stime ed assunzioni influenza gli importi riportati negli schemi di bilancio, quali lo stato patrimoniale, il conto economico ed il rendiconto finanziario, nonché l’informativa fornita. I risultati finali delle poste di bilancio per le quali sono state utilizzate le suddette stime ed assunzioni possono differire da quelli riportati nei bilanci a causa dell’incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulla quali si basano le stime.
Di seguito sono elencate le voci di bilancio che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli Amministratori nell’elaborazione delle stime e per i quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate può avere un impatto significativo sul bilancio:
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Valutazione delle partecipazioni;
Svalutazione degli attivi immobilizzati;
Imposte differite attive;
Accantonamenti per rischi e oneri, attività e passività potenziali;
Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi nel conto economico nel periodo in cui la variazione è avvenuta.
Bilancio
Copie del presente Bilancio, del Bilancio Consolidato, della relazione sulla gestione predisposta congiuntamente per il Bilancio di esercizio e il Bilancio Consolidato, della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, della relazione sulla remunerazione e di quella degli organi di controllo, saranno depositate presso la sede sociale, sul sito internet www.trevifin.com, presso la Borsa Italiana S.p.A. e presso
il Registro delle Imprese nei termini di normativa.
IFRS 9
In passato, lo IASB ha ritenuto che le disposizioni dettate dallo IAS 39 in tema di impairment non fossero più sufficienti ad una rapida, oggettiva e predittiva misurazione nella rilevazione delle perdite. Tale criticità ha, pertanto, fatto sorgere l’esigenza di avere delle nuove regole relative alla rilevazione e contabilizzazione delle perdite che permettessero di dare maggiore rilevanza ad una visione forward-looking nella stima, nonché ad una anticipazione dei loro effetti nei Bilanci delle società.
Il board ha dunque da tempo modificato l’approccio di svalutazione passando da un modello definito di Incurred Lossprevisto dallo IAS 39 ad un modello definito di Expected Credit Loss”. Il primo prevedeva la rilevazione della perdita esclusivamente nel momento di cui avveniva l’evento di default; il secondo, al contrario, anticipa la rilevazione della perdita stimando, mediante l’utilizzo di variabili forward-looking, la probabilità che si verifichi l’evento di default.
Come definito nell’IFRS 9 § 5.5.1 e 5.5.2: l’impairment si applica a tutte le attività finanziarie valutate al Costo Ammortizzato e al Fair Value con variazioni di valore presentate nella voce Other Comprehensive Income (FVOCI), mentre sono escluse quelle al Fair Value i cui effetti delle variazioni sono rilevati a conto economico. Inoltre, rientrano nel perimetro di applicazione anche le seguenti tipologie di strumenti:
Loan Committment;
Crediti per leasing;
Contract asset;
Garanzie finanziarie incluse nell’IFRS 9.
Tra gli elementi di discontinuità rispetto al passato, vi è anche l’inclusione delle garanzie finanziarie non valutate al Fair Value rilevato a conto economico nell’ambito di applicazione delle disposizioni dell’IFRS 9 relativamente all’impairment.
La definizione di garanzia finanziaria resta invariata rispetto a quanto già previsto dallo IAS 39 per il quale risultava che:
Una garanzia finanziaria rappresenta un contratto nel quale la società è tenuta ad onorare gli obblighi contrattuali di una terza parte nel momento in cui questa non rimborsi il proprio creditore”.
La Società iscrive le garanzie finanziarie in Bilancio al fair value alla data di rilevazione iniziale ovvero alla data in cui diventa parte delle clausole contrattuali. Le garanzie finanziarie sono poi soggette ad impairment; pertanto, alle date di valutazione successive, il loro valore d’iscrizione sarà pari al maggiore tra il valore di
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iscrizione iniziale, al netto di eventuale ammortamento dei costi, e l’expected credit loss determinato secondo le nuove disposizioni dell’IFRS 9.
La regola generale di impairment prevista dall’IFRS 9 ha l’obiettivo di dare rappresentazione del deterioramento o del miglioramento della qualità del credito nel valore delle attività finanziarie detenute dalla Società. La modalità con cui si calcola l’ammontare di perdita attesa riconosciuta dipende, dunque, dalla variazione del rischio di credito dall’iscrizione iniziale dell’attività alla data di valutazione.
Pertanto, ad ogni reporting date, la Società rileverà l’accantonamento per le perdite future attese distinguendo tra differenti stage di collocazione che riflettono il merito creditizio della controparte, in particolare:
Stage 1 - per le attività che non hanno subito un incremento significativo del rischio di credito rispetto a quanto registrato al momento della rilevazione iniziale si dovrà procedere a rilevare un accantonamento che rifletta la 12-months ECL, ovvero la probabilità che si verifichino eventi di default nei successivi 12 mesi (IFRS 9 § 5.5.5);
Stage 2 - per le attività che, invece, hanno subito un incremento significativo nel rischio di credito rispetto a quanto registrato al momento della rilevazione iniziale si dovrà procedere a rilevare un accantonamento che rifletta la lifetime ECL, ovvero la probabilità che si verifichino eventi di default nella vita dello strumento (IFRS 9 § 5.5.3).
Stage 3 - per le attività che presentano evidenze effettive di impairment, l’accantonamento dovrà riflettere una svalutazione rappresentativa di un ECL su base lifetime, con probabilità di default pari al 100% (IFRS 9 § 5.5.3).
In aggiunta, l’IFRS 9 § 5.5.15 prevede anche la possibilità di adottare un approccio semplificato per il calcolo delle perdite attese esclusivamente per le seguenti categorie:
Crediti commerciali e Contract Assets che:
oNon contengono una componente finanziaria significativa; o
oContengono una componente finanziaria significativa ma la Società stabilisce a livello di policy contabile di misurare le perdite attese su base lifetime.
Crediti per leasing.
L’approccio semplificato parte dall’impostazione prevista per l’approccio generale, senza tuttavia richiedere alla Società di monitorare le variazioni del rischio di credito della controparte in quanto l’expected loss è sempre calcolata su base lifetime.
Il modello di impairment descritto nella presente istruzione operativa è stato applicato a tutte le attività finanziarie come definite dall’IFRS 9. Di seguito si riportano in particolare, le principali caratteristiche degli approcci adottati dal Gruppo e previsti da IFRS 9: Simplified Approach e General Approach.
Simplified Approach
L’approccio semplificato è stato adottato dal Gruppo con riferimento a:
crediti commerciali (incluse le fatture da emettere);
contract assets (“work in progress” attivi al netto degli anticipi ricevuti);
crediti per anticipi erogati a fornitori.
Per tali fattispecie sono state applicate le regole dell’approccio semplificato indicate da IFRS 9, calcolando il valore del fondo svalutazione mediante il prodotto dei seguenti fattori:
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EAD - Exposure At Default: esposizione contabile alla data di valutazione;
PD - Probability of Default: la probabilità che l’esposizione oggetto di valutazione possa andare in default e quindi non essere rimborsata. Come driver per la determinazione della probabilità di default dell’esposizione è stata considerata quella specifica della controparte. In particolare, la PD è stata determinata utilizzando fonti esterne (info-provider) e qualora non presente il dato specifico della controparte oggetto di valutazione, è stata applicata una PD espressiva del segmento di mercato di appartenenza della controparte o, in caso di campione poco rappresentativo, come ultima alternativa, la PD media rappresentativa del portafoglio crediti. Per le esposizioni verso controparti governative la PD utilizzata è quella relativa allo Stato di riferimento della controparte;
LGD - Loss Given Default: percentuale attesa di perdita in caso di default del creditore. Il modello di impairment IFRS 9 prevede la possibilità di calcolare internamente il parametro identificato della perdita attesa in caso di default. In alternativa a quest’ultimo, data l’impossibilità di ricostruire una base dati storica congrua al calcolo della LGD, la Società ha deciso di adottare il parametro standard definito per la normativa bancaria e pari al 45%.
Per le attività finanziarie rientranti dell’approccio semplificato è stato identificato il periodo di default sulla base delle statistiche di incasso delle poste attive rientranti nel perimetro. Pertanto:
-per le posizioni in bonis” ovvero quelle non scadute, con riferimento esclusivo ai crediti commerciali ed alle fatture da emettere, la PD è definita su un orizzonte temporale di riferimento di 60 giorni, in coerenza con l’orizzonte medio di dilazione di pagamento che il Gruppo ha concordato sulla base:
odelle diverse aree geografiche in cui operano le singole legal entity di ogni divisione le cui dilazioni medie di pagamento divergono ma si discostano da un orizzonte medio di Gruppo pari a 2 mensilità;
oalle caratteristiche del business in cui la Società opera e sulle caratteristiche dei crediti commerciali che, per la maggior parte dei crediti emessi, richiedono una dilazione di pagamento a breve scadenza;
-per le posizioni scadute entro il periodo di default (stabilito ad una soglia di 360 giorni dalla data di scadenza del credito), la PD è espressiva di un orizzonte temporale pari ad 1 anno. La Società ha concordato l’applicazione di una soglia di default diversa da quella definita dal principio contabile IFRS 9 (i.e. 90 giorni di scaduto), rigettando tale presunzione (si veda IFRS 9, par. B5.5.37) sulla base:
odegli evidenti ritardi nei pagamenti da parte dei propri clienti, che molto spesso avvengono oltre i 90 giorni dalla scadenza del documento;
odi eventuali ritardi nei pagamenti dovuti alle caratteristiche del business in cui opera la Società e, più in particolare, da potenziali ritardi nella fornitura di beni e servizi che la Società offre ai propri clienti, generando un saldo da parte dei clienti solo a conclusione di un servizio, piuttosto che alla consegna fisica di un bene. Nello specifico:
difficoltà temporanee di pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni;
un rallentamento nelle vendite dei beni oggetto di costruzione;
difficoltà oggettive a ricevere incassi da clienti di alcuni paesi dettate da situazioni
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contingenti di natura legislativa o valutaria;
intralci temporanei dovuti al rapporto fra cliente e fornitore che si sviluppa nel corso di una commessa;
due date di non facile determinazione nel caso di pagamenti di ritenute a garanzia o somme precedentemente oggetto di contenzioso;
Entrando nel merito delle singole divisioni del Gruppo: per la divisione Soilmec le vendite sono principalmente fatte tramite dealer/agenti con i quali esiste una "linea di credito" che viene regolarmente monitorata. Le partite scadute sono comunque oggetto di garanzia mediante le macchine in stock presso la yard del dealer. Sulle vendite, inoltre, salvo pochi casi, il pagamento avviene contestualmente alla consegna dell'attrezzatura o con una dilazione concordata per particolari clienti con cui esiste una "storicità".
Per tali motivi, la Società ha prolungato il riconoscimento di un default optando per l’applicazione di una soglia pari ad 1 anno, ritenendo il superamento di tale soglia come identificativo di una effettiva difficoltà della controparte nel far fronte ai propri impegni debitori, generando un mancato incasso del credito.
-per le posizioni scadute oltre il periodo di default, invece, la PD è stata posta pari al 100%.
Il modello di valutazione dell’impairment dei contract assets e degli anticipi a fornitori, similmente a quanto definito per i crediti commerciali scaduti ma non in default, prevede l’applicazione di una PD espressiva di un orizzonte temporale di 1 anno.
Tuttavia, all’applicazione delle regole quantitative per il calcolo del fondo svalutazione dei crediti, può seguire l’applicazione di una percentuale di svalutazione specifica per determinate posizioni (i.e. clienti) sulla base dell’esperienza del management e/o di specifiche informazioni qualitative a disposizione.
General Approach
Per ciò che concerne, invece, le poste oggetto di impairment IFRS 9 che presentano i presupposti per l’applicazione del General Approach, la Società ha provveduto a definire una metodologia di Expected Credit Loss per ogni cluster di merito creditizio definito per tali esposizioni.
Financial Guarantees
Come anticipato, l’approccio generale prevede che la definizione dei parametri con cui si calcola l’ammontare di perdita attesa riconosciuta dipende dalla variazione del rischio di credito che l’attività ha subito dall’iscrizione iniziale alla data di valutazione.
Per la valutazione dell’incremento del rischio di credito, la Società ha preso in considerazione tutte le informazioni ragionevoli e accettabili che ha a disposizione o che può ottenere senza incorrere in oneri eccessivi.
Il Principio, inoltre, fornisce una lista esemplificativa delle variabili che possono essere considerate come driver per l’incremento del rischio di credito e che possono essere distinte in: dati macro economici (modifiche nella normativa, instabilità politica), dati relativi alla controparte (peggioramento nei risultati economico/finanziari, downgrade del credit rating), dati di mercato (CDS, credit spread, rating) e dati relativi
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al contratto (perdita di valore nei collateral, modifiche contrattuali sfavorevoli).
Di conseguenza, il calcolo dell’impairment su queste poste è stato effettuato in applicazione delle seguenti regole:
Stage Allocation: l’allocazione in stage delle garanzie finanziarie della Holding è stato guidato da driver qualitativi e quantitativi, utilizzando le informazioni presenti su fonti esterne (info provider), la variazione della probability of default e quanto stabilito dai diversi accordi con gli istituti bancari creditori della Società.
In base ai parametri utilizzati ai fini della stage allocation, le garanzie finanziarie erogate da parte di Trevi Finanziaria SpA nei confronti delle società appartenenti alle divisioni del Gruppo, sono state classificate all’interno del cluster identificativo delle attività con un aumento del rischio di credito rispetto alla data di erogazione iniziale tale da procedere a rilevare un accantonamento che rifletta la lifetime ECL, ovvero la probabilità che si verifichino eventi di default nella vita dello strumento.
Calcolo della perdita attesa: alla stregua di quanto descritto per i crediti commerciali della Società, il calcolo dell’Expected Credit Loss per le posizioni relative alle garanzie finanziarie erogate è stato effettuato mediante il prodotto dei tre parametri di rischio:
oPD Probability of Default come driver per la determinazione della probabilità di default dell’esposizione è stata considerata la divisione di appartenenza della società per la quale è stata prestata la garanzia da parte della Capogruppo. In particolare, la PD è stata determinata utilizzando fonti esterne (info-provider) e qualora non presente il dato specifico della società oggetto di valutazione, è stata applicata una PD espressiva del segmento di mercato di appartenenza della divisione;
oLGD Loss Given Default: la Società ha deciso di adottare il parametro standard definito per la normativa bancaria e pari al 45%, quale parametro identificato della perdita attesa in caso di default.
oEAD – Exposure at Default: pari all’ammontare della garanzia rilasciata.
IFRS 16
Leasing
La Società valuta all’atto della sottoscrizione di un contratto se è, o contiene, un leasing. In altri termini, se il contratto conferisce il diritto di controllare l’uso di un bene identificato per un periodo di tempo in cambio di un corrispettivo. La definizione di un accordo contrattuale come operazione di leasing (o contenente un’operazione di leasing) si basa sulla sostanza dell’accordo e richiede di valutare se l’adempimento dell’accordo stesso dipenda dall’utilizzo di una o più attività specifiche o se l’accordo trasferisca alla controparte tutti i benefici economici derivanti dall’utilizzo dello stesso.
La società in veste di locatario
La Società adotta un unico modello di riconoscimento e misurazione per tutti i leasing, eccetto per i leasing di breve termine ed i leasing di beni di modico valore. La Società riconosce le passività relative ai pagamenti del leasing e l’attività per diritto d’uso che rappresenta il diritto ad utilizzare il bene sottostante il contratto.
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i) Attività per diritto d’uso:
La Società riconosce le attività per il diritto d'uso alla data di inizio del leasing (cioè la data in cui l'attività sottostante è disponibile per l'uso). Le attività per il diritto d'uso sono misurate al costo, al netto degli ammortamenti accumulati e delle perdite di valore, e rettificati per qualsiasi rimisurazione delle passività di leasing. Il costo delle attività per il diritto d'uso comprende l'ammontare delle passività di leasing rilevate, i costi diretti iniziali sostenuti e i pagamenti di leasing effettuati alla data di decorrenza o prima dell'inizio al netto di tutti gli eventuali incentivi ricevuti.
Se il leasing trasferisce la proprietà dell'attività sottostante al locatario al termine della durata del leasing o se il costo dell'attività consistente nel diritto di utilizzo riflette il fatto che il locatario eserciterà l'opzione di acquisto, il locatario deve ammortizzare l'attività consistente nel diritto d’uso dalla data di decorrenza fino alla fine della vita utile dell'attività sottostante.
Le attività per il diritto d'uso sono soggette a impairment. Si rinvia a quanto indicato nella sezione Perdita di valore di attività.
ii) Passività legate al leasing:
Alla data di decorrenza del leasing, la Società rileva le passività di leasing misurandole al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non ancora versati a tale data. I pagamenti dovuti includono i pagamenti fissi (compresi i pagamenti fissi nella sostanza) al netto di eventuali incentivi al leasing da ricevere, i pagamenti variabili di leasing che dipendono da un indice o un tasso, e gli importi che si prevede dovranno essere pagati a titolo di garanzie del valore residuo. I pagamenti del leasing includono anche il prezzo di esercizio di un'opzione di acquisto se si è ragionevolmente certi che tale opzione sarà esercitata dalla Società e i pagamenti di penalità di risoluzione del leasing, se la durata dello stesso tiene conto dell'esercizio da parte della Società dell'opzione di risoluzione del leasing.
I pagamenti di leasing variabili che non dipendono da un indice o da un tasso vengono rilevati come costi nel periodo (salvo che non siano stati sostenuti per la produzione di rimanenze) in cui si verifica l'evento o la condizione che ha generato il pagamento.
Nel calcolo del valore attuale dei pagamenti dovuti, la Società usa il tasso di finanziamento marginale alla data di inizio se il tasso d’interesse implicito non è determinabile facilmente. Dopo la data di decorrenza, l’importo della passività del leasing si incrementa per tener conto degli interessi sulla passività del leasing e diminuisce per considerare i pagamenti effettuati. Inoltre, il valore contabile dei debiti per leasing è rideterminato nel caso di eventuali modifiche del leasing o per la revisione dei termini contrattuali per la modifica dei pagamenti; è rideterminato, altresì, in presenza di modifiche in merito alla valutazione dell’opzione dell’acquisto dell’attività sottostante o per variazioni dei pagamenti futuri che deriva da una modifica dell’indice o del tasso utilizzato per determinare tali pagamenti.
Le passività per leasing della Società sono incluse nella voce Debito verso altri finanziatori (a breve e lungo termine).
Leasing di breve durata e leasing di attività a modesto valore
La Società applica l'esenzione per la rilevazione di leasing di breve durata (i.e., i leasing che hanno una durata di 12 mesi o inferiore dalla data di inizio e non contengono un'opzione di acquisto). La Società ha applicato inoltre l’esenzione per i leasing relativi ad attività a modesto valore in riferimento ai contratti di leasing
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relativi ad attrezzature il cui valore è considerato basso. I canoni relativi a leasing a breve termine e a leasing di attività a modesto valore sono rilevati come costi in quote costanti lungo la durata del contratto.
La Società in veste di locatore
I contratti di leasing che sostanzialmente lasciano in capo alla Società tutti i rischi e benefici della proprietà del bene sono classificati come leasing operativi. I proventi da leasing derivanti da leasing operativi sono rilevati in quote costanti lungo la durata del leasing, e sono inclusi tra gli altri ricavi nel conto economico data la loro natura operativa. I costi iniziali di negoziazione sono aggiunti al valore contabile del bene locato e rilevati in base alla durata del contratto sulla medesima base dei proventi da locazione.
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PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS ACCOUNTING STANDARDS APPLICATI DAL 1° GENNAIO 2025
I seguenti principi contabili, emendamenti e interpretazioni IFRS Accounting Standards sono stati applicati per la prima volta dalla Società a partire dal 1° gennaio 2025:
In data 15 agosto 2023 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato “Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability”. Il documento richiede ad un’entità di identificare una metodologia da applicare in maniera coerente al fine di verificare se una valuta può essere convertita in un’altra e, quando ciò non è possibile, come determinare il tasso di cambio da utilizzare e l’informativa da fornire in nota integrativa. L’adozione di tale emendamento non ha comportato effetti sul bilancio.
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS ACCOUNTING STANDARS OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA, NON ANCORA OBBLIGATORIAMENTE APPLICABILI E NON ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA DALLA SOCIETA’ AL 31 DICEMBRE 2025
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea hanno concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti, ma tali principi non sono obbligatoriamente applicabili e non sono stati adottati in via anticipata dalla Società al 31 dicembre 2025:
In data 30 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato il documento “Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments—Amendments to IFRS 9 and IFRS 7″. Il documento chiarisce alcuni aspetti problematici emersi dalla post-implementation review dell’IFRS 9, tra cui il trattamento contabile delle attività finanziarie i cui rendimenti variano al raggiungimento di obiettivi ESG (i.e. green bonds). In particolare, le modifiche hanno l’obiettivo di:
oChiarire la classificazione delle attività finanziarie con rendimenti variabili e legati ad obiettivi ambientali, sociali e di governance aziendale (ESG) ed i criteri da utilizzare per l’assessment del SPPI test;
odeterminare che la data di regolamento delle passività tramite sistemi di pagamento elettronici è quella in cui la passività risulta estinta. Tuttavia, è consentito ad un’entità di adottare una politica contabile per consentire di eliminare contabilmente una passività finanziaria prima di consegnare liquidità alla data di regolamento in presenza di determinate condizioni specifiche.
Con queste modifiche, lo IASB ha inoltre introdotto ulteriori requisiti di informativa riguardo in particolare ad investimenti in strumenti di capitale designati a FVOCI.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal gennaio 2026, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli Amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio dall’adozione di tale emendamento.
In data 18 dicembre 2024 lo IASB ha pubblicato un emendamento denominato Contracts Referencing Nature-dependent Electricity Amendment to IFRS 9 and IFRS 7”. Il documento ha l’obiettivo di supportare le entità nel rendicontare gli effetti finanziari dei contratti di acquisto di elettricità prodotta da fonti rinnovabili (spesso strutturati come Power Purchase Agreements). Sulla base di tali contratti, la
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quantità di elettricità generata ed acquistata può variare in base a fattori incontrollabili quali le condizioni meteorologiche. Lo IASB ha apportato emendamenti mirati ai principi IFRS 9 e IFRS 7. Gli emendamenti includono:
oun chiarimento riguardo all’applicazione dei requisiti di “own use” a questa tipologia di contratti;
odei criteri per consentire la contabilizzazione di tali contratti come strumenti di copertura; e,
odei nuovi requisiti di informativa per consentire agli utilizzatori del bilancio di comprendere l'effetto di questi contratti sulle performance finanziarie e sui flussi di cassa di un’entità.
La modifica si applicherà dal gennaio 2026, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli Amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio della Società dall’adozione di tale emendamento.
In data 18 luglio 2024 lo IASB ha pubblicato un documento denominato Annual Improvements Volume 11”. Il documento include chiarimenti, semplificazioni, correzioni e cambiamenti volti a migliorare la coerenza di diversi IFRS Accounting Standards. I principi modificati sono:
oIFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards;
oIFRS 7 Financial Instruments: Disclosures e le relative linee guida sull'implementazione dell'IFRS 7;
oIFRS 9 Financial Instruments;
oIFRS 10 Consolidated Financial Statements; e
oIAS 7 Statement of Cash Flows.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dal gennaio 2026. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio della Società dall’adozione di tale emendamento.
PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI IFRS ACCOUNTING STANDARDS NON ANCORA OMOLOGATI DALL’UNIONE EUROPEA
Alla data di riferimento del presente documento, gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione degli emendamenti e dei principi sotto descritti.
In data 9 aprile 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements che sostituirà il principio IAS 1 Presentation of Financial Statements. Il nuovo principio si pone l’obiettivo di migliorare la presentazione degli schemi di bilancio, con particolare riferimento allo schema del conto economico. In particolare, il nuovo principio richiede di:
oclassificare i ricavi e i costi in tre nuove categorie (sezione operativa, sezione investimento e sezione finanziaria), oltre alle categorie imposte e attività cessate già presenti nello schema di conto economico;
oPresentare due nuovi sub-totali, il risultato operativo e il risultato prima degli interessi e tasse (i.e. EBIT).
Il nuovo principio inoltre:
orichiede maggiori informazioni sugli indicatori di performance definiti dal management;
ointroduce nuovi criteri per l'aggregazione e la disaggregazione delle informazioni; e,
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ointroduce alcune modifiche allo schema del rendiconto finanziario, tra cui la richiesta di utilizzare il risultato operativo come punto di partenza per la presentazione del rendiconto finanziario predisposto con il metodo indiretto e l’eliminazione di alcune opzioni di classificazione di alcune voci attualmente esistenti (come ad esempio interessi pagati, interessi incassati, dividendi pagati e dividendi incassati).
Il nuovo principio entrerà in vigore dal gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata. Al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti dell’introduzione di questo nuovo principio sul bilancio della Società.
In data 9 maggio 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures (unitamente agli Amendments to IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures pubblicati il 21 agosto 2025). Il nuovo principio introduce alcune semplificazioni con riferimento all’informativa richiesta dagli IFRS Accounting Standard nel bilancio di esercizio di una società controllata, che rispetta i seguenti requisiti:
onon ha emesso strumenti di capitale o di debito quotati su un mercato regolamentato e non è in procinto di emetterli;
ola propria società controllante predispone un bilancio consolidato in conformità con i principi IFRS.
Il nuovo principio entrerà in vigore dal gennaio 2027, ma è consentita un’applicazione anticipata. Gli amministratori non si attendono un effetto significativo nel bilancio della Società dall’adozione di tale emendamento.
In data 13 novembre 2025 lo IASB ha pubblicato un documento denominato Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency Amendment to IAS 21che chiarisce le procedure di conversione per un’entità la cui valuta di presentazione è quella di un’economia iperinflazionata. L'entità applica le modifiche se:
ola sua valuta funzionale è quella di un'economia non iperinflazionata e sta convertendo i suoi risultati economici e la sua situazione patrimoniale-finanziaria nella valuta di un'economia iperinflazionata; oppure,
osta convertendo nella valuta di un'economia iperinflazionata i risultati economici e la situazione patrimoniale-finanziaria di una gestione estera la cui valuta funzionale è quella di un’economia non iperinflazionata.
Le modifiche si applicheranno a partire dai bilanci degli esercizi che avranno inizio dal gennaio 2027. Gli Amministratori non si attendono un effetto nel bilancio della Società dall’adozione di tale emendamento.
In data 30 gennaio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts che consente solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di continuare a rilevare gli importi relativi alle attività soggette a tariffe regolamentate (“Rate Regulation Activities”) secondo i precedenti principi contabili adottati. Non essendo la Società un first-time adopter, tale principio non risulta applicabile.
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Attività di direzione e coordinamento della Società
La Società, alla data di redazione del presente bilancio, è Capogruppo del Gruppo TREVI (ed in quanto tale redige il bilancio consolidato di Gruppo), ed esercita ai sensi dell’art. 2497 del C.C., l’attività di direzione e coordinamento dell’attività delle seguenti società:
Trevi S.p.A., partecipata direttamente al 99,78%;
Soilmec S.p.A., partecipata direttamente al 99,92%;
Parcheggi S.p.A. partecipata indirettamente al 99,78% (detenuta al 100% da TREVI S.p.A.);
Gestione del rischio
Obiettivi, politica di gestione e identificazione dei rischi finanziari
La Direzione Finanziaria della Capogruppo ed i Responsabili Finanziari delle singole Società controllate gestiscono i rischi finanziari cui la Società è esposta, seguendo le direttive contenute nella Treasury Risks Policy di Gruppo.
Le attività finanziarie della Società sono rappresentate principalmente da cassa e depositi a breve, derivanti direttamente dall’attività operativa.
Le passività finanziarie comprendono invece finanziamenti bancari e leasing finanziari, la cui funzione principale è di finanziare l’attività operativa e di sviluppo.
I rischi generati da tali strumenti finanziari sono rappresentati dal rischio di tasso di interesse, dal rischio di tasso di cambio, dal rischio di liquidità e da quello di credito.
Rischio di liquidità
È il rischio che l’impresa, a causa dell’incapacità di reperire nuovi fondi o di liquidare attività sul mercato, non riesca a far fronte ai pagamenti previsti, determinando così un impatto sul risultato economico nel caso in cui sia costretta a sostenere costi addizionali per fronteggiare i propri impegni o, come estrema conseguenza, una situazione di insolvibilità che pone a forte rischio l’attività aziendale.
A seguito della sottoscrizione del Nuovo Accordo, efficace dal 16 dicembre 2022 la gestione della liquidità è garantita e regolata dallo stesso Accordo.
Sono ormai consolidate le attività propedeutiche dello Steering Committee al fine di valutare mensilmente l’andamento delle disponibilità liquide, dando definitivo impulso alle attività di pianificazione finanziaria.
I finanziamenti bancari di Trevi Finanziaria Industriale S.p.A. alla fine dell’esercizio sono così ripartiti tra correnti e non correnti termine:
 
Finanziamenti correnti
 
31/12/202531/12/2024Variazioni
Totale48.007.3584.663.44143.343.917
Finanziamenti non correnti
 
31/12/202531/12/2024Variazioni
Totale8.785.721 51.383.055 (42.597.334)
Il valore dei finanziamenti bancari non correnti iscritti a bilancio corrisponde al fair value degli stessi.
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La tabella seguente riporta il totale delle passività finanziarie includendo oltre ai finanziamenti bancari di cui sopra anche i leasing e debiti verso altri finanziatori:
Passività finanziarie correnti
 
31/12/202531/12/2024Variazioni
Totale191.086.18337.255.404153.830.779
Passività finanziarie non correnti
 
31/12/202531/12/2024Variazioni
Totale11.702.788146.867.643(135.164.855)
Rischio di tasso di interesse
In data luglio 2014 il Consiglio di Amministrazione della Società capogruppo Trevi Finanziaria Industriale SpA ha autorizzato la strutturazione ed esecuzione di un’operazione di emissione di un prestito obbligazionario, attualmente denominato Trevi Finanziaria Industriale 2014-2024”, per un importo pari a Euro 50 milioni. Lo strumento è stato collocato sul mercato EXTRA MOT PRO di Borsa Italiana, dal 28 luglio 2014. Tale prestito obbligazionario e il suo regolamento sono stati nel tempo oggetto di successive modifiche, da ultimo con delibera dell’Assemblea degli Obbligazionisti del 24 ottobre 2022 al fine di adeguarlo all’attuale situazione della Società e al Nuovo Piano Consolidato, e attualmente prevede come data di scadenza il 31 dicembre 2026 ed interessi ad un tasso fisso al 2%.
31/12/2025
 
Tasso FissoTasso VariabileTotale
Finanziamenti e Leasing4.806100.988105.795
Prestito Obbligazionario50.000050.000
Totale Passività Finanziarie54.806100.988155.795
%35%65%100%
Si sottolinea inoltre che a seguito dell’entrata in vigore dell’accordo di risanamento e in coerenza con la sua applicazione si è dovuto procedere al ricalcolo degli interessi retroattivamente a partire dal 30 settembre 2022 ad un tasso variabile pari a EURIBOR 6 mesi + 2% di margine (precedentemente a tasso fisso del 2%).
Rischio di cambio
La Società è esposta al rischio che variazioni nei tassi di cambio possano apportare variazioni ai risultati economici e patrimoniali della stessa. L’esposizione al rischio di cambio della Società è di natura transattiva ovvero derivante da variazioni del tasso di cambio intercorrenti tra la data in cui un impegno finanziario tra controparti diventa altamente probabile e/o certo e la data di regolamento dell’impegno, variazioni che determinano uno scostamento tra flussi di cassa attesi e flussi di cassa effettivi.
La Società valuta regolarmente la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi di cambio; gli strumenti utilizzati sono la correlazione dei flussi di pari valuta ma di segno opposto, la contrazione di finanziamenti in valuta, la vendita/acquisto a termine di valuta.
La Società non utilizza per la propria attività di copertura dal rischio di cambio strumenti di tipo dichiaratamente speculativo; tuttavia, nel caso in cui la società decidesse di utilizzare strumenti finanziari derivati e gli stessi non soddisfacessero le condizioni previste per il trattamento contabile degli strumenti di
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copertura richiesti dall’IFRS 39, le loro variazioni di fair value sarebbero contabilizzate a conto economico come oneri / proventi finanziari.
Nello specifico, la Società gestisce il rischio transattivo di cui si è fornita una descrizione sopra. L’esposizione al rischio di variazioni dei tassi di cambio deriva principalmente da rapporti intragruppo che la Società detiene. In particolare, il rischio maggiore è determinato dalla presenza di rapporti in Dollaro Statunitense e in divise ad esso agganciate.
Il fair value di un contratto a termine è determinato come differenza tra un cambio a termine del contratto e quello di un’operazione di segno contrario di importo e scadenza uguale, ipotizzata ai tassi di cambio ed ai differenziali di tasso di interesse al 31 dicembre.
Rischio di credito
Il rischio di credito rappresenta la possibilità che il debitore non sia in grado di adempiere ai suoi obblighi di pagamento di interessi e di rimborso di capitale.
La quasi totalità dei crediti commerciali della Società è rappresentata da crediti verso società controllate.
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Informazioni integrative su strumenti finanziari
In relazione agli strumenti finanziari rilevati nella situazione patrimoniale-finanziaria al fair value, l’IFRS 7 richiede che tali valori siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli che rifletta la significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value. In particolare, la scala gerarchica del fair value è composta dai seguenti livelli:
- Livello 1: corrisponde a prezzi quotati su mercati attivi;
- Livello 2: corrisponde a prezzi calcolati attraverso elementi desunti da dati di mercato osservabili;
- Livello 3: corrisponde a prezzi calcolati attraverso altri elementi differenti da dati di mercato osservabili.
Nelle tabelle che seguono sono riportate, per le attività e le passività al 31 dicembre 2024 e in base alle categorie previste dallo IFRS 9 le informazioni integrative su strumenti finanziari ai sensi dell’IFRS7 e i prospetti degli utili e delle perdite. Sono escluse le Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute e le Passività direttamente correlate ad Attività cessate/Attività non correnti destinate ad essere cedute.
Legenda Categorie IFRS 9
Costo ammortizzatoCA
Attività possedute fino a scadenza HtM
FV – strumenti di coperturaFVOCI o FVTPL
Valori di bilancio Rilevati secondo IFRS 9
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Classi IFRS 9Note31/12/2025Costo ammortizzatoCostoEffetto a Conto Economico
PartecipazioniHtM3175.594 175.594 -
Altri crediti finanziari lungo termine CA522.562 22.562 3.247.386
Totale Attività Finanziarie non correnti198.157 22.562 175.594 3.247.386
Attività finanziarie correntiCA973.815.183 73.815.183
Disponibilità liquide e mezzi equivalentiCA103.716.040 3.716.040 -
Totale Attività Finanziarie correnti77.531.223 77.531.223 - -
TOTALE ATTIVITA' FINANZIARIE77.729.380 77.553.785 175.594 3.247.386
Finanziamenti non correntiCA128.785.721 8.785.721 937.494
Debiti verso altri finanziatori non correntiCA132.917.067 2.917.067 303
Strumenti finanziari derivati non correntiFV14 - -
Totale Passività Finanziarie non correnti11.702.788 11.702.788 - 937.797
Finanziamenti correntiCA2148.007.358 48.007.358 5.122.701
Debiti verso altri finanziatori correntiCA22143.078.825 143.078.825 1.568.975
Strumenti finanziari derivati correntiFV23 -
Totale Passività Finanziarie correnti191.086.183 191.086.183 - 6.691.676
TOTALE PASSIVITA' FINANZIARIE202.788.971 202.788.971 - 7.629.473
WarrantFV - -
TOTALE 202.788.971 202.788.971 - (4.382.087)
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Impairment test sulle partecipazioni di controllo in Trevi S.p.A. (99,8%) e in Soilmec S.p.A. (99,9%)
Premessa
La Società ha rivisto i propri indicatori di impairment al 31 dicembre 2025 e, alla luce del perdurare di un contesto di mercato caratterizzato da grande volatilità, ha ritenuto prudenzialmente opportuno effettuare un test di impairment sulle due partecipazioni di controllo in Trevi S.p.A. e Soilmec S.p.A.
A tal fine, occorre preliminarmente osservare come, di fatto, esista un sostanziale allineamento tra le Cash Generating Unit del Gruppo Trevi e le rispettive Legal Entities. Ciò premesso, l’impairment test sulle partecipazioni di controllo iscritte nel bilancio di Trevi Finanziaria Industriale S.p.A., è stato condotto partendo dal valore recuperabile nell’accezione di value in use, ovvero mediante il metodo finanziario del Discounted Cash Flow, metodologia direttamente richiamata dallo IAS 36, e stimando gli Equity Value delle singole Legal Entities in considerazione della Posizione Finanziaria Netta. Successivamente si è proceduto al confronto fra l’Equity Value così determinato e il valore di carico di ciascuna partecipazione.
Ai fini dell’esecuzione dell’impairment test sono stati utilizzati i dati economici e patrimoniali Actual 2025 (desunti dal consuntivo al 31 dicembre 2025) nonché i dati economici e patrimoniali 2026 2029 desumibili dal piano approvato dalla Capogruppo e assoggettati ad Independent Business Review da parte di un Esperto indipendente.
I flussi di pianificazione considerati non considerano eventuali effetti di ristrutturazioni ed efficientamenti futuri non ancora avviati, che il principio contabile in esame richiede di escludere.
Inoltre, preme rilevare come il Piano 2026 2029, considerato ai fini del test di impairment, tiene conto degli impatti economici riconducibili alle attività che sono e saranno avviate al fine di raggiungere gli obiettivi di «Environmental, social, and corporate governance» (c.d. ESG) posti dal Gruppo. Il Management ha, infatti, identificato puntualmente gli obiettivi di sostenibilità e definito un piano prospettico di attuazione per il loro raggiungimento, recepito nel Piano industriale 2026 – 2029, che sarà implementato nei prossimi esercizi.
In termini di determinazione dei flussi di cassa, il flusso monetario è stato costruito partendo dal i) reddito operativo (EBIT) di ciascun periodo di piano ii) sottraendo allo stesso le imposte dirette figurative ad aliquota piena iii) sommando i componenti negativi di reddito che non danno luogo a uscite monetarie iv) aggiungendo al predetto flusso le variazioni di capitale circolante netto e v) gli investimenti in immobilizzazioni materiali e materiali, al netto di eventuali disinvestimenti.
Per l'attualizzazione dei flussi di cassa è stato calcolato un costo medio ponderato del capitale «WACC» determinato, in continuità di metodo rispetto al 2024, secondo il modello economico del CAPM (Capital Asset Pricing Model). Considerato che le due Legal Entities Trevi S.p.A. e Soilmec S.p.A. operano in settori differenti, seppur strettamente connessi fra loro, in continuità con lo scorso esercizio, si è determinato uno specifico WACC in considerazione del settore di operatività delle stesse: «Special Foundation/Heavy Construction» per Trevi S.p.A. e «Industrial Machinery» per Soilmec S.p.A.
Il WACC di Trevi S.p.A. è stato determinato nel 10,6% e le singole variabili sono state desunte come segue:
tasso risk-free: 4,3%, tasso di rendimento dei titoli di un Paese maturo (Stati Uniti), pari alla media dei Bond 10Y relativi ai dodici mesi precedenti il 31.12.2025;
beta levered: 0,8, costruito come media del beta unlevered a 3Y di un campione di società comparabili del settore «Special Foundation/Heavy Construction» levereggiato in funzione del rapporto D/E medio dei medesimi comparables;
equity risk premium: è stato utilizzato un tasso pari al 5,0%, in linea con le best practice in materia;
rischio Paese: 2,7%, tale componente è stata aggiunta al Ke dopo aver pesato per il beta l’ERP, ed è stata
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determinata quale media del rischio Paese dei Paesi di operatività di Trevi S.p.A. ponderata per la percentuale di produzione dell'EBIT 2029 in detti Paesi;
differenziale d’inflazione: 0,9%, tale componente è stata aggiunta al Ke al fine di considerare l’effetto dell’inflazione di tutti i paesi di operatività di Trevi S.p.A. e determinare il tasso reale;
coefficiente alpha: pari ad 1 punto percentuale, incluso nel calcolo al fine di considerare tra l’altro un premio per small cap e/o un premio di execution risk;
costo del debito lordo: pari al 3,9% (post tax: 3,0%) è stato determinato quale media dei tassi Actual delle linee di credito del Gruppo;
struttura finanziaria: D/D+E= 23,1%; E/D+E= 76,9%, determinata quale media dei comparables del settore «Special Foundation/Heavy Construction» già considerati per la definizione del beta.
Si precisa altresì che, ai fini della determinazione del Terminal Value, prudenzialmente, il predetto WACC è stato aumentato di 1 punto percentuale per tenere conto del livello di esposizione del business di Travi S.p.A. e sue controllate su aree geografiche interessate da fasi di profonda instabilità.
Il WACC di Soilmec S.p.A. è stato determinato nel 10,3% e le singole variabili sono state desunte come segue:
tasso risk-free: 4,3%, tasso di rendimento dei titoli di un Paese maturo (Stati Uniti), pari alla media dei Bond 10Y relativi ai dodici mesi precedenti il 31.12.2025;
beta levered: 1,0, costruito come media del beta unlevered a 3Y di un campione di società comparabili del settore «Industrial Machinery» levereggiato in funzione del rapporto D/E medio dei medesimi comparables;
equity risk premium: è stato utilizzato un tasso pari al 5,00%, in linea con le best practice in materia;
rischio Paese: 2,0%, tale componente è stata aggiunta al Ke dopo aver pesato per il beta l’ERP, ed è stata determinata quale media del rischio Paese dei Paesi di operatività di Soilmec S.p.A. ponderata per la percentuale di produzione dell'EBIT 2029 in detti Paesi;
differenziale d’inflazione: -0,1%, tale componente è stata aggiunta al Ke al fine di considerare l’effetto dell’inflazione di tutti i paesi di operatività di Soilmec S.p.A. e determinare il tasso reale;
coefficiente alpha: pari ad 1 punto percentuale, incluso nel calcolo al fine di considerare tra l’altro un premio per small cap e/o un premio di execution risk;
costo del debito lordo: pari al 3,9% (post tax: 2,9%) è stato determinato quale media dei tassi Actual delle linee di credito del Gruppo;
struttura finanziaria: D/D+E= 22,2%; E/D+E= 77,8%, determinata quale media dei comparables del settore «Industrial Machinery» già considerati per la definizione del beta.
Si precisa altresì che l’anzidetto WACC è stato utilizzato anche ai fini della determinazione del Terminal Value.
Per gli anni successivi al 2029, i flussi di cassa delle CGU sono stati calcolati sulla base di un Terminal Value determinato proiettando in perpetuity l’EBIT normalizzato dell’ultimo anno di piano esplicito (2029), al netto delle imposte figurative ad aliquota piena. È stato, inoltre, considerato un tasso di crescita g costruito in funzione della media dell’inflazione attesa nei Paesi di operatività di ciascuna CGU, ponderata per la percentuale di EBIT 2029 effettivamente prodotta dalle stesse in tali Paesi. In particolare, il tasso di crescita g della Divisione Trevi è pari al 3,1%; mentre, il tasso di crescita g della Divisione Soilmec è pari al 2,1%.
Di conseguenza, il tasso di attualizzazione adottato per il Terminal Value, derivante dalla differenza fra i predetti WACC e i tassi di crescita g, è pari all’8,5% per la CGU Trevi e all’8,2% per la CGU Soilmec. Dato preponderante, considerato che il Terminal Value rappresenta mediamente il 70-80% dell’Enterprise Value delle CGU.
I test di impairment sopra descritti, svolti con l’ausilio di un Valutatore esperto indipendente, non hanno
280
comportato la necessità di iscrivere svalutazioni delle partecipazioni.
La Direzione ha inoltre condotto un’analisi di sensitività sulla previsione di EBITDA relativa al Terminal Value, al fine di verificare l’entità della variazione che generebbe una cover pari a zero sugli impairment test relativi ad entrambe le partecipazioni. Ad esito di tale verifica risulta una cover pari a zero i) qualora la cash generating unit Soilmec rilevi una riduzione permanente di EBITDA a partire dall’ultimo anno di piano (2029) pari al 35% ii) qualora la cash generating unit Trevi rilevi una riduzione permanente di EBITDA a partire dall’ultimo anno di piano (2029) pari al 40%.
Crediti
Conformemente a quanto previsto dall’IFRS 7, si riporta di seguito un’analisi della dinamica dei crediti scaduti, suddivisi in classi di rischio omogenee:
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazioni
Non scaduto5.882.206 7.493.571 (1.611.364)
Scaduto da 1 a 3 mesi2.547.351 3.622.407 (1.075.056)
Scaduto da 3 a 6 mesi11.232.879 3.214.169 8.018.711
Scaduto da oltre 6 mesi18.807.479 18.158.637 648.842
Totale38.469.916 32.488.784 5.981.132
I crediti esposti in tabella si riferiscono principalmente a crediti commerciali verso società controllate per attività commerciali e servizi svolti alle normali condizioni di mercato per circa 33.431 migliaia di Euro e per la restante parte a crediti verso clienti terzi. La componente di credito scaduta, in particolare quella con anzianità superiore ai 6 mesi, risulta principalmente riconducibile a dinamiche operative interne al perimetro delle società controllate.
Il totale soprariportato non include i crediti per consolidato fiscale, pari a circa 2.381 migliaia di Euro, ed i risconti attivi per 1.698 migliaia di Euro, è esposto al lordo del fondo svalutazione crediti.
Si precisa, inoltre, che l’analisi relativa all’ageing dei crediti commerciali è stata svolta sui valori lordi dei medesimi: per ulteriori dettagli si rimanda al paragrafo IFRS 9 - Impairment.
Per la dinamica dei crediti scaduti è stato utilizzato il termine di pagamento di fatturazione eventualmente integrato da successivi accordi tra le parti. Per i suddetti crediti non sono state identificate delle fasce di monitoraggio speciali, rientrando tutti nella categoria standard.
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazioni
Monitoraggio standard 38.469.916 32.488.784 5.981.132
Totale 38.469.916 32.488.784 5.981.132
281
COMMENTO DELLE PRINCIPALI VOCI DELLO STATO PATRIMONIALE
ATTIVITA’ NON CORRENTI
(1) Immobili, impianti e macchinari
Le immobilizzazioni materiali ammontano al 31 dicembre 2025 a 8.746 migliaia di Euro, in diminuzione di 1.871 migliaia di Euro rispetto all’esercizio precedente.
I movimenti relativi all’esercizio 2025 sono sintetizzati nella tabella riportata di seguito:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
DescrizioneCostoFondoValoreIncrem.Decrem.Ammort.UtilizzoCostoFondoValore
originario alammort.alnetto alFondooriginario alammort.alnetto al
31/12/202431/12/202431/12/202431/12/202531/12/202531/12/2025
Terreni e fabbricati7.597.183(1.559.570)6.037.61351.283(65.409)(156.404)65.4097.583.057(1.650.565)5.932.492
Impianti e macchinari12.780.288(9.109.396)3.670.8910(2.253.256)(903.665)1.739.43910.527.032(8.273.623)2.253.409
Attrezzature industriali e commerciali3.453.335(2.856.100)597.23500(346.132)03.453.335(3.202.232)251.103
Altri beni2.206.993(1.895.316)311.677187.028(506.651)(189.411)506.6511.887.370(1.578.076)309.294
Immobilizzazioni in corso ed acconti00
TOTALE26.037.798(15.420.382)10.617.416238.311(2.825.316)(1.595.612)2.311.49923.450.793(14.704.495)8.746.298
La voce Terreni e Fabbricati si riferisce al valore di alcuni terreni e fabbricati, siti in Via Larga località di Pievesestina (FC), adiacenti allo stabilimento produttivo di Soilmec S.p.A.. si evidenziano incrementi complessivi pari a circa 238 migliaia di Euro ed ammortamenti pari a 2.825 migliaia di Euro; i decrementi al netto dei relativi fondi, per complessivi 514 migliaia di Euro, si riferiscono alle vendite di attrezzature effettuate principalmente nei confronti delle società controllate; nell’esercizio in chiusura e in quello precedente non si è proceduto ad alcuna capitalizzazione di oneri finanziari.
(2) Immobilizzazioni immateriali
Le Immobilizzazioni immateriali al 31 dicembre 2025 ammontano a 3.806 migliaia di Euro, in decremento di 1.642 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2024 principalmente imputabile all’ammortamento dell’esercizio, i movimenti relativi all’esercizio 2025 sono sintetizzati nella tabella riportata di seguito:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CostoFondoValoreCostoFondoValore
Descrizioneoriginario alammort.alnetto alIncrementiAmmortamentioriginario alammort.alnetto al
31/12/202431/12/202431/12/202431/12/202531/12/202531/12/2025
Concessioni, licenze e marchi12.759.602(7.310.954)5.448.648626.042(2.268.054)13.385.644(9.579.008)3.806.636
TOTALE12.759.602(7.310.954)5.448.648626.042(2.268.054)13.385.644(9.579.008)3.806.636
Gli incrementi pari a 626 migliaia di Euro si riferiscono principalmente all’acquisizione di licenze informatiche e di software applicativi.
282
(3) Partecipazioni
Le Partecipazioni ammontano al 31 dicembre 2025 a 212.165 migliaia di Euro, invariate rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente.
Nella tabella seguente si evidenzia la suddivisione delle partecipazioni tra imprese controllate ed altre imprese:
 
 
DESCRIZIONESaldo al 31/12/24Incrementi/(Decrementi)SvalutazioniSaldo al 31/12/25
Imprese controllate211.989.567 211.989.567
Altre Imprese175.594 175.594
TOTALE212.165.161 - 212.165.161
Il dettaglio delle partecipazioni in imprese controllate e delle movimentazioni rispetto all’esercizio precedente è riportato di seguito:
SOCIETA' CONTROLLATESaldo al 31/12/24Incrementi/(Decrementi)SvalutazioniSaldo al 31/12/25
TREVI S.p.A.158.145.817 158.145.817
SOILMEC S.p.A.53.821.872 53.821.872
INTERNATIONAL DRILLING TECHNOLOGIES FZCO21.877 21.877
TOTALE SOCIETA' CONTROLLATE211.989.567 211.989.567
L’impairment test effettuato non ha portato all’evidenza perdite di valore, come commentato in precedenza.
Il saldo delle altre partecipazioni è pari a circa 176 migliaia di Euro, secondo il dettaglio riportato di seguito e risulta invariato rispetto all’esercizio precedente:
ALTRE SOCIETA’Saldo al 31/12/24IncrementiDecrementiSaldo al 31/12/25
COMEX SPA69--69
BANCA DI CESENA S.P.A.1.136 - -1.136
DRILLMEC INDIA PRIVATE LTD24.390 - -24.390
SVILUPPO IMPRESE ROMAGNA S.P.A.150.000- -150.000
TOTALE ALTRE SOCIETA’175.594 - - 175.594
Riportiamo l’elenco ed i principali dati delle partecipazioni in società controllate al 31 dicembre 2024:
 
 
 
 
 
 
SOCIETA' CONTROLLATESedeCapitale sociale (1)Patrimonio Netto contabile totale (1) 2025Risultato di esercizio (1) 2025%Valore Contabile (2)Ns. quota Patrimonio Netto (2)
TREVI S.p.A.Italia 32.300.000 97.830.777 5.235.502 99,78%158.145.81797.615.550
SOILMEC S.p.A.Italia 25.155.000 21.449.6291.771.95399,92%53.821.87221.432.469
INTERNATIONAL DRILLING TECHNOLOGIES FZCOUAE 1.000.000 11.645.3181.501.91210,00%21.877269.867
TOTALE SOCIETA' CONTROLLATE211.989.567
(1) Per Trevi S.p.A. e Soilmec S.p.A. dati in Euro; per International Drilling Technologies FZCO dati in AED; per Trevi Drilling Services Saudi Arabia Co. dati in SAR.
(2) Dati in EUR
I dati riportati relativi all’esercizio 2025 per le società indicate nella tabella non sono ancora stati approvati dalle relative Assemblee alla data di stesura del presente documento.
283
Il controvalore in Euro è stato ottenuto applicando il rapporto di cambio alla data di fine esercizio per il patrimonio netto e il cambio medio dell’esercizio per il risultato di esercizio, come da tabella seguente (fonte Banca d’Italia):
 
 
 
 
 
 
 
Cambio medio dell'esercizio
EuroEuro1,0000
Dollari USAUS$ 1,1300
Riyal Saudita /Saudi RiyalSAR 4,2375
Peso ArgentinoARS 1.412,1281
Dirhams Emirati ArabiAED 4,1499
Cambio fine esercizio
EuroEuro1,0000
Dollari USAUS$ 1,1750
Riyal Saudita /Saudi RiyalSAR 4,4063
Peso ArgentinoARS 1.707,5606
Dirhams Emirati ArabiAED 4,3152
Per il dettaglio delle società indirettamente controllate e collegate, sia direttamente che indirettamente, si rinvia e si fa riferimento alla Nota Illustrativa del Bilancio Consolidato.
(4) Attività per imposte anticipate
I crediti per imposte anticipate sono pari a circa 1.198 migliaia di Euro, erano stati pari a 21 migliaia
di Euro nell’esercizio passato, la variazione incrementativa pari a 1.177 migliaia di euro è dovuta ad
una maggiore recuperabilità di perdite fiscali sulla base del tax planning 2026-2029.
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Perdite fiscali recuperabili negli anni successivi1.198.32521.3171.177.008
totale1.198.32521.3171.177.008
(5) Altri crediti finanziari non correnti verso controllate e altre imprese
I crediti finanziari non correnti alla data del 31 dicembre 2025 ammontano complessivamente a circa 22 migliaia di Euro, sostanzialmente in linea con l’esercizio passato.
 
 
 
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Altri Crediti Finanziari
Depositi cauzionali e altri22.562 15.284 7.278
Totale Crediti Finanziari22.56215.2847.278
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ATTIVITA’ CORRENTI
(6) Crediti commerciali e altri crediti correnti
I crediti commerciali e gli altri crediti correnti ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 4.604 migliaia di Euro, con un incremento di 82 migliaia di Euro rispetto all’esercizio precedente, al termine del quale ammontavano a 4.522 migliaia di Euro. La variazione è principalmente imputabile alle voci Crediti verso clienti, decrementata per complessivi 1.074 migliaia di Euro, e risconti attivi, incrementata per 814 migliaia di euro.
Nella tabella seguente i dettagli di tale voce:
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Crediti verso clienti1.637.3332.711.621(1.074.288)
Risconti attivi1.698.280882.829814.746
Iva c/erario1.263.225925.990337.236
Crediti diversi5.2541.6454.314
TOTALE4.604.0924.522.08482.008
(7) Crediti commerciali e altri crediti correnti verso Società controllate
I crediti commerciali e gli altri crediti correnti verso società controllate ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 35.198 migliaia di Euro, con un decremento di circa 4.783 migliaia di Euro rispetto all’esercizio precedente; tale decremento è imputabile principalmente ai crediti derivanti dal regime della tassazione di Gruppo.
Di seguito vengono riportati i dettagli relativi a tale voce:
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Crediti di natura commerciale32.817.26425.657.4697.159.795
Crediti derivanti dal regime della tassazione di Gruppo2.380.65114.322.978(11.942.327)
TOTALE35.197.91539.980.446(4.782.531)
I crediti di natura commerciale nei confronti di società appartenenti al Gruppo Trevi derivano principalmente dall’attività di locazione operativa di immobilizzazioni materiali e dai servizi resi a favore delle società che usufruiscono di tali servizi.
I crediti derivanti dal regime di tassazione fiscale si riferiscono ai crediti vantati nei confronti di alcune società italiane del Gruppo in ragione della loro adesione agli accordi di consolidato fiscale.
I valori dei crediti di natura commerciale verso società controllate e verso terze parti, il cui dettaglio è presente nel paragrafo “Altre Informazioni Parti correlate”, sono considerati al netto del relativo fondo svalutazione, al 31 dicembre 2025 pari a circa 4.013 migliaia di Euro (3.703 migliaia di Euro nell’esercizio precedente).
DescrizioneSaldo al 31/12/2024accantonamentiSaldo al 31/12/2025
Fondo svalutazione crediti3.702.682(112.503)4.012.968
TOTALE3.702.682(112.503)4.012.968
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(8) Attività per imposte correnti
Le attività per imposte correnti sono pari a 528 migliaia di Euro, con un incremento complessivo di circa 116 migliaia di Euro rispetto all’esercizio precedente, principalmente dovuto alle voci in aumento dell’erario c/imposte richieste a rimborso e degli altri crediti; nella tabella seguente si riporta il relativo dettaglio:
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Acconti IRAP200.000 200.000 -
Erario c/imposte richieste a rimborso235.358 209.862 25.497
altri crediti92.584 1.640 90.944
TOTALE527.943 411.502 116.441
(9) Altre attività finanziarie correnti
Le Altre attività finanziarie correnti ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 73.815 migliaia di Euro, con un decremento di circa 3.893 migliaia di Euro, tale voce è costituita dai finanziamenti attivi erogati alle società controllate, finalizzati a garantire il necessario supporto finanziario allo svolgimento delle loro attività operative ed agli investimenti programmati
 
 
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Trevi S.p.A.36.582.44928.332.4498.250.000
Soilmec S.p.A.36.851.29639.214.512(2.363.217)
Altri crediti finanziari 9.576.550(9.576.550)
Trevi Cimentaciones y Consolidaciones SA153.216(153.216)
Trevi Cimentaciones CA (Venezuela)381.439431.663(50.224)
TOTALE73.815.18377.708.390(3.893.207)
Si segnala nel corso dell’esercizio l’incasso del finanziamento pari a 10 milioni di Euro vantato nei confronti del Gruppo MEIL Global Holdings BV a seguito degli accordi di cessione dell’Oil&Gas; mentre la parte residua si riferisce principalmente ad erogazioni e rimborsi ricevuti relativi ai finanziamenti nei confronti delle società del Gruppo.
(10) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 3.716 migliaia di Euro con un incremento di 1.436 migliaia di Euro rispetto all’esercizio precedente, imputabile esclusivamente alle normali dinamiche operative della Società.
Nella tabella seguente i dettagli di tale voce:
DESCRIZIONE Saldo al 31/12/2025 Saldo al 31/12/2024 Variazioni
Depositi bancari 3.663.5022.209.7951.453.707
Denaro e valori di cassa52.53869.867(17.329)
TOTALE3.716.0402.279.6631.436.377
Sulle disponibilità sopra indicate non sono presenti pledge né sussistono vincoli sulla cassa.
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(11) PATRIMONIO NETTO
Le variazioni del patrimonio netto della Società sono riportate nel relativo prospetto contabile e nella seguente tabella:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
DESCRIZIONECapitale Sociale (al netto di riduzione per azioni proprie)Riserva sovrapprezzo azioniRiserva LegaleRiserva per Azioni proprieRiserva IAS Riserva Fair ValueRiserva IAS 19Riserva IFRS 9Utili (perdite) accumulatiRisultato dell'esercizioTotale Patrimonio Netto
Saldo al 01/01/2024122.942.340 23.094.666 9.234.293 (736.078)693.901 4.418.714 15.472 (3.051.157)(13.340.242)1.454.833 144.726.742
Destinazione dell’Utile e delle riserve72.742 1.382.091 (1.454.833) -
Utile / (Perdita) complessiva15.420 - (15.968.772)(15.953.352)
Saldo al 31/12/2024122.942.340 23.094.666 9.307.035 (736.078)693.901 4.418.714 30.892 (3.051.157)(11.958.151)(15.968.772)128.773.390
Saldo al 01/01/2025122.942.340 23.094.666 9.307.035 (736.078)693.901 4.418.714 30.892 (3.051.157)(11.958.151)(15.968.772)128.773.390
Destinazione dell’Utile e delle riserve(15.968.772)15.968.772 -
Aumento di capitale9.175 110.756 - 119.931
Utile / (Perdita) complessiva2.478 - (16.932.681)(16.930.203)
Saldo al 31/12/2025122.951.515 23.205.422 9.307.035 (736.078)693.901 4.418.714 33.370 (3.051.157)(27.926.923)(16.932.681)111.963.118
-Capitale Sociale:
La società ha emesso n.312.277.292 azioni, di cui detiene come azioni proprie n. 20 azioni. Al 31 dicembre 2025 il capitale sociale interamente sottoscritto e versato della Società è pari a 122.952 migliaia di Euro; la movimentazione rispetto al 31 dicembre 2024 è da attribuire alla sottoscrizione di numero 104.340 nuove azioni per un importo complessivo di 120 migliaia di euro di cui 9,2 ad incremento del capitale sociale, a fronte dell’esercizio del diritto di sottoscrizione di nuovo capitale per i detentori del loyalty warrant emesso con l’accordo di ristrutturazione del 2020.
-Riserva Sovrapprezzo azioni:
Tale riserva è pari a 23.205 migliaia di euro al 31 dicembre 2025 ed è variata rispetto al 31 dicembre 2024 in seguito alla sottoscrizione di numero 104.340 nuove azioni per un importo pari a 110,7 migliaia di Euro.
-Riserva Legale:
La Riserva legale rappresenta la parte di utili che, secondo quanto disposto dall’art. 2430 del codice civile, non può essere distribuita a titolo di dividendo; al 31 dicembre 2025 il valore di tale riserva ammonta a 9.307 migliaia di Euro.
-Riserva Azioni Proprie in Portafoglio:
La Riserva per azioni proprie in portafoglio ammonta alla data del 31 dicembre 2025 a -736 migliaia di Euro, invariata rispetto al 31 dicembre 2025.
-Riserva transizione IAS:
La riserva ammonta alla data del 31 dicembre 2025 a 694 migliaia di Euro e non ha subito variazioni nel corso dell’esercizio.
-Riserva Fair Value:
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La riserva ammonta alla data del 31 dicembre 2025 a 4.419 migliaia di Euro e non ha subito variazioni nel corso dell’esercizio.
-Riserva IAS 19:
La riserva alla data del 31 dicembre 2025 è positiva ed ammonta a circa 33 migliaia di Euro (31 migliaia di Euro nell’esercizio precedente).
-Riserva IFRS 9:
La riserva alla data del 31 dicembre 2025 è negativa per 3.051 migliaia di Euro, e non ha subito variazioni nel corso dell’esercizio.
-Utili/(perdite) accumulati:
La posta al 31 dicembre 2025 tiene conto del risultato dell’esercizio precedente ed è negativa per 27.926 migliaia di Euro.
-Risultato dell’esercizio
Il risultato dell’esercizio 2025 evidenzia una perdita pari a 16.933 migliaia di Euro, a fronte di un risultato negativo per 15.968 migliaia di Euro dell’esercizio precedente; si rimanda all’apposito paragrafo “Andamento della Capogruppo” nel Bilancio Consolidato.
Ai sensi dell’art. 2427 comma 1 n. 7 bis si dettaglio delle voci di Patrimonio Netto per origine, possibilità di utilizzazione e distribuzione:
Capitale Sociale
Saldo al 31/12/2025
Possibilità di utilizzazione
Distribuibilità
Riepilogo utilizzo
Capitale Sociale
122.951.515
 
 
 
Riserva Sovrapprezzo Azioni
23.205.422
B
 
23.205.422
Riserva Legale
9.307.035
B
 
9.307.035
Altre Riserve
2.094.829
D
 
 
Utili/(Perdite) riportate a nuovo
(27.926.923)
B
 
 
Riserva per azioni proprie
(736.078)
 
 
 
Utile / (Perdita) di esercizio
(16.932.681)
 
 
 
TOTALE
111.963.118
 
 
 
Possibilità di utilizzazione
A) Per aumento di capitale B) Per copertura perdite C) Per distribuzione ai soci D) Indisponibile
288
PASSIVITA’
PASSIVITA’ NON CORRENTI
(12) Finanziamenti non correnti
I finanziamenti non correnti ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 8.786 migliaia di Euro, con un decremento rispetto al 31 dicembre 2024 pari a circa 42.597 migliaia di Euro, dovuto principalmente alla riclassificazione nella parte corrente in base al grado di esigibilità, come descritto in precedenza.
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Finanziamenti non correnti8.785.72151.383.055(42.597.334)
TOTALE8.785.72151.383.055(42.597.334)
Si rimanda all’apposita tabella di dettaglio per la relativa composizione:
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Debito verso UBAE1.757.770(1.757.770)
Debito verso Banca IFIS1.149.651(1.149.651)
Debito verso BNL2.323.907(2.323.907)
Debito verso Deutsche Bank1.620.255(1.620.255)
Debito verso Unicredit7.371.610(7.371.610)
Debito verso Illimity6.500.00030.049.805(23.549.805)
Debito verso Industrial and commercial Back China1.864.094-1.864.094
Ratei passivi637.2719.130.218(8.492.947)
Attualizzazione debito IFRS 9(215.644)(2.020.161)1.804.517
TOTALE8.785.72151.383.055(42.597.334)
(13) Debiti verso altri finanziatori non correnti
I debiti verso altri finanziatori non correnti ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 2.917 migliaia di Euro, con un decremento di 69.407 migliaia di Euro rispetto alla stessa data dell’esercizio precedente, in cui si attestavano a 95.485 migliaia di Euro; nella tabella seguente sono elencati i relativi dettagli:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Debiti verso Caterpillar Financial S.A.2.588.2754.506.350(1.918.075)
Debiti verso SC Lowy Financial-6.335.810(6.335.810)
Prestito obbligazionario50.000.000(50.000.000)
Debiti verso Kerdos23.159.818(23.159.818)
Debiti verso Amco Asset Mgmt. Co. S.p.A.8.930.032(8.930.032)
Debiti verso Sace S.p.A.15.493.680(15.493.680)
Debiti verso società di leasing328.792355.728(26.936)
Attualizzazione debito IFRS 9(13.296.830)13.296.830
TOTALE2.917.06795.484.588(92.567.521)
289
I termini e le condizioni dei finanziamenti in essere sono i seguenti:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
31/12/2025
In migliaiaValutaSpreadIndicizzazioneAnnoValoreValore
scadenzanominaleContabile
Finanziamento bancario non garantitoEuro4,04%2027 6.284 6.284
Finanziamento bancario non garantitoEuro4,02%2028 1.864 1.864
Finanziamento da altri finanziatori non garantitoEuro8,90%2028 2.588 2.588
Sub-totale euro passività onerose 10.737 10.737
(14) Passività per strumenti finanziari derivati non correnti
Al 31 dicembre 2025, in linea anche con l’esercizio precedente, la Società non presenta strumenti finanziari derivati non correnti.
(15) Passività fiscali per imposte differite
Le passività fiscali per imposte differite sono circa pari a zero alla data del 31 dicembre 2025, nessuna variazione rispetto all’esercizio precedente.
Di seguito viene riportato il dettaglio delle voci componenti il saldo:
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Altre220
TOTALE220
(16) Benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro
La posta accoglie la stima della passività, determinata sulla base di tecniche attuariali, relativa al trattamento economico da corrispondere ai dipendenti all’atto della cessazione del rapporto di lavoro.
I benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a circa 700 migliaia di Euro, con un incremento di circa 76 migliaia di Euro rispetto all’esercizio precedente.
Nella tabella seguente vengono dettagliate le variazioni di tale voce relativamente all’esercizio 2025:
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2024Quota maturata e stanziata a conto economicoQuota trasferita ad altre società ed acconti liquidatiMovimenti a favore di fondi pensionistici integrativi ed altre variazioniUtili/(perdite) attuarialiSaldo al 31/12/2025
Benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro623.70022.035(23.230)79.581(2.478)699.608
290
Le ipotesi principali usate nel determinare l’obbligazione relativa al trattamento di fine rapporto, come precedentemente illustrato nel paragrafo relativo ai principi contabili adottati, sono qui di seguito illustrate:
 
 
 
 
31/12/202531/12/2024
Tasso annuo tecnico di attualizzazione3,37% - 3,09%3,38% - 3,15% - 2,69%
Tasso di inflazione2,00%2,00%
Tasso annuo incremento TFR3,00%3,00%
Turnover15,00%15,00%
(17) Fondo per rischi ed oneri
Il fondo ammonta a 8.876 migliaia di Euro, con un decremento di circa 565 migliaia di Euro rispetto all’esercizio precedente.
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Fondi per rischi ed oneri8.875.5009.440.301(564.801)
TOTALE8.875.5009.440.301(564.801)
Il saldo è costituito principalmente da un fondo rischi pari a circa 4.737 migliaia di Euro dovuto a rischi contrattuali in merito a oneri futuri relativi all’accollo delle posizioni riconducibili alla Water Division conseguenti alla cessione della Divisione Oil & Gas avvenuta nell’esercizio 2020 per 2.823 migliaia di Euro. Inoltre, tale fondo include da accantonamenti relativi al fondo garanzie finanziarie prestate a società del Gruppo effettuati in ottemperanza del principio contabile IFRS 9 per 463 migliaia di Euro, e dal fondo premi a dipendenti per un importo complessivo pari a 867 migliaia di Euro.
(17.1) Altre passività non correnti
La voce include le indennità riconosciute in via transattiva in favore di alcuni ex amministratori della Società, nel contesto degli accordi raggiunti con la ex controllante Trevi Holding SE (THSE). Si segnala un decremento rispetto all’anno precedente per un totale complessivo di 450 migliaia di euro al 31/12/2024.
 
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Quota non corrente accordo THSE150.000600.000-450.000
150.000600.000-450.000
291
PASSIVITA’ CORRENTI
(18) Debiti commerciali e altre passività correnti
I debiti commerciali e le altre passività correnti ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 7.186 migliaia di Euro, con un incremento di 1.092 migliaia di Euro rispetto all’esercizio precedente principalmente imputabile ad un incremento degli ordini nei confronti dei fornitori.Nella tabella seguente sono elencati i dettagli di tale voce:DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024VariazioniDebiti verso fornitori terzi5.252.7984.213.1061.039.692Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza sociale393.636345.97147.665Altri Debiti1.539.2111.534.2334.978TOTALE7.185.6466.093.3101.092.335Il dettaglio per scadenza dei debiti verso fornitori è evidenziato nella tabella seguente:DescrizioneSaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024VariazioniNon scaduto3.916.7972.627.1471.289.651Scaduto da 1 a 3 mesi208.171498.748(290.577)Scaduto da 3 a 6 mesi17.231017.231Scaduto da oltre 6 mesi1.110.5991.087.21223.388TOTALE5.252.7984.213.1061.039.692Il dettaglio degli Altri debiti è evidenziato di seguito:DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024VariazioniDebiti verso dipendenti per ferie maturate e non godute848.648777.20971.439Altri 690.563757.024(66.461)TOTALE1.539.2111.534.2334.978
La voce include 600 migliaia di Euro, riconducibili alla parte a breve termine relativa alle indennità riconosciute in via transattiva in favore di alcuni ex amministratori della Società, nel contesto degli accordi raggiunti con la ex controllante THSE.
Alla data della presente relazione non sono stati ricevuti decreti ingiuntivi.
(19) Debiti commerciali e altre passività correnti verso controllate
I debiti commerciali e le altre passività correnti verso controllate ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 6.206 migliaia di Euro, con un decremento rispetto all’esercizio precedente di circa 14.441 migliaia di Euro, ascrivibile principalmente ai debiti di natura commerciale verso controllate.
Nella tabella seguente sono elencati i dettagli di tale voce:
 
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Debiti di natura commerciale verso controllate e acconti2.974.5802.417.173557.407
Debiti ascrivibili alla quota di pertinenza dei risultati di esercizio dell'UTE TREVI S.p.A. TREVI - Finanziaria Industriale S.p.A. Sembenelli S.r.l. per la commessa " Borde Seco"2.279.9592.398.450(118.491)
Altri debiti verso correlate75.00075.000
Debiti derivanti dal regime della tassazione di Gruppo876.57815.756.504(14.879.927)
TOTALE6.206.11620.647.127(14.441.011)
292
I debiti di natura commerciale verso controllate si riferiscono principalmente a partite debitorie correnti nei confronti di Trevi S.p.A. e di Soilmec S.p.A., alle quali si aggiungono i debiti derivanti dall’adesione al consolidato fiscale. L’elenco analitico è disponibile al paragrafo “Altre Informazioni – Parti correlate”.
(20) Passività fiscali per imposte correnti
Le passività fiscali per imposte correnti ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 2.224 migliaia di Euro (814 migliaia di Euro alla fine dell’esercizio precedente).
(21) Finanziamenti correnti
I finanziamenti correnti ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 48.007 migliaia di Euro con un incremento di 43.344 migliaia di Euro rispetto all’esercizio precedente in cui ammontavano a 4.663 migliaia di Euro.
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Finanziamenti M/L termine - quota a breve48.007.3584.663.44143.343.917
TOTALE48.007.3584.663.44143.343.917
Per la variazione, si rimanda a quanto scritto nella nota (12).
(22) Debiti verso altri finanziatori correnti
I debiti verso altri finanziatori a breve termine ammontano alla data del 31 dicembre 2025 a 143.079 migliaia di Euro con un incremento di circa 110.487 migliaia di Euro rispetto all’esercizio precedente.
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Debiti vs. altri finanziatori correnti143.078.82532.591.963110.486.862
TOTALE143.078.82532.591.963110.486.862
Di seguito si riporta il dettaglio di tale voce con i relativi scostamenti:
 
 
 
 
 
 
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Debito verso Trevi Icos4.085.1064.620.271(535.165)
Debito verso Trevi Hong Kong Co Ltd550.000550.000-
Debito verso Trevi Arabian Soil Contractor38.923.63824.524.19714.399.441
Debiti verso Caterpillar Financial S.A.49.501.6052.857.11146.644.494
Debiti verso società di leasing18.476(17.408)35.884
Prestito obbligazionario50.000.00050.000.000
Debiti verso Amco Asset Mgmt. Co. S.p.A.57.791(57.791)
TOTALE143.078.82532.591.963110.486.862
Si segnala che al 31/12/2025 i parametri finanziari previsti dal regolamento del Prestito Obbligazionario “Trevi Finanziaria Industriale 2023-2026” sono stati rispettati.
(23) Fondi correnti
Sono pari a circa 3.707 migliaia di Euro (2.055 al 31 dicembre 2024) e si riferiscono alla quota corrente del fondo premi a dipendenti.
(24) Strumenti finanziari derivati correnti
Non vi sono passività relative a strumenti finanziari derivati a breve termine.
293
Si riporta di seguito il dettaglio dell’indebitamento finanziario netto:
 
 
 
 
 
 
 
(importi espressi in migliaia di Euro)
Descrizione31/12/202531/12/2024delta
ADisponibilità liquide3.716.0402.279.6631.436.377
BMezzi equivalenti a disponibilità liquide0
CAltre attività finanziarie correnti73.815.18377.708.390(3.893.207)
DLiquidità (A+B+C)77.531.22379.988.053(2.456.830)
EDebito finanziario corrente (inclusi strumenti di debito)104.485.15529.342.40475.142.751
FParte corrente del debito finanziario non corrente86.601.0287.913.00078.688.028
GIndebitamento finanziario netto (E+F)191.086.18337.255.404153.830.779
HIndebitamento finanziario corrente netto (G-D)113.554.960(42.732.649)156.287.609
IDebito finanziario non corrente(38.297.212)96.867.643(135.164.855)
JStrumenti di debito50.000.00050.000.0000
KIndebitamento finanziario non corrente (I+J)11.702.788146.867.643(135.164.855)
LTotale indebitamento finanziario (H+K) (come da Richiamo attenzione Consob n.5/21 del 29 aprile 2021)125.257.748104.134.99421.122.754
Di seguito la rappresentazione che riconcilia con lo schema di indebitamento presente nella relazione sulla gestione:
LTotale indebitamento finanziario (H+K) (come da Richiamo attenzione Consob n.5/21 del 29 aprile 2021)125.257.748104.134.99421.122.754
MAltre attività finanziarie non correnti(3.019)(3.019)0
NIndebitamento finanziario netto totale (L-M)125.260.767104.138.01321.122.754
294
GARANZIE ED IMPEGNI
Si informa che non sussistono impegni, garanzie e passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale ulteriori rispetto a quelle di seguito commentate.
• Garanzie Corporate/Mandati di Credito per Euro 262.936.142. Si riferiscono in particolare a:
- Fideiussioni Corporate per Euro 39.059.488 emesse da Trevi Finanziaria Industriale Spa a garanzia delle obbligazioni di fare delle proprie società controllate a seguito della firma di contratti di appalto/fornitura ;
- Fideiussioni Corporate su linee di cassa e/o firma per Euro 37.303.216 ossia fideiussioni emesse da Trevi Finanziaria Industriale SpA a garanzia di linee di cassa o di firma in capo alle proprie società controllate;
- Mandati di Credito per cassa e/o firma per Euro 40.042.484 ossia linee in capo a Trevi Finanziaria Indutriale SpA messe a disposizione delle proprie società controllate
- Fideiussioni Corporate a favore US Surety per Euro 146.530.953, ossia fideiussioni emesse da Trevi Finanziaria Industriale SpA a favore di primarie compagnie assicurative statunitensi per l'emissione di garanzie commerciali per conto delle controllate nord americane.
• Fideiussioni Assicurative
Garanzie prestate da Società di assicurazione per Euro 7.320.878. Si riferiscono in particolare al rilascio di cauzioni per rimborsi di IVA della Società e delle principali Società controllate italiane; cauzioni commerciali emesse principalmente per partecipare a gare di appalto, a copertura della buona esecuzione dei lavori e per anticipi contrattuali.
Fanno parte di questa categoria anche le garanzie contratte con Società di Assicurazione locali da parte delle controllate Trevi Foundations Philippines Inc e Trevigalante SA.
Fideiussioni Commerciali emesse da Istituti Bancari per Euro 55.301.494. Si riferiscono principalmente a
garanzie bancarie necessarie per la partecipazione a gare di appalto, a copertura della buona esecuzione dei lavori e per anticipi contrattuali.
295
ANALISI DELLE VOCI DEL CONTO ECONOMICO
Vengono di seguito forniti alcuni dettagli ed informazioni relativi al conto economico dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.
(25) Ricavi delle vendite e delle prestazioni
I Ricavi delle vendite e delle prestazioni ammontano a 14.385 migliaia di Euro contro i 18.166 migliaia di Euro del 2024, con un decremento pari a 3.780 migliaia; il decremento è attribuibile prevalentemente alla riduzione dei servizi resi alle società controllate, in particolare, la contrazione dei ricavi infragruppo, non integralmente compensata da una proporzionale riduzione dei costi operativi, ha determinato una compressione del margine operativo lordo.
La composizione per natura di tali ricavi è la seguente:
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Ricavi per noleggio attrezzature2.726.6402.248.303478.337
Ricavi per commissioni su garanzie2.342.0153.516.645(1.174.631)
Ricavi per prestazioni di servizi ad imprese controllate9.316.77512.401.291(3.084.516)
TOTALE14.385.42918.166.240(3.780.810)
Di seguito si fornisce la composizione per area geografica dei ricavi delle vendite e delle prestazioni:
RIPARTIZIONE GEOGRAFICA31/12/2025%31/12/2024%
Italia5.829.91040,53%8.728.89048,05%
Europa (esclusa Italia)446.4973,10%257.1091,42%
U.S.A. e Canada904.5196,29%1.013.7565,58%
America Latina288.7912,01%397.8792,19%
Africa522.5873,63%633.5723,49%
Medio Oriente e Asia5.961.59841,44%5.995.73833,00%
Estremo Oriente e resto del mondo431.5293,00%1.139.2956,27%
TOTALE14.385.429100%18.166.239100%
I ricavi sono stati quasi esclusivamente realizzati con società del Gruppo, e come indicato nella tabella precedente hanno riguardato attività di noleggio di attrezzature, servizi di direzione e supporto di natura gestionale ed amministrativa, la gestione del servizio delle risorse umane, la gestione del servizio informatico, comprensivo dei diritti all’utilizzo del software di gestione integrata d’impresa, e la gestione del servizio di comunicazione di Gruppo.
296
(26) Altri ricavi operativi
Gli altri ricavi operativi ammontano a 439 migliaia di Euro contro i 784 migliaia di Euro del 2024, con un decremento pari a 346 migliaia di Euro; nella tabella seguente il dettaglio di tale voce:
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Affitti Attivi21.27021.270 -
Recupero nostre spese164.927406.000(241.072)
Plusvalenze da alienazione cespiti180.917150.77130.146
Sopravvenienze attive5.372102.960(97.588)
Rimborsi assicurativi55.640055.640
Altri 10.545103.210(92.664)
TOTALE438.672784.210(345.538)
Il decremento è principalmente dovuto alla voce “Recupero nostre spese”, che si riferisce principalmente a recuperi di costi sostenuti a vario titolo dalla Società a favore delle sue controllate dirette e indirette, ed alla voce “Sopravvenienze attive” pari a 5 migliaia di Euro (103 migliaia di Euro nell’esercizio precedente).
(27) Materie prime e di consumo
I costi per Materie prime e di consumo ammontano a circa 87 migliaia di Euro, praticamente invariate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (pari a circa 96 migliaia di Euro al 31.12.2024).
(28) Costo del personale
I costi del personale ammontano a 7.181 migliaia di Euro contro i 6.818 migliaia di Euro del 2024, con un incremento pari a circa 364 migliaia di Euro; il dettaglio del costo del lavoro è sintetizzato nella seguente tabella:
 
 
 
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Stipendi5.772.5245.483.925288.599
Oneri sociali1.386.8611.313.62073.241
Trattamento di fine rapporto22.03520.2211.814
-
TOTALE7.181.4206.817.766363.655
Si evidenzia, di seguito, la movimentazione di dettaglio registrata nel corso dell'esercizio:
 
 
DESCRIZIONE31/12/2025Variazioni in aumentoVariazioni in diminuzione31/12/2024
Dirigenti14216
Quadri ed impiegati46838
TOTALE608254
(29) Altri costi operativi
Gli altri costi operativi ammontano a 11.412 migliaia di Euro contro i 11.558 migliaia di Euro del 2024 con un decremento pari a 146 migliaia di euro.
La voce è così composta:
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Costi per servizi di terzi8.795.780 9.514.805 (719.025)
Costi per godimento beni di terzi2.033.439 1.527.055 506.383
Oneri diversi di gestione582.621 515.864 66.757
TOTALE11.411.840 11.557.724 (145.884)
297
I costi per servizi di terzi sono così dettagliati:
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Compensi ad Amministratori543.521623.159(79.638)
Compensi ai Sindaci136.245135.0861.158
Utenze, spese postali e telecomunicazione216.321303.993(87.672)
Prestazioni di terzi, consulenze legali, amministrative e tecniche2.774.0264.297.937(1.523.911)
Canoni e manutenzioni4.102.3953.020.6071.081.788
Vitto, Alloggio e Viaggi134.447107.53526.913
Assicurazioni598.609651.615(53.006)
Pubblicità inserzioni e comunicazioni19.99328.655(8.662)
Contributi associativi101.004100.556447
Servizi bancari81.32868.81312.515
Altri87.891176.849(88.958)
TOTALE8.795.7809.514.805(719.025)
I costi per servizi sono pari a circa 8.796 migliaia di Euro (9.515 migliaia di Euro nell’esercizio precedente) con un decremento pari a circa 719 migliaia di Euro, principalmente legato alla voce prestazioni di terzi e consulenze. La voce “Compensi ad Amministratori” è comprensiva anche dei compensi erogati ai Consiglieri come membri dei Comitati per la nomina e remunerazione degli Amministratori, Comitato Controllo Rischi e Comitato Parti correlate.
Per maggiori dettagli si rimanda al successivo paragrafo “Altre Informazioni” sui compensi erogati agli Amministratori e Sindaci.
La spesa per canoni e manutenzione si riferisce all’attività svolta da fornitori per la manutenzione e lo sviluppo del Servizio Informatico di Gruppo che è accentrato in capo alla TREVI Finanziaria Industriale S.p.A., e che, come precedentemente sottolineato, fa parte dei vari servizi che la Società rende ed addebita alle controllate.
I costi per godimento beni di terzi sono ripartiti come segue:
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Noleggio di attrezzature389.307194.418194.889
Canoni licenza uso1.417.3831.151.880265.503
Affitti passivi226.748180.75745.991
TOTALE2.033.4391.527.055506.383
Le voci “Noleggi di attrezzature”, “Canoni licenza uso” e “Locazioni passive” sono ascrivibili a canoni di breve durata che hanno i requisiti per essere esclusi dalla contabilizzazione prevista dal principio IFRS 16.
I dettagli relativi agli oneri diversi di gestione sono riportati nella seguente tabella:
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Imposte e tasse non sul reddito204.703341.246(136.543)
Altri oneri diversi21.6658.39513.270
Sopravvenienze passive diverse non deducibili356.253166.222190.031
TOTALE582.621515.86466.757
298
(30) Ammortamenti
Gli ammortamenti ammontano a 3.864 migliaia di Euro contro i 3.872 migliaia di Euro del 2024, con un decremento pari a 9 migliaia di Euro, come di seguito dettagliato:
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali2.268.0542.179.46188.593
Ammortamento delle immobilizzazioni materiali1.595.6121.692.847(97.235)
TOTALE3.863.6663.872.309(8.642)
Tale voce è relativa sia all’ammortamento relativo all’acquisizione di licenze informatiche e software applicativi ed alla consulenza ricevuta nell’ambito dell’implementazione dell’ERP di Gruppo, capitalizzata tra le immobilizzazioni immateriali, sia all’ammortamento di immobili, impianti e macchinari.
(30.1) Accantonamenti, svalutazioni e utilizzi
Al 31 dicembre 2025 sono stati effettuati accantonamenti netti pari a circa 3.171 migliaia di Euro, la variazione rispetto all’esercizio precedente è indicata nella tabella che segue:
DESCRIZIONESaldo al 31/12/2025Saldo al 31/12/2024Variazioni
Accantonamenti/(rilascio) per rischi-(330.340)330.340
Accantonamenti/(rilascio) per crediti(112.503)168.022(280.524)
Altri accantonamenti3.283.3471.926.0111.357.336
TOTALE3.170.8441.763.6921.407.152
La variazione complessiva è pari a 1.407 migliaia di Euro ed è imputabile principalmente ai piani di incentivazione a lungo termine ed ai premi previsti per il personale.
(31) Proventi finanziari
I proventi finanziari ammontano a 3.523 migliaia di Euro contro i 5.366 migliaia di Euro del 2024, con un decremento pari a 1.842 migliaia di Euro.
I dettagli di tale voce sono riportati di seguito:
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Proventi finanziari da crediti iscritti nelle immobilizzazioni3.247.3864.406.164(1.158.779)
Dividendi-555.610(555.610)
Proventi Finanziari diversi275.777403.888(128.111)
TOTALE3.523.1635.365.663(1.842.500)
Il decremento dei proventi finanziari registrato nell’esercizio è principalmente attribuibile alle operazioni di ricapitalizzazione delle società controllate, realizzate mediante conversione in patrimonio netto dei crediti finanziari vantati dalla Capogruppo. Tali operazioni, finalizzate al rafforzamento della struttura patrimoniale delle controllate, hanno comportato la cessazione della rilevazione degli interessi attivi sui finanziamenti convertiti.
299
(32) Costi finanziari
I costi finanziari ammontano a 16.021 migliaia di Euro contro i 17.202 migliaia di Euro del 2024, nella tabella seguente il dettaglio di tale voce:
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Interessi verso banche4.640.6526.060.195(1.419.543)
Oneri finanziari da valutazione al fair value3.952.2934.095.458(143.164)
Spese e commissioni su fidejussioni1.644.5982.179.255(534.657)
Interessi passivi verso società di leasing15.14335.186(20.043)
Interessi verso società controllate 1.554.1341.221.771332.363
Altri oneri finanziari4.214.7833.610.722604.062
TOTALE16.021.60417.202.587(1.180.983)
Gli interessi sui debiti verso banche rappresentano i costi legati al reperimento di risorse finanziarie necessarie al funzionamento delle attività della Società e del Gruppo.
(33) Utile/(perdite) su cambi
Le transazioni in valuta estera per l’anno 2025 hanno comportato un utile pari a 3.453 migliaia di Euro, principalmente non realizzata, rispetto alla perdita pari a -1.260 migliaia di Euro del 2024, con una variazione positiva pari a circa 4.713 migliaia di Euro.
Descrizione31/12/202531/12/2024Variazioni
Utili (Perdite) derivante da transazioni in valuta estera3.453.273(1.259.558)4.712.831
TOTALE3.453.273(1.259.558)4.712.831
(34) Rettifiche di valore ad attività finanziarie
Nel corso dell’esercizio la Società ha effettuato rettifiche di valore ad attività finanziarie positive per complessivi 366 migliaia di Euro (anche nell’esercizio precedente il valore è risultato positivo per 302 migliaia di Euro), imputabili principalmente al rilascio del fondo garanzie finanziarie dovuto all’andamento sia dei Credit Default Swap (CDS), sia delle Probability of Default (PD) applicate alle controparti cui i crediti si riferiscono.
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Rettifiche di valore ad attività finanziarie365.754302.38663.368
TOTALE365.754302.38663.368
(35) Imposte sul reddito
L’accantonamento delle imposte sul reddito del periodo è stato calcolato tenendo conto del prevedibile imponibile fiscale. I proventi netti per imposte sul reddito ammontano complessivamente a 2.637 migliaia di Euro, 1.982 migliaia di Euro del 2024, con un decremento di circa 655 migliaia di Euro; il dettaglio di tale voce è riepilogato nella seguente tabella:
 
DESCRIZIONE31/12/202531/12/2024Variazioni
Imposta IRES dell'esercizio(1.473.805)(1.511.898)38.093
Imposte esercizi precedenti13.24749.059(35.812)
Imposte anticipate(1.177.008)(21.317)(1.155.691)
Imposte differite(497.883)497.883
TOTALE(2.637.566)(1.982.040)(655.526)
300
(36) Risultato netto
Al 31 dicembre 2025 il risultato netto è negativo per 16.933 migliaia di Euro (al 31 dicembre 2024 era risultato positivo per 15.969 migliaia di Euro); il Patrimonio Netto al 31 dicembre 2025 è positivo ed è pari a 111.963 migliaia di Euro (128.773 migliaia di Euro al 31 dicembre 2024). Nel corso dell’esercizio 2025 si segnala un risultato operativo negativo per 10.891 migliaia di Euro, con un peggioramento rispetto al precedente esercizio per quasi 5,7 milioni di Euro; il risultato netto derivante dalle attività in funzionamento risulta essere negativo per 16.933 migliaia di Euro (nell’esercizio precedente era stato negativo per 15.969 migliaia di Euro).
La Società ha scelto di fornire l’informativa sull’utile per azione esclusivamente nel Bilancio consolidato di Gruppo secondo quanto previsto dallo IAS 33.
Rapporti con parti correlate
La seguente tabella mostra i valori complessivi delle transazioni intercorse nell’esercizio con parti correlate:
 
 
 
Importi espressi in migliaia di Euro
Crediti finanziari a breve termine verso controllate31/12/202531/12/2024Variazioni
Trevi S.p.A.36.58228.3328.250
Soilmec S.p.A.36.85139.215(2.363)
Altri38110.161(9.780)
TOTALE73.81577.708(3.893)
Crediti commerciali ed altri crediti a breve termini verso controllate31/12/202531/12/2024Variazioni
Trevi S.p.A.7.89714.956(7.059)
Soilmec S.p.A.3.1156.174(3.059)
Altri24.18618.8515.335
TOTALE35.19839.980(4.783)
Debiti finanziari ed altri debiti a breve termine verso controllate31/12/202531/12/2024Variazioni
Trevi Icos Corporation4.0854.620(535)
Trevi Construction Co. Ltd (Hong Kong)5505500
Trevi Arabian Soil Contractor38.92424.52414.399
Altri(99)(72)(27)
TOTALE43.46029.62213.837
Debiti commerciali ed altri debiti a breve termini verso controllate31/12/202531/12/2024Variazioni
Trevi S.p.A.8011.526(11.446)
Soilmec S.p.A.1135.172(5.059)
Altri6.0133.9492.064
TOTALE6.20620.647(14.441)
Ricavi vendite e prestazioni 31/12/202531/12/2024Variazioni
Trevi S.p.A.4.4125.462(1.051)
Soilmec S.p.A.1.3413.210(1.868)
Altri8.5949.456(861)
TOTALE14.34718.127(3.780)
301
Consumi di materie prime e servizi esterni31/12/202531/12/2024Variazioni
Trevi S.p.A.130364(234)
Soilmec S.p.A.287415(127)
Altri27430244
TOTALE692809(117)
Proventi finanziari31/12/202531/12/2024Variazioni
Trevi S.p.A.1.4031.716(312)
Soilmec S.p.A.1.8442.556(712)
Altri0134(134)
TOTALE3.2474.406(1.159)
Oneri finanziari31/12/202531/12/2024Variazioni
Trevi Arabian Soil Contractors Ltd1.362969393
Treviicos Corporation (USA)187247(60)
Altri66(0)
TOTALE1.5541.222332
Le transazioni effettuate con parti correlate sono concluse alle normali condizioni di mercato.
302
Compensi ad Amministratori e Sindaci
Il Consiglio di Amministrazione di TREVI Finanziaria Industriale S.p.A. in carica alla data attuale di approvazione del Bilancio 2025 è stato nominato dall’Assemblea degli Azionisti dell’13 maggio 2025, per il triennio 2025-2028; ai sensi del regolamento Consob si dettagliano gli emolumenti corrisposti e/o liquidati agli Amministratori e Sindaci della Società:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(importi espressi in unità di Euro)
NominativoCaricaEmolumentiAltri
per la caricacompensi
Paolo Besozzi - sino al 12 maggio 25Presidente del Consiglio d'Amministrazione 37.900
Giuseppe CaselliAmministratore Delegato 1.923.810
Bartolomeo Cozzoli - sino al 12 maggio 25Consigliere d’Amministratore non esecutivo e indipendente 14.400
Membro del Comitato Nomine e Remunerazione 6.100
Davide Contini - sino 12 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 14.400
Membro del Comitato Parti Correlate 3.400
Davide Manunta Consigliere d’Amministratore non esecutivo 40.000
Membro del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità 23.300
Davide Manunta - dal 13 maggio 25Membro Comitato Nomine e Remunerazione 10.800
Alessandro Piccioni - sino al 12 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 14.400
Presidente Comitato Nomine e Remunerazione 8.300
Sara Kraus - dal 12 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 14.400
Presidente del Comitato Parti Correlate 4.600
Elisabetta Oliveri - sino al 12 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 14.400
Membro del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità 8.400
Membro Comitato Nomine e Remunerazione 6.100
Manuela Franchi - sino al 12 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 14.400
Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità 10.600
Cristina De Benedetti - sino al 12 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 14.400
Membro del Comitato Parti Correlate 3.400
Antonio Maria Rinaldi - dal 13 maggio 25Presidente del Consiglio d'Amministrazione 67.000
Marco Pappalardo - dal 13 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 25.500
Daniela Savi - dal 13 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 25.500
Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità 18.700
Matteo Mognaschi - dal 13 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 25.500
Membro del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità 14.800
Claudia Rubini - dal 13 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 25.500
Presidente del Comitato Nomine e Remunerazione 14.600
Francesca Crescini - dal 13 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 25.500
Membro del Comitato Nomine e Remunerazione 10.800
Adriana Baso - dal 13 maggio 25Consigliere d'Amministrazione non esecutivo ed indipendente 25.500
Presidente del Comitato Parti Correlate 8.100
Antogiulio Marti - dal 13 maggio 25Consigliere d’Amministratore non esecutivo 25.500
Membro del Comitato Parti Correlate 6.000
Elisa Roversi - dal 13 maggio 25Consigliere d’Amministratore non esecutivo 25.500
Membro del Comitato Parti Correlate 6.000
Totale 613.700 1.923.810
Gli Altri compensi si riferiscono, per gli Amministratori agli importi degli stipendi erogati come dipendenti della Capogruppo.
303
Per i Sindaci si rimanda ad apposita tabella di dettaglio:
 
 
 
 
 
 
NominativoCaricaDurata della carica (in mesi)Emolumenti SocietàAltri compensiTotale
Marco Vicini - sino al 12 maggio 25PCS4,5 18.100 7.200 25.300
Mara Pierini - sino al 12 maggio 25SE4,5 14.400 14.400
Francesca Parente - sino al 12 maggio 25SE4,5 14.400 14.400
Carmen Pezzuto - dal 13 maggio 25PCS7,5 31.900 31.900
Dorina Casadei - dal 13 maggio 25SE7,5 25.500 25.500
Domenico Iannotta - dal 13 maggio 25SE7,5 25.500 25.500
Totale 129.800 7.200 137.000
Nella tabella che segue sono illustrati i corrispettivi complessivamente corrisposti dalla Società alla Società di revisione e la rete della Società di revisione, ai sensi dell’art. 160 c. 1-bis n. 303 Legge 262 del 28/12/2005 integrata da D. Lgs. 29/12/2006.
 
(in Euro)Soggetto che ha erogato il servizioCorrispettivi di competenza dell'esercizio 2025Totale
Revisione contabileDELOITTE249.440249.440
Revisione contabileKPMG36.25536.255
Totale285.695285.695
FATTI DI RILIEVO AVVENUTI DOPO LA CHIUSURA AL 31 DICEMBRE 2025
Nel corso dei primi due mesi dell’anno 2026 il Gruppo ha acquisito ordini per circa 157 milioni di euro, rispetto ai 110 milioni di euro acquisiti nel medesimo periodo del 2025.
In particolare, la Divisione Trevi ha acquisito ordini per circa 137 milioni (94 milioni nel 2025), mentre la Divisione Soilmec ha acquisito ordini per circa 24 milioni di euro (21 milioni nel primo bimestre 2025).
Il portafoglio ordini al 28 febbraio 2026 è risultato pari a 837 milioni di euro, rispetto a 748 milioni di euro di dicembre 2025.
Fra i progetti di maggior rilievo acquisiti tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 si segnalano:
il progetto di Manhattan Jail a New York
il progetto Washington Bridge
il progetto Taziz Salt negli Emirati Arabi Uniti
i progetti South Commuter Railway CPS-07 e SEMME nelle Filippine.
Con riferimento ai potenziali impatti derivanti dalla situazione di crisi che, a partire dalla fine del mese di febbraio 2026, ha interessato l’area Medio Orientale, si rimanda a quanto commentato nella sezione relativa alla “Gestione dei rischi d’impresa” del Bilancio Consolidato.
304
DESTINAZIONE DEL RISULTATO DI ESERCIZIO
La perdita conseguita nell’esercizio 2025 di TREVI Finanziaria Industriale S.p.A. è risultata essere pari a Euro 16.932 migliaia; si propone all’Assemblea dei Soci di riportare a nuovo la perdita dell’esercizio appena concluso.
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Con riferimento all’esercizio 2026, l’evoluzione del mix geografico e l’avvio di nuove commesse strategiche molte delle quali entreranno nella fase operativa nella seconda parte dell’anno, contribuendo in maniera più rilevante negli esercizi successivi — consentono alla Società di prevedere:
Ricavi compresi tra 640 e 670 milioni di euro;
EBITDA ricorrente compreso tra 70 e 80 milioni di euro;
Posizione finanziaria netta attesa tra 90 e 100 milioni di euro, post Manovra Finanziaria.
Si evidenzia, tuttavia, che le previsioni del Gruppo potrebbero essere influenzate da fattori esogeni non prevedibili e non rientranti nella sfera di controllo del management, che potrebbero modificare i risultati delle previsioni, come più ampiamente commentato in precedenza nella sezione relativa ai rischi di impresa
Cesena, 29 marzo 2026
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
Giuseppe Caselli
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